Nell’immaginario collettivo, grazie alla faticosa riscoperta della “memoria” degli ultimi anni, sono cominciati a riaffiorare i volti e le storie di dirigenti contadini come Bernardino Verro e Placido Rizzotto, di braccianti poveri come Luciano Nicoletti, di medici del popolo come Andrea Orlando, di amministratori onesti come Giovanni Zangara e del piccolo pastore Giuseppe Letizia, tutti barbaramente assassinati dalla feroce mafia del feudo. E allora Corleone ha riscoperto le sue radici antimafiose, che sono antiche quanto quelle della mafia. Dieci anni fa, questo processo di rinascita civile raggiunse l’acme con la IV “Giornata della Memoria e dell’Impegno” in ricordo di tutte le vittime innocenti di mafia, celebrata proprio qui, a Corleone, alla presenza dell’allora Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. Ed è bello ricordare che oggi, dieci anni dopo, una consistente delegazione di studenti del Liceo (allora appena bambini delle elementari), insieme ai loro professori, si sono recati a Napoli, alla XIV “Giornata della Memoria e dell’Impegno”. Significativamente, hanno aderito a “”Libera” (nei mesi scorsi avevano pure aderito ad “Addio Pizzo”) e si sono imbarcati (a spese loro) sulla nave speciale Palermo-Napoli. “Abbiamo incontrato – ci raccontano contenti – studenti napoletani che avevano adottato il nostro Bernardino Verro”. A “Libera” ha aderito anche la Camera del lavoro di Corleone, intestata a Placido Rizzotto, impegnata a promuovere l’antimafia sociale con le coop che lavorano sui terreni confiscati, con gli studenti, con altre organizzazioni come l’Arci. È stata un’altra giornata di festa e di impegno quella del 21 marzo. Ma anche di dolore per i tanti, i troppi morti di mafia, che sono morti “perché noi non siamo stati abbastanza vivi”. Sono state ricordate le nostre vittime innocenti di mafia, abbiamo detto “grazie” per aver sacrificato la loro vita per la libertà, la giustizia sociale e la democrazia in Sicilia. Nel loro nome e nel nome di tutte le altre vittime innocenti abbiamo rinnovato l’impegno di contrastare mafie e malaffare e di provare a costruire una società migliore.
lunedì, marzo 23, 2009
XIV Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo di tutte le vittime di mafia. I volti puliti degli studenti corleonesi a Napoli
Nell’immaginario collettivo, grazie alla faticosa riscoperta della “memoria” degli ultimi anni, sono cominciati a riaffiorare i volti e le storie di dirigenti contadini come Bernardino Verro e Placido Rizzotto, di braccianti poveri come Luciano Nicoletti, di medici del popolo come Andrea Orlando, di amministratori onesti come Giovanni Zangara e del piccolo pastore Giuseppe Letizia, tutti barbaramente assassinati dalla feroce mafia del feudo. E allora Corleone ha riscoperto le sue radici antimafiose, che sono antiche quanto quelle della mafia. Dieci anni fa, questo processo di rinascita civile raggiunse l’acme con la IV “Giornata della Memoria e dell’Impegno” in ricordo di tutte le vittime innocenti di mafia, celebrata proprio qui, a Corleone, alla presenza dell’allora Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. Ed è bello ricordare che oggi, dieci anni dopo, una consistente delegazione di studenti del Liceo (allora appena bambini delle elementari), insieme ai loro professori, si sono recati a Napoli, alla XIV “Giornata della Memoria e dell’Impegno”. Significativamente, hanno aderito a “”Libera” (nei mesi scorsi avevano pure aderito ad “Addio Pizzo”) e si sono imbarcati (a spese loro) sulla nave speciale Palermo-Napoli. “Abbiamo incontrato – ci raccontano contenti – studenti napoletani che avevano adottato il nostro Bernardino Verro”. A “Libera” ha aderito anche la Camera del lavoro di Corleone, intestata a Placido Rizzotto, impegnata a promuovere l’antimafia sociale con le coop che lavorano sui terreni confiscati, con gli studenti, con altre organizzazioni come l’Arci. È stata un’altra giornata di festa e di impegno quella del 21 marzo. Ma anche di dolore per i tanti, i troppi morti di mafia, che sono morti “perché noi non siamo stati abbastanza vivi”. Sono state ricordate le nostre vittime innocenti di mafia, abbiamo detto “grazie” per aver sacrificato la loro vita per la libertà, la giustizia sociale e la democrazia in Sicilia. Nel loro nome e nel nome di tutte le altre vittime innocenti abbiamo rinnovato l’impegno di contrastare mafie e malaffare e di provare a costruire una società migliore.
sabato, marzo 21, 2009
Napoli. Centomila in corteo contro le mafie
Centomila. Quando la testa del corteo organizzato da Libera arriva a Piazza Plebiscito, la coda è ancora alla Rotonda Diaz. Un serpentone di 2 chilometri e mezzo, allegro ma silenzioso. Sul palco si alternano i familiari delle vittime e rappresentanti delle istituzioni cittadine a leggere i nomi delle quasi 500 persone che hanno perso la vita a causa della criminalità. A sorpresa, sul palco è salito anche Roberto Saviano: tocca a lui chiudere il lungo elenco, tra cui anche i nomi dei sei immigrati ghanesi uccisi nella strage di Castelvolturno lo scorso 18 settembre dai Giuseppe Setola e dai suoi sicari. LEGGI TUTTOLA RASSEGNA STAMPA DEL 21 MARZO
Palermo. Un avvertimento al sen. Carlo Vizzini (Pdl): testa di capretto con un proiettile
A pochi passi dalla segreteria politica del senatore del Pdl, un pacco con una testa di capretto e un proiettile conficcato. Accanto un biglietto: "Cosa ci vuole per farti stare zitto?"PALERMO - Una testa di capretto con un proiettile conficcato è stata trovata dentro un pacco in piazzetta Bagnasco a Palermo, a pochi metri dalla segreteria politica del senatore di Fi, Carlo Vizzini. Gli artificieri della polizia hanno transennato la zona, alla quale si accede da via Ruggero Settimo, la strada dello shopping dei palermitani, in pieno centro. Secondo gli investigatori il pacco è destinato al senatore Vizzini e all'interno ci sarebbe anche un messaggio intimidatorio. Nel pacco indirizzato al senatore Carlo Vizzini (Pdl), oltre alla testa di capretto con un proiettile, c'è un biglietto in cui è scritto: "Cosa ci vuole per farti stare zitto?". La polizia lo ha trovato all'ingresso della segreteria del politico che è situata nel centro di Palermo. Il parlamentare è arrivato da pochi minuti nell'ufficio di piazzetta Bagnasco dove sta incontrando alcuni suoi collaboratori. Proprio per stamani, fra l'altro, era in programma in quella sede una riunione dell'associazione "mafia contro" di cui Vizzini è presidente onorario. "Ho messo tutto nel conto - dice Vizzini - è evidente che questa minaccia mi fa capire che la strada intrapresa è quella giusta, quella tracciata da me in questi mesi della legislatura. Con diversi emendamenti a mia firma o come relatore, infatti, sono state approvate norme che aggrediscono il potere e il patrimonio dei boss per non parlare del carcere duro".
21/03/2009
venerdì, marzo 20, 2009
Corleone. Società della figlia di Riina assicura divorzi lampo, scattano le indagini
Divorzi lampo, lauree straniere ottenute con lotterie in rete, codici segreti venduti su e-bay in grado di assicurare presunti guadagni astronomici, import-export di olio, caffé e vino imbottigliato con il marchio "Vini Riina". Sono solo alcune delle molteplici attività imprenditoriali della "T & T corporation Ltd", una società con sede virtuale a Londra e indirizzo con recapito telefonico a Corleone, riconducibile alla figlia maggiore di Totò Riina, Maria Concetta, e al marito Toni Ciavarello, al centro di un'inchiesta della Procura di Palermo. L'indagine, condotta dalla Fiamme Gialle, ha accertato i moltemplici campi d'azione della società, che dichiara un volume d'affari di 100 milioni di dollari, fra cui spicca lo "studio legale internazionale" che pubblicizza "divorzi lampo in 40 giorni". A spiegare "come" è lo stesso genero di Totò Riina, il quale assicura all'ignara clientela che basta recarsi in Spagna e acquisire la residenza per ottenere - in base alla legge di quel paese - un divorzio "a vista". Il servizio costa 7500 euro, comprensivo di viaggio e assistenza di un "legale" della società. (a.g.)SiciliaInformazioni, 20 marzo 2009
Il marito della figlia di Riina risponde via internet: "Dov'è il reato?"
