domenica, dicembre 02, 2012

Passator scortese. Correva l'anno...


Correva l’anno di Grazia?!? 2012. Era un novembre caldo tanto che gli operai dall’Ilva di Taranto  come a Corleone e nel Sulcis  salivano sopra i tetti e non per pigliare aria. In passato lo avevano chiamato “autunno caldo”. Era passata  l’Estate di San Martino ma i ricchi invece di dare mezzo mantello ai poveri gli fottevano il poco rimasto e si coprivano bene loro e i loro capitali in Svizzera e alle isole Kaiman.
 Come nel  famoso film di Nanni  Moretti : “La messa è finita” improvvisamente, si “ feddava ru fetu” e dal freddo.  Le elezioni si erano tenute a maggio.
 Per le tasse applicate dai governi Nazionale, Regionale e dalle varie amministrazioni succedutesi, anche al fonema Aprile del film di Nanni Moretti, è stato tolto molto ed aggiunto  semplicemente un accento. Così che Aprile è divenuto, da nome comune di mese, imperativo del verbo Aprire, quindi .. "Áprìle!". Probabilmente l’esclamazione pseudo-erotica era  rivolta alle chiappe dei lavoratori, al fine di trovare il buco, ovvero  un buco dove piazzarLo (l’aumento) ai cittadini improvvidi, poveri  e disoccupati. 
Del buco e del debito nessuno tra gli abitué del Palazzo oggi vuol parlare. Si toglie la mensa ai bambini, si organizzano sagre…….. e convegni sul nulla. Come gli eventi del destino cinico e baro, pare, a sentire quello che dicono e/o peggio scrivono i “politici” paesani, si sia  generato da solo come la scintilla che  ai  tempi del Big Bang generò l’universo. Il Debito si è auto creato. Si sa che c’è,  e tanto basta per aumentare le tasse a chi già le paga,  si chiamino esse Tarsu, Imu e/o Irpef nazionale e/o comunale. Il debito c’era. C’è, ci sarà chiunque amministri oggi o abbia amministrato nell’ultimo millennio. Da sempre, subentrando  a chi c’era prima, tutti dicono  di avere trovato un buco  e che cercheranno di tapparlo.
Ardentemente  e con protervia si cercherà di infilarci qualcosa dentro. In città, c’è chi le tasse comunali non le ha mai pagate o lo ha fatto in forma auto-ridotta. Uno dei sindaci “fascisti",  del post 2007 iniziò a far fare gli accertamenti sulle dichiarazioni dei consiglieri, degli assessori, di se stesso e dei dipendenti comunali tutti, prima di passare ai comuni mortali. Ce da dire (ad onor del vero) che il “comunistazzu tintu padrenostro”  lo aveva proposto ultimamente in consiglio. Ma è stato come parlare ai patatuna di refrattario. Il principio di cominciare da se stessi, se applicato, potrebbe essere una buona norma di partenza per tutti. Così, in attesa che qualche Cincinnato, o Ciancimino si faccia vivo e ci dica Chi, avendo le carte in regola, può farsi avanti per tappare i buchi ed amministrare l’animosa Civitas, il popolo attende di sapere con qualche deputato leghista ("Porta a Porta"  estate 2012) come mai, un comune che al censimento ufficiale  ha più o meno 11.300 anime, abbia anche 276 dipendenti. In media più di Seattle (una  delle città più moderne ed efficienti del pianeta (USA, Stato di Washintown… come Corleone). Ma! Quanto costano gli amministratori che non vanno a lavorare per pubbliche funzioni?!?! E i cui costi alla fine pagano i cittadini? Nessuno ce lo dice… pazienza. Così,  il sindaco, che è dipendente dell’Ato, tira a lucido il corso principale e vota alle primarie del PD, mentre le periferie restano lerce e quelli del P.D. storcono il naso.  C’è Lei che dice di voler fare addirittura un prestito personale per pagarsi lo stipendio Lei e gli altri operatori dell’Ato.  “Per salvare la mia città di Corleone... Ci voglio mettere oltre al cuore…  di tasca… la vita, l’impegno, la consuetudine e l’idioma, mettendoci tutto (?!?.. NDA)”.  Roba da consultare il vocalabo-lario mesopotamico cuneiforme. Nell’attesa che qualcuno quantifichi il danno… vi invito a leggere… la fantacronaca dello sbraco o sbarco degli alieni…a Corleone.

