domenica, giugno 13, 2010

LO CHEF CONSIGLIA. Gli insulti della destra e il buon galateo di Bersani e D’Alema

di Saverio Lodato e Andrea Camilleri
Camilleri, «gli insegnanti sono eroi moderni e il ministro Gelmini gli rompe i coglioni». Parola di Pier Luigi Bersani. Sallusti, del Giornale, «vada a farsi fottere! È un bugiardo e un mascalzone». Parola di Massimo D’Alema. Cose mai sentite. L’opposizione ha da essere educata, deve sapere stare a tavola, non adoperare lo stuzzicadenti, non mettersi le dita nel naso, coprirsi la bocca se sbadiglia, come si conviene a persone civili. E rispettare il precetto di Monsignor Giovanni Della Casa: «non sono da fare in presenza degli uomini le cose laide o fetide o schife o stomachevoli, ma il nominarle anco si disdice». E il coro della grande stampa, che al galateo ci tiene, ha bollato le parole di Bersani e D’Alema. Per Bossi il “celodurismo” fu il credo della Lega. Scajola definì un “rompicoglioni” Marco Biagi. Calderoli, alla notizia che i musulmani volevano costruire una moschea, minacciò di far passeggiare il suo maiale nell’area prescelta. Per Brunetta la sinistra dovrebbe andare “ a morì ammazzata” e per Berlusconi gli elettori di sinistra “sono coglioni”. Che scrissero, allora, le grandi firme? Niente. Ridacchiavano.

Anch’io ho notato la pudica reazione dei politici del Pdl e di parte della stampa alla, una volta tanto, colorita espressione di Bersani nei riguardi della Gelmini. Berlusconi, con la profonda cultura che lo contraddistingue, pare che abbia detto ai suoi intimi che persino Socrate non chiamava “rompicoglioni” sua moglie Santippe, ma la definiva educatamente “un pochino noiosa”. Ma sembra che si siano anche risentite alcune rappresentanti del gentil sesso nel Pd perché una donna, come si sa, non va colpita nemmeno con un fiore e men che mai con una parolaccia. Mi pare, quest’ultima, nella migliore delle ipotesi, una presa di posizione d’altri tempi. Il linguaggio femminile, via via che la donna acquista totale autonomia e guadagna la par condicio con l’uomo, va anch’esso mutando e di molto. Posso testimoniare di conoscere donne, simpatizzanti per i due schieramenti politici, che adoperano un “parlari spartano”, come si dice dalle mie parti quando si usano frasi e parole rudi. Lasciamo perciò posizioni simili a chi d’ipocrisia è costretto, giorno dopo giorno, a vivere. Vede, caro Lodato, tanto più un individuo è dentro di sé profondamente corrotto, cinico, dedito al compromesso e alla menzogna, tanto più desidera apparire all’esterno uomo rispettabile, di parola, educato, attento alla forma e alle buone maniere. Sono quelli che vennero definiti splendidamente “sepolcri imbiancati”. Ma anche sapendo tutto questo, fa senso lo stesso vederli insorgere, in funzione di vestali della sacra fiamma di Arcore, sdegnati contro i maleducati della sinistra che adoperano un linguaggio scurrile, una volta si diceva da caserma. Lei, stupito, si chiede come mai allora questi signori abbiano dimenticato d’avere usato anche loro, e con maggiore frequenza, questo linguaggio. Devo citare ancora il Vangelo e ricordarle che c’è chi vede la pagliuzza nell’occhio dell’altro e non scorge la trave nel proprio? E poi, se vogliamo entrare nel merito, lei sa benissimo che l’intenzione e l’intonazione con le quali viene detta una certa parola ne fa variare di molto il senso. Prendiamo ad esempio il “rompicoglioni” di Scajola e quello di Bersani. Il primo era, per dirla con Metastasio, “voce dal sen fuggita / che trattener non vale”. Il secondo invece definiva con esattezza il compito principale della ministra e quindi non voleva costituire offesa. Così, quando Berlusconi ci chiama coglioni non c’è da offendersi, perché dice la verità. Infatti, dopo tanti anni, continuiamo a tenercelo sul groppone. E il primo a meravigliarsene è lui stesso. Anche per questo, l’irritazione di D’Alema la capisco perfettamente.
L'Unità, 13 giugno 2010

I pm di Palermo a Berlusconi: resisteremo

Di Matteo (Anm): "Mi chiedo con quale faccia continuino a collaborare con questo Governo i colleghi distaccati al ministero della Giustizia"
PALERMO. "Continua la sistematica e violenta offensiva di denigrazione e isolamento di quei magistrati che credono ancora nel principio dell'uguaglianza di tutti davanti alla legge. Noi resisteremo perché crediamo nella Costituzione sulla quale abbiamo giurato". Lo ha detto il pm della Dda di Palermo Nino Di Matteo, presidente della Giunta distrettuale dell'Associazione Nazionale Magistrati, in merito alle ultime dichiarazioni del premier Silvio Berlusconi che ha accusato i pm di volere sovvertire i risultati elettorali e ha auspicato una profonda riforma della giustizia. "Mi chiedo con quale faccia - ha aggiunto - continuino a collaborare con questo Governo i colleghi distaccati al ministero della Giustizia che hanno giurato sulla stessa Costituzione".

Il nuovo libro di Walter Molino: "Taci infame. Vite di cronisti dal fronte del Sud"...

Chi sapeva dell’esistenza di Mauro Rostagno o Giancarlo Siani o Peppino Impastato prima che fossero uccisi? Sui cronisti vittime di mafie si sono scritti molti libri. Questo è il primo libro sui giornalisti vivi. Perché di santini, questo Paese, ne ha già avuti abbastanza. Tra i protagonisti di “Taci infame” vi sono Antonio Sisca, il giornalista del paese calabrese dei casi di «lupara bianca», Filadelfia; Arnaldo Capezzuto e Rosaria Capacchione, testimoni e delle imprese della camorra nelle viscere di Forcella e delle infiltrazioni dei Casalesi nella politica e nell’economia; Dino Paternostro, cronista dell’ascesa criminale dei corleonesi; Michele Albanese, che ha fatto conoscere i segreti delle cosche di Gioia Tauro; Carlo Ruta, a cui si devono molte delle verità sull’omicidio di Spampinato, il giornalista ucciso per aver denunciato le commistioni tra mafia e politica nella provincia di Ragusa. O ancora Lirio Abbate, che ha seguito accanto alla Squadra mobile di Palermo l’arresto di Bernardo Provenzano; Gianni Lannes, il giornalista pugliese vittima di attentati incendiari e censurato dall’informazione per essersi occupato di criminalità istituzionali; Angela Corica, la giovane corrispondente calabrese intimidita con cinque colpi di pistola contro la sua automobile.
Nei territori dominati dalle mafie, i giornalisti che indagano e denunciano diventano bersaglio di minacce, intimidazioni e aggressioni. Lavorano solitamente in testate locali, in condizioni di minorità economica e intellettuale; sono indifesi e vulnerabili, rimangono sconosciuti nonostante la passione che riversano nel loro lavoro. Il libro non è una galleria di eroi civili che si battono a mani nude contro i mafiosi, ma un viaggio nelle periferie dell’informazione dove raccontare può essere pericoloso, dove né la mafia né l’antimafia sono sempre uguali. Questo libro è un reportage esemplare sulla più inquietante periferia dell’informazione italiana in tutti i suoi aspetti, quella del Mezzogiorno, grazie al quale vengono sottratte dal silenzio e dall’isolamento persone e storie altrimenti invisibili.

Walter Molino è un giornalista siciliano. Sue inchieste e reportage sono stati pubblicati su Diario, Il Sole 24 Ore, Il Fatto quotidiano, Il Venerdi di Repubblica, Linus.

Cimino: "Abolire le province di Palermo, Catania e Messina". Ma solo le province è sufficiente?

