giovedì, dicembre 18, 2008

La resistenza di Felicia. «Partigiani» antimafia

di Dacia Maraini
«Ora da morta potrai spalancare le finestre con mani piu sicure di quelle che ti reggevano da viva. Ora nessuno potrà dire di non sentire la tua voce», scrive Umberto Santino ricordando Felicia Impastato, la coraggiosa madre di Peppino Impastato, il giovane ucciso con modi sordidi dalla mafia di Cinisi e fatto passare per suicidio. Felicia Bartolotta Impastato è morta nel 2004, essendo sopravvissuta alla tragica-fine del figlio, avendo denunciato la mafia della propria famiglia, avendo rischiato di essere uccisa ogni giorno. LEGGI TUTTO

Il nuovo record di visite e pagine viste


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La redazione di Città Nuove

Per il "Time" Barack Obama è l'uomo dell'anno

L'uomo dell'anno "Time" è lui: Barack Obama. Lo ha nominato il prestigioso magazine che al neoeletto presidente americano ha dedicato la copertina. L'immagine, creata dall'ex artista di strada Shephard Fairey, è diventata un simbolo della sua campagna elettorale

Mafia, dissequestrato il covo dove fu arrestato Provenzano, ridotte le pene ai gregari

I giudici hanno revocato la confisca e restituito al pastore Giovanni Marino il casolare di Montagna dei Cavalli, a Corleone, in cui l'11 aprile 2006 il vecchio padrino Bernardo Provenzano fu catturato dalla polizia. Marino, nei cui confronti la procura aveva appellato l'assoluzione dall'accusa di associazione mafiosa, dovrà comunque scontare cinque anni.
Carmelo Gariffo e Francesco Grizzaffi, nipoti rispettivamente di Provenzano e di Totò Riina, si sono visti ricalcolare le pene con la continuazione, che somma gli effetti di due sentenze emesse per fatti simili: il primo dovrà scontare 13 anni e 8 mesi, l'altro 13 anni. Giuseppe Lo Bue si è visto invece confermare i 10 anni, il padre Calogero ne ha avuti otto come Bernardo Riina.
I giudici della prima sezione della Corte d'appello, presieduta da Salvatore Scaduti, hanno assolto l'imprenditore Liborio Spatafora dall'accusa di associazione mafiosa e hanno confermato, ricalcolando però le pene, le condanne di coloro che curarono l'ultimo periodo di latitanza di Bernardo Provenzano.

Operazione Perseo. Convalidati tutti i fermi

Sono stati tutti convalidati i fermi delle 91 persone finite in manette nell'ambito dell'inchiesta 'Perseo', che ha azzerato i vertici della mafia palermitana. Nel pomeriggio i gip di Termini Imerese e Palermo hanno completato gli interrogatori. Per ultimi sono stati sentiti il boss Sandro Capizzi, reggente del mandamento di Villagrazia, e il suo guardaspalle Salvatore Freschi. Erano riusciti ad evitare le manette, ma sono stati fermati dalla polizia ieri pomeriggio nell'appartamento di una anziana donna, parente di un pregiudicato vicino ai Capizzi, a Bonagia, alla periferia di Palermo. Sia Capizzi che Freschi, come già aveva fatto la maggior parte degli indagati, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. I gip dovranno nelle prossime ore dovranno decidere sull'applicazione delle misure cautelari.

Valle del Belice. Dopo la protesta dei comuni interessati, il governo cancella le norme che impedivano la ricostruzione

GIBELLINA (TRAPANI) - Il Consiglio dei ministri oggi ha cancellato l'abrogazione delle norme fondamentali che regolano la ricostruzione nella Valle del Belice, colpita dal sisma nel 1968. Lo dice, "esprimendo soddisfazione", il coordinatore dei sindaci dei 21 Comuni, Vito Bonanno, primo cittadino di Gibellina."Se non ci fosse stato questo provvedimento dell'esecutivo - dice Bonanno - dal 22 dicembre sarebbero state cancellate le commissioni ex articolo 5 che, nei Comuni, hanno il compito di esaminare i progetti relativi alla ricostruzione abitativa".

Orlando: "Via da Confindustria anche chi fa affari strumentalizzando la politica"

"Chiediamo a Confindustria di allargare l'iniziativa coraggiosa presa in Sicilia contro quegli associati che colludono con la pratica del pizzo anche a quegli altri casi in cui gli imprenditori pagano tangenti e utilizzano strumentalmente i rapporti con la politica per fare affari". Lo afferma Leoluca Orlando, portavoce nazionale dell'Italia dei Valori. "Il libero mercato è pervertito in tutti e tre i casi: pizzo, tangenti e commistione di interessi - aggiunge - tra politica ed economia sono la nostra tara democratica ed economica. Credo che ogni protagonista della vita sociale debba fare la propria parte". "Come IdV siamo ostinati, purtroppo in solitudine, a pretendere che la politica - osserva - si doti di un ferreo codice etico, a Confindustria chiediamo se non sia il caso di proseguire ed estendere il cammino per la legalità, costringendo così la politica ad essere meno tentata di inquinare la libertà di impresa".

17 dicembre 2008
Preso pure il figlio del boss, Sandro Capizzi


Nella periferia di Palermo è stato fermato Sandro Capizzi, figlio del capomafia di Villagrazia, che era sfuggito alla cattura durante l'operazione Perseo. Nell'ambito della stessa inchiesta vi è una indagine che riguarda due deputati regionali, ai quali viene contestata l'accusa di voto di scambio
PALERMO - Gli agenti della Mobile di Palermo hanno fermato alla periferia del capoluogo siciliano il boss latitante Sandro Capizzi, figlio del capomafia di Villagrazia Benedetto, sfuggito alla cattura, ieri, durante il blitz dei carabinieri denominato 'Perseo'. Fermato anche un altro ricercato, Salvatore Freschi. Nell'inchiesta vi è una indagine che riguarda dei politici. I deputati regionali, Riccardo Savona (Udc) e Alessandro Aricò (Pdl), verranno interrogati dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo a gennaio perchè accusati di voto di scambio. L'indagine nei loro confronti scaturisce da intercettazioni ambientali da cui emerge che alcuni affiliati al mandamento mafioso di Porta Nuova gli avrebbero procurato voti durante la campagna elettorale per le elezioni regionali dello scorso aprile, in cambio di somme di denaro. A Savona e Aricò è già stato notificato l'avviso di garanzia in cui viene contestata l'accusa di scambio elettorale politico-mafioso, reato che viene applicato a chi ottiene la promessa di voti da persone affiliate alle cosche in cambio di somme di denaro. Ai due politici è stato nominato un difensore di ufficio.