E.T.

Il disco volante a forma di “autoclave a palla” si posò lentamente al suolo in piazza municipio. Era notte fonda. L’anno il 2012, il mese di dicembre. L’astronave spense le luci e i paesani  non si fecero vedere.  Buio pesto! Stavano tutti da secoli dietro le persiane. Il paese non parla… ma mormora come il Piave sconfitto. L’unico che assistette all’evento fu Fifiddu, garzone di bottega, un “ Chiazzaloro”, che, vedendo atterrare l’apparecchio sospirò:  ”Mah!... Mah!...”, poi indicando la nebulosa di Andromeda disse: “DDA’..DDA’ ” . Si apri’ il portellone di bronzo e gli alieni cominciarono ad invadere la passerella. Il primo a scendere fu un Sicarro Toscano di dimensioni cubane. Il cilindro di Tabacco incollato alla maniera Cubana usuale si  stagliò per un momento illuminato da una luce posteriore azzurrina. Passò e si fermò sulla passerella ad un metro dal portellone, guardando dentro l’abitacolo da dove fece capolino un  orologio gigante. Era un  Rolex datato... inanimato... mal… funzionante… nessun polso…nessuno.
 Il Rolex era da solo. Superò u sicarru e vi si fermò accanto sulla passerella. Fu allora che apparve un Vocabo-Lario… da solo il dizionario affrontò la passerella e  scese al suono di “Nzumma Nzumma”. Un motivetto tragico, molto di moda nei primi anni del terzo millennio…Seguirono gli altri Alieni che piano piano si affacciarono dal veicolo spaziale. Una Zampetta di volpe… Un Capannone industriale usato dai Circhi acquestri a Mazzadiana… L’inauguratore dei Caseifici nostrani scomparso... Una Fascella di ricotta…listata a nero. Un tecnico di rx……Una canna… Una tastiera… Lo smemorato di Bagheria inauguratore, dopo le elezioni, si era replicato erano due; i...dentici come i pesci e si parlavano tra loro senza capirsi… Puro come  il purè… puro e bianco come una patata lessa, apparve la sagoma cicciottella di un ex bancario … un ex assessore… etc…etc… c’era Ciro schiripiripinzi… ed Uno degli Sticchioni consulente economico di Lea.  Una Cascia da morto… Un casciamortaro che scalciava… Un lupo di Montagna forestale... Un padre PIO... Una mozzarella bufalina… Un ostetrico replicante... Robot Robertino, detto giuseppino shiaguro… Una copia di Sorisi e Canzoni…… Una troffa di Rovi... Una di Cardella... Un albero di Pere piccole… Un angelo con  Regolone e Lapazza… e quello che restava di un editore Francese... Gian di Lione, e di un editore paesano in Palla.
 Nell’aria si udiva uno strano motivo… sembrava la colonna sonora del film di Spielberg E.T. e fu così che,  avvolta nello scafandro spaziale fosforescente fornito dall’Ato 2 scese… Lei…. Lea. La più simpatica era preceduta da Tre sagome quelle di Matteo… Messina e Denaro, che si accodarono ai sicarri.
Lea… aveva annunciato  che la mafalda era finita, prova ne era stata la sue elezione. Ora non c’era più niente da spolpare… tranne i cittadini che testardi pagavano le tasse. Lei annunciò una dura lotta all’evasione. Gli ergastolani paesani s’incazzarono. Che volete cari boss è solo questione d’idioma.
Tutti gli alieni avevano bevuto una partita d’acqua avariata tratta dallo Stige… un torrentello più puzzolente del Belice, a San Niculò, che scorreva  ai confini dell’oltretomba.  L’acqua  per volere del Grande Vecchio (Zeus),  faceva  dire la verità, pena la morte,  e  faceva dimenticare il passato. A Fifiddu però, che l’aveva assaggiata, faceva l’effetto contrario: dal sorso  in poi si ricordava tutto.
 I 20 passeggeri sulla passerella, quasi tutti avvezzi all’aula consiliare, stavano scendendo dall’autoclave. Sembrava avessero bevuto l’acqua dello Stige e così avevano dimenticato quasi  tutto… alcuni di essere lì da 36 - 40 anni o da 20… di avere avuto a che fare con Cicciolino Niculò… con Ciancimino… con gli Ziiiiiiiiii ergastolani,  con i bossi… con la mafalda e col prosciutto di cinghiale che seguiva Lei e  la cui ingombrante sagoma saltellante  prese  posto sulla passerella.  
