La sentenza siciliana che ha condannato l´informazione in rete, ritenendola né più né meno che un crimine, sta suscitando proteste e allarme sul web e in ogni ambito del paese civile e responsabile. Le ragioni sono pesanti come pietre. Sono stati attaccati princìpi che hanno fatto la storia del pensiero democratico: i medesimi per i quali, nel nostro paese, uomini come i fratelli Rosselli, Piero Gobetti, Antonio Gramsci, Eugenio Curiel, Giovanni Amendola, hanno speso il loro impegno e dato la vita. E´ stato puntato e centrato in particolare il principio della libera espressione, che, rappresentativo delle libertà tutte e momento rivelatorio di uno Stato democratico, costituisce un cardine della Costituzione repubblicana. LEGGI TUTTO
venerdì, settembre 05, 2008
C'è un'emergenza libertà in Italia!
La sentenza siciliana che ha condannato l´informazione in rete, ritenendola né più né meno che un crimine, sta suscitando proteste e allarme sul web e in ogni ambito del paese civile e responsabile. Le ragioni sono pesanti come pietre. Sono stati attaccati princìpi che hanno fatto la storia del pensiero democratico: i medesimi per i quali, nel nostro paese, uomini come i fratelli Rosselli, Piero Gobetti, Antonio Gramsci, Eugenio Curiel, Giovanni Amendola, hanno speso il loro impegno e dato la vita. E´ stato puntato e centrato in particolare il principio della libera espressione, che, rappresentativo delle libertà tutte e momento rivelatorio di uno Stato democratico, costituisce un cardine della Costituzione repubblicana. LEGGI TUTTO
Crisi al comune di Corleone: per conflitto d'interessi, si è dimesso l'assessore Vizzini!
Si è dimesso l’assessore Francesco Vizzini. Si è dimesso lo scorso 30 agosto con una lettera indirizzata al sindaco Nino Iannazzo, dove confessa il “conflitto d’interessi” in cui si è venuto a trovare: dirigente del Banco di Sicilia, tesoriere del comune di Corleone, e assessore al bilancio e alle finanze. Un conflitto, scrive Vizzini, “che non mi consente di affrontare con la diovuta serenità i compiti legati all’incarico di assessore al bilancio…”. Non era una novità questo conflitto d’interessi e l’impaccio in cui si veniva a trovare Vizzini quando si parlava del Banco-tesoriere. LEGGI TUTTO
mercoledì, settembre 03, 2008
Rosario Crocetta, sindaco di Gela: "La lotta alla mafia deve essere ovvia"
Indicato da Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, come l'esempio da seguire, il primo cittadino di Gela, Rosario Crocetta, rilancia: "Se continuo a fare notizia perchè dico che bisogna combattere i mafiosi, significa che questo nell'Isola non è il normale adempimento degli amministratori". LEGGI TUTTO
Sanità, tagli e polemiche in Sicilia
L'assessore regionale Massimo Russo replica alle critiche: "Non mi farò tirare per la giacchetta da nessuno. Il mio piano per cambiare il sistema si ispira ai principi della trasparenza e del rispetto del fabbisogno dei cittadini. Per i laboratori in convenzione serve una cura dimagrante. Nessun taglio sui disabili". Intanto, nelle strutture private partono le prime lettere di licenziamento: "Colpa dei tagli messi in pratica dal piano di rientro", dicono i titolari. Attivato un indirizzo e-mail per i cittadini. LEGGI TUTTO
Ficuzza. I corleonesi onesti hanno ricordato Carlo Alberto Dalla Chiesa
Una serata “magica” e pubblico delle grandi occasioni, ieri a Ficuzza, per ricordare Carlo Alberto Dalla Chiesa. Insieme ai giovani volontari del campo “Liberarci dalle spine” e ai soci lavoratori della coop sociale “Lavoro e non solo”, c’erano l’Arma dei Carabinieri, l’Arci, la Cgil, il Comune e la Rai-Sicilia, rappresentata dal direttore Vincenzo Morgante, il sen. Giuseppe Lumia. E poi – circostanza importantissima – anche tanti cittadini comuni di Corleone e della borgata, che hanno voluto fare memoria di un servitore dello Stato come Carlo Alberto Dalla Chiesa, che i primi passi da investigatore li mosse proprio qui, nel lontano 1949. LEGGI TUTTOIL TG1 ANNUNCIA L'ASSASSINIO DI DALLA CHIESA: GUARDA IL VIDEO
Il Presidente Napolitano: "Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa è un esempio"
Il presidente Giorgio Napolitano interviene con un messaggio nell'ambito delle commemorazioni a 26 anni dall'assassinio del generale a Palermo: "Punto di riferimento per la comunità nazionale". Fini: "Insegnamento prezioso". Manganelli: "Il suo sacrificio non è stato vano". LEGGI TUTTO
Incredibile a Corleone. In due minuti approvato il conto consuntivo 2007!
di DINO PATERNOSTRO
Se ha un minimo di buon senso, un Comune che ha organizzato con altri una serata importante come quella di ieri a Ficuzza per ricordare Carlo Alberto Dalla Chiesa, non convoca per la stessa serata il consiglio comunale. E se, per una serie di incomprensibili disguidi, lo fa, ripara alla “gaffe procedurale”, rinviando la seduta e precipitandosi a Ficuzza. Ma buon senso politico e buon gusto istituzionale non sono di casa nel consiglio comunale di Corleone e nell’amministrazione. LEGGI TUTTO
Le strutture convenzionate sono il capro espiatorio dei mali della sanità!
Aldo Altese, vicepresidente regionale ANISAP, ci ha inviati la seguente "lettera aperta" che pubblichiamo.Ci pare che il “pianeta sanità siciliano” affondi sempre più nel caos, e ciò anche in riferimento alla tipologia e ai contenuti della comunicazione mediatica che la stampa quotidianamente diffonde. Partiamo dal dato di fondo: la Sicilia è la terza regione in ordine all’entità del “buco” della sanità. E non è difficile identificarne le ben note cause che, in una allegra (per non dire dissoluta) gestione che si è protratta per troppo tempo senza che alcuno abbia voluto intervenire, hanno prodotto il deficit che oggi fa tanto scalpore. LEGGI TUTTO
martedì, settembre 02, 2008
Confindustria Sicilia non molla!
