7/09/2011

Autoriciclaggio, ecomafie e immigrazione clandestina. Il gpverno modifichi il "codice antimafia"

L'Agriturismo della coop "P. Rizzotto"
Autoriciclaggio, ecomafie e immigrazione clandestina non sono reati previsti nel Codice antimafia. La denuncia e' dei magistrati e degli esperti di diritto della criminalita' organizzata, riuniti dal Centro Pio La Torre di Palermo, nella sala conferenze di Palazzo Marini, a Roma, per il convegno 'Dalla Legge Rognoni-La Torre al Codice antimafia. Spezzare il patto politica-mafia-affari'. Il governo modifichi il Codice, perche' la proposta attualmente in discussione non corrisponde alla legge-delega che prevedeva un’armonizzazione della legislazione, una semplificazione delle procedure di prevenzione personale e patrimoniale, un adeguamento alla normativa europea. Posizioni che saranno esposte nell’audizione richiesta dal Centro alle Commissioni giustizia di Camera e Senato.''Il Codice Antimafia, se approvato nell’attuale formulazione - spiega Vito Lo Monaco, presidente del Centro La Torre - cancellera' dalla legislazione la Rognoni-La Torre. Ne copia solo all’articolo 1 la fattispecie dell’associazione di stampo mafioso (art 416.bis codice penale), ma lo spezzetta, facendogli perdere quell’energia interpretativa del fenomeno mafioso che ha guidato l’azione dello Stato e dell’antimafia in questi trent’anni. Con il 416/bis, la Rognoni-La Torre ha tipizzato per la prima volta il reato di associazione mafiosa, dopo 122 anni dall’Unità d’Italia, ha definito reato grave il rapporto mafia-politica, ha introdotto l’obbligo della confisca dei beni proventi di reato. Un vero atto rivoluzionario riformista, che non puo' essere dimenticato''.
ROGNONI: 'LEGGE CONTRO MAFIA FRUTTO DI DURA BATTAGLIA'
''Una legge che - ricorda Virginio Rognoni - e' la strada maestra da seguire, dalla quale non bisogna retrocedere. Frutto di una dura battaglia anche sociale il cui lavoro e' oggi portato avanti dalla societa' civile e dalle associazioni. Confluire tutte le misure antimafia in un unico testo puo' essere positivo, ma non a prezzo della storia''. Il Codice, e' emerso dal dibattito, non risolve in particolare due grandi questioni nella lotta alla criminalita', lo snellimento delle procedure di confisca e l’autoriciclaggio. Per la confisca l’introduzione di un termine ridotto e la sovrapposizione tra autorita' nella disposizione delle misure di prevenzione patrimoniale su uno stesso soggetto o bene possono portare a disfunzioni e mancata assegnazione dei beni. La mancata introduzione del reato di autoriciclaggio, il reinvestimento da parte dello stesso mafioso dei proventi illeciti, e' invece in palese contraddizione con le normative gia' presenti in gran parte dei paesi dell’Ue. Per il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia ''il Codice e' un’occasione mancata che speriamo non diventi un’occasione perduta. Il testo non contiene ne' una potenzialita' unificativa della legislazione, ne' quella necessita' di coordinamento della normativa antimafia di cui c’era bisogno. Il risultato e' piu' un Codice manifesto che un reale strumento efficace nella lotta alla mafia''. ''Nella stesura – sottolinea Luca Palamara, presidente dell’Anm – non e' stata tenuta in considerazione l'esperienza quotidiana e qualificata degli operatori di giustizia. Le mancanze del testo sono dunque frutto del mancato coordinamento tra politica e organi giudiziari''. Alla manifestazione e' pervenuto anche il saluto del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha sottolineato come occorra ''prevedere nuovi strumenti di prevenzione e repressione'' della criminalita' organizzata, ''aggredendo i patrimoni e promuovendo il rinnovamento sociale e dell’etica pubblica''. Anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha inviato un proprio messaggio agli organizzatori, ricordando la ''figura di Pio La Torre, personaggio illustre della vita politica e istituzionale del nostro Paese, strenuo avversario della criminalita' organizzata, coraggiosamente impegnato, fino all’estremo sacrificio, nella propria battaglia per l’affermazione della legalita'''. Hanno partecipato al dibattito, tra gli altri, anche Antonio Balsamo, magistrato di Cassazione; Vittorio Borraccetti, consigliere del Csm; Giuseppe Catanzaro, Confindustria; Francesco Menditto, giudice di Napoli; Vittorio Teresi, procuratore aggiunto di Palermo. (ANSA).

Troppe lacune nel Codice antimafia. la Cgil ne chiede una profonda modifica

Autoriciclaggio, ecomafie e immigrazione clandestina non sono reati previsti nel Codice antimafia. La denuncia e' dei magistrati e degli esperti di diritto della criminalita' organizzata, riuniti dal Centro Pio La Torre di Palermo, nella sala conferenze di Palazzo Marini, a Roma, per il convegno 'Dalla Legge Rognoni-La Torre al Codice antimafia. Spezzare il patto politica-mafia-affari'. Il governo modifichi il Codice, perche' la proposta attualmente in discussione non corrisponde alla legge-delega che prevedeva un’armonizzazione della legislazione, una semplificazione delle procedure di prevenzione personale e patrimoniale, un adeguamento alla normativa europea. Posizioni che saranno esposte nell’audizione richiesta dal Centro alle Commissioni giustizia di Camera e Senato. LEGGI TUTTO

Partinico, scoperta dai Carabinieri una piantagione di cannabis. Arresti due giovani

Dopo solo 2 giorni dalla scoperta della piantagione di Carini, i Carabinieri della Stazione di Trappeto unitamente a personale del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Partinico, coadiuvati dal 9° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Palermo, hanno scoperto un’altra coltivazione di ben 238 piante di canapa indica dell’altezza di circa 180 cm cadauna. Inoltre sono stati tratti in arresto con l’accusa di coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio CHIHALAU Ionut Danut, 24enne Rumeno ma residente a Partinico via Pietro Novelli, muratore e CASARRUBIA Michele, 23enne di Partinico residente in vicolo dei Mille, disoccupato con precedenti specifici per droga. Ancora una volta la scoperta è avvenuta grazie ai numerosi servizi di osservazione svolti dai militari dell’Arma e soprattutto grazie ai voli di ricognizione dell’elicottero del 9° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Palermo che permette di visualizzare le piantagioni che sempre più spesso sorgono nelle zone più impervie, celate dalla fitta vegetazione del territorio partinicese. Ed infatti proprio nel corso di un servizio predisposto i militari hanno sorpreso i due giovani nell’atto di irrigare le 238 piante di canapa indica, coltivate su un terreno demaniale ubicato in Partinico contrada Milioto. I militari, notando la scena hanno deciso di bloccare i due uomini che alla vista dei Carabinieri hanno tentato di darsi a precipitosa fuga. CHIHALAU è stato subito raggiunto ed arrestato mentre il CASARRUBIA si è dileguato per le campagne vicine. Le ricerche sono andate avanti ininterrottamente e dopo due ore circa il giovane è stato rintracciato in un terreno di sua proprietà. L’intera piantagione è stata completamente estirpata per la successiva distruzione, mentre una parte, utilizzata per la campionatura, verrà utilizzata per le successive analisi di laboratorio. Gli arrestati espletate le formalità di rito sono stati associati alla casa circondariale “Ucciardone” di Palermo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Palermo, 08 luglio 2011

Cefalù, Furto in appartamento. Un arresto dei carabinieri

I Carabinieri della Compagnia di Cefalù hanno tratto in arresto una persona minorenne straniera, in quanto ritenuta responsabile di furto in appartamento, scoperta in flagranza.
È la tarda mattinata di giovedì quando una telefonata arriva alla centrale dei Carabinieri di Cefalù: due ragazze sono state fermate da alcune persone, poiché sorprese a commettere un furto in appartamento. Sul posto giunge subito una gazzella dell’Arma. Una volta presso gli uffici della Compagnia, gli accertamenti permettevano di ricostruire i fatti. Due ragazze minorenni straniere si erano introdotte in un appartamento dal quale stavano asportando dei monili in oro. Nell’abitazione, però, al momento vi era un componente del nucleo familiare, il quale, accortosi della loro presenza e del fatto che stavano perpetrando un furto, iniziava a rincorrerle, nel contempo chiedendo aiuto agli altri condomini. Nella circostanza, le due ragazze venivano bloccate da alcuni astanti all’uscita delle’edificio. Nel frattempo arrivavano gli uomini dell’Arma che procedevano nei loro confronti. Successivamente, veniva rinvenuta la refurtiva, all’ingresso del condominio, consistente in vari monili d’oro, per un valore di circa 500 euro, riconsegnata al legittimo proprietario. Al termine delle formalità di rito, una delle due ragazze veniva tratta in arresto mentre l’altra, minore di anni 14, è stata affidata ad un parente.
Palermo, 08 luglio 2011