Tony Ciavarello, il genero di Totò Riina commenta la notizia sull'inchiesta della Procura di Palermo relativa alla T&T Corporation Ltd, la società di cui è titolare insieme alla moglie, Maria Concetta Riina, e che si occupa tra l'altro anche di "divorzi lampo". In un post inviato al blog www.rosalio.it Ciavarello ha scritto: "dove sta il reato, chi abbiamo truffato? Nessuno! e allora perché tutto questo trambusto? Carissimi ragazzi e ragazze, sono Tony Ciavarello in persona, ma non vi viene in mente che l'informazione che stanno dando i "midia" non sia veritiera o travisata? E poi anche se vera fosse, fino ad ora nessun reato é stato accertato né tantomeno commesso, quindi perché ripartite con le additate come al solito su notizie infondate? Siamo sempre alle solite... povera Sicilia!". Ciavarello, che è un appassionato di internet e delle nuove tecnologie, due anni fa registrò anche il marchio "I love Corleone" che il Comune avrebbe voluto utilizzare per propagandare turisticamente il paese, scrollandosi di dosso l'appellativo di "capitale della mafia".SiciliaInformazioni, 20 marzo 2009
Palermo, arrestato il boss latitante Ludovico Sansone
Secondo gli inquirenti è il capo mandamento di Brancaccio
I carabinieri del Reparto operativo di Palermo hanno arrestato pochi minuti fa il boss latitante Ludovico Sansone, 56 anni, ricercato dalla maxi-operazione 'Perseo', che nel dicembre scorso porto' all'arresto di oltre cento presunti affiliati a Cosa nostra. Sansone e' ritenuto dagli inquirenti il capo mandamento mafioso di Brancaccio a Palermo. Secondo quanto raccontato dal pentito di mafia, Salvatore Grigoli, Sansone andava eliminato "perche' sapeva troppe cose". Gia' in passato Sansone, detto 'zio Ludovico', era stato prima indagato e poi processato per mafia, ma fino ad oggi e' sempre stato assolto. Proprio di recente era stato assolto dai giudici del Tribunale di Palermo nell'ambito del processo alla cosca di Santa Maria Di Gesu'. Per il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, l'arresto di Sansone "è l'ennesimo successo colto dal Reparto operativo dei carabinieri, che continua a inanellare successi nella lotta contro la mafia. L'operazione 'Perseo' costituisce la decapitazione di una Cosa nostra che stava per rialzare la testa".
SiciliaInformazioni, 20 marzo 2009
I carabinieri del Reparto operativo di Palermo hanno arrestato pochi minuti fa il boss latitante Ludovico Sansone, 56 anni, ricercato dalla maxi-operazione 'Perseo', che nel dicembre scorso porto' all'arresto di oltre cento presunti affiliati a Cosa nostra. Sansone e' ritenuto dagli inquirenti il capo mandamento mafioso di Brancaccio a Palermo. Secondo quanto raccontato dal pentito di mafia, Salvatore Grigoli, Sansone andava eliminato "perche' sapeva troppe cose". Gia' in passato Sansone, detto 'zio Ludovico', era stato prima indagato e poi processato per mafia, ma fino ad oggi e' sempre stato assolto. Proprio di recente era stato assolto dai giudici del Tribunale di Palermo nell'ambito del processo alla cosca di Santa Maria Di Gesu'. Per il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, l'arresto di Sansone "è l'ennesimo successo colto dal Reparto operativo dei carabinieri, che continua a inanellare successi nella lotta contro la mafia. L'operazione 'Perseo' costituisce la decapitazione di una Cosa nostra che stava per rialzare la testa".
SiciliaInformazioni, 20 marzo 2009
Ma a Salemi Sgarbi non trova nessuno disposto a fargli da vice-sindaco?
Camillo Oddo (Pd): "E' curioso che fra le forze locali del centrodestra Sgarbi non trovi nessuno all’altezza di fare il vicesindaco..."
“È davvero curioso che Sgarbi continui a cercare ‘altrove’ qualcuno in grado di fare il vicesindaco: evidentemente fra le forze locali del centrodestra che lo sostengono non c’è nessuno che lui ritiene all’altezza del compito. Su questo aspetto il sindaco di Salemi dovrebbe riflettere profondamente”. Lo dice Camillo Oddo, vicepresidente dell’Ars, a proposito delle recenti polemiche legate alla ‘ricerca’ da parte del sindaco di Salemi (Tp) di un suo vice.
“Le polemiche e gli insulti di questi giorni elargiti nei confronti del PD siciliano e dei suoi dirigenti – aggiunge Oddo – non fanno onore al ruolo di primo cittadino, né ai salemitani che egli rappresenta. Per quel che ci riguarda rispettiamo il ruolo istituzionale che le urne ci hanno assegnato, cioè quello di opposizione, e portiamo avanti il nostro progetto per rinnovare davvero Salemi, non limitandoci a propinare spot mediatici che servono solo a saziare l’ego smisurato di qualcuno”.
“È davvero curioso che Sgarbi continui a cercare ‘altrove’ qualcuno in grado di fare il vicesindaco: evidentemente fra le forze locali del centrodestra che lo sostengono non c’è nessuno che lui ritiene all’altezza del compito. Su questo aspetto il sindaco di Salemi dovrebbe riflettere profondamente”. Lo dice Camillo Oddo, vicepresidente dell’Ars, a proposito delle recenti polemiche legate alla ‘ricerca’ da parte del sindaco di Salemi (Tp) di un suo vice.
“Le polemiche e gli insulti di questi giorni elargiti nei confronti del PD siciliano e dei suoi dirigenti – aggiunge Oddo – non fanno onore al ruolo di primo cittadino, né ai salemitani che egli rappresenta. Per quel che ci riguarda rispettiamo il ruolo istituzionale che le urne ci hanno assegnato, cioè quello di opposizione, e portiamo avanti il nostro progetto per rinnovare davvero Salemi, non limitandoci a propinare spot mediatici che servono solo a saziare l’ego smisurato di qualcuno”.
Sicilia, Formazione professionale: PD chiede il ritiro del decreto Prof 2009
“È molto grave che l’assessore Incardona abbia pubblicato il decreto con il Piano formativo 2009 senza la necessaria copertura finanziaria, senza tenere conto dei rilievi mossi dalla Commissione regionale per l’impiego, dai sindacati e dagli gli enti, e ignorando la richiesta del PD di un approfondimento in commissione. A questo punto l’unico modo per rimediare ad un atto tanto spregiudicato è un intervento del presidente Lombardo e il ritiro del decreto”. Lo dicono Antonello Cracolici, Filippo Panarello e Giuseppe Lupo, rispettivamente presidente del gruppo PD, vicepresidente della commissione Lavoro e componente della commissione Bilancio all’Ars.
“In queste condizioni – aggiungono – andiamo incontro ad un contenzioso che potrebbe paralizzare l’entrata in vigore del piano stesso, con gravi ripercussioni per l’attività formativa e per gli operatori del settore. Bisogna fare un passo indietro, ripensare il piano e voltare pagina rispetto a strumenti formativi faraonici che dissanguano il bilancio della Regione e non tengono conto della qualità dell’offerta e delle reali esigenze del mondo del lavoro”.
“In queste condizioni – aggiungono – andiamo incontro ad un contenzioso che potrebbe paralizzare l’entrata in vigore del piano stesso, con gravi ripercussioni per l’attività formativa e per gli operatori del settore. Bisogna fare un passo indietro, ripensare il piano e voltare pagina rispetto a strumenti formativi faraonici che dissanguano il bilancio della Regione e non tengono conto della qualità dell’offerta e delle reali esigenze del mondo del lavoro”.
giovedì, marzo 19, 2009
Il 21 Marzo a Napoli ci saranno anche la Camera del lavoro "Placido Rizzotto" e Città Nuove
Sabato 21 marzo 2009, primo giorno di primavera, l’Italia civile ricorderà a Napoli tutte le vittime innocenti della lotta contro le mafie, nell’ambito della Giornata della Memoria e dell’Impegno promossa da Libera e da Avviso Pubblico. A Napoli ci saranno anche la Camera del lavoro e Città Nuove, che hanno aderito a Libera. Ci saranno, ci saremo, insieme ai 50 studenti del Liceo di Corleone e ai loro insegnanti, insieme ad altre Associazioni cittadine e alla delegazione del Comune. Un bel gruppo di Corleonesi senza virgolette, per ribadire la necessità di coniugare la Memoria con l’Impegno, per ricordare tutte le vittime innocenti di mafia, ma in particolare le vittime della zona del Corleonese: il contadino Luciano Nicoletti (Corleone, 1905), il medico Andrea Orlando (Corleone, 1906), il maestro elementare Lorenzo Panepinto (S. Stefano Quisquina, 1911), il sindaco Bernardino Verro (Corleone, 1915), l’assessore della giunta Verro Giovanni Zangara (Corleone, 1919), il capolega Giuseppe Rumore (Prizzi, 1919), il dirigente contadino Nicola Alongi (Prizzi, 1920), il sindacalista Placido Rizzotto (Corleone, 1948), il pastorello Giuseppe Letizia (Corleone, 1948), il sindacalista Calogero Cangelosi (Camporeale, 1948). Li ricorderemo tutti, diremo loro “grazie” di aver sacrificato la vita per la libertà, la giustizia sociale e la democrazia in Sicilia. Nel loro nome e nel nome di tutti gli altri caduti, rinnoveremo l’impegno di contrastare mafie e malaffare e di provare a costruire una società a misura di anziani, di lavoratori e di giovani, di donne e uomini.A CASAL DI PRINCIPE DON LUIGI CIOTTI RICORDA DON PEPPE DIANA
mercoledì, marzo 18, 2009
Liberarci dalle spine. L'impegno sociale e politico ricco di partecipazione e passione può ripartire
Ieri la Sinistra Universitaria, l’UDU e gli Studenti Democratici hanno promosso un’interessante iniziativa all'Università di Firenze, presso il Polo di Novoli. La mattina sono stati i nostri volontari del Progetto Liberarci dalle Spine ad animare con una serie di interviste effettuate al Già Procuratore Nazionale Antiamafie Pier Luigi Vigna. Nel pomeriggio sono seguite altre iniziative, fino ad arrivare alle ore 22 con il concerto della Casa del Vento. Un momento particolare e per me anche molto emozionante per una serie di validi motivi. Stare per alcune ore, fino a tarda notte, in un aula Universitaria con tanti studenti ad ascoltare delle bellissime canzoni di impegno sociale non è cosa da poco in una società dove i partiti politici sono definiti liquidi o evaporati, dove i salotti televisivi si sono trasformati negli unici luoghi di confronto politico. I sorrisi e gli sguardi di questi studenti universitari mi hanno fatto riflettere che l'impegno sociale e politico ricco di partecipazione e passione può ripartire, si ce la possiamo fare! Però... serve mettersi in fase di ascolto e non di giudizio, offrire opportunità e non chiedere pubblico o "riempisedie". E poi.....da ieri sera è iniziato il nostro tour con la Casa del Vento per incontrare tanti giovani, ascoltare le loro necessità, cercare di comprendere le loro ansie, un viaggio che si concluderà a Corleone, nei terreni confiscati alle mafie, negli edifici che prima appartenevano alla famiglia Riina e Provenzano, da dove Luca e gli altri compagni lanceranno una bellissima canzone da dedicare alla Cooperativa Lavoro e Non Solo! Un contributo reale, concreto e vero per combattere la solitudine e alimentare il coraggio di andare avanti!Maurizio Pascucci
Esecutivo Arci Toscana
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine
Sanità. Approvato emendamento Speziale: nuova nomina solo per i direttori "virtuosi"
Solo i direttori ‘virtuosi’ che nel triennio precedente hanno raggiunto l’equilibrio di bilancio potranno essere nuovamente nominati. Lo stabilisce un emendamento all’articolo 21 della riforma sanitaria a firma Speziale (PD), approvato dall’aula nonostante il parere negativo del Governo. “E’ un risultato molto importante – sottolinea Speziale – che va verso la moralizzazione della pubblica amministrazione. I parlamentari hanno dimostrato di capire e condividere questa linea nonostante lo sbandamento del governo che in aula ha espresso parere negativo”.