mercoledì, dicembre 17, 2008

Mafia, dopo il maxi-blitz. Boss suicida in cella

PALERMO - Il presunto boss di Porta Nuova, Gaetano Lo Presti, 52 anni, arrestato nell'operazione Perseo si è suicidato ieri sera nel carcere palermitano di Pagliarelli. L'uomo racconta, come si legge nelle intercettazioni, molti retroscena che riguardano la creazione della nuova commissione di Cosa Nostra e inconsapevolmente rivela agli investigatori i nomi degli altri boss coinvolti e le strategie che stavano portando avanti. Il mafioso aveva vantato con altri boss di avere l'appoggio di Giuseppe Salvatore Riina - figlio del boss Totò - nella scelta che avrebbe dovuto fare per indicare il nuovo capo della Commissione provinciale di Cosa nostra. Il presunto capomafia di Porta Nuova, che si opponeva a Benedetto Capizzi, è stato però smentito da un altro boss, Nino Spera, anche lui fermato ieri mattina, sostenendo che il piccolo Riina, sottoposto a sorveglianza speciale a Corleone, "era fuori da tutto", e per volere della madre "non doveva impicciarsi". Proprio per mantenersi lontano dai guai, il rampollo del "capo dei capi", lo scorso mese aveva chiesto al tribunale di andare in provincia di Milano. È possibile che Lo Presti, una volta lette in cella tutte le intercettazioni contenute nel provvedimento che gli è stato notificato, abbia compreso di aver sbagliato con Totò Riina e la sua famiglia, decidendo così di togliersi la vita. La Procura della Repubblica di Palermo ha disposto l'autopsia sul corpo del boss.

Il video dell'Operazione Perseo

OPERAZIONE PERSEO

martedì, dicembre 16, 2008

La clamorosa rivelazione di Messineo su Provenzano:“Binnu era solo un consigliere”

di Roberto Puglisi
E' come quando ti cambiano all'improvviso la carta geografica e ti presentano le coordinate di un nuovo mondo. Un attimo prima la conoscenza ruotava intorno a perni ritenuti inattaccabili. Un attimo dopo la certezza è già diventata un castello di sabbia, in balia delle onde di una successiva scoperta.
Francesco Messineo, procuratore di Palermo, commentando l'operazione “Perseo”, dice una cosa destinata a cambiare il sentiero di molte interpretazioni mafiologiche. "Bernardo Provenzano – spiega il procuratore - all'interno di Cosa nostra, più che un capo era considerato un autorevole e importantissimo consigliere". Un momento, prego... LEGGI TUTTO

Ancora sul maxi-blitz contro Cosa Nostra

* L'elenco completo degli arrestati
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I nuovi capi dei mandamenti e delle famiglie
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Tutti gli affari dei nuovi boss di Cosa Nostra
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Il contributo decisivo di tre pentiti
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Riina jr emigrato per non avere responsabilità

RETROSCENA. Lo sfogo del boss intercettato: "Non ci sono più uomini d'onore"

PALERMO - «Non ci sono più gli uomini d’onore di una volta». Almeno è quello che pensano due storici boss di Cosa nostra, Giuseppe Scaduto, capo del mandamento di Bagheria, da sempre feudo di Provenzano, e Salvatore Adelfio. Il rimpianto «per la mafia d’un tempo» è l’argomento di una conversazione tra i due, intercettata dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta "Perseo". «Una volta avevano l’onore», dice Scaduto alludendo alla riservatezza degli affiliati del passato. Al dialogo si unisce il figlio di Adelfio, Giovanni, designato a guidare il mandamento di Villagrazia-Santa Maria del Gesù. I due padrini gli rammentano quanto sia importante il compito che lo aspetta. «La responsabilità vedi che è grossa», lo ammoniscono. Poi gli spiegano quali doti deve avere un capo, invitandolo, per non farsi "posare" (estromettere n.d.r.), a sentire sempre almeno «tre campane». «Tre, non due - lo ammonisce Scaduto - e solo dopo si prende una decisione». Salvatore Adelfio esorta inoltre il figlio a non cedere all’istinto violento. «Figlio mio - gli dice - tu ti devi imparare una cosa: vedi che ci vuole di più a salvarlo un cristiano che ad ammazzarlo».
La Stampa, 16/12/2008

Il nuovo corso della mafia di Corleone

Dalla carte dell’inchiesta viene fuori anche il nuovo corso mafioso di Corleone, dove il figlio di Totò Riina, Giuseppe Salvatore, scarcerato da alcuni mesi, sarebbe stato invitato a tenersi fuori e a "non uscire da casa", evidentemente per volere del padre intenzionato a non farlo rischiare oltre, visto che il primogenito ha già un ergastolo sulle spalle. Capo del mandamento di Corleone è Rosario Lo Bue: da lui il giovane Riina non si sarebbe neanche presentato al suo ritorno a Corleone dopo essere uscito dal carcere. Assume così una nuova luce la decisione del giovane di chiedere al tribunale di sorveglianza di potersi recare in Nord Italia dove avrebbe trovato lavoro. (A. Ziniti, la Repubblica)

Mafia, maxi blitz in Sicilia. "Volevano rifondare la Cupola". A Corleone arrestato Rosario Lo Bue

Novantaquattro fermi tra capi, reggenti e gregari. Ramificazioni anche in ToscanaGrasso: "Stavano creando una struttura per organizzare 'cose gravi'"
PALERMO - Dalle prime luci dell'alba i carabinieri del Comando provinciale di Palermo stanno eseguendo 94 fermi nei confronti di capimafia, reggenti di mandamenti e gregari di Cosa nostra, anche in alcune province della Toscana. Nella maxi operazione, che gli investigatori definiscono "storica", sono impegnati oltre 1200 carabinieri, elicotteri ed unità cinofile.

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1. ECCO CHI SONO I BOSS DELLA NUOVA "COSA NOSTRA"
2. TUTTI GLI AFFARI DEI NUOVI BOSS


martedì 15 dicembre 2008
Corleone. La Cisl ha eletto il nuovo direttivo. Salvaggio nuovo segretario con 69 voti

La CISL Funzione Pubblica Palermo, va al rinnovo della Segreteria Provinciale e Regionale.
A Corleone, nell’ambito sanitario del Presidio Ospedaliero “dei Bianchi” di Corleone e del Distretto Sanitario n. 5, conta ben 115 iscritti, che sono stati chiamati a votare per eleggere il direttivo aziendale e il segretario.
Primo eletto e quindi segretario è Biagio Salvaggio (69 voti). Gli altri componenti del direttivo sono: Lucia Briganti (61 voti), Stefano Rubino (31 voti), Nicola Puccio (30 voti), Totò Milazzo (30 voti) e Rosolino Ardore (28 voti). «Il risultato odierno, è la concretizzazione dell’impegno quotidiano nella salvaguardia dei diritti dell’Ammalato e dei Lavoratori del Settore Sanitario», dice Biagio Salvaggio.

lunedì, dicembre 15, 2008

Ecco il piano di rinascita democratica di Licio Gelli. Cosa vi suggerisce?

