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giovedì 18 marzo 2021

Roma. Inaugurata la targa in memoria dei sindacalisti uccisi dalle mafie presso la sede nazionale Spi-Cgil

Un momento dell’inaugurazione della targa 

Tra le vittime innocenti di mafia ci sono tanti lavoratori, sindacalisti, braccianti.
Persone che hanno difeso con coraggio e determinazione la propria terra, i propri diritti e i diritti di tutti.

A loro, a pochi giorni dalla Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie che si celebra il 21 marzo, il sindacato dei pensionati della Cgil dedica la targa commemorativa posta stamattina nella sua sede nazionale di via dei Frentani a Roma. Lo Spi da anni è impegnato nella lotta per la legalità, sia con i campi antimafia insieme a Libera e Arci, sia con un impegno crescente sui beni confiscati attraverso il dialogo con le istituzioni locali e nazionali.

Ma anche con un significativo contributo culturale che si è concretizzato in questi anni in iniziative, incontri, dibattiti e anche libri, come Terre e libertà, pubblicato da LiberEtà, dedicato proprio ai sindacalisti uccisi dalle mafie. L’idea della targa nasce proprio da qui, da un libro che per la prima volta raccoglie le storie dei dirigenti e dei rappresentanti del movimento contadino e operaio, vittime di delitti efferati rimasti quasi sempre impuniti.


“Vogliamo onorare tutti i protagonisti del movimento contadino che dalla fine dell’Ottocento si sono battuti per la libertà e la giustizia sacrificando la propria vita”, ha detto il 
segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti aprendo l’iniziativa di stamattina. E ricordando il libro Terre e libertà, Pedretti ha sottolineato quanto tutti loro siano stati “soggetti di democrazia e di libertà”. Placido Rizzotto, Salvatore Carnevale, Giuditta Lovato, Antonio Esposito Ferraioli, Giovanni Marchese, Antonino Ciolino, Carmelo Battaglia e molti altri ancora. “Chi passerà qui e vedrà la targa saprà che hanno combattuto contro la malavita. La lotta alla mafia deve essere quotidiana e costante ed è importante formare le ragazze e i ragazzi”, ha concluso Pedretti lasciando la parola all’ex presidente del Senato Pietro Grasso.

“Il lavoro oggi è una lotta, una lotta contro privilegi e soprusi. Ed è proprio lì che si annida di più il potere delle mafie. Per questo ho apprezzato molto il libro Terre e libertà che mette in risalto il contributo dato dai sindacalisti. Già dai Fasci siciliani ci fu una repressione sanguinaria, alla fine dell’Ottocento”, ha detto Pietro Grassoricordando come la lotta alla mafia era una lotta di classe, una lotta per i diritti. “Non dobbiamo disperdere questo principio. La lotta alla mafia deve tornare lotta di classe, di massa, perché la mafia è privazione di diritti, di libertà, di democrazia, di lavoro. E non dimentichiamo che la lotta per le terre divenne poi la lotta per i diritti nelle fabbriche”.

Pietro Grasso sottolinea l’importanza di far crescere una cultura della legalità diffusa. “Al funerale di Salvatore Carnevale c’era anche Sandro Pertini. In quell’occasione si rivolse soprattutto ai giovani mettendo in risalto la fedeltà di Carnevale al valore del lavoro e dei diritti. Voleva stimolare l’impegno dei giovani per difendere questi valori così importanti. Ecco, anche oggi dobbiamo continuare nella difesa di quei diritti e di quei valori”, ha concluso Grasso ricordando quanto sia importante parlare con i giovani e stare nelle scuole. “Il nostro futuro non può che essere condizionato e migliorato da loro”. E Grasso ha ricordato quanto sia importante fare cultura antimafia perché la mafia è invisibile: “Si tranquillizza l’opinione pubblica come se la mafia non esistesse più e la forza repressiva della magistratura viene attenuata mentre la mafia continua a tessere trame di affari e di privazione della libertà e della democrazia”, ha concluso Grasso, sottolineando come lo Spi Cgil sia tra le eccellenze che possono costruire un futuro migliore per il nostro paese.

Gianna Fracassi, segretaria confederale della Cgil, ha sottolineato come la battaglia per la legalità faccia parte del dna del sindacato. “Noi oggi ricordiamo e facciamo memoria dell’impegno di sindacalisti, lavoratrici e lavoratori, nel contrasto alla mafia e questo è un elemento identitario del nostro sindacato. Contrastare la mafia, oggi come allora, vuol dire lottare per la libertà del lavoro. Lo facciamo presidiando i luoghi di lavoro. Perché dove c’è il sindacato c’è più legalità”.

Gianna Fracassi ha ricordato i migranti preda delle mafie che il sindacato difende. E ha ricordato anche l’impegno strategico della Cgil nei campi della legalità. “Mettendo insieme giovani e anziani cerchiamo di passare il testimone della battaglia per i diritti. Ecco perché il libro Terre e libertà dovrebbe essere letto da tutti i giovani sindacalisti”, ha proseguito Fracassi, sottolineando anche quanto sia potente la mafia e quanto la sua internazionalizzazione ci ponga di fronte a nuove difficili sfide. “Dovremo tenere alta l’attenzione e dovremo spendere al meglio le risorse a disposizione perché non dobbiamo arretrare sul controllo degli appalti”, ha concluso la segretaria Cgil. “Questa targa è come una pietra d’inciampo e deve ricordare i sindacalisti uccisi dalle mafie e ricordare che dobbiamo combattere tutti i giorni la zavorra del nostro paese”.

Liberetà, 18 marzo 2021

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