Il Mensile
siciliano "S", ha pubblicato degli stralci delle intercettazioni
ambientali effettuate recentemente in carcere a carico del boss Graviano. Ricordiamo
che il boss Graviano è stato condannato a numerosi ergastoli per le stragi del
1992/93 (Falcone, Borsellino, Georgofili), nonchè per decine di omicidi tra i
quali quello di Don Pino Puglisi. Da molti anni Graviano è rinchiuso al 41bis
ed a cavallo della fine del 2016 e dei primi mesi del 2017 è stato intercettato
mentre conversava durante l'ora d'aria con un altro boss. Adesso queste
intercettazioni sono state depositate nel processo in corso a Palermo sulla
Trattativa Stato Mafia. Da queste intercettazioni, abbiamo appreso che Graviano
mi considera pericoloso perchè con la mia attività parlamentare ho contribuito
ad impedire che potessero accedere a benefici che ne avrebbero potuto
determinare la liberazione anticipata. Da quando nel 2013 sono entrato in Parlamento, come Portavoce del Movimento 5
Stelle, come membro della Commissione antimafia e della Commissione Giustizia,
mi sono occupato costantemente del contrasto alle mafie.
lunedì, luglio 17, 2017
domenica, luglio 16, 2017
CORLEONE, RIFLESSIONE DOPO LA CORREZIONE DELL'ORDINANZA SUGLI ALCOLICI
Vietare ai bar e ai pub la vendita di bevande con un tasso alcolico
superiore al 5% nelle serate dell'Estate Corleonese - come aveva fatto la
Commissione straordinaria del Comune - non era stata per niente una "bella
pensata". E giustamente era esplosa la protesta dei titolari di bar e pub
e di tanti ragazzi. Sembrava (era) un atteggiamento proibizionistico
incredibile e inspiegabile. Ragionevole appariva la sola misura di evitare la
vendita di bibite in bottiglie di vetro o in lattine, come forma di prevenzione. L'integrazione dell'ordinanza, pubblicata qualche ora fa, ci sembra che
chiarisca abbastanza bene la questione. Cade il limite della percentuale di
tasso alcolico, e si chiarisce che il divieto di vendere bottiglie o lattine
non vale all'interno dei locali. I titolari di bar e pub sono giustamente
soddisfatti. Certo, sarebbe stato meglio non si fosse creato l'equivoco, evitando così
infinite ed inutili polemiche. Qualcuno mi ha detto: ma i giovani non possono
fare feste senza alcool? Io non bevo alcolici, ma capisco per tanti altri non è
così. Fare gli ultimi dei proibizionisti a che serve? A chi serve? Ad aizzare
l'opinione pubblica contro i commissari prefettizi, che stanno portando avanti
un difficile lavoro di risanamento (economico, finanziario, etico e sociale)?
Più che di "incendi", in questa rovente estate, abbiamo bisogno di
"acqua"... (dp)
Legami di memoria, in ricordo di Paolo Borsellino
Domani sera, alle 21.00 alla Biblioteca Comunale, con Abraha Yodit, Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo, Rita Borsellino, Maurizio Landini, Vittorio Teresi. E con Teatro Ditirammu e Piero Macaluso. Diritti e accoglienza in terra di mafia: la XXIII edizione di Legami di Memoria.
In che Stato è la mafia?
Palermo,
lunedì 17 luglio 2017 ore 20, presso l'Atrio della Facoltà di
Giurisprudenza (via Maqueda, 172) in occasione dell'anniversario della strage di via d'Amelio avrà
luogo la conferenza “In che Stato è la mafia?”,
organizzato dall'Associazione culturale Falcone e Borsellino in
collaborazione con la Rete Universitaria Mediterranea e ContrariaMente.
A 25 anni
dalla bomba che uccise Paolo Borsellino insieme
agli agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, resta ancora senza volto chi, dietro Cosa
nostra, volle e ordinò l'eliminazione del magistrato a soli 57 giorni dalla
strage di Capaci. Ferite ancora aperte, che non potranno essere sanate fino a
che non sarà data piena risposta a questi interrogativi irrisolti.
Corleone. Un appello dell'Avis: "Martedì venite a donare sangue!"
Carissimi cittadini e soci donatori,
Avis Corleone vi invita a venire presso la sede di via neve, 23 martedì
18/07/17, dalle ore 8,00 alle ore 12,00. Siamo in estate e siamo in emergenza
sangue! Il sangue scarseggia in tutta l'isola, i talassemici e i malati di
leucemia possono morire per la mancanza della loro quotidiana dose di sangue da
trasfondere. Moltissimi interventi di grande delicatezza vengono rimandati a
data da destinarsi, a quando ci saranno scorte di sangue adeguate per numero,
per le quali poter affrontare l'intervento e spesso questa lunga attesa fa sì
che i problemi si aggravano sempre di più con minor possibilità di guarigione.
Venite a donare prima di partire per le vacanze, venite a fare il vostro dovere
di esemplari cittadini sensibili al bisogno di chi soffre.
Frank Sinatra. Quando “The Voice” depistò sulle sue origini
| Frank Sinatra |
GIANNI BONINA
Lercara Friddi. Al concerto dell’87 a Palermo disse che le sue radici erano a Catania,
forse imbarazzato dai natali di Lucky Luciano Ma il certificato di nascita del
padre spazza via ogni dubbio
Quando il 13 giugno 1987 Frank Sinatra disse alla Favorita «Sono siciliano,
mio padre è nato qui» e si fermò un attimo per poi precisare «…a Catania» (confermando
quanto aveva già detto un anno prima a Milano), nessuno pensò a un depistaggio.
In realtà sapeva da almeno dieci anni di essere originario di Lercara Friddi
avendolo confidato a Mino Reitano che voleva con sé negli States e al quale,
parlando in dialetto lercarese, aveva confidato la sua origine. A rivelarlo è
stato nel 2015 il fratello del cantante calabrese sbugiardando così “Frankie”.
Che, temendo ripercussioni sulla sua immagine già compromessa, mentiva per non
apparire compaesano di Lucky Luciano che gli era ben noto. Aveva anche cercato
di accontentarlo convincendo l’amico Dean Martin a interpretarne la parte in un
film che fu poi bocciato dalle “famiglie”. E mentì al punto da dire di voler
cominciare il nuovo tour italiano da Palermo perché vi era nato il padre,
dimenticando che aveva già autorizzato una biografia ufficiale sulle sue
origini etnee.
