martedì, febbraio 16, 2010

Corleone. I mafiosi le uccisero 2 figli e il genero, ma il Viminale le nega i benefici di legge

Caterina Somellini, nonna di due bambini rimasti orfani in un agguato nel 1995 a Corleone, si costituì parte civile nel processo contro Riina e altri boss. "Non mi aspettavo questa decisione, vorrei quello che mi spetta". Il ministero: "Non ci sono i requisiti oggettivi"
PALERMO - La mafia le ha ucciso i figli e il genero nel 1995 a Corleone. Uno dei nipotini si salvò per miracolo dall'agguato perché la madre lo coprì con il suo corpo dalle pallottole. Caterina Somellini, madre delle vittime e nonna di due bambini rimasti orfani, si costituì parte civile nel processo. A distanza di 15 anni il ministero dell'Interno ha rigettato la sua richiesta, presentata anche nella qualità di tutrice dei propri nipoti, per ottenere i benefici previsti per le vittime della criminalità di tipo mafioso. Il ministero ha ritenuto che non sarebbe stata raggiunta la "prova obiettiva della sussistenza dei requisiti oggettivi per l'ottenimento dei benefici e cioè della totale estraneità della vittima e del beneficiario ad ambienti e rapporti delinquenziali". Il processo è stato celebrato tra la fine degli anni 90 e i primi anni del 2000, davanti alla Corte di assise di Palermo. Imputati erano Leoluca Bagarella, Leonardo e Vito Vitale, Giovanni Brusca considerati gli autori materiali degli omicidi e Giovanni Riina, allora incensurato, figlio del capomafia Salvatore Riina. La Corte di Assise ha condannato tutti gli imputati e sancito che "non emerge alcun minimo elemento che conforti l'ipotesi di legami o contatti di qualsiasi genere stabiliti tra Giuseppe Giammona e persone o comunque a gruppi o ambienti della criminalità organizzata". I legali della Somellini, gli avvocati Mario Milone e Carmelo Franco, hanno anticipato che proporranno ricorso alla decisione del ministero. "Non me lo aspettavo - dice la donna, che ha 68 anni -. Non credevo che il Viminale respingesse la mia richiesta di ottenere i benefici previsti per i familiari delle vittime della criminalità di tipo mafioso. Nessun potrà ridarmi i miei figli ma vorrei ottenere quello che mi spetta dalla legge per aiutare e dare un futuro migliore ai mie nipoti rimasti orfani e che sono ancora minorenni". "In questi anni - aggiunge - sono rimasta a Corleone da dove non mi sono mai mossa. Ho continuato a vivere facendo tanti sacrifici e guardando avanti con dignità. Credo però che lo Stato debba sostenere chi lo aiuta a combattere la mafia".
16/02/2010
NELLA FOTO: Il boss mafioso Leoluca Bagarella

Fiat, Bersani incontra gli operai a Termini: "Inammissibile la chiusura dello stabilimento"

Il segretario del Pd fa tappa nello stabilimento della Fiat in Sicilia. Secondo l'esponente democratico le dieci-dodici proposte di cui si parla sono troppe: "E' meglio che ne arrivi una seria". Sempre Bersani critica la posizione del governo che lega gli incentivi al futuro del sito
TERMINI IMERESE (PALERMO) - Agli operai che incrocia dinanzi ai cancelli della Fiat di Termini Imerese, Pier Luigi Bersani, prima di illustrare le proposte del suo partito, offre parole di ottimismo. «Non molliamo, bisogna avere fiducia e non si deve dare per perso lo stabilimento. Non si può neppure immaginare di chiudere le fabbriche». Il segretario del Pd si presenta all'ingresso della Fiat intorno alle 14, al cambio del turno, dopo che in mattinata ha incontrato a Termini sindacati e amministratori locali. «Il Partito democratico - dice Bersani rivolgendosi agli operai - terrà un tavolo sempre aperto sulla Fiat e su Termini. Non ci stiamo a far passare come naturale o inevitabile la chiusura di questo stabilimento. Non è ammissibile in Europa che qualcuno pensi di chiudere una fabbrica. Lo vogliono fare solo qua in Italia. I governi nazionale e regionale devono essere disponibili a colmare un gap infrastrutturale ma devono anche spingere la Fiat a puntare sulle produzioni avanzate che possono creare davvero ricchezza e occupazione». Quella di Termini, puntualizza il leader del Pd, «è una vicenda che non può essere solo siciliana». Sulle trattative in corso per il futuro dello stabilimento, Bersani sostiene che le dieci-dodici offerte delle quali si parla da settimane sono troppe: «Ne serve una e che sia seria». Il governo finora è stato «molto ingenuo» con la Fiat perché «ha legato il tema degli incentivi alla questione di Termini Imerese». Ma in questo modo «si è fatto dire dalla Fiat che gli ecoincentivi non le importano. Un grosso errore di strategia e di impostazione».
Mentre Bersani parla delle strategie della Fiat un operaio gli porge una maschera di carnevale con l'ad Sergio Marchionne disegnato come Dracula. E un paio di dipendenti sottolineano che la caricatura di cartone avrebbero dovuto farla anche al ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola. Ma Bersani prova a tenere lo scontro politico lontano dalla sua visita a Termini. Lo fa anche quando gli chiedono di replicare al premier Berlusconi che aveva accusato la sinistra di operare sempre in senso denigratorio e catastrofista. «Abbiamo tanti altri problemi non può essere sempre Berlusconi il centro di una discussione: Berlusconi sì o Berlusconi no, come intende farci fare in queste regionali - afferma Bersani - Non siamo denigratori né catastrofisti, ma ragionevolmente ottimisti e fiduciosi. Non ci piacciono le chiacchiere, le frasi fatte e la propaganda. Negli ultimi 9 anni Berlusconi ha governato 7 anni. E' ora di andare a vedere in che cosa è cambiata in meglio l'Italia». Eppure un pezzo del partito di Berlusconi fa parte di quel governo regionale dentro al quale il Pd potrebbe entrare fra qualche mese. L'attuale giunta di Palazzo d'Orleans è composta da esponenti dell'Mpa di Raffaele Lombardo e del Pdl Sicilia, oltre che da assessori tecnici vicini proprio al Pd. Entreranno ufficialmente i democratici nell'esecutivo siciliano? Bersani risponde: «Non stiamo ponendo la questione di entrare nel governo Lombardo. Noi diciamo: fateci vedere qualche riforma. Noi le stiamo preparando. E in Sicilia sosterremo proprio le riforme, senza porre alcuna questione riguardo un ingresso nell'esecutivo. Esiste una crisi generale in Sicilia in tutti i settori. Vogliamo vedere se in questi due o tre mesi dal governo verranno fuori progetti significativi di riforma. Noi li stiamo presentando su temi cruciali come il credito di imposta, gli investimenti, i rifiuti, i meccanismi elettorali. In questi mesi se viene fuori qualcosa di nuovo e di concreto che i siciliani vedono, anche noi daremo una mano. Non siamo per fare politicismi».
(La Repubblica, 16 febbraio 2010)

L'Ordine dei giornalisti di Sicilia s'insedia nel residence dove si nascondeva Riina

Nel residence dove si nascondeva Totò Riina c'è adesso la casa dei giornalisti siciliani. E' una villa a due piani, confiscata all'imprenditore Gaetano Sansone: si trova di fronte la villa dove ha abitato il capo di Cosa nostra fino al 15 gennaio 1993. In mattinata, il ministro dell'Interno Roberto Maroni l'ha consegnata all'Ordine dei giornalisti siciliani: «Diventerà un presidio di legalità e un luogo di recupero della memoria», dice il presidente Franco Nicastro.
All'ingresso e in alcune stanze della villa ci sono già i pannelli di una mostra dedicata al «giornalismo che non muore». Dice il presidente dell'Ordine: «Questa casa sarà un luogo aperto alla città, cercherà un incontro con i giovani e le scuole, diventerà un punto di riferimento per gli studiosi e i ricercatori. Da tempo coltiviamo il progetto di recuperare la memoria del giornalismo siciliano anche attraverso la costruzione di un archivio storico e di una biblioteca».
(16 febbraio 2010)

Palermo. Raccolta porta a porta, primo bilancio: differenziato il 75 per cento dei rifiuti

In una settimana è stato raggiunto il 75 per cento di raccolta differenziata. È il dato fornito dall'Amia che lunedì scorso ha avviato il progetto «porta a porta spinto» nella zona nord di Palermo. In sette giorni sono stati raccolti oltre 15 mila chili di carta e cartone, 2.350 chili di plastica e lattine, 570 chili di vetro (in questo caso è indicato soltanto quello commerciale, le utenze domestiche sono da quantificare). E ancora: 27.630 chili di rifiuti organici, 15.320 chili di rifiuti indifferenziati residenziali per un totale di 61.710 chili raccolti, dei quali più del 75% avviati a recupero. «Considerando che una parte dei rifiuti può essere emigrata verso altre zone dove ci sono ancora i cassonetti dell'indifferenziata - dice il direttore generale dell'Amia, Pasquale Fradella - si stima che la raccolta differenziata si attesta con valori comunque prossimi al 50%, il che dimostra che il sistema 'porta a porta spinto', è effettivamente l'unico utile per raggiungere le alte percentuali di raccolta differenziata».

