1/22/2012

Io non so che voglia sia questa...

Vincenzo Consolo
«Io non so che voglia sia questa, ogni volta che torno in Sicilia, di volerla girare e girare, di percorrere ogni lato, ogni capo della costa, inoltrarmi all'interno, sostare in città e paesi, in villaggi e luoghi sperduti, rivedere vecchie persone, conoscerne nuove. Una voglia, una smania che non mi lascia star fermo in un posto. Non so. Ma sospetto sia questo una sorta di addio, un volerla vedere e toccare prima che uno dei due sparisca».
Vincenzo Consolo (Le pietre di Pantalica, 1988)

La memoria non si cancella: Caltavuturo ha ricordato la strage politico-mafiosa del 20 gennaio 1893

Un momento del convegno di Caltavuturo
Ad organizzare per la prima volta i contadini nella storia d’Italia fu il movimento dei fasci di fine ‘800, che, in appena due anni (1892-1894), riuscì a mobilitare circa 400 mila contadini, per migliorare le loro condizioni di vita e di lavoro, che allora erano davvero bestiali. I contadini organizzati nei Fasci si riunirono il 31 luglio 1893 a Corleone (allora “capitale contadina”) per elaborare ed approvare quelli che passarono alla storia come i “Patti di Corleone”. Sulla base di questo primo esempio di contratto sindacale scritto, il movimento dei Fasci organizzò degli imponenti scioperi, che in alcuni casi si conclusero con l’accettazione dei “Patti” da parte del padronato agrario.

Quel Convegno alla Sorbona con Vincenzo Consolo...

Un momento del convegno alla Sorbona

DINO PATERNOSTRO
Quel convegno di un anno e mezzo fa (4-5 giugno 2010) alla Sorbona di Parigi è stata un'esperienza straordinaria. Organizzato e coordinato dalle prof.sse Dominique Budor e Maria Pia De Paulis, ha visto la straordinaria presenza del prof. Vincenzo Consolo. Anzi, l'intero convegno è stato un omaggio a questo grande scrittore, che amava molto la Francia. Proprio qualche settimana fa sono stati pubblicati gli atti del convegno «La(e) Sicile(s) d'aujourd'hui», il cui saggio d'apertura è proprio quello di Consolo. Nell'album pubblico la copertina e - se la Sorbona mi darà l'autorizzazione - pubblicherò pure l'intervento di Vincenzo Consolo. Diverse volte Consolo è venuto a Corleone, era amico mio e di Pippo Cipriani. Diverse volte ha scritto su "L'Unità" articoli per incoraggiare il nuovo corso di Corleone. Nel prossimo autunno avremmo voluto organizzare a Palermo e a Corleone un nuovo convegno internazionale sulla Sicilia, a cui Consolo aveva già dato un'adesione di massima. Purtroppo non potrà più esserci, almeno fisicamente. Ci sarà sicuramente con la sua produzione letteraria e col suo amore per la Sicilia, che lo faceva insorgere contro i nemici della nostra Isola. Quelli esterni (i meno pericolisi) e quelli interni (sicuramente i più pericolosi. Una lezione che vale anche per l'oggi. Di cui tutti dovremmo tener conto. Mi diceva di chiamarlo Vincenzo, ma io non ci riuscivo e lo chiamavo sempre "prof:". E non ci riesco nemmeno adesso: ciao, professore, la Sicilia, l'Italia e l'Europa ti sono grati per essere stato con noi.  

1/21/2012

Acqua: Panepinto (Pd), nessun passo indietro su ripubblicizzazione in Sicilia

“E’ bene dire una parola chiara sulla ripubblicizzazione dell’acqua: la Sicilia non farà passi indietro. Dopo la norma voluta dal PD e approvata nella finanziaria 2010, e dopo lo schiacciante risultato referendario, il parlamento regionale è al lavoro, in commissione, per varare la norma che permetterà il pieno ritorno alla gestione pubblica delle risorse idriche nell’isola”. Lo dice Giovanni Panepinto, deputato regionale del PD. “In molti, compreso il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, parlano in questi giorni di ‘investimenti’: forse è il caso di ricordare che fino ad ora, gli unici capitali investiti sono stati quelli pubblici, mentre i privati hanno pensato solo ad accaparrarsi gli utili. E’ evidente che così non si può andare avanti: i privati devono definitivamente farsi da parte, non ci sono alternative a questa strada”. giovedì 19 gennaio 2012

Ecco come funziona la rivolta dei "Forconi"

La cosiddetta "rivolta" dei forconi funziona così: entrano in negozi, officine. Intimano la serrata, minacciano di spaccare tutto con metodi parafascisti di stampo mafioso. Bloccano le strade, fanno scendere dai furgoni tutti. Un manipolo di persone che tiene in pugno con la violenza migliaia di attività siciliane e si spaccia per rivoluzione.

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Ferrandelli alle primarie del centrosinistra, con il sostegno di Cracolici e Lumia? Lunedì il giovane candidato Idv fa outing

Fabrizio Ferrandelli
Se vi avessero detto che Rita Borsellino e Leoluca Orlando si sarebbero sfidati alle amministrative di Palermo avreste strabuzzato gli occhi, increduli. Se vi avessero riferito che Fabrizio Ferrandelli, il giovane capogruppo Idv, sarebbe sceso in campo contro il portavoce del partito, il mitico ex sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, avreste fatto spallucce, ritenendolo non solo improbabile, ma impossibile. Se vi avessero annunciato che Antonella Monastra, nata con Rita Borsellino, avrebbe manifestato l’intenzione, con estrema determinazione, di misurarsi alle urne con la sua leader non avreste creduto a una sola parola.

