lunedì, settembre 15, 2014

Corleone, campi di lavoro antimafia. "E allora via..."

I volontari del campo di lavoro antimafia di Corleone
Questa volta il diario sarà diverso perché per molti sarà l'ultimo giorno del campo di lavoro. So che dovrei raccontare cosa abbiamo fatto oggi ma, da coordinatore, preferisco raccontarvi cosa si è provato e riprovato, scoperto e confermato, nella settimana appena trascorsa. 
In questi sette giorni i ragazzi, innanzitutto, hanno scoperto che il dialogo tra le generazioni può avvenire sempre, soprattutto se i valori e gli ideali coincidono. L'hanno scoperto grazie a Renzo, Laura, Giusi, Luciano e Giovanni: i nostri fantastici volontari dello SPI CGIL che hanno lasciato temporaneamente le loro case, le loro famiglie, i loro nipoti, per venire ad insegnare ai ragazzi che "la solidarietà è l’unico investimento che non fallisce mai". 
Hanno anche imparato che la Sicilia è terra di mafia, ma anche di antimafia. E non lo hanno fatto solo grazie ai racconti delle grandi gesta dei caduti sotto i colpi di bombe e lupare o grazie alle testimonianze dei superstiti, ma soprattutto grazie a chi, nei campi di pomodori e nei vigneti impiantati nelle terre confiscate ai grandi boss, si è sporcato con loro le mani per mandare avanti un sistema di produzione pulito e libero. Il merito è quindi anche dei soci della cooperativa "Lavoro e non solo", per la simpatia, il siciliano italianizzato per farsi comprendere, la curiosità, i racconti di vita quotidiana e l'immensa disponibilità dimostratagli ogni giorno. Grazie quindi a Calogero e Maurizio, ma anche a Franco, Salvatore, Giuseppe, Totò, Bernardo e gli altri.


Questa pagina di diario, però, è dedicata proprio ai protagonisti dei campi di lavoro: quei ragazzi che hanno portato un pizzico di spensieratezza, allegria, vitalità, in un paese come Corleone; quei ragazzi che sono arrivati tardi o che sono andati via troppo presto; a quei ragazzi un po' "lagnusi", "sciccareddi", "strurusi", "corna rura", "grevi", "longhi a matula", "tistuni", eccetera eccetera eccetera; quei ragazzi vogliosi di conoscere la realtà siciliana, quella vera e non quella che si vede in tv o si legge sui giornali; quei ragazzi che "dai ci parli un po' in siciliano, ci piace!"; quei ragazzi che non hanno voluto i turni per svolgere i loro compiti, perché "vogliamo fare tutto, tutti"; quei ragazzi che stanno ore ed ore a giocare a carte siciliane, a mangiare cannoli siciliani e ripetere espressioni dialettali per loro incomprensibili; quei ragazzi che non si zittiscono mai, che cantano a squarciagola sul pullman, in stanza, in doccia, in cucina, in sala da pranzo, in mezzo alla strada, in mezzo ai campi; quei ragazzi che "ci facciamo una foto tutti insieme?"; quei ragazzi che fanno domande a cui è impossibile dare una risposta ("che si fa domani?"); e quei ragazzi che non si fermano un attimo, lavorano come i pazzi e stupiscono tutti, compresi loro stessi; quei ragazzi che spesso sembrano "picciriddi" e "babbi", ma che in realtà riescono ad insegnare qualcosa anche a chi ha il doppio o il triplo dei loro anni; quei ragazzi che, per citare Vecchioni, sono "comici, spaventati, guerrieri".
Ma questa pagina la dedico anche a quei ragazzi che non rispettano il loro simpaticissimo e dolcissimo coordinatore (io), che lo prendono in giro e lo trasformano in una "mascotte", che gli fanno gli scherzi tutto il giorno, ma che concludono il campo con un "a' coordinato' torni a casa con noi?".
 

Gliela dedico perché il gruppo di ragazzi toscani (Costà, Elena, Alfredo, Maria "yomo" e "me soro" Rebecca), il gruppo romagnolo dei "frollini" (Lorenzo, Giacomo, Valentino e Alessio), la prof. Brandi, l'emilianissima Camilla, il gruppo di ragazzi di Tarquinia (Michael&Giulia, Francesca, Alessandra, Costanza, Sara e Valentina) e il mio eccezionale "braccio destro" Giammarco, sono riusciti a farmi divertire, a farmi superare le paure/preoccupazioni pre-campo, ma soprattutto a farmi ritrovare la fiducia nei giovani.
 

Chiudo, infine, con la speranza che questa settimana hanno vissuto, questi luoghi che hanno visitato, queste attività che hanno svolto, queste persone che hanno conosciuto, rimangano sempre nei cuori di questi ragazzi e gli facciamo tornare un po' di malinconia ogni volta che penseranno alla Sicilia. E magari si ricorderanno di quel ragazzo siciliano che li ha guidati in questo breve viaggio, che si è unito a loro e che ha condiviso con loro fatiche, tensioni ma soprattutto gioie.
 

A presto,
il vostro "strano" coordinatore 

Fabrizio Lo Verso

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