mercoledì, maggio 13, 2020

Corleone, cervellotica decisione del Comune: le mascherine saranno distribuite in piazza Falcone e Borsellino!

Roba da non crederci! Un’amministrazione comunale si riunisce con i consiglieri e i dirigenti comunali e le associazioni di protezione civile per decidere (con enorme ritardo!) la distribuzione delle mascherine. E cosa partoriscono? Di ammassare come buoi consistenti gruppi di cittadini, col criterio cervellotico delle sezioni elettorali (vogliamo il nome dell’intelligentone che l’ha pensata: roba da Nobel), per dare a ciascuno una mascherina. Ma dite vero o scherzate? Mi stupisce che un sindaco di esperienza ed equilibrato come Nicolosi possa aver avallato un simile criterio. La soluzione semplice, che si sta adottando in tutti i comuni d’Italia no? Basterebbe che i dipendenti comunali e i volontari delle associazioni passassero per ogni strada, bussassero ad ogni porta e poi lasciassero le mascherine per il nucleo familiare, senza fare uscire nessuno da casa, senza assembramenti pericolosi, senza l’eventualità che tante persone (che non leggono Facebook) restino senza mascherina. 
Signori del Comune, siete ancora in tempo. Distribuirtele casa per casa le mascherine. (Dp)

Operazione antimafia a Palermo, dichiarazione dei segretari generali di Cgil, Cisl, Uil. “Giù le mani della mafia dalle attività produttive di Palermo e dal Cantiere Navale"

Enzo Campo (Cgil)
Palermo 13 maggio 2020 – Cgil, Cisl e Uil esprimono apprezzamento nei confronti della magistratura di Palermo e delle forze dell'ordine per l'operazione antimafia che ha portato agli arresti di numerosi esponenti della mafia dell’Arenella e dell’Acquasanta  e disvelato le infiltrazioni dell'economia criminale in diversi settori produttivi cittadini.  
   “Dalle prime  informazioni apprese relative alle indagini degli inquirenti, sta emergendo con forza che la mafia utilizza il suo potere di condizionamento sulle attività economiche per arricchirsi, mediante l’imposizioni di assunzioni e di subappalti, e ottenere consenso sociale, approfittando anche dell'emergenza legata al Covid-19. In particolare,  ancora una volta viene riconfermato l’interesse della mafia nelle attività del Cantiere Navale di Palermo – dichiarano il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo, il segretario generale Cisl Palermo Trapani Leonardo La Piana e il segretario territoriale Uil Gianni Borrelli -  Auspichiamo che le indagini vadano fino in fondo,  per colpire gli interessi della mafia e per bonificare il sistema degli appalti e dei subappalti, attraverso il quale la mafia con la sua capacità pervasiva sembra riconquistare un potere che in questi anni di colpi inflitti ai clan si era indebolito”.

Corleone, il forte vento ha fatto crollare e rompere la lastra di marmo del busto di B. Verro in piazza Nascè

La lastra rotta accanto al piedistallo del busto
di Bernardino Verro in piazza Nascè
CORLEONE - Anche la sorte si accanisce contro la memoria di Bernardino Verro. Il forte vento di stanotte ha fatto crollare e rompere la lastra di marmo incollata ad uno dei fianchi del piedistallo che sostiene il busto del sindaco di Corleone, assassinato dalla mafia nel lontano 1915. La lastra frontale, invece, si è scollata ed è stata portata nei magazzini comunali per verificare se sarà possibile riutilizzarla. Ad informare il comune e le forze dell'ordine sono stati, stamattina, alcuni cittadini. E' arrivata sul posto una volante della polizia, poi due operai del comune. Tutti hanno costatato che si è trattato di un incidente e non di un'azione vandalica, come pure sempre si sospetta, dato lo spessore del personaggio che rappresenta il busto. 
In vita Bernardino Verro subì un attentato il 6 novembre 1910, dove rimase solamente ferito in maniera lieve. Ma il 3 novembre 1915 i killer della mafia l'assassinarono nell'allora via Tribuna (oggi a lui dedicata) con 11 colpi di rivoltella. La città di Corleone e i municipi socialisti d'Italia gli vollero dedicare un busto in bronzo, che fu collocato in piazza Nascè nel 1917.

Asp di Palermo: attivato “questo numero e’ per te…”, servizio dedicato alla donne vittime di violenza


PALERMO 13 MAGGIO 2020 - Si chiama “QUESTO NUMERO E’ PER TE…” ed è il nuovo servizio attivato dall’Asp di Palermo per raggiunge le donne in difficoltà. L’Azienda sanitaria provinciale del capoluogo, nel pieno dell’emergenza Coronavirus, non abbassa la guardia sulle misure di contrasto alla violenza contro le donne, fenomeno questo, esposto a possibili comportamenti implosivi sollecitati, anche, dalle momentanee restrizioni che determinano, in chi esercita violenza, potere e controllo aggiuntivo. La riduzione degli accessi in area di emergenza di casi riferibili a violenza domestica conferma che la paura del contagio rappresenta un ulteriore ostacolo nel rivolgersi alle strutture sanitarie.
L’Asp va incontro alle donne vittime di violenza mettendo a disposizione un servizio dedicato raggiungibile ai seguenti recapiti:
·         Numero verde gratuito 800397363 (dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 13.30 e martedì dalle 14.30 alle 18);
·         Indirizzo mail centroarmonia@asppalermo.org;
·         Numero di telefono mobile 333.6141086 al quale è possibile telefonare, inviare sms o messaggi Whatsapp.