"La prossima settimana mi farò promotore di una proposta per l'abolizione di alcune province siciliane. Sarebbe logico sopprimere quelle che insistono nelle città metropolitane, quali Palermo, Messina, Catania". Lo ha detto a Gela il vicepresidente della Regione siciliana con delega all'Economia, Michele Cimino. "Il governo regionale - ha aggiunto - è perfettamente consapevole della gravità della situazione economica e della necessità di reperire nuove risorse per fronteggiare le numerose emergenze accumulate nel corso dell'ultimo decennio e mai risolte. Occorrono, quindi, misure drastiche anche se dolorose. Con l'abolizione delle province il risparmio sarebbe notevole: il personale sarebbe trasferito ai comuni e con il passaggio delle competenze si potrà dare un nuovo impulso alle loro attività.
Ma sono solo le Province che dovrebbero essere abolite? Ci sono enti ancora più inutili, della cui soppressione non se ne accorgerebbe nessuno. Ci riferiamo, per esempio, alle "Unioni dei Comuni", buone solo per elargire prebende e consulenze. Perchè il Governo Lombardo non abolisce subito le "Unioni dei Comuni?

venerdì, giugno 11, 2010

"E ADESSO ARRESTATECI TUTTI!"

di Stefano Corradino
"Giuro che se e quando la legge bavaglio sarà approvata mi impegnerò a fare prevalere sempre e comunque il dovere di informare e il diritto di essere informati".
Alcune settimane fa davanti a Montecitorio abbiamo diffuso centinaia di volantini. Quello che per Ippocrate era il giuramento di un medico da prestare prima di iniziare la professione, per noi di Articolo21 era ed è un appello ai colleghi, e un impegno sottoscritto con i cittadini: nessuna legge, nessuna imposizione incostituzionale, nessuna sanzione potranno impedirci di pubblicare notizie di pubblico interesse e di rilevanza sociale. Non è solo la legge istitutiva dell'ordine dei giornalisti che ci obbliga a farlo. Sono i valori costituzionali, le sentenze europee, la Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo, il diritto dovere di chi fa informazione di dare le notizie rispettando quel codice etico secondo cui l'editore di un giornale, di una tv, di una radio di un blog è il lettore, il telespettatore prima ancora di un qualsiasi padrone. LEGGI TUTTO

Disobbedienza civile

di Roberto Morrione
Ci siamo e ci saremo. Libera Informazione è in prima linea nella battaglia in corso per far ritirare il disegno di legge sulle intercettazioni. E’ chiaro fin d’ora che, se la norma verrà approvata al termine dei percorsi fra le due Camere, senza che ne sia annullato totalmente il contenuto anticostituzionale e liberticida, riterremo obbligata la scelta della disobbedienza civile. Con il nostro impegno quotidiano, con gli stessi valori che ci hanno fatto nascere, quelli di una “informazione che è libera o non è”, siamo infatti ogni giorno parte attiva dello schieramento che combatte l’illegalità e la disuguaglianza di fronte alla legge. Una battaglia che vede finalmente schierati, al fianco dell’opposizione in Parlamento e dei nuovi dissensi sollevati da Fini all’interno della maggioranza, i giornali di ogni tendenza, come dimostra l’assemblea unitaria dei direttori della stampa italiana, i magistrati, i sindacati, le rappresentanze delle forze di polizia, gli editori, gli scrittori e gli artisti già colpiti pesantemente dalla dissennata politica culturale del governo, le associazioni del volontariato, numerose amministrazioni pubbliche. LEGGI TUTTO

giovedì, giugno 10, 2010

L'intervento al Senato di Giuseppe Lumia (Pd) sulla legge-bavaglio delle intercettazioni

di GIUSEPPE LUMIA
Non ci siamo. Abbiamo fatto di tutto, nel Paese, in Commissione, in Aula, per impedire che con il provvedimento sulle intercettazioni ancora una volta si colpisse la nostra Costituzione e si minassero anche la forza e la qualità dell'Italia nel colpire direttamente i boss mafiosi e nel garantire la sicurezza nel nostro Paese. Certo, non ci sfugge che quello alla privacy è un diritto di nuova generazione, moderno, avanzato, che sempre più orienterà la legislazione di tutte le democrazie avanzate. Con questo provvedimento non tutelate la privacy; con questo provvedimento la riservatezza non viene assolutamente sottoposta a protezione democratica; con questo provvedimento fate altro: tutelate gli interessi delle classi dirigenti, di pochi oligarchi e di una parte ristretta del sistema politico italiano. LEGGI TUTTO

Palazzo Adriano. L’Istituto Comprensivo Crispi presenta “A Scuola con Successo”

PALAZZO ADRIANO. Si svolgerà mercoledì 9 e giovedì 10 giugno la manifestazione conclusiva delle attività dei progetti PON che hanno arricchito l’offerta formativa dell’Istituto Comprensivo Francesco Crispi di Palazzo Adriano.
Mercoledì pomeriggio, presso la piscina di Casale Borgia, i corsisti del progetto “In acqua libera-mente” si esibiranno in un saggio finale. Giovedì a partire dalle 16 sfilerà il gruppo delle majorette dalla sede della direzione dell’Istituto Comprensivo sino a piazza Umberto I. Dopo il saluto del preside gli esperti presenteranno le varie attività realizzate nei corsi attivati quest’anno dalla scuola: In acqua Libera-mente, Il gioco del teatro, Danza creativa e tradizionale, Canto e mi diverto, Io Piccolo Esploratore - valorizziamo i monti Sicani e la Valle del Sosio, Dall’idea al manufatto, Genitori efficaci. Alle 17 verrà messo in scena il musical “Lezioni di volo”, opera basata sulla leggenda di Icaro e Dedalo nata dalla collaborazione dei corsi di teatro, musica e danza, mentre un concerto del coro dell’Istituto chiuderà la manifestazione. «I progetti di quest’anno hanno posto particolare attenzione agli apprendimenti degli alunni, con particolare riferimento al consolidamento e al potenziamento delle competenze in lingua madre, delle competenze espressive, alla conoscenza, tutela e valorizzazione del territorio» spiega il dirigente scolastico Maria Pizzolanti. «Il coinvolgimento dei genitori è stato finalizzato invece a rafforzare e sostenere le competenze educative della famiglia, auspicando una collaborazione con la scuola autentica, proficua e significativa». Negli spazi allestiti per l’occasione ci saranno degli stand in cui verranno esposti e venduti alcuni oggetti realizzati dai ragazzi dei corsi Dall’idea al manufatto e Io piccolo esploratore.

mercoledì, giugno 09, 2010

Cgil, il 25 giugno sciopero generale contro la manovra economica del governo Berlusconi

ROMA - Sciopero generale della Cgil il 25 giugno contro la manovra economica considerata "iniqua e sbagliata". Lo ha proclamato il sindacato di Corso d'Italia, il cui comitato direttivo ha approvato all'unanimità il documento conclusivo presentato dal segretario generale Guglielmo Epifani. Lo sciopero sarà di almeno quattro ore nel settore privato e di 24 ore nel settore pubblico, con manifestazioni regionali e territoriali. Per sabato 12 giugno è, intanto, in programma la manifestazione nazionale, a Roma.

La Città di Firenze ha conferito la cittadinanza onoraria a don Luigi Ciotti

Una giornata densissima ma estremamente importante per Libera Toscana. Nel pomeriggio infatti a Firenze hanno avuto luogo due eventi da lungo tempo attesi dal coordinamento Toscano: in primis, la cittadinanza onoraria della città di Firenze a Don Luigi Ciotti, presidente di Libera. Non solo un momento di grande festa, ma anche un segnale forte, una presa di posizione da parte di una regione che negli ultimi anni è stata al fianco di Libera, sostenendola e promuovendone le iniziative. Alle 17.00, in via Fiesolana, è stata inaugurata dallo stesso Don Ciotti la ‘Bottega dei sapori e dei saperi della legalità’, ovvero uno spazio dove verranno commercializzati i prodotti delle cooperative di Libera Terra, ma che diventerà anche, nell’intenzione dei suoi realizzatori, un luogo di incontro, di informazione, aperto alla cittadinanza. Dopo un assaggio dei prodotti di Libera, hanno salutato i presenti Don Ciotti, Gabriella Stramaccione, vicepresidente di Libera,e Vanna Van Straaten, referente del coordinamento toscano. Nonostante la grande fatica fatta dal coordinamento toscano per aprire questa Bottega, il risultato non tarderà ad arrivare, considerata anche la posizione ottimale nel centro di Firenze e,soprattutto, l’entusiasmo di chi porterà avanti questo progetto importante e unico in Toscana
Amanda Dabizzi

Celebrate a Trapani le prime nozze gay di Sicilia

La chiesa valdese di Trapani ha celebrato le prime nozze gay in Sicilia. Protagoniste due donne tedesche, C.H e B.K. E' accaduto lo scorso 7 aprile, ma la notizia è trapelata solo ora. Le nozze, secondo quanto scrive Repubblica-Palermo, sono state celebrate dal pastore della chiesa valdese di Trapani e Marsala, Alessandro Esposito, insieme ad altre due officianti delle chiese luterana e mennonita. Il matrimonio era stato già celebrato civilmente in Germania. "Nella chiesa valdese di Trapani è stata invocata la benedizione su due donne evangeliche tedesche, anche se non appartenenti alla chiesa valdese, il cui legame affettivo era stato già validato in Germania con la stipula di una unione civile. Pertanto non si è celebrato alcun matrimonio ma si è pregato con convinzione e affetto per due persone che si impegnavano a vivere insieme la loro vita". E' quanto ha precisato la pastora Maria Bonafede, moderatora della Tavola valdese in merito alla notizia sulla benedizione di una coppia gay da parte del pastore valdese di Trapani. Bonafede spiega in una nota che "l'ordinamento della Chiesa valdese non contempla la celebrazione di matrimoni di persone dello stesso sesso, né la chiesa ha mai assunto una posizione sul tema del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Nelle nostre chiese però - aggiunge - si è cominciato a dibattere della possibilità di testimoniare anche a livello liturgico dell'accoglienza e del riconoscimento di unioni di vita di persone dello stesso sesso". Sempre secondo Bonafede, "come già affermato nel Sinodo valdese congiunto con le chiese battiste nel 2007: 'La relazione umana d'amore, vissuta in piena reciprocità e libertà, è sostenuta dalla promessa di Diò". "Questo tema così delicato - conclude - giungerà anche all'esame del prossimo Sinodo delle chiese valdesi e metodiste. Per la Chiesa valdese e i suoi pastori resta il mandato evangelico a predicare la grazia dell'amore di Dio su tutti i suoi figli e le sue figlie. Questa grazia è stata invocata anche nel corso della benedizione impartita nella chiesa di Trapani".
SiciliaInformazioni, 8 giugno 2010

