10/31/2026

Centri sociali e Forza Nuova in piazza a Palermo, scontri con le forze dell’ordine


di Salvo Palazzolo

Le mi due manifestazioni non si incontrano, nonostante l'insistenza dei giovani dei centri sociali. La polizia e i carabinieri tentano di fermare gli antagonisti: spintoni e disordini

Alle cinque del pomeriggio, i ragazzi dei centri sociali provano a forzare il blocco della polizia, fra via Dante e via Principe di Villafranca, per arrivare a piazza Lolli, dove si tiene la manifestazione di Forza Nuova. Ma trovano un cordone di poliziotti e carabinieri, che non indossano caschi, scudi o sfollagente. I ragazzi urlano, spingono. I poliziotti resistono a mani nude. E il corteo non passa.

Un sabato pomeriggio di pioggia e scontri a Palermo. Da una parte una settantina di giovani dei centri sociali, che da piazza Sturzo arrivano velocemente in via Dante. Dall’altra, una ventina di esponenti di Forza Nuova, con il loro leader nazionale, Roberto Fiore, per un presidio a piazza Lolli. «Siamo a Palermo contro il governo Meloni - dichiara Fiore - per dire che in questo momento di grande confusione sociale, oltre alla questione immigrazione, dove il governo è più colpevole, la cosa più grave è il caro energia».

Il Burkina Faso di Ibrahim Traorè inserisce nei programmi scolastici la rivoluzione haitiana


IL BURKINA FASO DI IBRAHIM TRAORE' INSERISCE LA RIVOLUZIONE HAITIANA ALL'INTERNO DEI PROGRAMMI SCOLASTICI

Roberto Vallepiano

Haiti fu il primo paese latino-americano a liberarsi da solo dal dominio straniero attraverso la ribellione generalizzata degli schiavi. La prima rivoluzione vittoriosa del Continente Latino-americano, una lotta armata che durò ininterrottamente per dodici anni, durante i quali gli schiavi neri affrontarono e annichilirono prima le guarnigioni di bianchi locali e la soldataglia monarchica transalpina, poi una spedizione militare spagnola, sessantamila uomini delle forze d’élite dell’Esercito Britannico e infine il tentativo di invasione da parte degli ottantamila miliziani scelti personalmente da Napoleone Bonaparte. 

Airone Parking Cinisi, licenziati in tronco tutti i lavoratori a tempo indeterminato. Filt Cgil Palermo: Atto gravissimo, non escludiamo che sia una ritorsione contro chi rivendica i propri diritti”. Il 4 un sit-in

Palermo 30 ottobre 2026 – Licenziati in tronco tutti i dipendenti a tempo indeterminato dell’azienda Airone Parking, proprietaria di un parcheggio a pochi minuti dall’aeroporto Falcone e Borsellino. I sei lavoratori hanno ricevuto, due giorni fa, tramite raccomandata, una comunicazione di licenziamento con effetto immediato e senza preavviso. Mercoledì 4 novembre alle ore 10 si terrà un sit-in davanti ai cancelli del parcheggio, in contrada Pozzillo.

A darne notizia è la Filt Cgil Palermo, che esprime tutta la sua indignazione. “Una decisione gravissima - dichiarano Olga Giunta, segretaria provinciale della Filt Cgil Palermo e Fabio Lo Monaco segretario generale Filt Cgil Palermo - Esprimiamo tutto il nostro stupore e la nostra rabbia per quanto sta accadendo nell'azienda Airone Parking. È inaccettabile che lavoratori che hanno dedicato anni della propria vita a questa azienda, vengano improvvisamente privati del posto di lavoro, senza alcun preavviso e senza che sia stato avviato un confronto con le organizzazioni sindacali».

A rendere ancora più grave la vicenda è il fatto che i licenziamenti abbiano riguardato esclusivamente i dipendenti a tempo indeterminato, tutti iscritti alla Filt Cgil. Mentre le attività da loro precedentemente svolte continuano a essere garantite attraverso lavoratori a tempo determinato e dal personale di una cooperativa. Una circostanza che solleva, secondo la Filt, interrogativi seri sulle reali motivazioni di questi provvedimenti.

