4/24/2025

"FUNERAL PARTY“


MARCO TRAVAGLIO

L'unico capo di governo non ipocrita è quel serial killer di Netanyahu: il solo a sottrarsi al rito tartufesco del salto sul carro funebre di Francesco. 

Quanto agli altri che sgomitano sui social (e quasi tutti sfileranno ai funerali in San Pietro) per ricordare quanto il Papa fosse buono e dunque amico loro, possiamo immaginare le risate che si farà lui lassù con gli altri santi. 

Di quei sepolcri imbiancati, Trump è il caso più caricaturale: non tanto per la sua biografia, che pare fatta apposta per non piacere a Bergoglio, e per i rimpatri dei migranti irregolari, che fanno tutti dappertutto, ma per il disprezzo anticristiano che manifesta in ogni frase e smorfia quando nomina un ultimo della Terra. 

4/23/2025

IL MIO RICORDO DI PAPA FRANCESCO


GIUSEPPE LUMIA

Il Papa venuto da lontano, quasi dalla fine del mondo, ci ha lasciato. Sentiamo in tanti un vuoto dentro, fin dall’annuncio della sua morte si è diffusa una profonda tristezza. Era necessaria una sua presenza ancora per qualche anno, per consolidare il rinnovamento da Lui avviato all’interno della Chiesa e per accompagnare ancora per un tratto l’umanità lungo le sfide più drammatiche che sono in corso.

Ma questo è anche il tempo per gioire, nella consapevolezza dell’importanza del Suo innovativo pensiero e del Suo infaticabile impegno, che possiamo sintetizzare con una frase: Papa Francesco ha squarciato i tanti veli che coprivano il nostro sguardo, soffocavano il nostro cuore e disorientavano le nostre menti.

80° anniversario della Liberazione: A Palermo il 25 aprile la cerimonia, il corteo in via Libertà e gli interventi sulla scalinata del Teatro Massimo di Anpi, Cgil, Arci, comunità palestinese e presidio Donne per la pace


Palermo 23 aprile 2025 - L’80° della Liberazione dal nazifascismo, venerdì 25 aprile, a Palermo, si celebra con la cerimonia istituzionale al parco Piersanti Mattarella, con il corteo che percorrerà la via Libertà, con gli interventi sulla scalinata del Teatro Massimo.

La cerimonia con le autorità civili e militari si terrà alle ore 9. Alle 9.30 la deposizione delle corone di alloro e dei fiori alla lapide dei caduti di Cefalonia e al cippo in memoria di Pompeo Colajanni, il comandante Barbato che contribuì alla liberazione della città di Torino dai nazifascisti. 

Intesa raggiunta sul museo di Piana degli Albanesi. Cgil: “Verrà dato il necessario rilievo alla strage del primo maggio 1947”

L’ingresso del Musarb di Piana degli Albanesi

Palermo 23 aprile 2025 – Accordo raggiunto per il Musarb “Nicola Barbato”di Piana degli Albanesi: il museo avrà due stanze dedicate alla strage di Portella della Ginestra, che saranno allestite e gestite dall’associazione dei familiari di Portella.
  

L’intesa è stata raggiunta tra Cgil Palermo, Cgil di Piana, Associazione familiari delle vittime di Portella della Ginestra e amministrazione comunale di Piana degli Albanesi. 

“E’ un’intesa con la quale si dà il via – dichiarano il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo e Dino Paternostro, responsabile dipartimento Archivio e   memoria storica e Maria Modica, segretaria della Camera del Lavoro di Piana  - a una gestione condivisa del museo “Nicola Barbato”, per dare il necessario rilievo alla strage del primo maggio 1947, indicando con chiarezza il contesto storico-politico in cui si è verificata e le responsabilità di agrari, mafiosi, della politica reazionaria e di pezzi dello Stato dietro una  strage che ha colpito il movimento sindacale e contadino in lotta per la riforma agraria e per la conquista dei diritti”.  

C’era una volta il cantastorie: Maurizio Piscopo incontra Alfio Patti l’aedo dell’Etna

Alfio Patti


«Vogghiu cògghiri, / comu na saccurafa, / tutti ’i punti persi / di ’sta vita ca si scusi / jornu dopu jornu». Con questi versi, tratti dalla raccolta “Nudi e crudi” ho il piacere di introdurre il cantastorie-poeta Alfio Patti. Il cantastorie fa una dichiarazione sulla poetica che può essere considerata manifesto di tutto il canto che svolge nella sua poesia.