L'associazione siciliana degli imprenditori prosegue sulla linea della fermezza nella guerra al racket: 10 espulsi, altri 30 associati sospesi, in totale 51 provvedimenti al vaglio dei probiviri. C'è pure chi ha preferito allontanarsi per evitare l'espulsione. Il presidente Lo Bello: "Essere cacciati vuol dire esporsi alla gogna pubblica. Un modello? Gela, dove non si fa antimafia di facciata. E adesso dobbiamo compiere un salto di qualità e collaborare nella lotta al riciclaggio e all'aggressione dei patrimoni degli imprenditori collusi ". Aumentano gli iscritti: "Oggi Libero Grassi non sarebbe più solo". LEGGI TUTTO
Confiscati beni al figlio del boss mafioso Benedetto Spera
La Dia di Palermo ha bloccato beni immobili, imprese e rapporti bancari per un valore di oltre tre milioni di euro a Giovanni Spera, 48 anni, accusato di mafia e figlio di Benedetto, uomo di fiducia di Bernardo Provenzano PALERMO - La Direzione investigativa antimafia di Palermo ha confiscato beni immobili, imprese e rapporti bancari per un valore di oltre tre milioni di euro, nei confronti Giovanni Spera, 48 anni, accusato di mafia e figlio del boss Benedetto Spera, detenuto, ritenuto il capomafia di Belmonte Mezzagno, uomo di fiducia di Bernardo Provenzano.Il provvedimento, emesso dai giudici della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, su proposta del procuratore della Repubblica di Termini Imerese, ha interessato beni situati in due comuni della provincia di Palermo ed in altrettante cittadine della provincia dell'Aquila. I giudici hanno anche ordinato l'applicazione, a carico di Spera, della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno, per la durata di tre anni. LEGGI TUTTO
Libertà sul web e caso Ruta. Sentenza shock
Le motivazioni della condanna non appartengono ai contesti di una vera democrazia. Secondo il giudice, il blog Accadeinsicilia era addirittura un giornale quotidiano. Per l´informazione in rete potrebbe essere l´inizio del countdown. Il testo della sentenza emessa dal giudice Patricia Di Marco, che per la prima volta in Italia e in Europa ha condannato per stampa clandestina il curatore di un blog, non solo legittima la preoccupazione e la protesta che si sono levati dalle rete e dal paese negli ultimi mesi, ma offre ulteriori motivi di allarme. Come attestano le carte processuali e le note informative della polizia postale di Catania, la periodicità regolare di "Accadeinsicilia" non è stata assolutamente provata. Non poteva esserlo del resto, trattandosi di un normale blog. Il giudice conclude nondimeno che il sito citato non era soltanto un periodico: era addirittura un giornale quotidiano, condotto in clandestinità. Un assurdo, evidentemente: ma per far quadrare il circolo di una condanna necessaria, a dispetto della discontinuità di pubblicazione che emergeva dai dati, non ci poteva essere altra soluzione. (Nella foto: Carlo Ruta). LEGGI TUTTO
Corleone, campi di lavoro. I volontari a Cinisi per Peppino Impastato
Picciotti!! Siamo giunti nientepocodimeno che al decimo giorno di campo…eh si..la stanchezza avanza…i calli aumentano…! Stamattina anziché raccogliere pomodori, siamo andati a zappare a Monte Jato! Per alcuni di noi è stata la prima volta, faticoso ma molto meno traumatico delle aspettative, considerando il fatto che ogni dieci minuti avevamo un fico – o un grappolo d’uva - in bocca…che scorpacciata! A fine mattinata, staccata l’insegna dell’agriturismo confiscato, abbiamo affisso il cartello “LiberArci dalle spine”…e poi tutti a pranzo!Dopo qualche ora di meritato riposo J, siamo partiti per Cinisi, per visitare la casa di Peppino Impastato, dove ci aspettava Salvo Vitale, uno dei suoi più cari amici, un compagno di lotta alla mafia, con cui ha condiviso tutto: dalle considerazioni filosofiche e politiche alle mobilitazioni in piazza, dalle registrazioni ironiche e provocatorie di Radio Aut alla difficile sfida della campagna elettorale, premiata con l’elezione a Consigliere Comunale ma pagata con la vita. “ Era la notte buia dello Stato Italiano, quella del 9 maggio 1978 […] ” La casa è piccola, giusto una porta e un balcone soffocati dal traffico e dalla confusione di un anonimo pomeriggio a Cinisi. All’ingresso solo una targa recante il suo nome. Le pareti, all’interno, custodiscono fitti ricordi: fotografie, ritratti, pagine di giornale…Un improvviso tuffo nel passato, intenso e violento. Salvo inizia il racconto. Le parole appese prendono vita. Dopo aver risposto alle nostre domande, ci invita a salire al primo piano…ci spostiamo con cautela, i passi leggeri, le dita scorrono sulla polvere degli scaffali dei suoi libri, come se fosse il presente a voler silenziosamente sfiorare il passato. È bastato un passo, all’uscita dalla casa, per ricadere nelle risate e nella frenesia di una Cinisi indifferente.
Risaliamo a bordo degli “scassati” pulmini, a ritmo di musica e chiacchiere, torniamo a Corleone.
Si va avanti, anche con gli stessi soci della cooperativa, con cui stiamo stringendo di giorno in giorno un rapporto sempre più forte. Continua l’impegno comune di lotta alla mafia.
Parliamo tra di noi di ritornare…
Ci mancheranno le nostre occhiaie…e i pomodori!
Per ora…verso l’undicesimo giorno!
Sara, Silvia, Filippo
Ficuzza (Corleone). Stasera alle 21.00, un video e un dibattito per ricordare Dalla Chiesa
Un video ed un dibattito per ricordare il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Martedì, 2 settembre, alle 21.00 a Ficuzza, iniziativa organizzata dalla cooperativa “Lavoro e non solo”, l’Arci Sicilia, l’Arma dei Carabinieri, il Comune di Corleone e dalla Cgil.Partire dalla memoria per ricostruire il futuro. Oggi, martedì 2 settembre, alle ore 21.00, in piazza a Ficuzza, la cooperativa “Lavoro e non solo”, l’Arci Sicilia, l’Arma dei Carabinieri, il Comune di Corleone e la Cgil, daranno vita ad un’iniziativa in memoria del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso dalla mafia il 3 settembre 1982 a Palermo, insieme alla giovane moglie Emanuela Setti Carraro e all'agente di scorta Domenico Russo. La manifestazione è organizzata nell’ambito di “LiberArci dalle spine”, campi di lavoro e studio sui terreni confiscati alle mafie 2008.
Sarà proiettato un video, messo a disposizione dalla Rai, datato 20 agosto 1982, con l’ultima apparizione pubblica del generale Dalla Chiesa proprio a Ficuzza. A seguire una serie di interventi coordinati da Vincenzo Morgante, caporedattore Tgr Sicilia.
All’iniziativa saranno presenti, tra gli altri, rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri; il sindaco di Corleone, Nino Iannazzo; il presidente della cooperativa Lavoro e non solo, Calogero Parisi; il senatore Beppe Lumia, l'ex sindaco di Corleone Pippo Cipriani, il segretario della Camera del lavoro Dino Paternostro ed i ragazzi che partecipano ai campi di lavoro.
2 settembre 2008
lunedì, settembre 01, 2008
Laboratorio di analisi di Corleone. Sospeso il trasferimento del personale infermieristico, si occuperà del centro prelievo
1 settembre 2008
Corleone: accordo tra Cgil, Ato e Comune. Subito il salario di luglio agli operai, parte la raccolta straordinaria per pulire la città
È durata circa tre ore la trattativa tra la Cgil, il comune di Corleone e l’Ato “Belice Ambiente”, ma alla fine è stato siglato un accordo che lascia tutti soddisfatti. Già domattina i 18 operai di Corleone addetti alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti avranno pagato da parte dell’Ato il salario di luglio, mentre c’è l’impegno a pagare agosto entro metà settembre. Ma domani e dopodomani l’Ato si è impegnato anche a predisporre un piano straordinario di pulizia per rendere decoroso il centro abitato, dopo i cumuli d’immondizia dei giorni scorsi. A fronte di questi impegni, il comune di Corleone si è dichiarato disponibile a pagare nei prossimi giorni all’Ato ulteriori 85.521,36 euro. Sia la Cgil che il comune di Corleone hanno sollecitato l’Ato a predisporre un piano organico di raccolta differenziata dei rifiuti, nell’ambito del quale prevedere anche il passaggio a tempo pieno degli operai.Durante il confronto si è sviluppata una polemica, poi attenuata dall’accordo, tra il comune e l’Ato. Al sindaco Iannazzo e alla sua giunta non è andata giù che l’Ato abbia inserito Corleone nella “black-list” di chi non vuole pagare il servizio. In effetti, dati alla mano, il comune di Corleone nell’anno 2008 ha già pagato all’Ato 468.274,38 euro, rispetto ai 256.564,08 euro richiesti, relativi ai primi tre mesi dell’anno. Non solo, ha anche saldato definitivamente gli anni 2006 e 2007. Resta il “buco nero” del 2005, per il quale il comune è stato commissariato dalla Regione. Un anno “disgraziato” il 2005, con l’amministrazione comunale di allora dedita alla finanza creativa, che ha prodotto “buchi” e debiti fuori bilancio. L’amministrazione del sindaco Nicolosi, di cui Iannazzo era vice…
1° settembre 2008
Tragedia sul lavoro a Motta Sant'Anastasia: due operai travolti da un treno
CATANIA - Si allunga l'elenco dei morti sul lavoro. Una lista che non fa distinzioni tra nord e sud. Le ultime vittime, in ordine di tempo, sono due operai a Catania ed un altro nel Lodigiano. Giuseppe Virgillito, 35 anni, si sarebbe sposato a breve, mentre il suo collega, Fortunato Calabrese, 58 anni, era a soli sei mesi dalla pensione. I due operai delle Ferrovie sono stati travolti nella tarda mattinata dal treno regionale 382 Palermo-Catania, nei pressi della stazione di Motta Sant'Anastasia, nel catanese. LEGGI TUTTO
domenica, agosto 31, 2008
Corleone. Città sporca, operai senza salario da luglio: fallimentare la gestione dell'Ato. Il 1° settembre sciopero indetto dai sindacati
Purtroppo, per la raccolta dei rifiuti e il maltrattamento degli operai addetti a questo servizio, la città di Corleone è tornata ai tempi della Sicula-Ciclat. Infatti, basta fare un giro e i cassonetti traboccanti di immondizia sono sotto gli occhi di tutti. Basta guardarsi intorno e si scopre che per il trasporto dei rifiuti l’Ato utilizza un solo autocompattatore (l’altro non ha i soldi per farlo riparare!). Basta chiedere agli operai e si scopre che l’ultimo salario riscosso è quello di giugno. Per luglio e agosto non se ne parla, anche perché l’Ato ha inserito l’amministrazione comunale di Corleone nella “black-list” (lista nera) di chi non ha ancora pagato le fatture del servizio reso relative ai mesi di gennaio-febbraio-marzo 2008. Per la verità, fino a febbraio il comune ha pagato, ma, restando non pagata la fattura di marzo, la penalità è che l’Ato non paga i salari agli operai. Non faceva così pure la Sicula-Ciclat? E non era la stessa presidente dell’Ato, la prof. Lea Giangrande, che allora tuonava contro quella ditta, accusandola di usare gli operai come “clave”?Di fronte a questo stato di cose, la Cgil e le organizzazioni sindacali hanno proclamato una giornata di sciopero per lunedì 1° settembre, chiedendo il pagamento immediato dei salari arretrati, la riorganizzazione del servizio e il tempo pieno per tutti gli operai.
