5/06/2013

Corleone, clamorosa protesta degli operai Ato da mesi senza stipendio

Gli operai Ato sul tetto della galleria
Stamattina alcuni operai dell’ato rifiuti "Alto Belice Ambiente", in servizio presso il cantiere di Corleone, sono saliti sulla volta della galleria di Corleone per protestare e chiedere che vengano pagati gli stipendi arretrati di febbraio, marzo ed aprile 2013. Per l’ennesima volta si ritrovano a compiere atti di protesta clamorosi (e pericolosi per la loro incolumità) per chiedere semplicemente un loro diritto. Bisogna che la Regione metta fine all'attuale situazione di incertezza ed emani norme precise e stringenti per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, imponendo la raccolta differenziata porta a porta a tutti i comuni, e affidando agli stessi la responsabilità del servizio. E' necessario che il comune di Corleone paghi immediatamente al Commissario liquidatore dell'Ato tutte le fatture per il servizio espletato, al fine di consentire il pagamento di tutti i salari arretrati agli operai e la regolare erogazione degli stipendi mese per mese. E' necessario che il Comune di Corleone dia inizio alla raccolta differenziata dei rifiuti per risparmiare sui costi di gestione e per favorire il riciclo dei materiali come la carta, la plastica, l'alluminio, il vetro, etc.
Condividendo le ragioni della protesta degli operai, l’associazione Corleone Dialogos, la Camera del Lavoro di Corleone e l’ass New Corleone, esprimono solidarietà agli operai e assieme a loro parteciperanno ad un sit-in domani, 7 maggio, alle ore 11:00 in Piazza Falcone e Borsellino, invitando tutta la Città a Partecipare.

Mafia: i cento passi dei sindaci in ricordo di Impastato

Peppino Impastato
(ANSA) - ROMA, 30 APR - Tenere fuori dall'oblio la memoria di Peppino Impastato e accendere i riflettori sulla buona politica dei tanti amministratori locali che si battono contro le mafie nel loro territorio, subendo minacce e intimidazioni. Queste le due motivazioni alla base de 'I cento passi dei sindaci a Cinisi, in ricordo di Peppino Impastato', manifestazione che anche quest'anno si svolgera' nella piccola cittadina del Palermitano (l'8 e 9 maggio). L'evento, presentato questa mattina nella sala stampa della Camera, e' stato organizzato da Avviso Pubblico (che conta circa 200 soci tra Comuni, Province e Regioni) e dalla Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato (in collaborazione con Acli, Agesci, Arci, Cgil, Cnca, Emergency, Legambiente, Libera e Uisp).

Dialogo con i non credenti nel nome di Gesù di Nazareth


di EUGENIO SCALFARI
Esce il nuovo libro di Vincenzo Paglia. Un lungo testo in forma epistolare indirizzato a chi non ha la fede. L'obiettivo non è di convertire l'interlocutore ma di trarre profitto dalle due posizioni
CARISSIMO amico non credente, così comincia il libro di Vincenzo Paglia e il titolo lo rispecchia fedelmente: A un amico che non crede (Piemme). Ma in realtà quelle 230 pagine, dense di riflessioni, citazioni e narrazioni, sono dirette all'uomo in quanto tale, credente e non credente, cristiano o non cristiano. Mi sento tra i destinatari di questa lunga lettera anche perché Vincenzo, anzi don Vincenzo, lo conosco da vent'anni e forse più e la conoscenza è diventata amicizia e scambio di sentimenti e pensieri. Pensieri discordi nelle reciproche conclusioni, ma coincidenti nel metodo, cioè nel dialogo alla ricerca di quanto i laici non credenti debbono alla storia e all'esperienza cristiana e reciprocamente quanto i cristiani debbono al pensiero critico dei non credenti e alla sua storia.