Il piano di rinascita democratica, addebitato a Licio Gelli, negli anni Ottanta fu oggetto di dibattito politico, alimentò scontri aspri, susciotò sospetti, diede alla massoneria piduista una immagine golpista. Il documento fu trovato e sequestrato nel 1982. È stato pubblicato negli atti della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia massonica P2. Di esso si sono perse le traccia. Nessuno se ne ricorda più, è diventato un reperto archeologico degli anni della tensione. Eppure la sua lettura ancora oggi appare di grande interesse. Può suggerire considerazioni, una lettura del passato diversa da quella degli anni Ottanta, e sopratutto una analisi politica del presente alla luce delle proposte elaborate dal Piano di rinascita.
Guardiamoci attorno, insomma e cerchiamo di capire che cosa sta succedendo. Il Piano di rinascita è un reperto archeologico o una fonte d'ispirazione per la politica dei nostri tempi? Cosa vi suggerisce? LEGGI UNA SINTESI DEL PIANO

MORO E’ CADUTO PER AVER TROPPO CAPITO E TROPPO OSATO

Dietro l’uccisione del giornalista de “L’Ora” Giovanni Spampinato, l’ombra di Cosa Nostra

Rapporto di Carlo Ruta su uno dei misteri più intricati della Sicilia. Il 20 dicembre 2008 in libreria
Sin dal febbraio 1972, quando venne ritrovato in una lontana contrada ragusana il cadavere di un noto palazzinaro, è stata una girandola di depistaggi, di mancati adempimenti, di silenzi irriducibili. Su tale uccisione Spampinato si trovò subito a investigare. E per tale suo impegno, nell’ottobre del medesimo anno venne ucciso. Gli esiti lungo i decenni sono stati emblematici. La morte del costruttore, rimasta insoluta sul piano giudiziario, viene evocata dalle cronache come un delitto misterioso, forse per rapina, forse per donne, forse per una controversia nel mondo dell’antiquariato. La morte del giornalista è stata raccontata nei tribunali come un delitto di provincia, compiuto dal figlio di un alto magistrato roso dal rancore. In realtà, come viene argomentato in questo rapporto di Carlo Ruta, i due delitti costituirono un affare complesso, che assunse un preciso rilievo nella vita siciliana, nel clima fosco e accidentato degli anni settanta. LEGGI TUTTO

L'Isola raccontata da 1.500 viaggiatori

Un censimento dei viaggiatori sbarcati in Sicilia dagli Arabi ai nostri giorni, che prende in esame non solo i classici protagonisti del Grand Tour coi loro diari ma anche una montagna di appunti, lettere private, ricordi letterari: impresa ambiziosa e mai prima tentata che ha richiesto sette anni di lavoro. 'Il grande viaggio in Sicilia' di Salvo Di Matteo, in quattro volumi, è appena arrivato in libreria in quattro volumi . Uno strumento di lavoro per studiosi che fra le sue pagine trovano ogni possibile indicazione bibliografica, ma anche occasione unica per il lettore curioso che - quasi fosse sul pontile della Storia - può accogliere ogni visitatore e seguirlo nelle sue peregrinazioni. LEGGI TUTTO

Palermo tra l'800 e il 900: una città con bambini senza sorrisi

Palermo, via Roma. La strada del futuro che chiuse un'epoca

La Sicilia e “Gli Stati Generali del Documentario”

Numerosi i registi, attori e critici intervenuti a Palermo per presentare i loro documentari, molti dei quali ambientati in Sicilia. Cinque giorni di film, incontri e dibattiti sulla documentaristica italiana svoltisi all’interno della nuova sala proiezioni dei rinati Cantieri Culturali della Zisa, che a breve dovranno ospitare il Centro Sperimentale di Cinematografia siciliano. Nella speciale occasione sono state presentate le prime nazionali : “Sicilia” di John Turturro e Roman Paska; “L’isola in me: in viaggio con Vincenzo Consolo” di Ludovica Tortora De Falco; “In viaggio con i pupi” di Marco Bertozzi” ,”Settembre ’43 (dalle Officine Ducrot alla Scuola di Cinema)” di Luigi Valente, “Il Cavaliere Sole” di Pasquale Scimeca. Il regista Vittorio De Seta, ha inoltre presentato assieme allo scrittore Vittorio Consolo, il suo “Il mondo perduto : i cortometraggi di Vittorio De Seta 1954-1959” (servizio a cura di Salvo Sbacchis)
[15 dicembre 2008]

domenica, dicembre 14, 2008

Auguri al corleonese Leo Criscione, vincitore del Premio Internazionale di Sicilianità "Pigna d'Argento" 2008

Grazie per i tantissimi segni di simpatia e di stima, che avete voluto indirizzarmi in occasione della vincita di questo premio. Premio che ho voluto pubblicamente dedicare ai più di 5 milioni di Siciliani nel Mondo, che umiliazione dopo umiliazione, amarezza dopo amarezza, delusione dopo delusione, sacrifici dopo sacrifici, abbiamo tenuto alto, ognuno nel nostro piccolo, l’altro lato della medaglia Sicilia.
Cordialmente
Leoluca Criscione

Dr. Leoluca Criscione, Ricercatore bio-medico
Vincitore Premio Internazionale di Sicilianità
Pigna d’Argento per la Scienza 2008
Palermo, Teatro Politeama, 30.11.2008

