11/05/2026

Il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano: dopo il voto negli Usa, speriamo nella collaborazione e nella pace

Il cardinale Pietro Parolin

Il cardinale segretario di Stato, a margine di un evento all’Urbaniana, commenta i risultati del midterm negli Stati Uniti. Si dice “sicuro” che avverranno cambiamenti con la maggioranza dei democratici al Congresso, auspica una collaborazione ma soprattutto che si faccia “tutto il possibile per chiudere la pagina dolorosissima dell’Ucraina” e dei conflitti nel mondo. Sull’Accordo Cina-Santa Sede: “Andiamo avanti cercando di perfezionare ciò che è imperfetto”

Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

“Cambiamenti” certamente ci saranno dopo la vittoria dei democratici negli Usa alle elezioni di midterm, “speriamo che prevalgano la ragione e il buon senso” e che si possa “collaborare” facendo “tutto il possibile per chiudere la pagina dolorosissima dell’Ucraina e tanti altri conflitti nel mondo”. Così il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, si esprime sulla cosiddetta “onda blu” nelle consultazioni elettorali di metà mandato che hanno decretato la maggioranza dei democratici in entrambi i rami del Congresso.

All’Urbaniana per un convegno organizzato dall’Agenzia Fides sul centenario della consacrazione dei primi sei vescovi cinesi, il porporato risponde alle domande dei giornalisti.

Chiudere la pagina dolorosa dell'Ucraina e di altri conflitti

La speranza della Santa Sede - afferma il cardinale Parolin - è “che ci sia capacità di collaborare”. “Cercheremo di trovare dei modi vivendi per il bene del Paese. Questo è importante, questo noi ci auguriamo”. “Sicuramente” la presenza maggioritaria dei democratici a Camera e Senato “porterà dei cambiamenti”: “Adesso vedremo come si gestiranno questi (cambiamenti). Questo rimane un po’ un punto di domanda, questo rimane un interrogativo, ma speriamo che prevalgano la ragione e il buon senso”, sottolinea il segretario di Stato. “Adesso è molto difficile prevedere chissà quali cambiamenti. Noi speriamo che questi cambiamenti possano portare (alla pace), perché è da tanto tempo che auspichiamo si faccia tutto il possibile per chiudere la pagina dolorosissima dell’Ucraina e tanti altri conflitti che ci sono nel mondo”. Tuttavia, “è difficile adesso dire che cosa succederà. Vediamo, aspettiamo”.

Il voto di Papa Leone

Quanto al voto che Papa Leone XIV ha espresso via posta per le elezioni nel suo Paese natale, il cardinale Parolin ribadisce che in quanto cittadino statunitense “ha tutto il diritto di farlo”.

Avanti nell'Accordo Cina-Santa Sede

Un focus nel colloquio coi cronisti anche sulla Cina, tema centrale nel convegno di cui è ospite insieme al vescovo di Hong Kong, il cardinale Stephen Chow, al vescovo di Pechino, Li Shan, e al vescovo di Haimen, Ignazio Ding Zuyao. Il cardinale ribadisce che si prosegue nella linea dell’Accordo per le nomine dei vescovi tra Santa Sede e Repubblica popolare cinese, rinnovato già due volte. “La linea è stata quella, quindi non ci sono stati cambiamenti. Le nomine dei vescovi avvengono secondo le disposizioni dell’Accordo e su questo il Papa ha dato il suo assenso”.

Parolin definisce poi “molto significativo l’evento di oggi” che celebra i cent'anni dell’ordinazione dei primi sei vescovi da parte di Pio XI. Una ricorrenza che “sottolinea la dimensione di comunione con la Chiesa universale”, ovvero “il fatto di essere cinesi con tutte le specificità che questo comporta” e, nello stesso tempo, “essere in profonda comunione con il Papa e con la Chiesa universale”.

Perfezionare ciò che è imperfetto

Esprimendo la gioia per la presenza di due vescovi cinesi all’Urbaniana, Parolin risponde pure a una domanda sulle recenti dichiarazioni di monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali, sul fatto che ci sia una “imperfezione” nell’Accordo Cina-Santa Sede. “Certo, tutti gli accordi sono imperfetti. E quindi anche quello sulla Cina”, afferma. “Tanto più che non è stato un Accordo così facile per la complessità delle situazioni e delle condizioni in cui ci siamo trovati ad agire, in cui ci troviamo ad agire”. Però “il cammino è aperto” e l’anniversario di oggi “è un segno di speranza”. Quindi “andiamo avanti cercando di perfezionare quello che è imperfetto”.

VaticanNews, 5/11/2026

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