«Ma rammendare cosa? – si chiede il critico Mario Grasso – Buttitta punta sul vocabolario del dialetto che va perdendo le sue corde. Patti invece si presenta con l’ago in mano, per cucire la tela del sacco grande dell’esistenza.»

Ho conosciuto Alfio Patti di cui avevo sentito molto parlare in Sicilia, al “Giardino dei giusti” di Palermo in una serata indimenticabile organizzata da Pino Apprendi, dedicata al cantastorie Otello Profazio. Alfio Patti, giornalista pubblicista, studioso poeta e cantastorie, laureato in Pedagogia, è Autore di diversi testi di poesia, saggistica e narrativa che celebrano, promuovono e valorizzano la tradizione, la lingua e la storia della Sicilia. Alla radio nazionale nel programma Mediterradio

4/22/2025

Papa Francesco, “bisogna ricordarlo com’era, e non come lorsignori volevano che fosse”


MARCO TRAVAGLIO

"Papa Francesco era il capo della Chiesa cattolica, dunque nessun capo di governo era tenuto a obbedirgli. Infatti tutti i leader del mondo dal 2013, quando fu eletto, a oggi si sono ben guardati dal seguire le sue parole. E ora che è morto si esercitano in sciacalleschi e ridicoli tentativi di fingersi suoi seguaci. Anziché affannarsi a farci sapere quanto lo adoravano e quanto lui li amava, farebbero meglio a tacere: tutti. 

Venuto “quasi dall’altro mondo”, Jorge Mario Bergoglio era un Papa dell’altro mondo: lontano dalle vaseline da curia romana e dai pregiudizi del suprematismo euro-occidentale, ha trascorso i 12 anni di pontificato a scacciare i mercanti dal tempio. Non sappiamo se fosse un santo: non ci compete. Ma sappiamo che non era il santino in cui, a cadavere ancora caldo, i media tentano di trasformarlo: il papa buono, il papa degli ultimi, il papa umano, liberal, riformista, progressista, un nonnetto da fiaba della buona notte per tutti i gusti e le stagioni. Il miglior modo di ricordarlo com’era, e non come lorsignori volevano che fosse e vorrebbero che passasse alla storia, è tramandare le sue parole. Nette, perentorie, inequivocabili. Evangeliche, quindi divisive. Pugni nello stomaco, pietre dello scandalo.

“La via dei librai”: al Cassaro alto torna la Festa del libro e della lettura, le proposte di Navarra Editore


A Palermo, dal 25 al 27 aprile, torna “La via dei librai”, la manifestazione che celebra l'importanza della lettura come momento fondamentale della vita della comunità civica  che si svolge lungo il Cassaro, nel cuore del centro storico. 
Presentazione in anteprima “Le tante vite di un sogno incompiuto. Riflessioni autobiografiche” di Giuseppe Pippo Oddo

Tre le proposte Navarra Editore per La Via dei Librai 2025, di cui una in anteprima assoluta. Come sempre gli incontri riguardano tematiche di impegno civile: la narrazione di Gigi Borruso – attore, autore e regista tra i più intensi della scena siciliana – ci conduce in un viaggio emozionante tra i ricordi e il palcoscenico. La sua narrazione si muove tra le suggestioni dell’infanzia trascorsa in campagna, popolata da legami forti e personaggi vividi che sembrano emergere già in controluce con la forza del teatro, e le lezioni apprese sui palchi, dove la realtà si fonde spesso con l’assurdo.

Convegno storico a Solarino. La nascita, lo sviluppo e la decadenza dei Requesens tra Buscemi e Solarino



Dal 26 al 27 aprile si terrà a Solarino  il Convegno Nazionale “I de Requesens ed il Mediterraneo“, organizzato dalla Galleria EtnoAntropologica.

Un meeting di 10 storici e specialisti competenti di Storia feudale e nobiltà siciliana che rivedono, si confrontano e ricostruiscono pezzi di Storia mancante sulla conoscenza della dinastia Requesens di Sicilia e la colonizzazione interna dell’isola risalente al  XVII secolo. Storici provenienti da tutta Italia  si incontreranno per parlare pure dell’importanza dell’identità popolare come riscoperta di valori civili e rivalutazione territoriale.

A Claudio Cerasa la cittadinanza onoraria del comune di Giuliana

Da sx: il sindaco Franco Scarpinato e Claudio Cerasa

PALERMO (ITALPRESS) – Claudio Cerasa, giornalista di origini palermitane e da 10 anni direttore del quotidiano Il Foglio, è cittadino onorario di Giuliana, borgo medievale in provincia di Palermo.