1° Concorso Internazionale “Giornalista del Mediterraneo”
BARI - Scade il 30 marzo 2009 il termine utile per partecipate al 1° Concorso Internazionale “Giornalista del Mediterraneo”. Evento patrocinato dalla Presidenza del Parlamento Europeo, dall’ Assemblea Parlamentare del Mediterraneo, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero delle Politiche Europee, dal Ministero dell’Università, dal Ministero dello Sviluppo Economico e Comunicazioni, dalla Rai Segretariato Sociale, dalle Ambasciate di Turchia, Grecia, Svezia e da istituzioni nazionali e internazionaliL’obiettivo del concorso è quello di coinvolgere i giornalisti della carta stampata e della televisione, oltre che gli allievi delle scuole di giornalismo e delle facoltà universitarie che si occupano di Comunicazione in tutta Europa, con particolare interesse per quei paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Il bando è possibile scaricarlo sul sito http://www.terradelmediterraneo.it e informazioni al 346/8262198.
Sky/Ecotv: un cartoon contro la camorra
Le avventure di Giggino & Totore, questo il titolo del cartone animato realizzato da Raffaele Marra insieme a Marco Manna in onda su EcoTv (Sky906). Il cartoon si snoda tra la quotidianità della camorra, fatta di azioni criminali come richieste di pizzo, smaltimento di rifiuti tossici, affari di droga e agguati, raffigurandola attraverso la fantasia delle animazioni. La serie animata, suddivisa in 3 puntate, ispirata alle interviste dell’autore di “Gomorra”, Roberto Saviano, ha per protagonisti due “guaglion’e malavita” al soldo della criminalità organizzata. Ma il risultato della loro attività si concluderà con un finale facilmente prevedibile. Le avventure di Giggino & Totore in onda giovedì 19 alle ore 23 su Ecotv (Sky906) ed in replica venerdì 20 alle ore 19. Il programma è disponibile contemporaneamente in streaming all’indirizzo www.ecotv.it.
martedì, marzo 17, 2009
Diecimila cani randagi nelle strade di Palermo
Dalla Favorita a piazza Marina, sono diecimila i cani randagi a Palermo. Alcuni di loro sono pericolosi, come testimoniano i racconti di chi è scampato ai morsi ma anche di chi opera nei principali ospedali palermitani. Un progetto da 270 mila euro che mira a sterilizzare duemila dei diecimila cani randagi della città nel giro di un anno e che ha coinvolto anche le associazioni animaliste. LEGGI TUTTOCORLEONE. DINO PATERNOSTRO: "QUESTA L'INTERROGAZIONE CHE HO PRESENTATO AL SINDACO"
Don Ciotti che spirito santo!
Ieri mattina, nella finestra di Rainews24 nel palinsesto di Raitre, era ospite di Corradino Mineo don Ciotti, un uomo di cui conosciamo le tante attività benemerite. E spesso lo vediamo anche in tv, sempre impegnato a sostenere la più coraggiose cause civili. Comunque, ieri mattina, a conclusione dell’intervista, il direttore Mineo non ha potuto fare a meno di chiedere al prete don Ciotti la sua opinione sulla «guerra interna alla Chiesa», lamentata nientemeno che da Benedetto XVI. Ma don Ciotti ha abilmente saltato l’ostacolo, rispondendo così: «A difendere la Chiesa ci pensa lo Spirito Santo, noi dobbiamo pensare a difendere i poveri». Una risposta che sicuramente non piacerà ai cosiddetti atei devoti, o improvvisatisi teologi per difendere oscurantismo e privilegi del mondo esistente. Una risposta che invece a noi è piaciuta tanto da farci sperare che, Spirito Santo a parte, prima o poi qualcuno dica qualcosa di simile anche sulle guerre fratricide dentro la sinistra.Maria Novella Oppo
L'Unità, 17.03.2009
L'Unità, 17.03.2009
Piana degli Albanesi. Ad aprile arriva Cannoli &Friends
Piana degli Albanesi, “patria” dei cannoli siciliani, dal 16 al 19 Aprile, ospiterà Cannoli&Friends, il primo festival internazionale di dolci e culture che vedrà la partecipazione di diversi pasticceri che si cimenteranno nella preparazione di dolci che caratterizzano il proprio territorio. L’ Austria presenterà la sua famosa Sacher Torte, la Spagna, la crema catalana, la Campania, il suo celebre Babà, la Francia la gustosa Saint Honorè, il Tirolo con il famoso strudel e ovviamente Piana degli Albanesi presenterà il celebre cannolo, simbolo della cultura gastronomica siciliana. La giuria, presieduta da Edoardo Raspelli giornalista e conduttore televisivo, sarà composta da giornalisti enogastronomici ed esperti del settore. All’interno della manifestazione, è previsto un premio letterario in lingua italiana e albanese, bandito dal Comune di Piana e dalla Pro loco, nel quale verranno premiate le migliori poesie inedite a tema libero. Sono ammesse al concorso poesie non superiori ai 32 versi, e le domande di partecipazione dovranno pervenire entro il 28 marzo 2009 per mezzo di posta semplice, o direttamente al Comune di Piana degli Albanesi, all’Ufficio di Gabinetto del Sindaco via Togliatti 90037 –Piana degli Albanesi (Pa). I vincitori del concorso verranno premiati venerdi 17 aprile alle ore 16.30. Per informazioni sul bando è possibile contattare lo 091/6263080 o consultare il sito http://www.cannoliandfriends.it/Paola Pottino
SiciliaInformazioni
17 marzo 2009
17 marzo 2009
Artico: mostro marino fossile fa sembrare deboli i Tirannosauri
di Alister DoyleUn gigantesco mostro marino di cui è stato rinvenuto il fossile nell'Artico, conosciuto come "Predator X", aveva un morso tale da far apparire debole il Tyrannosaurus Rex. E' quanto ha affermato un gruppo di scienziati. Il rettile marino di 15 metri del Giurassico aveva una potenza distruttiva nel morso di una pressione di 15 tonnellate per pollice quadrato (6,45 centimetri quadrati), ha detto il Museo di Storia Naturale dell'Università di Oslo a proposito del nuovo ritrovamento nell'arcipelago delle Svalbard nell'Artico norvegese. "Con un teschio di oltre 3 metri ci si aspetterebbe un morso potente ma questo è davvero smisurato", dice Joern Hurum, professore associato di paleontologia dei vertebrati al museo che ha condotto lo scorso anno gli scavi internazionali. "E' molto più potente del T-Rex", ha aggiunto a proposito del rettile pliosauro che sarebbe stato uno dei più grandi predatori marini, come il Tyrannosaurus Rex è stato il principale carnivoro tra i dinosauri. Gli scienziati hanno ricostruito la testa del predatore e ne hanno calcolato la forza paragonandolo alle fauci con una forma simile degli alligatori, in un parco della Florida. "Il calcolo rivela uno dei morsi più potenti mai calcolati per qualsiasi tipo di creatura", dice il Museo, che ha effettuato il calcolo con l'aiuto del biologo evoluzionista Greg Erickson della Florida State University. Il morso di Predator X, un fossile di 147 milioni di anni fa, è circa dieci volte più potente di quello di qualsiasi animale moderno e quattro volte più potente di quello del T-Rex, con denti di 30 centimetri. Gli scienziati hanno ricostruito il rettile da una parte del teschio e 20.000 frammenti dello scheletro. Il pliosauro, che si calcola pesasse 45 tonnellate, è simile ma con ossa più massicce ad un altro fossile marino trovato alle Svalbard nel 2007.