(15 febbraio 2010)
P.S. Chiediamo al presidente dell'Ato Alto Belice Ambiente, on. Salvino Caputo, quando si deciderà (dopo i proclami) a dare davvero inizio alla raccolta differenziata anche da noi. E ad inquadrare a tempo pieno gli operai di Corleone addetti alla raccolta, che sono gli unici di tutto l'Ato ad avere contratti di 24 e di 30 ore settimanali.

lunedì, febbraio 15, 2010

Prizzi. In consiglio comunale le polemiche sul "Parco dei Monti Sicani".

Con il Consiglio comunale di ieri sera, l’amministrazione ha voluto far conoscere ai cittadini quali siano le reali condizioni per la costituzione del parco dei Monti Sicani e quali possano essere gli eventuali problemi, soprattutto per i cittadini che nel territorio interessato hanno le aziende agricole. Il consigliere D’Angelo, leader della minoranza, ha immediatamente espresso la loro idea, sostenendo che se questo problema non viene valutato correttamente, ci saranno dei danni per il territorio, soprattutto per l’enorme quantità di terreni inseriti in questo progetto, che vanno a stravolgere il piano regolatore, ritenendo inoltre sbagliato l’intromissione del comune in questo progetto. Durante il suo intervento il consigliere ha ribadito più volte il loro “no” alla costituzione del parco, perchè i regolamenti previsti all’interno del parco come il divieto di introduzione di mezzi agricoli e di coltivazione, sono molto restrittivi per i cittadini che in quelle zone hanno le loro proprietà terriere. Ma la maggioranza con il suo capogruppo, il consigliere Canzoneri, risponde subito all’opposizione, sostenendo che il loro “si” alla creazione del parco può solo portare ad un miglioramento del territorio se pur con delle restrizioni. La loro idea si basa sul progetto creato dall’ufficio tecnico, che mira a comprendere all’interno del parco anche quelle zone di interesse naturalistico come il monte Hippana e le zone già sottoposte a vincolo. Cercare quindi di gestire bene il parco, limitando i danni che potrebbero avere tutti coloro che in quelle zone hanno i propri terreni. Il consigliere ha evidenziato che il sindaco e tutta la maggioranza nel portare avanti questo progetto, sta cercando di coinvolgere e informare tutta la cittadinanza. Durante il consiglio non sono mancate discussioni tra i due capi gruppi anche su un altro problema, quello dell’ato idrico e dell’ato rifiuti, argomenti estranei al problema principale su cui il consiglio doveva esprimersi, ma pur sempre di grande interesse e forte polemica, perché se anche allora i cittadini fossero stati informati, come lo sono ora, sulla reale situazione –sostiene il consigliere Canzoneri- oggi la situazione potrebbe essere diversa. A tale provocazione il consigliere D’Angelo ha cercato di difendere il sindaco e tutta la maggioranza, di cui lui faceva parte, che hanno permesso che il progetto dell’ato idrico e dell’ato rifiuti si concretizzasse, affermando che in quel momento non era presente in consiglio nessuna opposizione in grado di contrastare i progetti della maggioranza, e ciò perché è mancata nei cittadini la capacità di creare un gruppo che potesse insediarsi nel comune, capace di proporre altre idee. A fine consiglio, effettuate le votazioni, con 8 voti favorevoli e 2 astenuti, il progetto per la costituzione del parco monti Sicani andrà avanti. Il sindaco ha così precisato: “non si sa se l’assessorato accetterà o meno questa proposta, ma abbiamo la fortuna di avere il favore del consiglio in questa battaglia”.
Maura Tuzzolino
FOTO. Dall'alto: panorama di Prizzi; il capogruppo della maggioranza Giuseppe Canzoneri.

domenica, febbraio 14, 2010

Il Consigliere Tommaso Calamia (Pd) interviene sulla intransitabilità della SP 59

"Viva preoccupazione per lo stato di abbandono in cui versa la S.P. 59, arteria che collega Corleone a Campofiorito, specie per la frana, alla progressiva Kilometrica 7.00, che rende quasi del tutto impossibile la circolazione tra Ponte Batticano a Giammaria." La esprime il Consigliere provinciale Tommaso Calamia, Vice Capogruppo del Partito Democratico, dopo un sopralluogo in zona effettuato, nella giornata odierna, in uno ai titolari di alcune Aziende zootecniche. "L´intransitabilità della strada produce seri danni all´economia del settore, rendendo impossibile persino il ritiro del latte da parte delle aziende incaricate del trasporto e della consegna. Gli Imprenditori, nel recente passato, sono stati già costretti ad intervenire con proprie risorse per rendere agibile la strada. Ora, a causa delle copiose piogge, la situazione si è nuovamente aggravata e l´Amministrazione provinciale ha l'obbligo di provvedere. Non è accettabile quanto sostenuto dagli Uffici, circa l´assenza di risorse finanziarie. Il Presidente Avanti e l´Assessore alla viabilità Tomasino assicurino le risposte che il territorio si attende."

Pontedera (Pisa). I giovani delle scuole incontrano il progetto "Liberarci dalle spine"

Ieri altra giornata molto intensa a Pontedera. Infatti nella mattina ancora due incontri con le scuole medie superiori, ben 640 studenti. Nel pomeriggio un bell'incontro al Circolo cinematografico Arci Agorà nel centro storico di Pontedera. Con noi vi era il presidente dell'Arci Regionale Vincenzo Striano, il referente della Cooperativa Lavoro e Non Solo di Corleone Luca D'Onofrio e la Nonna "Betta", vedova del Giudice Antonino Caponnetto. Un incontro molto partecipato da tantissimi giovani. Poi il tour è continuato con un aperitivo della legalità e nella pizzeria del Circolo Arci Il Botteghino dove si è potuto gustare la pizza con il pomodoro e la farina provenienti dai terreni confiscati alle mafie. Un ringraziamento particolare all'Arci della Valdera che in questi due giorni ha svolto un ruolo straordinario nel suo territorio con 4 iniziative pubbliche (una enoteca, un cinema Arci, un centro giovani e un Circolo Arci) e 4 assemblee studentesche incontrando ben 1300 studenti. E poi abbiamo scoperto che vi sono volontari e coordiantori dei campi di lavoro Liberarci dalle Spine che sono anche "ottimi militanti dell'Arci".
Maurizio Pascucci
Esecutivo ArciToscana
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine

venerdì, febbraio 12, 2010

Corleone. Prime "spine" per l'Amministrazione Iannazzo: il consiglio comunale ha bocciato il regolamento per la vendita di beni immobili

Mercoledì sera, sembrava che la seduta del consiglio comunale di Corleone dovesse chiudersi con la “normale” approvazione del regolamento per la vendita dei beni immobili comunali. Grazie alla maggioranza “bulgara” che ormai l’amministrazione Iannazzo ha, nessuno prevedeva “sorprese”. E invece la sorpresa c’è stata e non ha fatto molto piacere all’assessore all’urbanistica Pippo Cardella (Udc), che ci teneva tanto all’approvazione di questo regolamento, bocciato invece “all’unanimità”. Per la verità, durante il dibattito, le opposizioni qualche riserva l’avevano sollevata: sull’art. 15, che prevedeva offerte al ribasso nel caso di asta deserta, sul sorteggio in caso di offerte uguali, sulla non adeguata pubblicizzazione, sullo squilibrio che si potrebbe creare nel rapporto tra le aree del Prg destinate ad urbanizzazione secondaria e quelle che rimarrebbero a seguito della vendita di appezzamenti di terreno derivanti da lottizzazioni. Ma che qualcosa non stesse andando per il verso giusto, lo si è capito quando gli stessi consiglieri Vincenzo Macaluso e Vincenzo Labbruzzo, dell’Udc (lo stesso partito di Cardella), hanno sollevato perplessità e riserve sul regolamento. E non è servita a niente la sospensione della seduta per consentire un “chiarimento” nella maggioranza. Tornati in aula, tutti i consiglieri si sono stranamente astenuti e il regolamento non è stato approvato. Pare che l’accordo era quello che a ritirarlo per approfondimenti dovesse provvedere l’amministrazione comunale. Ma, una volta ritornati in aula, il sindaco Nino Iannazzo ha impedito all’assessore Cardella di proporre il ritiro. «Se vogliono, la facciano loro, i consiglieri, la proposta di ritiro…», pare che abbia detto. Sguardi imbarazzati, nessuno proponeva niente, fino al voto, quando si astenevano tutti, determinando la bocciatura dell’atto. Ma perché Iannazzo ha sfidato l’aula? I bene-informati dicono che è stato per spaccare l’Udc (dove qualche fibrillazione c’è) ed “arruolarne” qualche pezzo nel Pdl. Ma chi semina vento, non rischia di raccogliere tempesta? (d.p.)