Io mi chiamo Giovanni Tizian, e faccio il giornalista

di Manuela Mareso
E’ sempre triste apprendere che un giornalista è costretto, per il suo lavoro, a vivere con la scorta. Lo è ancora di più se il nome è quello di un caro collega e collaboratore della tua testata. Alla lista dei cronisti costretti a vivere sotto tutela nel nostro paese aggiungiamo oggi il nome di Giovanni Tizian, giornalista freelance, dal 2010 firma di punta di Narcomafie. Conoscemmo Giovanni nell’autunno del 2009, quando contattò la redazione a seguito della lettura di un approfondito dossier su Modena da noi pubblicato nel giugno di quell’anno. “Finalmente qualcuno che porta la questione mafia in Emilia-Romagna su pagine nazionali. Io avrei molto da scrivere”, mi disse. Giovanni in effetti si occupava delle infiltrazioni della criminalità organizzata nella regione già dal 2006, quando iniziò a collaborare con la Gazzetta di Modena e a seguire meticolosamente tutte le operazioni che portavano alla scoperta di interessi della ‘ndrangheta, della camorra e di Cosa nostra nel territorio.

Blocco Tir in Sicilia. Digiacomo (Pd): «La grande distribuzione sta sostituendo i prodotti siciliani con i prodotti esteri»

“Mentre la Sicilia è paralizzata, i grandi marchi della distribuzione, dalla Calabria in su, si sono organizzati per sostituire i prodotti siciliani con merce proveniente da altri Paesi, ad iniziare dalla Spagna”. Lo dice Pippo Digiacomo, deputato regionale del PD. “Il danno di questa protesta è doppio: è immediato perché sta bloccando una intera regione, ma lo pagheremo anche nel lungo periodo perché le grandi catene di distribuzione che in questo momento hanno attivato contratti sostitutivi con società di altri Paesi per rifornirsi di frutta, verdura e ortaggi, non è detto che una volta finita la protesta tornino ad acquistare prodotti siciliani. Insomma – conclude Digiacomo – questa protesta, che qualcuno vuol far credere sia a favore della Sicilia, rischia di assestare un colpo drammatico alla nostra agricoltura”.
20 gennaio 2012

Addio allo scrittore Vincenzo Consolo, lo sperimentatore tradizionalista

Lo scrittore Vincenzo Consolo
di ELEONORA LOMBARDO
L'autore di "Retablo" e del "Sorriso dell'ignoto marinaio" aveva 79 anni. Fu legato a Sciascia e consulente dell'Einaudi per molti anni. Stava lavorando al "Meridiano" che la casa editrice Mondadori voleva pubblicare
Era fra gli sperimentatori quello che meglio di chiunque altro sapeva che ogni forma di innovazione andava saldamente supportata dalla conoscenza della tradizione. Vincenzo Consolo è morto oggi a Milano, a causa di un male incurabile che gli toglieva il fiato, ma non gli impediva di lavorare e di continuare ad essere presente nel dibattito culturale italiano. Nato nel 1933 a Sant'Agata di Militello in una famiglia piccolo borghese, sesto di otto figli. Aveva vissuto sotto il regime fascista, e passato l'infanzia fra gli orrori della seconda guerra mondiale nella campagna siciliana che è diventata lo sfondo dei suoi scritti.

I Forconi: 'Sospendiamo la protesta'. Benzina come oro, code senza fine

Forza d'urto: "Non si può mettere in ginocchio la Sicilia più di quanto lo sia già. Ora la lotta si trasferirà a Roma". Situazione migliorata in alcune province, ma resta critica a Catania e Messina, dove il carburante è ancora introvabile e si registrano file chilometriche ai distributori
CATANIA - Forza d'urto ha deciso di sospendere la protesta. Lo ha annunciato uno dei leader del Movimento dei Forconi, Mariano Ferro, spiegando che "non si può mettere in ginocchio più di quando già lo è la Sicilia, non era questo il nostro obiettivo. La protesta non finirà ma la lotta si trasferirà a Roma". Nonostante il termine per il blocco dei tir sia ufficialmente scaduto a mezzanotte, la Sicilia resta in grave difficoltà. Mancano i carburanti, non le file alle aree di servizio. Mentre a Palermo, Caltanissetta, Trapani, Enna, Siracusa e nelle rispettive province molti distributori sono stati riforniti di carburante e si registrano lunghe code di auto, a Catania, Messina, Agrigento le pompe di benzina non sono state rifornite. 

1/20/2012

Città Nuove Corleone: "Diritti, lavoro, libertà". Caltavuturo ricorda la...

Il volantino redatto da Verro 
Oggi a Caltavuturo saranno ricordate le vittime della terribile strage del 20 gennaio 1893. Alla manifestazione conclusiva parteciperà anche una delegazione di Corleone, che porterà la copia del volantino scritto e diffuso da Bernardino Verro, capo del Fascio di Corleone, dove si onoravano i martiri di Caltavuturo. Da Caltavuturo partirà oggi l'appello di Cgil, Anpi, Arci e Libera affinchè ogni comune siciliano intitoli una strada o una piazza al movimento dei fasci dei lavoratori.
 PER SAPERNE DI PIU' DELLA STRAGE DI CALTAVUTURO, CONOSCIUTA COME LA STRAGE DI SAN SEBASTIANO / Città Nuove Corleone: "Diritti, lavoro, libertà". Caltavuturo ricorda la...: Venerdì 20 Gennaio 2012 ricorre il 119° anniversario dell’eccidio di Caltavuturo, in cui persero la vita 11 contadini, i quali si battevano ...