(Fonte: Reuters)
lunedì, marzo 16, 2009
Corleone. Il sindaco e la maggioranza di destra impediscono ai consiglieri comunali l'esercizio del diritto di controllo
Pur di impedire ai consiglieri di opposizione (in particolare a chi scrive) di esercitare il diritto di controllo sulle scelte di “Quelli del Palazzo”, il sindaco di Corleone Nino Iannazzo e i suoi fidi scudieri hanno invocato la rigida applicazione del regolamento, che consente di dedicare solo un’ora per ogni seduta alla discussione delle interrogazioni e delle mozioni. Peccato che all’ordine del giorno del consiglio comunale di lunedì sera c’erano solo interrogazioni e mozioni. Invocare il regolamento è stata una scelta strumentale, quindi, dettata solo dal desiderio di impedire la discussione dell’interrogazione sui vertici burocratici del comune. LEGGI TUTTO
domenica, marzo 15, 2009
Con la crisi gli emigrati tornano a casa
di MASSIMO LORELLOA Milano se vuoi un ciuffo di prezzemolo lo devi pagare. A Santa Margherita Belice se ti servono tre mazzi di cicoria «li capiti». Procurarsi qualcosa da mangiare spendendo il meno possibile, anche niente, è la missione quotidiana degli emigranti di ritorno. "C´è la crisi e al Nord non riusciamo a farcela. Avevo messo in piedi un´azienda a Treviso e pagavo tutti gli operai. Con la recessione ho chiuso. Si rischia il conflitto sociale fra i nostri compaesani ricomparsi e gli extracomunitari”. LEGGI TUTTO
“Pane e libertà” un Film sulla vita di Giuseppe Di Vittorio, il mitico segretario della Cgil degli anni '40
La prima puntata è andata in onda domenica 15; la seconda ed ultima andrà in onda lunedì 16 marzo, alle 21.15, su Rai Uno. Un film intenso che racconta la vita e la figura di un grande uomo e di uno straordinario dirigente sindacale, che ha segnato la storia italianaLa mini-serie tv “Pane e libertà”, diretta dal regista Alberto Negrin e interpretata da Pier Francesco Favino, sulla vita di Giuseppe Di Vittorio, è andata in onda domenica 15 marzo e si concluderà lunedì 16 marzo in prima serata su Rai Uno. Con l’aiuto della Fondazione Di Vittorio e della figlia Baldina Di Vittorio, è stato realizzato un film intenso che racconta la vita e la figura di un grande uomo e di uno straordinario dirigente sindacale, che ha segnato la storia italiana. LEGGI TUTTO
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giovedì, marzo 12, 2009
Lotta alla mafia, apre il negozio di 'Libera'
C’è il vino "Centopassi", come la distanza che divideva la casa di Peppino Impastato da quella del boss di Cinisi Tano Badalamenti, e ci sono i ceci delle terre di Corleone di Totò Riina. Sono le merci della bottega di 'Libera', l'associazione presieduta dal don Luigi Ciotti, che ha aperto i battenti nel salotto buono di Palermo, a piazza CastelnuovoC’è il vino "Centopassi", come la distanza che divideva la casa di Peppino Impastato da quella del boss di Cinisi Tano Badalamenti, e ci sono i ceci delle terre di Corleone di Totò Riina. C’è il limoncello e la pasta, ma anche le candele e le t-shirt nella bottega dell’antimafia che da oggi ha aperto i battenti nel salotto buono di Palermo, in quella centralissima piazza Castelnuovo dove ogni giorno si radunano centinaia di ragazzi. ed è stato proprio a due di loro che don Luigi Ciotti, presidente di Libera, ha voluto far tirare giù lo striscione che copriva l’insegna del nuovo supermarket dell’antimafia dove si vendono i prodotti della libera terra ma anche del libero pensiero, dai libri ai dvd sui temi della lotta alla mafia.
Il negozio ha un particolare valore visto che l’attività ha sede nei locali che, fino a qualche tempo fa, ospitavano il negozio di abbigliamenti di un imputato di mafia al quale il bene è stato poi confiscato per essere riassegnato all’associazione Libera di don Ciotti.
"Libera - ha detto don Ciotti - ha raccolto 300 firme tra i parlamentari europei perchè si facciano promotori di una direttiva che preveda la confisca internazionale dei beni delle mafie e il loro uso sociale. Prevedere un istituto legislativo simile ci sembra importante visto che le mafie investono ormai anche all'estero".
(La Repubblica-Palermo, 12 marzo 2009)
Da stamattina a Palermo c'è la Bottega "I Sapori e i Saperi della legalità”
Ciotti: abbiamo fatto tutti insieme il nostro dovere. Di Maggio "la vera sfida comincia domani "Prima non c’era, ora c’è. Ha aperto le porte oggi in piazza Castelnuovo a Palermo la prima bottega in Sicilia nella quale si venderanno i prodotti delle cooperative che lavorano sui beni confiscati alle mafie. Dopo la nascita a Roma e Napoli delle botteghe che portano il marchio di Libera Terra, anche nel capoluogo siciliano prende il via - su un bene confiscato ad un boss di Brancacccio - il percorso che consentirà la vendita a dettaglio dei prodotti (pasta, ceci, olio, vini e quant’altro) che portano con se una vitamina in più, la vitamina L quella per la legalità. LEGGI TUTTO
Il Pd presenta alla Camera una mozione per rimuovere il sindaco di Palermo Diego Cammarata
PALERMO - "La situazione di grave emergenza in cui versa il Comune di Palermo non ammette ormai altre soluzioni credibili. L'ultimo atto è stata la mancata denuncia, da parte del sindaco Cammarata, agli ex vertici dell'Amia, accusati di presunto falso in bilancio determinando di fatto una immunità inaccettabile dinanzi a quanti dovrebbero essere chiamati a pagarne il conto con l'aumento della Tarsu". Tonino Russo, vice segretario regionale del Pd siciliano, ha presentato questa mattina alla Camera una mozione per la rimozione del sindaco Cammarata e il conseguente scioglimento del Consiglio comunale di Palermo assieme ad Alessandra Siragusa e Sergio D'Antoni e ad altri deputati siciliani. "Siamo perché lo Stato garantisca alla città le risorse per evitare il fallimento, ma allo stesso tempo siamo convinti che chi ha determinato il disastro non possa continuare ad amministrare. Il governo nazionale, che ha dato al Comune di Palermo 80 milioni di euro al fine di scongiurare il fallimento dell'azienda che si occupa della nettezza urbana, adesso dovrebbe vigilare e pretendere da Cammarata trasparenza e responsabilità di fronte ai cittadini che come sempre sono quelli che pagano il prezzo più alto".NELLA FOTO: il sindaco di Palermo Diego Cammarata
Petrosino primo martire nella lotta alla criminalità transnazionale
Una folla di persone, semplici cittadini, autorita' e delegazioni di altre citta' hanno partecipato stamani, a Villa Garibaldi, a Palermo, alla celebrazione del centenario dell'assassinio di Joe Petrosino, ucciso dalla mafia proprio a piazza Marina il 12 marzo 1909. Iniziative organizzate dall'Amministrazione comunale, in accordo con l'Istituto superiore per la Difesa delle Tradizioni, con l'Universita' degli Studi, con l'Accademia di Belle Arti e con Poste Italiane. All'interno del giardino, fra le statue di Giuseppe La Masa e di Enrico Albanese, l'assessore comunale alla Cultura, Giampiero Cannella, ha scoperto la scultura raffigurante Petrosino che, nell'attesa della collocazione definitiva, verra' esposta provvisoriamente nel palazzo che fu dell'Hotel de France, di fronte a Villa Garibaldi, dove alloggio' il poliziotto. Oggi l'edificio, di proprieta' dell'Universita' e completamente ristrutturato, e' sede di un pensionato studentesco. LEGGI TUTTO
L'Ato-rifiuti di Monreale non paga i salari agli operai e la Fp-Cgil lo diffida
La Funzione Pubblica Cgil di Palermo diffida l'Ato-rifiuti di Monreale a pagare immediatamente i salari arretrati agli operai. E' da gennaio, infatti, che tutti i dipendenti della Società d0ambito aspettano invano il dovuto. "In riferimento alla Vs. prot. n. 753 del 12.03.09 con oggetto comunicazione pagamento stipendi, con la quale comunicate la mancata disponibilità di liquidità - scrive Valerio Lombardo, della segreteria provinciale della Fp-Cgil - considerato che i lavoratori vantano il saldo della busta paga del mese di gennaio, nonché il saldo del mese di febbraio, con la presente la FP C.G.I.L di Palermo, nell’interesse dei lavoratori, Vs dipendenti, iscritti alla CGIL invita e diffida Codesta Autorità d’Ambito a pagare senza ulteriore indugio la mensilità maturata con l’avvertenza che in difetto di riscontro la scrivente assisterà i propri iscritti nelle azioni che gli stessi vorranno intraprendere, anche in via risarcitoria. Il comportamento inadempiente di Codesto Ente oltre che a porsi in spregio delle norme di legge e di contrattazione collettiva di settore, determina grave nocumento e disagio specie ove si consideri che molte famiglie interessate sono monoreddito. La presente inoltre ha valore quale procedura di raffreddamento e di conciliazione (art. 58 CCNL). Con riserva di rappresentare la vicenda all’Autorità di Vigilanza competente nonché alla Procura della Repubblica".12.03.2009
Carabinieri di Corleone. Operazioni di controllo del territorio: scattano denunce per abusivismo edilizio e segnalazioni amministrative
Operazione di controllo del territorio nel week-end da parte dei Carabinieri della Compagnia di Corleone nel territorio della giurisdizione che ha portato alla denuncia di una persona e alla segnalazione di tre giovani.A Corleone i Carabinieri della Stazione cittadina hanno effettuato un controllo anti abusivismo edilizio scoprendo un’opera di ampliamento di uno stabile di due elevazioni fuori terra, in piazza S. Agostino. Per la proprietaria è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese, aveva infatti realizzato un ulteriore piano abitabile in assenza delle prescritte concessioni edilizie. Oltre alla denuncia è quindi scattato anche il sequestro del piano abusivo. LEGGI TUTTO
mercoledì, marzo 11, 2009
Palermo. Una volta era il negozio di un boss. Da domani sarà una "Bottega della Legalità"