“I Siciliani sono un popolo di combattenti”. Parola del filosofo Karl Marx
| Karl Marx |
SALVATORE FERLITA
Nel 1860 l’elogio sul “New York Tribune” firmato dal filosofo tedesco la
cui opera, “Il Capitale”, compie 150 anni La cavalcata lungo la storia delle
dominazioni e l’auspicio di un futuro di libertà
A leggere per primi in Italia il “Capitale” di Karl Marx furono, guarda
caso, i siciliani. Siamo nel 1873, il primo libro dell’opera monumentale del
filosofo ed economista tedesco è uscito da sei anni: il palermitano Giuseppe di
Menza, membro della rivista “Scienze morali e politiche” e dell’Accademia di
Scienze di Palermo, dà forma a un saggio pioneristico sul “Capitale”, facendo
riferimento a fonti indirette, e lo intitola “Evoluzione del socialismo. Carlo
Marx e le sue dottrine”. Trascorsi oggi centocinquant’anni dalla pubblicazione del testo chiave del
marxismo, sono tante le iniziative in calendario: a Palermo è stato l’economista
Riccardo Bellofiore dell’università di Bergamo a pronunciarsi sull’attualità
dell’opera all’Istituto Gramsci, Ma la ricorrenza offre l’opportunità di
mettere in luce il rapporto intrinseco che lega Marx all’Isola.
Morto l’ex abate Franzoni: fu ridotto a laico dalla Chiesa quando annunciò il voto al Pci
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| Dom Giovanni Franzoni |
È
MORTO il 13 luglio a Canneto (Rieti) Giovanni Franzoni, classe 1928, ex abate
benedettino della basilica di San Paolo fuori le mura a Roma, uno dei simboli
del cattolicesimo progressista degli anni 60-70, che fu punito con la riduzione
allo stato laicale dalla Chiesa, quando Paolo VI all’epilogo del proprio
pontificato si preoccupò di frenare le spinte conciliari. Della morte
di “Dom” Franzoni dà notizia Luigi Sandri, giornalista e scrittore della
Comunità di base di San Paolo fondata dallo stesso Franzoni. Eletto nel 1964 abate di San Paolo, Franzoni partecipò, in quante
tale, alle ultime due sessioni del Concilio Vaticano II. Nel post-concilio si
impegnò sia per l’attuazione della riforma liturgica sia per favorire un
impegno sociale dei cristiani alla luce del Concilio. Si impegnò anche sul
fronte dei problemi internazionali in particolare battendosi per chiedere la pace
per il Vietnam. Nel 1970 scrisse una lettera aperta all’allora Presidente della
Repubblica Giuseppe Saragat perché la festa del 2 giugno non fosse
caratterizzata dalla presenza eccessiva delle armi ma da rappresentanti dalla
società civile.
giovedì, luglio 13, 2017
Corleone. Gli studenti dell’Istituto Professionale per l’Agricoltura, in alternanza scuola-lavoro, contribuiscono alla cura del verde della Villa Comunale
| La "squadra"... |
Grazie ad un progetto di alternanza
scuola-lavoro, proposto in convenzione tra l’Istituto di Istruzione Secondaria
Superiore “Don Calogero Di Vincenti” e l’Amministrazione Comunale, da qualche
giorno tredici giovani studenti dell’Istituto Professionale per l’Agricoltura
affiancano i dipendenti comunali negli interventi di manutenzione del verde
pubblico alla Villa Comunale. La Commissione Straordinaria manifesta pieno
apprezzamento per la volenterosa collaborazione e ringrazia il Dirigente
Scolastico ed il corpo docente dell’Istituto “Di Vincenti” per la lodevole
iniziativa che denota sensibile attenzione verso la propria città. Con il
medesimo intento, sono in corso proficue interlocuzioni per la prossima
attivazione di altri progetti di alternanza scuola-lavoro con l’Amministrazione
Comunale che vedranno coinvolti anche gli studenti dell’Alberghiero, del
Tecnico per Geometri, del Tecnico Commerciale e del Liceo Linguistico, in
attività di vari settori ma tutte volte a beneficio della collettività e della
cura del bene comune.
LA COMMISSIONE STRAORDINARIA
mercoledì, luglio 12, 2017
Quella mafiosità che non si arrende
ATTILIO BOLZONI
È una mafiosità che sopravvive di simboli. È un risentimento antico che si
tramanda generazione dopo generazione, è sempre mafia ma senza più mafiosi in
carne ed ossa che mettono terrore e che comandano. Nelle periferie miserabili e
cenciose di Palermo ma anche nel cuore della città ricca spezzano busti di
marmo e bruciano foto di Giovanni Falcone. La repressione poliziesca e
giudiziaria ha travolto venticinque anni dopo quella mafia rozza e violenta —
ce n’è già un’altra molto più profumata, nascosta e politicamente corretta — ma
la rivoluzione civile e culturale ha trascinato con sé solo una piccola parte
di popolazione.
martedì, luglio 11, 2017
Ricerche del Museo di Corleone: nuove scoperte archeologiche sull’evoluzione umana in Congo
***
Questo argomento scientifico è molto delicato
perché dopo nove anni di ricerche svolte nella Repubblica Democratica del
Congo, soprattutto attraverso i reperti conservati (molto bel conservati)
presso l’Istituto dei Musei Nazionali (equiparata ad una nostra Soprintendenza
Culturale), sono stati evidenziati molti dati inediti e prorompenti che
obbligano il mondo scientifico a rivedere il panorama scientifico riferito
all’origine ed evoluzione dell’uomo.
