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lunedì, aprile 11, 2022

Casa Felicia, stop alla restituzione del bene al figlio del boss Badalamenti. La Cgil Palermo commenta positivamente la sospensione del provvedimento. “Il bene sia assegnato definitivamente al Comune di Cinisi”

Il casolare confiscato ai Badalamenti e ristrutturato 

Palermo 11 aprile 2022 – Sospesa la restituzione di Casa Felicia a Badalamenti. La Cgil Palermo interviene commentando positivamente la notizia del provvedimento di revoca della confisca dell'immobile.
 
L'esecuzione del provvedimento era prevista per il 29 aprile quando gli ufficiali giudiziari avrebbero dovuto procedere al passaggio definitivo del bene a Leonardo Badalamenti, figlio di Gaetano, ex capo di cosa nostra.

“È una bella notizia la sospensione del provvedimento di revoca della confisca del casolare di Cinisi affidato all’associazione “Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato” - dicono il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo e il responsabile del dipartimento legalità della Cgil Palermo Dino Paternostro -

Significa che diventa sempre più concreta la possibilità di scongiurare che un bene così evocativo torni nelle mani di Leonardo Badalamenti, figlio del boss mafioso don Tano”. “Adesso - concludono Paternostro e Ridulfo - bisogna che lo Stato mantenga la massima attenzione sulla vicenda, affinché si arrivi ad una sentenza che assegni definitivamente la proprietà del bene al comune di Cinisi”.

La Cgil aveva dichiarato stupore per il fatto che, per un errore nelle procedure, il prossimo 29 aprile si sarebbe dovuto restituire il bene. Il casolare, dopo un restauro costato 400 mila euro, è stato affidato dal Comune di Cinisi all’associazione “Casa Felicia”, il nome della coraggiosa mamma di Peppino Impastato, e da tempo vi si svolgono tante attività interessanti iniziative socio-culturali. “Restituire il bene confiscato ai Badalamenti sarebbe un’assurdità, una sconfitta per chi si batte tutti i giorni per affermare legalità e giustizia – aggiungono Ridulfo e Paternostro - Ed per questo che la Cgil è al fianco di Giovanni Impastato, di Casa Felicia e del Comune di Cinisi, impegnati con i loro legali per evitare che ciò avvenga”.

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