Alle 11.00, è previsto un incontro tra la Cgil, i dirigenti dell’Ato e l’amministrazione comunale per trovare una soluzione immediata al pagamento dei salari e il modo di far funzionare il servizio, in attesa del riassetto complessivo degli Ato-rifiuti. Il sindaco di Corleone Nino Iannazzo, che pure nei mesi scorsi si era adoperato per una “pacifica” transizione dalla Ciclat all’Ato, adesso contesta l’inserimento di Corleone nella “black-list”, dicendo che non ha pagato marzo, ma ha pagato tutto il 2006 e 2007. Tra cose dette e cose non dette, dagli atteggiamenti dell’Ato nei confronti del comune di Corleone e viceversa traspaiono contrasti politici non confessabili, che vengono pagati dagli operai e dai cittadini-utenti con la spo0rcizia nelle strade. E non servirà a niente (solo a sprecare 10-15 mila euro) ricorrere all’Amia di Palermo per una pulizia straordinaria del comune di Corleone, come pare voglia fare il sindaco. Dev’essere l’Ato a pulire la città! Altrimenti i cittadini avranno una duplicazione dei costi: pagheranno la fattura all’Amia e, per lo stesso periodo, la fattura all’Ato.
31 agosto 2008
L'Ausl 6 ha chiuso il laboratorio di analisi del distretto di Corleone. Dura protesta della Cgil, che chiede la revoca del provvedimento
Con una nota del 29 agosto, la Funzione Pubblica Cgil di Palermo «manifesta preoccupazione per la decisione della Direzione Generale dell’Azienda Usl 6 di chiudere il laboratorio di analisi del Distretto di Corleone e di trasferire il personale dai servizi territoriali all’ospedale». «Il provvedimento – scrivono il segretario aziendale Mario Scialabba e il segretario generale Filippo Romeo – motivato in nome del contenimento dei costi, rischia di alimentare l’attività dei laboratori convenzionati, che risultano presenti nel territorio con ben quattro strutture e quindi di non realizzare risparmi, ma un semplice trasferimento di risorse dal pubblico al privato».La verità è, attacca la Cgil, che «i servizi sanitari territoriali al posto di venire riorganizzati e rilanciati, perdono la loro centralità e spariscono uno dietro l’altro. Tempo fa è toccato all’ambulatorio di Fisioterapia, chiuso per inadeguatezza dei locali e mai riaperto». Il sindacato, infine, contesta la disposizione di chiusura del laboratorio di analisi, ravvisandovi «gli estremi di comportamento antisindacale», perché «sposta senza confronto e in contrasto con le norme contrattuali il personale, tra cui due infermiere, dal territorio all’ospedale, mentre solo qualche mese fa, con un percorso inverso, un’infermiera è stata trasferita dall’ospedale al distretto».
Per queste considerazioni, la Cgil «chiede l’immediata sospensione del provvedimento, un incontro urgente e comunica che, in assenza di risposte positive, terrà un sit-in di protesta per lunedì 1° settembre 2008, alle ore 10.30, presso il distretto di Corleone».
31 agosto 2008
sabato, agosto 30, 2008
Frank Sinatra era ligure o siciliano?
Il padre del celebre cantante italo-americano era un pugile di Lercara Friddi, la madre una casalinga di Lumarzo, nella riviera ligure. Entrambi sono emigrati quando il figlio aveva solo un anno. In questi anni le due città hanno deciso di gemellarsi nel nome di "The Voice" organizzando due festival musicali in suo onore. GENOVA - Genova e Palermo, uno a uno e palla al centro. Non si parla di pallone, anche se a poche ore dall'inizio del campionato, ma di note. O meglio di voci, The Voice. Frank Sinatra era più ligure o siciliano? Chiedetelo ai sindaci di Lumarzo, paese dell'entroterra genovese, e di Lercara Friddi, in provincia di Palermo. La risposta non sarà la stessa. Ma per carità non si parli di lite tra i due comuni. Anzi. LEGGI TUTTO
Istat, arriva il crollo delle vendite al dettaglio
Il calo rispetto a giugno 2007 è del 3,4%. In crisi soprattutto la piccola distribuzione (-4,8%). Giù anche hard discount (-2,3%) e ipermercati (-1,7%)ROMA - Le vendite al dettaglio a giugno sono diminuite dello 0,5% rispetto a maggio e del 3,4% rispetto a giugno 2007, il calo tendenziale più significativo da aprile 2005 (-3,9%). Lo rende noto l'Istat.L'istituto di statistica ricorda che i dati sul commercio al dettaglio si riferiscono al valore corrente delle vendite ed incorporano quindi la dinamica sia delle quantità sia dei prezzi. A giugno l'inflazione è stata pari al 3,8%. LEGGI TUTTO
Baggio: io felice senza calcio. Second life per Robi il saggio
Uno dei campioni più amati rompe un lungo silenzio e racconta la sua seconda vita. A 4 anni dall'ultima partita spiega perché non vuole un "dopo" nel mondo del pallonedi IVAN ZAZZARONI
ALTAVILLA VICENTINA (Vicenza) - Passi vent'anni sperando che torni il più presto possibile e gli altri venti augurandoti che non torni più. Perché hai invocato ostinatamente il miracolo: il rientro sempre più rapido dall'infortunio sempre più grave, per la voglia di rivedere in campo le sue giocate e la sua fantasia. E perché, soltanto dopo il ritiro, hai scoperto che l'uomo con i suoi desideri più semplici aveva preso il posto del campione e delle emozioni uniche che sapeva regalare. Dalla normalità della straordinarietà alla straordinarietà della normalità: un percorso che Roberto Baggio ha saputo compiere senza ostentazioni, con umiltà e tenacia. LEGGI TUTTO
Il discorso di Barack Obama a Denver
È con profonda gratitudine e grande umiltà che accetto la vostra nomination per la presidenza degli Stati Uniti. Lasciate anzitutto che ringrazi i miei avversari nelle primarie e in particolare colei che più a lungo mi ha conteso la vittoria – un faro per i lavoratori americani e fonte di ispirazione per le mie figlie e le vostre – Hillary Rodham Clinton. Grazie anche al presidente Clinton e a Ted Kennedy, che incarna lo spirito di servizio, e al prossimo vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden. LEGGI TUTTO
venerdì, agosto 29, 2008
Palermo ha ricordato Libero Grassi. La vedova: "La bella novità è la presenza di uomini che un tempo erano sul libro paga dei boss"
Palermo: ragazzi, amici e commercianti hanno deposto un fiore per commemorare l'imprenditore ucciso dalla mafia per non essersi piegato al racket. La vedova: "La bella novità è la presenza di uomini che un tempo erano sul libro paga dei boss"PALERMO - Tutti in fila, prima della commemorazione ufficiale con le corone d'alloro istituzionali, per deporre in un'ideale aiuola formata da diversi vasi colmi di terra un fiore alla memoria di Libero Grassi.Così è stato celebrato il ricordo dell'imprenditore, stamattina, in via Alfieri su quel quadrato di marciapiede dove l'industriale tessile cadde faccia a terra colpito alla nuca da un proiettile sparato dal mafioso Salvino Madonia.Quei vasi vuoti si sono presto riempiti di girasoli, rose, margherite, gerbere, piantati dai ragazzi e dai bambini, dai giovani di Addiopizzo ma anche da amici della famiglia Grassi e da imprenditori che una volta stringevano le mani agli estortori del racket dopo aver versato loro la tangente per Cosa nostra e ora sono testimoni consapevoli dell'accusa in diversi processi.I ragazzi hanno gridato "Viva Libero" e poi tutti in via Alfieri hanno applaudito. Erano presenti cinquecento persone un numero ridottissimo di palermitani rispetto a quelli delle manifestazioni che si susseguivano dopo le stragi del '92. Ma tra loro vi erano imprenditori e commercianti e rappresentanti di quelle associazioni che avevano lasciato Grassi da solo. È questa la "buona novita" come ha sottolineato la vedova Pina Maisano.C'erano Margherita Tomasello, Ettore Artioli, Rodolfo Guajana, Barbara Cittadini, Edoardo Governale, e uomini che erano sul libro paga del mafioso Totuccio Lo Piccolo e che hanno testimoniato contro Cosa nostra. Tanti nomi che la vedova Grassi, l'ex senatrice Pina Maisano, dice è meglio non fare ma che "sono un segnale di un sogno che poco a poo si avvera: il no alla mafia delle estorsioni"."È una novità - dice Maisano Grassi - oltre ad alcuni dei trecento imprenditori che hanno aderito ad Addio Pizzo hanno parteciapto anche quei cinquanta che sono stati appoggiati dall'associazone 'Libero futuro' nella loro decisione di denunciare gli estortori. Trecentocinquanta persone a Palermo che dicono no al racket, rispetto a ciò cui assistevamo quando èstato ucciso Libero è una gran cosa, si può definire un successo".