Emanuele Macaluso: il Pci e la caduta degli ideali

Emanuele Macaluso, storico dirigente del Pci
di Tony Zermo
«Il partito sbanda dopo la morte di Moro e Berlinguer, senza riuscire a diventare socialista». In Europa. «Non esiste in tutta Europa uno Stato senza un partito socialista. L'errore del Pd è stato non esserlo»
Quando cominciò lo sfaldamento del partito comunista? Dopo la morte di Berlinguer, dopo la caduta del Muro? Bisognerebbe vivisezionare il partito per capire perché si è ridotto ad un'armata Brancaleone perdendo le originarie virtù, cioè il sogno di una società giusta, equilibrata e solidale. La colpa più grave è forse la mancanza di umiltà, l'autoreferenzialità, la supponenza di essere sempre dalla parte del giusto e gli altri dalla parte sbagliata dello steccato. Non è così che si fa politica e che si parla alla gente. Emanuele Macaluso è stato un grande dirigente del partito, componente della direzione, direttore de «L'Unità», oltre che storico segretario regionale del Pci ai tempi delle lotte contadine e delle zolfare. A 89 anni ha ancora una visione lucidissima e una memoria da fare invidia a un ragazzo. La domanda è meno semplice di quanto possa sembrare: quando il partito comunista iniziò la discesa?

5/05/2013

Chiesta la convocazione del consiglio comunale. L'opposizione vuole la gestione pubblica di acqua e rifiuti

I consiglieri Dino Paternostro, Mario Giarratana, Benito Gambino, Salvatore Schillaci, Giuseppe Cardella, Pio Siragusa e Calogero Di Miceli hanno presentato una richiesta di convocazione in seduta straordinaria ed urgente del consiglio comunale per deliberare la gestione diretta del servizio idrico e del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. "Il comune - dice Dino Paternostro - deve tornare a gestire direttamente il servizio idrico per migliorarne la qualità e abbassare il costo per ogni singola famiglia. La vittoria dei "si" al referendum non può essere vanificata. Sull'acqua, che è un bene primario, non è consentito fare business". "Anche il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti - aggiunge Paternostro - deve tornare ad una gestione comunale. Bisogna partire subito con la raccolta differenziata, che consenta di risparmiare notevolmente sul costo del servizio e di rispettare l'ambiente attraverso il riciclo dei materiali". "Non avere fatto né l'una né l'altra cosa è una responsabilità gravissima della passata amministrazione Iannazzo. Ma il tempo è ormai è scaduto anche per la giunta Savona. O fa scelte coraggiose, oppure non reggerà la sfida delle cose", conclude Paternostro  

Dino Paternostro: il "pizzino" della legalità su Placido Rizzotto

L'ha pubblicato la Casa Editrice Coppola di Trapani. A Corleone si può trovare nella cartolibreria Di Palermo (€ 2,00 a copia) o presso l'associazione "Corleone on tour"La casa editrice Coppola nasce a Trapani nel 1984 per iniziativa di Salvatore Coppola, un piccolo imprenditore con esperienza decennale nel campo della diffusione e della distribuzione scolastica. Chiaro è stato fin dall’inizio il ruolo da giocare nel difficile universo della comunicazioni libraria: volumi di qualità, lo sguardo attento sul territorio, valorizzazione degli scrittori contemporanei, promozione delle opere prime, nessuna concessione alle mode editoriali. Obiettivi testimoniati da un catalogo che negli anni si è arricchito di prestigiosi contributi, fino a valicare i confini regionali con diversi punti vendita nel resto d’Italia. Nel 1998 il primo restyling: un nuovo logo, una veste grafica personalizzata, nuove tecnologie di stampa. La nascita di un qualificato gruppo di editor con in testa Rocco Fodale, Nicolò D’Alessandro, Marilena Monti eGiacomo Pilati, ha incrementato ulteriormente le iniziative della casa editrice che si è imposta con una propria identità nel panorama letterario siciliano.