Sarà presentato il 13 luglio il progetto “Un Centro fisso per la Vita”, realizzato dall’Avis di Corleone con il contributo di Unicredit
CORLEONE - Sarà presentato alle ore 10,30 di giovedì 13
luglio, in piazza Falcone e Borsellino a Corleone, il progetto “Un Centro Fisso per la Vita”,
promosso dall’Avis di Corleone col contributo di Unicredit. Sono previsti gli intervenuti
di Enza Crapisi, Presidente dell’AVIS di Corleone, di Giovanna Termini, Rosanna Mallemi e Maria Cacciola, componenti della Commissione Straordinaria che amministra il Comune
di Corleone, di Salvatore Mandarà,
Presidente dell’AVIS regionale, Salvatore
Calafiore, Presidente dell’AVIS provinciale, e per UniCredit di Antonino Portelli, Responsabile Area Retail Palermo Sud, e Francesco Vizzini, direttore filiale
Corleone. Grazie al contributo economico di UniCredit, l’Avis di Corleone ha
potuto acquistare un’autovettura per il trasporto del sangue, un defibrillatore
e una frigo-emoteca per la realizzazione del progetto “Un Centro Fisso Per la
Vita”.
Bruciato cartellone con immagine Falcone, la conferma di una regia
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| Giovanni Falcone |
Non
solo il busto decapitato di Giovanni Falcone nella scuola Pensabene di Palermo.
C’è dell’altro che conferma il sospetto di una “regia” piuttosto che di
semplici ragazzate. Ancora un atto di vandalismo oggi, a Palermo, contro
un’immagine del giudice Giovanni Falcone. Ignoti hanno bruciato un cartellone
con un’immagine del giudice posizionato davanti i cancelli della scuola Alcide
De Gasperi e che faceva parte di un gruppo di altri cartelloni che erano
stati realizzati nei giorni scorsi dagli studenti della scuola. Sempre
oggi alla scuola Falcone del quartiere Zen la statua del giudice è stata
decapitata. “Un atto da
parte di chi tenta selvaggiamente di opporsi all’irreversibile
cambiamento culturale e alla sempre più efficace opera di repressione a
cui non si rassegna – ha commentato il sindaco Leoluca Orlando – A
Palermo dove il cambiamento è stato forte ed irreversibile questi
comportamenti confermano che c’è ancora molto fare ma che siamo davanti a
un fenomeno che dimostra il nervosismo di ambienti arroganti e mafiosi
che non si rassegnano all’inevitabile sconfitta”.
in Sicilia sono 1798 i disabili gravissimi, e 1271 i mandati di pagamento
Sono 1798, in
Sicilia, i disabili gravissimi che hanno diritto agli assegni
erogati dalla Regione e, ad oggi, sono 1271 i mandati di pagamento
emessi, di cui 183 pronti ad essere erogati dalle banche. A fornire un
resoconto della situazione è la presidenza della Regione siciliana. Nel
dettaglio, la provincia con più aventi diritto è Palermo – 373 – e sono 341 i
mandati di pagamento emessi. All’Asp di Catania sono 259 gli aventi
diritto e 183 i mandati già in banca, mentre a Messina sono 238 i disabili a
fronte di 200 mandati emessi. Solo 37 i mandati emessi a Trapani su 226
aventi diritto e all’Asp di Agrigento sono 189 i disabili gravissimi e 183 i
mandati di pagamento emessi. A Caltanissetta, Enna e Ragusa manca un solo
mandato di pagamento su tutti gli aventi diritto, mentre a Siracusa per
tutti i 120 disabili gravissimi sono in procinto di ricevere l’assegno.
Un piccolo primato lo registra il Distretto Sanitario 40 di Corleone: ha già
liquidato tutti gli assegni ai disabili gravissimi del suo territorio. (Man/AdnKronos)
OK del Consiglio dei Ministri alla legge di stabilità Sicilia, stato di calamità per la provincia di Ragusa e per Marineo
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| Palazzo Chigi, sede del governo |
Il Consiglio dei
ministri, su proposta del ministro per gli affari regionali Enrico Costa, ha
esaminato venti leggi regionali, deliberando di non impugnare la legge della
Regione Siciliana n. 8 del 09/05/2017, recante “Disposizioni programmatiche e
correttive per l’anno 2017. Legge di stabilita’ regionale”; legge della Regione
Siciliana n. 9 del 09/05/2017, recante “Bilancio di previsione della Regione
Siciliana per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio
2017-2019”.
lunedì, luglio 10, 2017
Ci scrive Vincenzo Rizzotto: "A Proposito di sportello Amap..."
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| L'Amap a Corleone assicura appena due ore di sportello ogni settimana |
Carissimo
direttore ti scrivo per manifestare un disagio insistente nella nostra comunità
e nel comprensorio corleonese. Stamane mi sono recato presso
lo "Sportello AMAP" di Corleone per presentare istanza di allaccio di
un contatore d'acqua presso una mia abitazione. L'addetto prima di aprire il
portone ci informa che lui alle12,00 se ne sarebbe andato, erano già le 10,15.
Delle circa 20 persone sottoscritte in una lista improvvisata
affissa al portone soltanto in sette hanno beneficiato del suo illuminato
intervento, tutti glia altri siamo stati rimandati ad altri appuntamenti,
auguri e buona fortuna.
Ho letto negli occhi degli astanti il disagio soprattutto negli
utenti dei paesi viciniori, che si dovranno sobbarcare di altre spese ed
ulteriore disagio per trovare un altro lunedì da poter dedicare alla questione.Vorrei
tralasciare, ma non posso, di descrivere dettagliatamente anche i locali, che
all'ingresso si sono presentati sporchi e persino con penne di volatili, per
non parlare del confort offerto, quattro sedie fatiscenti riciclate da qualche
discarica pubblica. Per sintetizzare veramente chiedo a "Città
Nuove" che a oggi rappresenta l'unica voce a disposizione dei cittadini
del corleonese di voler rappresentare alla commissione straordinaria
l'inefficacia del servizio offerto dall'AMAP e di intervenire per alleviare il
disservizio che a quanto pare insiste da tempo. Grazie
Vincenzo Rizzotto - Corleone***
Caro Enzo, in effetti solo due ore di servizio di sportello per Corleone e i comuni della zona che fruiscono della gestione Amap sono davvero pochi. Gireremo la tua lettera alla Commissione straordinaria, che sicuramente interverranno per provare a migliorare il servizio (dp).