La cerimonia del conferimento della cittadinanza onoraria si è svolta nella splendida cornice del Castello Federico II di Giuliana alla presenza del sindaco Francesco Scarpinato, del suo vice Pietro Quartararo e del presidente del consiglio Comunale Enzo Grimaldi. E’ stata una cerimonia ricca di emozioni che per un intero pomeriggio ha riportato Claudio Cerasa nei luoghi della sua infanzia: la mamma Anna Maria Rizzuto è proprio originaria di Giuliana e da piccolo Claudio ha passato le sue estate proprio in questi territori. 

PILLOLE DI STORIA. 𝗟𝗮 𝗺𝗮𝗳𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗕𝗮𝗴𝗮𝗿𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗼𝗹𝗲𝘃𝗮 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝘁𝗼. 𝗚𝗶𝗮̀ 𝗽𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗻𝗼𝗺𝗲: 𝗦𝗶𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮


𝐿𝑜 ℎ𝑎 𝑟𝑖𝑣𝑒𝑙𝑎𝑡𝑜 𝐶𝑎𝑙𝑣𝑎𝑟𝑢𝑠𝑜, 𝑙𝑢𝑜𝑔𝑜𝑡𝑒𝑛𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑏𝑜𝑠𝑠: «𝐴𝑑𝑒𝑟𝑖𝑟𝑜𝑛𝑜 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑖 𝑓𝑟𝑎𝑡𝑒𝑙𝑙𝑖 𝐺𝑟𝑎𝑣𝑖𝑎𝑛𝑜, 𝐵𝑟𝑢𝑠𝑐𝑎 𝑒 𝑀𝑒𝑠𝑠𝑖𝑛𝑎 𝐷𝑒𝑛𝑎𝑟𝑜»

CALTANISSETTA - «Poco prima dell’estate del 1993, Leoluca Bagarella decise insieme a Tullio Cannella, di fondare un partito. Si sarebbe dovuto chiamare Sicilia Libera». Lo ha ripetuto deponendo nel processo Borsellino quater a Caltanissetta il pentito Antonio Calvaruso, che a Bagarella, cognato di Totò Riina, fu vicino quando era esponente di Cosa nostra. «All’iniziativa - ha continuato il collaboratore di giustizia - decisero di aderire personaggi di spicco di Cosa nostra, fra loro anche Giovanni Brusca e Matteo Messina Denaro. I fratelli Graviano avevano il compito di cercare appoggi politici e voti soprattutto a Brancaccio».

4/21/2025

CI SCRIVE FRA PAOLO: “Anche il pontificato di Francesco è stato segnato non solo da parole, ma anche da tanti gesti "folli"…

Papa Francesco

Fra Paolo fmr
Abbiamo scritto stamattina al nostro carissimo amico fra Paolo, dei frati minori rinnovati, da tempo in missione in Tanzania, che per tanti anni è stato con noi a Corleone, per chiedergli una riflessione sulla scomparsa di Papa Francesco e l’autorizzazione a pubblicare una sua nota sullo scontro delle “follie” del venerdì santo. Ci ha risposto con questa lettera che pubblichiamo… (dp).

di FRA PAOLO fmr

La riflessione sullo scontro delle follie penso che possa essere anche un commento alla vita di Papa Francesco nel triste giorno della sua morte. Anche il suo pontificato è stato segnato non solo da parole, ma anche da tanti gesti "folli". 

Senz'altro molti avranno ritenuto tali anche le ultime sue uscite a Rebibbia e sul piazzale di san Pietro. Mi auguro che tutti, oltre che al suo successore, possiamo essere contagiati dal suo folle amore per Gesù che lo ha portato a vivere e costruire una Chiesa più impegnata a testimoniare la pazzia evangelica fatta di misericordia che non la pazzia di una Chiesa preoccupata e affogata in un trionfalismo mondano. Il fatto che il Padre abbia accolto tra le sue braccia papa Francesco il lunedì di Pasqua è per me un forte segno di speranza che i semi da lui piantati, a volte con non poca sofferenza da parte sua e con molta ostilità da parte di altri, porteranno certamente quei buoni frutti di cui tutti abbiamo bisogno. Un forte abbraccio e un saluto a tutta la tua famiglia. Il Signore ti dia pace! fra Paolo

21 aprile 2025


Venerdì santo: il giorno dello scontro delle follie. 