martedì, giugno 08, 2010

Il Convegno internazionale alla Sorbona

Non è facile scrivere delle emozioni e degli stimoli culturali suscitati dal Convegno internazionale su la “Sicile(s) d’aujourd’hui”, organizzato il 4 e 5 giugno dall’Università “La Sorbona” di Parigi. Intanto perché Parigi è Parigi, una città davvero affascinante, con la Senna che l’attraversa tutta e vive in simbiosi con i suoi abitanti. E poi perché degli studiosi di alto livello hanno dato un serio contributo per conoscere meglio la nostra isola. Un’Isola amata ed odiata da tanti suoi figli, a cominciare dallo scrittore Vincenzo Consolo, che è stato l’anima del “Colloque international”. Una Sicilia che alterna rinascite a ricadute, memoria ad oblio, ribellione ad acquiescenza. Di questo hanno raccontato Vincenzo Consolo col suo “Dire la Sicilia” tra presente e memoria, Salvatore Lupo con l’intervento su “La Sicilia tra metafora e storia”, Antonio Ingroia con l’analisi su “la vie politique et judiciarie”, e chi scrive con “i movimenti anti-racket e anti-mafia”. E poi, Yves Hersant, Pasquale Scimeca, Sarah Zappulla, Cinzia Emmi, Marie France Renard, Maria Pia De Paulis-Dalembert, Myriam Tanant, Franco Zaghis, Luigi Allegri, Jean-Paul Manganaro, Lina Prosa, Jacopo Chessa, con interventi mirati ad approfondire vari aspetti della vita siciliana.
Entro l’anno saranno pubblicati a Parigi, a cura della Sorbona, gli atti integrali del convegno, che faremo conoscere anche in Sicilia. Intanto, un’idea a margine del convegno è nata. “Professore – ho chiesto a Consolo – perché non l’organizza lei in Sicilia un convegno internazionale sulla Sicilia, chiamando a raccolta studiosi di tutto il mondo ”? E a lui, dapprima restio, riesco a strappare un “pensiamoci…”. (d.p.)

Vittorio Corradino è stato eletto presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia

Vittorio Corradino è stato eletto presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia. Una decisione ratificata dal consiglio regionale con 5 voti, contro i 4 a favore di Riccardo Arena, il suo avversario. Ed è subito polemica. Dopo la votazione è esplosa una dura contrapposizione, al termine di un cammino non semplice. Un percorso pieno di tensioni sfociate anche in un esposto alla Procura del presidente uscente, Franco Nicastro, che ha lamentato tentativi di controllare le elezioni. “In Sicilia la professione giornalistica attiva è stata di fatto esclusa dal governo dell’Ordine”, dicono in una nota i consiglieri dell’Ordine Riccardo Arena, Giuseppe Lazzaro Danzuso, Concetto Mannisi e Filippo Mulè. “La maggioranza che si è costituita -continua la nota- calpesta le chiarissime indicazioni provenienti dall’intero corpo elettorale dei professionisti, che ha dato un terzo dei voti a un candidato e un quarto agli altri tre. Con il determinante consenso dei pubblicisti, guidati da volontà esterne al Consiglio, si è stravolto il risultato elettorale e sono stati premiati i due consiglieri professionisti meno votati (Corradino e il segretario Nuccio Anselmo). Si è fatta cosi’ prevalere la logica del colpo di mano. Si pone adesso il problema di valutare il ruolo assolutamente negativo e destabilizzante dei tre pubblicisti del Consiglio, che rappresentano la quota marginale e meno qualificata della professione. Il paradosso è che con 59 ‘interventi’ in due anni sul Giornale delle Pulci si può diventare vicepresidente dell’Ordine”.

Palermo. Il Pd siciliano ha un nuovo esecutivo

PALERMO - Il segretario regionale del Pd siciliano, Giuseppe Lupo, ha nominato l'esecutivo del partito che è composto da Gianni Battaglia, ex assessore regionale del Governo Capodicasa ed ex senatore; Ethel Consiglio, componente della direzione regionale del Pd, Liliana Modica, docente, ex assessore comunale all'Istruzione del comune di Messina, Giovanna Monaco, avvocato, esperta del lavoro; Enzo Napoli, già responsabile dell'organizzazione del Pd regionale; Enzo Pupillo, esperto di sviluppo locale; Concetta Raia, deputato all'Ars, Anna Maria Saitta, docente, responsabile organizzazione del Pd Palermo, Giacomo Scala, sindaco di Alcamo, Pippo Zappulla, componente della direzione regionale del Pd. Il segretario regionale ha attribuito ad Enzo Napoli la delega di coordinatore dell'esecutivo, a Liliana Modica quella di responsabile dell'organizzazione e quella di responsabile degli Enti locali a Giacomo Scala. L'esecutivo si riunirà giovedì alle 11, nella sede del Pd, in via Bentivegna 63 a Palermo.

"Gay-Pride Sicilia". Il 15 giugno spettacolo teatrale "O si è felici o si è complici" di Nino Gennaro

Il prossimo 15 Giugno, alle ore 21.00, al teatro Montevergini, nell'ambito del “Gay-Pride regionale siciliano 2010”, si terrà lo spettacolo teatrale “O Si E’ Felici O Si E’ Complici”, con la regia di Massimo Verdastro, tratto da un testo di Nino Gennaro, con la Compagnia Verdastro/Della Monica e Massimo Milani. A trenta anni dai tragici fatti di Giarre e dalla nascita di Arcigay La Compagnia Verdastro Della Monica presenta "O si è felici o si è complici" Lettura scenica dall’opera di Nino Gennaro, a cura di Massimo Verdastro, con Nando Bagnasco, Francesca Della Monica, Andrea Macaluso, Massimo Milani, Giuseppe Sangiorgi e Massimo Verdastro.Musiche a cura di Francesca Della Monica. Video di Pippo Zimmardi. Lo spettacolo è donato per adesione e in maniera assolutamente gratuita dal regista e dalla compagnia di attori al Sicilia Pride 2010 di Palermo, per ricordare il suicidio/omicidio di Giorgio e Toni avvenuto a Giarre nel 1980 e in occasione dei 30 anni dalla nascita a Palermo del primo circolo Arcigay della storia. Il comitato organizzatore del Pride chiede solamente un contributo di 5€ per coprire le spese di viaggio e pernottamento della compagnia teatrale. Gli inviti vanno ritirati presso Quir di Gino e Massimo in Via Ponticello 55/57 (di fronte Casa Professa), Palermo. Per info contattare il 328328972 o 3474975622. (FOTO: Nino Gennaro)

Ladri (?) in azione in un agriturismo su bene confiscato alla mafia. Danni per 20mila euro

In meno di due settimane i ladri sono entrati in azione di nuovo nell’agriturismo di San Cipirrello (Pa) gestito dalla cooperativa “Lavoro e non solo” assegnataria di beni confiscati alla mafia. I ladri, entrati forzando una porta, hanno smontato e portato via l’intera cucina. Il danno è di 20mila euro. Sul furto indagano i carabinieri. “L’unico scopo che otterranno – commentano Anna Bucca, presidente dell’Arci Sicilia, e Calogero Parisi, presidente della cooperativa – sarà una nostra maggiore caparbietà nel far ripartire al più presto la macchina organizzativa per aprire, nel più breve tempo possibile la struttura”. “Da un anno e mezzo – dichiarano Bucca e Parisi – siamo alle prese con i problemi burocratici. Ed oggi, grazie all’impegno ed alla disponibilità dell’amministrazione e dell’Ufficio tecnico del Comune di Monreale, territorio in cui ricade l’agriturismo, e del Consorzio Sviluppo e Legalità, eravamo riusciti ad ottenere l’agibilità”. “Da anni – concludono Bucca e Parisi – lavoriamo in questo territorio, ottenendo anche importanti successi sui terreni confiscati alle mafie. Abbiamo già ricevuto minacce e subito furti, ma non intendiamo recedere di un solo passo nel nostro percorso di legalità. Ricompreremo la cucina ed andremo avanti”.
lunedì 7 giugno 2010

