domenica, ottobre 30, 2011

Corleone, è morta Lea Sorisi, la presunta fidanzata del sindacalista Placido Rizzotto, assassinato dalla mafia

Lea Sorisi
È morta otto giorni fa Leoluchina Sorisi, la presunta fidanzata di Placido Rizzotto, il sindacalista corleonese assassinato dalla mafia del feudo la sera del 10 marzo 1948. Ma anche la donna nella cui casa, nel 1964, fu arrestato il boss mafioso Luciano Liggio, latitante da ben sedici anni e accusato dell’assassinio di Rizzotto. Da circa dieci anni era ritornata a vivere a Corleone, dopo una vita trascorsa a peregrinare nel Nord Italia. Ma domenica scorsa se n’è andata per sempre, a 92 anni, in punta di piedi, così com’era vissuta in questi ultimi anni, assistita dalla pronipote, Antonella Sanzio, e dal personale dell’Ospedale di Corleone. Per una sorta di legge del contrappasso con il clamore che negli anni ’60 la sua vicenda aveva suscitato, ha voluto lasciare questo mondo in silenzio. Ed ha voluto che il suo funerale fosse celebrato con la massima discrezione nella chiesetta del cimitero. L’abbiamo conosciuta Lea Sorisi. L’abbiamo incontrata una sera di sei anni fa, a casa sua, per una chiacchierata-intervista, che poi (“trasgredendo” a una sua precisa richiesta) pubblicammo su “La Sicilia”. Ci disse che non era stata la fidanzata di Placido Rizzotto, ma di uno dei suoi carnefici, Pasquale Criscione, che la sera del 10 marzo di 63 anni fa lo condusse nelle mani di Liggio. E ci spiegò perché – nel 1964 - aveva accettato di nascondere Luciano Liggio a casa sua. Per paura e per interesse. Chissà se ci raccontò la verità, oppure una menzogna. Forse un po’ dell’una e un po’ dell’altra. Ci sembra, però, che Lea Sorisi, nonostante gli sbagli che abbia potuto commettere nella sua vita, abbia meritato almeno di raccontare la “sua” verità. Per questo ci assumiamo la responsabilità di “trasgredire” una seconda volta alla sua raccomandazione di non pubblicare la nostra conversazione di allora.  LEGGI TUTTO

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