Prodotti delle cooperative agricole di "Libera Terra", che operano sui terreni strappati alle criminalita' organizzate, potranno essere venduti al dettaglio a Palermo in un locale che fino al 1994 apparteneva alla mafia di Brancaccio. L'appello lanciato mesi fa su tutto il territorio nazionale da Libera, per una campagna di raccolta fondi per la ristrutturazione dell'immobile confiscato nel cuore di Palermo, ha dato i suoi frutti. Si inaugura, infatti, domani la 'Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalita'' di Libera. L'appuntamento e' alle 11.30 in piazza Castelnuovo 13, alla presenza del presidente di Libera Luigi Ciotti, del sindaco di Palermo, Diego Cammarata, del Prefetto Giancarlo Trevisone, del questore Alessandro Marangoni, del procuratore capo Francesco Messineo e del vicedirettore di Banca Etica Gabriele Giulietti. Quello che fino al 1994 era un negozio di abbigliamento maschile, situato nel cuore dello 'struscio' e dello shopping palermitano, appartenente ad un boss di Brancaccio, grazie alla legge 109 del 1996, che consente l'uso sociale dei beni confiscati alla criminalita', adesso diventa un simbolo concreto di riscatto sociale.11 marzo 2009
La mappa della nuova sanità siciliana, meno Asl, più dirigenti
di Salvatore D'Anna10 marzo 2009
Meno manager, meno Asl, ma più dirigenti intermedi. È questa la proposta che il governo regionale ha fatto agli alleati sulla Sanità. Presentato ieri sera, il maxiemendamento è l’ennesimo tentativo di Raffaele Lombardo di porre la parola fine a una telenovela che si trascina da alcuni mesi. Le aziende ospedaliere passano da 29 a 17, nove Asl e otto grandi ospedali. Le strutture rimanenti verranno accorpate all’interno di ciascuna provincia. Secondo la riforma, cui ha lavorato anche l’assessore alla Sanità Massimo Russo, nascono quindi le Asp, le aziende sanitarie provinciali. In pratica si tratta di ospedali “capofila” gestiti dai nove manager di ogni provincia e guidati da un direttore amministrativo. Dagli ospedali capofila dipendenderanno i nosocomi dei centri più piccoli. Saranno quelli di Agrigento e Sciacca; Caltanissetta e Gela; Acireale, Paternò e Caltagirone; Enna; Barcellona e Patti; Partinico, Termini Imerese; Ragusa e Vittoria; Siracusa e Lentini; Trapani e Mazara del Vallo. LEGGI TUTTO
I Riti della Settimana Santa a Corleone
La manifestazione “I Riti della Settimana Santa a Corleone” nasce dalla volontà da parte dell'Amministrazione comunale di promuovere, sia a livello nazionale che internazionale, il territorio di Corleone. Lo dice in un comunicato stampa l'assessorato alla cultura e al turismo del comune, che aggiunge: "La manifestazione è promossa in collaborazione con il comitato “Venerdì Santo a Corleone”, formato dai rappresentanti di tutte le Confraternite che vi partecipano, che grazie alle conoscenze di cui sono depositarie sono state capaci di far vivere e tramandare nei secoli la manifestazione del “Venerdì Santo”. E’ intenzione pertanto realizzare una manifestazione che la valorizzi, attraverso le tradizioni popolari, che da sempre registrano una sentita partecipazione dell’intera comunità cittadina e di tantissimi visitatori. La manifestazione, vedrà protagonisti cultura e tradizioni del nostro territorio, si attuerà con la promozione della cultura e delle tradizioni popolari e con i riti della Settimana Santa 2009".Questo il programma della manifestazione
martedì, marzo 10, 2009
61° anniversario. Corleone ha ricordato Placido Rizzotto, il segretario della Cgil assassinato dalla mafia del feudo
Corleone (*co.di.*) Gli alunni delle Scuole Elementari si sono stretti attorno al busto in bronzo di Placido Rizzotto e con i loro sorrisi e le loro poesie recitate in Piazza Garibaldi hanno reso il migliore omaggio alla memoria del sindacalista assassinato dalla mafia del feudo il 10 marzo del 1948. Poesie in dialetto ed in italiano che hanno fatto commuovere il nipote Placido Rizzotto, presente alla cerimonia, che ieri è tornato a chiedere con forza che siano riportate alla luce le spoglie mortali dello zio dalla foiba di Rocca Busambra. In serata Placido Rizzotto sarà ricordato in consiglio comunale, convocato per l’occasione dal presidente Mario Lanza.Nella foto (Di Carlo) un momento della cerimonia da sinistra: Adele Cinà della Camera del Lavoro di Palermo, Dino Paternostro segretario della Camera del Lavoro di Corleone, Placido Rizzotto nipote del sindacalista ucciso dalla mafia, il sindaco Nino Iannazzo ed il presidente del consiglio comunale Mario Lanza.
Giuseppe Lumia: "Rizzotto è un esempio ancora attuale per le giovani generazioni"
Palermo, 10 marzo 2006 - «La storia di Placido Rizzotto non va solo ricordata per una generica e rituale memoria della lotta alla mafia. Rizzotto è, invece, un esempio ancora attuale per la sua capacità di legare profondamente la dimensione della legalità a quella dello viluppo nella sua opposizione a Cosa nostra», ha detto il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione Antimafia, ricordando la figura del segretario della Camera del Lavoro rapito e poi ucciso a Corleone, in provincia di Palermo, il 10 marzo del 1948. «La felice e innovativa esperienza delle cooperative che gestiscono i beni confiscati – aggiunge l’esponente del Pd – deve interpellare la politica che in questo campo deve investire perché l’attacco ai patrimoni di Cosa nostra rimane la via maestra nel contrasto alle mafie».
Acqua. Dal Pd siciliano un no forte alla privatizzazione
“Fermare i processi di privatizzazione dell’acqua – ha dichiarato l’on. Giuseppe Laccoto (PD) primo firmatario del testo sulla gestione pubblica delle risorse idriche, che sancisce l’inalienabilità della proprietà pubblica degli impianti idrici presentato stamane nel corso di una conferenza nella sala stampa dell’Ars - assume oggi, più che mai, il carattere di un problema di civiltà, che chiama in causa politici e cittadini, e chiede a ciascuno un uso dell’acqua indirizzato al risparmio e al rinnovo delle risorse idriche, assumendosene la responsabilità rispetto alle generazioni presenti e future”.Obiettivo primario del ddl è arrestare le logiche della mercificazione dell’acqua, attraverso la definizione di un governo pubblico e partecipativo, in grado di garantirne un uso sostenibile e solidale. In Lombardia, il Consiglio regionale ha preso atto della corale contrarietà alla privatizzazione e, scongiurando un referendum già proposto da diversi amministratori, ha deliberato in questa direzione, riconoscendo l’indispensabile regia dell’ente pubblico in un settore così delicato. “Consegnare gli acquedotti ai privati per 30 anni – ha concluso Laccoto - significa perdere completamente il controllo e delegare in modo definitivo l’uso delle risorse non potendo più esercitare alcuna sorveglianza perché di fatto si perde la capacità da parte degli uffici di un qualsiasi intervento non avendo più cognizione della realtà operativa”.
Alla conferenza stampa erano presentati i sindaci dei comuni della provincia di Agrigento che si sono opposti al commissariamento rifiutando di consegnare le reti ai privati.
“Dobbiamo impegnarci per costruire un disegno di legge che risponda veramente alle esigenze dei cittadini a cui non si può sottrarre un bene tanto prezioso qual è l’acqua”, ha aggiunto il parlamentare regionale del Partito democratico, Giovanni Panepinto. “A questo punto – ha suggerito Panepinto - potrebbe essere utile avviare una serie di incontri con i gruppi parlamentari considerato che gli amministratori locali rappresentano l’intero schieramento politico, per giungere all’esame dell’aula con un testo veramente condiviso. Intanto – ha concluso - propongo la presentazione di un ordine del giorno che porti all’esame del parlamento la sospensione dei commissariamenti illegittimi”.
Lo stupro vale meno se a governare è Berlusconi. Come nell’era Minculpop
Lo chef consiglia di Andrea Camilleri e Saverio LodatoCamilleri, facciamoci i complimenti da soli: ricorda che definimmo buffi gli osservatori tv che non ci spiegano perché all’epoca di Prodi la «nera» veniva sbattuta in prima pagina e oggi - invece - molto meno (23 febbraio)? Ecco la risposta: durante i due anni di Prodi il peso della «nera» raddoppiò, oggi è dimezzato. Zampa (Pd): «ce ne siamo accorti a spese degli italiani». Caselli: «mali ingigantiti». E i diretti interessati? Cantano come usignoli. Mimun (Tg5): «Un’idea che lascia il tempo che trova». Mazza (Tg2): «imputare ai tg il fallimento delle elezioni non è accettabile». Giordano (ex Studio Aperto): «Impiegando la nera in chiave politica si fa un pessimo servizio». Ma davvero?
Niente di nuovo sotto il sole, caro Lodato. Durante il fascismo, gli ordini che il Minculpop inviava ai direttori di giornali erano severissimi: vietavano di riportare fatti di cronaca nera come furti, rapine, omicidi. L’Italia fascista doveva sembrare il migliore dei paesi possibili. Persino i nostri commediografi, se volevano raccontare un adulterio o un omicidio, li ambientavano all’estero. Si vede che qualche traccia di Minculpop si è trasmessa nel Dna di molti giornalisti di oggi. Durante il governo Prodi hanno talmente enfatizzato i reati contro la sicurezza che la sconcia campagna è rimasta nella nostra memoria, anche se siamo un popolo di smemorati. Ora che gli stupri si moltiplicano e l’insicurezza dilaga, gli stessi giornalisti non possono fare altro che mettere la sordina alle loro trombe. Per favorire coloro che, da Berlusconi ad Alemanno, ci avevano promesso un’Italia da bere, come la Milano di una volta. E per giustificare la loro supina acquiescenza, a questi giornalisti non resta che l’arrampicarsi sugli specchi. Che, come ognun sa, è tentativo che non riesce mai.