Papa: Landini, sue parole e impegno costante ci spronano a costruire un mondo migliore

Papa Francesco e Maurizio Landini

“Ho provato grande tristezza, quando ho appreso che Papa Francesco ha lasciato la vita terrena ed è tornato alla casa del Padre. Nella sua missione di vita, nel suo agire quotidiano, il Santo Padre ha sempre ricordato a tutti come la pace, la fratellanza tra i popoli del mondo e il dialogo tra le diverse religioni, siano un bene necessario e irrinunciabile”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

“Papa Francesco ha fatto della solidarietà, del riconoscimento dell’altro, della vicinanza alle persone più in difficoltà, di chi per vivere ha bisogno di lavorare, il suo impegno costante. Ha sempre ritenuto un dovere morale fondamentale, l’accoglienza di chi fugge dalle guerre e dalle carestie. Ci ha ricordato che la Terra è una sola e non possiamo comprometterla con le guerre e la distruzione dell’ambiente”, aggiunge Landini.

“Ricorderò sempre, con infinità emozione, l’incontro con Papa Francesco in Vaticano del 19 dicembre 2022, insieme a migliaia di uomini e donne della Cgil. Anche in quell’occasione il Santo Padre sottolineò che il lavoro è un valore fondamentale, che non può essere svilito e sfruttato.

Il Papa che è venuto “dalla fine del mondo”…


di CORRADINO MINEO

Sono commosso, addolorato, preoccupato, come tanti di voi, alla notizia che Papa Francesco è morto. Devo riflettere, una cosa assai simile a quella che Bergoglio chiamava preghiera. Intanto ho scovato il Caffè del giorno in cui fu fatto Papa. Eccolo

"Buonasera", si è presentato così alla folla in piazza San Pietro. Ma  il gesto che resterà nella mente e nel cuore è quello del Papa che si  china e abbassa la testa. Per attendere che scenda sul suo capo la  benedizione dal cielo, invocata dalla preghiera del suo popolo. Come un omaggio al Concilio. Dissonante con la tentazione di Ratzinger, quella  di dir messa con le spalle rivolte ai fedeli e gli occhi che guardano l'altare. Ma, attenzione, dietro i gesti semplici del nuovo vescovo di  Roma c'è  il gesto più importante di tutti, compiuto proprio dal vescovo emerito Benedetto XVI che, dimettendosi, ha detto alla chiesa che il  Papa  è un uomo!

Addio, papa Francesco!

Un pensiero commosso per Papa Francesco, che è stato capace di avvicinare cielo e terra. Il suo sorriso e il suo impegno per gli ultimi, per i più fragili, per i più sofferenti mi avevano conquistato…
Spero che la Chiesa non torni indietro da quel sorriso e da questa trincea di impegno! (dp)

4/20/2025

L’emozione dei ragazzi per La Torre e Di Salvo: pulita la lapide di via Li Muli

I bambini puliscono la lapide in memoria
di Pio La Torre e Rosario Di Salvo 

GILDA SCIORTINO

Una mattinata baciata dal sole, ma anche piena della voglia dei bambini di dimostrare che la memoria può essere trasformata in azioni concrete. Il ricordo di Pio La Torre e Rosario Di Salvo è cominciato con la pulitura della lapide di via Li Muli, di fronte al punto in cui vennero uccisi dalla mafia il 30 aprile di 43 anni fa.

A ritrovarsi, accompagnata da genitori e insegnanti, una delegazione di alunni delle scuole “Ragusa-Moleti”, “Kiyohara-Parlatore”, “Pio La Torre” e la 5^B della primaria “Arculeo Gramsci”, quest’ultima con una performance dal titolo “La mattanza”. 

«Il segnale forte che vogliamo trasmettere ai giovani - ha detto il presidente emerito del centro Pio La Torre, Vito Lo Monaco - è quello della cultura antimafiosa nella quale si cerca di coinvolgere naturalmente i ragazzi con i loro genitori. Io ricordo quando, 43 anni fa, lì davanti, ho visto Pio La Torre ucciso insieme a Rosario Di Salvo. Venne a prendermi un poliziotto della Digos nella sede del partito dove li aspettavo.

Monsignor Oscar Romero proclamato santo da Papa Francesco. Papa Wojtyla si era rifiutato di riceverlo

                   Karol Wojtyla e Oscar Romero

Il 14 ottobre 218
Papa Bergoglio ha proclamato santo monsignor Romero, dopo un processo tenuto fermo nel cassetto per anni da Giovanni Paolo II, il Papa che si rifiutò di riceverlo da vivo e che invece celebrò il dittatore cileno Pinochet.

Nel 1979 in Salvador ci furono 5 religiosi uccisi dai paramilitari di destra che sostenevano la dittatura di Carlos Mena, lo slogan era: "costruisci la Patria, uccidi un prete". L'accusa fatta a quei sacerdoti era di sostenere la guerriglia rivoluzionaria del Frente Farabundo Martí che lottava per la liberazione delle popolazioni oppresse.

