giovedì, giugno 23, 2022

Asp Palermo. Il farmaco non è disponibile: paziente rispedito a casa


FABIO GERACI

Il padre all’Asp: salute mentale dimenticata

Si presenta al Centro di Salute Mentale dell’Asp per ricevere la dose mensile Zypadhera, una medicina a lungo rilascio che serve a stabilizzare la sua patologia psichiatrica, ma viene rimandato a casa senza nessun’altra prescrizione perché il farmaco non è disponibile. A raccontare la vicenda in cui è incappato Maurizio, paziente di 50 anni, è il papà Giovanni Giaccone, palermitano ed ex primario della terapia intensiva neonatale all’ospedale di Ragusa, oggi in pensione: «Ho voluto segnalare il caso di mio figlio – ha detto il medico – perché si dà sempre per scontato che le famiglie debbano portare da sole tutto il peso dei propri cari affetti da disagio psichico, invece servirebbe il sostegno del servizio di salute mentale il cui approccio è troppo concentrato sui farmaci e poco sull’aspetto sociale».

Per fare sentire le proprie ragioni, Giaccone ha scritto una serie di mail ai responsabili dell’azienda sanitaria provinciale spiegando cosa è accaduto: «Il 9 giugno mio figlio, accompagnato da una persona di fiducia e ricompensata dalla famiglia, si è recato all’appuntamento fissato dal Centro di Salute Mentale per ricevere la sua dose

mensile. L’infermiera ha però comunicato che la farmacia ne era sprovvista per cui non sarebbe stato possibile procedere: la cosa più grave è che nessuno ha saputo indicare una data in cui tornare per fare l’iniezione, né era presente uno psichiatra per suggerire una terapia alternativa». Alla fine il problema è stato risolto e il 17 Maurizio è riuscito a farsi somministrare lo Zypadhera, la cui assunzione è più efficace rispetto all’uso delle pillole perché agisce sull’umore del paziente evitando i disturbi psicologici e psichiatrici: «Da dieci anni – continua Giaccone – mio figlio non ha avuto più bisogno di un trattamento sanitario obbligatorio grazie a queste punture, non si possono abbandonare a se stesse le persone». Il direttore generale dell’Asp, Daniela Faraoni, è subito intervenuta chiedendo scusa e promettendo che «verranno assunti i conseguenti provvedimenti” ma l’associazione “Meravigliosamente” ha chiesto un incontro al direttore del Dipartimento di Salute Mentale, Maurizio Montalbano, per chiedere che “vengano presi provvedimenti disciplinari verso chi ha sbagliato, è una vicenda di una negligenza e superficialità ingiustificabile”. Intanto il 30 giugno, familiari, operatori dei servizi e del terzo settore, associazioni di volontariato e cooperative sociali daranno vita ad un sit-in davanti all’assessorato regionale della Salute di piazza Ottavio Ziino per manifestare contro il disinteresse con cui si affronta l’assistenza psichiatrica. (*FAG*)

Gds, 23/6/2022

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