10/30/2026

l cardinale Angelo Bagnasco: «In Livatino giustizia e fede sempre unite»


Giovanni Villino

Una creatura di confine tra il finito e l’infinito, tra il tempo e l’eterno. Il cardinale Angelo Bagnasco sceglie questa immagine per raccontare il beato Rosario Angelo Livatino. Una definizione che racchiude il senso di una vita nella quale la giustizia degli uomini e la fede in Dio non sono mai state dimensioni separate. Il magistrato siciliano, assassinato dalla mafia nel 1990, è stato proclamato beato nel 2021 e, dallo scorso 7 ottobre, è ufficialmente patrono dei magistrati italiani. Bagnasco, arcivescovo emerito di Genova, già presidente della Conferenza episcopale italiana e del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa, è a Palermo, dove ieri mattina ha presieduto il solenne pontificale nella memoria liturgica di Livatino, nella chiesa Maria Santissima della Purificazione, nel complesso del Reale Albergo dei Poveri di corso Calatafimi. Nel pomeriggio a Terrasini ha tenuto una lectio magistralis su San Francesco nel nuovo appuntamento della rassegna dell’associazione «hCosì, per… passione!».

Scintille tra FdI e Lega sulla “Fornero”. Il fisco divide autonomi e dipendenti


«Inadeguata, ingiusta e che non affronta i problemi delle persone», la definisce il segretario della Cgil Maurizio Landini, che rilancia la piazza: «Sono ancora più forti - dice - le ragioni per lo sciopero generale del 20 novembre».

Enrica Piovan

Roma - A 24 ore dal varo in Consiglio dei ministri, la manovra è ancora affidata alla tradizione orale. Non c’è traccia di bozze e il testo è dato in arrivo tra oggi e domenica. Ma già gli annunci bastano a far scattare scintille nella maggioranza. Fratelli d’Italia gela la Lega che dà per fatto il superamento della legge Fornero. Svelando una spaccatura che rischia di tradursi in braccio di ferro durante l’esame in Parlamento. E mentre piovono proposte di correzioni e aggiustamenti di rotta, secondo i primi calcoli della Cgil l’effetto delle misure fiscali su autonomi e dipendenti appare sproporzionato.

IL CASO. Carovita, Forza Nuova in piazza a Palermo con Roberto Fiore: scatta l'allarme di Cgil e Anpi in Prefettura e Questura

Roberto Fiore leader di Forza Nuova

Tensione per il sit-in: il leader è stato condannato per l'assalto alla Cgil del 2021

Tensione alla vigilia della manifestazione promossa da Forza Nuova a Palermo. Il movimento di estrema destra ha convocato per domani pomeriggio, alle 16.30, un sit-in per protestare contro il carovita e le ripercussioni della crisi economica sulle famiglie. A infiammare il clima della vigilia è però l'annunciata partecipazione del segretario nazionale Roberto Fiore, la cui presenza in città ha spinto Cgil e Anpi Palermo a inviare una formale lettera di contestazione al prefetto Massimo Mariani e al questore Vito Calvino. 

10/29/2026

Il sonno della democrazia genera mostri

Benjamin Netanyahu

di Giuseppe Savagnone

Un’isola di democrazia nel Medio Oriente

I risultati delle elezioni svoltesi martedì scorso in Israele possono dare luogo a diverse considerazioni. La prima ad imporsi è che siamo davanti a uno Stato in cui vigono le regole della democrazia parlamentare. Non c’è dubbio che, rispetto a quelli arabi che lo circondano – dall’Egitto del dittatore Al-Sisi, all’Arabia Saudita, alla Giordania, agli Emirati Arabi, al Qatar, retti da monarchie più o meno assolute –, Israele è l’unico a dare spazio al libero dibattito politico, nel pluralismo dei partiti e degli organi d’informazione, compresi quelli più critici verso il governo, e a sottoporre periodicamente l’operato di quest’ultimo al voto popolare. Come è regolarmente avvenuto anche nella consultazione di martedì.

La pena di morte nel mondo e l’appello di Gesù sulla Croce


Don Francesco Rimano / Don Cosimo Scordato 

Cosa pensare delle esecuzioni capitali che potrebbero svolgersi quasi in contemporanea in Iran e negli Stati Uniti d’America? Najmeh Amini, una studentessa di 23 anni, è stata condannata alla pena di morte (e a 12 anni di carcere) con l’accusa di blasfemia a causa di un contenuto pubblicato sui social, ma non reso pubblico. 

Christa Pike, 50 anni, condannata a morte nel 1996 per l’omicidio di Colleen Slemmer avvenuto nel 1995, il 30 settembre 2026 nel carcere di Nashville, è sopravvissuta, nella esecuzione capitale, a due dosi letali di pentobarbital. Nidal Hasa è stato condannato alla pena di morte per aver ucciso 13 persone in una sparatoria avvenuta nel 2009; l’esecuzione dovrebbe essere il 3 dicembre. La sua fucilazione sarà pubblica «…perché la gente deve capire che azioni di questo tipo comportano conseguenze molto gravi». 

