Per bloccare ogni rischio i carabinieri del Comando
provinciale di Palermo hanno accelerato i tempi. I commercianti vittime del racket collaborano. Agueci:
"In quel territorio la mafia è ancora forte, ma ci sono barlumi di
speranza" Guarda il video
PALERMO - C'era fibrillazione fra Misilmeri e Belmonte
Mezzagno. I clan mafiosi erano pronti anche a gesti estremi.
Si erano rotti alcuni equilibri e per
bloccare ogni rischio, compreso quello che gli indagati scappassero, i carabinieri del Comando provinciale di Palermo hanno
accelerato i tempi. Sette persone sono state raggiunte da un provvedimento di
fermo chiesto dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dai sostituti
Francesca Mazzocco e Alessandro Picchi. Sono tutte accusate di associazione per
delinquere di stampo mafioso, estorsione e minaccia.


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