Morta Agnese Piraino Leto, vedova del giudice Borsellino

La vedova Borsellino
La moglie del magistrato ucciso dalla mafia era malata da tempo. Domani i funerali. La signora era tra i testimoni del quarto processo per la strage di via D'Amelio che si sta svolgendo in questi giorni a Caltanissetta. Il presidente della Regione Rosario Crocetta: "Un esempio per tutti noi". Caselli: "Una donna forte, sarò a Palermo ai funerali". Il cognato Salvatore: "E' andata a raggiungere Paolo. Adesso saprà la verità sulla sua morte". Nelle mani stringe la foto dell'amatissimo marito, Paolo, così come aveva chiesto ai figli. Agnese Piraino Leto, moglie del giudice Paolo Borsellino, assassinato dalla mafia il 19 luglio del 1992, è m. La vedova del giudice aveva 71 anni ed era malata da tempo. Agnese Piraino Leto,
figlia del presidente del tribunale di Palermo Angelo, si era sposata con Paolo Borsellino, allora giovane magistrato, il 23 dicembre 1968. Da loro matrimonio sono nati tre figli: Lucia, 44 anni, che oggi ricopre l'incarico di assessore regionale alla Sanità, Manfredi, 41 anni, attuale dirigente del commissariato di polizia di Cefalù, e Fiammetta, di 40. Amaro il commento su Facebook del cognato Salvatore: "E' morta Agnese. E' andata a raggiungere Paolo. Adesso saprà la verità sulla sua morte".

Agnese Borsellino: "Paolo mi disse della trattativa"

Agnese Borsellino col giudice Caponnetto
Così Agnese Borsellino disse ai pm che la interrogavano. Avrebbe dovuto deporre in aula a Caltanissetta dove è in svolgimento il quarto processo sulla strage di via D'Amelio
"E' morta Agnese. E' andata a raggiungere Paolo. Adesso saprà la verità sulla sua morte". Con queste parole Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, il magistrato ucciso dalla mafia il 19 luglio del '92, ha dato, attraverso Facebook, la notizia della moglie della cognata Agnese Piraino Leto, 71 anni. E proprio la battaglia per conoscere la verità sull'eccidio di via D'Amelio, che ha ancora tanti lati oscuri, ha impegnato la vedova del giudice nei suoi ultimi anni di vita. Citata a deporre nell'ultimo processo per la strage, in corso a Caltanissetta, avrebbe dovuto ripetere in aula le confidenze ricevute dal marito poco tempo prima di morire.  "Paolo mi accennò che c'era una trattativa tra la mafia e lo Stato. - ha raccontato ai pm la vedova - Dopo la strage di Capaci mi disse che c'era un colloquio tra mafia e pezzi infedeli dello Stato". La donna parlò di un Borsellino "sconvolto" mentre le rivelava di avere saputo che l'ex capo del Ros, Antonio Subranni, era "punciuto" (uomo d'onore, ndr). "Paolo mi disse - ha raccontato la donna - mi ucciderà la mafia ma solo quando altri glielo consentiranno". I verbali dei suoi interrogatori sono stati acquisiti anche al processo al generale dei carabinieri Mario Mori. La malattia le impedì" di essere presente in aula a ripetere quelle parole.

Addiopizzo e il consumo critico: gli esercizi che aderiscono sono 800


Sono le novità della nuova guida "Pago chi non paga", presentata oggi dall'associazione a Palermo insieme con il prefetto Elisabetta Belgiorno, commissario antiracket. Appello del rettore per il bar antiracket
Sono oltre ottocento gli imprenditori che hanno aderito alla campagna sul consumo critico del comitato Addiopizzo, tra loro diverse imprese attente all'ambiente e al turismo sostenibile. Sono le novità della nuova guida "Pago chi non paga", presentata oggi dall'associazione a Palermo, alla presenza del prefetto Elisabetta Belgiorno, commissario straordinario del governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, del rettore Roberto Lagalla, di Pina Maisano Grassi, del questore Nicola Zito.