Intercettazioni: a Palermo mostra carabinieri con voci boss

Le conversazioni captate dalle 'cimici' diventano documento
(ANSA) - PALERMO, 7 GIU - C'e una sezione dedicata alla intercettazioni nella mostra per celebrare i 150 anni dei carabinieri in Sicilia. Nella sala degli specchi nel teatro Politeama su due tre monitor scorrono le immagini e si possono ascoltare le voci di boss sorvegliati. Come quella del mafioso che inizia a contare a voce alta le banconote da cento euro appena riscosse dall'ennesima vittima del racket del pizzo, senza sapere di essere ripreso da una videocamera. O ancora i dialoghi tra due mafiosi registrati dalle 'cimici' dei carabinieri.
07 giugno, 13:18

lunedì, giugno 07, 2010

In piazza contro i tagli alla cultura e i bavagli alla libertà di stampa

«La cultura è un diritto. La cultura è una risorsa». All'insegna di questo motto si è aperta la manifestazione nazionale in piazza Navona a Roma contro i tagli alla cultura e quelli alla lirica del decreto Bondi. Sulla città batteva un sole rovente, artisti, cittadini, tecnici sono arrivati tra le bandiere dell'Arci, de l'Unità, della Fials, dei lavoratori dell'Eti, dell'Idv. "Pieno sostegno a questa mobilitazione. In Parlamento, nelle istituzioni, nel paese faremo il possibile e l'impossibile per salvare la cultura", commenta Vittoria Franco, senatrice del Pd. E in tutta Italia si sono tenute conferenze e manifestazioni simili. C'era anche l'Idv. E fine manifestazione ha fatto la sua comparsa Nanni Moretti: casco in mano e in giacca, non ha rilasciato dichiarazioni.
«Bisogna dire che purtroppo il governo ci ha dato una mano scoprendo le carte –spiega Silvano Conti della Slc-Cgil–: il disegno è scardinare tutta la cultura pubblica in Italia. Si colpiscono i teatri lirici, si chiudono o definanziano gli istituti di cultura, quelli di ricerca, i musei e nello stesso momento si tenta di oscurare i mezzi di informazione e si taglia scuola, università, ricerca». La Slc-Cgil, con gli altri sindacati di categoria, era stata tra le promotrici di questa manifestazione contro il decreto Bondi, che sta seguendo l’iter di conversione in legge e che vuole trasformare i grandi teatri lirici, come la Scala, il Maggio Fiorentino, il San Carlo di Napoli in teatri di provincia. Il decreto che dava la colpa dei deficit dei nostri teatri lirici ai lavoratori, paradossalmente ha evidenziato come a mettere in ginocchio non solo la lirica ma tutto il settore cultura siano proprio i tagli ai finanziamenti dello stato alle attività culturali, tra i più magri d’Europa: per il 2011 per tutto lo spettacolo, compresi circhi, spettacoli viaggianti, teatro, musica danza e cinema sono previsti 311 milioni, la Francia solo per l’Opéra de Paris stanzia oltre 100 milioni di euro.

venerdì, giugno 04, 2010

La rabbia dei precari. Hanno manifestato in Sicilia invocando la stabilizzazione

PALERMO - Migliaia di precari degli Enti locali, provenienti da tutta l'isola, hanno sfilato per le strade di Palermo invocando la stabilizzazione. I manifestanti chiedono la deroga al patto di stabilità per continuare a lavorare. Interessati al provvedimento in Sicilia sono in 22.500.Alla manifestazione, organizzata da Cgil, Cisl e Uil con l'adesione dell'Ugl, in piazza Indipendenza, davanti alla sede della presidenza della Regione, ci sono anche i sindaci di decine di Comuni con i loro gonfaloni e diversi parlamentari. Tra i tantissimi striscioni, spiccano quelli con le scritte "Lavoro = dignità" e "Parole, parole, come canta Mina: 20 anni di precariato".Ieri era stato il presidente della Regione, Raffaele Lombardo a difendere le loro ragioni: "I 22.500 precari dovrebbero essere cancellati ed andare a casa, perché si viola il patto di stabilità? - aveva affermato - Questo è impossibile. Pretendiamo, invece, una deroga, affinchè questi lavoratori restino al proprio posto.Il nostro obiettivo è la stabilizzazione, ma destineremo il personale a mansioni e funzioni precise, impedendo ogni ipotesi di futuro precariato, così come abbiamo fatto bloccando le assunzioni fin dal nostro insediamento".I sindacati hanno però annunciato che chiederanno al governatore siciliano "un disegno strategico largo e prospettive certe per i lavoratori, non mere proroghette del patto di stabilità, dal sapore elettorale".

mercoledì, giugno 02, 2010

Le celebrazioni dell’Unità d’Italia a Prizzi. Riflessioni critiche

di ROSA FARAGI
La manifestazione di sabato 5 giugno rievocativa del 150° anniversario dell’Unità d’Italia a Prizzi, intende porre l’attenzione, sia sugli aspetti più conosciuti del Risorgimento, sia su quelli meno noti o sottaciuti.
L’obiettivo è quello di collocare i fatti nella giusta dimensione storica, ma anche e soprattutto, di ampliarne la conoscenza, ad un numero sempre maggiore di cittadini. Tale manifestazione inoltre, non vuole essere una semplice rievocazione, ma, un momento critico di riflessione. L’Unità d’Italia non è stata la fine di un processo storico, ma l’inizio di un percorso lungo e difficile, che ancora oggi, non è stato del tutto completato. Massimo D’ Azzeglio scriveva: “Abbiamo fatto l’Italia, ora, dobbiamo fare gli italiani”. Sono passati 150 anni, e ancora, non abbiamo fatto gli italiani! LEGGI TUTTO

Un piccolo giallo nel Risorgimento a Prizzi

di ROSA FARAGI
Prizzi entra nella storia del risorgimento per un piccolo giallo. Giuseppe Cesare Abba nel suo libro: “Da Quarto a Volturno” che è una specie di diario della spedizione dei mille racconta: “ Villafrati, 26 giugno 186O. Ho visto partire in gran fretta il battaglione Bassini. A Prizzi, che deve essere un villaggio poco lontano, vi è gente che si è messa a far sangue e roba, come se, non vi fosse nessuno a comandare. Se a Prizzi gli occorrerà di dover parlare di legge, ha nel battaglione i dottori a dozzine; se vorrà fare una arringa, i letterati gli stanno attorno; ma egli, breve e tagliente, parlerà con la spada. Chi laggiù ha le mani lorde badi ai fatti suoi.” LEGGI TUTTO

Il giornalista di Rai3 Sicilia, Mario Azzolini, sindaco: “Ma farò ancora il giornalista”

Signor sindaco?
“Un attimo, sono frastornato”.
Signor sindaco Azzolini, Mario Azzolini il giornalista, nuovo primo cittadino di San Mauro Castelverde?
“Prego”.
Come mai questa scelta?
“I miei erano di qua, come tutta la mia famiglia. Io sono già stato consigliere comunale”.
Ecco lo slogan: Azzolini, lo Sgarbi di Castelverde…
“Per piacere”.
Vittoria per quattro voti.
“Cinque sono”.
Come è andata?
“Nella prima sezione ho perso, nella seconda ho vinto. La terza è stata decisiva”.
Il problema di San Mauro?
“E’ isolato dal mondo, bisogna provvedere”.
E dunque?
“Provvederemo”.
Lascerà il mestiere amato di giornalista?
“Lo amo troppo. E non si può campare con la sola indennità di sindaco”.
Come farà a barcamenarsi?
“Ho un’ottima giunta. Mi arrangerò, voglio fare bene, questo è garantito”.
La dovremo chiamare signor sindaco?
“Ma si regoli come vuole”. (rp)

SiciliaInformazioni

martedì 1 giugno 2010

Difendere l’informazione. Solidarietà al "Settimanale" di Bagheria. Giovedì manifestazione con giornalisti ed associazioni

“Difendere l'informazione per difendere la democrazia” è questo il tema della manifestazione che si terrà, giovedì, 3 giugno alle ore 19, a Ficarazzi, davanti la redazione del "Settimanale" .
L'associazione Antiracket, la CGIL Palermo e l'Ordine dei Giornalisti hanno organizzato per giovedì prossimo, un incontro-dibattito davanti la sede del "Settimanale di Bagheria" (in Piazza Padre Pio a Ficarazzi) per discutere del grave atto intimidatorio subito dal settimanale bagherese la notte del 26 maggio scorso. L'iniziativa pensata per esprimere solidarietà al gruppo editoriale, darà anche l’occasione per discutere dei temi legati alla libertà di informazione. All’incontro parteciperanno il presidente dell’ordine regionale dei giornalisti, Franco Nicastro, i giornalisti EnricoBellavia (La Repubblica), Lillo Miceli (La Sicilia), Lirio Abbate (L'Espresso), Ignazio Marchese (Giornale di Sicilia),Vincenzo Morgante (RaiTre), Michele Manna (Settimanale di Bagheria). “L’attentato incendiario ai danni della redazione del ‘Settimanale’ – ricorda Pippo Cipriani, presidente dell’associazione antiracket del bagherese – è solo l’ultimo episodio di una lunga serie di episodi criminosi che hanno reso il clima nel comprensorio estremamente difficile. I giornalisti restano una voce importante nella lotta all’illegalità, per questo –conclude – è giusto fare sentire la nostra vicinanza e la condanna di un atto così vile”.