29/08/2008
Chi era Libero Grassi?
Libero Grassi è ancora abbastanza famoso, ma la fama che raggiunse una ventina d' anni fa è forse pari a quella di pochi altri personaggi. Come molti altri personaggi di cui ho parlato in precedenza, è stata una figura che ha tentato, per certi versi invano, di opporsi alle estorsioni mafiose.Nato a Catania il 19 Luglio 1924, Grassi nacque da una famiglia antifascista, al punto che venne chiamato Libero in onore dell' omicidio di Giacomo Matteotti. Trasferitosi con la famiglia a Palermo all' età di otto anni, Grassi crebbe con sentimenti cintrari ad ogni forma di segregazione ed oppressione. Studiò Scienze Politiche a Roma durante la seconda guerra mondiale, entrando in seminario per non essere mandato al fronte. Intrapresa la carriera di commerciante (come il padre), andò a vivere a Gallarate, dove fece fortuna e tornò nella sua regione per aprire una fabbrica tessile. Dopo una breve carriera politica, cominciò ad avere problemi con la mafia, che aveva preso di mira la sua attività, pretendendo il pagamento del pizzo. Grassi fece una cosa che pochi avevano avuto il coraggio di fare; si rifiutò di pagare. Secondo alcune stime, sotto ricatto erano il 50% dei commercianti palermitani. Nonostante fosse stato aiutato dai suoi dipendenti, Cosa Nostra non poteva accettare una cosa del genere e decisero di porre fine alla sua vita, cosa che fecero il 29 Agosto 1991. I mandanti dell' omicidio, Totò Riina, Pietro Aglieri e Bernardo Provenzano (anche se probabilmente non ne sono responsabili solo loro), sono stati condannati all' ergastolo solo nel 2004. Gli esecutori, Francesco e Salvino Madonia, sono stati processati e condannati ad Ottobre del 2006. Grassi è morto perchè aveva ragione, ma la cosa mgliore è stata che dopo l' arresto di Provenzano, un centinaio di commercianti di Palermo, assieme alla vedova di Grassi e ai suoi figli, hanno dichiarato di essere stanchi di pagare senza ragione e hanno smesso di sborsare i soldi per il pizzo. Un centinaio sono pochi, ma si spera che sia un primo focolaio di un futuro positivo per la Sicilia.
"Non sono un pazzo, sono un imprenditore e non mi piace pagare. Non condivido le mie scelte con i mafiosi, faccio l’imprenditore da tanti anni e voglio rimanere libero", disse Libero Grassi a Samarcanda, Rai 3.
Alitalia, Faraone (PD): "E' grave l'esclusione dell'aeroporto di Palermo dagli scali base Alitalia"
“L’esclusione dell’Aeroporto di Palermo dagli scali base Alitalia è un chiaro segnale dello spostamento del baricentro degli interessi della politica siciliana su Catania. A Lombardo va ricordato che adesso è presidente di tutta la Regione e non più della sola Provincia di Catania: non resti immobile di fronte a questa scelta miope di Alitalia e metta in campo tutte le iniziative politiche e istituzionali di competenza del suo governo”. Lo dice Davide Faraone, deputato regionale del PD.“Senza nulla togliere all’importanza dello scalo di Fontanarossa – aggiunge - bisogna dire a chiare lettere che è inaccettabile pensare di declassare lo scalo del capoluogo. Ma è altrettanto chiaro che questa scelta è la cartina di tornasole di una gestione non improntata al massimo dell’efficienza dei servizi al Falcone-Borsellino, che oltretutto deve fare i conti con la carenza delle infrastrutture viarie e dei collegamenti con l’interno.
Le rassicurazioni del presidente della Gesap Giacomo Terranova in merito al rilevamento degli slot Alitalia da parte di altre compagnie non sono convincenti: Alitalia finora, rispetto ad altre compagnie, ha dato garanzie di efficienza ed affidabilità nella gestione dei servizi.
Già adesso la Sicilia sta pagando lo scotto di scelte fatte in base ad interessi particolari e non sempre chiari in materia di aeroporti: è fondamentale che scelte strategiche, quali quelle che prevedono gli investimenti sugli scali, siano anche ponderate in base alle esigenze del territorio senza mai perdere di vista le differenti necessità di crescita e sviluppo”.
29 agosto 2008
Il campo di lavoro di Corleone. Anna Bucca e Silvestri ricordano Fava e Caponnetto
Stamattina la sveglia ha suonato alle 6 e mezza, per una colazione molto più silenziosa del solito… non abbiamo mai visto il salone così vuoto prima di partire! Abbiamo raggiunto il campo di pomodori che con grande soddisfazione abbiamo finito di coltivare e ci siamo voltati indietro per vedere il lavoro di un’intera settimana passata tra la fatica e la pazzia! Intanto un paio di ragazzi hanno accompagnato alcuni soci a vendere le bottiglie di passata ai privati corleonesi.Subito dopo pranzo, verso le due e mezzo ecco arrivare i furgoni: gli scout di Pontedera con un giorno di ritardo reduci da un esodo alquanto traumatico ci hanno raggiunto in casa Riina. Subito accolti dal nostro gruppo che già da una settimana sta rendendo parte ai campi di lavoro: la casa si è riempita nuovamente di ragazzi, di tante braccia fresche, cervelli ancora lucidi e tante storie da conoscere!!! Dopo le presentazioni e una lauta dose di pane e nutella i ragazzi hanno raggiunto casa Provenzano dove si sono alleggeriti dalle tante ore di viaggio (e dai tanti chili di lezzo!). insieme agli scout è arrivata anche Roberta di Banca Etica. ci siamo ritrovati poi alle cinque nel salone del secondo piano per una breve ulteriore presentazione, aspettando l’arrivo degli ospiti del pomeriggio. Finalmente arrivano Anna Bucca e Luciano Silvestri, rispettivamente presidente dell’Arci Sicilia e presidente dell’associazione Caponnetto. Anna ci ha raccontato la storia della cooperativa e quella del giornalista Pippo Fava, personaggio protagonista di questi campi di lavoro insieme a Peppino Impastato, mentre il presidente Silvestri ci ha descritto l’importanza del ruolo assunto da Antonio Caponnetto e ci ha letto una lettera del magistrato in seguito alla scomparsa di Paolo Borsellino. Dopo le nostre domande e un intervento di Maurizio Pascucci… Si mangiaaa! Più tardi il gruppo scout è uscito per il centro corleonese e successivamente è stato raggiunto da una parte di noi, poi a letto presto per il loro primo giorno d lavoro!
Francesca, Lorenzo e Martina
giovedì, agosto 28, 2008
Zago, capogruppo Pd al comune di Comiso: "Cambiare il nome all'aeroporto è stata una mascalzonata..."