Palermo, maltrattamenti tra le mura domestiche ai danni di un padre. I carabinieri arrestano un uomo

I Carabinieri della Stazione di Altarello di Baida hanno tratto in arresto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Palermo un palermitano 47enne con l’accusa di maltrattamenti in famiglia ai danni del padre. La vicenda ha inizio nel 2009, l’anziana vittima, 70enne vedovo da qualche anno, vive, nel quartiere Passo di Rigano/Borgo Nuovo, in casa con il figlio che improvvisamente si trasforma nel suo carnefice. L’anziano uomo da due anni a questa parte è costretto, sotto continue minacce e violenze fisiche, a dare quotidianamente denaro al figlio che, disoccupato e non intenzionato a trovare alcuna occupazione, costringe il padre a dargli denaro per acquistare alcolici. La vittima stanca dei continui soprusi e delle vessazioni da lui subite, cerca aiuto nei Carabinieri, denunciando a malincuore il figlio. Racconta ai militari dell’Arma di questo figlio sempre ubriaco, dei continui litigi con lui, che spesso sfociano in violenza e minacce, e dei pochi soldi di pensione che è costretto a dargli pur di calmare la sua ira in preda ai fumi di alcolici. Le denunce sporte dall’uomo si susseguono negli anni sino ad oggi, così come i numerosi interventi delle Forze dell’Ordine presso l’abitazione dell’anziano su sua richiesta, dove i militari constatavano sempre che il figlio era completamente ubriaco ed in evidente stato di agitazione. A nulla sono serviti gli innumerevoli tentativi dei Carabinieri per calmare il figlio, farlo ragionare ed impedire che rivolgesse tutta la sua rabbia sull’anziano padre. I Carabinieri, a seguito della denuncia dell’uomo, hanno cominciato l’attività investigativa raccogliendo le denunce della vittima, sentendo i vicini e le persone del quartiere e soprattutto intervenendo ogni volta che l’anziano chiedeva aiuto. Così dopo due anni di angosce e paure, si è arrivati alla conclusione di questa triste storia: il Tribunale di Palermo, concordando a pieno con le risultanze investigative prodotte dall’Arma dei Carabinieri ha condannato l’uomo alla pena di 8 (otto) mesi di reclusione. I Carabinieri della Stazione Altarello di Baida, hanno pertanto rintracciato l’uomo e lo hanno condotto presso la casa circondariale dell’Ucciardone a disposizione dell’Autorità Giudiziaria donando così un pò di meritata pace al padre.
Palermo, 08 luglio 2011

Legalità: il 14 luglio la CGIL lancerà la campagna nazionale contro l'economia criminale e il lavoro nero

Serena Sorrentino
La CGIL lancia una grande campagna contro l'economia criminale e il lavoro nero. L'occasione sarà data giovedì 14 luglio con un convegno che si terrà a Roma a Palazzo Valentini, Sala della Provincia a partire dalle 9.30. Al convegno interverranno, tra gli altri, Susanna Camusso, Segretario Generale della CGIL, Raffaele Cantone (magistrato), don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, Ivanohoe Lobello, presidente di Confindustria Sicilia e Giuliano Pisapia, sindaco di Milano. “Con questa campagna – spiega Serena Sorrentino, Segretaria Confederale della CGIL con delega ai problemi del Mezzogiorno - la CGIL vuole al contempo lanciare una stagione di contrattazione sulla legalità e lanciare un allarme sul tema che nella crisi i modelli e i settori di produzione non avendo risposte in termini di politica economica e di politica industriale sono stati esposti al rischio di contaminazione da parte delle economie criminali ed illegali”. Oggi circa un terzo dell'intera economia italiana è nelle mani delle mafie. E la crisi in corso sta peggiorando la situazione: si drenano risorse dai settori economici e finanziari legali a quelli criminali.

Scomparso il nipote del boss di San Giuseppe Jato

Gaspare Di Maggio
Da mercoledì non si hanno notizie di Gaspare Di Maggio, 32 anni. I carabinieri hanno avviato ricerche a tappeto con decine di uomini e mezzi viste le sue parentele "pesanti" e alcune intercettazioni del 2008 PALERMO. Da mercoledì, alle 17, non si hanno più notizie di Gaspare Di Maggio, 32 anni, nato a Palermo ma residente a San Cipirello, arrestato nel 2008 per mafia nell'ambito dell'operazione "Perseo", ma poi assolto per l'impossibilità di utilizzare alcune intercettazioni. I carabinieri del Gruppo di Monreale hanno avviato ricerche a tappeto nel paese di residenza ma anche a San Giuseppe Jato e nelle campagne di Monreale, con decine di uomini, unità cinofile e un elicottero. Nonostante si potrebbe trattare di un allontanamento spontaneo, sono diversi i fattori che fanno pensare a un ipotetico rapimento: il nome, le parentele e una serie di intercettazioni di un paio di anni fa, in cui alcuni boss parlavano di "dargli una lezione".
Di Maggio, infatti, oltre a essere sospettato di aver fatto parte del clan guidato da Giuseppe Caiola, è anche nipote del boss Giuseppe Agrigento, a sua volta fratello di Gregorio, boss di San Giuseppe Jato. Nacquero, poi, contrasti dopo che Caiola venne nominato capo mandamento di San Cipirello proprio al posto di Di Maggio. Inoltre, Di Maggio era malvisto per la sua abitudine di chiedere soldi e lasciare debiti ovunque, tanto è vero che in una conversazione intercettata nel 2008 tra Giuseppe D'Anna e Caiola, il primo si lamentava: "Non è questione di una volta... qua è questione di sempre". Oppure, parlando con il padre: "E' lui che si fa schifiare...lui ancora non l'ha capito".
GdS, 8.7.2011

Premio Strega, a Edoardo Nesi con “Storie della mia gente”. È la 65esima edizione

Edoardo Nesi
Fin da subito in testa, lo scrittore ha atteso la proclamazione con cautela: "Questa vittoria va a tutte le persone che hanno perso il lavoro e a Prato che e' meravigliosa" Roma, 8 lug. - (Adnkronos) - E' Edoardo Nesi con 'Storia della mia gente', pubblicato da Bompiani, il vincitore del Premio Strega 2011, giunto alla sua 65esima edizione. Lo ha 'incoronato' la giuria presieduta da Antonio Pennacchi assegnandogli 138 voti. ''Il mio è un libro di resistenza - ha detto Nesi - Questa vittoria va a tutte le persone che hanno perso il lavoro le cui storie non vengono raccontate da nessuno. Il premio - ha aggiunto - va anche alla mia città, Prato, che è meravigliosa''. Al secondo posto, con 74 voti, si piazza l'esordiente Mariapia Veladiano con 'La vita accanto', pubblicato da Einaudi. Segue con 73 voti Bruno Arpaia, autore di 'L'energia del vuoto', edito da Guanda. Chiudono la cinquina Mario Desiati con 'Ternitti', pubblicato da Mondadori, che ha ottenuto 63 voti,e 'La scoperta del tempo', pubblicato da Nottetempo, a cui sono stati assegnati 45 voti. Fin da subito in testa, Nesi ha atteso la proclamazione con cautela. ''Essere tra i favoriti non vuol dire nulla - ha confessato prima del verdetto finale - E soprattutto essere in testa alla cinquina non conta granché. Anche perché nel 2005 ero il primo ma poi arrivai secondo. Non bisogna dare troppo valore ai risultati parziali''. Non appena è stato proclamato vincitore ha confessato però di essere ''soddisfatto di aver spezzato il monopolio imposto della Mondadori negli ultimi anni. Un risultato - ha proseguito Nesi - che mi dà un certo piacere. Il palcoscenico dello Strega offre sempre grandi emozioni''. Alla soddisfazione dello scrittore toscano si è affiancata anche quella di Paolo Mieli, presidente di Rcs Libri: ''E' bello vincere in un'occasione come questa. Ma vogliamo rendere omaggio anche agli altri libri in gara che erano bellissimi'', ha detto con una buona dose di fair play.