Palermo, 01/06/2010

lunedì, maggio 31, 2010

Corleone. L'assessore regionale alla sanità Massimo Russo ha visitato l'ospedale

CORLEONE – L’Assessore regionale alla salute, Massimo Russo, ha accolto l’invito che la Cgil di Corleone, insieme ai rappresentanti dei comuni del Corleonese, gli aveva rivolto lo scorso 12 aprile di visitare Corleone e il suo ospedale. Ed ha accolto pure la proposta di visitare una “eccellenza” di Corleone: la cooperativa sociale “Lavoro e non Solo”, che opera sui terreni confiscati alla mafia. Stamattina, l’assessore, insieme al sen. Giuseppe Lumia (Pd), ha varcato la soglia di Casa “Caponnetto” intorno alle 11.00, accolto dal presidente Calogero Parisi, dal segretario della Camera del lavoro di Corleone Dino Paternostro, da operatori dell’ospedale, e da una delegazione di amministratori comunali. Ne è seguito un incontro interessante, nel corso del quale Russo ha conosciuto – tra l’altro – l’ottimo lavoro per il recupero di cittadini con disagi psichici fatto dalla cooperativa. Interessante la proposta suggerita da Lumia ed accolta dall’assessore: «Al più presto l’assessorato organizzerà a Corleone un convegno regionale sul recupero del disagio psichico, lanciando il modello-Corleone». LEGGI TUTTO

G. Governali: in ricordo di Giuseppe Crapisi

Un amico che muore è un brandello di te che va via. Specie se è un giovane generoso e leale come Giuseppe Crapisi, che ieri ci ha “riservato” l’amara sorpresa, lasciando attonita un’intera comunità. È andato via dopo avere tutto predisposto per la grande festa che avrebbe ricordato i 150 dell’impresa garibaldina a Corleone con la “Cursa ri Santu Luca”. Come suo costume, all’organizzazione della storica ricorrenza non aveva lesinato né tempo né fatica, riunendo con frequenti convocazioni la confraternita di San Leoluca, della quale, come presidente, andò sempre orgoglioso, e sollecitando il sindaco e padre Giovinco a prendere i necessari contatti con le autorità e con la banda dei bersaglieri. Degno figlio della nostra terra animosa, Giuseppe si dimostrò sempre pronto ad affrontare nel lavoro qualsiasi evenienza con intraprendente dedizione e non si rifiutò mai di venire incontro ai bisogni della gente che a lui si rivolgeva. Ci mancherà Giuseppe. Mancherà ai suoi cari, che avevano in lui l’unico sostegno. Mancherà ai suoi compagni di lavoro, ai visitatori del museo, agli amministratori del comune, ai suoi “fratelli” della tipografia Cortimiglia, ai confrati della sua confraternita e forse a tutti i corleonesi. Quanti ebbero il dono della sua amicizia conserveranno per sempre il ricordo della sua simpatia, della sua capacità di ascolto, dell’intelligente, pulita ironia, e della sua fedeltà. Addio, caro Giuseppe, ti sia lieve la terra.
Corleone, 30 maggio 2010
NELLA FOTO: Giuseppe Crapisi
Dino Paternostro e la Redazione di "Città Nuove" si riconoscono nel ricordo di Giuseppe pubblicato sopra. Ciao, Giuseppe...

domenica, maggio 30, 2010

Il viaggio in Toscana del progetto "Liberarci dalle spine"

Ieri è stata una giornata molto intensa in quanto a Terra Futura si sono susseguiti molti eventi, incontri e inviti. Il banchino della Cooperativa Lavoro e Non Solo è stato spostato all' esterno del piazzale sotto un' ombra, dove Franco, Arianna, Salvatore e Angelo hanno svolto un' ottima promozione dei prodotti provenienti dai terreni confiscati nel corleonese. Poi c'è stato il dibattito organizzato dalla Cisl sul riutilizzo dei beni confiscati; qui Salvatore ha raccontato la storia "del gioello di famiglia dell'Arci", strappando ben due applausi durante la sua narrazione. E poi, mentre Franco rilasciava un' intervista al portale della Regione Toscana www.intoscana.it e una addirittura ad un'emittente tedesca, allo spazio "Eventi di Terra Futura" veniva presentato il libro edito dal Cesvot nella collana "Le Briciole" intitolato "La sobietà come nuovo stile di vita" curato e coordinato da Francesca Balestri. Qui Severino Saccardi, che ha guidato la presentazione, è intervenuto nel merito e ha intervistato Vincenzo Striano, Presidente dell'Arci Toscana e Giovanni Forconi Vice Presidente del Cesvot. Per chiudere la giornata, abbiamo gustato l'aperitivo della Vitamina L, organizzato dall'Arci di Firenze con il vino Limpiu e Genos, e abbiamo partecipato ad un incontro con lo Spi Cgil dell'Empolese Valdelsa, alla Casa del Popolo di Limite seguito dalla cena.
Maurizio Pascucci
Progetto Liberarci dalle Spine

La partita tra la Nazionale Magistrati e il Corleone: "Per non dimentare, la memoria scende in campo", ma i cittadini disertano l'appuntamento

CORLEONE – Ieri pomeriggio, per la prima volta, la Rappresentativa della Nazionale Magistrati ha disputato una partita di calcio con la Polisportiva Corleone, per ricordare Giovanni Falcone, paolo Borsellino e tutte le vittime della violenza mafiosa. «Per non dimenticare, la memoria scende in campo», è stato un evento voluto dal presidente regionale della FIGC, Sandro Morgana, dal presidente della Polisportiva Corleone, Gabriele Gulotta, e dal sostituto procuratore generale presso la corte d’appello di Palermo, Raimondo Cerami, e patrocinato dal Comune di Corleone, dalla Provincia regionale e dalla Camera penale di Palermo. Per la cronaca, la partita è finita col punteggio di 4 a 1 a favore dei giallo-rossi del Corleone (Di Miceli, Lipari, Musicò e Chiarello per i padroni di casa; Riccardo Guida, giudice a Prato, per i Magistrati), ma la cosa importante non è il punteggio della gara di ieri, bensì la manifestazione di «vicinanza della magistratura italiana alla gente di Corleone e della Sicilia», come ha sottolineato il dott. Cerami. LEGGI TUTTO
FOTO: La squadra dei Magistrati e quella del Corleone salutano il pubblico prima della partita

sabato, maggio 29, 2010

Don Ciotti su legge itercettazioni: "In Italia c'è un impoverimento materiale ed etico. E la corruzione è come un cancro

(ANSA) - ROMA, 24 MAG - La legge sulle intercettazioni "sembra patteggiata con chi ha interesse a che non si sappia dove si nasconde l'illegalita'": lo ha detto don Luigi Ciotti, intervenendo a Roma alla presentazione del Rapporto sui diritti globali 2010.
"Certa politica - ha detto il fondatore di "Libera" e del Gruppo Abele - vuole far passare una legge che impedisce di sapere da dove trae origine e dove si annida l'illegalita'. C'e' il forte rischio che i giornali siano dimezzati, i magistrati limitati, i cittadini disinformati. E' in gioco la democrazia". In Italia c'e' "un impoverimento materiale ed etico" ha detto Don Ciotti, riferendosi alla corruzione "che e' il cancro del nostro Paese". "C'e' una deriva culturale e un impoverimento delle speranze", ha aggiunto, testimoniato anche dal fatto che "in pochi anni e' triplicato l'uso di antidepressivi" e che "il gioco d'azzardo ha visto moltiplicare il suo giro d'affari". Don Ciotti ha poi accennato a Giovanni Falcone, che ieri a Palermo e' stato ricordato "con tanta retorica" e che "gia' nel 1989 diceva che i valori costituzionali vengono quotidianamente messi in discussione, e noi oggi siamo ancora qui a difendere la Carta costituzionale". (ANSA).

Molto più di un bavaglio

di Concita De Gregorio
Quel che sta accadendo in Italia è qualcosa che riguarda il mondo intero. Si sta scrivendo una legge che impedisce il lavoro d'indagine, che favorisce le mafie, che imbavaglia la stampa.
Confinarla ad una sacrosanta rivendicazione del diritto di cronaca ed accontentarsi di qualche modifica in favore di editori e giornalisti è un errore. Non si tratta solo di mantenere intatta la possibilità di raccontare crimini e malaffare: si tratta prima ancora di non impedire il lavoro di chi indaga. Lasciare la libertà di parola e limitare gli strumenti di lotta al crimine otterrebbe alla fine lo stesso risultato: silenzio. E' una legge che mette in pericolo il Paese che ci è stato consegnato da chi ci ha preceduto a prezzo di enormi sacrifici. Abbiamo il dovere di conservarlo per chi verrà dopo di noi, il dovere di disobbedire. Fate pure la vostra legge: noi non la rispetteremo.
28 maggio 2010