Corleone. I rappresentanti di "Corleone Dialogos" e di "Oltre il Muro" si dimettono dalla Consulta Giovanile in polemica con la giunta Iannazzo

Pubblichiamo la lettera inviata all'Ammi- nistrazione comunale, alla Presidenza del Consiglio comunale e alla Presidenza della Consulta, dall'Associa-
zione "Corleone Dialogos" e dall'Associa-
zione "Oltre il Muro", con cui i propri rappresentanti rassegnano le dimissioni dalla Consulta giovanile", in polemica con gli organi del Comune. LEGGI LA LETTERA

Agricoltura: Ars approva quattro ordini del giorno presentati da Camillo Oddo (Pd)

“Quattro provvedimenti importanti a favore degli agricoltori e del settore vitivinicolo, misure che possono aiutare a superare questa pesante crisi”. Lo dice Camillo Oddo, vicepresidente dell’Ars, a proposito di quattro ordini del giorno - presentati dallo stesso Oddo - approvati ieri dall’Ars. “Abbiamo impegnato il governo su quattro questioni: evitare che i controlli Agea ostacolino il riconoscimento di contributi per le aziende sottoposte a verifica; riaprire i termini per la presentazione dei documenti per le istruttorie già avviate relative la siccità 2002; aumentare i premi per le misure agroambientali del PSR 2007/2013, fino a 900 euro per ettaro; recuperare i fondi per il rimborso relativo ai danni per la peronospora 2007”. “Si tratta – conclude Oddo – di interventi mirati, frutto di un lavoro portato avanti in sinergia con gli operatori e le associazioni del settore. Vigileremo affinché il governo mantenga gli impegni assunti”.

Ars, approvata la legge sull'agriturismo. Stanziati 50 milioni per comparto agricolo

L'Assemblea regionale ha approvato all'unanimità la legge sugli agriturismo. E' passato anche un emendamento che stanzia 50 milioni a sostegno del comparto agricolo, dei quali 12,5 milioni per l'agrumicoltura. La legge introduce regole più snelle per il settore dell'agriturismo, consentendo l'apertura di nuovi esercizi anche alle piccole imprese agricole e assicurando procedure più veloci per realizzare le strutture in tempi brevi. La nuova norma prevede l'utilizzo di edifici o parti di essi a servizio delle strutture già esistenti.Viene anche introdotto l'obbligo per l'assessorato regionale alle Risorse agricole e alimentari di formulare un elenco delle aziende agricole che gestiscono attività di agriturismo e si prevede che la giunta di governo elabori un programma triennale che indichi le linee di sviluppo del settore tenendo conto delle diverse vocazioni territoriali, dei criteri di priorità delle iniziative da ammettere all'aiuto pubblico, delle azioni di sostegno all'agriturismo. Prevista anche l'istituzione di un comitato tecnico regionale che esprimerà pareri sul programma regionale agrituristico e si occuperà del monitoraggio dello sviluppo del settore.Per sostenere il comparto agrumicolo in crisi, infine, la Regione acquisterà dai produttori agrumi, in particolare arance rosse, per un totale di 12,5 milioni di euro. La norma approvata dall'Assemblea regionale siciliana è stata inserita nella legge sull'agriturismo. L'assessorato per le Risorse agricole si occuperà di conferire gli agrumi alle industrie di trasformazione per la produzione di succhi che saranno devoluti per fini sociali e umanitari.La prossima seduta dell'Ars è in programma mercoledì 17 alle 16 con all'ordine del giorno il ddl sulle Camere di commercio.

Mafia: domani (venerdì 12) a Bagheria iniziativa con Virginio Rognoni su beni confiscati

Visita all’ICRE, primo immobile confiscato nel 1983 con la “Rognoni-La Torre”
“Il futuro dei beni confiscati alla luce della nuova normativa”: è il tema dell’iniziativa, organizzata dal Consorzio Metropoli Est, che si terrà venerdì 12 febbraio alle 19 nel Teatro Branciforti di Bagheria (PA). L’iniziativa si aprirà, alla presenza dell’ex ministro della Giustizia Virginio Rognoni, con una visita ai magazzini dell’Icre, primo immobile confiscato alla mafia nel 1983 grazie alla legge Rognoni–La Torre ed assegnato, dopo un iter di 20 anni, ad una amministrazione pubblica. Nel corso dell’iniziativa saranno forniti dati e statistiche sulla quantità e la dislocazione dei beni confiscati in Sicilia e sui tempi di assegnazione, anche in rapporto alla nuova normativa che prevede, in caso di mancata attribuzione entro un periodo massimo di 180 giorni, la vendita all’asta. “Per assegnare un bene oggi passano in media 8 o 10 anni – dice Pippo Cipriani, responsabile dell’ufficio legalità del Consorzio Metropoli Est – questa iniziativa vuole aprire una riflessione su cosa è stato fatto in questi anni e, soprattutto, quale scenario si apre e quali conseguenze potrà avere la nuova normativa”. All’incontro, oltre a Virginio Rognoni, parteciperanno fra gli altri Giancarlo Caselli (procuratore capo Torino), Giuseppe Lumia (commissione nazionale antimafia), Camillo Oddo (vicepresidente dell’Ars), Gaetano Paci (sostituto procuratore Palermo), don Armando Zappolini (Libera Toscana). I lavori, coordinati da Pippo Cipriani, si apriranno con il saluto del sindaco di Bagheria Biagio Sciortino, del presidente del consorzio Salvatore Camilleri e dal vicepresidente dell’associazione Controscena Roberto Sardina.
11 febbraio 2010

I segreti di "Binnu" Provenzano nella Rete

Pubblicate su Internet pagine della Bibbia di Provenzano
E' il mistero piu' impenetrabile di Cosa nostra, almeno fino ad oggi: la Bibbia di Bernardo Provenzano, trovata dalla polizia nel suo covo di Montagna dei Cavalli, l'11 aprile 2006. Quella Bibbia e' piena di strani codici e annotazioni che hanno impegnato gli investigatori piu' brillanti della polizia e persino gli analisti americani dell'Fbi. La Procura di Palermo ha chiesto anche la consulenza di un teologo e piu' di recente di due professori universitari, un matematico e un informatico. Adesso, alcune delle pagine della Bibbia del capo di Cosa nostra sono su Internet, sul blog www.ipezzimancanti.it curato del giornalista Salvo Palazzolo, autore del libro ''I pezzi mancanti, viaggio nei misteri della mafia'' edito da Laterza. Le foto della Bibbia in codice sono accompagnate da un invito al popolo della Rete: ''Proviamo a decifrarle noi''. Dice l'autore del blog: ''Questo non e' certamente un gioco. Vuole essere una piccola e sana provocazione, per richiamare l'attenzione sul delicato tema della lotta alla mafia: non si puo' delegare la ricerca della verita' soltanto a magistrati e investigatori, e' necessario un impegno corale della societa' civile''. Su internet si possono cosi' adesso scorrere una ventina di pagine della Sacra Bibbia che il capo corleonese aveva sottolineato e poi riempito di numeri e lettere. Alcune sequenze sono simili a quelle ritrovate nei pizzini. Tra le frasi sottolineate nella Bibbia, che e' un'edizione 'Paoline' del 1978, c'e' l'ormai celebre chiusura di ogni biglietto del boss: ''Il Signore vi benedica e vi protegga''. E'il libro dei Numeri, capitolo 6, versetto 24. La prima frase sottolineata da Provenzano nella Bibbia e' invece nell'introduzione del volume: ''La perseveranza nella pratica del bene''.

Palermo: Orlando (PD) Teatro Massimo circondato da cumuli di rifiuti

“I turisti fotografano la spazzatura prima del gioiello del Basile…”. “Da mesi le strade che circondano il Teatro Massimo sono costellate di mini-discariche a cielo aperto, mentre la fontana dell’isola pedonale della vicina via Magliocco da oltre un anno è senz’acqua e viene utilizzata come ‘cestino per rifiuti’: insomma, il cuore di Palermo è sempre più abbandonato a se stesso ed è triste che i turisti, prima ancora di fotografare il Massimo, preferiscano immortalare i cumuli di spazzatura come ‘souvenir’ della città”. Lo dice Salvatore Orlando, consigliere comunale del PD. “Naturalmente – aggiunge – tutte le zone, il centro come le periferie, meritano eguali attenzioni e pulizia. Ma mi chiedo come sia possibile che l’Amia non si accorga di mucchi di spazzatura che da mesi occupano posti auto o impediscono del tutto il passaggio sui marciapiedi, e che l’amministrazione non sia in grado di effettuare neppure l’ordinaria manutenzione in un’isola pedonale che dovrebbe essere il ‘salotto’ della città”.

giovedì, febbraio 11, 2010

Esperonews ed è il giornale telematico della rivista del comprensorio Termini, Cefalù, Madonie

A tre anni dall’uscita del primo numero, Espero da questo mese è anche online. Si chiama Esperonews ed è il giornale telematico della rivista del comprensorio Termini, Cefalù, Madonie E’ sufficiente un click sul sito www.esperonews.it per visitare il nuovo supplemento. Con una grafica molto curata e accattivante il sito risulta anche facilmente navigabile. Al suo interno è presente l’angolo delle notizie in primo piano e quello dedicato alle news. Ma da diversi mesi Espero era già presente, come gruppo, anche sull’arcinoto social network Facebook, a cui è possibile, da adesso, iscriversi anche direttamente dal sito.
Vogliamo offrire ai nostri lettori un supplemento giovane, dinamico e immediato per raccontare le vicende quotidiane e metterne in risalto gli aspetti più positivi, ma allo stesso tempo segnalare le disfunzioni, le mancanze, le inefficienze, coscienti che Internet è anche una finestra spalancata sul mondo. Ed è da questa finestra spalancata che Esperonews contribuirà attraverso notizie, rubriche, ricerche, sondaggi, cronache ma anche video e foto a presentare al mondo il nostro comprensorio. Il tutto a portata di un click.