Ministro Romano: il gip chiede l'imputazione per mafia

Il ministro Saverio Romano
Per il titolare delle Politiche agricole la Procura di Palermo ha 10 giorni di tempo per formulare "imputazione coatta per concorso esterno in associazione mafiosa" Il gip di Palermo, Giuliano Castiglia, ha chiesto l'imputazione coatta per concorso esterno in associazione mafiosa per Saverio Romano, attualmente ministro delle politiche agricole. La procura ha dieci giorni di tempo per formulare il capo d'accusa e chiedere il rinvio a giudizio. La procura nei mesi scorsi aveva chiesto l'archiviazione per Romano, sospettato di collusioni, ma il giudice per le indagini preliminari sulla base degli atti a lui presentati ne ha chiesto l'imputazione. Delle presunte collusioni del ministro hanno parlato i pentiti Angelo Siino e Campanella.
LA DIFESA DEL MINISTRO - "Il gip Giuliano Castiglia non ha ritenuto di accogliere la richiesta di archiviazione formulata dal Pm Antonino Di Matteo nel procedimento che mi ha visto indagato quasi ininterrottamente per otto anni anche se l'indagine era tecnicamente spirata nel novembre del 2007. Questi semplici ma inconfutabili dati dimostrano il corto circuito tra le istituzioni e dentro le istituzioni". Lo afferma il ministro per le Politiche agricole, Saverio Romano. "Il fallimento del sistema giudiziario - prosegue Romano - vive nella interminabile condizione che si riserva al cittadino Saverio Romano in un periodo di tempo che nella sua enorme dimensione rappresenta già una sanzione insopportabile anche se l'epilogo sarà quello da me auspicato. Del resto sarebbe di contro parimenti fallimentare un sistema della giustizia che ha lasciato operare per così tanto tempo un uomo politico che potrebbe aver commesso l'infamante reato di concorso con Cosa Nostra. Purtroppo ormai da quasi 20 anni il nostro Paese assiste ad uno spettacolare conflitto che in questi ultimi mesi all'approssimarsi della riforma giudiziaria si è acuito. Sono addolorato e sconcertato; con questo provvedimento non viene chiesta solo la formulazione dell'imputazione per il sottoscritto ma vengono messe in discussione le conclusioni alle quali dopo lunghissimi approfondimenti era pervenuta la Procura di Palermo. Difenderò in ogni sede il mio nome, per me, per i miei familiari e per la comunità politica che rappresento".
REAZIONI "Per difendere al meglio in ogni sede il suo nome, come il ministro romano ha promesso di voler fare, gli consigliamo di dare immediate dimissioni. Solo così potrà garantire allo stesso il suo impegno nel processo che lo vedrà coinvolto e tutelare l'istituzione che in questo momento rappresenta". Lo dice Laura Garavini, capogruppo Pd nella commissione bicamerale antimafia. "Aveva ragione il Presidente della Repubblica a esprimere perplessità sulla nomina di Saverio Romano a ministro. L'imputazione coatta per mafia richiesta dal gip di Palermo rende incompatibile la permanenza di Romano al governo e sarebbero auspicabili le sue immediate dimissioni".Lo dichiara il vicepresidente di Futuro e Libertà, Italo Bocchino."L'Italia non può permettersi di avere un ministro imputato per mafia - dice - tanto più che la sua nomina non è stata frutto di un percorso politico ma una remunerazione per avere abbandonato l'Udc, facendo da stampella al governo".
La Repubblica, 8.7.2011

7/08/2011

Corleone, stasera il consiglio comunale tornerà ad occuparsi della Cascata delle Due Rocche concessa ad Omnia Onlus

Stasera, alle ore 20.00, il consiglio comunale di Corleone tornerà a discutere della Cascata delle Due Rocche, che il sindaco Iannazzo ha affidato senza gara all'Associazione Omnia Onlus, a lui troppo vicina. C'è attesa per l'intervento del segretario generale del comune, la d.ssa Sonia Acquado, che dovrà spiegare (e convincere) al consiglio comunale che la delibera di cencessione è conforme alla legge. Con l’ordine del giorno, che avevo presentato lo scorso 3 maggio, si chiede invece la revoca della delibera della Giunta Municipale n. 9 del 20.1.2011, con cui il Comune di Corleone ha Con concesso per almeno tre anni (e con un cofinanziamento del valore di 30 mila euro) l’area naturalistica della Cascata delle Due Rocche e del Parco fluviale all’Associazione OMNIA Onlus, per l’attuazione del progetto FLORA, in quanto viola l’art. 192 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali (obbligo della procedura di evidenza pubblica nell’affidamento di un servizio), e l’art. 13 della L.R. 30 aprile 1991, n.10 sulla concessione dei contributi pubblici. Ma la revoca si chiede anche per eliminare ogni possibile ombra sull’imparzialità dell’azione amministrativa del Comune di Corleone, che possa compromettere la credibilità del difficile percorso di legalità portato avanti in questi anni.

L'Anpi e la Fillea-Cgil ricordano i caduri dell'8 luglio 1960 a Palermo con un fiore

La prima pagina del giornale "L'Ora"
"Noi ci saremo. Anche noi porteremo un fiore". Inizia così l'invito che Anpi Palermo lancia per ricordare l'8 luglio 1960. Quell'anno il dc Tambroni costituiva un governo con l’appoggio determinante del Movimento sociale, per la prima volta dopo la liberazione. Una provocazione che di fatto tentava la ricostituzione del partito fascista alla quale il popolo italiano rispose con manifestazioni unitarie e sciopero generale della Cgil in tutto il paese. La reazione della polizia del peggiore periodo scelbiano fu violenta e furono barbaremente uccisi 11 manifestanti: 5 a Reggio Emilia, 4 a Palermo, 1 a Catania e uno, il primo a cadere, il 5 luglio, a Licata. Spiega l'Anpi di Palermo: "La grave situazione politico-economica attuale, caratterizzata peraltro ancora da vari gravissimi tentativi di stravolgimento della Costituzione, registra la riproposizione, oggi come ieri, di alcune norme che violano il dettato costituzionale contro la ricostituzione del partito fascista arrivando addirittura alla riabilitazione delle nefande squadraccie repubblichine". Da qui l'inviito a partecipare alla manifestazione che si svolgerà la mattina di venerdi’ otto luglio (ore 9,00). "Anche noi porteremo un fiore in ricordo dei nostri caduti ai piedi della lapide che li ricorda posta in via Maqueda angolo via Celso. Non puoi non esserci. Anche tu porta un fiore".
Dopo la cerimonia, la Fillea-Cgil ha organizzato un convegno a Palazzo delle Aquile dal titolo “Progettare il presente per costruire il futuro”. Presiederà il segretario della Cgil di Palermo Maurizio Calà, introdurrà il segretario della Fillea-Cgil Mario Ridulfo. Interverranno Ugo Dibennardo, direttore generale Anas, Giulio Di Chiara, dell'associazione Mobilita Palermo, l’assessore Mario Milone del Comune di Palermo, l’assessore Gigi Tomasino della Provincia, Giuseppe Galuzzo di Sys Scpa e Giuseppe Di Giovanna, presidente Ance Palermo. Concluderà Walter Schiavella, segretario nazionale Fillea Cgil.

