venerdì 12 febbraio 2010

Corleone. Prime "spine" per l'Amministrazione Iannazzo: il consiglio comunale ha bocciato il regolamento per la vendita di beni immobili

Mercoledì sera, sembrava che la seduta del consiglio comunale di Corleone dovesse chiudersi con la “normale” approvazione del regolamento per la vendita dei beni immobili comunali. Grazie alla maggioranza “bulgara” che ormai l’amministrazione Iannazzo ha, nessuno prevedeva “sorprese”. E invece la sorpresa c’è stata e non ha fatto molto piacere all’assessore all’urbanistica Pippo Cardella (Udc), che ci teneva tanto all’approvazione di questo regolamento, bocciato invece “all’unanimità”. Per la verità, durante il dibattito, le opposizioni qualche riserva l’avevano sollevata: sull’art. 15, che prevedeva offerte al ribasso nel caso di asta deserta, sul sorteggio in caso di offerte uguali, sulla non adeguata pubblicizzazione, sullo squilibrio che si potrebbe creare nel rapporto tra le aree del Prg destinate ad urbanizzazione secondaria e quelle che rimarrebbero a seguito della vendita di appezzamenti di terreno derivanti da lottizzazioni. Ma che qualcosa non stesse andando per il verso giusto, lo si è capito quando gli stessi consiglieri Vincenzo Macaluso e Vincenzo Labbruzzo, dell’Udc (lo stesso partito di Cardella), hanno sollevato perplessità e riserve sul regolamento. E non è servita a niente la sospensione della seduta per consentire un “chiarimento” nella maggioranza. Tornati in aula, tutti i consiglieri si sono stranamente astenuti e il regolamento non è stato approvato. Pare che l’accordo era quello che a ritirarlo per approfondimenti dovesse provvedere l’amministrazione comunale. Ma, una volta ritornati in aula, il sindaco Nino Iannazzo ha impedito all’assessore Cardella di proporre il ritiro. «Se vogliono, la facciano loro, i consiglieri, la proposta di ritiro…», pare che abbia detto. Sguardi imbarazzati, nessuno proponeva niente, fino al voto, quando si astenevano tutti, determinando la bocciatura dell’atto. Ma perché Iannazzo ha sfidato l’aula? I bene-informati dicono che è stato per spaccare l’Udc (dove qualche fibrillazione c’è) ed “arruolarne” qualche pezzo nel Pdl. Ma chi semina vento, non rischia di raccogliere tempesta? (d.p.)

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