Mafia a Palermo, l’accordo tra i boss per spartirsi i locali del centro


Davide Ferrara

Il centro storico sarebbe stato lottizzato dalle famiglie mafiose per darsi confini (più o meno) precisi su dove investire senza intralciare gli affari altrui. 

Quartieri e zone della movida sarebbero stati dunque spartiti tra i boss interessati a entrare nella nuova lavatrice di Cosa nostra, dove in pochi anni case vacanza, pizzerie, enoteche, pub, bar, trattorie e ristoranti (anche di lusso) hanno invaso vie e piazze. In questo boom si annidano i locali gestiti dalla mafia, che si confondono tra le attività oneste, ne alterano il mercato potendosi permettere prezzi più bassi e intercettano i grandi flussi di visitatori. È uno dei retroscena dell’ultima inchiesta sugli affari di mafia e il riciclaggio di denaro sporco.

Una presenza che potrebbe anche voler dire gestione di altri affari illeciti. Le recenti indagini sulla strage di Monreale e l’omicidio del ventunenne Paolo Taormina, ucciso davanti il suo locale O’scruscio in piazza Spinuzza, hanno fatto emergere la presenza nella zona dell’Olivella di una rete di spacciatori e di giovanissimi legati al business del furto di auto che facevano riferimento allo Zen. E che tra le strade dell’Olivella gestissero lo smercio di stupefacenti.

La lezione di Giorgio Chinnici fra studio, politica e famiglia

Giancarlo Macaluso


Un uomo di sostanza sa essere molte cose. Un padre speciale, un amico caustico e divertente, un ricercatore esigente, un professore attento e disponibile, un politico che ama il dialogo, un marito affettuoso. 

È il ritratto di un personaggio che ha attraversato la storia di Palermo che emerge dal libro Giorgio Chinnici, il rigore e la gentilezza (Navarra editore, pp. 262, 20 euro). Il volume ospita 16 contributi di venti diversi autori, oltre all'ampia introduzione del curatore Francesco Lepore, un apparato fotografico su Chinnici e una sezione dedicata ai suoi scritti. Esce oggi in libreria, nel giorno del suo compleanno, avrebbe compiuto novant’anni, e di pomeriggio viene presentato a Belmonte Mezzagno, suo paese di nascita, alle 17.30 allo Stagnone-Museo dell’Acqua.

La partita dei rosanero. LA CAPOLISTA NON MOLLA MAI. 3-3, UN PUNTO D'ORO E GRANDE SPETTACOLO A PISA


di Gaetano Perricone

Pazzo, emozionante, grandissimo Palermo, degnissimo e magnifico capolista della Serie B. All'Arena Garibaldi più arena che mai, una vera e propria bolgia, regala letteralmente un tempo al Pisa, che fa 2-0 con una doppietta del micidiale Filippo Pittarello, che si esalta vedendo maglie rosanero e punisce le iniziali scelte sbagliate di Inzaghi e gli errori difensivi.

Perso Bani per infortunio muscolare da valutare, Superpippo rimedia ad inizio ripresa lasciando fuori Giasy ancora fallimentare e un Ranocchia ancora giù di corda, che aveva pure sbagliato un gol facile per accorciare le distanze e facendo entrare Vavassori ed Hernani. Cambia tutto, la leader della classifica si prende il campo con estrema determinazione, coraggio e autorevolezza e fa la grande squadra: in 4 minuti pareggia con i gol di forza di Dennis Johsen, al sesto centro in campionato che eguaglia il suo record e di Patrick Peda, che entra anche lui nella lista dei goleador rosanero con una cannonata all'incrocio dei pali in mischia. E poi il sorpasso, incredibile dopo quel primo tempo: è ancora Minico Vavassori a sfondare la difesa del Pisa con una delle sue discese e a battere al 69esimo Confente, portando il Palermo sul 2-3 che fa impazzire la curva rosanero. Una "remuntada", addirittura con ribaltone, che onestamente ritenevo impossibile.