1/19/2012

Corleone, per i lavori bloccati sulla Corleone-Partinico il Comitato "LaStradaPromessa" chiede l'intervento del Prefetto Umberto Postiglione

Un tratto della SP4 tutto buche
CORLEONE – Alla fine dello scorso novembre, per protestare contro la  interruzione dei lavori di manutenzione straordinaria della strada provinciale  Corleone – S. Cipirello – Partinico, il comitato “LaStradaPromessa” di Corleone aveva tappezzato i muri della città di manifesti che documentavano con dovizia di particolari tutte le buche e le curve di questa arteria stradale, che tanti pendolari sono costretti  a percorrere ogni giorno e, a volte, più volte al giorno. Ma, piuttosto che spiegare perché i lavori si erano fermati, il  presidente della Provincia Giovanni Avanti e l'assessore alla viabilità Gigi  Tomasino avevano risposto con un altro manifesto, con cui accusavano il  comitato di fare "disinformazione" ed elencavano la cronologia degli atti  amministrativi adottati.

1/18/2012

Trasporti, 11 associazioni scrivono a Monti e Lombardo: “rischio criminalità dietro le proteste in Sicilia”

Evitare che vi siano manovre politiche inconfessabili" - "Crisi insostenibile, governo nazionale e regionale si assumano le loro responsabilità”
I drammatici fatti di queste ore evidenziano la gravità della crisi economica in Sicilia e la totale assenza, fino ad oggi, di provvedimenti incisivi da parte del governo nazionale e regionale: ciò ha portato alla esplosione di proteste esasperate, con forme di lotta che stanno causando ulteriori danni all'economia e ai cittadini siciliani. Le ragioni delle imprese rischiano di essere strumentalizzate dalla peggiore politica, e di sfociare in un ribellismo inconcludente aperto anche alle infiltrazioni della criminalità, organizzata e non”.

SEL SICILIA. “Stiamo con i lavoratori, gli agricoltori, i pescatori, e i commercianti. Non stiamo con chi guida la protesta oggi”

“Sinistra Ecologia Libertà sta con i lavoratori, gli agricoltori, i pescatori, i commercianti siciliani che scontano l’incapacità politica di chi ha governato e governa la Regione, non sta con chi oggi protesta e ieri era in prima fila tra i sostenitori di Cuffaro e Lombardo”. Lo affermano in una nota in merito al blocco dei trasporti nell’Isola organizzato dal Movimento Forza d’urto i coordinatori regionale e provinciale di Catania di Sel Erasmo Palazzotto e Giolì Vindigni. “Le proteste populiste e violente di questi giorni, organizzate dal movimento dei ‘Forconi’, a cui hanno aderito Forza nuova e il movimento di Scilipoti – aggiungono – hanno paternità e fini oscuri e non affrontano i problemi e creano ulteriori disagi ai siciliani”. “La Sicilia – concludono Palazzotto e Vindigni – sta già pagando pesantemente la crisi, le politiche nordiste del governo precedente, la scarsa attenzione per il Sud del governo Monti e soprattutto l’incapacità della classe politica siciliana”.

Sciopero dei tir: Sicilia in ginocchio. Benzina finita, assalto ai negozi

Terzo giorno di protesta: sorti altri presìdi a Mineo e Caltagirone e nel Palermitano. Carburante introvabile in tutta l'isola, ressa davanti alle poche aree di servizio ancora aperte. Scaffali vuoti nei supermercati. I manifestanti: "La gente si è unita a noi, non si capisce perchè vogliono criminalizzarci". Domani incontro tra l'Aias e Lombardo. Richichi: "La grande distribuzione la fa da padrona"
CATANIA - Terzo giorno in Sicilia del blocco dei tir, proclamato dal movimento Forza d'urto, sigla che raccoglie i camionisti aderenti all'Associazione imprese autotrasportatori siciliani, agricoltori riuniti sotto la sigla del Movimento dei forconi e pescatori che, da lunedì scorso, bloccano strade, ferrovie, porti, per protestare contro l'aumento del prezzo dei carburanti e delle tariffe autostradali. La benzina è ormai quasi introvabile in tutta l'isola, anche i generi di prima necessità cominciano a scarseggiare in alcuni centri, nei negozi salgono i prezzi di frutta e verdura, gli scaffali nei supermercati si svuotano (nella foto, un negozio a Palermo).

Provenzano affetto da demenza senile? La Corte dispone una perizia sanitaria

Bernardo Provenzano
Accolta dalla corte d’assise d’appello di Palermo la richiesta dei legali del boss durante il processo in cui è imputato
 PALERMO. Il boss Bernardo Provenzano non sarebbe in grado di partecipare al processo in cui è imputato di omicidio perché affetto da una grave forma di demenza senile: lo ritengono i legali del capomafia che hanno ottenuto dai giudici della terza sezione della corte d'assise d'appello di Palermo, che celebrano il dibattimento, che sulle condizioni mentali del padrino venga effettuata una perizia.  Secondo l'avvocato del boss, Rosalba Di Gregorio, Provenzano, colpito da un ictus e ammalato di demenza, non sarebbe più in grado di capire cosa gli accade: questa sorta di incapacità di intendere e di volere - come pubblica oggi il Giornale di Sicilia - gli impedirebbe di partecipare validamente al processo in cui risponde dell'omicidio di Ignazio Panepinto, ucciso durante la guerra di mafia degli anni 80. La corte ha incaricato un neurologo, uno psichiatra e un medico legale che dovranno pronunciarsi entro il 15 marzo. Gli stessi giudici hanno invece respinto un'istanza analoga presentata dal difensore di Totò Riina, l'avvocato Luca Cianferoni, secondo il quale il suo assistito è affetto dal morbo di Parkinson. La stessa richiesta è stata invece accolta ieri dal Gup Giovanni Francolini, che ha affidato al medico legale Paolo Procaccianti la perizia sullo stato di salute di Riina detenuto nel carcere di Opera a Milano. 