Salvare il giudice di pace. Sei comuni dividono le spese

Va avanti l’iter per il mantenimento del giudice di Pace in provincia di Palermo. Il Ministero della Giustizia  ha comunicato  il ricevimento ufficiale del protocollo di intesa  sottoscritto la scorsa settimana fra i sei comuni del comprensorio partinicese. Si tratta di   Partinico,  Borgetto, Giardinello, Montelepre,  Trappeto, Balestrate.
Al momento si resta in attesa soltanto del decreto attuativo da parte del Ministero che dovrà illustrare i vari passi che porteranno al passaggio di consegne tra la vecchia gestione ministeriale e la nuova gestione consortile tra i sei comuni interessati. (MA I COMUNI DEL CORLEONESE PERCHE' NON FANNO PURE COSI?)

APPELLO ACQUA. Ripubblicizziamo, dal basso!



di Alex Zanotelli
Napoli,24/04/2012
Oggi,24 aprile ,Giornata mondiale delle ripubblicizzazioni, abbiamo voluto celebrare insieme( Comitati campani dell’acqua e Comune di Napoli) , nella splendida cornice di Castel dell’Ovo, la nascita di ABC(Acqua Bene Comune)-Napoli. Lo abbiamo fatto in un’intensa giornata di studio con la presenza sia dei comitati acqua coordinati da Consiglia Salvio, sia del Comune rappresentato dal Sindaco L. De Magistris, nonché dal presidente di ABC prof. U. Mattei e dall’ex-assessore all’acqua, prof. A. Lucarelli.

5/04/2013

Tabella H. Gli enti che si spartiscono i fondi


di Chiara Billitteri
Da trentatré a venticinque milioni: i finanziamenti sono stati ridotti di circa il 25 per cento, ma la Tabella H è ancora lì (QUI IL DOCUMENTO COMPLETO), sempre approvata in piena notte, sempre uguale l’elenco di enti, fondazioni e associazioni che si dividono il “magro” bottino. Sì, perché i 25 milioni se li dovranno spartire in 137 tra associazioni culturali, sportive, musei, centri di formazione o che operano nel sociale, conservatori e tanto altro ancora.
Ma i nomi sono sempre gli stessi. Il Coppem (Comitato permanente per il paternariato euromediterraneo) così come quasi tutti gli altri, c’è da parecchi anni, ma quest’anno gli è andata peggio dell’anno scorso: da 690 mila euro ottenuti con la scorsa finanziaria, ai 470 mila che gli sono toccati quest’anno.

Ricordare, raccontare, testimoniare Giuliana Saladino

Giuliana Saladino
lunedì 6 maggio - ore 16
apertura del convegno 
SALVATORE NICOSIA
presiede SIMONA MAFAI
Palermo, per un romanzo della città
introducono studenti del Liceo Meli
Classe 4ª Sp. Brocca A
relazione di ANTONIO CALABRÒ
interventi
“Le donne siciliane non sono felici”

GIULIANA SALADINO, la sua vita, il suo esempio

di SIMONA MAFAI
Nata e cresciuta in una famiglia palermitana con ascendenze nobiliari, Giuliana Saladino aderì al PCI nell’immediato dopoguerra, a diciotto anni. Era un periodo di grandi passioni e speranze, e un’intera generazione colta confluì nel PCI. Tra gli altri anche Marcello Cimino, giovane storico di grandi speranze, con cui Giuliana si sposò e visse tutta la vita.
-          Inizialmente  si lasciò coinvolgere nella organizzazione delle donne,  ma progressivamente la vita di partito le risultò troppo stretta.  Ella aveva bisogno di indagare, capire, discutere, contestare, senza lacci ideologici o, peggio, burocratici. Scrivere con verità - fu il suo modo di agire per una società migliore. Cominciò a lavorare nel quotidiano palermitano “L’Ora”, prima come segretaria di redazione,  poi in ruoli sempre più importanti fino a diventare una delle colonne portanti del giornale. Condusse inchieste sulla vita della città, sulle donne di Palermo e di Catania, sugli emigrati, sul terremoto del Belice, sui partiti politici siciliani, e, naturalmente, sulla mafia.