PD Sicilia: la segreteria regionale a Barbagallo. Da domani riunioni online per il Circoli, poi l'insediamento delle assemblee

Anthony Barbagallo, nuovo segretario del Pd siciliano

“Anche il PD siciliano è pronto a ripartire. All’inizio di marzo l’emergenza Coronavirus aveva interrotto la fase congressuale del partito regionale, adesso ci sono le condizioni per riprendere il cammino: il partito ha messo a disposizione una piattaforma online dove da domani, per le prossime due settimane, svolgeremo i congressi dei Circoli via web: subito dopo insedieremo le assemblee provinciali e l’assemblea regionale”. Lo dice Alberto Losacco, commissario regionale del PD in Sicilia. “Nonostante le difficoltà di questa fase – aggiunge Losacco - il partito ha continuato a lavorare per la sua riorganizzazione territoriale e soprattutto ha ritrovato un percorso unitario che si riconosce attorno alla mozione congressuale ‘Nuovo Corso’ di Anthony Barbagallo”.

martedì, maggio 12, 2020

Cgil e Flc in visita all'Istituto Pertini dello Sperone. Donati due Personal computer e una stampante

La delegazione della Cgil in visita alla scuola Pertini

La Cgil: “Sostegno all'azione della scuola. Porteremo dei giocattoli ai bambini per riparare al torto subito. Ai responsabili del gesto, chiediamo di restituire i giochi e il materiale rubato”.  La replica di Antonella Di Bartolo: “Grazie dalla scuola alla Cgil. Col sindacato scambio proficuo”.  
Palermo 12 maggio 2020 - “Continueremo la nostra azione di vicinanza alla scuola e al quartiere perché il sapere è democrazia ed è salvaguardia dei diritti”. Così dichiarano il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo e i segretari generali della Flc Cgil Palermo Fabio Cirino e della e Flc Cgil Sicilia Adriano Rizza, che oggi si sono recati all'IC Pertini, allo Sperone, per manifestare la solidarietà del sindacato.

Corleone ottiene dal governo nazionale 90.000 euro: l’Amministrazione sceglie di spenderli a Ficuzza per l’impianto di illuminazione

La borgata di Ficuzza

Corleone, 12 maggio 2020. Novantamila euro per riqualificare Ficuzza dal punto di vista dell’illuminazione pubblica. A tanto ammonta il finanziamento del ministero dell’Interno che la giunta comunale di Corleone ha deciso di impiegare interamente nella borgata di Ficuzza. L’obiettivo è sistemare il vecchio impianto e illuminare tante zone della borgata che attualmente non sono illuminate in maniera ottimale. Il via ai lavori dovrà essere dato improrogabilmente entro il 15 settembre. I fondi ministeriali sono stati stanziati nell’ambito dell’assegnazione ai Comuni, delle regioni a statuto ordinario e speciale e delle province autonome, di contributi destinati alle opere pubbliche. In particolare, il dicastero ha indicato come ambiti di attuazione l’efficientamento energetico (risparmio energetico, interventi sull’illuminazione pubblica, installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili etc.) e lo sviluppo territoriale sostenibile.

Veglia Ecumenica per il Superamento della Omotransfobia 2020


"Non c'è qui né Giudeo né Greco, non c'è né schiavo né libero, non c'è né maschio né femmina, perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù", è il passo di Galati 3,28 che guiderà la Veglia Ecumenica per il Superamento dell'Omotransfobia del 2020. Per il 14° anno consecutivo, cristiani di diversa confessione si riuniscono per ricordare le vittime di discriminazione basate sull'orientamento sessuale e di genere. Il Comitato organizzatore delle veglie per il superamento dell'omotransfobia di Palermo ha deciso di essere presente e rinnovare l'impegno a ricordare anche in questo momento difficile in cui non ci è possibile stringerci fisicamente, per unirci spiritualmente in una preghiera collettiva con una diretta Facebook e YouTube che sarà trasmessa il 14 maggio alle ore 19:00.

Mafia, blitz fra Palermo e Milano: 91 arresti. Ex concorrente del Grande fratello prestanome dei boss


di SALVO PALAZZOLO
I rampolli dello storico clan siciliano dei Fontana si erano trasferiti in Lombardia e gestivano il business della vendita del caffè attraverso una rete di insospettabili. L’allarme del gip Morosini: “Cosche pronte ad approfittare del Covid per accaparrarsi aziende”. Le mani dei padrini sulle gare di diversi ippodromi: sequestrati dodici cavalli
Arresti e processi degli ultimi anni non hanno ancora fermato Cosa nostra siciliana, che continua a reclutare insospettabili, magari in difficoltà economiche, come Daniele Santoianni, l'ex broker di una società fallita che si era reinventato concorrente del Grande fratello 10. Finita l’esperienza in Tv, aveva iniziato a fare da prestanome in una società per la vendita del caffè. Ora, è ai domiciliari, la procura di Palermo e il nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza l’accusano di essere un ingranaggio importante della grande macchina di riciclaggio architettata fra Palermo e Milano dai rampolli del clan Fontana, storica famiglia di mafia, che da qualche anno si sono ormai trasferiti in Lombardia.