M5S Cancelleri candidato presidente, Moscarelli candidato all'Ars, giù i tre corleonesi
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| Giancarlo Cancelleri candidato alla presidenza della Regione Sicilia |
COME PREVISTO, CANCELLERI CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE. PUBBLICHIAMO I VOTI DI TUTTI I CANDIDATI ALLA PRESIDENZA E DI TUTTI I CANDIDATI AL PARLAMENTO REGIONALE DELLA PROVINCIA DI PALERMO. AL 7° POSTO MOSCARELLI CON 41 VOTI, MOLTO PIU' GIU' I CORLEONESI IANNAZZO (4 VOTI), PROVENZANO (3 VOTI) E CARONIA ANGITTA (2 VOTI)
E’ Giancarlo Cancelleri il candidato governatore della Regione Siciliana per il Movimento 5 Stelle, in vista delle elezioni regionali del 5 novembre. A svelarlo, dal palco del Castello a mare di Palermo, e’ stato il leader Beppe Grillo. Cancelleri e’ stato scelto dagli attivisti pentastellati al termine della votazione online sulla piattaforma Rousseau. A votare sono stati in 4.350.
E’ Giancarlo Cancelleri il candidato governatore della Regione Siciliana per il Movimento 5 Stelle, in vista delle elezioni regionali del 5 novembre. A svelarlo, dal palco del Castello a mare di Palermo, e’ stato il leader Beppe Grillo. Cancelleri e’ stato scelto dagli attivisti pentastellati al termine della votazione online sulla piattaforma Rousseau. A votare sono stati in 4.350.
UN SUCCESSO “ASP IN PIAZZA “ A LAMPEDUSA: EFFETTUATE 335 PRESTAZIONI
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| Asp in piazza a Lampedusa |
DOPO LA PAUSA ESTIVA, I CAMPER DEGLI SCREENING SARANNO IL 5 SETTEMBRE A
CINISI
LAMPEDUSA 10 LUGLIO 2017 – Due giorni intensi con un flusso continuo di
utenti che sono saliti a bordo dei camper della prevenzione per sottoporsi ad
esami e visite. Dopo le cinque iniziative in provincia di Palermo (Contessa
Entellina, Villafrati, Sciara, Collesano ed Alimena) “Asp in Piazza” ha fatto
tappa nelle Pelagie montando il “villaggio della salute”, prima a Linosa e poi
per due giorni a Lampedusa. “Abbiamo risposto sia all’appello della gente
delle Pelagie, sia a quello dell’Associazione OcchiBlu che ci ha chiesto di
inserire l’Asp in Piazza nell’ambito delle iniziative organizzate in occasione
di Lampedus’Amore – ha spiegato il direttore generale dell’Azienda sanitaria
provinciale di Palermo, Antonio Candela – medici ed operatori hanno lavorato
intensamente per offrire un servizio che rimane unico, nel suo modello
organizzativo itinerante, in Italia. Il gran caldo non ha ostacolato l’attività
e l’altissimo numero di visite ed esami testimoniano che i cittadini conoscono
i programmi di screening e aderiscono ormai in massa alla nostra proposta”.
domenica, luglio 09, 2017
Minacciato il cronista Salvo Palazzolo, la solidarietà di Repubblica
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| Il Tribunale di Palermo |
PALERMO. Minacce al giudice Nicola Aiello, che sta processando 40 boss del Borgo
Vecchio, e al cronista di Repubblica Salvo Palazzolo, che sta raccontando
l’ultimo caso giudiziario che preoccupa l’antimafia. Nonostante gli arresti,
infatti, c’è grande fibrillazione nel clan che opera nel centro città, dopo la
scarcerazione di alcuni vecchi mafiosi, uno di loro è stato ucciso alla vigilia
dell’anniversario della strage di Capaci. Ieri mattina, una lettera anonima con
le minacce è stata recapitata nella redazione palermitana di Repubblica. «Diteci a quel crasto di Salvo Palazzolo di finirla cu Borgo Vecchio e a
quell’altro cornuto del suo amico Nicola Aiello diteci di tenersi basso a
settembre, asinnò l’abbassamo noi». A settembre è prevista la sentenza di
Aiello contro i mafiosi dei Borgo. Tre giorni fa, era già scattata l’allerta
attorno al gup che sta presiedendo il rito abbreviato: qualcuno aveva disegnato
una croce sulla porta dell’ufficio del giudice, al secondo piano del nuovo
tribunale. Un’indagine è stata avviata dalla procura di Caltanissetta, misure
di sicurezza sono chieste dalla procura generale per il magistrato.
Caso Contrada, il concorso esterno e la ''revoca che non c'è''
| Bruno Contrada |
di Giorgio Bongiovanni
e Aaron Pettinari
Di
Matteo: “I fatti restano fatti. Provati i rapporti di collusione con la mafia”
“La Corte di Cassazione ha revocato la condanna a 10 anni inflitta
all'ex n. 3 del Sisde Bruno Contrada, accusato di concorso in
associazione mafiosa. I giudici romani hanno accolto il ricorso del legale di
Contrada, Stefano Giordano, che aveva impugnato il provvedimento
con cui la Corte d'appello di Palermo aveva dichiarato inammissibile la sua
richiesta di incidente di esecuzione”. Ecco uno stralcio dei
lanci di agenzia che questa mattina i principali quotidiani, telegiornali e
siti hanno ribattuto dando voce “all’innocenza” di un ex funzionario di polizia
che da 25 anni sarebbe perseguitato dalla magistratura. In realtà, però, nel
dispositivo della Cassazione non vi è alcun riferimento alla revoca della
sentenza divenuta definitiva nel 2007 ma si dichiara la stessa “ineseguibile e improduttiva di effetti penali la sentenza di
condanna”. Un dettaglio non da poco se si considera che
l’ordinamento giuridico prevede la revoca di una sentenza per intervenuta
depenalizzazione del fatto di reato (e non è questo il caso) oppure dopo una
revisione del processo (che non c’è stata). Un punto, quello della
revisione, che era stato affrontato appena un anno fa proprio dalla Suprema
Corte
Vi spiego cos'è il concorso esterno in associazione mafiosa
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| Falcone e Borsellino |
MARCO MORANA*
In realtà tutto nasce da un errore di
due giuristi che nell'opposizione al ricorso presentato da Contrada alla Corte
di giustizia europea hanno scritto che il concorso esterno in associazione
mafiosa è una "creazione giuridica", in realtà non è una creazione
giuridica, non potrebbe essere, è la semplice applicazione del concorso in reato
al 416 bis. Il concorso in reato si applica a tutti i reati, quindi anche
all'associazione mafiosa anche se uno non ne fa parte. E' tutta qui la storia,
la Corte europea ha creduto che quel reato prima del 1994 non esisteva, ma non
è così. Non c'è stata una pronuncia sui fatti commessi da Contrada, non c'è stato
un processo di revisione. Semplicemente secondo la Corte di Giustzia europea
prima del 1994 non si poteva parlare di concorso esterno. ma questo è stato un
abbaglio, perchè in realtà il concorso esterno esisteva eccome, perchè è la
semplice applicazione di regole del codice penale. E' stata una intuizione di
Falcone applicare l'articolo 110 c.p.,( cioè il concorso in reato) anche
all'associazione mafiosa . Semplicissimo, Due giuristi nell'opporsi al ricorso
presentato da Contrada hanno parlato di "creazione giuridica" ed è
stato un autogoal primo perchè non è vero, secondo perchè non esiste
inventaersi un reato con una creazione giuridica. Da lì è scaturita questa
pronuncia che non va a toccare minimamente i fatti accertati in giudizio.