Il popolo delle primarie tradito dai dirigenti

di Francesco Palazzo
C´è un virus che si è inserito nel corpo del Pd regionale e di tutto il centrosinistra. Riguarda proprio lo strumento principe che il centrosinistra si è dato per far decidere i cittadini e non tenerli lontani dalle stanze del potere.
Parliamo delle primarie. Per carità, sull´uso fattone sinora si possono avanzare tanti rilievi. Se passiamo in rassegna gli appuntamenti siciliani passati, possiamo vedere che non sempre si è trattato di vere e proprie competizioni. Spesso, o quasi sempre, il vincitore, o la vincitrice, erano già abbondantemente annunciati. Tuttavia sono stati sempre momenti di partecipazione e di festa, tanto che ogni volta ci si sorprende delle lunghe file ai gazebo. Sorpresa, per la verità, abbastanza eccentrica, visto che è proprio il popolo che vota centrosinistra a richiedere con insistenza di poter decidere direttamente. Poi, magari, non si è saputo capitalizzare questo fiume umano che ogni volta si è presentato pagando l´obolo. LEGGI TUTTO

venerdì, maggio 28, 2010

Comitato per l'Acqua Pubblica di Corleone: domenica 30 maggio raccolta di firme per il referendum

Il Comitato per l'acqua pubblica di Corleone (Camera del Lavoro Cgil, Cisl, Corleone Dialogos, Il Germoglio e alcuni cittadini) sarà domenica dalle 18:30 alle 20:30 in piazza Falcone e Borsellino per raccogliere le firme per la campagna referendaria: "l'acqua non si vende". Il referendum sull'acqua pubblica prevede tre quesiti.
1. PER FERMARE LA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA.
Il primo quesito vuole abrogare l'art.23 bis della legge 133/08 con le successive modifiche,che impone per la gestione di ogni servizio pubblico una partecipazione del privato di almeno il 40%,accelerando le privatizzazioni e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.
2.PER APRIRE LA STRADA DELLA RIPUBBLICIZZAZIONE. Il secondo quesito riguarda la scelta della forma di gestione e procedure di affidamento del servizio idrico integrato.L'obiettivo è abrogare l'art.150 del d.lgs 152/06 il cosiddetto Codice dell'Ambiente,che prevede come unica possibilità l'affidamento a società per azioni. Si intende così riaprire la strada alla gestione pubblica,attraverso enti di diritto pubblico partecipati dalle comunità locali.
3. ELIMINARE I PROFITTI DAL BENE COMUNE ACQUA. Il terzo quesito riguarda i profitti sull'acqua.Si chiede infatti di abrogare poche parole dell'art. 154 del Codice dell'Ambiente,che in pratica consentono al gestore di caricare ogni anno sulla bolletta dei cittadini un 7% come pura e semplice remunerazione del capitale investito.

Convegni merende e tanta musica: torna il "Consumo critico" di Addiopizzo

E' cominciata oggi a Villa Trabia la tre giorni organizzata dall'associazione antiracket. Stasera concerto di Giovanni Sollima
Riflessione e intrattenimento insieme per un appuntamento che è ormai un'abitudine per i palermitani e non sono per loro. Ricomincia la "Fiera del consumo critico" organizzata dall'associazione antiracket Addiopizzo, in programma da oggi a domenica a Villa Trabia (via Salinas 3, Palermo). Un'iniziativa rigorosamente a ingresso libero, quella che propone, per la sua quinta edizione dibattiti, laboratori, seminari e concerti. La Villa è suddivisa in sette aree tematiche: "Bere e gustare", "Vivere verde", "Viaggio a mio agio", "Vivere quotidiano", "Frivolo e bello", "Piacere e benessere" e "Il bollino dei produttori". Sono previste anche molte attività dedicate ai più giovani, come la "Merenda critica" e varie attività sportive. La sera, spazio a teatro e musica: oggi alle 20 si inizia con lo spettacolo teatrale "Label questioni di etichetta" in riferimento al consumo alimentare ragionato. A seguire, dalle 21.30, è il momento dei concerti: quello della cantautrice palermitana Matilde Politi, il momento folk con i 'Nkantu d'Aziz e a conclusione i Waines, ormai una vera e propria realtà della scena blues-rock palermitana. Sabato alle 20, la scena sarà tutta per l'attore Salvo Piparo; seguiranno poi i live di artisti come i Triste Color, Rosa, il Duo Danny Fresh Tedesco e, poco prima della chiusura affidata agli Skarafunia, il concerto più atteso, quello del violoncellista Giovanni Sollima. Domenica a partire dalle 19, la scena sarà interamente occupata dalla JazzSpring Orchestra. Per maggiori informazioni è possibile scaricare il programma completo all'indirizzo www. addiopizzo. org.

giovedì, maggio 27, 2010

A Corleone: "Per non dimenticare, la memoria scende in campo" per ricordare Falcone e Borsellino

Sabato 29 maggio alle ore 15.00, appuntamento al campo sportivo “Santa Lucia” per la partita di calcio tra il Corleone e la nazionale magistrati, in memoria di Falcone e Borsellino
«Per non dimenticare, la memoria scende in campo». È questo il logo della manifestazione che si terrà a Corleone sabato 29 maggio, per ricordare i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e tutte le altre vittime innocenti della mafia. L’iniziativa è organizzata dalla Polisportiva “Corleone”, presieduta da Gabriele Gulotta, in collaborazione con il Comitato Regionale Sicilia della Lega Nazionali Calcio Dilettanti, con l’Assessorato al Turismo della Regione Siciliana, con l’assessorato allo sport della Provincia Regionale di Palermo, e con il Comune di Corleone. Si comincerà alle 15.00 al campo sportivo “Santa Lucia”, con un incontro di calcio fra la rappresentativa nazionale dei magistrati e la Polisportiva “Corleone”. Subito dopo, presso il Centro internazionale di documentazione antimafia, sarà proiettato il cortometraggio “Corleone, storia di valori in campo”, e sarà presentato il libro di Carmelo Franco “Il cinema di mafia”. Infine, si svolgerà una tavola rotonda sul tema “Violenza dentro e fuori lo sport: rimedi e proposte”. Dirigerà i lavori il dott. Cerami, componente del Csm e presidente della Camera Penale di Palermo.

LA LETTERA. Giovanni Mercatante, operaio da due mesi senza stipendio: "La legge non è uguale per tutti"

Tanti politici siciliani che hanno “venduto” la Sicilia – una terra bellissima, piena di sole (e, purtroppo, anche di immondizia) – per una comoda “poltrona a Roma o a Palermo, non possono capire un operaio come me, dipendente dall’Ato Palermo 2, che da due mesi non ha avuto pagato lo stipendio. E se poi questo e gli altri operai, esasperato perché non può comprare le scarpe, i vestiti o i quaderni ai figli, o non possono pagare le bollette della luce e del gas, vanno in escandescenza, vengono giudicati male dal proprio datore di lavoro. Purtroppo, le difficoltà e la crisi in cui ci troviamo stanno piegando tanti operai, sempre più costretti a subire le angherie e i soprusi dei padroni. Mi piacerebbe che fossero i politici, gli “onorevoli”, a stare mesi senza i loro ricchi stipendi, o almeno ad averli dimezzati. Tremonti, invece, sta tartassando i poveri operai, con i calli nelle mani, mentre usa i guanti di velluto per i ricchi, a cominciare dagli “onorevoli”. Immagino che qualche “politico” che leggerà queste righe di protesta si metterà a ridere. Questo accade perché siamo in Italia, dove la legge non è uguale per tutti, ma la deve rispettare solo chi ha fame…
Giovanni Mercatante
Corleone

mercoledì, maggio 26, 2010

Ospedale di Corleone. L'assessore Russo è stato di parola: ripristinato il Servizio di Psichiatria

Con un decreto firmato il 25 maggio, l’assessore regionale alla sanità, Massimo Russo, ha ripristinato l’Unità Operativa di Psichiatria dell’ospedale di Corleone, che qualche mese fa era stata cancellata. L’assessore si era impegnato a farlo lo scorso 12 aprile, nel corso dell’incontro avuto presso l’assessorato alla sanità con la delegazione della Cgil, degli operatori sanitari e degli amministratori locali della zona del Corleonese. Ed è stato di parola. Nel decreto non è ancora risolto il problema dell’ostetricia e ginecologia. C’è ancora scritto che dipende dall’Unità Operativa Complessa dell’Ospedale di Partinico, ma non si capisce se è diventata Unità Operativa Semplice o se continua a restare un semplice “Punto nascita”. La differenza non è da poco. Questo nodo, insieme a quelli dell’attivazione della Pediatria, dell’acquisto della strumentazione necessaria per migliorare le prestazioni ospedaliere, del finanziamento per il completamento della seconda ala e per la ristrutturazione della vecchia struttura, saranno oggetto di un ulteriore confronto con l’assessore Russo, che da un giorno all’altro dovrebbe comunicare il giorno della sua visita a Corleone.