10/28/2026

Elezione Israele. Il leader dem Golan: “Abbiamo l’opportunità di formare un governo con gli arabi”


Il leader dei Democratici, Yair Golan, ha nuovamente esortato l'opposizione a fare un accordo con i partiti arabo-israeliani per formare un governo, all'indomani delle elezioni. "Abbiamo l'opportunità di formare un governo del cambiamento in partnership con i cittadini arabi di Israele. Ora serve coraggio. Serve leadership. Serve smettere di avere paura e iniziare ad agire", ha scritto su X il leader di sinistra. 

A scrutinio ancora in corso, il blocco guidato dal premier Benjamin Netanyahu si attesta a 55, il blocco dell'opposizione con leader Gadi Eisenkot a 48 e 16 i partiti arabo-israeliani. Questi ultimi, prima del voto, hanno espresso la disponibilità a entrare in una coalizione di governo o sostenere un governo di minoranza dall'esterno, ma all'epoca Eisenkot aveva respinto l'idea. "Netanyahu ha perso. Io so contare fino a 120. 65 è più di 55. Così funziona la democrazia israeliana", ha scritto su X Golan, mettendo insieme i seggi dell'opposizione con quelli arabi. "Non abbiamo futuro qui se non smettiamo di avere paura. E se non smettiamo con il razzismo. Non dobbiamo più accettare la divisione razzista di Netanyahu tra voti ebraici e voti arabi", ha aggiunto, sottolineando che "chi cerca di cancellare i voti dei cittadini arabi si arrende a Netanyahu e rinuncia a Israele"

Domenica, presentazione del volume “LA CORTE CELESTE DEI SANTI”. La processione del Corpus Domini a Corleone, di Leoluca Cascio e Davide Giorgio Orlando


Le azioni rituali, perpetuate nei secoli, manifestano una propensione alla permanenza anche se, inconsapevolmente, a volte se ne trascende e smarrisce il significato originario pur continuando a ripeterle nel trascorrere degli anni. 

É questo ciò che è successo a Corleone alla celebrazione solenne del Corpus Domini, nella quale, sino al 1954, a precedere il Santissimo Sacramento vi erano circa cinquanta statue portate a spalla dagli appartenenti alle numerose confraternite corleonesi o da uomini allocati per l’occasione. Era un microcosmo complesso ma armonizzato nel suo insieme: il lavoro preparatorio delle confraternite con l’allestimento degli scanneddi; il corteo processionale del giorno e quello dell’Ottava; le manifestazioni gioiose nei confronti del relativo santo; la dimensione ludica delle gare di abilità degli stendardi; la nchinata delle statue, compiuta dai portatori i quali inclinavano il proprio fercolo per rendere omaggio al Santissimo.

10/27/2026

Prizzi, mafia e appalti. Alla sbarra i Cannella. Processo per lupara bianca e omicidio degli anni ‘80


Oggi (1987 - ndr) sul pretorio Anna Pecoraro, vedova dell'imprenditore Sebastiano Ennio Alongi scomparso nell'83, che accusa i quattro imputati.

Una lupara bianca e un omicidio, l'una a distanza di 24 ore dall'altro, sullo sfondo di una vicenda di mafia e appalti di provincia. A Prizzi, il nove settembre del 1983 scompa re il giovane imprenditore Sebastiano Alongi. Il giorno dopo con tre colpi di pistola due killer uccidono Giovanni Alongi, anziano sospetto boss del paese.  Sul banco degli imputati accusato di entrambi gli omicidi, è comparso ieri mattina nell'aula della corte di assisi, Tommaso Cannella, 47 anni, ritenuto il boss di Prizzi, e rinviato a giudizio nel maxiprocesso “ter” che inizierà la prossima primavera.

10/26/2026

La festa del popolo di Lula in piazza. Ma Bolsonaro non si arrende: “Non rinuncerò al mio Brasile”


Lula 
dal nostro inviato Paolo Brera

Festeggiamenti nel paese per la vittoria alle elezioni. Il presidente eletto sa che dovrà governare con un Congresso dominato dal centrodestra, che ha vinto le legislative al primo turno, e promette di tenerne conto

BRASILIA – Segnatevi questo numero, 14 milioni, perché è lì che ogni polemica della prima ora sulla vittoria di Lula nel ballottaggio delle presidenziali brasiliane svapora nel nulla. Sono i voti in più che ieri i brasiliani hanno espresso per i due candidati rispetto al primo turno. L’affluenza è aumentata di 3 milioni, gli altri 11 sono soprattutto brasiliani che al primo turno avevano disperso il voto su schede nulle, bianche e sui candidati minori che pure avevano in gran parte dichiarato di appoggiare Bolsonaro. Eppure, di quei 14 milioni di voti in più Flávio ne ha conquistati solo 3,7: gli altri 10,3 milioni hanno costruito l’argine con cui il Brasile ha detto no grazie al ritorno al potere della destra reazionaria.