Il vescovo di San Salvador, Oscar Romero, decise quindi di recarsi a Roma per incontrare il nuovo Papa Giovanni Paolo II. Era il suo superiore ed era obbligato a denunciare le atrocità commesse contro la Chiesa cattolica e i suoi prelati.

4/19/2025

Pippo Oddo, tante vite e un sogno incompiuto


Pippo Oddo

di
FRANCO GARUFI

Il sogno resta incompiuto e le nostre società sembrano, purtroppo, imboccare direzioni diverse da quelle alle quali Pippo Oddo ha dedicato una vita di impegno - politico e sindacale - e di studio. “Guasto è il mondo” scriveva lo storico britannico Tony Judt nel 2010; e in questi tre lustri di secolo le cose sono davvero peggiorate. Pippo è un uomo del Novecento, il “secolo breve” ma terribile della storia planetaria, ma ha anche attraversato un quarto del XXI e con la contemporaneità continua a confrontarsi. 

Le vite del sogno sono tante, almeno quanti sono i volti rappresentati nella bella copertina di Nicola Faglia del volume, ma si compendiano in una sola esistenza, segnata da una forte continuità ideale. (Giuseppe Pippo Oddo, Le tante vite di un sogno incompiuto. Riflessioni autobiografiche, prefazione di Dino Paternostro, Navarra editore, 600 pagine, 26,00 euro). Nato nel 1940 in una famiglia contadina di tradizioni risorgimentali e democratiche, l’autore ha visto, bambino ma già testimone interessato, la stagione della lotta per l’applicazione dei decreti Gullo sulla ripartizione del prodotto e la lunga battaglia per la riforma agraria. Il bisnonno materno Francesco Barbera, detto don Ciccio il sellaio, fu seguace di Francesco Bentivegna, il “barone popolare” nella rivoluzione antiborbonica del 1856.

L’ASP DI PALERMO AMPLIA LA RETE DI DISTRIBUZIONE DEL SOF TEST PER LA PREVENZIONE DEL TUMORE DEL COLON RETTO


IL KIT SI POTRA’ RITIRARE ANCHE NEI 41 CONSULTORI FAMILIARI DI CITTA’ E PROVINCIA

PALERMO 19 APRILE 2025 -  L’Asp di Palermo amplia la rete di distribuzione dei sof test anche ai consultori familiari, strutture distribuite in maniera capillare tra città e provincia. L’iniziativa ha l’obiettivo di incrementare l’adesione allo screening per la diagnosi precoce del tumore del colon retto, una delle principali cause di mortalità oncologica, ma curabile se individuata in fase iniziale.

Oltre ai tradizionali punti di distribuzione (centri screening dell’Azienda sanitaria, rete delle farmacie e gli Open day itineranti della prevenzione), sarà possibile adesso ritirare il kit anche nei  41 consultori familiari dell’Asp, di cui 17 in città e 24 in provincia.

4/18/2025

Il silenzio dei crocifissi di Gaza ci giudica


di Giuseppe Savagnone

Che cosa racconta una foto

Sta facendo il giro del mondo la foto della giornalista Samar Abu Elouf, premiata come World Press Photo of the Year, che ritrae un bambino di nove anni, Mahmoud Ajjour, mutilato di entrambe le braccia per le ferite riportate mentre, con la sua famiglia, cercava di fuggire da un bombardamento israeliano a Gaza City, nel marzo 2024. «È una foto silenziosa, ma che parla in maniera molto forte», ha detto la direttrice esecutiva di World Press Photo.

Vale la pena di chiedersi che cosa questa immagine, col suo silenzio, ci comunica. In primo luogo, essa, come ha dichiarato Andrea Iacomini, portavoce dell’UNICEF Italia, «è un simbolo potente della tragedia immane che stanno vivendo i bambini e le bambine nella Striscia di Gaza. 

I dati ci dicono che oltre 34.000 bambini palestinesi sono stati feriti dall’inizio delle ostilità», e molti di loro resteranno menomati, come Mahmoud, per tutta la vita. Senza parlare delle ferite, più difficili ancora da rimarginare, lasciate dai traumi subiti.

A Corleone costituito il Comitato elettorale per i 5 Si al referendum dell' 8 e 9 giugno


Durante l'assemblea cittadina svoltasi ieri pomeriggio presso il saloncino della Camera del Lavoro Placido Rizzotto di Corleone si è costituito il comitato elettorale per il Si ai 5 quesiti referendari sul lavoro e la cittadinanza che si celebreranno l' 8 e il 9 giugno.