Sciopero dei tir, Sicilia paralizzata

Isola nel caos: i presìdi si moltiplicano, sbarramento di mezzi pesanti al casello di San Gregorio. Blocchi a Palermo e in provincia, a Messina sit in sull'autostrada A20, disagi nel Trapanese, a Gela protesta davanti al Petrolchimico e supermercati presi d'assalto. Esaurite ovunque le scorte di carburante. Richichi (Aias): "Nessuno muove un dito. Dove sono i politici siciliani?". Un venditore ambulante catanese fermato per aver ferito al volto un bracciante agricolo
PALERMO - Sicilia nel caos per il blocco dell'autotrasporto fino a venerdì prossimo voluto dal movimento Forza d'urto, al quale hanno aderito, tra gli altri, l'Associazione imprese autotrasportatori siciliani (Aias) e il Movimento dei Forconi. Nel Catanese si moltiplicano i presìdi: gli ultimi due in ordine di tempo sono sorti stamane, secondo giorno di protesta, lungo la Strada Statale Catania-Gela, all'altezza del bivio Iannarello, e nei pressi di Castel di Judica.
I nuovi blocchi si vanno ad aggiungere a quelli attuati già da ieri in provincia di Catania: nel piazzale antistante il porto del capoluogo etneo, dove manifestano anche i pescatori; nella zona industriale di Catania, all'altezza della Rotonda della VIII Strada; nei pressi dello svincolo Paesi Etnei della tangenziale; ad Acireale, all'altezza del bivio dell'hotel Orizzonte, lungo la SS 114; nei pressi della frazione Trepunti di Giarre. Al presidio nei pressi dello svincolo Paesi Etnei, lungo la tangenziale, poco prima del casello di San Gregorio dell'autostrada Catania-Messina, prendono parte stamane un centinaio di persone e una cinquantina di mezzi pesanti che impediscono il passaggio di camion e tir.
LENTINI: MANIFESTANTE ACCOLTELLATO - Al culmine di un violento alterco, un venditore ambulante di frutta ha ferito con una coltellata al volto uno dei manifestanti che voleva impedirgli di superare il blocco organizzato dagli autotrasportatori. Per questo motivo, l'uomo, un catanese di 32 anni, è stato denunciato con le accuse di lesioni e porto abusivo di arma da taglio. L'episodio è avvenuto stamane a Lentini, in uno dei tanti presidi organizzati del Movimento Forza d'urto. La vittima, un bracciante agricolo lentinese anche lui di 32 anni, è stato soccorso e condotto all'ospedale civile di Lentini e giudicato guaribile in 25 giorni.
RICHICHI: "DOVE SONO I POLITICI?" - "La protesta per noi prosegue bene - ha detto il presidente dell'Aias, Giuseppe Richichi - Avevamo previsto che sarebbero nati in Sicilia presidi spontanei, dove si stanno fermando negozianti ed autotrasportatori. Sono stanco a causa dell'ipocrisia dei nostri politici. La Sicilia è ferma e nessuno muove un dito, nessuno fa una dichiarazione, anche solo per dire se la protesta è giusta o è sbagliata. Dove sono i politici siciliani? Perchè tutti tacciono? Qual è il problema? Il problema siamo noi o sono loro?".

PALERMO NEL CAOS - La protesta monta anche a Palermo. Nei pressi della Rotonda di via Oreto, un centinaio di persone e una quarantina di mezzi pesanti stanno rallentando il traffico. Un copione che si ripete anche in provincia: nei pressi del porto e della zona industriale di Termini Imerese e nell'autostrada Palermo-Agrigento nei pressi del bivio per Bolognetta e in quello per Villabate. "Gli automobilisti sono solidali - dice Franco Canderone del Comitato Forza D'Urto - ci dicono di andare avanti e non fermarci. Stiamo portando in piazza il disagio delle famiglie siciliane. Il nostro movimento è spontaneo e non è legato ad alcun partito politico". La protesta viaggia anche in rete e su Facebook, dove il movimento ha aperto una pagina. "Soltanto ieri - dice Martino Morsello anche lui del Comitato Forza D'Urto - abbiamo raggiunto diecimila contatti, a riprova che la nostra protesta è seguita a livello nazionale". "Anche in Calabria si stanno organizzando proteste analoghe alla nostra - afferma - Chiediamo risposte precise al governo regionale e un cambio di rotta alla classe politica siciliana". A causa dello sciopero dei tir,da stamattina è stato interrotto pure il traffico sulla statale Palermo-Sciacca all'altezza di San Cipirello. Quaranta mezzi pesanti hanno organizzato il blocco. Il traffico viene deviato sull'autostrada. Nella zona ci sono pattuglie della polizia stradale, dei carabinieri e della guardia di finanza.

PROTESTA ANCHE A MESSINA. Disagi anche a Messina per le proteste di autotrasportatori e agricoltori aderenti al Movimento dei Forconi che hanno mantenuto dei sit in ai caselli autostradali della A20, e alle aree di sosta di Divieto e Tremestieri, per protesta contro il caro benzina. Code e rallentamenti, ma la circolazione degli autoveicoli è consentita regolarmente. I maggiori disagi oggi si sono registrati per la contestuale serrata dei rifornitori aderenti a ConfCommercio, decisa nel giorno di chiusura di turno della maggior parte dei distributori. In autostrada e in città, perciò, cominciano a scarseggiare i carburanti. Fermi anche oggi, per tre ore in mattinata ed altrettante nel pomeriggio, i 103 tassisti cittadini. All'assemblea di oggi a piazza Duomo hanno rinnovato l'intenzione di proseguire nella mobilitazione fino a venerdì.