Anna Pecoraro, donna-coraggio come Maria Vallone, Francesca Serio, Felicia Impastato,

 DINO PATERNOSTRO

L’intervento in memoria di Anna Pecoraro

Dino Paternostro ricorda Anna Pecoraro

Credo che sia giusto e bello ritrovarsi qui oggi a ricordare la cara amica e compagna Anna Pecoraro. Sono state dette tante cose per sottolineare il ruolo che Anna ha svolto a Prizzi, nell’area del Corleonese e a Palermo, come i cittadina, come militante della sinistra, come madre, come moglie. 

Quando penso ad Anna non posso che commuovermi perché mi mancano molto quelle domeniche mattina in cui ci si sentiva, si conversava una mezz'oretta al telefono e lei mi raccontava, faceva le sue considerazioni sulla politica locale, sulla politica regionale, nazionale e internazionale. Anna era una attenta osservatrice e aveva un'acutezza intellettuale notevole. A me sempre ricordava le grandi donne che abbiamo avuto in Sicilia, capaci di sfatare quel mito delle donne siciliane vestite di nero, rassegnate, che non parlavano, che non avevano nulla da dire o che non volevano dire nulla. Anna si iscriveva ad un altro filone storico-culturale, Anna faceva parte di quelle donne siciliane che invece - con grande coraggio e a testa alta - hanno voluto rivendicare la loro dignità di donne, la loro dignità di siciliane, la loro dignità di persone che partecipano alla vita politica, alla vita sociale, alla vita di culturale dei nostri territori.

“Anna, la leonessa, si batteva per il lavoro ai giovani come diritto negato al Sud“

Rosetta Faragi durante il suo intervento 

Oggi pomeriggio a Prizzi abbiamo ricordato Anna Pecoraro, a un anno dalla sua scomparsa. Anna è stata una donna colta e coraggiosa, militante socialista, vicina al sindacato, molto legata alle lotte contadine e a due dei suoi capi più prestigiosi: Giuseppe Rumore e Nicolò Alongi. È stata consigliere comunale e assessore. Nel 1983 suo marito, Ennio Alongi, piccolo imprenditore edile fu vittima della lupara bianca. Anna per tutta la vita chiese verità e giustizia per Ennio. “Che il cielo ti conceda la giustizia che la terra ha negato”, le hanno scritto i suoi amici sulla lapide al cimitero, davanti alla quale è stata deposta una corona di fiori. Ad aprire gli interventi nella sala della Consulta delle donne l’Assessore alla Legalità Roberta Accomando; sono intervenuti poi il vice Sindaco Boccelato, Elisa Mercadante DSGA nelle veci della della figlia Rosy Ferrara, presidente della Consulta delle donne, che era assente per lavoro. Quindi Dino Paternostro, responsabile del dipartimento Archivio e Memoria storica Cgil Palermo, Mimmo Cannariato, ex sindaco di Prizzi e senatore della Repubblica, infine la Preside Milazzo. 
Pubblichiamo il discorso tenuto da Rosa Faragi, grande amica Anna, presso la sala polivalente "Sara Campanella" in piazza F.Crispi. 


di ROSA FARAGI

Anna è nata a Prizzi il 3 gennaio 1948 in una famiglia di saldi principi morali, formata da quattro figli, due maschi e due femmine. Il papà allevatore e la mamma casalinga non fecero mai mancare nulla ai figli: Nicola (del 1939), Giuseppe (del 1943), Anna (del 1948) e Angela (del 1952). Abitavano nell’odierna via Giacomo Matteotti, a quei tempi chiamata Fossa della Neve. 

La parte inferiore, adibita a stalla (come si usava per tutti allora, al posto degli attuali garage), insisteva nell’attuale via Libertà (adesso la più bella via d’ingresso del paese). Anna ha avuto un'infanzia serena e spensierata; i fratelli si adoravano tra loro. Erano tutti realizzati professionalmente: Nicola studiò in seminario e si laureò dapprima in Teologia, poi anche in Lettere e Filosofia; Giuseppe intraprese la carriera nell’Arma dei Carabinieri a Milano; Angela conseguì il diploma di ragioniera e trovò subito impiego alla FIAT Mirafiori di Torino.