Tante le realtà del comprensorio che hanno aderito: Camera del lavoro Placido Rizzotto, Anpi Corleone, Comitato civico “Voglio nascere e curarmi a Corleone”, Vesti…amo il Fratello, Associazione ChiantaIdee, Sicania Trek, Associazione Italia – Cuba circolo “Gino Donè” Corleone, Città Nuove Corleone, AnimosaMente, Acli Terra Prizzi, “Vivere Slow” Contessa Entellina.

Elezioni Rsu 2025 settori della conoscenza, l’Flc Cgil Palermo aumenta i consensi ed elegge 198 Rsu. Cirino: “Siamo primi nella ricerca, secondi nella Scuola e cresciamo complessivamente in consensi“

Fabio Cirino
Palermo 18 aprile 2025 – Elezioni Rsu settori della conoscenza: crescita complessiva per la Flc Cgil Palermo, che ottiene 6.925 voti, oltre 100 voti in più rispetto alla precedente tornata elettorale ed è prima assoluta nel settore della Ricerca.  In totale sono 198 le Rsu elette in tutti i settori. 

Nella Scuola la Flc Cgil di Palermo si conferma secondo sindacato, con 6.316 voti, aumentando i propri consensi rispetto ai 6.225 voti del 2022 e diminuendo di 451 voti il distacco dal primo sindacato (distacco che nel 2022 ammontava a 1.430 voti e adesso è ridotto a circa 979 voti). 
All’Università e al Policlinico la Flc Cgil ottiene 349 voti di preferenza, 62 nel settore Afam (Conservatorio ed Accademia) e ben 198 negli enti di ricerca, con una consistente crescita che fa attestare la Flc Cgil Palermo come il primo sindacato del settore.  

Teatralità II a Campobello di Licata con Silvio Benedetto e Silvia Lotti


Teatralità II sabato 19 aprile alle ore 17,30 al Minerva di Campobello di Licata AG.

La teatralità nel gesto quotidiano, nel rito, nella prosa e nel mimo, nel gesto o nel getto pittorico. Questo ed altro propongono Silvia Lotti e Silvio Benedetto per un pubblico sempre maggiore. 

Mostra sul tema, alle pareti opere di SILVIO BENEDETTO e SILVIA LOTTI insieme a CALOGERO ALAIMO, GIUSEPPE COSTANZA, LAURA GIGLIA, ANGELO MONACHELLO, DARIO RIGONI e con la nuova presenza di RAWDA ATTIA. Intervento recitativo di SILVIO BENEDETTO: il Faust di García Lorca. Lettura recitata di SILVIA LOTTI (da un suo testo): Calipso. Interventi di GIUSEPPE COSTANZA (la teatralità nel cinema di Dreyer); GIULIO FERRARO (La teatralità nella pittura di Giotto).

Elezioni Rsu a Corleone: la Cisl avanti all’ospedale; testa a testa Cgil-Cisl a comune

Dall’alto: Leo Cuppuleri (Fp-Cgil), Carlo Vintaloro (Cisl Fp)


All’Asp di Palermo nelle elezioni Rsu conclusesi ieri. la Cisl Fp è nettamente in testa: 1.443 i voti di lista e 20 eletti. Al secondo posto la Fials con 805 voti ed 11 eletti. La Fp-Cgil è terza con 342 voti e 5 eletti. Al quarto posto il Nursind con 233 voti e 3 eletti. Quinto il NursinGup con 101 voti e 2 eletti.
 All’ospedale e al Distretto sanitario di Corleone la Cisl Fp ottiene 130 voti, la Fp-Cgil 70, il Nursing Up 17, la Fials 5 e la Uil 3 voti. 

Il primo eletto tra i corleonesi è “il veterano” Carlo Vintaloro con i suoi 12O voti di preferenza, seguito da Leone con 46 voti.  Su base aziendale Vintaloro si è piazzato al secondo posto con 176 voti, appena dietro il segretario aziendale Mazzola, che invece ha ottenuto 227 preferenze. Nella Fp-Cgil al primo posto per preferenze si è collocato Leo Cuppuleri con 55 voti; anch’egli secondo assoluto nella sua lista a livello aziendale con 70 voti. Eletto anche Gregorio Pizzolato con 52 voti (48 a Corleone). 