Viaggio nel territorio di Corleone dove l'antimafia ha messo radici e creato sviluppo

di Marco Blanco
Una gita domenicale promossa da “Libera – associazioni, nomi e numeri contro le mafie” come se ne fanno tante in un posto come pochi ne esistono. Provincia di Palermo, feudo Sicilia: Corleone. Dici Corleone e la mente viaggia verso Don Vito che accarezza il gatto nel giorno del matrimonio della figlia, campieri baffuti con coppole e lupare, favori e ammazzamenti, collusioni e omertà. Echeggia la mente del vociare dei media in cerca di caratterizzazioni frettolose che hanno dipinto a foschi tratti questa cittadina dell'Alto Belice come se fosse solo il luogo che ha tenuto a battesimo le gesta vili dei vari Riina, Provenzano e Brusca. Corleone terra di mafia è sempre stato detto. Abbiamo assorbito negli anni sentenze lapidarie che odoravano di pregiudizi, sangue e polvere da sparo senza capire, ciancicando stancamente triti luoghi comuni: e adesso, toccata con mano la realtà complessa di quei luoghi e il coraggio di alcuni dei loro abitanti si prova un profondo senso d'imbarazzo e una sottile vergogna nel dover ammettere di essersi sbagliati. LEGGI TUTTO

Camporeale. Resti umani in stato di decomposizione nel sacco della spazzatura

Sono stati trovati ai margini della statale Palermo-Sciacca, all'altezza di Camporeale. Finora impossibile l'identificazione
CAMPOREALE (PALERMO)
- Nel tardo pomeriggio di ieri l'Anas ha segnalato ai carabinieri il ritrovamento sul margine della carreggiata della strada statale 624, Palermo-Sciacca, di resti umani. La macabra scoperta è stata fatta al chilometro 34+200, in prossimità di Camporeale. Si tratta di un cranio privo di mandibola, gambe e parte di un bacino in stato di decomposizione, all'interno di un sacchetto per l'immondizia. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Sezione investigazioni scientifiche del Comando provinciale di Palermo che hanno eseguito i rilievi e una prima serie di verifiche. Il medico legale ha confermato la natura umana dei resti che sono stati portati nella camera mortuaria dell'Istituto di medicina legale del capoluogo siciliano. Al momento non ci sono altri elementi che possano consentire l'identificazione del cadavere.
11/02/2010

Scatta il piano del Comune di Palermo contro lo smog. Domenica tutti a piedi...

Domenica blocco totale del traffico in tutta Palermo. Da mercoledì e fino al 30 giugno targhe alterne, anche in questo caso in tutta la città. Il Comune corre ai ripari contro l'allarme inquinamento e lo fa scegliendo una linea decisamente più dura rispetto ai provvedimenti adottati in precedenza. Il blocco di domenica consentirà la circolazione solo lungo il perimetro esterno, dalla circonvallazione a via Crispi, per non interrompere i collegamenti tra le autostrade e il porto. Il fermo riguarderà non solo le auto ma anche le moto e le vetture Euro 4. La chiusura del traffico domenica scatterà alle 10 e si concluderà alle 19. L'ordinanza è stata firmata in serata dal vicesindaco e assessore al Traffico Francesco Scoma e dall'assessore all'Ambiente Mario Parlavecchio.

Massimo Ciancimino: "Il premier estraneo alla mafia". Berlusconi: "Una giustizia spiritica"

Il figlio dell'ex sindaco di Palermo risponde a Miccichè: "Ho sempre escluso che il presidente del Consiglio fosse direttamente coinvolto con Cosa nostra". Replica del Cavaliere: "Cose che non hanno nulla a che fare con la realtà"
PALERMO - Silvio Berlusconi "non è direttamente coinvolto con ambienti mafiosi". Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo, risponde a una nota del sottosegretario del Pdl Gianfranco Miccichè pubblicata sul blog "Sud". Il politico, dopo le dichiarazioni rese da Ciancimino al processo Mori - il teste aveva definito Forza Italia "frutto della trattativa tra Stato e mafia" - aveva replicato escludendo legami tra il partito, di cui è stato uno dei fondatori, e Cosa nostra. "Ho sempre anche escluso, avendolo appreso direttamente da mio padre - scrive Ciancimino a Miccichè - ogni coinvolgimento diretto del presidente del Consiglio Berlusconi con ambienti mafiosi. Non ho dubbi che lei era presente all'epoca della nascita di Forza Italia, essendone di fatto stato chiamato a dirigere e a seguirne direttamente nella scelta gli uomini da coinvolgere per la nuova esperienza politica in ambito siciliano, so benissimo quanto ha lavorato e con quanto impegno e sacrificio ha svolto il suo indiscutibile ruolo". "Personalmente - aggiunge - non ho mai sentito neanche pronunziare il suo nome a mio padre né direttamente o indirettamente. L'ho sempre conosciuta come una persona libera e corretta, e solo per questo che mi permetto di scriverle. Lasciamo ad altri, in ogni caso, il compito di stabilirne la veridicità. In merito al mio presunto ruolo da star da lei attribuitomi, mi permetto di ricordarle come ben altri illustri suoi colleghi condannati a pene ben più severie delle mie, già da tempo godano di canali e spazi mediatici ben più consistenti ed esclusivi di quelli offerti a me, e anche con la prerogativa di poter rendere interviste e insulti nella totale assenza di giusto e credo anche corretto contraddittorio"."Siamo ormai alla giustizia spiritica con qualcuno che riferisce parole di qualcuno che è morto da diversi anni" ha risposto il premier Silvio Berlusconi a chi gli chiedeva della testimonianza di Massimo Ciancimino. Il premier ha quindi invitato a non dar retta a cose che "non hanno nulla a che fare con la realtà".
10/02/2010

Il pentito Francesco Marino Mannoia torna in libertà: accusò Andreotti di mafia

La Procura di Palermo ha disposto la scarcerazione dopo 11 anni e 5 mesi del pentito che raccontò di un incontro tra il senatore Dc e il boss Bontade. Il collaboratore di giustizia era condannato per omicidio e traffico di droga e avrebbe dovuto scontare 17 anni
PALERMO - Fu l'accusatore di Giulio Andreotti nel processo per mafia a Palermo. Raccontò di un incontro tra il senatore e il boss Stefano Bontade. Ed ora il collaboratore di giustizia, Francesco Marino Mannoia, 59 anni, che vive in Usa dal 1990, già condannato per omicidio e traffico di droga, è un uomo libero. La procura generale di Palermo ha accolto la richiesta del suo legale ed ha effettuato il cumulo delle pene, ha fatto i conti e gli ha applicato gli sconti e i condoni. Mannoia avrebbe dovuto scontare 17 anni. Ma è ritornato in libertà dopo aver scontato 11 anni e cinque mesi. Il provvedimento sarà consegnato nei prossimi giorni al pentito. Mannoia testimoniò anche nel processo contro il boss John Gotti, condannato all'ergastolo dal tribunale di New York. Il collaboratore, detto il chimico per la sua attività nella raffinazione dell'eroina, inizio a parlare con il giudice Giovanni Falcone l'8 ottobre del 1989. Il 23 novembre successivo a Bagheria i killer inviati dai boss corleonesi gli massacrarono la sorella Vincenza, la madre Leonarda e la zia Lucia. Quattro anni fa gli fu proposto di uscire dal programma protezione con una buonuscita da un milione di euro. Ma lui rifiutò e preferì conservare lo stipendio dello Stato italiano.
11/02/2010

Appello su Facebook a Fiorello": Sei siciliano, non fare spot per Fiat"

di Carmine Saviano
Chiedono a Fiorello di non fare più pubblicità per la Fiat. Di aiutarli, di fare qualcosa per Termini Imerese. Sono operai dello stabilimento e semplici cittadini siciliani.
Un network di alcune migliaia di persone che sta utilizzando Facebook per far arrivare allo showman il suo appello. "Caro Fiore, da siciliano non dovresti fare spot per l'azienda che sta per mandare a casa più di duemila nostri conterranei". Un aiuto chiesto con speranza e fiducia: "Dacci una mano, dillo chiaro e forte che sei dalla nostra parte". Sul web i primi messaggi iniziano a diffondersi già dal 27 gennaio. E' il giorno in cui Sergio Marchionne annuncia, con un telegramma, la sospensione delle attività produttive a Termini Imerese. Il commento di uno degli operai, Gino Cosenza, è subito ripreso da centinaia di utenti. E viene condiviso sulla pagina Facebook dedicata a Fiorello: "Lavoro allo stabilimento Fiat e dopo 13 anni mi stanno per licenziare. Interrompi la pubblicità, ti prego. So che hai un contratto, ma pensa anche a noi, a 2200 lavoratori che stanno per essere sbattuti fuori". E' il via. In poche ore nascono alcuni gruppi che crescono giorno dopo giorno. Fino a raggiungere quasi le cinquecento unità ciascuno. C'è chi chiede a Fiorello un gesto simbolico, magari "una sospensione momentanea della pubblicità". E chi ricorda in quale contesto ci muoviamo: "Fiore, sai cosa significa licenziare quegli operai? Significa, in un territorio governato dalla mafia, mandare per strada 2200 famiglie". Non mancano gli appelli in dialetto: "Nun fari u surdu all'appellu de Siciliani". La maggioranza degli utenti, però, confida nell'appoggio di un artista molto seguito: "Ti amiamo per quello che sei. Se puoi, fai qualcosa per noi".L'appello a Fiorello è solo l'ultima delle proteste digitali degli operai di Termini Imerese. Molto attivo il gruppo "No Termini Imerese, No acquisti Fiat", che si propone di boicottare l'azienda di Torino. E di ricordare a Marchionne e a Montezemolo "la vita difficile di migliaia di siciliani che nel corso degli anni hanno lasciato la propria terra per fare la vostra fortuna".
(La Repubblica, 10 febbraio 2010)