L’aula consiliare di Cinisi è stata intitolata a Peppino Impastato

di Roberto Conigliaro
CINISI - La nuova aula consiliare del Comune di Cinisi è stata intitolata a Peppino Impastato. L’iniziativa, impensabile fino a pochi anni fa, è partita dal sindaco, Salvatore Palazzolo e, giusto per fugare ogni dubbio, non è stata condivisa da molti. Lo stesso Sindaco ha parlato di “rigurgiti mafiosi” che ancora persistono a Cinisi, nonostante la volontà politica dell’amministrazione sia quella di far cambiare il paese. Un paese che è stato fortemente penalizzato dalla mafia, fin dalla realizzazione dell’aeroporto e dell’autostrada costruiti, perché la mafia li ha pretesi così, con una conformazione che cozza contro tutte le logiche urbanistiche. L’aeroporto con un accesso diretto e incontrollato al mare e separato dal paese, e l’autostrada allungata di parecchi chilometri per salvare dall’esproprio pezzi di terreno di proprietà degli “amici degli amici”. Funziona così, lo abbiamo sempre saputo. Alla cerimonia hanno partecipato il Presidente della Provincia, Giovanni Avanti, Giovanni Impastato, fratello di Peppino, i consiglieri comunali e gli alunni dell’Istituto Comprensivo, “G.Meli”, che formano il consiglio comunale giovanile. C’era anche Francesco Musotto, attuale deputato regionale dell’ Mpa. (...) Qualcuno dei “compagni” commenta amaro che Peppino, in una giornata come questa, si sarebbe fatto una gran risata. E’ vero, ma è vero che Peppino ci ha lasciato tante lezioni e tra le tante quella che la mafia si nutre di una forte simbologia per guadagnarsi il consenso sociale, senza il quale sarebbe ascritta come semplice organizzazione criminale. Il fatto che l’aula consiliare sia stata intitolata a lui contro il comune sentire della stragrande maggioranza dell’opinione pubblica cinisense è un simbolo contro la mafia che ancora a Cinisi, come ricordava Giovanni Impastato, è presente visto che la latitanza dell’ultimo grande bosscatturato recentemente era coperta da persone insospettabili di Cinisi. Del resto la mafia ha voluto la morte di Peppino perché nutriva simboli contro di essa. Peppino non era custode di segreti vitali per la mafia, non era unmagistrato, né un poliziotto. Peppino sapeva parlare ed era pericoloso per questo, come Don Puglisi a Brancaccio.
13 dicembre 2008

Palermo. Si ribellano al pizzo, un fermo

Due imprenditori palermitani hanno denunciato alla polizia il loro taglieggiatore, il pregiudicato Gioacchino Morisca. Il questore Marangoni: "Mi auguro che Palermo diventare sempre più laboratorio di sinergie vincenti tra società civile ed istituzioni"
PALERMO - Due imprenditori palermitani hanno deciso di non cedere alle richieste del racket e si sono rivolti alla polizia denunciando il loro taglieggiatore. L'ennesimo caso di ribellione alle estorsioni, che ha portato al fermo di un pregiudicato di 64 anni, Gioacchino Morisca, ritenuto dagli inquirenti vicino alle famiglie mafiose di Tommaso Natale e San Lorenzo. Gli agenti della sezione criminalità organizzata della Mobile, che hanno eseguito il provvedimento di fermo della Procura, hanno contestato a Morisca il reato di tentata estorsione continuata, aggravata dall'avere favorito Cosa nostra. Gli imprenditori erano stati minacciati e invitati a "mettersi a posto" con il pagamento del pizzo. Dalle parole, poi, l'estortore era passato ai fatti, bloccando con colla attak la serratura dell'azienda di una delle vittime. I due non si sono scoraggiati ed hanno fornito agli agenti la descrizione di Morisca, specificando che l'uomo portava un parrucchino, particolare poi risultato utile per l'individuazione. "Mi auguro che Palermo - ha commentato il questore Alessandro Marangoni - possa diventare sempre più laboratorio di sinergie vincenti tra società civile ed istituzioni sul fronte del contrasto alla mafia". "L'incessante azione delle forze dell'ordine e il perseverante lavoro nel territorio condotto da "Addiopizzo" e "Libero futuro", con il fattivo sostegno della Fai – dicono le due associazioni antiracket - hanno creato una rete di soggetti in grado di offrire le competenze, le tutele e lo schermo necessari affinchè un operatore economico possa denunciare in sicurezza. "Libero futuro", "Addiopizzo" e Fai (Federazione associazione antiracket italiana) rinnovano il loro impegno in difesa degli imprenditori palermitani: "Liberarsi dal racket è possibile, insieme".
14/12/2008

Un suggerimento di Beppe Grippo: "Filmate il Consiglio comunale e mettetelo online"

Beppe Grillo al Palasport di Catania strapieno per il suo "Delirio": "Tutti i miliardi dei fondi europei destinati alla Sicilia finiscono nelle mani della mafia. Se volete fare qualcosa, controllate i politici da vicino, non possono impedirvelo". Poi la proposta: "Armatevi di videocamera e presentatevi alle sedute del Consiglio comunale: non possono impedirvi di riprenderle e metterle on line, è un vostro diritto. E davanti a voi vedrete che i politici si comporteranno in modo ben diverso". Un buon consiglio anche per Corleone, dato che la giunta Iannazzo e il presidente del consiglio Mario Lanza non vogliono saperne di pubblicizzare le sedute consiliari...

Rocco Ranieri: "Grazie papà, il tuo coraggio fermato soltanto da una mano vigliacca"

Toccante dedica, sulle pagine di alcuni quotidiani, del figlio di Luigi Ranieri, l'imprenditore edile assassinato a Palermo il 15 dicembre del 1988. Un ringraziamento pubblico per esaltare le doti umane e morali del padre
PALERMO - "Grazie papà: dedicato ad un uomo che ha vissuto col coraggio delle proprie azioni, fermato solo da una mano vigliacca, di qualcuno che, se avesse lottato ad armi pari, avrebbe senz'altro perso".Il figlio Rocco con un annuncio a pagamento pubblicato su alcuni quotidiani ricorda così il padre Luigi Ranieri, imprenditore edile, titolare dell'impresa "Sageco", assassinato vent'anni fa, il 15 dicembre 1988, a Palermo. Per questo delitto è stato condannato all'ergastolo Totò Riina. Ranieri fu ucciso in un agguato davanti alla sua villa perché, hanno ricostruito i magistrati "non voleva assoggettarsi al sistema degli appalti" controllato da Cosa Nostra. La resistenza di Ranieri alle pressioni mafiose è stata confermata da vari pentiti tra cui Salvatore Cancemi, Giovanni Battista Ferrante, Leonardo Messina e Balduccio Di Maggio. Cancemi ha riferito che Riina, contrariato per le scelte dell'imprenditore, sbottò: "Dobbiamo rompergli le corna"."Desidero esprimere pubblicamente la mia gratitudine nei suoi confronti - si legge ancora nell'annuncio pubblicato dal figlio - perché nella sua breve, ma intensa, vita è riuscito a donarmi dei valori preziosi ed un affetto che solo oggi comprendo sino in fondo e va oltre l'immaginabile".
14/12/2008

sabato, dicembre 13, 2008

Forza impunità

di Paolo Biondani e Marco Damilano
Modificare la Costituzione. Limitare i poteri dei pm. Aumentare il controllo sul Csm. Regolare le intercettazioni. Così Berlusconi vuole chiudere la partita con la giustizia e l'informazione
Accomodati sulle poltroncine bianche hanno dialogato per due ore alla luce del sole, come amano dire, anzi dei riflettori: quelli di 'Porta a Porta'. Da una parte, il ministro della Giustizia del governo Berlusconi, Angelino Alfano il giovane, sicuro che lo scontro tra i giudici di Salerno e quelli di Catanzaro abbia gettato "un'onta di scarsa credibilità sulla magistratura", rendendo "inevitabile" la riforma della giustizia. Dall'altra parte, l'ex presidente della Camera Luciano Violante, d'accordo con il ministro: "I poteri dei pm sono eccessivi, vanno riportati nella norma". Violante non ha nessun incarico formale nel partito di Walter Veltroni, non compare neppure tra i 120 nomi della direzione. Eppure sulla giustizia è lui a dare la linea nel Pd. È lui l'interlocutore invocato dall'avvocato Niccolò Ghedini, l'uomo chiave del Pdl, per una riforma della Costituzione da votare insieme con l'opposizione per chiudere definitivamente i conti con magistratura e informazione, i contropoteri in uno Stato democratico. LEGGI TUTTO