SCUOLA. Le debolezze della didattica a distanza


I due volti della stessa Silvia. Dagli orecchini di perle al velo che copre le ferite


di Gabriele Romagnoli
Tra la fotografia in cui sorride dopo la laurea e quella scattata al rientro dall’Africa ci sono 535 giorni di dolore. Una distanza incolmabile
Ci sono due fotografie emblematiche del destino di Silvia Romano. La prima è quella che la ritrae il giorno della laurea. Ha un sorriso sguainato, uno sguardo privo di riserve. I capelli sono tirati indietro, ai lobi ha due perle. Indossa una giacca nera, mostra trionfante la tesi rilegata. E’ l’immagine di una giovane donna borghese, un po’ conservatrice, che affronta fiduciosa il proprio futuro. La seconda è quella di ieri, all’aeroporto di Ciampino, rientrata dopo 535 giorni di sequestro in Africa. Indossa un hijab verde (il colore dell’islam) piuttosto ampio, sopra un altro vestito dai colori forti, tipico della tradizione locale. La copertura non è integrale, il volto è incorniciato dal velo, ma si mostra.

I CLASSICI DI MICROMEGA: Alessandro Portelli presenta ‘Storia del popolo Americano’ di Howard Zinn


Il capolavoro di Howard Zinn è un intreccio di rigore scientifico e documentario e di passione politica, sorretto dall’ambizione di affrontare l’intera storia moderna di quella parte del Nordamerica che corrisponde agli odierni Stati Uniti: un racconto che attraversa la lotta contro la schiavitù, le origini del movimento operaio, la nascita del primo femminismo, le deportazioni degli indiani e che si configura come un imprescindibile controcanto alla storiografia del consenso e dell’eccezionalismo americano che ha dominato a lungo l’autonarrazione del paese.
di Howard Zinn
Il 29 marzo 2019 un incendio ha distrutto l’edificio centrale e l’archivio di uno dei luoghi simbolici della storia democratica degli Stati Uniti, e non solo: lo Highlander Research and Education Center di New Market, Tennessee. Sul luogo dell’incendio, i vigili del fuoco hanno trovato un graffito con il simbolo della Guardia di Ferro romena, che era anche fra i simboli esibiti dal massacratore nazista di Christchurch in Nuova Zelanda 1, recentemente ripreso da gruppi di suprematisti bianchi negli Stati Uniti.

sabato, maggio 09, 2020

La Fp-Cgil di Palermo denuncia il gravissimo comportamento dei vertici del Dipartimento Integrazione sociosanitaria dell'Asp, che pretendono che i lavoratori Adi lo sollevino da responsabilità per eventuali infezioni da Covid 19

Giovanni Cammuca
In una lunga lettera dell’8 maggio scorso, il segretario generale della Funzione Pubblica Cgil Giovanni Cammuca ha scritto all’Assessore Regionale alla Salute, all’ispettorato del lavoro di Palermo e al Direttore Generale dell’ASP di Palermo denunciando che i vertici del Dipartimento della programmazione e della organizzazione delle attività territoriali e dell’integrazione sociosanitaria hanno chiesto alle lavoratrici ed ai lavoratori dipendenti dell’ASP di Palermo che espletano attività di assistenza domiciliare, di sottoscrivere apposita “dichiarazione liberatoria di responsabilità” che solleva “l’ASP di Palermo per ogni evento connesso alla possibilità di contrarre l’infezione da nuovo coronavirus (COVID 19) nell’espletamento dell’attività svolta in A.D.I.”.

L’esempio di Impastato nella lotta alle mafie e ai loro alleati invisibili

Felicia e Peppino Impastato

di UMBERTO SANTINO
Quest’anno Peppino Impastato è ricordato online, possibilmente con un presidio nei luoghi sacri della sua storia: Casa Memoria, la sede di Radio Aut, il casolare vicino al binario dove è stato ucciso, ancora un rudere. Ogni anno si è discusso dei temi che dominano la vita quotidiana e la storia contemporanea.
Si è discusso dei flussi migratori, dei decreti sicurezza all’insegna dell’intolleranza e del razzismo, delle politiche liberiste che hanno ingigantito squilibri territoriali e divari sociali, della libertà dell’informazione costantemente minacciata, dell’antifascismo, dei problemi vecchi e nuovi della mafia e dell’antimafia. Lo scorso 25 aprile ha visto una grande partecipazione, anche se virtuale, come risposta a chi voleva archiviare una storia che continua a pesare per chi non si riconosce nell’antifascismo, vestendo spoglie leghiste o risorgimentali.

La tragica giornata del 9 maggio 1978 nel racconto di Salvo Vitale, compagno di Peppino Impastato

Il manifesto redatto dai compagni di Peppino e affisso sui muri di Cinisi

SALVO VITALE
Le sette del mattino. Notte insonne alla ricerca di Peppino. Eravamo scesi dalla radio, eravamo saliti assieme sulla sua scassatissima 850, mi aveva lasciato poco giù, dove abitavo, “ciao, ci vediamo alle 9”, poi più nulla se non la scia di una macchina nera che aveva girato la traversa dopo Peppino. Torno a casa in mattinata e aspetto qualche notizia. Puntuale la notizia arriva. Suonano il campanello: dalle sbarre della persiana li vedo, Agostino, Vito, con la sua cinquecento scassata, in motorino arriva Fanny sconvolta. Il tempo di aprire ed Agostino, gelido:
-“Ammazzaru a Pippinu”.
E’ il pugnale che entra tra le costole e arriva dritto al cuore. Ma non c’è tempo di sentire il dolore. Indosso in tutta fretta camicia, pantaloni, ho il tempo di dire a Silvana “pensa ai bambini”, esco con le ciabatte:
– “Alla radio, senza perder tempo”.