7/06/2011

Carini, i carabinieri scoprono una piantagione con circa 400 piantine di cannabis e arrestano due giovani

I carabinieri in azione nella piantagione di cannabis
Dall’inizio dell’anno 2011 i Carabinieri del Comando Provinciale hanno operato ben 9 arresti per coltivazione di sostanza stupefacente, rinvenendo in totale circa 500 piante di marijuana tra Palermo e provincia e sequestrando oltre 2400 grammi di marijuana. Ma oggi, a circa 1 anno di distanza dalla maxi coltivazione del 2010, i Carabinieri della Compagnia di Carini hanno scoperto la prima grande piantagione dell’anno: oltre 400 piantine di cannabis indica dell’altezza di 150 cm circa, traendo in arresto due persone. Si tratta di CARDINALE Vito, carinese classe 1983, residente in via Baiata, pregiudicato e ANZELMO Massimo carinese classe 1979 residente in via Acqua Canale. I militari sono riusciti a scoprire la piantagione grazie ai servizi svolti nei territori più alla periferia della cittadina, dove le piante di marijuana possono essere celate tra la vegetazione già esistente. Ed infatti solo grazie ad attenti servizi di osservazione del territorio e con l’ausilio dell’elicottero del 9° Elinucleo dei Carabinieri di Palermo, con numerosi voli di ricognizione, si è potuto individuare la piantagione. 
Vito Cardinale
L’utilizzo dell’elicottero è ormai uno strumento indispensabile, perchè spesso le piantagioni sorgono in zone difficilmente raggiungibili a piedi e solo una ricognizione dall’alto permette di visualizzarle, localizzando il punto preciso e le possibili vie per raggiungere il terreno. Infatti i Carabinieri della Stazione di Torretta unitamente all’Aliquota Operativa della Compagnia di Carini si sono recati presso il monte Saraceno per visionare il territorio compreso tra la via Cangialosi e la via Passo d’Acqua di Carini a seguito di un’ampia attività investigativa eseguita già nei giorni precedenti. Durante il servizio di osservazione i militari hanno notato due giovani intenti alla irrigazione di piante dall’intenso colore verde che si distinguevano dalla vegetazione circostante. Da una attenta osservazione i Carabinieri hanno ben distinto nove terrazze su cui emergevano diverse piante di marijuana. In particolare hanno notato CARDINALE Vito, che con l’ausilio di un tubo di irrigazione provvedeva ad innaffiare le piante anzidette e a breve distanza vi era ANZELMO Massimo il quale posizionatosi ai bordi di una piscina in disuso provvedeva, mediante l’ausilio di una pompa sommersa, a riempire delle vasche di raccolta in cui immergeva il tubo per l’irrigazione usato dal CARDINALE.

Massimo Anzelmo

Ed è proprio a questo punto che i militari sono intervenuti avvicinandosi ai due giovani e bloccandoli. Dopo una prima ricognizioni i Carabinieri hanno rinvenuto circa 400 piantine di marijuana di altezza variabile dai 50 ai 180 cm. Sui luoghi è intervenuto anche personale del Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale Carabinieri di Palermo, che ha provveduto a campionare le piante di marijuana per la loro estirpazione e successiva distruzione. I due giovani sono stati tratti in arresto con l’accusa di coltivazione di sostanza stupefacente in concorso e sono stati tradotti presso la Casa Circondariale “Ucciardone” di Palermo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
 Obiettivo del Comando Provinciale di Palermo è tutelare i più giovani e le indifese fasce d’età dalle fattispecie di reato che ne costituiscono una costante minaccia. In tal senso l’attività repressiva nel settore degli stupefacenti non si limita ai servizi finalizzati a contrastare il fenomeno dello spaccio, ma va oltre fino a puntare dritto contro produttori e trafficanti delle sostanze psicotrope.
Palermo, 06 luglio 2011

Palermo, i carabinieri arrestano un latitante originario della Yugoslavia. Era ricercato dal 2008

RADOSAVLJEVIC MARKO
Nel tardo pomeriggio di ieri in Viale del Fante, i Carabinieri della Stazione Palermo Resuttana Colli, nel corso di un mirato servizio di controllo del territorio, volto alla ricerca di latitanti, fermavano un uomo nei pressi dello stadio delle “Palme” in compagnia di altre persone domiciliate presso il campo nomadi della Favorita, che all’atto dell’identificazione non forniva chiaramente le sue generalità. Pertanto i militari dell’Arma al fine di generalizzare l’uomo, lo invitavano in Caserma per eseguire tutti gli accertamenti necessari all’esatta identificazione dello stesso. E’ bastato poco, che sul conto dell’interessato risultavano diversi “ALIAS” utilizzati nel corso degli anni per sfuggire alla cattura delle forze dell’ordine, in particolare tre: - DRAGUTINOVIC Slavko, nato Jugoslavia classe 1980; - RADOSAVLJEVIC Merkurio, nato Zagabria classe 1985; - RADOSAVLJEVIC Filipo, nato Jugoslavia classe 1984. Successivamente, l’uomo veniva condotto presso l’Ufficio Immigrati della Questura di Palermo, dove da accertamenti in Banca Dati delle Forze dell’Ordine risultava pendere un ordine per la cattura, emesso nel 2008 dal Tribunale di Firenze. L’uomo identificato in RADOSALVLJEVIC Marko, nato in Yugoslavia 27enne, pluripregiudicato, catturando, era ricercato in campo nazionale per reati di furto e ricettazione commessi in Palermo e nel territorio Italiano, dal 1999 al 2005, dovendo espiare una pena detentiva pari a otto mesi e sedici giorni di reclusione. L’arrestato su disposizione della competente Autorità Giudiziaria che ha emesso il provvedimento restrittivo è stato associato presso la casa circondariale “Ucciardone” di Palermo. Palermo, 06 luglio 2011

Palermo, sorpreso a spacciare, arrestato dai carabinieri

Erano quasi le 02.00, quando una pattuglia della Stazione Carabinieri di Palermo Mezzo Monreale, impegnata in un servizio di contrasto agli stupefacenti, disposto dal Comando Provinciale di Palermo, stava percorrendo via Danisinni quando hanno notato un uomo dall’apparente età di circa 30 anni avvicinarsi ad autovettura Smart di colore blue, a bordo della quale vi era un ragazzo. In quel frangente, i Carabinieri hanno notato l’uomo cedere al conducente di una Smart un involucro di carta. Così sono intervenuti immediatamente immobilizzando i due e recuperando l’involucro poco prima notato, che al suo interno è risultato contenere della sostanza stupefacente, verosimilmente foglie di marijuana, per un peso complessivo di circa 2 grammi. Il pusher accompagnato in caserma ed identificato in S.r., nato a Palermo classe 1981, ivi residente veniva tratto in arresto con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti mentre l’acquirente, S.l. palermitano classe 1990 veniva segnalato all’Ufficio Territoriale del Governo quale assuntore di sostanze stupefacenti. S.r. su disposizione del P.M. è stato liberato in attesa di giudizio. Palermo, 06 luglio 2011

Rifiuti: Panepinto, per far funzionare riforma servono modifiche

Il parlamentare regionale PD lavora ad un ddl. Obiettivi: servizi migliori e tariffe più basse. “Bisogna modificare l’attuale legge che regola il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti in Sicilia, per questo sto lavorando ad un disegno di legge per introdurre modifiche necessarie a dare completa attuazione ai principi della riforma approvata circa un anno fa”. Lo dice Giovanni Panepinto, deputato regionale del PD. “Bisogna introdurre – prosegue - il principio di responsabilità diretta dei comuni e di chi li amministra rispetto al raggiungimento delle quota di raccolta differenziata; bisogna attribuire ai comuni le funzioni di ‘spazzamento’, raccolta differenziata anche con il porta a porta, raccolta di rifiuti solidi urbani e rifiuti ingombranti; bisogna inoltre abolire e superare la previsione di ambiti a carattere provinciale e dar vita a liberi consorzi di comuni, anche a carattere sovra-provinciale, in territori omogenei. Questi liberi consorzi – prosegue Panepinto - devono essere costituiti per almeno il 30% da comuni che raggiungono almeno il 40% di raccolta differenziata, e devono curare direttamente il funzionamento dei centri di smaltimento dei rifiuti e il loro trattamento, nonché i rapporti con i consorzi di filiera”. “Con queste modifiche – conclude Panepinto - vogliamo raggiungere due obiettivi: ridurre i costi a carico dei cittadini e avere città pulite e vivibili”. Palermo, mercoledì 6 luglio 2011

Tutto pronto per un "super" 8° Rally "Valle del Sosio"

