domenica, luglio 01, 2012

A CORLEONE, NEL PALERMITANO. Il consigliere aggredito: "Me la sono vista brutta"


Gaetano Lupo (nella foto) è stato aggredito da tre persone la settimana scorsa. Intervistato da Live Sicilia, racconta l'accaduto: "Sono stato insultato e picchiato, devo molto ad alcuni amici che mi hanno sottratto dalle grinfie dei miei aggressori". Per lui prognosi di 8 giorni.
Dopo tanta paura, la convalescenza. Gaetano Lupo, consigliere comunale a Corleone aggredito martedì da un altro consigliere, Giuseppe Nicosia, insieme al padre Luigi e al fratello Franco, sabato è stato dimesso dall’ospedale e adesso si trova a casa circondato dall’affetto dei tanti parenti e amici che gli hanno manifestato sin da subito vicinanza e solidarietà.

La vittima, intervistata da Live Sicilia, ritorna sull’episodio: “Fortunatamente le mie condizioni di salute migliorano, seppur lentamente. Me la sono cavata con una prognosi di 8 giorni, ma poteva andare molto peggio. Martedì mi apprestavo ad entrare in Consiglio Comunale – spiega Lupo – quando Luigi Nicosia mi ha chiamato in disparte per uno scambio di battute che ben presto si è trasformato in un attacco verbale ricco di offese ripetute. Ho cercato immediatamente di troncare la discussione, tuttavia nel momento in cui stavo per allontanarmi sono stato colpito dal figlio Franco con un pugno in faccia. Dopo essere caduto per terra, l’uomo ha continuato a colpirmi senza sosta. Poi è stato il turno dell’altro fratello, Giuseppe, che ha scagliato nei miei riguardi un calcio all’altezza del fegato. Devo molto alla prontezza di un paio di amici che mi hanno sottratto dalle grinfie dei miei aggressori, evitando il peggio e permettendomi di essere qui a raccontare l’accaduto”.
Lupo, inoltre, conferma che l’ira della famiglia Nicosia sarebbe stata scatenata da alcune incomprensioni legate alle attività economiche delle persone coinvolte: “Gestisco una casa di cura e quando qualcuno dei nostri ospiti passa a miglior vita ci sono delle imprese funebri, tra cui quella gestita dalla famiglia Nicosia, che si occupano dei funerali. Io non mi interesso di questi aspetti, penso esclusivamente all’assistenza degli ammalati. Probabilmente i miei aggressori, alla ricerca di un monopolio che in un libero mercato non può esistere, hanno ritenuto che avessi delle responsabilità in merito e, dopo avermi minacciato in passato, hanno deciso di punirmi platealmente”.
Il consigliere comunale, nel corso dell’intervista a LiveSicilia, ha confermato che la vicenda avrà delle ripercussioni sul piano legale: “Sono stato dimesso due giorni fa dall’ospedale e devo ancora incontrarmi con il mio avvocato per fare il punto della situazione. Sarà lui ad indicarmi la strada da seguire. Ho 90 giorni di tempo per adire le vie legali, sicuramente tutelerò la mia persona perché quanto accaduto non deve rimanere impunito”.
Lupo, infine, lancia un messaggio anche ai suoi aggressori: “Non sono una persona remissiva, né la debolezza è una caratteristica che mi appartiene. Tuttavia da cattolico credo molto nel perdono: non escludo che, con il passare del tempo, possa anche concederlo. D’altro canto, però, la giustizia deve fare il suo corso. Oltre che fisicamente – spiega a LiveSicilia – quest’episodio mi ha segnato parecchio sul piano morale. Credo fermamente nel dialogo, chi decide di sostituire le parole con la violenza non può rientrare nella cerchia di persone che intendo frequentare”.

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