Ronde modello Sicilia

di Marco Guzzetti
Una ventina di comitati già attivi. Formati da militari e poliziotti in congedo. E guidati dal generale Pappalardo. Così si avvia il progetto di esercito regionale
Vogliamo diventare gli occhi e le orecchie delle forze dell'ordine, in quelle comunità dove più forte è il radicamento della criminalità organizzata... Non è una puntata della fiction sul comandante Ultimo, né una storia di mafia e infiltrati alla Donnie Brasco. Sono le parole di un importante generale dei carabinieri, Antonio Pappalardo: l'ex presidente del Cocer che con i suoi proclami dominò il confronto istituzionale con il governo D'Alema, ha lasciato il servizio attivo ma non la passione per le idee rivoluzionarie. Adesso è impegnato in un altro progetto, non meno inquietante: dare alla Regione Sicilia l'autonomia nel settore della sicurezza. Un 'Piano Siculo' che lo vede alla guida di una rete di ex uomini delle forze dell'ordine nel tentativo di consegnare pieni poteri in materia al governatore Raffaele Lombardo. LEGGI TUTTO

Sicilia. Blitz a sorpresa: l'assessore alla Sanità Massimo Russo mette paura agli ospedali

Visita a sorpresa dell'assessore regionale alla Sanità in due nosocomi di Palermo: "Ho trovato situazioni di cattiva gestione dal punto di vista organizzativo". E assicura: "E' la prima di una lunga serie, il giro continuerà in tutta la Sicilia".
PALERMO - "Non è stato un blitz ma una visita costruttiva e propositiva, la prima di una lunga serie, per dialogare con i cittadini ai quali bisogna dare risposte immediate e concrete". L'assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, stamattina ha effettuato una visita effettuata al pronto soccorso dell'ospedale Civico e dell'ospedale dei Bambini di Palermo. LEGGI TUTTO

Leonardo Sciascia collezionista di ritratti

di Tano Gullo
I volti e le maschere degli amici di Sciascia

Ogni volto è un mistero difficilmente decifrabile; perché ogni uomo, per dirla con Mallarmé, «è ignoto a se stesso». Figuriamoci agli altri. «E - aggiunge Leonardo Sciascia - lo scrittore è, tra gli uomini, il più ignoto a se stesso». È questa la molla che ha spinto l´autore di Racalmuto a collezionare ritratti di scrittori, freneticamente cercati rovistando nelle bancarelle di anticaglie in tutta Europa. Portarli a casa per poi scrutare ogni segno alla ricerca di indizi rivelatori. guardi, malinconie, rughe, posture, oggetti visibili sullo sfondo, che dicessero qualcosa di più delle parole profuse nelle opere. Scrutati da Sciascia per rintracciare brandelli di volti sopra le maschere o schegge di maschere sopra i volti. Il vero e il falso. LEGGI TUTTO

Gianfranco Miccichè bacchetta il ministro dell'Economia Giulio Tremonti

Da Messina, il sottosegretario attacca il ministro dell'Economia: "Esiste anche il Sud, invece per lui c'è solo la Lega".
MESSINA - "Non credo che Giulio Tremonti sia un amico del Sud, anzi per lui esiste solo la Lombardia. Secondo me gli danno fastidio pure i toscani...". Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianfranco Miccichè, si lancia in un duro attacco nei confronti del ministro dell'Economia, cui contesta l'eccessiva attenzione nei confronti della Lega."Ho il dubbio - dice Miccichè, intervenendo al Corso di formazione politica organizzato dall'associazione Trenta e dal gruppo dell'Udc al Senato - che il meccanismo dell'alternanza politica in Italia funzioni così bene per merito dei vari ministri dell'Economia che si sono succeduti a Via XX Settembre negli ultimi governi, tanto dei Centrodestra quanto di Centrosinistra. Il primo premier che metterà all'Economia un politico probabilmente governerà quarant'anni". LEGGI TUTTO

Antonello Cracolici (Pd): "Il governo Lombardo è già lacero dopo appena sei mesi"

“La regola è stata confermata: di fronte alle scelte importanti il governo Lombardo decide di non decidere, e rinvia tutto”. Lo dice Antonello Cracolici, presidente del gruppo PD all’Ars, a proposito della decisione della giunta regionale di varare l’esercizio provvisorio.
“Siamo di fronte ad una scelta pesante, che si vorrebbe far passare come ‘provvedimento di ordinaria amministrazione’, che in realtà non è. Innanzitutto – aggiunge – perché questa è la prima finanziaria della legislatura, quella che dovrebbe dettare la linea e fare da ‘apripista’: e invece al primo esame il governo rinvia, si nasconde per paura di non farcela. In secondo luogo perché questa finanziaria deve contenere scelte coraggiose, ad iniziare dai tagli in quei settori che hanno rappresentato il cuore della politica clientelare di questi anni. E invece – conclude Cracolici –ci troviamo di fronte ad un esercizio provvisorio che oltre a gettare la Sicilia in una condizione di incertezza, resa ancor più grave dal contesto generale di crisi che nel quale ci troviamo, conferma che il governo è già lacero dopo appena sei mesi di vita, e che proprio non ce la fa ad andare avanti”.

Acque Potabili Siciliane rassicura: "In provincia di Palermo dimuisce il costo dell'acqua"

PALERMO - Acque potabili siciliane, "al fine di evitare ingiustificate preoccupazioni da parte dei propri clienti, ribadisce che, rispetto alle precedenti gestioni pubbliche, il canone fisso annuo scenderà da 59 a 28 euro e che le famiglie disagiate e a basso reddito e i clienti con consumi esigui o pari a zero (fasce che costituiscono un'ampia quota della popolazione), pagheranno di meno". Lo rende noto, in un comunicato, l'azienda."Nel corso della conferenza stampa organizzata ieri presso la Provincia regionale di Palermo, - si legge nella nota - è stato ampiamente chiarito che la tariffa media di 1,15 euro a metro cubo per usi domestici è frutto della somma di tutte le tariffe applicate nei singoli Comuni relative a tutte le fasce e ai consumi medi di tutti gli 82 Comuni registrati dalle precedenti gestioni"."Cosa ben diversa - conclude - è l'applicazione della nuova tariffa alle singole fasce, che cambia in base ai consumi effettuati, per cui l'effetto sulle fatture è assolutamente inferiore. Da qui l'immediata conseguenza per le fasce più deboli della clientela, che ne trarranno notevole beneficio".

venerdì, dicembre 12, 2008

Città Nuove. Venerdì 12 dicembre record di visite (724) e di pagine viste (1.282)

Un grazie di cuore a tutti i nostri visitatori, per l'affetto e il sostegno a questo nostro/vostro piccolo giornale on-line.
La Redazione di Città Nuove

Sciacca. Nel nome di Miraglia: Parole e colori in libertà contro la mafia.