La macchina di Cutrera
Già chiuse le iscrizioni, grande soddisfazione per il folto elenco iscritti. Tra le 4 S2000, la S1600, le 3 N4 e le 6 R3C presenti gli attori principali dello challenge ottava zona. Corleone (Pa), 6 luglio 2011 – Per l’Italia Grandi Eventi è giunta l’ora di raccogliere i primi frutti di un importante lavoro di organizzazione e promozione. Un lavoro che si intensificherà nel prossimo fine settimana, per accogliere nel migliore dei modi i 79 partecipanti all’ottava edizione del Rally Valle del Sosio, gara valida per il Campionato Siciliano e terzo appuntamento dello challenge ottava zona, in programma il 9 ed il 10 luglio. Della partita gli attori principali dello challenge, alcune auto storiche e soprattutto tante auto provenienti da tutta la Trinacria. Grande assente il plurivincitore (compresa l’ultima edizione) Totò Parisi. Nella classe regina delle Super 2000, quest’anno saranno ben quattro gli equipaggi alla ricerca dell’alloro, primo fra tutti con il numero 1 sulle portiere il giovane talento corleonese Giovanni Cutrera, affiancato da Valentina Di Palermo sulla conosciuta Punto Abarth di Bernini. A Cutrera faranno compagnia con tre Peugeot 207, Antonio Di Lorenzo, “Franco” Vintaloro e Gianluca Calì. Ad infastidire i primi ci sarà “Arcangelo” Palazzo con la Renault Clio Super 1600 della BrSport, seguito dalle N4 di Cristoforo Di Miceli, Umberto Lunardi e Pino Territo. Da non sottovalutare le sei Renault New Clio R3C, capitanate dall’esperto sanmarinese Alex Broccoli e dal campione siciliano in carica Bartolo Mistretta.
Come ogni anno l’evento ripercorrerà attraverso l’incantevole Valle del Sosio, un tracciato ormai collaudato lungo 230 km e rivisto solo nell’ordine delle prove speciali, data l’esclusione della prova spettacolo “Rizza” prevista nelle precedenti edizioni come prologo della gara. La manifestazione, patrocinata dall’Unione dei Comuni della Valle del Sosio, dall’Assessorato Regionale al Turismo, dalla Presidenza dell’Assemblea della Regionale Siciliana, dal Comitato Regionale del Coni e dalla Provincia Regionale di Palermo, avrà quest’anno al suo fianco anche degli importanti partner come Enel, Snai e Campione Gomme.
“La fiducia dimostrata dai numerosi iscritti mi galvanizza particolarmente - ha sottolineato il presidente di Italia Grandi Eventi Leo Di Puma - e dona a tutta la squadra la giusta carica per affrontare il duro lavoro dei prossimi giorni. Ringrazio in particolare i partner istituzionali e gli sponsor che anche in questa ottava edizione hanno fatto si che attraverso l’automobilismo si possa valorizzare la splendida Valle del Sosio”
I motori si accenderanno già da domani con le ricognizioni autorizzate del percorso. Dopo le verifiche sportive e tecniche previste sabato 9 luglio a Prizzi presso la sede dell’Unione dei Comuni, le ostilità si apriranno l’indomani con la partenza alle ore 8:30 dalla Piazza Umberto I di Palazzo Adriano, uno scorcio della Valle reso famoso dal celebre film Nuovo Cinema Paradiso. I giochi si concentreranno domenica 10 luglio nei 72,38 chilometri che comporranno le 10 prove speciali in cartello “Prizzi” e “Santa Venera” (da ripetersi due volte), “Sant’Anna”e “San Carlo” (da ripetersi tre volte). L’arrivo è previsto alle 18:30 a Chiusa Scalfani in piazza Santa Rosalia. Tutto fedelmente documentato dai canali mediatici del portale www.siciliarally.com e dalla trasmissione televisiva “Controsterzo Motori”, che giovedì 14 luglio trasmetterà alle ore 20 uno speciale sull’emittente TV Telecolor. I documenti di gara e ulteriori informazioni possono essere consultate sul sito internet www.rallydelsosio.it
Claudia Colombo

Corleone, campi di lavoro antimafia. I volontari in via D'Amelio

In via D'Amelio
Dopo una colazione abbondante siamo tornati nel vigneto che abbiamo cominciato ieri per finire di montare i filari per le giovani piantine. Con grande felicità delle nostre spalle bruciate il sole era coperto da qualche nuvola che minacciava pioggia,quindi la fatica veniva meno accusata da tutti noi. Siamo tornati a casa un po’ prima del solito, alle 11 30, per prepararci all’uscita a Palermo. A pranzo,dopo le deliziose lasagne cucinate in abbondanza dal nostro cuoco Filippo, a sorpresa ci è stato servito un abbondante piatto di cannoli per festeggiare il diciottesimo compleanno di Filippo e Michele. Dopo una pennichella pomeridiana (che noi non stiamo facendo!!!) per recuperare energie siamo pronti per affrontare il viaggio di 60 km in furgone. 23:30 - Siamo appena tornati dalla caotica Palermo,dove siamo stati in via d’Amelio,il luogo in cui è stato assassinato Borsellino e la sua scorta, dove abbiamo appeso il nostro cappello della CGIL sull’ulivo in sua memoria, e all’Arci di Palermo nel cortile Tavola tonda dove, per il decimo anniversario del G8 di Genova, abbiamo visto un filmato sugli avvenimenti e sull’assassinio di Carlo Giuliani con la testimonianza del presidente dell’Arci Sicilia e il consigliere provinciale di Sinistra ecologia e libertà. Dopo una discussione e un aperitivo “rinforzato” ci siamo fermati a parlare per un’oretta e così soddisfatti (stanchi) e cantando, siamo tornati sotto un cielo stellato nella nostra tranquilla Corleone. Buonanotte a tutti, noi ci ritiriamo nelle nostre stanze per recuperare il sonno perduto della pennichella saltata.
Angelica e Edoardo (con l’aiuto di molti)
Corleone, 5 luglio 2011

Misilmeri, una banda di ladri arrestati dai Carabinieri mentre faceva razzia in un casolare di campagna

Continuano senza indugio i controlli del territorio disposti dal Generale Teo LUZI tesi al contrasto dei reati predatori, in particolare svolti nelle zone di periferia e di campagne, poiché essendo isolate, vengono prese di mira da sciacalli, che fanno razzia di ogni materiale ed utensili da rivendere per poche decine di euro. In Misilmeri (PA), nella contrada Scalambra/Mortilli, una pattuglia del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Misilmeri, con l’ausilio dei colleghi della Stazione Carabinieri di Belmonte Mezzagno (PA), hanno tratto in arresto nella flagranza del reato per “furto in abitazione aggravato in concorso” tre palermitani in trasferta abili “topi” di campagna, sorpresi a rubare materiali ed utensili in abitazioni rurali. Questi i nomi: LUCCHESE Paolo, nato palermo 27enne; ARCARA Giuseppe, nato Palermo 43enne ed il 17enne palermitano e L. S., tutti abitanti in via Agesia di Siracusa, tutti disoccupati, pregiudicati. I tre predatori, sono stati sorpresi all’esterno di un’abitazione rurale subito dopo aver asportato e caricato a bordo della loro autovettura, una Opel Corsa, diversi attrezzi agricoli e utensili vari. Inoltre, a bordo del veicolo sono stati rinvenuti alcuni arnesi utilizzati per lo scasso al fine di riuscire ad entrare nell’abitazioni rurali. La refurtiva e gli arnesi da scasso sono stati posti sotto sequestro. La refurtiva sarà comunque restituita ai proprietari delle abitazioni rurali prese d’assalto, dopo essere stati identificati ed invitati per formalizzare le relative denunce di furto. I tre malfattori accompagnati in Caserma, sono stati dichiarati in arresto con l’accusa di furto aggravato in concorso; il minorenne, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria per i minorenni, è stato associato presso la casa circondariale “Malaspina” di Palermo, mentre per gli altri due componenti della banda LUCCHESE Paolo e ARCARA Giuseppe, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Termini Imerese, ha disposto il rinvio dell’udienza di convalida dell’arresto, per il prossimo 6 luglio, ordinando pertanto la custodia cautelare presso la casa circondariale “Cavallacci” di Termini Imerese. Sono in corso indagini dei Carabinieri della Compagnia di Misilmeri per identificare eventuali rivenditori illegittimi del capoluogo, in grado di ricettare la merce rubata.
Palermo, 05 luglio 2011