Bisacquino. Frank Capra, il regista di Hollywood mai amato dal suo paese
| Frank Capra a Bisacquino nel 1977 |
GIANNI BONINA
Gli zii d’America / Frank Capra. I concittadini gli rimproveravano di avere rinnegato le origini e lo
trattarono sempre con diffidenza. Il viaggio segreto per rivedere la casa
natale e la donna misteriosa della sua infanzia
A 80 ANNI meno un mese e dieci giorni Frank Capra tornò a Bisacquino,
14 anni dopo il suo viaggio a Roma dove si era fatto intervistare
contraddicendosi bellamente. Prima aveva detto «Ho una moglie inglese che non
cucina italiano e perciò devo cambiare moglie» e poi «La differenza tra il
cinema americano e quello italiano è che in America facciamo più soldi»:
dichiarandosi da un lato legato all’Italia e da un altro decisamente americano,
motivo per cui a Bisacquino non avevano gradito che, trovandosi a Roma, non avesse
pensato di rivedere il suo piccolo paese.
MAFIA IN GERMANIA. LA GIORNALISTA PETRA RESKI E OSSIGENO SULLA F.A.Z.
di ANDREAS ROSSMANN
Imparare dalla mafia significa imparare a tacere. Una giornalista d’inchiesta intimidita e piantata in asso dal settimanale Der Freitag: il caso Petra Reski è per vari aspetti insolito
Chi scrive sulla mafia, lo fa “a proprio rischio e pericolo”, dice il giornalista italiano Alberto Spampinato. Questo siciliano sa di cosa parla: da quando suo fratello Giovanni nel 1972, all’epoca venticinquenne, e corrispondente dalla sua città natale, Ragusa, del quotidiano palermitano L’Ora, fu assassinato da Cosa Nostra, questo tema non gli dà pace. Nel 2009 ha pubblicato un libro su suo fratello, scritto in prima persona. L’anno prima Spampinato, che ha lavorato a lungo a Roma per l’agenzia di stampa Ansa, ha dato vita al progetto “Ossigeno per l’informazione”, una sorta di “Osservatorio sui diritti umani” per i giornalisti. Dal giorno della sua fondazione, “Ossigeno” ha documentato un numero crescente di casi, e non solo nel Sud Italia: nel 2009 sono stati 91, nel 2016 più di quattrocento.
Imparare dalla mafia significa imparare a tacere. Una giornalista d’inchiesta intimidita e piantata in asso dal settimanale Der Freitag: il caso Petra Reski è per vari aspetti insolito
Chi scrive sulla mafia, lo fa “a proprio rischio e pericolo”, dice il giornalista italiano Alberto Spampinato. Questo siciliano sa di cosa parla: da quando suo fratello Giovanni nel 1972, all’epoca venticinquenne, e corrispondente dalla sua città natale, Ragusa, del quotidiano palermitano L’Ora, fu assassinato da Cosa Nostra, questo tema non gli dà pace. Nel 2009 ha pubblicato un libro su suo fratello, scritto in prima persona. L’anno prima Spampinato, che ha lavorato a lungo a Roma per l’agenzia di stampa Ansa, ha dato vita al progetto “Ossigeno per l’informazione”, una sorta di “Osservatorio sui diritti umani” per i giornalisti. Dal giorno della sua fondazione, “Ossigeno” ha documentato un numero crescente di casi, e non solo nel Sud Italia: nel 2009 sono stati 91, nel 2016 più di quattrocento.
Francesco: “Il mio grido al G20. No ad alleanze contro i migranti”
EUGENIO SCALFARI
Intervista con il Papa: non fermate i poveri. L’Europa non dimentichi il suo colonialismo
GIOVEDÌ scorso, cioè l’altro ieri, ho ricevuto una telefonata da Papa
Francesco. Era circa mezzogiorno e io ero al giornale, quando è squillato il
mio telefono e una voce mi ha salutato: era di sua Santità. L’ho riconosciuta
subito e ho risposto: Papa Francesco, mi fa felice sentirla. «Volevo notizie
sulla sua salute. Sta bene? Si sente bene? Mi hanno detto che qualche settimana
fa lei non ha scritto il suo articolo domenicale, ma poi vedo che ha
ripreso».
venerdì, luglio 07, 2017
Amianto, una strage silenziosa che continua
A Palermo il picco: 364 casi
in otto anni, dal 1998 al 2015, a Catania 247, a Siracusa 201. Se ne parla oggi
con la Cgil al Teatro Santa Cecilia: dopo il dibattito, la lettura di alcuni
testi di “Eternity”, spettacolo teatrale di denuncia sull’amianto
Palermo 7 luglio 2017 – Sono 1361 i casi di mesotelioma registrati in
Sicilia dal 1998 al 2015. Di questi, 1049 sono casi certi, 61 sono mesotelioma
probabili e 232 mesotelioma possibili. Il picco, si è registrato nel 2010-2011,
con 98 e 97 casi, Nel periodo 1998-2014 la provincia che ha avuto maggiori
insorgenze di mesotelioma – come rileva il Registro siciliano dei mesoteliomi
dell'assessorato alla salute, che sta terminando di definire il dato relativo
al 2015 - è stata quella di Palermo, con 364 casi, seguita da Catania e
Siracusa, con 247 e 201 casi. Le province con il più altro tasso di incidenza sono quelle in cui sono più
numerosi gli insediamenti industriali. La grande maggioranza di casi, 1017,
riguarda il sesso maschile mentre 303 casi (il 23 per cento) si sono registrati
tra le donne. Sia nei maschi che nelle femmine la fascia di età in cui è più
frequente la diagnosi è tra i 70 e i 79 anni. Due terzi dei casi viene
diagnosticato fra i 60 e i 79 anni. Il tasso di incidenza media del mesotelioma
in Sicilia è di 1,55 su 100 mila abitanti (2,47 nel sesso maschile e 0,69 nel
sesso femminile).
