di Alberto
Spampinato
OSSIGENO – Roma, 4 gennaio 2013 - Due magistrati di Reggio
Calabria, il Procuratore Generale Salvatore Di Landro e la figlia
Francesca, giudice nella stessa città, hanno chiesto venti milioni di euro di
danni per diffamazione a mezzo stampa a Francesco Forgione, giornalista,
ex presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, autore di un libro
inchiesta sulla ‘ndrangheta. ”E’ chiaramente un’intimidazione, ma con me
le intimidazioni non hanno effetto”, ha commentato Forgione. Il procuratore
generale e la figlia hanno presentato due distinte citazioni in giudizio
facendo riferimento al capitolo del libro in cui l’autore ricostruisce le
parentele acquisite dei due magistrati, alcune delle quali porterebbero, a loro
volta, a parentele con esponenti mafiosi.


















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