“Il Sindaco di Comiso, contraddicendo l’impegno di essere il Sindaco di tutti i comisani, sorretto dalla sua maggioranza di centrodestra, ha deciso di cambiare il nome all’aeroporto di Comiso ripristinando, al posto di Pio La Torre, quello del gen. Magliocco.Non era minimamente passato per la testa degli esponenti delle precedenti giunte di centro sinistra togliere il nome di Paolo Borsellino alla strada a lui intitolata: infatti, a prescindere dai suoi orientamenti politici, Paolo Borsellino rappresenta per tutti un esempio di dirittura morale e civile, interprete dell’impegno antimafia di tanti siciliani. Né ci ha mai scandalizzato che l’aeroporto “militare” di Comiso fosse intitolato al gen. Magliocco.
Ecco il punto, il Sindaco Alfano dimentica che se oggi Comiso è un aeroporto “civile” ciò si deve all’impegno e alla grande mobilitazione promossa da Pio La Torre contro i missili e per la pace, perchè Comiso non fosse un nome associato alla minaccia missilistica ma alla collaborazione internazionale (e solo il Cielo sa quanto di questa pace e collaborazione c’è di bisogno in questo momento nell’area mediterranea), e di un tale cambiamento l’aeroporto deve portare il segno. Togliere al nuovo aeroporto “civile” il nome di un grande siciliano che si è battuto contro la mafia e per il riscatto del mondo contadino, per dare alla Sicilia un volto civile e renderla uno spazio libero da violenti e sopraffattori, è dunque incomprensibile e si configura come una vera mascalzonata, sia sul piano politico e istituzionale che dal punto di vista umano.
Il ruolo che la Torre ha avuto nell’introdurre nella legislazione del nostro Paese nuove fattispecie di reato per colpire più efficacemente la mafia è un valore nazionale e internazionale nello stesso tempo: proprio per la dimensione internazionale del fenomeno mafioso la grandezza dell’azione compiuta da La Torre meriterebbe un Nobel alla memoria. Noi, più semplicemente, riteniamo che Comiso con il suo aeroporto, non più obiettivo militare ma strumento di sviluppo civile e collaborazione internazionale, non possa fare a meno di ricordarne l’azione meritoria mantenendo il nome di “aeroporto Pio La Torre”.
Se così la pensa la sinistra, merita ricordare che la destra, attraverso l’allora Presidente dell’ARS, Micciché, tra i tanti problemi della Sicilia ebbe modo di individuare nel nome (Falcone-Brsellino) dell’aeroporto di Palermo un ostacolo allo sviluppo (sic!). E’ evidente che alla mafia occorre dare segnali di ossequio rimuovendo dalla memoria della Sicilia i nomi di coloro che la fanno grande e che col loro sacrificio hanno riscattato l’impegno quotidiano di tanti siciliani onesti. ...ma oggi la destra siciliana questo esprime!”
Salvo ZagoComiso, 28 agosto 2008
Musica, cultura e solidarietà contro la mafia
Il 29-30-31 Agosto ad Alcamo marina si svolgerà un festival di musica, cultura e solidarietà che avrà come argomento la cooperazione e l'informazione ANTIMAFIA. Un evento ricco di incontri e dibattiti sul fenomeno mafioso a cui parteciperanno i rappresentanti locali di Libera, il comitato Addiopizzo, Libera Terra e Pino Maniaci oltre ad alcuni docenti universitari di un certo calibro e a giornalisti di spicco. Non mancherà sicuramente il lato divertente della manifestazione: ogni serata sarà piena di concerti e dopo la mezzanotte si ballerà in spiaggia. E non è tutto! si sta organizzando un campeggio sulla spiaggia a prezzi veramente modici: (5 euro una notte, 8 euro 2 notti o 10 euro 3 notti) per dare la possibilità a tutti di essere presenti. Il programma completo l'ho postato nei commenti per una questione di spazio.Per INFO visitate il blog dell'evento.
PROGRAMMA COMPLETO
Cordiali saluti
Domenico Fiore
mercoledì, agosto 27, 2008
Comiso. La memoria di Pio La Torre dà troppo fastidio. Il sindaco di centrodestra la "cancella" e ridà il vecchio nome all'aeroporto
L'aeroporto della discordia Comiso: la giunta comunale di centrodestra ha deliberato il ripristino del vecchio nome dello scalo, che torna ad essere intitolato al generale dell'Aeronautica Vincenzo Magliocco e non più a Pio La Torre, parlamentare del Pci ucciso dalla mafia. Il sindaco: "Lo avevo promesso in campagna elettorale"COMISO (RAGUSA) - La giunta di Comiso ha deliberato il ripristino del vecchio nome dell'aeroporto che torna ad essere intitolato al generale dell'Aeronautica Vincenzo Magliocco, morto in Africa nel 1936.La precedente intitolazione a Pio La Torre, il parlamentare del Pci ucciso dalla mafia nell'82, era stata decisa il 30 aprile dello scorso anno, quando l'allora sindaco di centrosinistra, Pippo Digiacomo, organizzò una cerimonia per i 25 anni dell'assassinio di La Torre, a cui presero parte i ministri del governo Prodi, Massimo D'Alema e Alessandro Bianchi, atterrati a Comiso con un Airbus, insieme al presidente dell'Enac Vito Riggio."Come annunciato in campagna elettorale - dice il neo sindaco di centrodestra Giuseppe Alfano, eletto a giugno - abbiamo ripristinato la denominazione dell'infrastruttura che ere stata intestata a Magliocco fin dalla sua costruzione avvenuta fra il 1937 e il 1939"."Non vogliamo mettere in discussione la figura e gli straordinari meriti di La Torre, ucciso dalla mafia che non gli perdonava di essere stato l'ispiratore della legge Rognoni-La Torre, ma riteniamo più giusto conservare una denominazione che fa parte da più di mezzo secolo della memoria collettiva della città"."Come rileva un sondaggio effettuato a suo tempo - dice il sindaco -, l'intitolazione a La Torre aveva riscontrato scarso gradimento fra i cittadini".