Roberto Tagliavia: "Vi racconto degli interessi mafiosi sul feudo di Verbuncaudo..."

di Roberto Tagliavia
Falcone parte dall’acquisto di questo esteso feudo per avviare il maxiprocesso contro Michele Greco (detto il Papa) e altri. Le indagini accertano che, con uno strano giro di assegni, Michele Greco acquista da Luigi Gioia (deputato e fratello del più noto Giovanni Gioia, a sua volta ministro ed esponente democristiano di spicco) il feudo di Verbumcaudio.
Luigi Gioia vende nella qualità di amministratore unico della Siciliana Alberghi e Turismo (SAT) spa il cui patrimonio, di cui Verbumcaudo è parte, è costituito al 100% dall’asse ereditario immobiliare del Conte Salvatore Tagliavia. LEGGI TUTTO

lunedì, maggio 24, 2010

L'ex Presidente della Repubblica Cossiga: “Il Dc9 fu abbattuto da un aereo francese”

di Roberto Puglisi
“L’aereo francese si era messo sotto il Dc9, per non essere intercettato dal radar dell’aereo libico che stava trasportando Gheddafi. Ad un certo punto lancia un missile per sbaglio, volendo colpire l’aereo del presidente libico”. Lo ha dichiarato il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga nel film inchiesta dal titolo “Sopra e sotto il tavolo – Cosa accadde quella notte nel cielo di Ustica”, realizzato dai giornalisti Giampiero Marrazzo e Gianluca Cerasola sulla tragedia del Dc9 dell’Itavia inabissato al largo di Ustica il 27 giugno del 1980 e pubblicato dall’editore Tullio Pironti.
Le dichiarazioni di Cossiga sono state rese note oggi da uno degli autori del film, Giampiero Marrazzo. “Chiamai io l’ammiraglio Fulvio Martini, direttore del Sismi – continua il senatore a vita – che mi disse che non aveva prove, se non quelle dell’intelligence che raspa nei bistrot”. Riferendosi poi agli autori del film, che uscirà il prossimo 10 giugno in un cofanetto con un libro con la prefazione del senatore a vita Giulio Andreotti, Cossiga li ha avvertiti dicendogli: “Io vi sconsiglio vivamente di andare in Francia. Se continuate questa inchiesta potrebbe succedervi qualcosa: un’intossicazione alimentare, lo scoppio di uno pneumatico o uno scontro con un camion”. In ogni caso, secondo Cossiga, “ci può essere un governo di destra, di centro-destra, di sinistra o di estrema sinistra, ma i francesi non lo diranno mai; magari finché qualcuno che sa o che è l’autore, in punto di morte non avrà paura del giudizio dell’Altissimo, a cui non potrà opporre egalité, fraternité e liberté”.
LiveSicilia, 24.5.2010

Ospedale Corleone. Iannazzo, Siragusa e Lanza (per mero elettoralismo) rompono l'unità per la difesa dell'ospedale

Dispiace che, per mera pubblicità politico-partitico-elettorale, il sindaco di Corleone Antonino Iannazzo, il vice-sindaco Pio Siragusa e il presidente del consiglio comunale Mario Lanza, abbiano rotto unilateralmente l’unità politico-sindacale che era stata faticosamente costruita per la difesa del nostro Ospedale. Dispiace che, per un comunicato stampa, dove compaiono i loro nomi e quelli del presidente dell’Ars on. Francesco Cascio, abbiano mandato all’aria l’unità d’azione costruita anche col comune di Bisacquino e il comune di Prizzi, con la Cgil e le altre organizzazioni sindacali. Per uno pseudo-spot elettorale (chissà se davvero producente!), stanno mettendo a rischio l’unità necessaria per difendere i nostri servizi ospedalieri, sempre più ridotti ai minimi termini da una politica lontana dai problemi della gente. Avevamo – tutti insieme – promesso e giurato che di fronte ai grandi problemi del nostro territorio (e la sanità è uno di questi) non ci sarebbero state “fughe in avanti” e furbizie di singoli partiti o di singole organizzazioni sindacali, ma una marcia compatta di tutti a difesa dei diritti dei cittadini. Piuttosto che chiedere improbabili (e forse controproducenti) “mediazioni politiche” all’on. Francesco Cascio, meglio avrebbero fatto Iannazzo, Siragusa e Lanza a sollecitare (insieme agli altri comuni e ai sindacati) una visita “impegnativa” dell’assessore alla sanità Massimo Russo a Corleone (via Partinico). Meglio avrebbero fatto i tre (poco credibili) “moschettieri” a concordare la data per la riunione congiunta di tutti i consigli comunali, di tutte le amministrazioni comunali e di tutte le organizzazioni sindacali e sociali, dove esprimere ad alta voce le nostre preoccupazioni, sensibilizzare i cittadini e pretendere risposte chiare e definitive da parte della Regione. Invece, nelle settimane scorse, hanno improvvidamente fatto “i pompieri”, salvo poi esibirsi nella fuga in avanti della “visita elettorale” a Cascio.
Nonostante loro, noi continueremo a chiedere (e ad impegnarci affinché avvenga) che l’assessore Russo visiti l’ospedale di Corleone. E continuiamo a chiedere che si organizzi la manifestazione unitaria davanti all’ospedale…
Dino Paternostro
(LEGGI IL TESTO DEL COMUNICATO STAMPA)

domenica, maggio 23, 2010

La P2 e il ddl intercettazioni

di Concita De Gregorio
Qualche sera fa, in via Veneto, entrava Edward Luttwak all’hotel Flora, usciva Licio Gelli dall’Excelsior. Il Flora era il quartier generale tedesco negli anni di guerra. L’Excelsior, in anni più recenti, teatro di un’altra guerra, silenziosa e lunga.
Una guerra di cospirazione. Le due auto blu si sono incrociate. Gelli, 91 anni compiuti ad aprile, scende a Roma molto più di rado. Non tutti i mercoledì come era solito fare. Ha qualche piccolo problema di salute, spiega uno dei tre intermediari che tra Pistoia, Arezzo e Montecatini occorre interpellare in sequenza per avere notizie dello «zio», così vogliono lo si chiami al telefono, mai nomi al telefono, si sa. Riceve a villa Wanda, si spinge a Roma «solo per questioni delicatissime e urgenti di massimo livello». LEGGI TUTTO
QUESTO L'ELENCO DEGLI ISCRITTI ALLA LOGGIA MASSONICA DEVIATA P2

Mafia, anniversario della strage di Capaci: la città scende in piazza. Il procuratore Grasso: "Vedo i palermitani"

di ALESSANDRA ZINITI
Il procuratore nazionale esprime la sua soddisfazione: "Non facciamo più un passo indietro perché quelle stesse mani di sangue che hanno ucciso Falcone e Borsellino oggi tessono trame di soldi e di potere"
C'è di nuovo Palermo sotto l'albero Falcone. "Finalmente", grida dal palco il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, pochi minuti prima che "il silenzio" in onore dei caduti della strage di Capaci concluda la grande festa di popolo in una via Notarbartolo dove, dopo tanti anni di indifferenza, i balconi dei palazzi erano di nuovo pieni di gente. "Finalmente qui sotto non vedo più solo i ragazzi arrivati con le navi della legalità - dice Grasso - riconosco i palermitani, riconosco i volti di quelli che diciotto anni fa appesero i lenzuoli alle loro finestre per dire che in quelle case la mafia non entrava. Adesso non facciamo più un passo indietro perché quelle stesse mani di sangue che hanno ucciso Falcone e Borsellino oggi tessono trame di soldi e di potere".
C'era tantissima gente come non se ne vedeva da anni sotto l'albero Falcone, ormai incapace a contenere le centinaia di messaggi, foto, disegni, biglietti lasciati da chiunque abbia voluto testimoniare il suo impegno nel nome dei due magistrati uccisi diciotto anni fa. E quest'anno, al tema della lotta alla mafia si è unito, sia nelle parole dei magistrati che si sono alternati al microfono, sia nei cartelli e negli slogan dei manifestanti anche quello della corruzione del ceto politico e della libertà di informazione con centinaia di ragazzi a sfilare con un bavaglio sulla bocca e cartelli in mano per dire no al disegno di legge sulle intercettazioni.
La Repubblica, 23.5.2010

sabato, maggio 22, 2010

L'anniversario della strage di Capaci e il silenzio dell'Amministrazione comunale di Corleone...

Stupisce non poco che l'Amministrazione comunale di Corleone e il suo iperattivo sindaco Nino Iannazzo non abbiano organizzato nessuna iniziativa per ricordare Giovanni Falcone e le altre vittime della strage mafiosa (e non solo) di Capaci. Eppure non possono dire di non avere gli strumenti per farlo. A parte che potrebbero promuovere iniziative direttamente come comune, gestiscono (direttamente o indirettamente) il Centro Internazionale di Documentazione sulle Mafie e sul Movimento Antimafia (CIDMA) e il Laboratorio della Legalità. Che l'antimafia per il l'Amministrazione comunale e il suo sindaco non sia più di moda? O che (con le possibili elezioni regionali alle porte) non porti voti?