BRASILE, LA VITTORIA DI LULA: DEMOCRAZIA, WELFARE E UNO STOP AL MODELLO TRUMPIANO

Lula durante i festeggiamenti per la rielezione, Avenida Paulista, San Paolo, 25 ottobre 2026. Foto: Paulo Pinto/Agência Brasil

GIUSEPPE LUMIA

La vittoria di Lula rappresenta un passaggio decisivo nella travagliata storia democratica del Brasile, con evidenti ripercussioni anche sulla geopolitica globale.

La portata di questo risultato emerge con chiarezza dal confronto tra i due turni elettorali: Lula ha ribaltato lo svantaggio iniziale, conquistando circa 10,4 milioni di voti aggiuntivi, contro i 3,7 milioni guadagnati da Flávio Bolsonaro. È da sottolineare che la partecipazione nel secondo turno è aumentata di quasi 3 milioni di elettori e le schede bianche e nulle sono diminuite di circa 1,8 milioni.

Brasile, il trionfo di Lula, rimonta su Bolsonaro: la destra fallisce l'assalto


Il presidente confermato con
 il 51,7%% contro il 48,3 % di Bolsonaro Jr. Spoglio rinviato di ore per le code ai seggi. Ma la sfida all'ultimo voto tra i due candidati non sana le divisioni del Paese

DAL NOSTRO INVIATO A BRASILIA


Non si passa: Lula li ha sconfitti di nuovo. Ancora una volta è lui, il presidente sindacalista che compirà 81 anni domani, a prendere in mano il Brasile sottraendolo alla destra reazionaria dei Bolsonaro. In un'elezione tesissima, a sorpresa, dopo una rincorsa incredibile, rosicchiando consensi a ogni sondaggio, esortando il suo popolo a difendere la democrazia, richiamando folle oceaniche da Capocabana alla Paulista, ieri Lula ha battuto Flávio con il 51,7%% contro il 48,3 %. Quattro anni fa, nel 2022, aveva sconfitto anche suo padre Jair con il margine più ristretto dalla restaurazione della democrazia. Gli davano del «vecchio», del «corrotto»; ma al dunque, dopo la sconfitta al primo turno e una campagna durissima per il ballottaggio, i brasiliani hanno affidato di nuovo a lui il Paese. Ieri mattina, quando Bolsonaro ha votato in una scuola di Rio de Janeiro, i suoi sostenitori urlavano «Lula ladro, il tuo posto è in prigione».

10/25/2026

Da ieri i media di destra stanno sbattendo il mostro in prima pagina: quel “mostro” ha un nome e un cognome: Youssef Siher

Youssef Siher

Lorenzo Tosa
LORENZO TOSA

Da ieri “giornali” di destra, siti e tg telemeloniani uniti stanno letteralmente sbattendo il mostro in prima pagina. E quel “mostro” ha un nome e un cognome: Youssef Siher.

Giovane, 30 anni, italiano di seconda generazione, origini marocchine, attivista per la Palestina, antisionista, uno che addirittura osa chiamare quello palestinese un genocidio… Capro espiatorio perfetto di tutti i mali e tutte le violenze del mondo (ma solo quelle che vogliono e vedono loro). Lo presentano come la mente occulta dietro le manifestazioni di questi giorni, il “capo del branco”, il “grande vecchio giovane” che avrebbe orchestrato e organizzato il caos, le violenze, le vetrine rotte.

L’Associazione Nazionale Magistrati: «Il decreto sicurezza scorciatoia miope»

Giuseppe Tango

Una scorciatoia «miope», che non risolve i problemi. L’ultimo decreto sicurezza finisce nel mirino dell’Associazione nazionale magistrati. E la diagnosi che ne fa il suo presidente, Giuseppe Tango, nel corso del Comitato direttivo centrale dell’associazione, riunito a Roma, è una bocciatura senza appello. Rispondere ai fatti di cronaca con nuovi reati, afferma, è una strategia «miope», che non risolve nulla, anzi «intasa le aule giudiziarie ed esaspera le criticità degli istituti di pena».

Nella relazione, Tango ha messo in fila le sue riserve. «Troppo spesso assistiamo alla tentazione di rispondere a complessi problemi sociali o a contingenti fatti di cronaca attraverso la creazione di nuove figure di reato o un inasprimento sconsiderato delle pene», ha spiegato.

10/24/2026

I tre livelli di lettura degli scontri di Milano


GIUSEPPE SAVAGNONE

Sulle violenze di sabato 17 e domenica 18 ottobre si sono versati in questi giorni fiumi d’inchiostro e fatte decine di tavole rotonde. Ora è forse il caso di provare a tirare le fila di questo dibattito, mettendo a fuoco le posizioni di fondo che esso ha fatto emergere, per darne alla fine una valutazione critica.