Giudice minacciato a Palermo. Nel suo ufficio il videocontrollo è ko
ROMINA MARCECA
Una croce è stata disegnata sulla porta di Nicola
Aiello La telecamera è guasta, il ministero chiede chiarimenti
Una croce nera disegnata con un pennarello sulla porta della stanza del
giudice Nicola Aiello. Un segnale inquietante lanciato al magistrato che
deciderà se condannare o meno una quarantina di boss del clan Porta Nuova. Un
gesto che apre uno squarcio sull’inviolabilità del palazzo di giustizia di
Palermo, uno dei più blindati d’Italia, e che dovrebbe essere uno dei tempi
della sicurezza. Intanto, il ministero della Giustizia annuncia una verifica su
eventuali falle.
LA SICUREZZA
Domani il ricordo dei fatti dell'8 luglio del 1960 a Palermo. Corteo e commemorazione
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| I funerali di Francesco Vella e Andrea Gancitano |
Palermo 6
luglio – Sabato 8 luglio la Fillea, la Cgil Palermo e l'Anpi
ricordano i fatti che sconvolsero Palermo l'8 luglio del 1960 e che costarono
la vita, tra gli altri, a due edili palermitani, Andrea Gancitano, di 19 anni,
e Francesco Vella, 49 anni, dirigente sindacale della Fillea, uccisi entrambi a
colpi d'arma da fuoco. Durante quello che sarebbe dovuto essere uno
sciopero pacifico, 4 persone persero la vita, 36 rimasero ferite dai colpi di
arma da fuoco, 370 manifestanti furono fermati e 71 arrestati.
Alle ore
8,30 la
Cgil in deporrà una corona d'alloro e percorrerà in corteo i punti dove caddero
le vittime, nel tragitto tra via Spinuzza (angolo Teatro Massimo), in via Bari
e in via Celso, dove i due edili saranno ricordati con una commemorazione .
Interverranno il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo, il segretario
generale della Fillea Cgil Palermo Francesco Piastra e l'associazione nazionale
partigiani di Palermo.
Codice Antimafia, «la direzione è quella giusta»
Massafra
(Cgil): “Bene l'approvazione, anche se ci saremmo aspettati dalla politica
maggiore coraggio. Adesso alla Camera va messo un punto con il via libera
definitivo a un testo che aspettiamo da cinque anni”
La riforma del Codice Antimafia è passata oggi (6
luglio) al Senato con 129 sì, 56 no e 30 astenuti. Il testo, definito
“strategico” per la maggioranza dal capogruppo Pd Luigi Zanda ora però dovrà
tornare alla Camera, dove probabilmente subirà ulteriori modifiche. La riforma
ha iniziato il suo percorso cinque anni fa, quando Cgil Libera, Avviso
Pubblico, Arci, Centro Studi Pio La Torre, Sos impresa e Acli hanno raccolto le
firme per la legge di iniziativa popolare ‘Io Riattivo il Lavoro’.
Beni confiscati: Cgil, no a soppressione sede Palermo
"La soppressione delle sede palermitana
dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità
organizzata sarebbe un'assurdità. La gestione di questi beni diverrebbe
più complessa, ci sarebbero più difficoltà su tutti i fronti anche su quello dei
lavoratori coinvolti". Lo dicono Mimma Argurio, della
segreteria della Cgil Sicilia e Mario Ridulfo, della segreteria della
Camera del lavoro di Palermo anticipando che "la Cgil metterà in
campo iniziative a tappeto, a partire dal pressing sul Ministero
dell'Interno, per evitare che si perpetri questo scippo".
giovedì, luglio 06, 2017
Alle "regionarie" del M5S partecipano ben tre corleonesi, ma conquista la candidatura Moscarelli
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| Angelo Moscarelli, candidato alle regionali |
Ecco cosa scrive
in un post di oggi su Facebook “Il Grillo di Corleone”: “Tanta soddisfazione ed un grande
in bocca al lupo ad ANGELO MOSCARELLI che da oggi è ufficialmente un candidato
alle Regionali Siciliane! Ci auguriamo che venga sostenuto con impegno anche
dai 3 corleonesi Aurelio Caronia, Ignazio Iannazzo e Massimo Provenzano che, in
sordina, hanno partecipato alle regionarie con grande stupore di noi tutti
visto che non hanno mai partecipato/mostrato interesse per il M5S. Insieme, con
Partecipazione, Onestà e Voglia di fare possiamo cambiare la nostra terra!”.
Un breve post e apprendiamo che, insieme ad Angelo Moscarelli, ben tre
corleonesi hanno partecipato alle “regionarie” del M5S, sconosciuti (politicamente)
agli stessi attivisti M5S (“non hanno mai partecipato/mostrato interesse per il
M5S”, scrivono), ma (per motivi diversi) abbastanza noti in paese. Caronia, per
esempio, fino a qualche anno fa è stato molto vicino al Pd. Adesso comunica in
un post di essere “iscritto al movimento dal 2012” e che “la mancata
partecipazione a qualsiasi gruppo locale è da ritenersi semplicemente una
scelta personale...”. Ignazio Iannazzo è...
mercoledì, luglio 05, 2017
"PERCHE’ HO SCELTO DI FARE IL MAESTRO ELEMENTARE..."
Una
intervista a Franco Lorenzoni di Daniele Novara, apparsa sulla rivista
“Conflitti”.