Ecco i mafiosi manager: la lista dei 376 usciti è ora al vaglio dei pm


a cura di Alessia Candito, Dario Del Porto, Salvo Palazzolo
La lista dei 376 mandati ai domiciliari per motivi di salute connessi al rischio Covid non è solo un pezzo di storia delle mafie. È, soprattutto, la cronaca attualissima di boss manager, uomini e donne, che con i loro affari si sono infiltrati nel tessuto economico del nostro Paese, da Sud a Nord. Si tratta, in parte, di detenuti arrestati nei mesi scorsi, e dunque ancora in attesa di giudizio. I loro nomi richiamano recenti operazioni di procure e forze dell’ordine. Altri sono stati invece già condannati, negli ultimi anni.
Repubblica è tornata a riesaminare la lista degli scarcerati finiti agli arresti domiciliari perché quei nomi indicano storie di clan-aziende spesso in piena attività. E, magari, affari non del tutto bloccati. Mentre altri complici potrebbero essere ancora sul territorio, lo stesso dove i detenuti ai domiciliari sono stati trasferiti. C’è di più: molti dei proventi realizzati da questi boss potrebbero non essere stati sequestrati. È la ragione per cui i mafiosi usciti dal carcere rappresentano un potenziale pericolo. La lista dei 376 posti ai domiciliari è ora all’attenzione delle procure distrettuali antimafia, che tengono sotto controllo le dinamiche delle cosche. Sono soprattutto i boss manager tornati nelle loro abitazioni a preoccupare chi indaga. I boss manager che conservano la chiave di relazioni, affari e patrimoni, il vero capitale delle mafie.
La Repubblica, 9 maggio 2020

Il pentito di Cosa nostra: “I boss hanno festeggiato per quelle scarcerazioni”

Il guardasigilli Alfonso Bonafede

di Salvo Palazzolo
PALERMO — «I boss di Palermo hanno di sicuro festeggiato per quelle scarcerazioni — sussurra al telefono — so come ragionano, sono stato anche io un mafioso. Hanno festeggiato per la disorganizzazione dell’antimafia». Pasquale Di Filippo, ex killer di Cosa nostra oggi collaboratore di giustizia, è turbato: «Ho letto su Repubblica che è andato ai domiciliari anche Nino Sacco, componente del triumvirato che reggeva il mandamento di Brancaccio. Adesso, ho paura. Perché io ho raccontato tanti segreti di quel capomafia, ho svelato che era uno dei fidati di Leoluca Bagarella, il cognato di Salvatore Riina. Sacco è legatissimo ai Corleonesi, che mi hanno condannato a morte. E quella sentenza non è stata mai revocata».

Preoccupazioni condivise e significative convergenze sulle proposte del Patto “GiustaItalia” tra promotori ed esponenti del governo


Il bilancio degli incontri dei promotori del patto “GiustaItalia” con il ministro per il Sud e la Coesione territoriale Giuseppe Provenzano e la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli. “Su casa, reddito, politiche per il Mezzogiorno, attenzione alle aziende confiscate, cultura delle regole nella gestione degli appalti abbiamo chiesto maggiori certezze, in attesa che si passi dalle parole ai fatti, dando la nostra disponibilità a collaborare. Dobbiamo assicurare al Paese risposte davvero efficaci e impedire che ad approfittare dell’emergenza siano mafiosi e imprenditori senza scrupoli”. Crescono le adesioni al Patto da parte di reti e associazioni, nazionali e locali

venerdì, maggio 08, 2020

La Cgil ricorda Peppino Impastato, assassinato dalla mafia nel 1978

Maurizio Landini a Cinisi per ricordare Peppino Impastato il 9 maggio
dello scorso anno, insieme a Giovanni Impastato, Enzo Campo, Michele
Pagliaro e Giuseppe Massafra. Quest'anno il corteo non si potrà tenere

Anniversario Peppino Impastato, Campo: “La sua storia di denuncia e di coraggio per rivendicare il lavoro come espressione di libertà e realizzazione dei sogni”  
Palermo 8 maggio 2020 – La Cgil Palermo ricorda Peppino Impastato, nell'anniversario del  42° anno dalla sua uccisione. “Come ogni anno il 9 maggio ricordiamo Peppino Impastato  per trasmettere la storia del suo impegno e tenere alto il valore  delle idee di un giornalista coraggioso,   barbaramente ucciso durante il suo lavoro, per le denunce contro le collusioni mafiose  – dice il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo – In questi anni, insieme al fratello Giovanni Impastato, la Cgil Palermo, con i suoi segretari nazionali,  è stata presente costante al corteo da  Radio Aut,  Terrasini, a Casa Memoria, Cinisi,  con il suo striscione e centinaia di militanti, per manifestare l'impegno in difesa dei lavoratori.

Scuola Pertini, la solidarietà di Cgil Palermo e Flc Cgil Palermo: “Un altro vile attacco alla scuola pubblica di Palermo"

La Scuola Media "Sandro Pertini" di Palermo

"Sulla cultura del diritto e della legalità non si arretra”. Il sindacato  donerà attrezzature informatiche  all'istituto
Palermo 8 maggio 2020 – La Cgil Palermo e la Flc Cgil Palermo intervengono sull'attacco vandalico che ha distrutto la scuola I.C Sperone Pertini di Palermo. “Registriamo, con sdegno e preoccupazione, un altro vile attacco a un’altra scuola pubblica  di Palermo, presidio di democrazia e legalità, come l’Istituto comprensivo  Sperone Pertini di Palermo, che si è distinta in questi sette anni  per gli ottimi risultati raggiunti dal dirigente scolastico, Antonella Di Bartolo, e da tutta la comunità educante, nella lotta contro la dispersione scolastica – dichiarano il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo e il segretario generale Flc Cgil Palermo Fabio Cirino -