L'Unità, 10.03.2009
Zorro di Marco Travaglio. Il bel rifiuto
Ho deciso di restare dove sono: a fare solo il giornalista”. Il gran rifiuto, anzi il bel rifiuto di Ferruccio de Bortoli a Letta e Franceschini che gli offrivano la presidenza Rai è l’ennesima sconfitta di una politica morta e sepolta. Ma è anche un rarissimo segnale di vita del giornalismo italiano. Come già Montanelli quando Cossiga gli propose il laticlavio, così De Bortoli declina per seguitare a «fare solo il giornalista». In un paese dove nessuno fa più il suo mestiere, è un bel messaggio. In linea puramente teorica, non ci sarebbe nulla di strano se un giornalista guidasse la «più grande azienda culturale italiana». In pratica, salvo sparute eccezioni, non c’è nulla di più incompatibile col giornalismo della Rai. Se avesse accettato, de Bortoli avrebbe trascorso le giornate al telefono con Palazzo Grazioli e Palazzo Chigi (che poi sono lo stesso palazzo), sempre prodighi di amorevoli suggerimenti, nonché coi rappresentanti di tutti i partiti di maggioranza e opposizione, sempre a caccia di un fotogramma compiacente, una telecamera complice, un’ospitata amica. E avrebbe legittimato col suo prestigio l’ennesimo assalto alla diligenza e alla dirigenza che sta per abbattersi sul «servizio pubblico» con la consueta invasione di portaborse, favorite di regime e amici degli amici. Cacciato dal Corriere nel 2004 per aver respinto le pressioni di Al Tappone e i suoi cari, Ferruccio ha preferito lasciare a qualcun altro il ruolo della foglia di fico. Già, perché un altro si troverà di sicuro, alla velocità della luce. Ma è bello sapere che uno, almeno uno, ha detto di no.
La ballata di Sacco e Vanzetti
Alle 8,15 della mattina di venerdì 14 ottobre 1927 un treno merci si ferma nella stazione di Villafaletto, paese in provincia di Cuneo. Dal carro merci staccato dal resto del convoglio scendono un commissario, un tenente della milizia e quattro militi in borghese. Ad attenderli c’è il questore. Dal treno non scende un criminale in carne e ossa, ma qualcosa che per il regime è molto più pericoloso: una scatola, una cassetta per l’imballaggio delle merci. Dentro, un’urna metallica. Dentro all’urna, le ceneri di due uomini, due italiani, due anarchici mandati a morte in America. Innocenti. Sono le ceneri di Nicola Sacco e Bartolomero Vanzetti. Le ceneri vengono divise, quelle di Sacco proseguiranno il viaggio verso Torremaggiore, Puglia, le altre si fermano qui. LEGGI TUTTO
Le mozzarelle della legalità "Terre di don Peppe Diana
Trasformare le terre di camorra, confiscate a spietati criminali, nelle Terre di don Peppe Diana, per continuare, nel suo segno, a costruire comunità alternative alle mafie. Questo il sogno di quanto, in questi anni, hanno tenuta accesa la fiaccola della memoria. Il progetto, che sta per vedere la luce, è produrre la mozzarella più buona del mondo, quella che aggiunge al suo inconfondibile sapore, il gusto in più della giustizia e della libertà, utilizzando i terreni, gli allevamenti e i caseifici confiscati al clan dei casalesi in provincia di Caserta. Un'azienda diffusa sul territorio casertano, che opererà nel settore agroalimentare e lattiero-caseario, partendo dai comuni di Castel Volturno e Cancello d Arnone. Un'area considerata la capitale mondiale della mozzarella. LEGGI TUTTO
lunedì, marzo 09, 2009
Comune di Milano. Istituita la Commissione comunale antimafia
Libera: “Un segnale importante, non perdiamo l’occasione per fare luce sugli affari delle mafie”“Milano e la Lombardia sono il caso emblematico della ramificazione molecolare della ‘ndrangheta in tutto il Nord”: così si legge nella relazione sulla ‘ndrangheta, presentata nel febbraio 2008 dalla Commissione Parlamentare antimafia. Nonostante fosse stata approvata all’unanimità la relazione suscitò forti polemiche a Milano, sia a livello istituzionale che di opinione pubblica. In quel clima, le forze di minoranza avanzarono la proposta di istituire una Commissione d’inchiesta sul fenomeno mafioso a livello comunale, ma proprio un anno fa una prima iniziativa venne respinta. Partì allora una campagna di sensibilizzazione civile prima e di raccolta di firme dei cittadini poi, promossa da Libera per invitare il Consiglio Comunale a rivedere la decisione presa. LEGGI TUTTO
Anas, oltre sei miliardi per le strade siciliane
RACALMUTO (AGRIGENTO) - In Sicilia l'Anas sta investendo 6,4 miliardi di euro, tra lavori in corso ed opere già programmate. A fornite il dato è il presidente dell'Anas, Pietro Ciucci, presente alla cerimonia di posa della prima pietra per l'ampliamento della Ss 640 Agrigento-Caltanissetta. Circa 5,7 miliardi riguardano lavori di diretta competenza Anas e quasi 760 milioni il potenziamento della rete autostradale in concessione (in particolare il completamento della Siracusa-Gela). "A ciò va aggiunto che - ha detto Ciucci - la Sicilia è interessata dalla più grande opera in programma in Italia: il Ponte sullo Stretto che comporta un investimento complessivo di 6 miliardi e sarà costruito dalla società Stretto di Messina". Interventi infrastrutturali in corso sulla rete Anas siciliana ammontano a 1,3 miliardi ed alcuni di questi lavori saranno ultimati entro il 2009, come il completamento della Catania-Siracusa (26 km di nuova autostrada, 723 milioni)."Contiamo - ha proseguito Ciucci - di completare entro novembre di quest'anno anche i lavori della Ss 118 Corleonese - Agrigentina tra gli abitati di Marineo e Corleone".
LA LETTERA. A proposito di quel prete palermitano appartato con un giovane...
Ho letto sui quotidiani locali e anche su “Città nuove” la notizia del giovane parroco sorpreso di notte da una volante della polizia mentre era appartato con un altro giovane in atteggiamento intimo. “La Repubblica” ha dato spazio anche alle voci di alcuni parrocchiani, alcuni scandalizzati da un simile comportamento, altri, a difesa del parroco, che dicono che non può essere vero, che sarà una bufala carnevalesca, che il parroco è tanto buono e onesto che non può mai aver fatto ecc. ecc. Il fatto pare sia accaduto qualche mese addietro, ma la ghiotta notizia è rimbalzata agli onori della cronaca solo ora, dopo che il parroco, insegnante di religione al liceo Umberto, è stato rimosso dall’incarico e anche dalla parrocchia di Regina Pacis, a Palermo. “La Repubblica” riporta anche, molto in breve, una notizia invece riportata in dettaglio da “Città nuove” riguardante un altro episodio relativo allo stesso prete: tempo fa la famiglia del noto ex esattore siciliano Ignazio Salvo, tutt’altro che morto in odore di santità, anzi condannato per mafia e poi ammazzato, aveva donato alla chiesa Regina pacis, dove il prete suddetto era parroco, un confessionale con tanto di targhetta-ricordo dell’onorato congiunto. Senza che il parroco, evidentemente, trovasse niente da ridire. Questo il fatto, su cui vorrei esprimere ora il mio commento personale. LEGGI TUTTO
sabato, marzo 07, 2009
"La verità sull'8 marzo delle donne per quel libro scovato per caso"
di SILVANA MAZZOCCHIPASSAPAROLA. Rieditato, con un dvd, Storie, miti e riti della giornata internazionale della donna. Parlano le autrici
SE, NELLA PARIGI del Fronte popolare si distribuivano i mughetti, nel 1946 quando l'Udi, l'Unione donne italiane, si trovò a organizzare il primo 8 marzo dell'Italia libera, le partecipanti alla discussione decisero di optare per le gialle mimose. "A noi giovani romane vennero in mente gli alberi coperti di fiori gialli... pensammo che quel fiore era abbondante e, spesso, disponibile senza pagare...", recita tra l'altro la testimonianza di Marisa Rodano, una delle tante voci raccolte nel bel volume 8 marzo, una storia lunga un secolo, in cui Tilde Capomazza (femminista e programmista televisiva) e Marisa Ombra (ex partigiana e presidente, negli anni Settanta, dell'editrice di Noi donne) ricostruiscono un secolo d'impegno femminile, restituendo dignità e adeguata importanza a una data troppo spesso ridotta a puro rito consumistico. LEGGI TUTTO
COMUNICAZIONE. Non solo vip, dominio per tutti. Arriva il biglietto da visita web
di ALESSANDRO LONGONon dovremo comprare spazio di hosting né preoccuparci di costruire il sito: potremo inserire le nostre informazioni di contatto direttamente sull'indirizzo .tel creato per noi
