mercoledì, aprile 06, 2022

La biografia. Pci, donne e antimafia: la vita di Simona Mafai

Simona Mafai

di 
Eleonora Lombardo
Si presenta all’Istituto Gramsci il libro a più mani sulla senatrice che ha attraversato 70 anni di lotte. “ Uno spaccato di storia siciliana”.  Le battaglie a Messina con le gelsominaie, il gruppo del digiuno dopo le stragi e “ Mezzocielo”. Una storia di militanza
Le lotte degli anni Cinquanta nel Messinese con le raccoglitrici di nocciole e le gelsominaie di Milazzo, l’organizzazione delle ricamatrici di Santa Caterina Villermosa e dei paesi circonvicini, i movimenti femminili per la democrazia in Sicilia, le donne del digiuno, l’esperienza trentennale di Mezzocielo fino agli ultimi anni della sua vita quando organizzò un gruppo di donne con l’iniziativa “Prendiamo la parola”. E ancora, la militanza, la passione politica, ma anche la naturale autorevolezza e una caparbia fiducia nel cambiamento: la figura di Simona Mafai riassume con la sua lunga vita le più importanti battaglie politiche degli ultimi settanta anni di storia italiana e soprattutto siciliana.

È questo il ritratto che viene fuori dalla biografia collettiva “Simona Mafai. Una vita per la politica” il volume a cura di Giovanna Fiume e Piera Fallucca, appena pubblicato dall’Istituto Poligrafico Europeo e che sarà presentato oggi alle 16,30 all’Istituto Gramsci (ai Cantieri culturali alla Zisa) e per il quale interverranno Ida Fazio, Chiara Natoli e Bianca Stancanelli.

Più di una biografia, un insieme di interventi delle persone che l’hanno conosciuta direttamente e che la raccontano in un’appassionata mediazione tra il ricordo personale e la precisione storica. Tra gli autori, oltre le curatrici, la figlia Raffella De Pasquale e la nipote, Sara Scalia, e poi Massimo Accolla, Rosalba Bellomare, Angela Bottari, Giovanni Burgio, Michele Figurelli, Marina Marconi Causi, Salvatore Nicosia, Giuseppe Oddo, Egle Palazzolo, Salvatore Pantano, Manoela Patti, Silvana Polizzi, Loredana Rosa, Elio Sanfilippo, Umberto Santino, Enza Sgrò e Carlo Verri.

«Questo libro è stato voluto per celebrare Simona come persona e amica - racconta Fiume ma soprattutto come una donna che ha attraversato settanta anni di storia politica, italiana e soprattutto palermitana, fino all’ultimo giorno vigile interprete delle trasformazioni che avvenivano nella società siciliana e nazionale in generale. Riassume in sé uno spaccato di storia della Sicilia». Simona Mafai, seconda delle tre figlie di due artisti, il pittore Mario Mafai e la pittrice e scultrice di origini lituane Antonietta Raphaël, nasce a Roma e inizia giovanissima la militanza nel Pci. Arriva in Sicilia, a Messina, solo dopo avere sposato Pancrazio De Pasquale. A Messina nascono le sue due figlie, Raffaella e Sabina, e iniziano le sue battaglie al fianco delle donne. Alla fine degli anni Sessanta si traferisce definitivamente a Palermo dove diventa il centro di riferimento per numerose compagne. Dal 1976 al ’79 è senatrice per il Pci, mentre nel 1980 viene eletta consigliera al Comune di Palermo dove, come capogruppo, ha l’obiettivo di far diventare l’opposizione comunista al Comune un punto di riferimento chiaro nella lotta contro la mafia.

Dall’inizio degli anni Novanta, soprattutto dopo le stragi, il suo impegno diventa quasi esclusivamente quello di aiutare le donne a ottenere una maggiore rappresentanza politica. Nel 1991, insieme a Letizia Battaglia, e con un gruppo vivace ed eterogeneo di altre figure importanti della vita della città, come Rosanna Pirajno, Rosalba Bellomare e Giuliana Saladino, fonda la rivista “Mezzocielo” per la quale ha lavorato fino al suo ultimo giorno di vita.

Fallucca ricorda come la Mafai stessa avesse detto «mi hanno riacchiappato le donne» , sottolineando come da femminista atipica e critica, il suo intento quasi esclusivo fosse diventato sostenere e valorizzare le donne.

«Mezzocielo non è un coro univoco, eppure è Simona a imporre, sì imporre, un con-senso», scrive la Fallucca. «In quelle riunioni di redazione, in quelle discussioni nelle quali ci si ascoltava/scontrava, in quella stanza biblioteca- salotto piena di fumo (le sacrosante battaglie eco-salutiste contro le sigarette di Rosanna Pirajno!) procedevano i lavori in corso della città delle donne».

«Abbiamo voluto incrociare ricordi personali e fonti storiche di diversa provenienza, dalla documentazione del Senato a quella del Partito comunista e poi una ricchissima pubblicistica - dice Fiume - Moltissimo di questo materiale è conservato nell’archivio dell’Istituto Gramsci, a ribadire la ricchezza di questo archivio al quale incresciosamente in questo momento non viene riconosciuto il servizio pubblico svolto». Tra gli interventi contenuti nel libro, quelli scritti dalla figlia e dalla nipote riportano gli aspetti intimi, la tenerezza, i sentimenti che aiutano a rafforzare quella naturale empatia verso le donne, possibilmente già maturata all’interno del nucleo familiare caratterizzato da figure femminili importanti, come la madre, e nel rapporto solidale e collaborativo con le sorelle, la giornalista Miriam e la scenografa Giulia.

«Simona rappresenta la passione per il fare che cambia le cose, anche con fiducia e ottimismo, un ottimismo controllato dalla conoscenza e dalla volontà - aggiunge ancora Fiume - abbiamo raccontato le battaglie di una militante comunista, ma anche lo slancio empatico verso le donne che le hanno fatto avanzare critiche molto aspre al suo partito che considerava le donne come “terreno di caccia elettorale”, in maniera opportunistica e strumentale». È del 1976 il testo “Le siciliane” nel quale Simona Mafai analizza la sotto-rappresentanza femminile nei luoghi della decisione politica e individua la responsabilità nella lentezza dei partiti a cambiare, troppo impegnati a controllare le porte d’accesso ai luoghi delle istituzioni. Conclude Fiume: «È frustrante dopo quasi 50 anni pensare di essere nello stesso punto».

La Repubblica Palermo, 6 aprile 2022

1 commento:

Unknown ha detto...

DUE PAROLE: GARNDE DONNA!!! Leoluca Criscione , emigrato corleonese in Svizzera!