DISAGI NEL TRAPANESE. Ottanta tir, fermi da stamani sulla circonvallazione di Custonaci, hanno, di fatto, paralizzato l'attività dell'importante bacino marmifero. Le strettoie, create dai mezzi pesanti, consentono il transito soltanto delle automobili. La circonvallazione si trova lungo la provinciale che collega Trapani con San Vito Lo Capo. Circolazione regolare a Trapani, dove i tir sono parcheggiati nella zona industriale senza creare intralci alla circolazione. Ormai a secco di carburante le stazioni di servizio di Trapani e dell'hinterland. Il Comune di Valderice, che già stamani aveva ridotto le corse degli scuolabus, per domani ha sospeso il servizio di trasporto degli alunni.

ESAURITE LE SCORTE DI CARBURANTE. Distributori ormai a secco ovunque. A Caltanissetta le riserve sono esaurite già ieri visto che le code ai distributori sono iniziate già sabato scorso. Code si registrano anche alle casse dei supermercati. La paura di restare senza scorte di generi alimentari sta contribuendo a rivitalizzare gli acquisti.

GELA: SUPERMERCATI PRESI D'ASSALTO - A Gela, stamane sono tre i presìdi del Movimento 'Forza d'urto' per il blocco dei trasporti, che sta rallentando considerevolmente il traffico. Non si registrano incidenti. Ieri, quando i dimostranti stavano per raggiungere in corteo piazza municipio, alcuni facinorosi hanno mandato in frantumi la vetrina di una tabaccheria di via Bresmes che non aveva aderito allo sciopero. Stamani i manifestanti hanno ottenuto la solidarietà dei lavoratori dell'indotto del petrolchimico, i quali hanno organizzato una manifestazione di protesta davanti ai cancelli della raffineria chiedendo lavoro e investimenti per il futuro. Uno dei presidi del movimento "Forza d'urto" si svolge davanti allo stabilimento dell'Eni, con i tir parcheggiati su entrambi i lati della strada che lasciano uno stretto corridoio per far transitare solamente le automobili. I supermercati sono stati presi d'assalto già da sabato scorso e alcuni hanno gli scaffali quasi vuoti.

Blocco Tir. Associazioni d'impresa siciliane: “forme di protesta inaccettabili”. Appello alle istituzioni per evitare ulteriori danni all'economia regionale.

“Le manifestazioni di protesta che stanno mettendo in ginocchio l'economia siciliana sono il frutto delle responsabilità del governo nazionale e regionale, che purtroppo continuano ad ignorare le drammatiche condizioni in cui versano tutti i settori produttivi dell'isola. Le Associazioni di rappresentanza delle imprese siciliane hanno piena consapevolezza del collasso a cui è giunta l'economia siciliana e da tempo la rappresentano all'opinione pubblica e al governo Lombardo. Proprio per questo considerano inaccettabili le forme di protesta adottate in queste ore poiché arrecano ulteriore danno ai cittadini e a tutte le attività produttive peggiorando le condizioni economiche delle imprese”.

1/17/2012

Il declassamento è un attacco all'euro? Perché dirlo solo orta?

Leggiamo, con piacere, che ieri (13 gennaio 2012) anche il Presidente del Consiglio, prof. Mario Monti, ha parlato di “attacco all’Europa “ da parte delle società di rating. Molti cittadini italiani lo pensano da tempo, come ho scritto nel sottostante articolo, del 9 ottobre 2011 (tre mesi fa!), pubblicato in “Rischio Calcolato” e in tanti altri giornali online. Purtroppo, i “grandi quotidiani” italiani non l’hanno voluto nemmeno riprendere. (a.s.)

Società di rating: Attacco all’euro, attacco all’Europa
di Agostino Spataro


Corleone, il Comitato per la difesa dell'Ospedale chiederà un incontro a Russo e Cirignotta per il ripristino del Punto Nascita

CORLEONE – Delusione e rabbia nei confronti dell’assessore regionale alla salute Massimo Russo, che ha tagliato il Punto Nascita dell’Ospedale di Corleone. È questo il clima che si è respirato stamattina, nella sala del Cidma, durante la riunione del Comitato per la difesa dell’Ospedale di Corleone. I più “agitati” sembravano il sindaco di Campofiorito, Giuseppe Sagona, che ha proposto di consegnare le fasce tricolori per protesta,  e il sindaco di Corleone Nino Iannazzo, che ha proposto una legge di iniziativa popolare che preveda la deroga per i comuni montani.
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"Uccisero il piccolo Giuseppe Di Matteo". Cinque ergastoli per i boss di Cosa nostra

Il piccolo Giuseppe Di Matteo
I giudici della corte d'assise di Palermo ha ritenuto attendibile il racconto del pentito Gaspare Spatuzza condannando al massimo della pena il superlatitante Matteo Messina Denaro e altri quattri boss palermitani. Dodici anni per l'ex sicario del clan Graviano
Gaspare Spatuzza e altri due mafiosi si finsero agenti della Dia per sequestrare in un maneggio il piccolo Giuseppe Di Matteo, il figlio del pentito Mario Santo. "Tranquillo, ti stiamo portando da tuo papà", gli dissero. E il bambino rispose: "Papà mio, amore mio". Fu l’inizio di un incubo, durato 779 giorni e concluso nel peggiore dei modi. Adesso, dopo le dichiarazioni di Spatuzza, che dal 2008 ha deciso di collaborare con la giustizia, la corte d’assise di Palermo ha emesso una nuova sentenza per il sequestro e l’omicidio di Giuseppe Di Matteo. 