Campi di lavoro antimafia anche in Campania

Alla Camera del lavoro di Caserta
Oggi sopralluogo nella provincia di Caserta insieme all'Arci Campania , allo Spi Cgil Naz e alla Camera del lavoro e all'arci del luogo. Definizione del programma e visita della base logistica , dove dormiranno i volontari; della mensa sociale , una scuola funzionante "aperta" nel periodo estivo in favore dei lavoratori agricoli sfruttati delle campagne e del campetto di calcio di Casapesenna nell'ambito di un bene confiscato molto ampio tra area sportiva, abitazioni e cortili.... Un bellissimo e gustoso pranzo a San Cipriano d'Aversa, tra Casapesenna e Casal principe insieme ai soci della cooperariva sociale Agropoli che hanno realizzato un laboratorio ristorante "Nuova Cucina Organizzata" in locali confiscati alla "Nuova Camorra Organizzata". La disponibilità del Circolo di Legambiente che insieme al gruppo parrocchiale di Casapesenna sono impegnati nella costruzione di un punto di riferimento per gli adolescenti del luogo. E poi... l'incontro con il l'Associazione Nero e Non Solo che da poche "ore" ha avuto assegnato un bene confiscato agricolo dove fare agricoltura e aggregazione... Non nascondo di trovare una profonda debolezza e affetto per questo nome "Nero e Non Solo" che ben 25 anni fa fu un esperienza innovativa per l'organizzazione giovanile del PCI, la Fgci. Lì praticammo la politica del "fare" cercando di conciliare volontariato e politica, i nostri strumenti politici furono una mensa sociale e un gruppo doccie in favore di lavoratori sfruttati dalla camorra, il luogo fu Villa Literno, per noi giovani comunisti che militavamo nelle sezioni e nelle federazioni del PCI, nelle Feste dell'Unità, nell'organizzare dalle manifestazioni ai volantinaggi fu una svolta radicale. Non tutti nel PCI condivisero questa scelta; ricordo ancora oggi i dubbi e le risatine. Oggi organizzare volontari che torneranno lì, in quei luoghi, incontrando giovani dell'Arci con il supporto della Cgil per fare attività di sostegno concreto per gli immigrati sfruttati e conquista di spazi sociali per gli adolescenti del luogo mi fa un immenso piacere. Il merito va all'arci del luogo che ha ben seminato... Adesso serve trovare i 12 volontari in partenza dal 16 al 23 luglio..
Maurizio Pascucci
Coordinatore Campi Antimafie Arci

Davide Faraone: "Se Orlando e Lupo vogliono rompere il centrosinistra, sarò costretto a candidarmi a sindaco a primo turno"

Davide Faraone
Palermo, 5 giugno 2011 - “Il Pd in Sicilia ha smarrito la dritta via. E’ nato grazie alle primarie, sta lavorando a Roma per rilanciare un nuovo centrosinistra che si apra anche a nuove esperienze e in Sicilia che si fa? Si sta separando consensualmente con l’Idv per evitare le primarie a Palermo e il segretario regionale del Pd consulta indiscriminatamente, in un disegno confuso e surreale, da Sel a Fli per un’improbabile grande ammucchiata, trattando il partito di Vendola alla stregua di quello di Fini, o l’Idv di Di Pietro come l’Udc di Galioto e cercando con un book fotografico il candidato di spessore dell’ultim’ora. Tutto ciò sta avvenendo senza che si alzi, nel mio partito, nell’Idv e nel popolo delle primarie, un moto di indignazione”. Lo dice Davide Faraone, deputato regionale del Pd. “Se Orlando e Lupo - aggiunge - hanno in mente di rompere il centrosinistra e così evitare le primarie, riconsegnando Palermo a un centrodestra che in 10 anni l’ha massacrata, sarò costretto a candidarmi a sindaco a primo turno”. “Sarà una bella sfida - conclude Faraone - e alla fine sono convinto che l’innovazione batterà i consevatorismi e le nuove generazioni daranno il ben servito ai tromboni e ai trombati della politica. E anche a Palermo arriverà il vento del cambiamento”.

7/04/2011

Palermo. Un ubriaco fermato per un controllo aggredisce i CC, arrestato

Erano le 18,30 circa, quando una pattuglia di Pronto Intervento delle gazzelle del Nucleo Radiomobile del Comando Provinciale di Palermo è stata inviata dalla Centrale Operativa in via Paolo Paternostro presso un noto ristorante dove era stata segnalata la presenza di un extracomunitario che disturbava. Giunti sul posto i Carabinieri hanno trovato un uomo, successivamente identificato in KUSSI Aduma, nato in Ghana classe 1971, in Italia senza fissa dimora e privo di documenti che era in evidentemente stato di ubriachezza, che emanava un forte alito vinoso, un equilibrio precario ed era molto agitato. Accompagnato in Caserma è stato visitato da personale del 118 per le cure del caso, avendo mostrato alcuni graffi e dichiarando contestualmente di essere stato morso ad una gamba da un cane. Durante l’espletamento degli accertamenti del caso e le fasi del controllo, il KUSSI è andato in escandescenza cosa accaduta poco prima in strada mentre i militari stavano tentando di identificarlo, ma in questo caso non era possibile riportarlo alla calma così iniziava prima a spintonare con violenza e scalciare tutti i militari presenti, poi ad imprecare e minacciare i presenti. Con non poca fatica i Carabinieri sono riusciti ad immobilizzarlo e a riportarlo alla calma. Stante quanto prima descritto, il KUSSI veniva arrestato con l’accusa di minacce e resistenza a Pubblico Ufficiale e trattenuto nelle camere di sicurezza per essere tradotto presso il Tribunale di Palermo e sottoposto al rito direttissimo conclusosi con la convalida dell’arresto e rimesso in libertà. A seguire, l’interessato è stato accompagnato presso l’ufficio stranieri della locale Questura, dove gli è stato notificato un provvedimento di espulsione emesso dal Questore per lasciare il territorio nazionale entro 15 giorni.
Palermo, 4 luglio 2011

Petralia Sottana: nuovi controlli dei Carabinieri nel week-end, due persone denunciate

Continuano i controlli dei Carabinieri della Compagnia di Petralia Sottana (PA) nei comuni delle alte Madonie, soprattutto nel corso dell’ultimo week-end, tesi al contrasto e prevenzione di reati in genere ed al contrasto dell’uso scorretto di alcolici da parte di utenti della strada che indisciplinatamente si mettono alla guida di auto e moto, nonostante i continui appelli preventivi lanciati dai Carabinieri per la sicurezza.
In particolare i militari della Stazione Carabinieri di Polizzi Generosa (PA) hanno effettuato vari controlli soprattutto nelle zone del centro cittadino di quel comune, sorprendendo un uomo, G.O. 25enne del luogo, trovato in possesso a seguito di perquisizione veicolare di un “tirapugni” con 4 anelli in acciaio, un arma bianca di genere vietato, che è stata sottoposta a sequestro e l’uomo deferito in violazione dell’art. 4 della legge nr.110 del 1975. Nel corso di ulteriori attività di controllo alla circolazione stradale da parte dei Carabinieri della Compagnia di Petralia Sottana (PA) i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, in Bompietro (PA), hanno denunciato in stato di libertà, ai sensi dell’art. 186, comma 2 del Codice della Strada, un uomo originario di Palermo, P.L., 30enne del luogo. alla guida della propria autovettura. La pattuglia operante, nel controllare vari veicoli in transito, hanno fermato l’uomo a bordo di un’autovettura. Sottoposto quindi al test per verificare il tasso alcolemico, mediante apparato etilometro, questi è risultato essere superiore ai limiti consentiti (pari a 0,89g/litro). Il soggetto controllato è stato deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria di Termini Imerese e quale sanzione accessoria gli è stata ritirata la patente di guida.
Palermo, 04 luglio 2011

La Sicilia pericolosamente bloccata

di Agostino Spataro
Da troppo tempo, la Sicilia è ferma; ostaggio del conservatorismo dei suoi gruppi dominanti. Questo è il nodo politico centrale che, però, nessuno dei responsabili è disposto ad ammettere e, soprattutto, ad affrontare. Anzi, guai a chi fa notare le vistose crepe di questo mostruoso edificio del potere costruito intorno alla Regione. Ferma, per modo di dire. In realtà, va indietro, si allontana dagli standard raggiunti da altre regioni, non solo del centro nord. Sì, perché nelle dinamiche economiche e sociali la fissità non esiste: chi sta fermo viene sorpassato da altri che camminano. E così vediamo l’Isola, le sue belle province, quasi sempre precipitate al fondo di tutte le classifiche statistiche. Senza che succeda nulla. Il vero dramma della Sicilia sta anche in questa mancanza di percezione, di reazione, di opposizione. I giovani, invece di reagire, se ne vanno, dolenti e rassegnati, in cerca di un lavoro degno, di luoghi di studio e di cura più idonei al bisogno. Restano i figli dell’illegalità, della raccomandazione, del clientelismo deteriore. La Sicilia sembra fatta per loro. Solo per loro. LEGGI TUTTO

Intervista a Carlo Ruta. Mafie e narcoeconomy. Le democrazie possono vincere gli imperi della droga o ne resteranno preda?