Fifiddu si avvicino e, rivolto agli alieni, chiese…Chu u’ fici u pirtusu?  e……..i debiti?… ”Cu u’ paga u dannu?”
 Ad uno ad uno cercarono di scusarsi con le più assurde motivazioni… ”.Non c’entro”,  gridò quello allardato e allargato…Ero a Bagheria, disse quello magro... Facevo l’Università come muratore… Parlavo con RRRRRRRoma… Ero fascista…disse il primo Sicarru… ero con Totò Cuffaro, disse l’uomo Rolex… Il secondo Sicarro ripeteva io non c’ero… La politica?… mai fatta… L’APS?… mai conosciuta. L’Ato?... Ato? iu sono bassotto! Quale Ato?... Mai  fatto campagne elettorali… Mai promesso niente, ripeteva ossessivamente un altro con il pallone in mano. Il pallone è mio. Il pallone è mio! Pure la palla dell’autoclave aliena è mia! Tutte le palle erano sue.  Fu allora che  dall’astronave arrivò una furiata di vento…
Durerà poco… disse Lei… sono Venti Nuovi! Li abbiamo imbarcati… li digeriremo.
E che Minchia! disse Fifiddu questi a 40 anni non sanno da che parte stare! A destra… a sinistra… a centro… e, rivoltosi al Dio dei Minchioni, disse: “Falli  trasiri nell’autoclave aliena  e portatilli!”
“Anch’io voglio venire con voi”  disse in giapponese il padre dei robot umanoidi  Shiaguro… da poco cittadinato. Il luminare era l’ultimo cittadino incocciato. Ma se diventavano cittadini per aver raccolto pomodoro antimafia, a maggior ragione la cittadinanza andava data a Shiaguro. Intanto era stata resa nota la data esatta della fine del mondo. Shiaguro aveva calcolato che la data esatta era il 17 dicembre 2012, data nella quale i cittadini avrebbero dovuto versare l’Imu. Gli alieni capirono che era meglio non farsi vedere in giro. La terra poteva essere considerata come la loro seconda casa e tassata. Così, come’erano scesi, i compo… nenti della ciurma astrale … cercarono di corsa di trascinare via le loro sagome. Fu così che   risalirono  sull’astronave, tranne i due sigari che si attardarono sulla pedana.
Ma accussi si nni vannu?... disse Fifiddu. E i debiti?… U pirtusu? Cu u’ paga?... Fermi! Fermi! voglio salire  pure io!!!!, urlò la sagoma di un “didietro basso” che, sceso dalla Torre Civica, dove si era rifugiato, s’affrettava ora a salire sulla passerella che portava all’astronave. Anch’io! anch’io!, urlava come un ossesso dall’autoclave mi butto!... è più alta. Finalmente si chiuse il portellone e l’astronave si sollevò da terra e partì in direzione del pianeta Waffanc… nella Galassia di Andromaca… Via Lattea. Ma, individuando la destinazione dell’autoclave aliena, Lei urlò… La Via Lattea no!… forse lì fanno ricotta! E quella con il calore si scioglie come il consiglio.
Fifiddu  vide sparire tutti nel cielo e non sapeva se piangere o se ridere. Stette lì a guardare l’astronave aliena con le bollette in mano... Fu allora che capì che il buco che gli alieni avevano trovato e volevano attuppare  era il suo e che gli extra terrestri come sempre volevano Culonizzare tutto e tutti e rabbrividì.
Purtroppo è solo Fanta… scienza.  Sul pianeta Waffanc... non vuole andare nessuno. Potremmo scrivere il nostro nome tra i mittenti, ma ci vorrà tempo, che come si sa c’è ne più della salsiccia. In attesa del 17 dicembre, calendario Maja permettendo, non resta che salutarci. Ciao, "chiantasardi”, che Monti vi assista e la Fornero vi benedica. Tanto, come sempre, non pianterete la sarda paesana e non succederà niente!... Non siete più nemmeno Chianta sarde!... Scusate|
                                                                                                    Il passator scortese

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