Incontro a Sciacca tra giornalisti, artisti e studenti
Parole e colori in libertà contro la cultura mafiosa. Ha riscosso grande successo l’interessante iniziativa “Giornalisti e artisti contro la mafia” tenutasi oggi a Sciacca.
All’incontro, organizzato dalla Fondazione Accursio Miraglia con la collaborazione di Valeria Ciaccio, hanno partecipato studenti, insegnanti, forze dell’ordine.
Sono intervenuti Pino Maniaci, direttore di TeleJato, Gero Tedesco e Michele Ruvolo della redazione di Fuoririga, Dino Paternostro, direttore di cittanuove-corleone.it, il sindaco di Sciacca Mario Turturici, il preside dell’Istituto professionale “Friscia”, Salvatore Barbera e il presidente dell’associazione “L’Altra Sciacca”, Pietro Mistretta. Ha moderato i lavori Nico Miraglia, figlio del sindacalista Accursio Miraglia ucciso dalla mafia il 4 gennaio del 1947.
A margine dell’incontro sono stati premiati gli artisti che hanno partecipato al concorso di pittura estemporanea “Colori in libertà contro la mafia”, promosso nel giugno scorso dai ragazzi di Generazione Democratica. Il primo premio è stato assegnato a Nicola Puleo, il secondo posto è andato a Ennio Salomone e il terzo posto a Laura Pampanini.
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Da ComuniC@lo, venerdì 12 dicembre 2008

I lavoratori Cgil in piazza: "Alte adesioni nell'Isola"

Sono circa 25 mila, secondo le stime della Cgil, le persone scese in piazza a Palermo per lo sciopero generale; 70 mila la cifra complessiva dei partecipanti ai cortei che si sono svolti nelle nove province dell'isola. "Una partecipazione massiccia nonostante le avverse condizioni meteo in molte città", rilevano alla Cgil regionale. Questo il dettaglio diffuso dalla Cgil: oltre ai 25 mila di Palermo, 15 mila a Catania; 3 mila a Messina, dove il maltempo non ha consentito l'arrivo dei lavoratori dalla provincia; 4 mila a Siracusa; 3 mila a Caltanissetta; 2 mila a Trapani, 700 ad Enna, dove nevicava; 3.000 a Ragusa e oltre un migliaio ad Agrigento, dove la manifestazione è stata al chiuso e non in piazza come inizialmente previsto a causa del maltempo. Tutti i comizi che si sono svolti in Sicilia in occasione dello sciopero generale della Cgil sono stati preceduti da un minuto di silenzio per ricordare i morti sul lavoro. LEGGI TUTTO

L´intervista. Parla Gustavo Zagrebelsky: "È un piano per controllare la giustizia"

di GIUSEPPE D´AVANZO
Se i magistrati vengono sottomessi al governo, la funzione giudiziaria si trasforma in uno strumento di lotta politica. Ecco perché siamo in una triste situazione. Non c´è vincitore di elezioni, capo-popolo, o colonnello in sud America che non annunci un suo progetto costituzionale. Se la giustizia è controllata dalla politica, la funzione giudiziaria diventa strumento di lotta politica. E´ stato un errore non adeguare la Costituzione al nuovo sistema bipolare. Ora chi vince può cambiarla da solo. Spero che nella maggioranza qualcuno responsabile si renda conto che sono in gioco le garanzie, i diritti ed i principi. LEGGI TUTTO

giovedì, dicembre 11, 2008

Accursio Miraglia, assassinato dalla mafia nel 1947: «Meglio morire in piedi, che vivere in ginocchio»

Hanno inizio oggi a Sciacca una serie di manifestazioni per ricordare Accursio Miraglia, segretario della Camera del lavoro, assassinato dalla mafia il 4 gennaio 1947, organizzate dalla fondazione omonima. All'iniziativa di oggi parteciperanno Dino Paternostro, segretario della Camera del lavoro di Corleone, Rosario Crocetta, sindaco di Gela, Pino Maniaci, direttore di Telejato, ed altri ospiti. Ecco le parole dell'ultimo comizio tenuto a Sciacca da Miraglia: «La forza dell’uomo civile è la legge, la forza del bruto e del mafioso è la violenza fisica e morale. Noi, malgrado quello che si sente dire di alcuni magistrati, abbiamo ancora fiducia nella sola legge degli uomini civili, che alla fine trionfa nello spirito dell’uomo che è capace di sentirne il “bene”. Temiamo, invece la violenza perché offende la nostra maniera di vedere e concepire le cose. Lungi dalla perfezione e dall’infallibilità, siamo però in buona fede, e non cerchiamo altro che la possibilità di ripresa della nostra gente e in altre parole di dare il nostro piccolo contributo all’emancipazione e alla dignità dell’uomo. È solo questo il filo conduttore che ci ispira e ci porta nel rischio. Non è colpa nostra se qualcuno non lo arriva a capire: non arrivi a capire, cioè, che ci sia, ogni tanto, qualcuno disposto anche a morire per gli altri, per la verità per la giustizia. Attento però a questo qualcuno che da sprovveduto e morto non diventi un simbolo molto ma molto più grande e pericoloso». Parole profetiche, che non dobbiamo dimenticare...

Scuola, dietrofront del ministro Gelmini e del Governo: solo dal 2010 la riforma

Berlusconi non ha potuto fregarsene, come aveva detto più volte, della voce della piazza. Così, dall'incontro con i sindacati a Palazzo Chigi è arrivato un parziale dietro front del governo: slitta al primo settembre 2010 l'applicazione della riforma Gelmini del secondo ciclo, inizialmente prevista per settembre dell'anno prossimo. E per la scuola elementare il maestro unico, trasformato in «prevalente», sarà attivato solo su richiesta della famiglia.
SCUOLA & GIOVANI.
Il verbale della riunione sindacati-governo

Berlusconi bocciato dalla stampa Ue, "è un arruffapopolo egoista"

Il quotidiano francese "La Tribune" ha affidato a una giuria di 12 giornalisti europei di 9 diversi Paesi la scelta del "miglior dirigente Ue". Il premier italiano si è classificato ultimo, surclassando in peggio tutti gli altri capi di Stato dei 27 paesi dell'Unione: lo supera anche il premier ceco Mirek Topolanek. Sarkozy al primo posto, a seguire Gordon Brown e Angela Merkel.