Carceri, il procuratore nazionale antimafia Cafiero De Raho: “La scarcerazione dei boss è un segnale devastante”

Il procuratore nazionale antimafia Cafiero De Raho 

(AGI) - Roma, 8 mag. - "Le mafie vivono di segnali. E il segnale lanciato dai boss che escono dal carcere e tornano nel loro territorio e' devastante" perche' "riacquistano l'arroganza, la prepotenza, la voglia di riprendersi il potere". Lo afferma il procuratore nazionale antimafia Cafiero De Raho in un'intervista a 'Il Fatto Quotidiano' oggi in edicola. E il tutto, sottolinea il magistrato, "e' cominciato tutto con la nota del Dap", che il 21 marzo, "preoccupato che il virus potesse dilagare nelle Carceri, chiede a tutti gli istituti penitenziari di segnalare ai Tribunali di sorveglianza i detenuti con determinate patologie. Cio' che, sostiene De Raho, ha innescato "un meccanismo che ha portato centinaia di persone alla detenzione domiciliare", "un'emorragia di scarcerazioni". Secondo il procuratore antimafia, "la Dna viene a conoscenza del problema soltanto il 21 aprile, un mese dopo la nota del Dap. Prima nessuno ci aveva informati" ma ora non resta che attendere "quali saranno le nuove norme che emanera' il governo" per vedere "se sara' possibile far rientrare in carcere i boss gia' usciti". (AGI)Rm3/Rap 08 MAG 20

Corleone, domenica riaprirà la villa comunale con un nuovo sistema di illuminazione e col campo di bocce riattivato

Il nuovo look della villa comunale...
"Dopo alcuni mesi di chiusura per lavori e per coronavirus, domenica riaprirà la villa comunale di Corleone e si presenta con un look completamente rinnovato. Sono infatti conclusi i lavori per l’ammodernamento dell’impianto di illuminazione: le classiche lampadine sono state sostituite da un nuovissimo sistema a Led. Ma non è l’unica novità: attivato l’impianto di videosorveglianza, ripulito il verde, ripristinato il campo bocce, abbandonato da oltre un decennio, potate e curate le palme. E ci sono anche due panchine regalate da un artigiano locale". E' quanto scrive il Comune di Corleone in un comunicato stampa.
Una bella notizia, perchè i corleonesi sono stati sempre innamorati ed orgogliosi della loro villa comunale. Probabilmente, attraverso un'organizzazione più efficiente, poteva anche aprire a partire da lunedì scorso, come sono stati aperti tanti parchi e giardini in tutt'Italia. E magari ci poteva essere risparmiata la potatura fuori stagione delle palme, a cui bastava fare il solo trattamento anti punteruolo rosso. In questa maniera si poteva evitare la distruzione di tanti nidi di uccelli. Ma è questione di organizzazione e di sensibilità...

Se continua così mi sa che si andrà al voto


EMANUELE MACALUSO
Nei mesi scorsi scrissi un pezzo molto critico nei confronti della ministra Teresa Bellanova perché, seppur renziana, tacque quando Matteo Renzi, presidente del Consiglio e segretario del Pd, disse che preferiva il capo della Fiat Marchionne al sindacato. Lei, da ex dirigente sindacale rimase in silenzio. E Renzi, da parte sua, in tutti gli anni in cui resse il governo del Paese ignorò completamente il sindacato.
Ora Renzi non ha più il potere di allora e il suo partitino, Italia Viva, è al lumicino, dalle parti del 2-3%. Bellanova, invece, è ministro dell’agricoltura nel governo Conte e fa politica. Oggi Bellanova si batte per regolarizzare gli immigrati che lavorano in nero e che, mentre imperversa il coronavirus, non hanno alcuna protezione sanitaria. Bene. Il grillino Di Maio, come sempre, esprimendo la peggior destra anche se resta un notabile del M5S  e ministro degli esteri, si oppone a questa misura. Il Pd è favorevole alla regolamentazione, così pure Leu. Intanto tutto per adesso è fermo, affidato ad un difficile negoziato.

giovedì, maggio 07, 2020

Attenti a camminare su un terreno franoso

EMANUELE  MACALUSO 

Il presidente della Repubblica, ancora una volta, ha fatto sapere, soprattutto ai due Matteo, ma anche a noi tutti, che dopo il governo Conte ci sono solo le elezioni. Una posizione istituzionalmente corretta che, però, pone problemi politici. 

Intanto, come detto, il parlamento si deve affrettare ad approvare una legge elettorale proporzionale. Il ministro Provenzano mi ha gentilmente fatto sapere che una proposta di legge elettorale effettivamente si trova in parlamento che prevede uno sbarramento del 5% che potrebbe essere abbassato al 3% per non penalizzare le forze minori. Dato che le cose stanno così, non si capisce perché questa proposta di legge proporzionale, che pare non abbia oppositori, non venga subito messa ai voti.

Corleone, villa comunale: lotta al punteruolo rosso o potatura indiscriminata delle palme e distruzione dei nidi?