Palermo, 42 anni fa la mafia assassinava il procuratore Pietro Scaglione

Il delitto Scaglione in via dei Cipressi
Il 5 maggio del 1971 fu ucciso il Procuratore capo della Repubblica di Palermo, Pietro Scaglione, definito – anche in sede giurisdizionale penale – “un magistrato integerrimo, dotato di eccezionali capacità professionali e di assoluta onestà morale, persecutore spietato della mafia”.
    Il quarantaduesimo anniversario dell’omicidio del procuratore Scaglione e del suo fedele agente di custodia Antonio Lorusso sarà ricordato con una S. Messa (celebrata in forma privata dai familiari, a Palermo, lunedì 6 maggio) e con l’intitolazione di una strada nel Comune di Castrofilippo (Agrigento). La Commissione Straordinaria di Castrofilippo inaugurerà la “Via Pietro Scaglione” durante una manifestazione pubblica in programma venerdì 10 maggio. In passato, al magistrato Scaglione sono state dedicate altre strade a Palermo e in altri comuni. Nella sua lunga carriera di giudice e, soprattutto, di pubblico ministero, Pietro Scaglione si occupò dei principali misteri siciliani: dal banditismo del dopoguerra agli assassini dei sindacalisti Placido Rizzotto e Salvatore Carnevale, dalla strage di Portella della Ginestra alla scomparsa del giornalista Mauro De Mauro.

5/03/2013

9 maggio 2013: 35° Anniversario dell'assassinio di Peppino Impastato


Cinisi 8 Maggio 2013 

Ore 16.00: presso l' aula Civica in Piazza V. E. Orlando Cinisi convegno sull'efficienza delle amministrazioni democratiche, organizzato dal PD di Cinisi 

ore 18.00: Presentazione del rapporto di Avviso Pubblico "Amministratori sotto tiro" con l'intervento del presidente di Avviso Pubblico Andrea Campinoti, di Umberto Santino, di Giovanni Impastato e di alcuni Sindaci presenti alla manifestazione.

Ore 21.00: Chiesa Redemptoris Mater in contrada Piano Peri "Veglia di preghiera per la Legalità e la Giustizia sociale", presieduta da Monsignor Alessandro Plotti, vescovo di Trapani.
Organizzata dall'Azione Cattolica di Cinisi.
Cinisi, 9 Maggio 2013 

CINISI PER RICORDARE IMPASTATO. NO MUOS NO MAFIA LA RESISTENZA UNISCE!

Peppino Impastato
In occasione del 35° anniversario della morte di Peppino Impastato, DALL'8 ALL'11 MAGGIO SI SVOLGERA' A CINISI IL XII° FORUM SOCIALE ANTIMAFIA FELICIA E PEPPINO IMPASTATO: come ogni anno ormai dal 2002 il Forum è un momento di confronto tra realtà in lotta in italia ma non solo. Oltre a delegazioni dei Comitati NO TAV della Val di SUSA, dei comitati NO MUOS di NISCEMI e di tutta la Sicilia, ques'anno il forum vedrà la partecipazione di due delegazioni straniere quella cubana e quella venezuelana. Il forum ovviamente sarà ricco di eventi in particolare di forum su lavoro, lotte internazionali, lotte territoriali, antimafia, spettacoli teatrali concerti. Sarà in funzione il campeggio per ospitare i tanti ragazzi e ragazze che riempiono Cinisi di tanta allegria e partecipazione politica.






Basta col "banchetto" della Tabella H alla Regione!