Elezioni Rsu. La Fp Cgil Palermo prima alla Città Metropolitana, nei Tribunali di Palermo e Termini, all’Istituto Zooprofilattico. Gattuso: “Fp Cgil unica organizzazione che cresce sia al Comune che sul territorio, dove elegge più di 100 Rsu”

Andrea Gattuso

Palermo 17 aprile 2025 - La Fp Cgil Palermo è in crescita in tutti i comparti, in particolare negli enti locali: è primo sindacato alla Città Metropolitana di Palermo, con circa il 60 per cento dei consensi, ottiene un ottimo risultato al Comune di Palermo, dove è l’unica organizzazione che aumenta in termini assoluti, totalizzando circa 150 voti in più rispetto alle precedenti elezioni del 2022, sia in termini percentuali, che di seggi, totalizzando 9 seggi,
  due in più rispetto alla scorsa tornata elettorale. 

La Fp Cgil Palermo è inoltre presente su tutto il territorio in maniera capillare, eleggendo negli enti locali un numero molto alto di Rsu, oltre 100. In particolare, ottimi risultati nella zona del corleonese. Questi i primi risultati per le elezioni delle Rsu nel Pubblico Impiego, che si sono svolte il 14, 15 e 16 aprile. 

4/17/2025

La Sicilia profumata. Le gelsominaie e il riscatto del lavoro



di GIUSEPPE ODDO

La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l’equilibrio, devi muoverti. (Albert Einstein)

Premessa

            Quando Santì La Rosa mi chiese di scrivere una nota per questo libro, che sarà presentato a Palermo il prossimo 28 aprile, non esitai ad accettare per vari motivi. Innanzitutto perché, pur avendo accennato alle lotte delle gelsominaie di Milazzo in due saggi, sentivo di non avere ancora reso il giusto omaggio ai suoi genitori: Tindaro La Rosa ed Eliana Giorli, animatori del movimento volto a migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle raccoglitrici di fiori di gelsomino, che fornivano la materia prima all’industria profumiera francese. Il fenomeno ha sfiorato il mio vissuto di sindacalista e di studioso. Il bisogno di approfondirlo scaturisce anche dal fatto che l’opera è impreziosita da una ricerchia di Venera Tomarchio, che attesta l’esistenza del fenomeno in un'altra plaga del territorio siciliano, che conosco bene. Mi sia, infine, consentito di confessare che non sono mai stato indifferente al fascino del gelsomino.

La Cgil ha consegnato all’associazione dei familiari delle vittime di Portella della Ginestra le copie degli atti del processo di Viterbo della strage del 1 maggio 1947

Da sx: Mario Ridulfo, Antonino Di Lorenzo,
Francesco Petrotta, Dino Paternostro

Saranno consultabili nel nuovo centro di documentazione del paese
 

Palermo 17 aprile 2025 - Riconsegnate all’associazione delle vittime di Portella della Ginestra le copie degli atti del processo di Viterbo sulla strage del 1 maggio 1947. I faldoni erano custoditi nella sede della Cgil Palermo, in via Meli, 5. Adesso queste carte saranno consultabili in un nuovo centro di documentazione di Piana, che sarà inaugurato dopo il 1° maggio.  L’operazione rientra negli obiettivi di recupero della memoria che vedrà all’interno del museo Musarb di Piana degli Albanesi, dedicato a Nicolò Barbato, una sezione interamente dedicata alla strage di Portella, con materiali e testimonianze di quella che fu la prima strage di Stato in Sicilia nel secondo dopoguerra.  

Premio Azoti - Liberi dalla mafia assegnato agli alunni del “don Rizzo” di Baucina


Sono state tutte e quattro le classi del plesso di Baucina dell’I.C. “Don Rizzo” le vincitrici della prima edizione del Premio “Nicolò Azoti - Liberi dalla mafia”, in ricordo del sindacalista ucciso dalla mafia del feudo il 21 dicembre 1946, e della figlia Antonella,  che si è battuta per valorizzarne la memoria.
 

Una premiazione che ha voluto privilegiare il collettivo, la condivisione, la sinergia dei ragazzi, piuttosto che stimolare la competitività esasperata, che spesso può sfociare nell’individualismo. La premiazione, organizzata dal Comune di Baucina, dalla Cgil Palermo e da Libera, è avvenuta lo scorso 11 aprile nei locali della scuola, alla presenza del sindaco Fortunato Basile, della dirigente scolastica Giovanna Lascari, di Dino Paternostro, responsabile Archivio e Memoria storica Cgil Palermo, di Enza Pisa, segretaria generale Flai Palermo, di Eliana Messineo, dirigente Libera Palermo, e di Alberto Mastrilli, nipote di Nicolò Azoti. 