Le palme della villa comunale "potate"
Leggo su Facebook un post di Benito Gambino, per tanti anni consigliere comunale: “Qualche giorno fa avevo scritto questo post alla vice sindaca: "Cara vice sindaco del comune di Corleone, d.ssa Maria Clara Crapisi, mi rivolgo a lei perché la conosco e so della sua sensibilità e rispetto verso la Natura e il Creato. Questo è il periodo della nidificazione degli uccelli, quindi potare gli alberi in questo momento è solo uno scempio, una strage contro la natura, oltre che un gravissimo peccato contro la natura, contro il Creato e contro Dio. Quindi, fermi questo scempio, solo lei può fermare questo schifo, grazie vice sindaco ...". Non mi ha mai risposto, e in villa comunale continuano a potare gli alberi e a fare scempio dei nidi di uccelli.  Vedo che è questa la sensibilità di chi frequenta assiduamente la chiesa e dovrebbe conoscere l'enciclica di Papa Francesco "Laudato si mi Signore". 
Ho chiamato al telefono l’assessore Calogero Scalisi, competente per delega alla

mercoledì, maggio 06, 2020

L’ultimo saluto al compagno socialista Peppino Intogna

Da sx: Placido Rizzotto, Totò Tripi, Peppino Intogna
Una vita nel Partito Socialista, sempre in difesa dei più deboli. Una lunga e appassionata militanza nella CGIL siciliana, dove per anni ha guidato il sindacato dei lavoratori bancari, la FISAC. Oggi – con un ricordo di Placido Rizzotto – diamo l’ultimo saluto a un compagno che, con la sua vita e il suo impegno, ha onorato la tradizione Socialista della Sicilia 
da PLACIDO RIZZOTTO
riceviamo e volentieri pubblichiamo

Con Peppino Intogna ci eravamo incrociati negli anni ’70/’80 in occasione di congressi del Partito Socialista e in qualche riunione di partito. Lui era già da tempo un attivista molto impegnato nel partito, avendo iniziato da ragazzo nella sua Bisaquino, frequentando la locale sezione e divenendone ben presto componente del direttivo. Trasferitosi a Palermo, aveva continuato il suo impegno nella segreteria del compagno Filippo Fiorino, ricoprendo anche ruolo di responsabile della sezione del partito di Uditore. Io negli anni ’75/’76 invece ero impegnato nella segreteria della compagna di Enza Barillà, allora assessore al Comune di Palermo.

martedì, maggio 05, 2020

È morto Giuseppe Intogna, 74 anni, segretario generale della Fisac Cgil Palermo dal 1991 al 1999

Peppino Intogna
Peppino Intogna era nato a Bisacquino, in provincia di Palermo. Nella sua vita ha avuto due grandi passioni pubbliche: la politica e il sindacato.
La politica da lui conosciuta e praticata era quella dei partiti, delle sezioni, delle elaborazioni politiche, del radicamento sociale. Intogna vive la sua passione politica dentro il Partito Socialista con quel background culturale che proveniva dall'entroterra siciliano, con i suoi miti e le battaglie per l'emancipazione, per l'uguaglianza, per la libertà. Era figlio della sua terra, Peppino, e ne andava fiero. Fin da ragazzo fece parte del direttivo del partito socialista, prima nella sua Bisacquino, e poi a Palermo, dove si era trasferito per motivi di studio. È stato responsabile della sezione del partito socialista dell’Uditore, componente della commissione di garanzia del partito e referente della Lega provinciale delle Cooperative.

Corleone, il balletto degli orari della sanificazione impedisce a tanti esercizi commerciali di lavorare

Il pic-collage pubblicato dai consiglieri di minoranza con gli avvisi
che smentiscono altri avvisi e via... confusionando...
Purtroppo, la comunicazione (data oggi alle 17.00) che le attività commerciali avrebbero potuto continuare ad operare (specie quelle da asporto) anche dopo le 19.00, perché non incompatibili con la sanificazione delle vie cittadine, non è servita a nulla. Infatti, dopo la comunicazione precedente che disponeva la chiusura di tutte le attività entro le 19.00, i gestori di esercizi commerciali si erano visti costretti a disdire tutti gli ordini, con loro grande disappunto (per dirla in italiano...) e con disappunto dei cittadini. 

Corleone, stasera si sanifica, ma le attività commerciali possono continuare a lavorare

Stasera saranno sanificate le strade di Corleone

“Si comunica alla cittadinanza che l’attività di sanificazione che verrà effettuata stasera è conforme alle prescrizioni dettate dall’ISPRA, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale,
e quindi
non è dannosa per le persone, gli animali e le piante. Si raccomanda comunque di limitare la circolazione alle necessità urgenti. Le attività commerciali rimarranno aperte fino al normale orario di chiusura e quelle che effettuano asporto o domicilio di cibo potranno effettuarlo”.
È questo il comunicato pubblicato un’ora fa sulla pagina facebook del comune di Corleone. Un comunicato accettabile, perché consente comunque alle attività artigianali e commerciali di potere operare anche dopo le ore 19.00.

Corleone - Avviso riapertura cimitero (con due giorni di ritardo rispetto agli altri comuni d'Italia...)

Il cimitero di Corleone riapre solamente da domani...