FRA POCO POTREMO digitare Angelinajolie.tel e trovare tutti i contatti dell'attrice o (più probabile) del suo agente e con un clic contattarla (o almeno provarci): Skype, Facebook, il numero di telefono, il suo eventuale blog personale, Twitter, la mail, il canale ufficiale su YouTube e altre cose che ci possono venire in mente per entrare in contatto con una persona. È nato infatti il "biglietto da visita 2.0", il figlio evoluto del classico cartoncino che ormai sempre meno spesso ci si passa di mano pre dichiarare (o millantare) il proprio status sociale. La novità è dovuta all'arrivo dei domini .tel, che si affiancano ai noti .com, .it e agli altri, ma da tutti si distinguono. Non fanno capo, infatti, a siti web tradizionali, ma a pagine che appunto si presentano come biglietti da visita digitali. LEGGI TUTTO
Polizia, mancano i soldi per il carburante: in tutt'Italia ferma un'auto su tre
di ALBERTO CUSTODEROIndagine nelle grandi città. Ma a Milano, Napoli e Torino sono oltre la metà. L'allarme: Questure al collasso, sono tutte sotto organico
ROMA - Non ci sono soldi per le forze dell'ordine e le macchine della Polizia sono ferme. Una su tre, con punte di una su due a Torino. Ma ogni città è in difficoltà. A Milano mancano 600 agenti, 257 auto sono ferme perché mancano i fondi per le riparazioni. E le violenze sessuali sono il 50 per cento in più rispetto a Roma. A Parma in questura mancano anche i soldi per le pulizie. A Palermo le auto guaste sono 140, e così quelle sul territorio sono state dimezzate: da 25 a 12, che si riducono a sei nel turno di notte in una città con un milione di abitanti, e la mafia. A Torino, invece, la banca dati interforze funziona in modo sporadico rendendo difficoltosi il rilascio dei passaporti, i permessi di soggiorno e i controlli delle targhe. A Bari il 50 per cento degli automezzi è fermo. LEGGI TUTTO
ROMA - Non ci sono soldi per le forze dell'ordine e le macchine della Polizia sono ferme. Una su tre, con punte di una su due a Torino. Ma ogni città è in difficoltà. A Milano mancano 600 agenti, 257 auto sono ferme perché mancano i fondi per le riparazioni. E le violenze sessuali sono il 50 per cento in più rispetto a Roma. A Parma in questura mancano anche i soldi per le pulizie. A Palermo le auto guaste sono 140, e così quelle sul territorio sono state dimezzate: da 25 a 12, che si riducono a sei nel turno di notte in una città con un milione di abitanti, e la mafia. A Torino, invece, la banca dati interforze funziona in modo sporadico rendendo difficoltosi il rilascio dei passaporti, i permessi di soggiorno e i controlli delle targhe. A Bari il 50 per cento degli automezzi è fermo. LEGGI TUTTO
Palermo, ancora veleni in Procura
Il procuratore capo Francesco Messineo nuovamente attaccato su presunte nuove indagini sul cognato, considerato vicino ad ambienti mafiosi. "Incondizionata stima" dai colleghi del capoluogo. Si profila l'intervento del CsmPALERMO - La stagione dei veleni al tribunale di Palermo non si è mai chiusa, ma da due anni le tensioni e gli scontri sono rimasti sotto traccia. L'articolo apparso oggi su alcuni quotidiani a proposito delle parentele del procuratore capo, Francesco Messineo, ridà materia prima agli alchimisti. Si tratta di Sergio Maria Sacco, 64 anni, originario di Camporeale, imparentato con Vanni Sacco, boss camporealese degli anni '50 e '60. L'accusa nei confronti di Sacco si basa anche su alcune intercettazioni effettuate nel dicembre 2006 in cui l'uomo consigliava a Monica Burrosi, moglie del boss Giovanni Bonanno, di lasciare Palermo. LEGGI TUTTO
Via libera al Ponte sullo Stretto di Messina
ROMA - Via libera alle risorse per l'avvio della costruzione del Ponte sullo Stretto: è quanto ha deciso il Cipe che si è riunito questa mattina a Palazzo Chigi.Il costo totale dell'opera è di circa 6,1 miliardi e le risorse che il Cipe doveva varare e che hanno ottenuto l'ok sono pari a 1,3 miliardi. È quanto si apprende da fonti di governo. E' giunto dunque il sì definitivo del Cipe al piano di oltre 16,6 miliardi di euro: un pacchetto di opere infrastrutturali per colmare il gap italiano, dare impulso a economia e occupazione in tempi di crisi.Il Cipe ha deliberato di stanziare 2 miliardi 300 milioni di euro per la Sicilia di questi 1 miliardo 200 milioni di euro saranno destinati per il ponte di Messina. Lo ha detto il presidente del Senato Renato Schifani oggi in visita a Trapani. Per Schifani "questa è una buona notizia per la Sicilia, si tratta di un progetto strategico per l'intero Mezzogiorno".Le risorse che il Cipe mette a disposizione (dopo vari rinvii) sono composti da più voci, i fondi Fas (7,3 miliardi), risorse pubbliche da finanza di progetto (altri 7,8miliardi), e fondi statali della Legge Obiettivo (1.500 milioni).La lista delle infrastrutture all'esame del Cipe è stata estrapolata dal piano triennale per le grandi opere da 44 miliardi di euro. Nord e Sud si spartiscono il 50% degli investimenti pubblici (circa 8,5miliardi) anche se il Mezzogiorno godrà di una fetta maggiore (80%) rispetto alla dotazione complessiva dei fondi Fondo aree sottoutilizzate (Fas).
"Altro che Ponte, aspettiamo treni e strade"
MESSINA - "Mentre la politica siciliana esulta, i siciliani aspettano e continuano ad aspettare le strade, le autostrade, l'elettrificazione, i raddoppi e l'alta velocità ferroviaria in Sicilia". Lo dice Giosuè Malaponti, coordinatore del comitato pendolari Me-Ct-Sr. "Il Ponte sullo Stretto - aggiunge - di certo, non salverà l'economia siciliana e calabrese. Quello di cui la Sicilia oggi avrebbe di più urgente, è un nuovo assetto viario e ferroviario per dare quell'input positivo all'economia ed a tutte quelle potenzialità di sviluppo che corrono sulle infrastrutture, oggi sempre più moderne. È strano che la politica siciliana esulti per questa ciliegina".
giovedì, marzo 05, 2009
Da sabato 7 marzo ad Agrigento torna in edicola “Fuoririga Speciale Mafia”
Da sabato 7 marzo “Fuoririga Speciale Mafia” torna in edicola con una nuova sconvolgente edizione. Ancora una volta esperti siciliani e internazionali di criminalità organizzata analizzano la mafia dell’Agrigentino. Tante storie sconosciute che tracciano nuovamente la forza delle “famiglie” mafiose e la loro prepotenza nella corsa all’arricchimento e alla gestione illecita degli appalti. Il pm della Dda Fernando Asaro, lascia tutti di stucco quando nell’intervista dichiara che il posto dei boss arrestati o uccisi è stato preso subito dai figli o dai parenti prossimi. La potenza dei clan agrigentini viene confermata dalle intercettazioni dei boss palermitani che prima di formare la nuova Cupola mafiosa volevano sapere cosa succedeva a Ribera. LEGGI TUTTO
Il giornalista Nino Randisi denuncia la mafia su Facebook. E la sua pagina scompare…
Un messaggio in italiano. Freddo, burocratico. “Sì dice così: il tuo account è stato disabilitato da un amministratore. Se hai domande o dubbi consulta le Faq”. Scompaiono così da Facebook centinaia di contatti ma soprattutto una intensa attività di comunicazione sulla mafia e la realtà siciliana. E la posta personale. Nino Randisi è un giornalista. Un dirigente sindacale della sua categoria nell’isola, uno che ha preso molto sul serio il social networking come strumento di comunicazione civile: "Mica si potrà solo scrivere, ho mangiato, ho dormito e tutte quelle altre fesserie che si leggono, no? Si potrà pur comunicare qualcosa di più serio e di più drammatico?". "Avevo 500 amici. Ogni giorno pubblicavo video di YouTube sui latitanti più pericolosi. Mettevo materiali che scottano, tutta documentazione seria su argomenti importanti. E mi seguivano in molti. Adesso tutto quello che ho pubblicato finora è andato perso. Ma io non mi arrendo, mi sono rifatto l’account con altri dati e ho ripreso a pubblicare. Voglio proprio vedere cosa succede adesso. Pensa un po’, hanno tolto qualche pagina su Riina, ma ne hanno lasciato altre dove si parla di mafia in tono elogiativo, e il mio spazio, che è una pagina "contro" la mafia, me lo disabilitano?" LEGGI TUTTO
Agrigento. Ospedale col cemento a basso costo
Indagini della procura di Agrigento: il San Giovanni di Dio sarebbe stato realizzato con calcestruzzo di scarsa qualità. Emessi 22 avvisi di garanzia nei confronti dei vertici dell'aziendaAGRIGENTO - L'ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento sarebbe stato realizzato con calcestruzzo di scarsa qualità. È l'ipotesi al centro di un'inchiesta avviata dalla procura della città dei Templi, che ha emesso 22 avvisi di garanzia nei confronti di manager, imprenditori, tecnici e direttori di lavori impegnati nella realizzazione dell'ospedale. I reati ipotizzati sono abuso d'ufficio, truffa e associazione a delinquere. Le indagini sono condotte dalla Guardia di finanza. L' utilizzo di calcestruzzo di scarsa qualità sarebbe stato già accertato dai consulenti nominati dalla procura. I periti stanno anche valutando l'agibilità della struttura, con 400 posti letto, che potrebbe essere chiusa per motivi precauzionali.