No, senza se e senza ma, alla violenza

La prima interpretazione, sia in ordine cronologico che per la sua importanza pratica, è quella del governo. Già la sera di sabato – quando ancora non si erano scatenati i saccheggi selvaggi della domenica – Giorgia Meloni aveva pubblicato su X un video dei disordini in piazza Duomo, commentando: «Manifestare è un diritto. Mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è. Rinnovo la mia richiesta alle opposizioni: non siano ambigue su questo. Condannino senza ambiguità queste violenze e lancino un appello chiaro affinché ogni mobilitazione sia pacifica. Di fronte a scene del genere, il rifiuto deve essere unanime. Ogni reticenza diventa giustificazione. Il silenzio non è accettabile».  E aveva qualificato i protagonisti dei disordini «teppisti che sfruttano le manifestazioni per seminare il caos, aggredire chi garantisce la sicurezza e tenere in ostaggio intere città».

10/23/2026

L’arcivescovo di Milano Delpini: “Vorrei conoscere uno per uno questi ragazzi arrabbiati, reprimere non serve”

L’arcivescovo di Milano Mario Delpini

di Zita Dazzi

Il monsignore che guida la chiesa di Milano sui disordini dello scorso fine settimana e sui giovanissimi coinvolti: “La creazione del ghetto non pone le basi perché i ragazzi che vi abitano diventino buoni cittadini”

«La creazione del ghetto non pone le condizioni perché i giovani che vi abitano diventino buoni cittadini. L’aggressività scriteriata non si guarisce con le minacce e non può essere solo contenuta dalla repressione». L’arcivescovo di Milano Mario Delpini, è rimasto scosso di fronte alle violenze che si sono scatenate lo scorso fine settimana. E pensando a quel che si teme accada nei prossimi giorni chiede alla società di ripensare i modelli educativi e di mettere in campo misure contro «lo scandalo della miseria».

ITALIA E CILE: ESPERIENZE A CONFRONTO SUL RIUTILIZZO SOCIALE DEI BENI SOTTRATTI ALLA CRIMINALITÀ MAFIOSA


Mercoledì 21 ottobre si è svolto un primo incontro tra il Centro Studi Paolo e Rita Borsellino e due organizzazioni della società civile cilena: il Centro de Estudios Territorio y Comunidad e la Corporación de Defensa Ciudadana.

All'incontro, per il Centro Studi Paolo e Rita Borsellino, hanno partecipato il presidente Vittorio Teresi, Virgilio Bellomo, responsabile beni confiscati, Francesca Grasta, tesoriera e Tonino Palmeri, direttore dell’Associazione.

«Si tenne i soldi dei disabili». Condannato l’ex deputato Tony Rizzotto


Riccardo Arena

A quasi quindici anni dai fatti arriva la condanna per l’ex deputato regionale di Noi con Salvini, Tony Rizzotto: tre anni e tre mesi per peculato, accusa condivisa con Alessandro Giammona, ex responsabile tecnico di progetti finanziati dalla Regione e dall’Unione europea e che sarebbero dovuti essere a beneficio dei disabili. 

In realtà Rizzotto avrebbe tenuto per sé 32.520 euro, mentre Giammona ne avrebbe presi 147.145 e per questo ha subito la condanna più pesante, cinque anni. I 180 mila euro complessivi, di cui, secondo la terza sezione del tribunale, i due imputati si appropriarono, erano di spettanza dell’associazione, che li aveva ottenuti per la formazione dei disabili.

Terremoto delle 12,19 in Sicilia. Le istruzioni del capo della protezione civile, ing. Salvo Cocina


Sull’evento sismico delle ore 12:19 nel Tirreno meridionale, pubblichiamo la nota del Dirigente generale, Ing. Salvo Cocina,  indirizzata ai Sindaci dei Comuni interessati, alle strutture operative provinciali e regionali e ai 
dirigenti e ai funzionari del DRPC Sicilia e alla SORIS  

In relazione al terremoto delle ore 12:19, sulla base delle informazioni comunicate allo scrivente, la magnitudo è stata definitivamente stimata in 5, con profondità ipocentrale di circa 5 chilometri, dunque particolarmente superficiale. L’evento segue altre scosse registrate nell’area e costituisce la quarta scossa segnalata, delineando pertanto una sequenza sismica (è ora seguita la 5’) . È stata inoltre comunicata l’emissione di un’allerta maremoto del sistema SiAM di livello Advisory (arancione), le cui indicazioni devono essere puntualmente osservate.