Carlo Ruta
di Alessandro Zardetto
Il 22 giugno è arrivato in tutte le librerie Narcoeconomy, il nuovo libro del giornalista e storico Carlo Ruta. Un testo inedito, tra saggio e inchiesta (192 pagine, edito da Castelvecchi RX), che racconta del più grande e redditizio business delle mafie: il narcotraffico.L'analisi di Ruta parte da un dato particolarmente allarmante: nell'attuale crisi globale, l'unica attività economica che continua crescere e a garantire utili è proprio quella legata al traffico e alla produzione di droga. Tutti i piani di contrasto messi in atto dai governi mondiali, infatti, stanno fallendo mentre aumentano i capitali a disposizione degli imperi criminali.
Secondo lei, il potere delle mafie quanta influenza ha sulle scelte delle maggiori democrazie? LEGGI TUTTO

Si paga il pizzo a Corleone? "Ni"

Corleone dall'alto
Una delle domande più frequenti che si fanno è se a Corleone si paghi o meno il pizzo. La risposta che si da è che i piccoli esercenti non lo pagano ma che le grandi imprese sicuramente si. Risposta di chi conosce il territorio, perché ci vive, e di chi osserva ciò che succede intorno a sé. Gli ultimi arresti, hanno confermato tale intuito personale. Un qualsiasi commerciante della città direbbe "Noi non lo paghiamo, grazie a Dio non si e' mai presentato nessuno!". LEGGI TUTTO

7/03/2011

Operazione Estate Sicura. Controlli dei Carabinieri nelle località turistiche e marine: 30 persone denunciate

Un fine settimana fitto di controlli per i Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo impegnati nel capoluogo ed in Provincia, con particolare attenzione alle località costiere a partire dal lungomare Carinese, Mondello, Sferracavallo, sino a Bagheria, mete dei giovani alla ricerca di divertimento tra discoteche e locali notturni. Lo scopo dei servizi, disposti dal Comando Provinciale di Palermo diretto dal Generale di Brigata Teo LUZI, ed eseguiti dai militari del Nucleo Radiomobile e delle Compagnie Territoriali di Carini, Bagheria, Misilmeri e di Palermo è di prevenire i reati di tipo predatorio e le “stragi del sabato sera” attraverso un massiccio controllo alla circolazione stradale. Il dispositivo che è stato messo in atto quest’ultimo “week end” segue quello della scorsa settimana che aveva portato a considerevoli risultati per la sicurezza dei cittadini e vacanzieri, infatti, seguiranno altri servizi di controllo che con l’arrivo dell’estate e la contestuale chiusura di uffici, scuole e fabbriche garantiranno una maggiore presenza dei Carabinieri sul territorio. LEGGI TUTTO

Gli affari dei nuovi corleonesi

Gaetano Riina
di Gianluca Ferrari
C’e un’impresa, la Alizoo Torre dei Fiori, specializzata nella produzione di mangimi, allevamento e macellazione bestiame; e c’è un titolare, Salvatore Romeo, finito nella morsa del racket dei nuovi corleonesi. Trentamila euro la somma che Salvatore Mario Grizzaffi aveva deciso, sul finire del 2005, di imporre come pizzo. Grizzaffi si era mosso in autonomia, ma nell’interesse della famiglia di Corleone, e alla fine aveva ottenuto il via libera di Bernardo Provenzano. La conferma arriva dal pizzino con cui il padrino corleonese rispondeva a Nino Rotolo, capomafia di Paglarelli. È datato gennaio-aprile 2006 e Provenzano insisteva affinché venisse pagata la somma originariamente pattuita. “Allora ciò detto non meno di 30 per regolarmi, come vi siete regolato voi, non è per soldi, o farci un’affronto”. Salvatore Romeo tenterà di ottenere uno sconto, rivolgendosi all’amico Pietro Badagliacca, chiedendogli di scendere a quota 25.000 euro. LEGGI TUTTO

Sindaco di Palermo, in campo Orlando. Ma il Pd è pronto allo scontro

Leoluca Orlando
di SARA SCARAFIA

Il portavoce di Idv: "Sì, penso che mi candiderò. Ma non sarò mai alleato di Lombardo. Posso correre da solo, il primo turno farà da primarie". Vertice con i democratici che pongono le loro condizioni. Cracolici: "Noi trattiamo con il Terzo Polo"
Ha aspettato che la base fosse riunita e, alla fine, ha rotto gli indugi: "Se non ci sarà un candidato di spessore, frutto di un lavoro di condivisione e scelto attraverso le primarie, il 21 marzo, giorno di inizio della primavera, scioglierò anche l'ultima riserva e mi candiderò io: e a quel punto le primarie le farò da solo. Al primo turno". Leoluca Orlando, il sindaco della "primavera di Palermo", sfida il Partito democratico e annuncia di essere pronto a ricandidarsi: se il Pd resterà alleato di Raffaele Lombardo e non ci sarà un percorso condiviso, lui scenderà in campo "per salvare la città da una nuova vittoria del centrodestra". Orlando ha parlato ieri a una platea di quattrocento persone durante l'assemblea provinciale di Italia dei valori, che ha confermato all'unanimità la fiducia al segretario Pippo Russo.
Il portavoce nazionale di Italia dei valori, all'Addaura hotel, ha detto che il suo obiettivo è quello di ritrovare una unità nel centrosinistra e di scegliere un candidato di spessore attraverso le primarie: "In quel caso mi farei da parte - dice - c'è un tempo per tutto e io il sindaco l'ho già fatto". Parole che hanno fatto sussultare l'aspirante erede Fabrizio Ferrandelli, capogruppo del partito al Comune che ieri è stato tra i più applauditi. Ma la sua incoronazione è una strada tutta in salita. Perché su un punto Idv non ha dubbi: non ci saranno primarie con un Pd alleato dell'Mpa. E quello tra i democratici e Lombardo sembra un sodalizio destinato a durare. Orlando, in questo caso, correrebbe da solo, sul modello di Luigi De Magistris a Napoli.

Il procuratore di Palermo Francesco Messineo: «Quella dei “corleonesi” è una famiglia ad intensa vocazione criminale»

di Giorgio Petta
«La vecchia mafia non ha alcuna intenzione di ritirarsi. E tanto meno il nucleo familiare di Salvatore Riina. Nonostante la repressione delle forze dell'ordine, i processi e le condanne a pesantissime pene detentive, c'è tra questi personaggi mafiosi una perdurante, intensa vocazione a proseguire nelle attività criminali».
C'è una punta di amarezza nelle parole del procuratore Francesco Messineo. Non si contano le indagini e gli arresti degli ultimi anni a carico della cosca corleonese, eppure i «peri 'ncritati» continuano a dettare legge. Se ci fossero ancora dei dubbi tra gli inquirenti, i risultati dell'inchiesta «Apice» li hanno spazzati via. Diciotto anni dopo la clamorosa cattura di «Totò u curtu» e cinque dopo quella di Bernardo Provenzano in contrada «Montagna dei Cavalli», Corleone resta infatti la «capitale» della mafia siciliana e quindi dell'intero Pianeta. LEGGI TUTTO

IL COLPO ALLA "FAMIGLIA" DEI "CORLEONESI": LE FOTO DEGLI ARRESTATI


Alessandro Correnti
 

Gaetano Riina
 

Giuseppe Grizzaffi
 

Giovanni Durante


7/02/2011

L'arresto di Gaetano Riina. Gli approfondimenti, i retroscena

Gaetano Riina
(AGENPARL) - Roma, 01 lug - I Carabinieri del Gruppo di Monreale e del ROS, a Corleone, Bagheria (PA) e Mazara del Vallo (TP), a conclusione di un’attività investigativa convenzionalmente denominata “Apice”, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo - Direzione Distrettuale Antimafia (Proc. Agg. Ignazio De Francisci e Sost. Proc. Marzia Sabella), hanno eseguito 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere (associazione di tipo mafioso ed estorsioni) nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti appartenere alla famiglia mafiosa di Corleone, emesse il 28 giugno dal Tribunale di Palermo – Sezione G.I.P. su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. L’attività investigativa, durata circa 3 anni, ha permesso di: menomare fortemente lo storico mandamento mafioso di Corleone; azzerare la capacità operativa della famiglia dei Riina attraverso l’arresto di Gaetano Riina , fratello del più noto Salvatore Riina, capo di Cosa Nostra, e dei suoi pronipoti Giuseppe Grizzaffi e Alessandro Correnti; acquisire alcuni elementi (al di là del singolo episodio estorsivo contestato con l’odierna ordinanza) sulla capillare attività estorsiva ai danni degli imprenditori presenti nel territorio di Corleone e Mazara del Vallo, dove Riina vive da tempo, effettuata allo scopo di finanziare le casse dell’organizzazione criminale e della famiglia di sangue. Lo rendono noto i Carabinieri di Palermo. LEGGI TUTTO