lunedì, febbraio 08, 2010

Massimo Ciancimino accusa Forza Italia: "La sua nascita è il frutto della trattativa con la mafia"

di SALVO PALAZZOLO
Nuova audizione del figlio del sindaco di Palermo, che mostra una lettera a Berlusconi. "La scrisse mio padre, e il nuovo partito nacque dai contatti Stato-Cosa nostra"
PALERMO - Massimo Ciancimino torna a deporre al processo che vede imputato l'ex generale del Ros ed ex capo dei servizi segreti Mario Mori e parla della "terza fase" della trattativa che sarebbe stata intavolata fra Cosa nostra ed esponenti delle istituzioni a partire dal 1992, l'anno delle stragi Falcone e Borsellino. "Nel 1994, l'ingegner Lo Verde, alias Bernardo Provenzano, mi fece avere tramite il suo entourage una lettera destinata a Dell'Utri e Berlusconi - rivela Ciancimino - Io la portai subito a mio padre, che all'epoca era in carcere: lui mi disse che con quella lettera si voleva richiamare Berlusconi e Dell'Utri, perché ritornassero nei ranghi. Mio padre mi diceva che il partito di Forza Italia era nato grazie alla trattativa e che Berlusconi era il frutto di tutti questi accordi". LEGGI TUTTO

Giuliana. I Carabinieri hanno arrestato e condotto in carcere un uomo per aggressione

COSMO DI CARLO
Giuliana - Ha aggredito colpendolo con un oggetto metallico alla testa un anziano suo vicino di casa dopo essersi introdotto nell’abitazione di quest’ultimo, poi si è dato alla fuga. Rintracciato dai carabinieri delle stazioni di Chiusa Sclafani e Giuliana nel pomeriggio di ieri, è stato fermato a Giuliana e condotto presso la casa circondariale di Termini Imerese.
A finire nei guai Santo Musso 40 anni, con piccoli precedenti penali, residente nel piccolo centro del palermitano. L’accusa per lui è di violazione di domicilio e lesioni. Il diverbio tra Santo Musso ed il 75enne pensionato, secondo la ricostruzione degli eventi fatta dai militari dell’arma, sarebbe avvenuto nella tarda sera di sabato, quando Santo Musso stava facendo rientro a casa ed ha incontrato la vittima che abita a pochi metri da casa sua. Il Musso si sarebbe introdotto, quindi, nell’abitazione dell’anziano e lo avrebbe aggredito colpendolo con un rubinetto metallico e procurandogli una ferita lacero contusa alla testa. L’oggetto è stato poi rinvenuto dai carabinieri che hanno effettuato un minuzioso sopralluogo sul posto e prestato immediato soccorso all’anziano. L’aggressore si dava immediatamente alla fuga, facendo perdere le sue tracce, mentre il pensionato veniva visitato inizialmente dal medico di servizio alla Guardia Medica di Giuliana per poi essere trasferito all’ospedale Civico di Palermo. Qui i medici in considerazione dello stato di salute del ferito, apparso in stato di shock, si sono riservati la prognosi sulla vita. Per tutta la notte di sabato e per parte della domenica i carabinieri hanno cercato Paolo Musso, che veniva rintracciato dai militari nel pomeriggio di domenica. Al vaglio degli inquirenti, che sono risaliti al Musso dopo un’intensa attività d’indagine, i motivi che avrebbero generato la violenta aggressione. L’arrestato terminate le formalità di rito è stato condotto presso la Casa Circondariale di Termini Imerese a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
(NELLA FOTO: Santo Musso)

Corleone. La prima squadra ippomontata del Prociv Arci Grifone

E' stata inaugurata, ieri giorno 07/02/2010, la prima squadra ippomontata appartenete alla PROCIV ARCI GRIFONE denominata "IPPOGRIFO". Alla presentazione avvenuta presso il maneggio di Villa Russo, anche l'Arch. Arcangelo Ruffino del Dipartimento di Protezione Civile della Regione Sicilia.La squadra ippomontata, è stata fortemente voluta dal Presidente della PROCIV ARCI GRIFONE, Placido Paternostro e dal Presidente del CAVALLO CLUB CORLEONE Francesco Russo, per ampliare lo spettro delle attività di Protezione Civile e le risposte emergenziali alla cittadinanza.Il connubbio Grifone-Cavallo Club, è tato voluto anche per valorizzare il cavallo indigeno siciliano della razza ARACSI che sarà l'unica razza presente all'interno di questa specialità.In occasione della sfilata dei cavalli, tenutasi ieri pomerigio, la Squadra IPPOGRIFO, in accordo con l'Amministarzione Comunale nella persona dell'Assessore Carlo Vintaloro, ha svolto il suo primo servizio per tale manifestazione, mettendo in campo quattro binomi per la tutela e la salvaguardia della stessa.
PROCIV ARCI GRIFONE
Corleone

(FOTO DIALOGOS: La sfilata dei cavalli)

domenica, febbraio 07, 2010

Corleone. Il caro-acqua non turba l'amministrazione comunale

Non si capisce bene perché, ma sono davvero ottimi i rapporti tra l’Ammini- strazione comunale di Corleone e l’Azienda Acque Potabili Siciliane Spa, a cui è stata affidata la gestione dell’acquedotto cittadino. Alla mia interrogazione sul perché sono state notificate ai cittadini maxi-bollette, che stanno facendo quadruplicare i costi del servizio idrico, l’assessore Giuseppe Giandalone ha difeso a spada tratta APS, facendo dei calcoli capziosi e incomprensibili, per dire che in fondo sono tariffe eque. Peccato che ogni bolletta trimestrale ha un importo medio pari alla bolletta annua di quando la gestione dell’acquedotto era comunale. La proiezione è facile: quadruplicazione dei costi! Nella prossima seduta del consiglio comunale – si è impegnato l’assessore – dovrebbe esserci all’ordine del giorno la nomina della commissione d’indagine sulla gestione dell’acquedotto e sulle tariffe praticate da APS. Speriamo che non venga ritirata come l’ultima volta.
P.S. A quanto pare, ha detto l’assessore, i corleonesi assunti da APS (il piatto di lenticchie!), il cui contratto a termine era scaduto, saranno nuovamente riassunti. Assessore, a quando i nomi di questi compaesani “fortunati”? (d.p.)

Corleone. L'amministrazione comunale è riuscita a perdere la proprietà di circa 20 ettari di terra in contrada “Spinuso”

Finalmente adesso sappiamo che il comune di Corleone, grazie (nella migliore delle ipotesi) alla colpevole superficialità dei suoi amministratori, è riuscito a perdere la proprietà di circa 20 ettari di terra in contrada “Spinuso”, “regalandoli” ad un privato, che ne è entrato in possesso con la procedura giuridica dell’usu capione (sostenendo, cioè, che li coltivava da tempo immemorabile e non sapeva chi fosse il proprietario). Questi terreni erano pervenuti al comune, insieme ai locali dell’ex Orfanotrofio (il complesso S. Ludovico, per intenderci), negli anni ’60, dopo lo scioglimento dell’omonima opera pia, ma nessun sindaco e nessun amministratore se ne era mai curato. Addirittura, mostrando un colpevole “disinteresse”, non avevano mai provveduto nemmeno ad intestarli al demanio comunale. In questi anni, più volte, si “chiacchierava” di questi terreni, ma nessuno ha mai alzato un dito per vederci chiaro. Dal giugno 2007 ad oggi, ho dovuto presentare ben tre interrogazioni al sindaco per sapere la verità. Alla prima Iannazzo ha risposto genericamente, alla seconda ha taciuto, alla terza (è stata discussa la sera dello scorso venerdì) ha delegato a rispondere l’assessore ai lavori pubblici, Stefano Gambino, che non ha potuto nascondere la verità. Dal novembre 2007, con decreto del tribunale, questi terreni sono stati acquisiti per “usu capione” dal privato che li ha gestiti per anni. «Stiamo verificando, tramite un legale, se ci sono margini per un ricorso…». Davvero bravi questi amministratori! Disinteressati e “di cuore”… (d.p.)

Regione Siciliana. Presto un disegno di legge per il piano regionale dei rifiuti

Lillo Miceli
Palermo. Un disegno di legge che non lasci spazio alla libera interpretazione delle norme. Rigorose e precise per creare un sistema omogeneo nella gestione nel ciclo dei rifiuti su tutto il territorio isolano. Sono queste le linee guida del provvedimento che i tecnici dell'assessorato all'Energia stanno mettendo a punto, in stretta osservanza del documento che la commissione dei saggi, presieduta all'ex prefetto di Catania, Anna Maria Cancelliere, ha consegnato al presidente della Regione, Raffaele Lombardo, lo scorso mese di dicembre. Allo stesso documento si ispirerà il disegno di legge che sarà depositato all'Ars dal gruppo parlamentare del Pd. Un disegno di legge che dovrebbe essere in sintonia con quello del governo, considerato che il Partito democratico ha deciso di sostenere il «Lombardo ter» sulle riforme. LEGGI TUTTO

Ma a Corleone quando partirà la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani?