Sabrina Brizzola: “La violenza oscura il disagio di una generazione. E la politica ci specula”

Sabrina Brizzola

di Natasha Caragnano

Parla la coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari dopo lo scontro con Vespa: “Credo che ci sia una strategia politica ed elettorale, legata alla consapevolezza che una parte importante della nostra generazione non sostiene il governo. Ma c’è anche la difficoltà di dare risposte concrete alle nostre richieste”

“Documentatevi, voi giovani, non dite sciocchezze”. Le parole di Bruno Vespa, che durante una puntata di Porta a Porta interrompe e zittisce Sabrina Brizzola, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari (Udu), sono lo specchio di uno scontro tra una generazione che chiede risposte sul proprio futuro e una classe dirigente che, troppo spesso, la liquida con paternalismo. “Vogliono spiegarci come funzionano le cose, come se non fossimo in grado di capire e valutare ciò che ci accade intorno”, racconta Brizzola a Repubblica. “Ma questo scontro dimostra quanto sia difficile per loro assumersi la responsabilità del mondo che ci hanno lasciato, un mondo in cui le nostre prospettive di futuro sono sempre più incerte”.

A Porta a Porta, Bruno Vespa le ha risposto “andate a studiare” mentre lei denunciava le difficoltà degli universitari. Come ha vissuto quel confronto?

CONDANNA ALLE VIOLENZE: LA DOPPIA MORALE DI MELONI


Tomaso Montanari

“Non condivido e non condanno”. Parole di Giorgia Meloni, pronunciate l’8 marzo 2026 di fronte alla guerra illegale di Trump e Netanyahu contro l’Iran, che ha fatto finora almeno 8.000 morti, oltre 50.000 feriti e milioni di profughi. È la stessa Giorgia Meloni che sistematicamente urla all’opposizione di “condannare” ogni vetrina sfasciata a margine delle manifestazioni avvenute contro il suo governo. 

È una doppia morale insopportabile, un giochino al massacro che riesce ogni volta nel suo intento, ribaltando il dibattito mediatico a favore di un governo strutturalmente complice di violenze immensamente più grandi di quelle che cavalca con ipocrito cinismo.

10/22/2026

Scuola, domani 23 ottobre manifestazione con corteo ore 9 da piazza Marina a palazzo Comitini. Rete Studentesca Palermo: “Vogliamo farci sentire come studenti di questa città”. Il sostegno della Cgil Palermo


Palermo 22 ottobre 2026 – Domani manifestazione della Rete studentesca Palermo. Appuntamento alle ore 9 a piazza Marina per il corteo che sfilerà fino a palazzo Comitini, in via Maqueda. Una delegazione chiederà di essere ricevuta dal sindaco dell’Area Metropolitana Roberto Lagalla.  

“Come rete studentesca Palermo il 23 ottobre abbiamo deciso di scendere in piazza – scrive il comitato in una nota -  In questo clima di continue mobilitazioni tra tutte le scuole di Palermo crediamo sia fondamentale creare uno spazio di protesta unendo le problematiche per cui hanno protestato le singole scuole e le problematiche che dobbiamo affrontare ogni giorno come studenti”. In queste settimane, decine le proteste negli istituti scolastici  per le condizioni di disagio che si vivono ormai da anni  nelle le scuole palermitane,  costrette a subire le conseguenze dei continui tagli all’istruzione.

VICARI: I CARABINIERI SEQUESTRANO UNADISCARICA ABUSIVA DI 2.000 MQ. DENUNCIATO IL RESPONSABILE


Un vasto sito di smaltimento illecito, esteso per circa 2.000 metri quadrati, è stata scoperto e sequestrato dai Carabinieri della Stazione di Vicari, che hanno denunciato un 48enne del luogo, già noto alle forze dell'ordine, accusato di gestione illecita di rifiuti e realizzazione di discarica non autorizzata.

L'operazione è il brillante risultato di una perfetta sinergia operativa tra i reparti territoriali e le componenti speciali dell'Arma. Il terreno adibito a discarica è stato infatti individuato dall'alto grazie al personale del 9° Nucleo Elicotteri di Palermo che, durante un sorvolo di controllo del territorio, ha notato un vasto deposito incontrollato di materiali, attivando tempestivamente le pattuglie a terra per le verifiche.