Corleone, oltre il pensare mafioso...

Un momento dell'incontro di venerdì scorso
Il Comune di Corleone, il Dipartimento di Psicologia dell'Università di Palermo e il Laboratorio della Legalità hanno presentato venerdì scorso la ricerca della dottoressa Giusy Cannizzaro sulla psicologia del fenomeno mafioso, condotta nel corso dell'ultimo anno a Corleone. Sono intervenuti il prof. Girolamo Lo Verso, ordinario di Psicoterapia presso l'Università di Palermo, la dott.ssa Giusy Cannizzaro, laureata in Psicologia e tirocinante presso la Cattedra di Psicoterapia dell'Università di Palermo, Giuseppe Crapisi, del Laboratorio della Legalità, Dino Paternostro, scrittore e giornalista, Pippo Cipriani, già Sindaco di Corleone, e Antonino Iannazzo, attuale sindaco di Corleone. Dall'interessante ricerca della d.ssa Cannizzaro è venuta fuori la voglia di parlare dei cittadini corleonesi e di liberarsi dello stereotipo di paese di mafia. Rovesciando il vecchio modo di dire omertoso, ormai a Corleone "a megghiu parola è chidda chi si dici", ha concluso Cannizzaro.

1/16/2012

Il governatore Lombardo: "Sono vicino a Cutrò". E l'imprenditore sospende lo sciopero della fame

L'imprenditore Cutrò (al centro) davanti alla Presidenza

Ignazio Cutro', l'imprenditore antiracket agrigentino vittima del racket che ha iniziato lo sciopero della fame perche' sostiene di rischiare il fallimento per una cartella esattoriale di oltre 85 mila euro, e' stato ricevuto dal presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo. ''Non possiamo accettare che passi un benche' segnale di disattenzione delle istituzioni - ha detto Lombardo, alla fine dell'incontro - nei confronti di chi e' impegnato in prima fila, con coraggio, nella lotta fondamentale alla mafia e al racket delle estorsioni. Accompagneremo passo dopo passo l'imprenditore per fare in modo che, nel rispetto delle previsioni normative a favore dei testimoni di giustizia, vengano sospese le cartelle esattoriali''.

Palermo, a vuoto l'incontro in prefettura tra Cgil e Asp. Il sindacato continuerà la lotta per i diritti dei dipendenti di ruolo e dei contrattisti

La Prefettura di Palermo
La Direzione Aziendale risponde negativamente al tentativo di conciliazione del Prefetto che ha chiesto: “di sollecitare la risposta dell’Assessorato e convocare un nuovo incontro con le OO.SS. al fine di chiarire gli aspetti rimasti ambigui”. La Direzione Aziendale dice no e  continua a penalizzare tutti i lavoratori dell’ASP. Ai lavoratori a tempo indeterminato sottrae  700.000,00 euro dai fondi contrattuali con riduzione fino a  tre,  quattrocento  euro per dipendente del saldo di produttività  del luglio 2012. Ai contrattisti nega il diritto alla produttività e concede,   per il solo 2011, una quota, UNA TANTUM, inferiore a quella corrisposta  ai lavoratori  di ruolo dei corrispondenti profili.

Corleone, il Comitato per la difesa dell'Ospedale chiederà un incontro a Russo e Cirignotta per il ripristino del Punto Nascita

L'ospedale di Corleone
CORLEONE – Delusione e rabbia nei confronti dell’assessore regionale alla salute Massimo Russo, che ha tagliato il Punto Nascita dell’Ospedale di Corleone. È questo il clima che si è respirato stamattina, nella sala del Cidma, durante la riunione del Comitato per la difesa dell’Ospedale di Corleone. I più “agitati” sembravano il sindaco di Campofiorito, Giuseppe Sagona, che ha proposto di consegnare le fasce tricolori per protesta,  e il sindaco di Corleone Nino Iannazzo, che ha proposto una legge di iniziativa popolare che preveda la deroga per i comuni montani.

Si è dimesso Diego Cammarata

Diego Cammarata
di MARCO VOLPE
PALERMO. "Passo la mano con l'orgoglio di lasciare i conti in ordine". Diego Cammarata lascia dopo dieci anni la poltrona più alta di Palazzo delle Aquile. L'ormai ex sindaco non rinuncia definitivamente alla politica e torna a fare l'avvocato. "Non ho poltrone pronte. Un lavoro a Mediaset? Una bufala".
 E su eventuali nuove avventure politiche ha aggiunto: "Vedremo, anche se non credo che la politica sia a tempo indeterminato".
Intanto il sindaco lascia "a testa alta. Passo la mano con l'orgoglio di lasciare i conti in ordine". La gestione commissariale, secondo Cammarata, obbligherà la Regione ad occuparsi della città. Le frecciate più velenose Cammarata le invia innanzitutto a Raffaele Lombardo: "Non si è mai occupato di Palermo e ha nei confronti di questa città un atteggiamento ostile".
La seconda stoccata contro il consiglio comunale: "Si può lavorare bene o male ma non poter governare per l'immobilismo del Consiglio mi pare mortificante". (I commenti dei lettori: FINALMENTE SI E' DIMESSO!!)