Gravissimo. La Questura di Palermo ha respinto l'istanza di revoca dell'avviso orale al dirigente della Cgil siciliana Pietro Milazzo

«Appare incomprensibile l’ostinazione con cui la Questura di Palermo continua a mostrare il volto feroce dello Stato ad un dirigente sindacale che si batte per i diritti delle persone, in particolare per il diritto alla casa dei cittadini dei quartieri popolari di Palermo», dice Dino Paternostro, segretario della Camera del lavoro di Corleone.

Alla vigilia dello sciopero generale del 12 dicembre, il Questore di Palermo ha notificato a Pietro Milazzo, dirigente della Cgil siciliana e animatore della lotta per la casa a Palermo, il rigetto dell’istanza con la quale aveva chiesto la revoca dell’avviso orale, che potrebbe preludere al deferimento al tribunale per la comminazione delle misure di prevenzione.
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mercoledì, dicembre 10, 2008

Università di Palermo. Siragusa e Russo (Pd): "Stupefatti dalla denuncia della Questura contro gli studenti"

"Ci lascia stupefatti l’iniziativa della questura di Palermo che ha denunciato sei studenti universitari di Palermo per avere promosso alcune manifestazioni non autorizzate, notificando ammende fino a 10mile euro”. Lo hanno detto i deputati palermitani del Pd, Alessandra Siragusa e Antonino Russo, commentano la notizia dei sei studenti universitari denunciati dalla questura.
"Riteniamo - continuano i deputati - che le proteste dei giovani universitari contro i tagli del governo all'università non meritino questo trattamento. Chiederemo un incontro al questore per discutere della vicenda e per sollecitare il ritiro dei provvedimenti".

Trapani. Il business dei resort “Residence Xiare”

TRAPANI - Le imprese e gli affari illegali dei boss trapanesi emergono da un'inchiesta della polizia di Stato e della Guardia di Finanza di Trapani che hanno eseguito nove ordini di custodia cautelare.Il provvedimento è del gip del Tribunale di Palermo, Antonella Consiglio, che ha anche ordinato il sequestro di otto società il cui valore ammonta a complessivi 30 milioni di euro. L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto di Palermo, Roberto Scarpinato, e dai sostituti Paolo Guido e Andrea Tarondo, mette in evidenza gli affari delle cosche mafiose trapanesi e i loro collegamenti con la politica. Le intercettazioni rivelano come dal carcere i mafiosi riuscivano a inviare all'esterno ordini e direttive per pilotare appalti pubblici o contattare politici.Gli indagati sono accusati a vario titolo di trasferimento fraudolento di valori, per avere pianificato l'attribuzione fittizia, a diversi imprenditori prestanome, della titolarità delle quote di numerose società per eludere le disposizioni di legge sulle misure di prevenzione, e di tentata truffa aggravata per il conseguimento di finanziamenti pubblici. Tutti aggravati dall'avere avvantaggiato la mafia. LEGGI TUTTO

L'Anm: "Il decreto-legge sulle intercettazioni renderà impossibili le indagini sulla mafia"

ROMA - L'Associazione Nazionale Magistrati mette in guardia su quella che a suo avviso è la principale conseguenza negativa della riforma delle intercettazioni messa a punto dal governo. Secondo il segretario dell'Anm Giuseppe Cascini, di fatto sarà sempre più difficile indagare sulla mafia. "Formalmente le indagini sulla criminalità organizzata si possono fare - spiega Cascini, in un'audizione alla commissione Giustizia della Camera - ma poi nella pratica questo si rivelerebbe impossibile visto che con il provvedimento del governo diventeranno intercettabili solo reati con condanne superiori ai 10 anni". E questo significa che "l'indispensabile strumento delle intercettazioni" non potrà essere usato per tutta una serie di reati compiuti normalmente dai mafiosi come, ad esempio, la turbativa d'asta, l'estorsione ecc. ecc.". "A meno che - prosegue Cascini - non si voglia sostenere che la mafia sia solo narcotraffico e omicidio". "Con questo ddl, poi - sottolinea l'esponente dell'Anm - sarà impossibile intercettare i detenuti mafiosi quando telefonano in carcere o durante i colloqui con i familiari".

Lavoratori Omnia. Berretta e Russo (Pd): "La risposta del Governo lascia di stucco!"

"Lascia di stucco la risposta del sottosegretario al Lavoro Pasquale Viespoli alla nostra interrogazione sui lavoratori della Omnia, prossimi al licenziamento per mancanza di commesse da parte della Wind che però, allo stesso tempo, procede alle assunzioni di 500 unità in Lombardia". Lo dicono i deputati nazionali del Pd siciliano Giuseppe Berretta e Tonino Russo "Tra l´altro - sottolineano i deputati - non bisogna dimenticare che la società di telecomunicazioni ha incassato ingenti risorse pubbliche dal precedente Governo per l´assunzione e la stabilizzazione dei cento lavoratori. Francamente sentir dire che il Ministero del Lavoro non è stato investito della vicenda dalle parti sociali suona come una scusa: in ogni caso non gli si può concedere un alibi. .Quindi, adesso che apprendiamo una disponibilità da parte del Ministero, almeno per quanto riguarda le proprie competenze, ci auguriamo che quanto prima ci sia una responsabilità comune sulla vicenda e soprattutto che i cento lavoratori possano mantenere il proprio posto di lavoro".
Palermo, 10 dicembre 2008

Venerdì 12 dicembre lo sciopero della Cgil con le bandiere listate a lutto per i morti sul lavoro

Il sindacato prevede la partecipazione di almeno un milione di persone. Manifestazioni in 108 piazze, un minuto di silenzio per le stragi sul lavoro
ROMA - Almeno un milione di persone in 108 piazze italiane: è la stima della Cgil per lo sciopero generale che si svolgerà venerdì prossimo. Nel corso di una conferenza stampa, il segretario organizzativo Enrico Panini ha riferito che le bandiere della confederazione saranno listate a lutto, e sarà osservato un minuto di silenzio per ricordare le "stragi sul lavoro". Panini ha sottolineato che con lo sciopero generale la Cgil "rivendica una terapia d'urto contro la crisi" e vuole anche esprimere una "netta critica ai provvedimenti messi in campo dal governo con un numero limitato di risorse per poche persone". La protesta si articolerà a livello regionale e provinciale con 108 manifestazioni, cinque delle quali regionali: in Emilia Romagna, col leader Guglielmo Epifani che concluderà il comizio di Bologna; e poi in Sardegna, Molise, Puglia e Marche. LEGGI TUTTO