Rosario Crocetta
Abbiamo appreso che per l'ennesima volta, centri, comitati, club e altre organizzazioni, tutti regolarmente vicini ai partiti e corredati di autorevoli raccomandazioni, sono stati ammessi al banchetto dei soldi pubblici con la rinascita della Tabella H. Il Centro Impastato ancora una volta è stato isolato nella sua richiesta che venisse applicata la legge n. 20 del '99, che fissava dei criteri oggettivi per l'erogazione del denaro pubblico. Non possiamo che congratularci con il Presidente della Regione che non si è degnato neppure di rispondere alle nostre lettere. Siamo stati e continuiamo ad essere degli "alieni" in un contesto in cui vige la devozione per i santi protettori. Non ne abbiamo e non vogliamo averne. Possiamo solo ribadire che le dichiarazioni di rinnovamento, di eliminazione degli sprechi, sono solo chiacchiere per coprire una realtà che continua ad essere dominata dal più vergognoso clientelismo.  Auguriamo buon carnevale a tutti!
Umberto Santino
Presidente Centro Impastato

Nando Dalla Chiesa: “La borsa di mio padre svuotata dai servizi”

Nando Dalla Chiesa
di Giuseppe Lo Bianco
Quella sera del 3 settembre 1982 a Palermo, e nei giorni successivi anche in Campania, i servizi segreti organizzarono una caccia “a tappeto” alle carte riservate del generale Carlo Alberto dalla Chiesa appena ucciso, facendole sparire dalla borsa di pelle, ritrovata vuota dopo 31 anni a palazzo di giustizia, sottraendole da sotto il sedile della 112 dove il prefetto era riuscito a nasconderle, ripulendo la cassaforte di villa Paino dove si introdussero con il pretesto di prendere delle lenzuola, e cercandole persino nella villa di famiglia a Prata, in Campania, da cui sottrassero intere cassettiere che custodivano le lettere private inviate dal generale alla moglie, nel periodo della sua prima permanenza in Sicilia, a Corleone.

5/02/2013

Chi ha deciso l’uccisione di Pio La Torre?

 di CARLO RUTA
A oltre tre decenni dalla morte, gli interrogativi che rimangono aperti sul delitto e l’eredità civile del dirigente politico italiano. Conversazione con Franco La Torre.
L’uccisione di Pio La Torre e del suo collaboratore Rosario Di Salvo avveniva in un clima convulso. Dalla fine degli anni settanta nella capitale siciliana era stata una sequela di delitti che avevano scosso l’opinione pubblica dell’intero Paese. Erano stati assassinati il segretario provinciale della DC Michele Reina, il giornalista Mario Francese, il vicequestore Boris Giuliano, il giudice Cesare Terranova, il presidente della Regione Piersanti Mattarella, il capitano dei carabinieri Emanuele Basile e il giudice Gaetano Costa. Tutto questo evocava già allora un disegno coeso. Lo stesso La Torre ne era in convinto, e interpretava i delitti di quel periodo come «terrorismo mafioso».

Corleone, il primo campo di lavoro antimafia 2013

I volontari a Portella con Calogero Parisi
1° Maggio, Festa del Lavoro, dei Lavoratori e del Ricordo. Partiamo da Casa Caponnetto alle 9.00, ci sistemiamo in 3 furgoni, direzione Portella della Ginestra, per ricordare la 1° strage di mafia: 1° Maggio 1947. Arriviamo a Portella, siamo emozionati, ansiosi di toccare, di leggere ancora una volta i nomi di chi 66 anni fa è morto per difendere il lavoro. Terminata la commemorazione, siamo tornati  in cooperativa per il tradizionale pranzo del 1° Maggio, preparato da Lina e Franco,  con tanto di torta finale. Nel pomeriggio salutiamo alcuni compagni di Tavarnelle, di Campi Bisenzio e di Viareggio, che erano con la gita sociale, dopodiché pomeriggio di riposo e di libertà.
Volontari Arci Tavarnelle Val di Pesa
e Comitato Soci Coop Amelia –Unicoop Tirreno

Una riflessione su Portella di Sara, 20 anni  
Io non so come l’aria si forma, ma so come l’aria condensa e fa spazio ad una densità sociale ancora più ampia. Io non so perché cade la pioggia, ma riconosco il momento in cui la terra sputa fuori da sé le lacrime raccolte nei giorni di guerra.