Cefalù, da mercoledì avrà inizio il Seminario sulla Sicilia greca

Inizia mercoledì 18 gennaio 2012 alle ore 17,00  il Seminario su Arte e quotidiano nella Sicilia Greca organizzato dall’Associazione SiciliAntica. Dopo la presentazione di Melina Greco, presidente della sede SiciliAntica di Cefalù e di Alfonso Lo Cascio, della Presidenza Regionale di SiciliAntica, si terrà la prima conferenza dal titolo: “La colonizzazione greca in Sicilia: i luoghi, le genti, gli eventi”. La relazione sarà tenuta da Francesca Spatafora, direttrice del Parco archeologico di Himera. Gli incontri si terranno presso la Sala delle Capriate del Palazzo Municipale di Cefalù. Le altre conferenze previste si terranno, mercoledì 1 febbraio con il titolo “Vita quotidiana nella Sicilia greca” e sarà tenuto daMaria Teresa Di Blasi, archeologa, della Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Siracusa, 

Al via in Sicilia la Scuola italiana di potatura della vite

Grazie alla collaborazione fra i Preparatori d'uva e Centopassi, apre anche in Sicilia la Scuola Italiana di Potatura della Vite, le cui sedi si trovano nelle principali regioni vinicole italiane. L'hanno ideata, dopo oltre 20 anni di sperimentazione nei vigneti di tutt'Italia, i friulani Marco Simonit e Pierpaolo Sirch per recuperare l'antico mestiere del potatore che, come un chirurgo, decide il destino della vite con interventi il più possibile rispettosi della salute della pianta, che permettono di allungarne considerevolmente il ciclo vitale:

Stamattina a Palermo Ignazio Cutrò ha iniziato lo sciopero della fame

Ignazio Cutrò (al centro) davanti Palazzo d'Orleans

"Inizia oggi lo sciopero della fame di Ignazio Cutrò. Questa mattina il testimone di Giustizia, sostenuto dal Comitato Cutrò, dal Comitato Paolo Giaccone, e dai familiari del giornalista Beppe Alfano hanno iniziato un presidio di protesta di fronte al Palazzo d’Orleans, la sede del governatore della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo. Ignazio Cutrò ha chiesto di essere ricevuto dal Presidente della Regione ed ha annunciato che il suo digiuno andrà avanti fino a quando non riceverà garanzie relative alla risoluzione della sua drammatica vicenda. Il Comitato Cutrò, a cui nei giorni scorsi ha aderito anche l'associazione raffadalese "AdEst",  ha ricevuto già nella mattinata due assegni dell’importo di mille euro ciascuno provenienti dal Comitato Paolo Giaccone e dai familiari del giornalista Beppe Alfano. La società civile come sempre precede i tempi della politica".
Comitato Ignazio Cutrò

19 anni fa, alla Circonvallazione di Palermo, l'arresto di Toto Riina

Totò Riina il giorno dell'arresto
L'ultima istanza di differimento della pena risale a pochi mesi fa, quando il Capo dei Capi, il boss mafioso Toto' Riina, 82 anni a novembre, spiego' ai giudici del Tribunale di Sorveglianza di stare male e di volersi curare fuori dal carcere Opera di Milano, dove sta scontando tredici ergastoli. Da tempo malato di cuore con due infarti avuti in passato, una cirrosi da epatite C e reduce da vari episodi ischemici, Riina e' in carcere da quasi vent'anni. Il prossimo 15 gennaio saranno trascorsi esattamente 19 anni da quel 1993 che segno' la fine della sua lunga latitanza.

Il cerchio magico di Totò Riina...

di Vincenzo Ceruso
Il 15 gennaio del 1993 veniva arrestato Salvatore Riina. Secondo alcuni, il mafioso corleonese sarebbe stato solo una burattino criminale. Durante una popolare trasmissione televisiva, un leader politico nazionale del Partito Democratico ha esclamato: “Ma vi pare possibile che Totò Riina sia il capo della mafia?”. L’esponente politico non ha ritenuto in quell’occasione di rivelare chi fosse il vero capo della mafia per cui noi siamo costretti ad attenerci ai magistrati, alle sentenze e agli innumerevoli collaboratori di giustizia che ci hanno detto il contrario, e cioè che Salvatore Riina è stato per anni il capo di Cosa nostra. Non solo.

Massimo Ciancimino: “Così Binnu vendette Totò”

Bernardo Provenzano
di Riccardo Lo Verso Gli interrogatori di Massimo Ciancimino si ripetono. L’ultimo è di pochi giorni fa (siamo nel 2008, ndr). Il figlio dell’ex sindaco di Palermo, Vito, da mesi mette nero su bianco le sue verità sul padre e sulla trattativa segreta tra lo Stato e Cosa nostra durante la stagione delle stragi del ‘92. Fornisce date diverse e parla di un misterioso postino che avrebbe consegnato il papello al padre. Finora la trattativa tra pezzi dello Stato e boss era sempre stata collocata dopo la strage di via D’Amelio, il 19 luglio del 1992. Massimo Ciancimino, invece, non ha dubbi nel datare gli incontri…

La scuola secondo Riina

Maria Concetta Riina
di ANTONIO INGROIA
Che anche la figlia di Riina abbia tutti i diritti di qualsiasi altro cittadino è ovvio. E quindi è ovvio che, come ogni cittadino, anche la figlia di Riina ha il diritto di candidarsi in qualsiasi competizione elettorale. Lei si è candidata come rappresentante dei genitori nel consiglio di circolo della scuola elementare di Corleone. Ed è un suo diritto. Nulla da dire. Il problema non è questo. Il tema su cui interrogarsi è un altro. Non è disconoscere il diritto della Riina a candidarsi, ma le ragioni per le quali gli altri genitori l’hanno eletta. Qual è il “programma elettorale”, diciamo così, che la signora Riina vorrà attuare dentro quella scuola di Corleone. Corleone è luogo tristemente evocativo.

C’erano una volta i Riina...

