CFC - CENTRO FISIOTERAPICO DEL CORLEONESE

sabato, gennaio 02, 2021

Una cosa è la Tari, un'altra il calendario



NONUCCIO ANSELMO
C’è una vecchia barzelletta che raccontava – mi pare – Pino Caruso. Un signore viene svegliato nel cuore della notte dal telefono. Dall’altro capo una voce chiede: scusi è l’8465327? Risponde il signore svegliato di soprassalto: “Curnutu, n’avissi ‘nzirtatu unu!” Ora Caruso non racconta più barzellette da un po’, ma non mancano i sostituti. Peccato che non fanno ridere, anche se ce la mettono tutta e si danno da fare anche per iscritto.

Per esempio: il 24 dicembre, santa vigilia, il postino mi ha consegnato una lettera. Mi scriveva niente meno che la Città di Corleone, segnatamente il Servizio finanziario – politicamente facente capo a un assessore che più assessore non si può perché dovrebbe essere una delle deleghe rimaste nelle tasche del sindaco. In sostanza, si bussava a quattrini e fin qui non è notizia. Si chiedeva di pagare la Tari. E neanche questa è notizia. Ed uno magari accetta con rassegnazione – se non con gioia – sapendo che le casse del Comune sono pressoché vuote, o almeno è quello che dicono. Però bisogna riconoscere che non sono rapaci: per venire incontro all’utente, la somma da pagare viene scaglionata in tre rate. Anche stavolta.

Però è chiaro che l’ente locale ha i suoi problemi, e dunque ci sono delle date precise entro cui effettuare i versamenti: 15 ottobre, 15 novembre e 15 dicembre: tutto sommato un volto più che umano dell’amministrazione. Anzi, più che umano, abbastanza pecione. Perché qui torniamo alla barzelletta e all’esclamazione finale: “N’avissi nzirtatu unu!” Per la semplice ragione che la missiva è arrivata a destinazione (e non solo al sottoscritto) alla vigilia di Natale, che sul calendario è segnata il 24 dicembre, ben oltre la scadenza dell’ultima rata che precede, addirittura, l’inizio della novena di Natale: Tarì,Tarì, Taritatarì.” Non è la prima volta: anche l’anno scorso c’era stata, se non ricordo male, la stessa performance.

So bene che il fisco “amico” non procederà mai per la mora, anche perché si trasformerebbe in un grande boomerang. Ma qui la domanda è: perché questa grande sciatteria in un biglietto da visita come la richiesta dei tributi? Non si possono aggiornare le date quando finalmente si decide di spedire le lettere? E’ così difficile andare appresso al calendario anche se a monte ci saranno certamente altri problemi? Computer e stampanti non dovrebbero più essere strumenti straordinari o sconosciuti. Pronto? E’ l’8465327?...

Blog il cuore e il leone, gennaio 2021

 

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