ROMA - Quattro grandi opere in Sicilia, tra cui tre interventi sulla viabilità nelle città di Palermo, Catania e Messina, completamento dell'Agrigento-Caltanissetta, più il rifinanziamento delle strade provinciali e la prosecuzione dei lavori sulla Salerno-Reggio Calabria nel rispetto delle esigenze delle popolazioni locali. Sono le principali opere annunciate oggi in una conferenza stampa, a Roma, dal ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, dei Trasporti Alessandro Bianchi, e dai governatori delle regioni Sicilia e Calabria Toto Cuffaro e Agazio Loiero, previste in un'intesa sottoscritta con il governo alla presenza del premier Romano Prodi, riguardante le priorità e le sceltè sui fondi che erano stati destinati alla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina. (Leggi tutto)
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10/04/2007
Niente ponte sullo Stretto, ma "pioggia" di euro per importanti infrastrutture in Sicilia
ROMA - Quattro grandi opere in Sicilia, tra cui tre interventi sulla viabilità nelle città di Palermo, Catania e Messina, completamento dell'Agrigento-Caltanissetta, più il rifinanziamento delle strade provinciali e la prosecuzione dei lavori sulla Salerno-Reggio Calabria nel rispetto delle esigenze delle popolazioni locali. Sono le principali opere annunciate oggi in una conferenza stampa, a Roma, dal ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, dei Trasporti Alessandro Bianchi, e dai governatori delle regioni Sicilia e Calabria Toto Cuffaro e Agazio Loiero, previste in un'intesa sottoscritta con il governo alla presenza del premier Romano Prodi, riguardante le priorità e le sceltè sui fondi che erano stati destinati alla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina. (Leggi tutto)
10/02/2007
Consultazione Nazionale su OGM e modello agroalimentare: Un sì per il futuro!
Mille iniziative e tre milioni di voti per una agricoltura senza ogm. L'Alpa Sicilia impegnata per la riusciuta dell'iniziativaPiù di mille iniziative su tutto il territorio nazionale per ottenere tre milioni di voti a favore di una agricoltura di qualità e libera da OGM. Con questo obiettivo la Coalizione “ItaliaEuropa – Liberi da OGM” a cui ha aderito l’ALPA ha promosso dal 15 settembre al 15 novembre in tutto il Paese la prima Consultazione Nazionale su OGM e modello agroalimentare, esperienza inedita in Italia e in Europa. (Leggi tutto)
7/22/2007
L'ecobenzina infiamma i prezzi del grano. È guerra tra biocarburanti e spaghetti
Boom del granturco per la benzina ecologica, la pasta rincarerà del 20%
di MAURIZIO RICCI
ROMA - Altro che rivolta delle tortillas, con i messicani infuriati per il prezzo sparato alle stelle dalla corsa all'etanolo. Adesso tocca a noi: spaghetti contro ecobenzina. Da qui a settembre, annuncia l'Unipi, l'associazione dei produttori di pasta italiani, il mezzo chilo di spaghetti rincarerà fino al 20 per cento. La De Cecco ha già ritoccato i listini del 10 per cento. Il gigante del settore, la Barilla (oltre 1 milione di tonnellate di pasta, l'equivalente di 10 miliardi di piatti di rigatoni o penne) sta per farlo. Gli altri seguiranno a ruota. Perché il prezzo della semola di grano duro - la materia prima della pasta - è salito, nel giro di sei settimane dall'ultimo raccolto, del 50 per cento sui mercati internazionali, da dove importiamo poco meno della metà del fabbisogno delle nostre industrie. (SEGUE)
di MAURIZIO RICCI
ROMA - Altro che rivolta delle tortillas, con i messicani infuriati per il prezzo sparato alle stelle dalla corsa all'etanolo. Adesso tocca a noi: spaghetti contro ecobenzina. Da qui a settembre, annuncia l'Unipi, l'associazione dei produttori di pasta italiani, il mezzo chilo di spaghetti rincarerà fino al 20 per cento. La De Cecco ha già ritoccato i listini del 10 per cento. Il gigante del settore, la Barilla (oltre 1 milione di tonnellate di pasta, l'equivalente di 10 miliardi di piatti di rigatoni o penne) sta per farlo. Gli altri seguiranno a ruota. Perché il prezzo della semola di grano duro - la materia prima della pasta - è salito, nel giro di sei settimane dall'ultimo raccolto, del 50 per cento sui mercati internazionali, da dove importiamo poco meno della metà del fabbisogno delle nostre industrie. (SEGUE)
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