27/08/2008
Pio La Torre "cancellato". Il Pd: "L'arroganza di un sindachetto cancella legalità"
COMISO (RAGUSA) - "Fa parte di un'antica consuetudine siciliana uccidere le persone due volte: prima fisicamente e poi nella memoria". Questo il commento dell'ex sindaco di Comiso, Pippo Digiacomo, oggi parlamentare regionale del Pd, alla notizia del cambio di intitolazione dell'aeroporto della sua città, che lo scorso anno, durante il suo mandato, era stato intestato a Pio La Torre. "Vincenzo Magliocco - aggiunge Digiacomo - è il vecchio nome dell'aeroporto militare e non c'entra nulla con la nuova destinazione civile dello scalo. Inoltre, e non è una considerazione secondaria, anche su Comiso, oltre che su Sigonella, La Torre fece le sue grandi battaglie pacifiste", al tempo dell'installazione dei missili Cruise"."Siamo di fronte ad un atto impregnato di ignoranza e arroganza politica. L'intitolazione dell'aeroporto di Comiso a Pio La Torre era stata una scelta legata all'impegno per la pace e contro la mafia, al di là di ogni colore e schieramento. Non capire ciò significa non comprendere un pezzo importantissimo della nostra storia recenti", commenta il parlamentare del Pd Tonino Russo, vicesegretario regionale del partito in Sicilia.Stizzito Antonello Cracolici, presidente del gruppo PD all'Assemblea regionale siciliana:"Se un sindachetto può permettersi di cancellare la memoria di un popolo, allora rischiamo davvero di non avere futuro"."Per più di una generazione di siciliani e di italiani - aggiunge - Comiso è un luogo legato a fondamentali battaglie per la pace e la legalità, e quelle battaglie hanno avuto come protagonista Pio La Torre. Il suo impegno per la pace e contro la mafia, ha segnato profondamente una intera classe dirigente della politica siciliana e nazionale: volere cancellare tutto questo significa non avere rispetto per la nostra storia"."Considero la scelta di cambiare nome all'aeroporto di Comiso fatta dal sindaco Alfano, offensiva e inaccettabile", dichiara il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro. "Offensiva - aggiunge - nei confronti della storia siciliana, della memoria di Pio La Torre e di ciò che questa figura ha rappresentato. Inaccettabile perchè non comprendiamo le motivazioni che hanno portato a questa decisione"."Ci sembra anzi che l'unica motivazione reale sia quella di un vero e proprio atto di arroganza politica. Cancellare il nome di una figura come Pio La Torre, ucciso dalla mafia, che non rappresenta solo una parte politica ma la storia migliore della Sicilia, è una scelta scellerata"."In Sicilia - conclude Finocchiaro - tira una brutta aria di revisionismo storico: dopo le targhe nelle piazze ora vogliono cambiare i nomi agli aeroporti, cancellando la storia siciliana. La destra sappia che noi glielo impediremo".27/08/2008
lunedì, agosto 25, 2008
Maroni: «Con i beni confiscati un fondo per sicurezza»
CORTINA D'AMPEZZO (BELLUNO) - Il ministro Roberto Maroni ha annunciato che "si batterà a tappeto il territorio, banca per banca, ufficio postale per ufficio postale", perché le risorse confiscate alla mafia "vadano a a confluire in un fondo destinato alla sicurezza". Non utilizzare i patrimoni sequestrati alla mafia è infatti per Maroni "una sconfitta dello Stato". Il responsabile degli Interni ha sottolineato, parlando a CortinaIncontra, che "i mafiosi si considerano potenti perché lo Stato non riesce a utilizzare i loro ex patrimoni. Oltre agli immobili si tratta di un patrimonio di denaro liquido di oltre un miliardo di euro". Il responsabile del Viminale ha spiegato che la costituzione del fondo per la sicurezza sarà previsto in Finanziaria. "Daremo un segnale alla mafia - ha detto ancora Maroni - perché il bene confiscato non lo vedrà più, perché sarà entrato nel patrimonio dei cittadini onesti".25/08/2008
Il nuovo questore di Palermo: «Colpiremo i patrimoni dei boss»
Il nuovo questore di Palermo, Alessandro Marangoni, cinquantasettenne originario di Gorizia, annuncia un impegno straordinario nel contrasto agli affari della mafia: "Affonderemo la mani nelle tasche di Cosa nostra". PALERMO - "Affonderemo la mani nelle tasche della mafia. Cosa nostra agisce per conquistare il potere ed arricchirsi: noi colpiremo i guadagni illeciti dei boss".Annuncia "un impegno straordinario" nel contrasto ai patrimoni illegali di Cosa nostra il nuovo questore di Palermo Alessandro Marangoni, 57 anni, originario di Gorizia che si è insediato oggi nella questura del capoluogo siciliano. LEGGI TUTTO
sabato, agosto 23, 2008
Premio nazionale "Alessio Di Giovanni". Premio speciale per l'impegno sociale a Dino Paternostro
Nell’ambito dell’edizione 2008 del Premio Nazionale di Poesia “Alessio di Giovanni”, uno dei Premi Speciali, quello del settore “impegno sociale”, è stato assegnato a Dino Paternostro, direttore di Città Nuove e collaboratore de “La Sicilia”. Proprio la qualità delle pagine monografiche domenicali, che Paternostro pubblica sul quotidiano catanese, sono state alla base dell’assegnazione del premio. La commissione del Premio Speciale è stata presieduta dal prof. Francesco Curaba e composta dal regista Enzo Alessi, dai giornalisti Nino Randisi e Rita Baio, dai dirigenti scolastici Enza Ierna ed Enrichetta Maltese. La consegna del premio avverrà il 6 settembre 2008, presso il Teatro “Pirandello” di Agrigento. (24 agosto 2008)Dino Paternostro (Ph. by Roberto Navarro)
Corleone. I volontari dei campi di lavoro "conquistano" piazza Falcone e Borsellino
Una bella partita di calcetto nella piazza principale di Corleone, la grande piazza, quella dedicata a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Questo hanno fatto ieri pomeriggio i giovani volontari, i soci lavoratori della cooperativa "Lavoro e non solo", un gruppo di ragazzi corleonesi ed alcuni giovani carabinieri. Una "normale" partita di calcetto, che rappresenta una tappa verso rapporti normali tra i cittadini di Corleone e l'antimafia sociale. A Corleone e in Sicilia non sono fatti banali. E ieri pomeriggio il sudore, la fatica, le risate, i gol e il tifo dei supporter avevano qualcosa di particolarmente bello e rasserenante per la Corleone civile e democratica...24 agosto 2008
Il campo di lavoro di Corleone. Di mattina i pomodori, di pomeriggio i "lampadieri"
Corleone alle 6.00, quando suona la sveglia per i più, è ancora buia e sorprendentemente fresca. L’attenta puntualità dell’intero gruppo viene svilita da una foratura alla ruota di uno dei pulmini, che ci costringe a partire alle 7.30, alla volta del campo di pomodori. Battesimo della raccolta del pomodoro per quelli di noi arrivati ieri, qualche affaticamento alla schiena, ma certo non all’entusiasmo, di coloro che già ieri hanno contribuito a riempire le prime 100 cassette. Oggi si “bissa”: inviatene un centinaio allo stabilimento per la lavorazione, tante altre cassette vengono riempite, con grande soddisfazione di tutti, Presidenti compresi. E’ venuto infatti a trovarci Vincenzo Striano, Presidente di Arci Toscana. Il secondo Presidente contento presumiamo sia Calogero Parisi, ovviamente della Cooperativa Lavoro e non Solo, che però non ha dato grande sfogo alla sua soddisfazione. Avido, se l’è tenuta tutta per sé! LEGGI TUTTO
Le dipendenti di Radio Call difendono il lavoro con uno sciopero "al contrario"
Il 31 Luglio è stato il nostro ultimo giorno di lavoro. Dall'1 Agosto, però, le ragazze di Radio Call Service e Call Center Italia, come ogni giorno da 25 anni, risponderanno al telefono con il solito "Buon giorno, sono... in cosa posso essere utile?". Noi siamo "utili" a tutti quegli utenti - e sono migliaia - che ogni giorno fruiscono dei servizi dei Clienti che hanno affidato a Radio Call e a Call Center Italia la gestione del loro front-office. I "nostri" clienti. Noi non li abbandoniamo. Noi non molliamo... Insomma! Siamo dipendenti che lavorano, che producono. Allora perchè dobbiamo andare a casa? Noi continueremo a lavorare. Non vogliamo essere figli dell'assistenzialismo. Vogliamo fortemente vivere del nostro lavoro. E' un nostro diritto, lo dice anche l'art. 1 della Costituzione. Stiamo facendo un investimento importante a garanzia del nostro futuro e di quello delle nostre famiglie. Se non fossimo al verde, investiremmo in denaro; invece investiamo ciò che di più prezioso possediamo: il nostro tempo e la professionalità acquisita in tanti anni.Lo facciamo con la certezza che lo Stato non può abbandonarci! Questo è il nostro contributo a sostegno delle azioni intraprese che rischiano di non raggiungere l'obiettivo per mancanza di tempo. Ringraziamo quanti si stanno impegnando ed attendiamo fiduciose i risultati del Dossier aperto dall'Unione Europea; il risultato dell'interrogazione a risposta scritta al ministro del Welfare da parte capogruppo dell'Mpa a Montecitorio (1); l'esito dell'esortazione ai Parlamentari del segretario regionale dei Comunisti Italiani (2); le soluzioni promesse dall'Assessore regionale al Lavoro e dal Responsabile della Task Force per l'Occupazione; i risvolti dell'impegno profuso dai Sindaci e dalle Personalità dell'area nebroidea e di quanti hanno manifestato la loro solidarietà. Abbiamo istituito un indirizzo di posta elettronica alla quale chiunque lo desideri può scriverci: leragazzediradiocall@libero.it. Ai media che ci sostengono, va la nostra infinita gratitudine non solo per la disponibilità ma anche per l'umanità con la quale hanno “trattato” il nostro "caso". A tutti diciamo: aiutateci! ... ma fate presto! Non c'è più tempo. Noi domani risponderemo al telefono "con un sorriso" anche per Voi.Anna Maria Dinolfo
Roccamena, assenteisti al Comune
Contestata la truffa allo Stato a sei dipendenti che durante l'orario di lavoro si recavano a fare la spesa o ad espletare attività private. L'indagine dei carabinieri è scattata nell'ottobre del 2007 in seguito ad alcune segnalazioni anonimeROCCAMENA (PALERMO) - I carabinieri della Compagnia di Corleone hanno notificato sei avvisi di garanzia per truffa ai danni dello Stato nei confronti di altrettanti dipendenti del Comune di Roccamena. Sono due agenti della polizia municipale, due dell'ufficio tecnico e due impiegati amministrativi del Comune di Roccamena ad essere stati accusati di assenteismo e per i quali è stata contestata l'accusa. L'indagine ha preso il via nell'ottobre 2007 a seguito della segnalazione di illeciti comportamenti da parte dei tre Commissari prefettizi, nominati dal ministero dell'Interno, dopo che l'Amministrazione comunale era stata sciolta per infiltrazioni mafiose. Gli indagati avrebbero eluso i normali sistemi di controllo della presenza sul posto di lavoro. Le indagini di polizia giudiziaria sono state svolte con l'ausilio di apparecchiature tecnologiche e mediante particolari servizi di osservazione e pedinamento, che hanno permesso ai carabinieri di documentare l'illecito comportamento, riuscendo a constatare come alcuni dipendenti, in orario di servizio, si recassero a far la spesa o a passeggiare per le bancarelle del mercato cittadino o ad esercitare altre attività private. Il Comune di Roccamena è stato commissariato nel 2006 a seguito dell'arresto dell'allora sindaco, Salvatore Gambino, avvenuto il 7 gennaio 2007, con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, che ha poi portato allo scioglimento del Consiglio comunale, che è durato fino alla scorsa primavera. Nelle elezioni amministrative del giugno scorso si è tornati a votare e gli elettori hanno eletto un sindaco e un consiglio comunale di centrodestra.