1)
Da dove nasce la tua scelta di fare il maestro elementare? Come sei arrivato a
una professione che oggi gli uomini tendono a snobbare?
Da
ragazzo facevo politica credendoci con tutto me stesso. Avevo 15 anni nel 1968,
quando in molti pensavamo di poter rovesciare il mondo. Entrai a “Lotta
continua” e il 25 aprile del 1974, quando scoppiò la rivoluzione dei garofani,
sono partito immediatamente per Lisbona, dove sono rimasto quasi due anni
lavorando come corrispondente per il nostro giornale. Ho partecipato a tutte le
fasi di quella straordinaria rivoluzione pacifica che ha liberato il Portogallo
da 48 anni di fascismo, convincendo mio padre che quella era la mia università,
così non mi sono mai laureato. Quando la sinistra rivoluzionaria entrò in crisi
e precipitammo negli anni bui del terrorismo ero smarrito ed ebbi la fortuna di
incontrare per caso un amico che stava facendo la maturità magistrale per
diventare maestro. La feci anch’io senza troppa convinzione, ma ebbi la
straordinaria fortuna di incontrare il gruppo romano del Movimento di
Cooperazione Educativa, che è stato il luogo a cui devo tutto, riguardo alla
mia formazione come maestro. Il MCE mi attrasse perché era a suo modo anche
quello un gruppo rivoluzionario. Si trattava tuttavia di una rivoluzione più
sottile, concreta, corporea, al tempo stesso intima e sociale. Nel territorio
dell’educazione, infatti, è evidente che se hai il desiderio di aiutare a
crescere e tentare di aprire nuove strade agli altri, ai più piccoli, devi
innanzitutto metterti in gioco e provare a conoscere qualcosa di più di te
stesso. Ed è un processo lungo, che non finisce mai.
QUEL CHE VORREMMO SENTIR DIRE DA RIINA
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| Il boss mafioso Totò Riina |
PIPPO RUSSO
L’ULTIMA è la richiesta del bonus bebè da parte della piccola di casa
Riina, Lucia. In realtà, nel giro di circa un anno abbiamo avuto a che fare
ripetutamente, nostro malgrado, con vicende della famiglia Riina e non per
ragioni giudiziarie, quelle le conosciamo benissimo e riguardano Totò “u curtu”
e i suoi due figli maschi, Giovanni condannato all’ergastolo per quattro
omicidi e Salvo che ha scontato una pena di otto anni e dieci mesi per
associazione mafiosa. No, si tratta di eventi di diversa natura che hanno scatenato
puntualmente polemiche e sconcerto. Cominciamo — ricordate? — con il libro di
Salvo Riina junior dall’accattivante titolo “Riina family life”, un tentativo
audace di dipingere la sua famiglia come un gentile focolare domestico animato
da sani valori della tradizione e da solidi principi cattolici. Il novello
scrittore fu invitato a “Porta a porta” da Bruno Vespa con conseguente acceso
dibattito sull’opportunità di offrirgli la tv di Stato come palcoscenico e
cassa di risonanza.
Avis Corleone, un centro fisso per la vita!
L'Avis
di Corleone è lieta di invitarvi il 13/07/2017 alle ore 10.30 presso Piazza
Falcone e Borsellino a Corleone in occasione dell'inaugurazione
dell'autovettura e dei beni che abbiamo potuto acquistare grazie al contributo
donatoci da UNICREDIT nell'ambito del progetto Carta Etica 2016 "Un centro
Fisso per la Vita".
Per l'occasione interverranno: Enza Crapisi, Presidente Avis Comunale di Corleone; i commissari Giovanna Termini, Rosanna Mallemi e Maria Cacciola, componenti della Commissione Straordinaria Corleone; Dino Paternostro, Direttore "Città Nuove" Corleone; Salvatore Mandarà, Presidente Avis Regionale; Salvatore CalafIore, Presidente Avis Provinciale; Antonino Portelli, Responsabile Area Retail Palermo Sud UNICREDIT; Francesco Vizzini, Direttore UNICREDIT Corleone.Dopo la cerimonia di inaugurazione, l'Avis ringrazierà gli intervenuti presso la propria sede in via Neve 23 con un piccolo rinfresco.Vi aspettiamo numerosi
Per l'occasione interverranno: Enza Crapisi, Presidente Avis Comunale di Corleone; i commissari Giovanna Termini, Rosanna Mallemi e Maria Cacciola, componenti della Commissione Straordinaria Corleone; Dino Paternostro, Direttore "Città Nuove" Corleone; Salvatore Mandarà, Presidente Avis Regionale; Salvatore CalafIore, Presidente Avis Provinciale; Antonino Portelli, Responsabile Area Retail Palermo Sud UNICREDIT; Francesco Vizzini, Direttore UNICREDIT Corleone.Dopo la cerimonia di inaugurazione, l'Avis ringrazierà gli intervenuti presso la propria sede in via Neve 23 con un piccolo rinfresco.Vi aspettiamo numerosi
Il Presidente
Enza Crapisi
Enza Crapisi
Sicilia, stravincono i sindaci operosi dai piccoli ai grandi comuni
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| Bisacquino, un caratteristico arco |
di Ferdinando Russo
I Sindaci operosi in Sicilia stravincono e dai piccoli e grandi comuni riparte il recupero della partecipazione alla vita civile e politica, lento ad essere percepito universalmente dai cittadini, per amministrare il bene comune a servizio di tutti i bisogni delle città, dei comuni, grandi e piccoli, dei borghi dalla eccellente bellezza. La vittoria di Orlando, il sindaco di Palermo, che è stato riconfermato senza i rischi prevedibili del ballottaggio, oscura i commenti sul voto siciliano, anche se conferma il valore e le fiducia conquistati dai sindaci operosi. Porgiamo gli auguri alla città ed al Sindaco di Palermo ed ai sindaci eletti prima e con il ballottaggio , con l’invito a procedere raccogliendo, le proposte, che nel clima talora arroventato, le parti presenti alle competizioni hanno avanzato nelle elezioni dell’11 giugno ed in quelle del 25 nel ballottaggio. Per la contrastata riconferma da parte dei votanti Orlando, sindaco del capoluogo della Regione, non dovrà infatti, dimenticare le numerose liste ed i candidati a sindaco, da Fabrizio Ferrandelli, a Ugo Forello, Ismaele La Vardera, Nadia Spallitta e Ciro Lo Monte, che proponendosi come alternativi con loro programmi, hanno presentato bisogni negati, disattesi, nel settore dei servizi, della casa, nel lavoro dei tantissimi disoccupati, nel recupero dei beni culturali, nella difesa dell’ambiente e del paesaggio, nella fruizione di tutte le risorse (spazi, chiese palazzi,ville palestre, campi, scuole), delle identità territoriali ove mare, spiagge, monti si inseguono.