Conflitto d’interessi, il Pd tradisce otto milioni di elettori


di Paolo Flores d’Arcais
Nonostante in campagna elettorale avesse giurato e spergiurato che porre fine al conflitto d’interessi era una questione cruciale per il Paese, la Casta-Pd ha scelto l’inciucio con Berlusconi. Un voltafaccia senza precedenti.
Siamo in piena “neolingua”, quella del Grande Fratello di orwelliana memoria: ieri sono state cancellate dall’italiano la locuzione “conflitto d’interessi” e il lemma “ineleggibilità”, i concetti stessi devono diventare impensabili, benché (o forse proprio perché) lungo tutta la campagna elettorale il Pd avesse giurato e spergiurato che porre fine al conflitto d’interessi era una questione sia di civiltà istituzionale che di efficienza economica, dunque cruciale e improcrastinabile. 

Dipartito democratico


di Marco Travaglio
Dicono che i pesci rossi abbiano la memoria corta, tre mesi non di più. Ma la stampa italiana li supera, diffondendo balle à gogò che non tengono minimo conto della storia degli ultimi tre mesi: elezioni, consultazioni, presidenziali. 
1. ”Il governo Letta non ha alternative: i 5Stelle hanno detto no a Bersani e il Pdl ha detto sì a Letta”. Ma i 5Stelle han detto no a Bersani che chiedeva la fiducia a un suo governo di minoranza, fondato su 8 genericissimi punti, che per sopravvivere avrebbe raccattato i voti qua e là in Parlamento. Nessuno ha proposto un governo Pd-M5S presieduto da un uomo super partes. Errore di Bersani, che non andava al di là del proprio nome, convinto di aver vinto le elezioni. Ed errore dei 5Stelle che, quando salirono al Colle la seconda volta coi nomi di Settis, Zagrebelsky e Rodotà in tasca, non li fecero perché Napolitano disse no a un premier extra-partiti. Così rinunciarono a vedere il bluff del Pd: anche se Bersani fosse stato sincero, un suo governo con M5S non avrebbe mai ottenuto la fiducia da tutto il Pd (che s’è spaccato persino su Marini e Prodi, figurarsi su un’alleanza coi grilli).

5/01/2013

La presidente Laura Boldrini a Portella: "Inaccettabile silenzio sulle stragi"

La presidente della Camera Laura Boldrini a Portella
Alla manifestazione per ricordare le vittime del primo maggio 1947 tantissima gente. Laura Boldrini chiede verità e giustizia per le stragi. E sul governo  Letta dice: "Mi aspetto che dia risposte concrete ai bisogni dei cittadini italiani". Poi, il presidente ha commemorato Piersanti Mattarella, a Palermo
 "In un Paese democratico non è accettabile che ci siano ancora troppe ombre e troppi silenzi su stragi come quelli di Portella della Ginestra": Lo ha detto la presidente della Camera, Laura Boldrini, che questa mattina ha deposto una corona di fiori al Sasso di Barbato, dove si consumò il primo maggio '47 la strage di braccianti per mano della banda di Salvatore Giuliano. "Bisogna togliere ogni velo e ogni segreto sulla lunga catena di stragi che ha insanguinato la vita della Repubblica", ha aggiunto Laura Boldrini: "Senza un pieno accertamento della verità non è possibile riconoscersi in un terreno di valori e di memoria condivisa". 

Un altro Primo Maggio di memoria e di impegno a Portella della Ginestra!

L'intervento di Stefania Crogi a Portella
Queste sono le foto del 1° Maggio 2013 che ho scattato a Portella della Ginestra. La giornata che ha visto la partecipazione di tanti cittadini, lavoratori e pensionati, quest'anno è stata organizzata dalla FLAI-CGIL. A concludere la manifestazione c'era infatti Stefania Crogi, segretario generale della Flai-Cgil nazionale. In mattinata a Portella una corona di fiori era stata deposta dalla presidente della Camera Laura Boldrini. Un'altra bella giornata di memoria e di impegno... GUARDA L'ALBUM FOTOGRAFICO