martedì, dicembre 31, 2019

Città Nuove Corleone compie trent'anni: necessaria una riflessione sulle prospettive della nostra città

Il numero di luglio-agosto 1992 di Città Nuove con la notizia della strage di via D'Amelio
DINO PATERNOSTRO
Città Nuove ha compiuto trent’anni. Abbiamo iniziato le pubblicazioni il 1° ottobre 1989, come inserto del giornale palermitano “Lo Studente”, diretto da Stefano Cassina. E d’allora – tra alti e bassi - non abbiamo più cessato le pubblicazioni. All’inizio si chiamava “Corleonese-Notizie. È diventato “Città Nuove” (su suggerimento di Nino Gennaro) dal 1° gennaio 1992. Dal 2001-2003 siamo passati al digitale, registrando risultati sempre più incoraggianti, come dimostra il numero delle visite quotidiane dei nostri lettori.
Utilizzando gli strumenti tecnologici odierni, abbiamo riprodotto fotograficamente tutte le prime pagine di carta, che intendiamo pubblicare in un album su Facebook.
È stupefacente vedere scorrere i mesi e gli anni con le prime pagine del giornale. Abbiamo cominciato che c’erano la Democrazia Cristiana, il Partito Comunista e il partito Socialista. Siamo arrivati che questi partiti non esistono più da tempo. Anche le persone protagoniste della politica: Michele La Torre, Peppino Siragusa, Peppino Di Palermo, Pino Lisotta, Tanino Marabeti, Totò Mannina, Cristoforo Madonia, Gianni Russo, Mimmo Verro… alcuni non ci sono più, altri non fanno più politica da tempo. Uguali sembrano essere rimasti i problemi della nostra città. La viabilità, la disoccupazione, l’inefficienza della pubblica amministrazione. Ma per fortuna c’è sempre la voglia dei giovani di essere protagonisti, di voler cambiare le cose.  C’è l’impegno di chi non si rassegna al degrado.
Probabilmente, sarebbe il caso di ragionare su questo trentennio passato, per capire che prospettive costruiamo per il prossimo. Un ragionamento slegato per quanto possibile dalle polemiche politiche contingenti. Ci vorrebbe uno sguardo “lungo” sui prossimi anni, facendo tesoro di quelli appena trascorsi.  Proveremo a proporre un’iniziativa in questa direzione, magari partendo da una mostra sui numeri di Città Nuove. Una riflessione sul passato per costruire il futuro. Vediamo se c’è interesse in questa direzione.
Con questo impegno, salutiamo il 2019. E auguriamo un buon 2020 ai nostri lettori.

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