Sergio D'Antoni (Partito Democratico): "Stupisce che l'Mpa condivida lo sciopero della Cgil"

Per il governatore della Sicilia e leader del Mpa, Raffaele Lombardo, alcuni punti della piattaforma elaborata dalla Cgil per lo sciopero di venerdì "sono condivisibili", ma il giudizio espresso ieri e ribadito oggi scuote il Pd. "Rimaniamo sbigottiti - commenta il responsabile per il Mezzogiorno del Pd, Sergio D'Antoni - Lombardo con il massimo del candore appoggia lo sciopero generale indetto dalla Cgil contro i provvedimenti adottati dal governo Berlusconi per fronteggiare la crisi". "Delle due l'una - aggiunge D'Antoni - o Lombardo ne trae le dovute conseguenze e si decide a uscire da uno schieramento che evidentemente non lo rappresenta più, oppure siamo di fronte all'ennesima presa in giro che il governatore compie ai danni dei siciliani, giocando ignobilmente su due tavoli distinti". "Da parte nostra - conclude D'Antoni - confermiamo il giudizio negativo su uno sciopero destinato a spaccare il mondo del lavoro. Mai come oggi è necessaria l'unità".
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Più che stupire la condivisione da parte del Mpa dello sciopero generale indetto dalla Cgil, a noi stupisce lo stupore dell'on. Sergio D'Antoni. E, più ancora, stupisce la sua non condivisione dello sciopero indetto dalla Cgil. Forse D'Antoni preferisce le cene "segrete" a Palazzo Grazioli del suo amico Raffaele Bonanni (Cisl) con il presidente Berlusconi? (d.p.)

martedì, dicembre 09, 2008

Il 10 dicembre 1948 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottava la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo

Il 10 dicembre 1948, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. Dopo questa solenne deliberazione, l'Assemblea delle Nazioni Unite diede istruzioni al Segretario Generale di provvedere a diffondere ampiamente la Dichiarazione e, a tal fine, di pubblicarne e distribuire il testo non solo nelle cinque lingue ufficiali dell'Organizzazione internazionale, ma anche in quante altre lingue fosse possibile usando ogni mezzo a sua disposizione. Il testo ufficiale della Dichiarazione è disponibile nelle lingue ufficiali delle Nazioni Unite, cioè cinese, francese, inglese, russo e spagnolo. Il testo qui pubblicato è identico a quello approvato dal Governo Italiano. LEGGI IL TESTO INTEGRALE, SCARICALO E CONSERVALO

Il giudice Roberto Scarpinato: «Certi centri commerciali sono lavatrici di denaro sporco»

GIORGIO PETTA
L'interesse dei boss nei confronti di distribuzione alimentare e centri commerciali perché si tratta di «straordinarie lavatrici di denaro sporco».

Palermo. È come il gioco degli specchi. L'immagine sembra vicina e invece è riprodotta e rinviata all'infinito da uno specchio all'altro. Inafferrabile anche se perfettamente rifratta e quindi riconoscibile. Cosa Nostra è così. Moderna e antica al contempo; innovatrice e tradizionale; vitale e moribonda; schematica e irrazionale; organizzata e anarchica. Un ossimoro. O forse un'Araba fenice, capace di morire e rinascere dalle proprie ceneri. Sempre in condizioni di ritessere le fila del proprio potere adeguandosi alla realtà – politica, economica, sociale – circostante in continua evoluzione, ma senza mai perdere di vista l'obiettivo primario dell'arricchimento. LEGGI TUTTO

lunedì, dicembre 08, 2008

Corleone. Vi raccontiamo come la lotta al "carovita" rimase solo solo sulla carta...

CORLEONE - Con delibera n. 315 dello scorso 6 novembre, la giunta Iannazzo ha molto pomposamente adottato “iniziative per la lotta al carovita” a Corleone. In che cosa consistono queste misure è presto detto: l’amministrazione comunale ha chiesto ai commercianti di offrire dei “panieri” a prezzi “calmierati” ai consumatori. Come dire: aria fritta. Infatti, come diversi commercianti hanno avuto modo di dire all’assessore Renato Di Miceli e al sindaco, se un’azienda commerciale può fare sconti per promuovere i prodotti, li fa senza bisogno che glielo dica il Comune. Ma c’è un tempo per gli sconti, un tempo per le promozioni e un tempo per le fiere. Tutti regolati dalla legge e tutti violati dalla giunta con la delibera n. 315/08, i cui effetti nella lotta al carovita sono stati pari allo zero. Davvero bravi questi amministratori! E dire che tante famiglie corleonesi si trovano davvero in difficoltà ed avrebbero bisogno di prezzi dei generi di prima necessità davvero calmierati. Ma non basta un pezzo di carta chiamato delibera per ottenere effetti concreti, ma serietà, professionalità, umiltà e capacità di ascoltare le organizzazioni professionali. Tutte doti che questo sindaco e questi assessori non hanno nemmeno a Natale!
FOTO. la "nuova-vecchia" giunta comunale

Berlusconi: condanne, indagini. E lezioni di moralità

di Natalia Lombardo
Dal pulpito di una scaletta pieghevole nel centro di Pescara sabato Silvio Berlusconi ha dichiarato che «all’interno del Pd c’è assolutamente una questione morale». Da quale pulpito, è il caso di dire, data la lunga strada disseminata di procedimenti nei quali era ed è stato imputato, dai quali è uscito indenne in vari casi grazie alle leggi ad personam istituite nei suoi governi, fino al congelamento dei processi in corso grazie al Lodo Alfano per le quattro più alte cariche dello Stato. LEGGI TUTTO

domenica, dicembre 07, 2008

Corleone, 28°Rally Conca d’Oro. S'impone la Mitsubishi Lancer dei veneti Pesavento-De Col

Seconda vittoria sugli sterrati siciliani. Hanno preceduto le vetture gemelle del toscano Pierangioli e dei siciliani Mogavero e Vintaloro.
Corleone (Palermo), 7 dicembre 2008 – La coppia veneta Pesavento-De Col, su Mitsubishi Lancer Evo 9 si è aggiudicata grazie ai 7 successi nelle 12 prove speciali disputate sugli sterrati del corleonese la 28° edizione del Rally Conca d’Oro-Trofeo Franco Vintaloro, unica gara su questo tipo di fondo di tutto il centro-sud. Il rallista di Asiago si è così imposto per la seconda volta a Corleone dopo la vittoria del 2006, quando la gara era valida per il Trofeo Rally Terra,campionato da lui chiuso in seconda posizione quest’anno.
FOTO. La Mitsubishi Lancer Evo 9 della coppia veneta Pesavento-De Col
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