Nessun impegno concreto e scadenzato nel tempo ha saputo prendere l’assessore del comune di Corleone, Giuseppe Giandalone, rispetto all’inizio della raccolta differenziata dei rifiuti e alla trasformazione a tempo pieno dei contratti part-time dei 18 operai dell’Ato-rifiuti, che operano nel comune. Alla mia interrogazione, che chiedeva impegni precisi, l’assessore ha risposto con giri di parole per non dire niente di preciso. Eppure, la Regione siciliana pare che si stia avviando davvero verso la raccolta differenziata dei rifiuti da fare “porta a porta”. Ma una raccolta “porta a porta” è possibile farla avendo manodopera e attrezzature. Per questo chiedevo di insistere affinchè l’Ato trasformi gli attuali contratti di 24 e 30 ore settimanali in contratto a full-time. D’altra parte, non bisogna abusare della pazienza e del senso di responsabilità di questi lavoratori, che continuano a fare il loro dovere in condizioni davvero disagevoli. (d.p.)

Corleone, partito il Servizio civico comunale. Gli operatori spazzeranno le strade

Dal primo febbraio è partita l’attività del Servizio civico comunale di Corleone. Si tratta della prima azione inserita nei progetti del Piano di Zona 2010-2012 del Distretto socio-sanitario D40, il primo ad essere stato approvato (alla fine di novembre) dalla Regione siciliana. Rispetto agli anni precedenti, ora c’è una novità. Gli operatori del Servizio civico saranno impiegati nella pulizia dei centri urbani di Corleone e di Ficuzza, suddivisi in 13 zone: ogni area è stata affidata ad un operatore. «Fino all’anno scorso – dice Pio Siragusa, assessore alle Sicurezze sociali – si occupavano del disbrigo pratiche per gli anziani. Da pochi giorni questa attività è svolta direttamente dai dipendenti comunali con un apposito sportello». In tutto sono una cinquantina le persone che accederanno al Servizio civico. Lavoreranno in 4 turni di tre mesi ciascuno. «L’impiego di questi operatori per la pulizia dei centri urbani di Corleone e Ficuzza – afferma il sindaco Nino Iannazzo – consentirà in breve tempo di raggiungere livelli di decoro cittadino ancora più alti. E’ inoltre importante sottolineare come l’Amministrazione si sia attivata in modo celere per far partire il Piano di Zona senza alcun ritardo».
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Ma il sindaco Iannazzo e l'assessore Siragusa ci pensano che i lavori di spazzamento delle strade sono di competenza dell'Ato, che il comune di Corleone paga per questo? Sostituire gli operai Ato con quelli del servizio civico non sembra una grande ooperazione. Più corretto chiedere all'Ato che il servizio di spazzatura venga garantito come da contratto ed utilizzare gli operatori del servizio civico per altri servizi! (d.p.)

Regione: Cracolici, la Sicilia può cambiare

Si è chiuso oggi a Castelbuono il seminario dei deputati regionali del PD
“La Sicilia può cambiare, ma per creare vero sviluppo bisogna incidere profondamente sui meccanismi di spesa: spesso le risorse che abbiamo a disposizione vengono usate male, o perse in mille rivoli. Bisogna invertire la rotta, e ci sono tutte le possibilità per farlo”. Lo ha detto Antonello Cracolici, presidente del gruppo PD all’Ars, al termine del seminario di due giorni organizzato a Castelbuono (Pa) dal gruppo parlamentare del Partito Democratico per un approfondimento sul Bilancio regionale e sull’utilizzo dei contributi statali e comunitari. A tenere le ‘lezioni’ si sono alternati esperti e dirigenti e funzionari dell’Ars e della Regione siciliana.
“È stata una full-immersion nelle procedure che regolano la spesa in Sicilia: leggi, regolamenti e procedure di accesso e di utilizzo di fondi e contributi – prosegue Cracolici - si trasformano spesso in una giungla. Periodicamente ‘corsi di aggiornamento’ diventano indispensabili”.
Il gruppo parlamentare del PD, con i suoi 28 deputati, è il più numeroso all’Ars. “Questi due giorni sono stati davvero utili – conclude Cracolici – andiamo incontro alla discussione del bilancio e della finanziaria, ci presentiamo carichi e preparati, consapevoli di essere gruppo solido e competente, che può fare molto per la Sicilia”.

"I pezzi mancanti. Viaggio nei misteri della mafia"

di Ignazio Panzica
Un elemento drammatico lega fra loro, costantemente, i vari “delitti eccellenti” commessi dai sicari di Cosa nostra in Sicilia, nei venti anni dal 1970 agli anni 90’. Si tratta di alcuni reperti probatori, di grande interesse processuale,, spesso, risultati scomparsi o sottratti. Probabilmente, perché non restasse nessuna traccia delle verità che stavano per essere scoperte.
Prima della notizia, oggi famosa, “dell’agenda rossa di Paolo Borsellino”, altri oggetti sono misteriosamente scomparsi. La sequenza è lunga. Dagli appunti di Peppino Impastato, alla bobina delle intercettazioni che nel 1980 avrebbe potuto svelare gli affari del “ragioniere” Bernardo Provenzano con un misterioso finanziere. Dagli appunti del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, all’agenda del commissario Ninni Cassarà, agli atti di una rogatoria che il capo della sezione Investigativa della squadra mobile aveva inviato per posta in Svizzera. Non si è trovata più, neanche un’altra bobina di intercettazione telefonica che molto avrebbe potuto dire sul ruolo di alcuni insospettabili professionisti palermitani nella morte del consigliere istruttore Rocco Chinnici. Non si è trovata più anche la videocassetta di uno scoop che Mauro Rostagno stava per mandare in onda, come ancora gli appunti delle attività investigative del poliziotto Nino Agostino prima di essere assassinato, i files riservati del computer del giudice Falcone, l’archivio sulle relazioni di Totò Riina custodito nella cassaforte del suo covo (mai perquisito per tempo) di Via Bernini, come pure gli appunti del maresciallo dei carabinieri Antonino Lombardo suicidatosi in caserma. Salvo Palazzolo, giornalista palermitano, attentocronista giudiziario di “Repubblica”, ripercorre i misteri di 24 prove trafugate, nel suo ultimo libro : “I pezzi mancanti, viaggio nei misteri della mafia” (Editori Laterza). Una vera e propria inchiesta giornalistica su ciò che ancora non sappiamo della storia molto attuale di ciò che è stato ed è “Cosa nostra”. Attorno a questo tema della “prove trafugate”, Palazzolo individua, conseguentemente, le tracce di “25 possibili talpe” che avrebbero agito per coprire verità trovate e responsabilità da accertare conclusivamente. Dal 1977 al 1992 i pezzi mancanti sono legati da un’unica trama criminale: quei segreti costituiscono la vera forza dei padrini, pure di quelli finiti, poi, in carcere. Una forza segreta, gelosamente custodita, come una preziosa eredità “strategica” da lasciare a chi verrà dopo di loro. L’esistenza, protratta nel tempo, di questi “segreti”, infatti, continua tutt’oggi ad alimentare nuove fattispecie di complicità e di nuovi ricatti, che ammorbano il quadro di legalità della nostra società civile. Perciò, se non si farà luce, in qualche modo, su questi “pezzi mancanti” della verità giudiziaria, ancora oggi dopo trent’anni di storia patria, non potremo mai pensare che la mafia possa rischiare davvero di essere sconfitta definitivamente. Il libro, appena uscito, non esaurisce l’inchiesta giornalistica su questi “misteri” da parte di Salvo Palazzolo, che prosegue ogni giorno su Internet, sul blog www.ipezzimancanti.it

Se la Chiesa passasse dalle parole ai fatti...

di Francesco Palazzo
La chiesa italiana, per bocca del siciliano Mariano Crociata, segretario generale della CEI, torna ad affermare solennemente che i mafiosi sono fuori dalla comunione con la Chiesa e che a loro deve essere rivolto l'invito a ravvedersi e a cambiare vita.
Molti osservatori, a ragione, vedono in questi pronunciamenti dei vescovi una continuità con il monito lanciato da Giovanni Paolo II da Agrigento. Era il maggio del 1993 e si era all'indomani delle stragi. Dal 1993 sono trascorsi ben diciassette anni e la Chiesa italiana sul tema della lotta alle mafie - nonostante il sacrificio di preti eroici come don Pino Puglisi - è ancora ferma alle dichiarazioni di principio. LEGGI TUTTO

venerdì, febbraio 05, 2010

Corleone. La vergogna del consiglio comunale rinviato per i presunti impegni politico-istituzionali di un suo componente

E' stata rinviata a questa sera alle ore 20.00 la seduta del consiglio comunale di Corleone. Un rinvio chiesto dal consigliere Maurizio La Barba (Alleanza per la libertà), subito dopo la lettura e l'approvazione dei verbali delle sedute precedenti. E motivato da non meglio precisati (e forse non precisabili) impegni politico-istituzionali da parte dello stesso consigliere. "Una seduta consiliare - ha denunciato il consigliere Dino Paternostro - costa al Comune il pagamento dei gettoni di presenza e tanti permessi retribuiti per i consiglieri. Che senso ha rinviare una seduta, quasi ancora prima di averla iniziata, per i presunti impegni di un consigliere? Per quanto mi riguarda sono contrario". Una dichiarazione che ha innervosito parecchio La Barba e i suoi amici. Ma, passati alla votazione, la proposta del consigliere di centro-destra è stata approvata con 9 voti favorevoli, 2 contrari (Dino Paternostro e Mario Lanza) e 6 astenuti. Forza con gli sprechi!!!