"Con ordinanza sindacale n. 18 del 5 maggio 2020, viene disposta la riapertura del cimitero comunale a partire da domani, mercoledì 6 maggio. In dettaglio: 
- Sono vietati gli assembramenti di visitatori. Gli ingressi saranno quindi contingentati.
- All'interno del cimitero è necessario rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro. 
- È obbligatorio per i visitatori indossare mascherine e guanti monouso.
- I funerali e le cerimonie commemorative sono permessi, preferibilmente all'aperto, con la presenza di massimo 15 congiunti e l'obbligo di rispettare la distanza di sicurezza di un metro". 
E' questo il comunicato pubblicato stamattina sulla pagina Facebook del comune di Corleone. Un normale comunicato, se non fosse che in Italia i cimiteri sono già stati riaperti lunedì scorso, come disposto dal Decreto del Presidente del Consiglio,, mentre nella "repubblica indipendente di Corleone" solo da mercoledì prossimo. D'altra parte si capisce che l'assessore al ramo (e forse ancora di più i suoi collaboratori) erano troppo impegnati in altro... (dp)

lunedì, maggio 04, 2020

A 49 anni dall'assassinio mafioso del procuratore Pietro Scaglione, ricordiamo il "magistrato integerrimo"

Pietro Scaglione

Il 5 maggio del 1971in Via Cipressi, a Palermo, - insieme al fedele agente Antonio Lorusso - fu ucciso il Procuratore capo della Repubblica, Pietro Scaglione, definito – anche in sede giurisdizionale penale- “magistrato integerrimo, dotato di eccezionali capacità professionali e di assoluta onestà morale”. Un quarantanovesimo anniversario senza il consueto convegno commemorativo, rinviato all’anno prossimo. Entrato in magistratura nel 1928, Pietro Scaglione “ dimostrò indipendenza di giudizio anche durante il ventennio fascista” (come scrissero anche i giornalisti Enzo Perrone e Rosario Poma nel volume “ La mafia: nonni e nipoti”).    

Corleone, archivio storico del movimento contadino: firmato il contratto per i lavori di restyling

La "Casa del Popolo" di Corleone
Corleone, 4 maggio 2020. Nascerà in via Bernardino Verro, in un immobile che appartiene al Comune, l’archivio storico del movimento contadino a Corleone. L’edifico ha però grande bisogno di essere restaurato e il contratto per l’esecuzione dei lavori è stato appena firmato. Se ne occuperà un’azienda di Favara, in provincia di Agrigento. L’edificio risale ai primi del ‘900 e fu sede della cooperativa “Unione Agricola”, fondata dal primo sindaco socialista di Corleone, Bernardino Verro. Fu chiamato “Casa del Popolo”. Furono i contadini corleonesi a costruirlo, portando ogni giorno una pietra al rientro dal lavoro in campagna.

La povertà materiale e la povertà dell’azione politica


Emanuele Macaluso
EMANUELE MACALUSO
Ogni giorno che passa si ha la certezza che il Paese stia attraversando, e attraverserà, una crisi mai vista dalla fine della seconda guerra mondiale. Oggi alcune aziende hanno ripreso a lavorare: quel che emerge con più nettezza è un crescente impoverimento di gran parte della popolazione, anche del ceto medio produttivo che fa dire a molti artigiani e bottegai di non essere, forse, più in grado di continuare. Anche perché scarseggiano gli acquirenti, i consumatori. Io sono molto vecchio per non ricordare quali furono le condizioni sociali, soprattutto quelle alimentari, negli anni immediati della guerra. Solo quando in Sicilia sbarcarono gli eserciti alleati, angloamericani, nel luglio 1943, fu possibile un relativo miglioramento, in particolare perché c’erano in circolazione derrate alimentari destinate alle truppe d’occupazione. Ma quelli erano gli anni in cui si alimentò anche il mercato nero, di grano, farine, olio, e altri prodotti cui poteva accedere chi aveva risorse finanziarie e un lavoro certo, come gli impiegati pubblici.

Mafia&mafie alleate del coronavirus - (Diario della pandemia "italiana")


GIUSEPPE CARLO MARINO
Francamente affronto questo argomento con un certo imbarazzo, perché non rilevo nel web (almeno nel mio raggruppamento di "amici" che ne costituisce una campione piccolo ma significativo) un qualche interessamento alla questione della scontata 'infiltrazione" dei capitali e dei poteri mafiosi nell'economia e nella società civile, e non solo nel Sud, ma soprattutto nel Nord del nostro Paese dove sussistono le migliori condizioni per lucrosi "investimenti" di denaro sporco. L'economia della "nuova normalità" sarà in Italia un'economia largamente a disposizione delle mafie?

Decreto Liquidità Imprese: #GiustaItalia; tre priorità, tra cui trasparenza


(ANSA) ROMA, 4 MAG - Tre priorita' tradotte in specifiche proposte emendative al disegno di legge di conversione del cosiddetto decreto Liquidita' per la fase 2 dell'emergenza Covid 19 per garantire trasparenza e legalita' nella tracciabilita' del sostegno economico alle imprese, sono state presentate stamattina dalla rete di #GiustaItalia, il Patto per la Ripartenza, promosso da Libera con Avviso Pubblico, Legambiente, Arci, Rete dei Numeri Pari, Rete della Conoscenza, Fuci, Centro Studi Pio La Torre, Cooperare con Libera Terra, Acsi, Us Acli, Acli, Agesci, Azione Cattolica, Gruppo Abele, Fondazione Interesse Uomo, Cgil, Cisl, Uil. Nel Patto erano inserite 18 proposte concrete riguardanti tre aree strategiche per far ripartire il paese: mettere al centro i diritti sociali, assicurare la trasparenza nella gestione degli appalti, prevedere la tracciabilita' del sostegno alle imprese.