Giornata della memoria: così domani sarà ricordato Giovanni Falcone

Domani, a diciotto anni dall’attentato in cui hanno perso la vita il giudice, Giovanni Falcone, la moglie, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta del magistrato, istituzioni e soprattutto tanti giovani animeranno le varie attività previste per non dimenticare. L’arrivo delle navi della legalità al porto di Palermo, chiamate simbolicamente Giovanni e Paolo, sarà il momento che aprirà la giornata della memoria. Le due navi partiranno oggi: una da Civitavecchia e l’altra da Napoli. Le navi, con a bordo migliaia di studenti provenienti da tutta Italia accompagnati dal procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, saranno accolte dai ragazzi siciliani intorno alle 8. Da lì, i ragazzi si sposteranno verso l’aula bunker del carcere Ucciardone, dove ogni anno si svolge il momento più significativo della giornata, in cui istituzioni e giovani si incontrano sul tema della legalità e della lotta alla mafia. Oltre alla sorella del giudice assassinato dalla mafia, Maria Falcone, che ogni anno organizza le celebrazioni per il 23 maggio con la Fondazione Falcone, saranno presenti il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, e il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Con loro parteciperanno al dibattito anche il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, e il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo. Durante la mattinata, inoltre, sono previste attività di studenti palermitani in alcune piazze della città. Esposizioni di lavori e testimonianze sulla legalità saranno al centro delle manifestazioni che si svolgeranno alla Kalsa a piazza Magione, a Borgonuovo al Palauditore, a Brancaccio al Palaoreto, allo Zen allo stadio di baseball. Manifestazioni in ricordo delle vittime della mafia anche a Partitico, a piazza del Municipio e a San Giuseppe Jato, dove verrà ricordato il piccolo Giuseppe Di Matteo, sciolto nell’acido dalla mafia. La giornata continuerà nel pomeriggio, quando due cortei, una proveniente da via D’Amelio e l’altro dall’Ucciardone, convergeranno davanti all’albero Falcone in via Notarbartolo. Qui sarà il momento del silenzio suonato dalla polizia di stato. Dopo verrà celebrata la messa al Cei. La giornata della memoria si concluderà domani al Teatro Politeama, dove verrà presentato il cartoon dedicato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, intitolato “Giovanni e Paolo e il mistero dei pupi”, realizzato con la collaborazione tra Regione e Rai. Alla prima del cartoon si potrà assistere anche nelle maggiori piazze dei comuni capoluogo dell’Isola, dove verranno montati maxi schermi, che trasmetteranno l’evento in diretta.

Gli 007 delle stragi

di Lirio Abbate
Un uomo dei servizi assieme ai mafiosi nel garage dove veniva preparata la bomba contro Borsellino. Ecco la svolta nelle indagini sui massacri del '92
Uomini che avrebbero fatto parte degli apparati di sicurezza hanno avuto un ruolo nel 1992, accanto ai mafiosi, negli attentati in cui morirono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e con loro i poliziotti delle scorte. Agenti 007 infedeli avrebbero preso parte alle fasi preparatorie dei progetti di morte con i quali i corleonesi di Totò Riina dichiaravano guerra allo Stato. È l'ultimo scenario inquietante che emerge dalle inchieste avviate dalla Procura di Caltanissetta sul ruolo di "soggetti" esterni a Cosa nostra nelle stragi che hanno cambiato la storia d'Italia. I pm hanno individuato e identificato gli uomini dell'intelligence che avrebbero affiancato i killer mafiosi. Fino a pochi anni fa la presenza di funzionari dei servizi dietro agli attentati di Capaci e via d'Amelio appariva come un'ipotesi investigativa tutta da provare mentre oggi questa incredibile connection potrebbe trasformarsi in realtà processuale. LEGGI TUTTO

Umberto Santino: "Ecco perchè il Centro Impastato non parteciperà alle manifestazioni per ricordare la strage di Capaci"

Il Centro Impastato non parteciperà alle iniziative che si terranno il 23 maggio in ricordo della strage in cui sono morti i magistrati Giovanni Falcone e Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Rocco Di Cillo, Antonino Montinaro e Vito Schifani, perché ritiene offensiva per la loro memoria la passerella a cui prenderanno parte i ministri Gelmini, Maroni e Alfano, rappresentanti di un governo che è fuori dalla legalità costituzionale, con il continuo ricorso da parte del suo capo alle leggi ad personam per sottrarsi alla giustizia. Il “patto per la legalità” di cui parla il programma della giornata organizzata dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone con la sponsorizzazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, retto da una signora senza arte né parte, premiata solo per la sua devozione al ducetto di Arcore, si rispetta solo e unicamente se si rispettano i principi fondamentali della Costituzione repubblicana, quotidianamente calpestata dal governo e dal suo capo. Qualsiasi dichiarazione di buone intenzioni è solo vuota retorica se viene da personaggi complici di un presidente del Consiglio che ogni giorno denigra e offende la magistratura e copre le malefatte intollerabili della “cricca” di speculatori di professione che si è creata attorno a lui. LEGGI TUTTO

Il cartoon su Giovanni Falcone e Paolo Borsellino in diretta da 9 piazze siciliane

I centri saranno collegati domani sera alle 20,30, con il teatro Politeama di Palermo, per seguire la presentazione del film di animazione "Giovanni, Paolo e il mistero dei pupi"
PALERMO. Nove piazze siciliane saranno collegate in diretta, domani sera alle 20,30, con il teatro Politeama di Palermo, per seguire la presentazione del cartone "Giovanni, Paolo e il mistero dei pupi" coprodotto dalla Regione, dalla Rai e dal laboratorio Larcadarte. Il trailer del cartone era stato presentato, nelle scorse settimane, con grande successo, sia al Miptv di Cannes che alla rassegna internazionale "cartoons on the beach" di Rapallo. Al teatro Politeama sarà presentata, in anteprima mondiale assoluta, alla presenza degli autori, dei rappresentanti della Rai e della Regione, la versione completa del cartone, che dura 26 minuti. In collegamento nove piazze siciliane, in cui sono stati installati dei maxi schermi: piazza Cavour ad Agrigento; piazza Garibaldi a Caltanissetta; piazza teatro Massimo a Catania; piazza VI dicembre ad Enna; piazza Duomo a Messina; il palazzo della Prefettura a Ragusa; piazza Duomo a Siracusa; il castello dei Conti di Modica ad Alcamo (Trapani) e la stessa piazza Politeama a Palermo.

Falcone in mezzo ai rifiuti. L’assessore regionale all’energia Pier Carmelo Russo ripulisce

Le manifestazioni per la strage di Capaci nella quale è stato ucciso il giudice Giovanni Falcone hanno rischiato di essere celebrate in mezzo ai rifiuti. Lo ha evitato un blitz notturno dell’assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità, Pier Carmelo Russo, che poi ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica. Da alcuni giorni il servizio di raccolta nei comuni gestiti dall’Ato Palermo 1 si svolge con difficoltà in seguito alla chiusura della discarica Baronia di Partinico. Per superare l’emergenza la Regione aveva autorizzato il trasporto dei rifiuti nella discarica di Mazzarrà Sant’Andrea in provincia di Messina. Ma due giorni fa il presidente dell’Ato, Giacomo Palazzolo, ha prospettato difficoltà di trasporto e ha chiesto di essere autorizzato a sottoscrivere un contratto di un anno con una società di Alcamo. Dalla Regione è arrivato un rifiuto perché il contratto d’appalto sarebbe stato “vistosamente anormale”. Non convinceva neppure la lunga durata dell’affidamento in presenza di un’emergenza solo temporanea. Veniva quindi autorizzato il trasporto dei rifiuti a Bellolampo. Ieri era tutto pronto ma il servizio non è stato ripreso. Stanotte l’assessore Russo si è quindi recato a Capaci per organizzare di persona la ripresa della raccolta e verificando che il tritovagliatore guasto si è rimesso “provvidamente a funzionare”.
Fonte Ansa

Quel "maledetto" '92 nei racconti di chi lo ricorda

In libreria "Era d'estate", testo curato da Alessandra Turrisi e Roberto Puglisi in cui sono raccolte le testimonianze di chi ha vissuto le stragi di mafia
PALERMO. E’ il racconto corale delle stragi di mafia fatto da chi, in quel ’92, era ancora giovane. E’ il libro curato da Alessandra Turrisi e Roberto Puglisi che da oggi sarà nelle librerie, con la prefazione del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. Si intitola “Era d’estate” e raccoglie le testimonianze di quei ragazzi di ieri che oggi sono magistrati, giornalisti, medici, ingegneri, architetti, avvocati, insegnanti, politici. Uomini e donne che portano su di loro le ferite di quelle esplosioni che sconvolsero la vita della Sicilia e dell’Italia intera. Un libro, edito da Vittorietti (128 pagine, 12 euro) per non dimenticare, per raccontare cosa è stata la vita dopo la morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e, purtroppo, di molti altri. Perché, di certo, nessuno dopo quegli avvenimenti può essere uguale a prima. Nella sua prefazione, è lo stesso Pietro Grasso a rivelare un episodio personale e profondamente legato alla strage di Capaci: “Il caso volle che riuscissi a conquistare l' ultimo posto disponibile, incerto fino al momento dell' imbarco, in quanto riservato ai parlamentari. Conservo ancora il tagliando di quel check-in”. Il procuratore e il magistrato dovevano essere insieme sul volo che sarebbe atterrato a Palermo il 22 maggio, il giorno prima della strage, ma un imprevisto, il caso, volle che Falcone non salisse su quell’aereo. Storie di destini paralleli che spesso non si incrociano ma si scoprono legati da un nastro sottile, quello della giustizia che nasce dal senso di rivalsa e dalla voglia di verità. Gli stessi autori sono protagonisti di altri due episodi raccontati, fissati sulla carta.