23/08/2008
Il Progetto "Libero Cinema in Libera Terra"
Il progetto di Libera Terra nasce dall'idea della difesa e della promozione della legalità su quei terreni che una volta appartenevano alle mafie. Terreni che vengono restituiti ai territori per un arricchimento sociale e culturale, luoghi di aggregazione, di crescita e di sviluppo in cui il lavoro quotidiano sui campi si integra a momenti di discussione e dibattito nelle realtà territoriali. Cinemovel e Libera Terra hanno dato vita a Libero Cinema in Libera Terra, per sostenere, attraverso il cinema itinerante, l'impegno civile e politico delle realtà che investono sul futuro di una terra libera dalle mafie e promuovere attraverso l'arte la pratica della legalità, in risposta alla violenza mafiosa. In Libero Cinema in Libera Terra, edizione 2008, l'idea è di dar vita ad una vera e propria carovana che ha come tappe le cooperative di Libera Terra in Puglia, Calabria e Sicilia, con fulcro nell'Alto Belice corleonese, durante la vendemmia. Fare tappa a Corleone o Cinisi per aprire spazi di discussione e di sostegno all'impegno civile e politico delle realtà che investono sul futuro di una terra libera dalla mafia.Ecco il calendario delle tappe
I VIDEO DEI VOLONTARI
SUI TERRENI CONFISCATI ALLE MAFIE
giovedì, agosto 21, 2008
Corleone. Ritrovato l'escursionista austriaco scomparso
PALERMO - È stato trovato il turista austriaco che si era perso ieri sera nella Rocca Busambra, le montagne del Corleonese. L'uomo, rintracciato dagli uomini del Corpo forestale e del Soccorso alpino, ha detto di aver trascorso la notte in un dirupo. Il turista è in buone condizioni di salute ed è stato accompagnato dalla moglie che aveva denunciato la scomparsa. Il questore di Palermo, Giuseppe Caruso: "A Palermo una svolta epocale"
Il commiato del questore Caruso, in procinto di trasferirsi a Roma: "Passi da gigante nella lotta al racket, lascio una città migliore rispetto a quella che ho trovato. Il successo più importante? La cattura di Provenzano. Ma i politici hanno ancora mani e piedi legati". PALERMO - "Quella che si è realizzata a Palermo sul fronte della lotta al racket può essere definita una svolta epocale. Lascio una città migliore di come l'ho trovata". E' questo, in sintesi, il bilancio di due anni e mezzo di intensa attività, contrassegnata da importanti successi investigativi sul fronte della lotta alla mafia e della cattura di numerosi latitanti, tracciato dal questore di Palermo Giuseppe Caruso in occasione della sua conferenza stampa di commiato prima di trasferirsi alla sua nuova sede di Roma. LEGGI TUTTO
Camporeale (Pa). Ruba le ostie e s'ubriaca con il vino. La follia di un giovane disoccupato
Incredulità a Camporeale, dove un giovane di 23 anni ha tentato di impossessarsi dei soldi delle offerte in una chiesa prima di distruggere infissi, banchi e un tabernacolo del '900. CAMPOREALE (PALERMO) - Un disoccupato di 23 anni entra in chiesa per rubare i soldi lasciati dai fedeli come offerta, non riuscendoci inizia a mangiare le ostie consacrate e si ubriaca con il vino utilizzato per celebrare la santa messa. È successo a Camporeale, in provincia di Palermo, dove i carabinieri hanno arrestato Michelangelo Plaia. Il giovane è stato sorpreso dai militari mentre mangiava le ostie a pochi passi dalla Chiesa Maria Santissima Immacolata. La pattuglia, insospettita dall'atteggiamento del ragazzo, lo ha fermato per un controllo. Avvicinandosi alla chiesa, i militari dell'Arma hanno notato che la porta era stata divelta ed una finestra distrutta. All'interno l'edificio era stato danneggiato, i banchi spostati, gli infissi rotti ed il tabernacolo, dei primi del '
21/08/2008
Diario dai campi. Valigia un mano, biglietti pronti e tanta voglia di partire... per Corleone!
Valigia alla mano, biglietti pronti e tanta voglia di partire... destinazione Corleone! Dopo 17 ore complessive di viaggio siamo finalmente arrivati al nostro alloggio, una delle case confiscate ai boss mafiosi di Corleone. La prima impressione è che il clima sia molto familiare e accogliente; i ragazzi già presenti ci hanno dato un benvenuto caloroso e ricco di sorrisi, aiutandoci addirittura con le pesantissime valigie! Sentiamo già che si sta creando una coesione che ci porterà ad essere un gruppo unito attraverso nuove amicizie che nascono e ideali comuni che si rafforzano. L’idea di essere nella casa appartenuta a Riina fa un certo effetto, ma il fatto che adesso sia popolata da giovani volontari è ancora più sorprendente: è un ulteriore stimolo a credere in un futuro diverso basato sulla voglia di legalità e giustizia.
Ci aspettiamo di poterci rendere utili e di far sentire il nostro sostegno alle persone che ogni giorno svolgono il pesante lavoro che noi ci troviamo a fare per sole due settimane; siamo sicure che non rimarremo deluse, dato che abbiamo già incontrato altri ragazzi che stano ripetendo l’esperienza per la seconda o terza volta.
Mercoledì 20 agosto 2008
Corleone / Massa-Carrara, per fare "quadrato"...
«Il problema non è trovare qualche migliaio di euro, da dare in solidarietà alle cooperative siciliane, che lavorano sui terreni confiscati alla mafia. Per mercoledì, agosto 20, 2008
Mafia. A Ficuzza è stato ricordato il colonnello dei Carabinieri Giuseppe Russo
FICUZZA (PALERMO) - È stato ricordato, stamattina, con un cerimonia il colonnello dei carabinieri, Giuseppe Russo, comandante del nucleo investigativo di Palermo, ucciso dalla mafia insieme ad un suo amico, il professore Filippo Costa, il 20 agosto 1977 a Ficuzza (Corleone). Una corona d'alloro è stata deposta dai vertici dell'Arma di Palermo ai piedi della stele che ricorda il delitto. Presenti, fra gli altri, diversi rappresentanti delle forze dell'ordine e i colonnelli Teo Luzi e Pietro Salsano, rispettivamente comandante provinciale dei carabinieri e comandante del gruppo di Monreale. La figlia del colonnello ucciso, Benedetta, ha deposto un fiore ai piedi del monumento. Giuseppe Russo fu ucciso per ordine del boss Totò Riina. Ad eseguire la sentenza di morte furono Leoluca Bagarella, Pino Greco e Giovanni Brusca.20/08/2008
A Corleone un nuovo campo di lavoro
Da questa mattina è attivo un nuovo campo di lavoro. Ieri pomeriggio sono arrivati a Corleone i primi 20 volontari dei 63 previsti. Oggi ne arriveranno altri 20. Valentina dell'Arci di Milano e Federico dell'Arci di Livorno saranno i coordinatori, con l'ausilio di Dario e Luana dell'Arci Empolese-Valdelsa e Grazia dell'Arci Sicilia. Questa mattina alle ore 6,30 la colazione e poi subito a raccogliere i pomodori. Infatti per oggi servono le "classiche" 100 casse di pomodori che ci permettono di fare la consegna per trasformarli in passata al laboratorio che dista da Corleone ben h1,5 di distanza. Quindi i volontari del gruppo parrocchiale di Badia a Ripoli coordinati da Don Fabio sono già in azione!!Maurizio Pascucci
Esecutivo Arci Toscana
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine
venerdì, agosto 15, 2008
Nel Corleonese e nella Valle del Belice, più sviluppo grazie al “Gattopardo”
«Non abbiamo mai avuto la presunzione di cambiare radicalmente, in pochi anni, il modo di fare impresa e di guardare allo sviluppo nel nostro territorio. Più realisticamente, siamo riusciti ad introdurvi elementi di novità e l’idea che il “globale” e il “locale” possono in qualche modo coesistere», dice il dott. Giuseppe Vetrano, responsabile di piano del Consorzio Leader “Terre del Gattopardo”. La prima novità è stata l’avere messo insieme, attorno ad un’idea di sviluppo locale, ben 50 partner privati e 13 comuni, a cavallo tra le province di Palermo e di Agrigento (Bisacquino, Campofiorito, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Corleone, Giuliana, Menfi, Montevago, Palazzo Adriano, Prizzi, Roccamena, Sambuca di Sicilia e S. Margherita Belice). Insieme, legandoli col “filo rosso” di una storia particolare, quella di don Fabrizio, Principe di Salina, il “Gattopardo”, reso famoso dal libro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e dal film di Luchino Visconti. LEGGI TUTTO
Osservatore Romano: Tex Willer in prima pagina!
