di MAURIZIO MURAGLIA
Il facente funzioni di Direttore
generale dell’Ufficio scolastico regionale Sicilia, Marco Anello, ha parlato di
"distorsione della realtà". Accostando il decreto sicurezza Salvini
alle leggi razziali, i ragazzi del Vittorio Emanuele III avrebbero distorto la
realtà e la loro insegnante glielo avrebbe colpevolmente permesso.
A scuola distorcere la realtà è la regola, perché fa parte del processo di
apprendimento e del precario controllo delle conoscenze che necessariamente
riguarda tutti i ragazzi. Se le conoscenze fossero perfettamente controllate
non ci sarebbe bisogno della scuola. Nella fattispecie il controllo
riguarderebbe le conoscenze storiche, che proprio di questi tempi sono al
centro delle polemiche riguardanti la sparizione del tema di storia alla
maturità. In parole povere, i ragazzi non avrebbero compreso la differenza
sostanziale che intercorre tra le leggi razziali del ’38 ed il decreto
sicurezza del 2019. Se questa differenza c’è, l’unica cosa da fare è spiegarla
ai ragazzi. Fare una lettura sinottica dei due dispositivi e fare
vedere che si tratta di due cose completamente diverse. Così facendo si
otterrebbero due obiettivi virtuosi: avere insegnato meglio la storia ai
ragazzi e avere dato un’immagine dell’istituzione del tutto incoerente con le
illazioni dei ragazzi: un’immagine democratica e tollerante.






