La vedova: «Vidi l’assassino di mio marito Mico Geraci»

Mico Geraci

Fabio Geraci

«Era giovane, aveva all’incirca trent’anni». La voce di Vincenza Scimeca è ferma mentre rievoca la sera dell’8 ottobre 1998, quando suo marito Mico Geraci, venne ucciso davanti al portone di casa, a Caccamo. Trentasette anni dopo, la vedova del sindacalista della Uil è salita per la prima volta sul banco dei testimoni, nella nuova udienza del processo ai fratelli Pietro e Salvatore Rinella, capimafia di Trabia che hanno seguito il dibattimento in videocollegamento, accusati di essere i mandanti dell’omicidio. 

Geraci era tornato a casa intorno alle 20,30: «Suonò il campanello, era lui – ha raccontato Scimeca – ma subito dopo sentii anche gli spari». La donna si affacciò al balcone e vide il sicario fuggire, poi si precipitò in strada: «Mico era a terra». La scena, riferita davanti alla Corte d’assise è rimasta immutata nella sua memoria, amarezza compresa. «I vicini hanno negato anche di aver sentito gli spari e di avere visto qualsiasi cosa. Mio marito era preoccupato, soprattutto nell’ultimo periodo.

Claudio Cerasa, direttore de “Il Foglio”, sabato sarà cittadino di Giuliana

Simonetta Trovato

Giuseppe e Claudio Cerasa, padre e figlio entrambi giornalisti, di nascita palermitana, protagonisti di alcuni appuntamenti. Martedì prima tappa all’istituto Don Giovanni Colletto di Corleone, la scuola di Giuseppe, in cui fu compagno di Francesco Accordino (vicequestore oggi in pensione, con lui l’altro ieri):

la presentazione del libro Sipario Siciliano è stata fatta assieme anche al professore Giuseppe Savagnone e al sindaco Walter Rà. Ieri nuovo passaggio, alle 17,30 in città, a Palazzo Bonocore. Giuseppe Cerasa, direttore delle Guide di Repubblica, ha parlato della sua opera (edita da Nino Aragno) con Stefania Auci, Giuseppe Pignatone e Giuseppe Sottile; ha moderato Emanuele Lauria, Ester Pantano ha letto alcuni brani. Nel libro si intrecciano storie mai viste o sentite, parte di un patrimonio di emozioni che attraversano quasi 70 anni di vicende italiane. Sabato, alle 16 a Giuliana, al figlio di Giuseppe, Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio, sarà conferita la cittadinanza onoraria dal sindaco Francesco Scarpinato; a seguire, nuova presentazione del libro di Cerasa padre. (*sit*)

GdS, 16/4/25

4/15/2025

Palma di Montechiaro, a distanza di 65 dal famoso convegno del 1960 che sfidò la miseria e la rassegnazione


di Anna Lisa Maugeri

Dal 27 al 29 aprile 1960 Palma di Montechiaro fu al centro di un evento storico che segnò un punto di svolta nella lotta contro la povertà nel Sud Italia

“Per Ricordare Danilo Dolci”, 29 aprile 2025: Un’occasione per parlare del Convegno di Palma di Montechiaro 65 anni dopo

A 65 anni di distanza, la memoria di quell’esperienza torna viva. Martedì 29 aprile, a Palma di Montechiaro, si svolgerà un incontro tra studenti e personalità impegnate a riscoprire e raccontare quel momento unico di impegno collettivo, ricordando il Convegno e la figura e l’impegno di Danilo Dolci. 

Pubblicata l’ultima fatica di Giuseppe Pippo Oddo: LE TANTE VITE DI UN SOGNO INCOMPIUTO. Riflessioni autobiografiche


di Domenico Gambino

Per le sollecitazioni e gli incoraggiamenti ricevuti da tanti amici, c’era proprio da aspettarselo che Giuseppe Oddo si decidesse a sottoporsi ad un’ulteriore fatica, ovvero a scrivere la sua autobiografia a cui ha voluto dare il titolo “Le tante vite di un sogno incompiuto. Riflessioni autobiografiche”. 

Il libro, pubblicato per i tipi della Navarra editore, verrà presentato a Palermo il 27 aprile p.v. nella splendida cornice di piazza Bologni in occasione della manifestazione La Via dei Librai. Il testo è arricchito da una appassionata prefazione di Dino Paternostro, corleonese, noto sindacalista della CGIL e dalla copertina dell’artista di Mezzojuso Nicola Figlia. Una pittura ad olio del 2024, nel suo caratteristico stile, dal titolo “Racconto di volti”, che bene si presta ad illustrare la moltitudine di personaggi incrociati dall’Autore nelle sue tante vite.

Il titolo del volume, per come ha argomentato l’Autore, è stato oggetto di prolungata meditazione; la narrazione, lineare nel procedere degli eventi e riflessiva in quanto ricca di osservazioni,