Dino Paternostro
di Roberto Puglisi
C’era una volta Salvatore Riina che insanguinò il suo paese, dannò la sua vita e finì i suoi giorni mostruosi in prigione. Ora c’è Salvuccio che viaggia da uomo libero, perché “ha pagato il suo debito con la giustizia”. Pochi spiccioli rispetto al deficit incolmabile di suo padre. Saprà il figlio imboccare una strada diversa e tenersi lontano da una tradizione criminale talmente orrenda? Oppure. C’era una volta Salvatore Riina. Oggi c’è Sara, di Bologna, nel laboratorio della legalità. Guarda un documentario in bianco e nero. Sussurra: “Se Totò Riina fosse mio papà, mi allontanerei da lui. E gli vorrei bene lo stesso”.

1/15/2012

Ignazio Cutrò: “Sciopero della fame contro le cartelle esattoriali”

BIVONA (AGRIGENTO) - L'imprenditore di Bivona (Ag), Ignazio Cutrò, che con le sue denunce ha contribuito a fare arrestare e condannare i mafiosi che gli chiedevano il pizzo, ha annunciato per lunedì l'inizio dello sciopero della fame e della sete per protesta contro le cartelle esattoriali che gli sono state recapitate nonostante la sospensione del prefetto. "Ho scelto di denunciare la mafia e continuo a credere nelle istituzioni, - dice - ma ora sono esasperato: da lunedì inizierò lo sciopero della fame e della sete e lo porterò avanti fino a quando non sarò ricevuto dal ministro dell'Interno e fino a quando lo Stato non mi dirà se posso continuare a lavorare in Sicilia o se dovrò arrendermi alla burocrazia che, finora, è stata più forte della mafia".

E’ morto padre La Grua, il prete che salvò mia madre

Padre Matteo La Grua
di Igor Gelarda
Stanotte è morto Padre Matteo La Grua. Era nato il 14 febbraio del 1914, tra poco avrebbe compiuto 98 anni. Francescano, prete dal 1937, a luglio del 2007 aveva celebrato il suo settantesimo anno di sacerdozio. Nato a Castelbuono, era palermitano di adozione, da sempre.
Palermo è una città difficile, Palermo è una città complessa. Palermo a volte non mi sembra neanche una città. Mi sembra un agglomerato di uomini che vivono all’interno di uno stesso distretto municipale. Spesso ci odiamo, Spesso dimentichiamo o infanghiamo la nostra storia, i nostri beni, le nostre ricchezze.

IMPEGNO E TESTIMONIANZA. Sapere per poter ricordare, progetti nelle scuole, integrazione tra generazioni

di Adriana Sensi
Tutte le fasi della mia attività sindacale sono state impegnative e ricche di significato. Ma è nel Sindacato Pensionati, che ho provato particolari emozioni. Nello SPI - CGIL di Arezzo militano migliaia di uomini e donne, con grande esperienza e memoria storica, con una ricchezza di valori che non poteva e non doveva essere sottovalutata né tanto meno sotto-utilizzata, senza per questo trascurare la contrattazione nello stato sociale. La memoria sulla resistenza e la pace, sono stati temi molto seguiti, come testimoniano i libri e una mostra di disegni dedicata alla pace contro tutte le guerre. Anche io, con occhi da bambina, ho conosciuto la guerra e la resistenza. E nel corso degli anni mi è capitato spesso di venire a conoscenza degli episodi della liberazione e delle azioni dei partigiani.

CAPODANNO A CORLEONE. Festa in famiglia a Casa Caponnetto

La tavola di Casa Caponnetto a Capodanno

Quest'anno non siamo in molti ad aver fatto questa scelta. Oltre a me c'è Riccardo, un volontario fiorentino veterano come me dei Campi di volontariato, e due ragazze di Ponte- dera, Paola e Irene, alla loro prima esperienza siciliana. Comunque non saremo soli, ma in compagnia dei nostri amici Corleonesi: i soci della cooperativa Lavoro e Non Solo e i loro familiari. Entrando a Casa Caponnetto mi sento subito a casa. Mi sembra di essermi allontanato solo da pochi giorni. Salvatore mi mostra subito come accendere e spengere la caldaia situata nel sottotetto e si raccomanda più volte di spegnerla l'indomani mattina.

Enti locali, il governo presenta un ddl. Tagli per consiglieri e assessori

L'Assemblea Regionale Siciliana
di Roberto Immesi
E adesso ci prova anche il governo. La riforma degli Enti locali, almeno in Sicilia, sembra un’impresa assai difficile, visto che l’ultimo tentativo fatto all’Ars, risalente a metà dicembre scorso e firmato nientemeno che dal capogruppo del Pd Antonello Cracolici, è naufragato sotto i veti incrociati della stessa maggioranza parlamentare e in particolare dell’Mpa. Una proposta che tentava di recepire anche nell’Isola le misura approvate a Roma da Mario Monti.
A circa un mese di distanza, è invece stavolta il governo a provarci: nei giorni scorsi l’esecutivo ha depositato un ddl in commissione Affari istituzionali che ingloba, almeno in parte, la proposta di Cracolici.

Palermo. Nasce il distretto turistico, ma scoppiano subito la polemiche

Stefano Santoro
di Roberto Immesi
Il distretto turistico Costa Normanna muove i primi passi. Dopo il voto del consiglio comunale di Palermo, che ha dato il via libera all’adesione del capoluogo siciliano, ieri davanti a un notaio è stato costituito il distretto che al momento comprende otto comuni: oltre a Palermo (ente capofila), anche Monreale, Bagheria, Altavilla Micilia, Godrano, Roccamena, Santa Flavia e Campofelice di Fitalia. Enti a cui si aggiungono 37 soggetti privati, anche se fino al 25 gennaio ci sarà spazio per ulteriori adesioni.