CITTA' DEL VATICANO - Con un nuovo colpo a sorpresa del suo direttore Gian Maria Vian, l'Osservatore Romano é oggi tornato a stupire i suoi lettori, dedicando due pagine ai sessant'anni di Tex Willer, l'eroe dei fumetti inventato da Gian Luigi Bonelli. In prima, il giornale del Papa pubblica addirittura la riproduzione della copertina dell'albo speciale di settembre che raffigura il famoso cow boy abbracciato ad una giovane donna indiana. E sottolinea che Tex "conserva forte attualità nella sua veste di perenne difensore della giustizia, tra uomini diversi per razza, cultura e costumi". In un ampio articolo dedicato alla figura del ranger texano con la camicia gialla, protagonista ormai di oltre 600 avventure, il giornalista Roberto Genovesi ricostruisce la nascita del personaggio a fumetti, arrivato nelle edicole dopo la fine della seconda guerra mondiale, quando un popolo italiano "stremato da un conflitto devastante dal punto di vista del sacrificio di vite umane ma anche sul piano morale" accoglie di buon grado "un giustiziere americano dalle idee chiare, capace di distinguere, 'senza se e senza ma', il buono dal cattivo". E' per questo, scrive l'Osservatore, che "Tex si dimostra subito un eroe interclassista. Piace agli operai, agli studenti, agli intellettuali e ai politici". Eppure, osserva il quotidiano della Santa Sede, Tex "non ha un carattere dalle mille sfaccettature, non ha una psicologia complessa e le sue azioni sono spesso dettate da scelte nette". Quel che conta, però, è che Tex è un "esempio di rettitudine morale, di fedeltà coniugale e di amore paterno", oltre che "portatore di comportamenti irreprensibili dettati da valori non negoziabili". Nelle storie di Tex Willer "il bene è sempre chiaramente distinguibile dal male e non vi sono mai strade alternative a quelle buone e giuste per raggiungere l'obiettivo finale". Per l'Osservatore Romano c'é poi un altro aspetto 'profetico' di Tex: "Egli è infatti il primo eroe dei fumetti che, in tempi non sospetti, si prodiga con i fatti per sdoganare un'idea nuova e molto più vicina alla realtà dei nativi d'America. Gli indiani, nelle storie a fumetti di Tex, non vengono quasi mai dipinti come macchiette". Tex, insieme ai suoi amici fidati, tutti esponenti di "culture di minoranza", è dunque un "simbolo vivente della condivisione tra due culture con un'apertura mentale davvero anticipatrice". Tutte buone ragioni per elogiare il cowboy più famoso del fumetto italiano, che evidentemente in Vaticano, tra tonache e 'segrete stanze', può contare su estimatori fidati e inaspettati, pronti a scommettere su di lui.(ANSA - 2008-08-14 21:16)
giovedì, agosto 14, 2008
Perchè gli attacchi di "Famiglia Cristiana" al Governo di Silvio Berlusconi?
«Il governo smetta di giocare ai soldatini e risponda della grave situazione economica in cui versa il paese». "Famiglia Cristiana" attacca con toni duri il governo Berlusconi, stavolta sul tema sicurezza. «Neanche fossimo in Angola», scrive "Famiglia Cristiana" a proposito dei militari in strada. Silvio Berlusconi e l'esecutivo prendono iniziative che non sono altro che «buffonate», inscenando un farsesco Far West urbano. I problemi del paese, che sono reali e ben visibili, incalza "Famiglia Cristiana", l'esecutivo li svia con le immagini del «Presidente spazzino», l'inutile «gioco dei soldatini» nelle città, i finti problemi di sicurezza, la «lotta al fannullone», azioni buone solo «a riempire le pagine dei giornali». Non è la prima volta che il settimanale dei Paolini attacca frontalmente il governo. In luglio aveva definito senza mezzi termini «razzista» la proposta del ministro degli Interni Roberto Maroni di prendere le impronte digitali ai bambini rom. «Abbiamo definito 'indecente' la proposta del ministro Maroni sui bambini rom», scriveva Famiglia Cristiana, «perché da un lato basta censirli, aiutarli a integrarsi con la società civile in cui vivono marginalizzati, ma dall'altro bisogna evitargli la vergogna di vedersi marcati per tutta la vita come membri di un gruppo etnico considerato in potenza tutto esposto alla criminalità». Il giornale fornisce i dati della crisi economica e sociale, sottolineando che a una crescita delle imprese corrisponde una diffusione del disagio tra le famiglie: «Alla fine della settimana scorsa sono comparse le stime sul nostro prodotto interno lordo e, insieme, gli indici che misurano la salute delle imprese italiane. Il Pil è allo zero, ma le nostre imprese godono di salute strepitosa, mostrando profitti che non si registravano da decenni. L'impresa cresce, l'Italia retrocede. Mentre c'è chi accumula profitti, mangiare fuori costa il 141% in più rispetto al 2001, ma i buoni mensa sono fermi da anni». Prosegue "Famiglia Cristiana": «L'industria vola, ma sui precari e i contratti è refrattaria. La ricchezza c'è, ma per le famiglie è solo un miraggio. Un sondaggio sul tesoretto dei pensionati che sarà pubblicata su Club 3 dice che gli anziani non ce la fanno più ad aiutare i figli, o lo fanno con fatica: da risorsa sono diventati un peso». Di qui la domanda dei cattolici: «E' troppo chiedere al governo di fugare il sospetto che quando governa la destra la forbice si allarga, così che i ricchi si impinguano e le famiglie si impoveriscono?».Questo è quanto ho cercato di riportare al meglio in sintesi. Che ne pensate? I temi mi sembrano importanti, al di là della querelle tra "Famiglia Cristiana" e governo Berlusconi. Penso ce ne sia abbastanza per parlarne tra noi. Anche a ferragosto. E dopo.
Così un forumista, Sankara. Puoi farci sapere sul forum ( http://indipendenza.lightbb.com/forum.htm ) come la pensi? Grazie e cari saluti
mercoledì, agosto 13, 2008
Campi di lavoro sui terreni confiscati alla mafia. Fra' Luca ha celebrato la Messa in spiaggia
Domenica nella pineta di Balestrate il campo di lavoro presente a Corleone ha effettuata una integrazione al programma. Infatti, Fra Luca, del gruppo Agesci di Adria, ha celebrato la Santa Messa lì. Hanno partecipato oltre agli scout anche altri volontari e alcuni soci della Cooperativa Lavoro e Non Solo. Inoltre è stato utilizzato il nostro vino per la celebrazione. Certo vedere passare il calice tra i presenti con all'interno il vino prodotto proveniente dai terreni confiscati alla mafia ci ha provocato una certa emozione. Con Calogero e Francesca, ho condiviso la proposta di inserire l'evento nel programma del campo di lavoro!!Maurizio Pascucci
Esecutivo Arci Toscana
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine
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