Campi di lavoro antimafia a Corleone. Arrivano altri volontari

In partenza dalla stazione di Firenze
Ieri sera un bel gruppo di volontari sono partiti dalla stazione di Bologna e quindi a Firenze Campo di Marte sono saliti altri (vedi foto). Questa mattina altri partiranno dall' aeroporto di Pisa. Direzione Corleone!! Il coordinamento del campo con 27 volontari è affidato all'Arci di Firenze e le cucine allo Spi Cgil di Montale (PT) e di Catania. Ma questa mattina partiranno altri volontari dall'aeroporto di Bologna per Brindisi. Direzione Mesagne. Qui i 14 volontari saranno coordinati dall'Arci di Modena. In viaggio sono anche 4 ragazze calabresi dalla stazione di Reggio Calabria raggiungeranno la Toscana dopo un lungo viaggio notturno. Direzione Serravalle Pistoiese. Inoltre si sta consolidando il laboratorio attivo a Cecina presso la Pizzeria della Vitamina con i nostri 16 volontari. Quindi 62 volontari dislocati in 2 campi di lavoro e 2 laboratori. Fatti concreti e partecipazione giovanile "vera", vedremo da domani le loro attività!! Altri 36 volontari sono tornati ieri da Corleone dopo il loro turno di 15 giorni.
Qui sotto una bella comunicazione di Luciano Silvestri, Resp Naz Cgil Legalità ma sopratutto un compagno di viaggio che fin dall'inizio ha partecipato alle scelte strategiche di questo meraviglioso progetto!!
Maurizio Pascucci
Coordinatore Progetto "Liberarci dalle spine"

Campi di lavoro antimafia. Luciano Silvestri (Cgil nazionale): "Un'esperienza straordinaria!"

Caro Mimmo,care/i ragazze/i, Sto seguendo, attraverso i diari che Maurizio Pascucci, e in questo periodo anche Mimmo, inviano quotidianamente,le belle ed impegnative giornate di Corleone. Ogni volta che li leggo la memoria va inevitabilmente al 2004,quando iniziammo in pochi, con pochi mezzi e senza alcuna esperienza questo cammino, e la gioia diventa ancora più grande nel vedere che i valori,lo spirito e sprattutto l'entusiasmo sono rimasti gli stessi. Cari/e ragazzi/e,come testimonia quest'ultimo diario,siete stati protagonisti di una esperienza straordinaria e avete dato un contributo importante alla crescita di quell'impegno civile che anima il lavoro delle associazioni che compongono il mondo dell'antimafia sociale. Porterete con voi un piccolo tesoro. Conservatelo con cura,raccontatelo. La legalita' e' una malattia buona,di quelle necessarie per costruire gli anticorpi contro le infiltrazioni mafiose,contro il malaffare,la corruzione. Senza legalita' questo paese non ha futuro. Il vostro entusiasmo,il vostro impegno solidale e gioioso da' a tutto questo e a tutti noi una forza straordinaria. Grazie. Spero di incontrarvi presto,magari in una delle tante iniziative che insieme all'Arci,alla Fondazione Caponnetto,a Libera,alla CGIL stiamo organizzando.
Un caro saluto a tutti
Luciano Silvestri
Responsabile legalita' e sicurezza CGIL Nazionale

Cinisi, torna l'unità nel movimento antimafia: la casa confiscata a don Tano sarà gestita da tutte le associazioni

Nel nome di Peppino Impastato ritorna l’unità nel movimento antimafia di Cinisi. Il fratello di Impastato, Giovanni, e i compagni di Peppino gestiranno insieme la casa confiscata al boss Gaetano Badalamenti. Le chiavi della palazzina, che si trova nel corso principale di Cinisi, sono state consegnate oggi pomeriggio dal sindaco Salvatore Palazzolo.

Cambia il prefetto di Palermo. Arriva Umberto Postiglione

Umberto Postiglione
Prende il posto di Giuseppe Caruso, che nei giorni scorsi è stato nominato responsabile dell'Agenzia nazionale dei beni confiscati. Umberto Postiglione è il nuovo prefetto di Palermo. Lo ha nominato il Consiglio dei ministri. L'ex prefetto di Agrigento si insedierà lunedì prossimo e sostituirà Giuseppe Caruso, che nei giorni scorsi è stato nominato responsabile dell'Agenzia nazionale dei beni confiscati. (30 giugno 2011)

Il mistero Massimo Ciancimino

Massimo Ciancimino
di Giuseppe Lo Bianco
Credo che Massimo Ciancimino abbia offerto all'inizio un contributo utile alle indagini sulla trattativa mafia-Stato, le sue dichiarazioni sugli incontri tra suo padre e i carabinieri hanno trovato numerosi riscontri e soprattutto hanno sollecitato la memoria di molti esponenti delle istituzioni che non avevano mai detto nulla, e che oggi offrono ai magistrati e alla commissione antimafia i loro tardivi ricordi, assumendosi, in qualche caso, anche la paternità unica di scelte (vedi Conso) difficilmente spiegabili al di fuori di una trattativa. La grandissima maggioranza dei documenti portata dal giovane figlio di don Vito e' risultata autentica, lo hanno attestato le perizie grafologiche e merceologiche redatte dalla polizia scientifica. Poi Ciancimino e' diventato un'icona mediatica: le sue passerelle nei programmi tv e nelle manifestazioni antimafia, i libri su suo padre, il suo presunto impegno a riscattare un cognome imbarazzante per consegnarlo ripulito al figlio Vito, in una parola la sua sovraesposizione mediatica ha fatto perdere di vista a tutti (e probabilmente anche allo stesso Ciancimino) il suo ruolo di semplice testimone, sia pure privilegiato, di una vicenda oscura e certamente centrale per lo sviluppo della democrazia in Italia. Ad un testimone si chiede la verità: se non la dice, o trucca le carte, va in galera, com'è capitato a lui. Il documento taroccato su De Gennaro, il tirare in ballo l'ex capo della Polizia sono stati il limite, oltre il quale è lecito chiedersi: quello che ha detto è stata tutta farina del suo sacco? O c'è stato (e c'è) qualcuno che lo manovra, condizionandone le parole (e le notizie) da consegnare ai magistrati? Fin dall'inizio ho pensato (ed ho scritto) che sulle sue rivelazioni bisognava procedere con i piedi di piombo, e mi pare che (a parte qualche fisiologico dissidio sulla gestione operativa delle inchieste) è quello che i pm di Caltanissetta e Palermo hanno finora fatto. E continueranno a fare, separando il grano dal loglio delle sue alluvionali (e sempre più incredibili) dichiarazioni.
Tratto da: cadoinpiedi.it
29 giugno 2011

7/01/2011

Mafia, in manette il fratello di Totò Riina. “E’ il consigliere del clan di Corleone”

Gaetano Riina
di SALVO PALAZZOLO
Gaetano Riina, 78 anni, è accusato di aver collaborato alla riorganizzazione delle famiglie di Cosa nostra. Risponde anche di estorsione: avrebbe architettato una serie di ricatti a imprenditori che operano nel settore degli appalti pubblici. I carabinieri hanno arrestato anche i due nuovi reggenti della famiglia di Corleone: Giuseppe Grizzaffi e Alessandro Correnti
I giovani mafiosi lo cercavano per un consiglio o per una raccomandazione. E lui non si tirava indietro, come fosse un vecchio padrino, anche se non ha mai avuto una condanna per mafia. Gaetano Riina, il settantottenne fratello minore del più noto Totò Riina, era ormai diventato un punto di riferimento per le nuove leve della mafia siciliana, che stanno cercando di riorganizzarsi dopo gli arresti e le condanne degli ultimi anni. Questo dicono le indagini dei carabinieri del Gruppo Monreale e del Ros, coordinate dal sostituto procuratore di Palermo Marzia Sabella e dall’aggiunto Ignazio De Francisci. Il cognome Riina conta ancora molto: Gaetano avrebbe ereditato dal fratello Totò, in carcere dal 1993, una rete di relazioni e di complicità. Per questa ragione, Gaetano Riina è stato arrestato con l’accusa di associazione mafiosa ed estorsione. LEGGI TUTTO
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