Sicilia. Gucciardi: interrogazione Pd chiede spiegazione su ritardi cassa integrazione


“Il Gruppo Parlamentare PD ha depositato un’interrogazione  per chieder le ragioni dei  ritardi nei pagamenti della Cassa Integrazione. In un momento di grave crisi economico sociale oltre che sanitaria il governo regionale ha il dovere di  accelerare le procedure e dare risposte immediate alle oltre 140000 istanze presentate”. Lo dice Baldo Gucciardi parlamentare regionale del partito democratico vice presidente della Commissione parlamentare Bilancio all’Ars. “La Regione va troppo a rilento sui pagamenti della CIG, mentre oggi più che mai bisognerebbe con urgenza snellire le procedure e garantire al più presto a tutti gli aventi diritto il pagamento della cassa integrazione in deroga-  aggiunge Gucciardi_ . I lavoratori rischiano di soffocare senza queste risorse dovute– conclude -  ed ogni istante di ritardo diventa una sofferenza ed una mortificazione per migliaia di famiglie siciliane”.
4 maggio 2020

domenica, maggio 03, 2020

Mafiosi e trafficanti. In 376 fuori dal carcere per l’emergenza virus



di LIANA MILELLA e SALVO PALAZZOLO
Oltre a quattro boss al 41 bis, nei mesi di marzo e aprile sono centinaia i detenuti mandati a casa per motivi di salute. Il ministro Bonafede: verifiche sui domiciliari già concessi e quelli futuri. Cambio al Dap: al posto di Basentini ecco il pg di Reggio Calabria Petralia
ROMA — Sul tavolo del Guardasigilli Alfonso Bonafede c’è una lista con un numero — 376 — che crea allarme. Perché nell’elenco figurano i nomi di boss del rango di Zagaria, Bonura, Iannazzo e Sudato, messi agli arresti domiciliari dai giudici per l’emergenza virus. Ma anche quelli di altri 372 oggi ex detenuti comunque legati alle cosche e operativi sul piano criminale, visto che nessuno di loro risulta essersi dissociato.

Diritto a disconnettersi orari e buoni pasto. I nodi del lavoro da casa


di ROSARIA AMATO
ROMA — Un primo maggio con oltre quattro milioni di lavoratori italiani in smart working: non era mai successo, e non è neanche frutto di una libera scelta, ma è un’opportunità unica per ripensare le regole. Sfida raccolta subito dalla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, che si è detta favorevole ad un incontro con i sindacati, e dalla ministra della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone. I temi sul tavolo vanno dalle norme sulla sicurezza a quelle sull’orario di lavoro e il diritto di disconnessione.

sabato, maggio 02, 2020

Una soluzione finale per gli anziani? Il nuovo incubo dell’Europa


di CARLO RUTA
(storico e saggista)
Non esistono dubbi. In vari ambienti dell’Unione Europea va manifestandosi, da qualche settimana, uno strano proposito: quello di segregare per legge gli anziani superiori ai 65 anni, per tempi lunghi, allo scopo di proteggerli dall’infezione da Coronavirus. Ne ha parlato fluidamente la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il 12 aprile, in una intervista rilasciata al quotidiano tedesco «Bild». A sostenere questo proposito, quasi con le stesse parole, è stato poi, in un’intervista al «Corriere della Sera», Vittorio Colao, capo di Vodafone, posto dal governo italiano alla guida della task-force che, con poteri notevoli, ha il compito di gestire l’emergenza a stretto contatto con la UE, e destinato, sembra, ad assolvere nel Paese ruoli primari di governo. La cosa è davvero sconcertante.

venerdì, maggio 01, 2020

"Un sindacato di strada per la ricostruzione". Intervista a Maurizio Landini, leader della Cgil

Maurizio Landini (NURPHOTO VIA GETTY IMAGES)
ALESSANDRO DE ANGELIS
Nel giorno della festa dei lavoratori il leader della Cgil chiede un nuovo Statuto dei Lavoratori, difende il Governo, parla di un nuovo modello produttivo e sociale. E sul conflitto con le Regioni dice: "Va rivisto il Titolo V"
Segretario Maurizio Landini, che effetto le fa questo Primo maggio senza piazze?
Sarà un primo maggio di speranza. Di fiducia nella capacità dei ricercatori, quelli italiani innanzitutto, di trovare rimedi e cure adeguate per il virus, e di aspettative per il futuro, per una ripresa economica in tempi rapidi, per un’efficace azione contro il pericolo di nuove povertà e diseguaglianze. Le piazze sono la Democrazia, ancor più il primo maggio, quando si festeggia il lavoro. Abbiamo dovuto reinventare la festa, trasferirla nello spazio della rete che per quanto grande sia fatica lo stesso a contenere l’immensità del mondo del lavoro.

Primo Maggio, una corona di fiori al cimitero e un'altra al sasso di Barbato per l'omaggio alle vittime della strage di Portella della Ginestra

Serafino Petta legge i nomi delle vittime della strage
Il segretario Cgil Enzo Campo: “Dal sacrario di Portella la forza per costruire una società  del lavoro e dei diritti”.
Palermo 1 maggio 2020 -  “Dal ricordo delle lotte dei lavoratori e dei morti di quegli anni dobbiamo tirare fuori l'energia per combattere la pandemia che ci confina a casa e per costruire una società del lavoro”. L'ha dichiarato il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo, che stamattina si è recato a Portella della Ginestra per rendere omaggio alle vittime della strage del 1° maggio 1947. Niente corteo, per questo Primo Maggio, da Piana degli Albanesi al memoriale di Portella, come sempre da 72 anni a questa parte. Due cerimonie ristrette soltanto: prima  la  deposizione di una corona al cimitero, poi i fiori poggiati al sasso di Barbato, accanto ai nomi dei martiri di Portella.  Presenti, oltre al segretario Cgil Enzo Campo, Serafino Petta, 89 anni, superstite della strage e presidente onorario dell'associazione Portella della Ginestra,  che con forte commozione ha letto i nomi delle 12 vittime, Papas Jani Pecoraro e il sindaco di Piana degli Albanesi Rosario Petta.