05/03/2009
Menfi "si spara" con le pistole ad acqua contro la privatizzazione dell'acqua
di Alessandro BiscontiCi sono infiniti modi per affrontare una battaglia. Menfi ha deciso di combattere la propria crociata con le pistole ad acqua. Un paese intero si è fermato. Tutti uniti contro l'insediamento del commissario straordinario per la privatizzazione idrica. Dalla casalinga all’operaio, passando per lo studente e il pensionato. A guidare la rivolta di massa un arciprete di settant’anni, don Saverio Catanzaro. Dalla ieraticità della chiesa alle “armi” di piazza, il passo è stato breve. Ha acquistato mille pistole con una faticosa colletta per urlare il proprio “no” alla privatizzazione. “L’acqua è un bene di tutti e tale deve restare – ha spiegato -. Prima del ritrovo di piazza ho deciso di fare suonare le campane a morto: con questa legge sono state seppellite in un colpo solo giustizia, democrazia e libertà. Ce l’abbiamo con chi ha deciso al posto degli altri”. Un appuntamento cruciale è quello dell’11 marzo, quando si pronuncerà il Cga sulla legittimità dei commissari ad acta, la cui attività al momento è stata sospesa. La protesta intanto fa proseliti. Con padre Catanzaro si è infatti schierato anche il primo cittadino Michele Botta del Pdl. La pletora di sindaci solidali continua ad estendersi di giorno in giorno. Ad oggi sono già trenta, soltanto nell’Agrigentino, dove si è appena costituito un comitato di cittadini contro la privatizzazione dell'acqua. E ieri una folta rappresentanza di primi cittadini ha incontrato il presidente della Regione, Raffaele Lombardo e nei prossimi giorni potrebbero essere ricevuti dai capigruppo Ars. Ma qualcosa si muove anche nelle altre province. Lombardo avrebbe comunque lasciato uno spiraglio aperto per consentire che a Girgenti Acque venga tolto l’affidamento del servizio idrico in provincia. “Siamo pronti a protestare ad oltranza: non permetteremo a nessuno di rubare ciò che ci appartiene di diritto” – ha “minacciato” don Saverio. La rivolta dell’acqua è solo all’inizio.
SiciliaInformazioni
05 marzo 2009
Corleone. Diario dai campi di lavoro antimafia. Assegnato alla coop Lavoro e non solo il laboratorio per i legumi
Il Consorzio Sviluppo e Legalità ha assegnato alla Cooperativa Lavoro e Non Solo il Laboratorio di Legumi. L'immobile, bene confiscato a Totò Riina, si trova lungo la strada statale che collega Corleone a Marineo, in località Drago, uno dei luoghi di maggior impegno del movimento contadino siciliano. Questo laboratorio segna una nuova stagione dell'impresa sociale della Cooperativa. Infatti, per la prima volta si attua e si pratica un azione di "filiera corta". Fino ad oggi i legumi (cicerchie, ceci e lenticchie) venivano inviati in Umbria, a Colfiorito, dove venivano sistemate e confezionate per poi essere immesse nella commercializzazione. La passata di pomodoro viene trasformata in Sicilia, ma i pomodori vengono spostati di ben 140 km, così accade per la farina, perchè il mulino non è nella zona del corleonese. LEGGI TUTTOMaurizio Pascucci
Esecutivo Arci Toscana
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine
Corleone. Diario dai campi di lavoro antimafia. L'accoglienza degli studenti
Oggi è stato un giorno particolarmente intenso. Ci siamo svegliati alle 6 e dopo aver fatto colazione ci siamo divisi in 2 gruppi: un gruppo nei campi per la potatura ed io Salvatore e Calogero siamo rimasti in via Crispi, dove ha sede un’immobile confiscato alla famiglia Riina, perché bisogna ristrutturare la facciata.Verso metà mattinata siamo andati alla Camera del Lavoro dove ci aspettava Dino Paternostro e lì abbiamo accolto circa 150 studenti delle scuole superiori; una scuola di Palermo, una di Termini Imerese e una di Vicenza. Divisi gli studenti in 3 gruppi li abbiamo ricevuti, un gruppo per volta, alla Camera del Lavoro, dove Dino ha spiegato loro la storia di Placido Rizzotto e del movimento contadino in Sicilia. Verso le 14 ci siamo trasferiti, con gli studenti, a San Giuseppe Jato dove da poco tempo è stato assegnato alla cooperativa “Lavoro e non solo” un agriturismo con annesso terreno. Sono rimasto stupefatto dalla bellezza del paesaggio e dalla struttura affidata alla cooperativa in quanto, una volta fatti dei piccoli lavori di manutenzione, l’agriturismo può essere utilizzato.Verso le 15 abbiamo pranzato lì nello spiazzale della struttura. Dopo pranzo abbiamo fatto mettere gli studenti in cerchio e Calogero a spiegato loro la storia della nostra cooperativa e il senso di questo progetto. Tutti i professori presenti sono intervenuti ringraziando tutti i soci della cooperativa per il loro impegno. Hanno saputo cogliere la grandezza del progetto nella semplicità degli uomini che quotidianamente lo realizzano. Verso le 17 siamo tornati a Corleone e gli operai erano ancora in via Crispi per finire un lavoro. Domani la facciata dovrebbe essere completata. Il colore verde è stato scelto da Salvatore ma la decorazione esterna l’ho scelta io. Appena completati i lavori e tolto il telone che copre la facciata vi invio delle foto.Un saluto a tutti
Luca D’Onofrio
Lunedì 2 marzo
mercoledì, marzo 04, 2009
Fra Benigno: "Totò Riina non è il demonio"
A garantirlo, in occasione di un seminario svoltosi a Bagheria, è Fra Benigno, uno dei più conosciuti esorcisti della Sicilia, che vive nell'eremo "San Bernardo" di Corleone: "La mafia non è frutto del diavolo, ma di una scelta sbagliata dell'uomo"PALERMO - Totò Riina come il demonio? No, almeno secondo quanto sostiene uno che di "diavoli" se ne intende e che conosce bene anche il "regno" del boss di Cosa Nostra. Si tratta di Fra Benigno, uno dei più conosciuti esorcisti della Sicilia, che da anni vive nel convento dei frati minori rinnovati di Corleone. Un eremo aggrappato alla rocca che sovrasta il paese. Dal suo osservatorio, il frate analizza il complesso rapporto tra religione e Cosa Nostra: "La mafia - spiega - non è frutto del diavolo, così come non lo sono i suoi boss e non lo è Salvatore Riina. La mafia è frutto di una scelta sbagliata che fa l'uomo". L'esorcista ha affrontato lo spinoso argomento a margine di un incontro fra religiosi. Un seminario di studi svoltosi nei giorni scorsi a Bagheria. Rivolgendosi ai mafiosi, il frate francescano li ha invitati a "convertirsi". Un appello che si richiama direttamente all'anatema lanciato da Giovanni Paolo II ai boss dalla Valle dei Templi, il 9 maggio del '93, durante la sua visita in Sicilia."Gesù - ha detto Fra Benigno - è stato crocifisso anche per i mafiosi. Gesù è misericordioso e può perdonarli, d'altra parte è sceso fra gli uomini per aiutare i peccatori. I mafiosi possono pentirsi. Ma non deve essere un pentimento di facciata, deve essere vero. Loro devono cercare di riparare gli errori compiuti, per esempio aiutando le famiglie delle loro vittime".I boss, insomma, non sono il diavolo ma nemmeno l'acquasanta."Anche un mafioso - ha spiegato il religioso - se vuole ha la possibilità di essere accolto dal Signore, ma deve prima bussare alla porta della misericordia".
03/03/2009
"Il diavolo esiste: io l'ho incontrato!" - GUARDA LA VIDEO-INTERVISTA CON FRA BENIGNO
lunedì, marzo 02, 2009
Cattolici a Palermo: Appello contro il rigorismo
Nella chiesa palermitana si levano voci di dissenso. Si consuma la rottura su temi etici e laicitàNella chiesa palermitana sta prendendo forza sui temi dell’etica e della laicità un movimento critico nei confronti delle gerarchie vaticane. Se ne stanno facendo promotori un gruppo di sacerdoti, alcuni dei quali molto conosciuti per il loro impegno civile contro la mafia, e intellettuali cattolici. Le critiche, anche molto forti, sono contenute in un documento che ha già raccolto più di 300 adesioni: una decina le firme di preti che prendono posizione contro il rischio di una chiusura della chiesa su problemi cruciali e di un “progressivo isolamento dal mondo contemporaneo”.“Vogliamo – affermano – una Chiesa che non imponga mai a nessuno le proprie convinzioni sui problemi dell’etica e della politica e si fidi solo della forza libera e mite della fede e della grazia di Dio”.Il documento porta le firme, tra l’altro, di alcuni sacerdoti conosciuti per le loro posizioni coraggiose contro la mafia e la corruzione come Nino Fasullo, direttore della rivista Segno; Rosario Giuè, Franco Romano, Cosimo Scordato, Francesco Michele Stabile, storico della chiesa; Aurelio Antista, Gregorio Battaglia, Alberto Neglia, Egidio Palombo, Giovanni Calcara (frate), Gianni Novelli.Il gruppo è da tempo impegnato a organizzare incontri su problemi della chiesa e della città nel solco “dell'esperienza compiuta negli anni ottanta e novanta in Sicilia sulla questione mafiosa”.“Oggi – spiegano – avvertono un nuovo disagio e preoccupazione per le posizioni che vengono assunte da una parte della gerarchia ecclesiastica. Esprimono amarezza per il rigorismo etico che devasta la speranza umana. Si sentono non solo estranei a questo spirito chiuso e settario che siintromette nelle cose del mondo e della politica, ma ne prendono anche le distanze. Pregano Dio che si riesca a voltare pagina nella chiesa italiana e si torni allo spirito evangelico e del concilio e alla povertà. E auspicano che il rigore etico venga mostrato apertamente e senza peli sulla lingua contro i potenti e i profittatori del nome cristiano”.
Fausto Nicastro
http://www.lavoceweb.com/, 27.02.2009
LEGGI IL DOCUMENTO DI SACERDOTI E LAICI
domenica, marzo 01, 2009
Corleone. 1° marzo, festa del Patrono S. Leoluca
Oggi 1° Marzo, a Corleone è la festa del Patrono San Leoluca. Ma chi era San Leoluca? Veramente, nei pressi di Vibo Valentia, il suo corpo è stato ritrovato?Chi era san Leoluca?
Ritrovate le sue spoglia
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