LEGGI IL REPORTAGE SULLA CRISI
DELL'AGRICOLTURA IN SICILIA

Lucca. Maurizio Pascucci ha presentato i Campi di lavoro antimafia in Sicilia per il 2010

Stamani Maurizio Pascucci ha presentato i campi di lavoro 2010 sui terreni confiscati alla mafia al gruppo di volontariato "Liberamente" del Liceo Scientifico Vallisneri di Lucca. I ragazzi del gruppo avevano già avuto un precedente incontro con Maurizio durante il quale si erano impegnati nella raccolta di fondi da mandare alla cooperativa Lavoro e non solo. Così questa mattina gli alunni, insieme alla professoressa Alda Fratello e a Valerio Bonetti, del CESVOT, hanno annunciato la donazione di € 1.500 euro che saranno impegnati per il miglioramento dell'edificio confiscato alla famiglia Riina e situato in Via Crispi a Corleone. Inoltre Maurizio ha potuto descrivere la realtà di Corleone alla trentina di ragazzi che sono intervenuti con interesse con domande e pensieri ed hanno infine chiesto un ulteriore incontro, che si terrà mercoledì 24 marzo al Liceo. Quel giorno sarà affrontato, come hanno chiesto gli studenti, il problema delle infiltrazioni mafiose presenti anche sul territorio di Lucca. I partecipanti oggi hanno potuto farsi un'idea più chiara di che cosa significhi e di quale sia il valore della partecipazione ai Campi di lavoro, ed hanno potuto così cominciare un percorso che, se intrapreso, potrà portarli ad essere sempre più consapevoli e attivi anche nella propria città. Alcuni degli alunni, rimasti entusiasti dell'iniziativa, hanno chiesto di ricevere in seguito ulteriori informazioni per l'iscrizione e la partecipazione ai campi anche attraverso la testimonianza di chi, come me, ha già partecipato negli anni passati.
Giulia Torre
volontaria 2009 del Progetto Liberarci dalle Spine
3 febbraio 2010

giovedì, febbraio 04, 2010

Mafia. Rita Borsellino: "Da Massimo Ciancimino rivelazioni inedite. E' importante ascoltarlo"

"E' importante ascoltare Massimo Ciancimino, perché spesso parla di cose di cui non c'è mai stata notizia". Rita Borsellino commenta le dichiarazioni di Ciancimino jr al processo Mori.
"I magistrati, che hanno già iniziato i riscontri, hanno una lunga esperienza: molti hanno iniziato a lavorare con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Starà a loro stabilire se Ciancimino è credibile o no" prosegue l'europarlamentare Pd e sorella del giudice ucciso nella strage di via D'Amelio. Dal figlio dell'ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino sono giunte nuove rivelazioni sul boss Bernardo Provenzano: "Godeva di immunita' territoriale", ha detto Ciancimino jr, che poi ha parlato di soldi investiti dalla mafia nella costruzione di Milano 2, attirando l'immediata smentita del legale di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini. LEGGI TUTTO

mercoledì, febbraio 03, 2010

Bisacquino. denunciata la ditta che ha in gestione il depuratore comunale

Cosmo Di Carlo
BISACQUINO - Denunciati dai carabinieri il titolare di una ditta specializzata nello smaltimento di rifiuti speciali che ha sede a Mazara del Vallo, che ha in gestione il depuratore comunale ed un socio dell’impresa mazarese.
I Carabinieri della Stazione di Bisacquino, dipendenti dalla compagnia di Corleone, hanno eseguito nei giorni scorsi un controllo al depuratore comunale , al fine di accertare il corretto rispetto delle norme in materia di smaltimento dei rifiuti. L’impianto di depurazione che è terminale alla rete fognaria del comune palermitano e sorge in località Catrini-Pignato, in territorio di Bisacquino a valle del centro abitato. La gestione dell’impianto è stata concessa in appalto ad una società privata specialista del settore con sede in Mazara del Vallo. Durante l’ispezione i militari dell’Arma hanno accertato che sul posto vi era stoccata una consistente quantità di fanghi afferenti dalla depurazione delle acque reflue e non smaltiti entro un anno solare come prescritto dalla normativa in materia. Il ritardo nello smaltimento e stato evidenziato dal controllo dell’apposito registro dal quale è emerso che l’ultimo smaltimento era stato effettuato nel luglio del 2008. Pertanto, hanno accertato i carabinieri, i fanghi presenti non potevano più essere considerati “deposito temporaneo”, bensì frutto di attività di raccolta rifiuti non autorizzata. Da qui le denunce a piede libero alla Procura della Repubblica di Termini Imerese del il responsabile legale della società che si occupa della gestione dell’impianto e del socio e preposto alla gestione tecnica della stessa società. I controlli effettuati si inseriscono in un’attività più ampia che ormai da più di un anno viene effettuata con regolarità in tutto il territorio di competenza della Compagnia di Corleone al fine di prevenire e reprimere i reati in materia ambientale che tanto danno hanno provocato soprattutto nelle aree rurali e che hanno portato alla proroga dello stato di emergenza ambientale in tutta la provincia di Palermo. (*co.di*)

Corleone. L’iniziativa “Insieme per gli anziani” per farli sentire meno soli

E’ partita ieri, 1° febbraio, l’attività dello sportello per il disbrigo pratiche chiamato “Insieme per gli anziani”. L’obiettivo del servizio – attivato in via del tutto sperimentale - è quello di andare incontro alle esigenze degli anziani soli e privi di assistenza, rientrati nella graduatoria di assistenza domiciliare.
Attraverso il numero verde 800-550605, gli anziani potranno far pervenire allo sportello eventuali richieste per il Distretto sanitario e l'Ospedale, oppure domande per l’acquisto di generi alimentari, per il ritiro di ricette dal medico di famiglia o di medicine in farmacia, o per l’accompagnamento in varie strutture pubbliche. «Il servizio – spiega l’assessore alle Sicurezze Sociali del Comune, Pio Siragusa - prima era garantito dagli operatori del Servizio Civico: da quest’anno sarà svolto in modo permanente e senza più interruzioni dal personale comunale». «Con questa nuova ulteriore iniziativa – dice in sindaco Nino Iannazzo – l’amministrazione comunale continua a dimostrare attenzione e sensibilità nei confronti delle fasce più deboli e bisognose della società, come gli anziani. Facendoci carico di alcune loro esigenze, lo sportello disbrigo pratiche può facilitare la loro vita». Lo sportello è ubicato in Piazza Garibaldi, al piano terra del Comune, ufficio Servizi Sociali ed è attivo dalle 9,00 alle 13,00 con il seguente numero verde 800-550605.

Intervista al sen. Giuseppe Lumia: "Fare le riforme in Sicilia significa restituire la libertà di scelta democratica ai cittadini"

di IGNAZIO PANZICA
“In Sicilia, esiste un sistema di potere, radicato e capillare, che impedisce alla politica di svolgere la sua funzione costituzionale e democratica; indifferentemente, che ci si trovi al Governo o all’opposizione. Un sistema avvolto dalla pesante patina del condizionamento delle collusioni mafiose. Allora, la principale posta politica in gioco, oggi, è proprio quella di restituire la piena agibilità democratica all’elettorato siciliano, liberandolo dagli innumerevoli ricatti clientelari e dall’oppressione mafiosa”. Parte da questa constatazione, la riflessione di Beppe Lumia – vicepresidente della Commissione nazionale antimafia ed uno dei leader regionali del Pd – sulla condizione politica della Sicilia, sull’esistente situazione, sul tema della“sfida per le riforme” all’Ars, sul Lombardo–ter, sulle polemiche interne al Pd siciliano. LEGGI TUTTO

Lupo (PD): “Chiediamo a Berlusconi di non concedere incentivi pubblici alla Fiat, se non mantiene produzione a Termini”

“Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ascolti le proteste e le ragioni dei lavoratori della Fiat di Termini Imerese e non conceda incentivi pubblici alla Fiat se non manterrà la produzione ed i livelli occupazioni dello stabilimento termitano”. Lo ha detto il segretario regionale Giuseppe Lupo, che ha partecipato al sit-in dei lavoratori della Fiat a Termini Imerese. “Il premier – aggiunge Lupo- continua a mostrarsi sordo e muto dinanzi al possibile dramma della chiusura senza ascoltare la voce dei lavoratori e non spendendo neanche una parola per la difesa del loro futuro. L’amministratore delegato Sergio Marchionne trascorre ormai più tempo a Detroit che in Italia a conferma che il baricentro della politica industriale della Fiat è ormai negli Stati Uniti e non a caso ha ricevuto maggiore attenzione dal presidente Barack Obama che da Berlusconi. Il riconoscimento di incentivi pubblici alla Fiat -conclude- deve essere subordinato alla produzione di un modello come la nuova "Ypsilon” a Termini Imerese”.