I Sindaci operosi in Sicilia stravincono e dai piccoli e grandi comuni riparte il recupero della partecipazione alla vita civile e politica, lento ad essere percepito universalmente dai cittadini, per amministrare il bene comune a servizio di tutti i bisogni delle città, dei comuni, grandi e piccoli, dei borghi dalla eccellente bellezza. La vittoria di Orlando, il sindaco di Palermo, che è stato riconfermato senza i rischi prevedibili del ballottaggio, oscura i commenti sul voto siciliano, anche se conferma il valore e le fiducia conquistati dai sindaci operosi. Porgiamo gli auguri alla città ed al Sindaco di Palermo ed ai sindaci eletti prima e con il ballottaggio , con l’invito a procedere raccogliendo, le proposte, che nel clima talora arroventato, le parti presenti alle competizioni hanno avanzato nelle elezioni dell’11 giugno ed in quelle del 25 nel ballottaggio. Per la contrastata riconferma da parte dei votanti Orlando, sindaco del capoluogo della Regione, non dovrà infatti, dimenticare le numerose liste ed i candidati a sindaco, da Fabrizio Ferrandelli, a Ugo Forello, Ismaele La Vardera, Nadia Spallitta e Ciro Lo Monte, che proponendosi come alternativi con loro programmi, hanno presentato bisogni negati, disattesi, nel settore dei servizi, della casa, nel lavoro dei tantissimi disoccupati, nel recupero dei beni culturali, nella difesa dell’ambiente e del paesaggio, nella fruizione di tutte le risorse (spazi, chiese palazzi,ville palestre, campi, scuole), delle identità territoriali ove mare, spiagge, monti si inseguono.
domenica, luglio 02, 2017
L'OPINIONE. Charlie? Anche questa è vita, bella, preziosa e utile per te ma anche per chi ti ama
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| Il piccolo Charlie Gard con i suoi genitori |
di PATRIZIA GARIFFO
In questi giorni ho letto tanti post e
commenti (alcuni commenti li ho scritti anch'io) sulla storia di Charlie. In
particolare, grazie al bel post di risposta di una ragazza che conosco Anita-gaga Pallara, ho letto quello di Selvaggia Lucarelli. Lei è una persona
che a me piace molto, perché dice senza mezzi termini ciò che pensa ed è anche
questa volta l'ha fatto: Selvaggia Lucarelli ritiene che la scelta dei medici e
dei giudici sia giusta e che il bambino debba essere SOPPRESSO (eh sì, perché
non giriamoci troppo intorno ma quello che accadrà è proprio questo). E,
allora, ho voluto mettermi nei panni di chi è d'accordo, dicendo però subito
che io sono dalla parte di Charlie, non solo perché se un giorno qualcuno
dovesse decidere che la mia vita non è vita potrei subire la stessa fine (ESSERE
SOPPRESSA) ma anche perché non vedo nessun “atto di pietà” o nessun “esempio di
civiltà” in questa decisione.
"Portella della Paglia, 2 luglio 1949: storia di una strage dimenticata
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| I poliziotti caduti nella strage di Portella della Paglia |
Oggi alle 18, nei pressi della "cappelluzza" che sorge lungo la Sp20 (strada vecchia per Palermo), l'associazione LiberEssenze ricorderà i 68 anni della strage di Portella della Paglia, uno degli episodi più efferati dell'attacco condotto dalla banda Giuliano contro le forze dell'ordine. Contro ogni falso mito, sempre dalla parte di chi difende con la vita la libertà e la democrazia nel nostro Paese
Portella della Paglia è uno stretto passaggio incuneato tra
le montagne che separano la valle Jato dalla Conca d’Oro. La strada carrabile,
aperta nel 1830, realizzava un collegamento più celere tra i due
comuni dell’entroterra (San Giuseppe Jato e San Cipirello) e il capoluogo. Questa
polverosa gola - proprio in virtù della sua collocazione strategica -
rappresentò lo sfondo naturale di una tra le più tragiche vicende del nostro
secondo dopoguerra. Era il tempo in cui sulle scene della storia
comparve la figura del celebre Salvatore Giuliano, divenuto bandito in seguito
all’uccisione di un carabiniere avvenuta proprio a San Giuseppe Jato (in località Quarto Mulino) il 2 settembre 1943.
Angelo Mangano, la storia di un poliziotto scomodo: «Oppositore della mafia, oggi dimenticato»
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| L'intervento di Carmelo Carbone |
In una lunga intervista a MeridioNews lo scrittore Carmelo Carbone
ricorda la figura del questore di origini giarresi, «integerrimo servitore
dello Stato che arrestò il boss di Cosa nostra Luciano Liggio». Il volume, che
raccoglie alcuni tra gli aneddoti più importanti della vita del funzionario, è
stato presentato il 30 giugno a Giarre, alla presenza di un folto pubblico. Era presente anche il figlio del questore, Angelo Mangano Jr.
«Impavido, onesto e probo servitore dello Stato». Non ha dubbi Carmelo
Carbone, autore di Angelo
Mangano, un
poliziotto scomodo, che sarà presentato venerdì 30
giugno a Giarre, nella sala Messina, quando
ricorda la figura del suo conterraneo. Nato nel 1920 Mangano è stato commissario di pubblica
sicurezza, questore e membro dell’ufficio affari riservati del Ministero
dell'interno, prestando servizio in diverse
città del nord Italia, prima di essere inviato in Sicilia, nel 1963, a seguito della strage di
Ciaculli, un attentato di matrice mafiosa in cui
persero la vita quattro uomini dell'Arma dei
carabinieri, due dell'Esercito Italiano e un
sottufficiale del Corpo delle Guardie dell’attuale Polizia di Stato.
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