Corleone. Il comune ha acquistato un altro pulmino per le attività sociali

Corleone (*co.di*) Acquistato dal Comune un nuovo pulmino che verrà impiegato per attività sociali . E’ il terzo automezzo che va ad arricchire il parco macchine “del sociale”. Il primo fu acquistato due anni fa è utilizzato per i disabili (per il trasporto scolastico, nei centri di riabilitazione e di ricreazione) dello stesso anno lo Scuolabus capace di 25 posti . Il nuovo pulmino servirà ad incrementare il ulteriori 15 posti il servizio di scuolabus per la scuola elementare e media: «In questo modo – dice l’assessore alle politiche sociali, Pio Siragusa – riusciremo a coprire il trasporto scolastico in tutta la città. Potrà essere utilizzato dalle società sportive in particolare, dalle squadre di calcio giovanili, ma anche per gli anziani che, grazie ad un recente accordo con il centro diurno comunale , potranno effettuare delle escursioni nei dintorni di Corleone”. “Dopo la convenzione firmata dall’amministrazione comunale con i gestori della piscina comunale di Chiusa Sclafani – spiega il sindaco Nino Iannazzo - il nuovo automezzo consentirà per due volte alla settimana ai corleonesi di raggiungere l’impianto sportivo di Chiusa Sclafani, riducendo notevolmente i costi “.
Cosmo Di Carlo

Sanità in Sicilia. Su proposta Cracolici (Pd) istituite Unità del servizio sociale professionale

La legge sulle Unità operative delle professioni sanitarie, approvata oggi dall’Ars, prevede anche l’istituzione dell’Unità del “servizio sociale professionale” (oltre a infermieri, tecnici della riabilitazione, tecnici sanitari e tecnici della prevenzione). L’iniziativa è stata promossa da Antonello Cracolici, presidente del gruppo PD all’Ars. In questo modo si riconosce agli assistenti sociali che operano nel servizio sanitario la possibilità di accesso alla funzione dirigenziale. “La sanità non è soltanto attività medica – dice Cracolici – in questo modo si dà il giusto valore al ruolo professionale e alla funzione degli assistenti sociali”.

Crollo di Favara. Una delegazione del Pd ha sollecitato interventi per l'emergenza al governatore Raffaele Lombardo

Una rappresentanza del PD ha incontrato ieri a Palazzo dei Normanni il presidente della Regione Raffaele Lombardo per sollecitare interventi straordinari per l’emergenza abitativa a Favara, dove nei giorni scorsi una palazzina è crollata provocando la morte di due bambine. “A Lombardo - dice Giovanni Panepinto, deputato regionale del PD – abbiamo chiesto un contributo straordinario per affrontare l’emergenza-casa e l’assistenza agli sfollati, e interventi per i cantieri scuola a Favara. Non possiamo permettere che, passati i giorni del dramma, ci siano cali d’attenzione. Il presidente della Regione ha mostrato disponibilità, assicurando la massima attenzione su questa vicenda”. Insieme con Giovanni Panepinto c’erano gli altri deputati agrigentini del PD Giacomo Di Benedetto e Vincenzo Marinello, il capogruppo Antonello Cracolici e il segretario regionale Giuseppe Lupo.

lunedì, febbraio 01, 2010

Corleone. Un'interrogazione di Dino Paternostro sulle maxi-bollette dell'acqua. Uno "scandalo" a cui il sindaco risponerà giovedì sera in aula

INTERROGAZIONE SULL'AVVIO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI
INTERROGAZIONE SULLA REALE PROPRIETA' DI ALCUNI BENI IMMOBILI COMUNALI

Il consigliere comunale Dino Paternostro ha presentato al sindaco e al Consiglio comunale un’interrogazione in merito alla notifica, da parte della Società Acque Potabili Siciliane, delle bollette dell’acqua riferite al periodo compreso tra il 14 ottobre 2009 e il 23 gennaio.
Paternostro parte da alcune premesse: “Per un consumo di poco più di tre mesi la bolletta di una famiglia media non è inferiore a 100-120 euro, che moltiplicata per 4 trimestri porterà ogni famiglia a pagare circa 400-500 euro l’anno di consumo di acqua potabile; in diversi casi, le bollette sono state notificate dagli Uffici del Comune due volte, col rischio di indurre in errore i cittadini e spingerli a pagare due volte per la stessa bolletta di consumo idrico; quando la gestione dell’acqua potabile era effettuata dal Comune ogni famiglia pagava mediamente non più di 100-120 euro l’anno e le entrate riuscivano ampiamente a coprire le spese di gestione”. Il consigliere chiede dunque se il Comune “non ritiene opportuno e necessario promuovere un’iniziativa per chiamare Acque Potabili Siciliane a rispondere di queste maxi-bollette e a “spiegare” come possa accadere che, nell’arco di un anno, una famiglia media si veda quadruplicato il costo del consumo idrico; chiedere ad Acque Potabili Siciliane quali e quanti siano gli investimenti che ha effettuato (o anche solo programmato) a Corleone; chiedere anche conto ad APS del perché in alcuni casi le bollette siano state notificate due volte e spiegare al Consiglio se c’è una convenzione tra APS e Comune per la notifica delle bollette da parte degli uffici di quest’ultimo; verificare e riferire in Consiglio comunale se risponda al vero la notizia secondo cui Acque Potabili Siciliane non rinnoverà i contratti a termine ad alcuni operatori di Corleone assunti nei mesi scorsi; non ritiene che finalmente sia arrivato il momento di eleggere la Commissione per la verifica delle tariffe idriche e degli anomali comportamenti di APS”. Il consigliere attende una risposta nel corso del prossimo Consiglio comunale.
01/02/2010

Sicilia, Palermo. Massimo Ciancimino dichiara al processo Mori: "Soldi dei boss a Milano 2"

di Salvo Palazzolo
Massimo Ciancimino depone al processo che vede imputato l’ex generale del Ros e capo del servizio segreto civile di aver favorito la latitanza del capo di Cosa nostra. E parla degli investimenti del padre e di alcuni influenti padrini
Parla del padre Vito, potente sindaco di Palermo, e dell’amico complice di sempre, Bernardo Provenzano: “Si vedevano spesso – dice - anche a Roma, fra il 1999 e il 2002”. Massimo Ciancimino parla soprattutto degli affari e delle trame del padre: “Era vicino a mafiosi che avevano una grande capacità imprenditoriale, come i fratelli Buscemi e Franco Bonura. Assieme investirono soldi anche nell’operazione di Milano 2”. Massimo Ciancimino parla soprattutto della trattativa che il padre avrebbe intrattenuto con l’allora colonnello del Ros Mario Mori e il capitano Giuseppe De Donno: “Prima della strage Borsellino – dice il testimone – il colonnello incontrò più volte mio padre, nella nostra casa romana di via San Sebastianello. Almeno due volte prima del 29 giugno, quando il dottore Antonino Cinà (il medico di Riina - ndr) mi consegnò a Palermo il cosiddetto papello, che io portai subito a Roma. Dopo il 29 giugno, ci fu un altro incontro fra Mori e mio padre”. LEGGI TUTTO

Sicilia. La direzione regionale del Pd ha lanciato la proposta della doppia scheda e preferenza di genere per le elezioni comunali e provinciali

Il Partito Democratico siciliano avanzerà al presidente della Regione Raffaele Lombardo la proposta per l’introduzione della doppia scheda per l’elezione dei sindaci e dei consigli comunali. Lo ha annunciato il segretario regionale del Partito democratico siciliano, Giuseppe Lupo, nel corso della direzione regionale del partito, che si è tenuta oggi nell’Hotel Sheraton di Catania. «Penso che – spiega Lupo- una delle riforme più ambiziose che possiamo proporci è l’introduzione della doppia scheda per l’elezione dei sindaci e dei consigli comunali e dei presidenti di provincia e dei consigli provinciali. L’attuale legge elettorale, che prevede l’elezione degli organi degli Enti locali con un’unica scheda, distorce le regole della democrazia, mortifica la partecipazione e la libertà di scelta degli elettori». LEGGI TUTTO

Corleone. Il Comitato "LaStradaPromessa" ha apprezzato la richiesta di adesione del Presidente della Provincia, Giovanni Avanti

Nell'assemblea di sabato scorso, il Comitato "LaStradaPromessa" ha valutato gli esiti della seduta straordinaria del consiglio comunale di Corleone, svoltasi il 20 gennaio, che ha affrontato la grave situazione della strada provinciale Corleone-San Cipirello-Partinico. E, in primo luogo, ha preso in considerazione, come si legge in un comunicato, "la richiesta di adesione al Comitato da parte del Presidente della Provincia, Giovanni Avanti". Ma chi si aspettava un chiaro "No, grazie!" alla provocatoria richiesta di Avanti, ha motivo per essere deluso. L’assemblea, infatti, "ha apprezzato positivamente" la richiesta, "ritenendola una maggiore opportunità di dialogo tra il Comitato e l’Amministrazione provinciale". Senza essere sfiorata dal dubbio che tenere insieme "controllori" e "controllati" è quanto meno inopportuno. Come lo sarebbe affidare ad un noto pedofilo la vigilanza sui bambini. Ma ognuno è libero di fare le scelte che ritiene più opportune ed utili. Il Comitato, si legge ancora nella nota, "ha preso atto dell’inizio di alcuni lavori per la messa in sicurezza dei punti più critici, resi assolutamente necessari per consentire la transitabilità nel periodo invernale". Ed "ha poi discusso dei lavori che la Provincia si è impegnata a realizzare nella prossima estate su tutto il tratto stradale da Corleone a Partinico, con un intervento di 3 milioni di euro", deliberando "di richiedere alla Provincia di visionare dettagliatamente l’intero progetto con l’assistenza di tecnici competenti".