venerdì 15 luglio 2016

Corleone, i consiglieri del Pd hanno formalizzato le loro dimissioni in polemica con l'immobilismo del comune

La prima pagina della lettera di dimissioni
Come annunciato dopo la manifestazione nazionale del P.D. dello scorso 9 luglio, questa mattina i consiglieri comunali Dino Paternostro, Totò Schillaci, Benedetto Gambino e Pio Siragusa hanno consegnato le loro dimissioni all’ufficio protocollo del comune. “La nostra non è una resa, ma un estremo grido d’allarme sulle drammatiche condizioni in cui si trova la città di Corleone”, hanno dichiarato gli ex consiglieri comunali.
Ecco il testo della lettera di dimissioni:
Al Presidente del consiglio comunale di Corleone
S  E  D  E
OGGETTO: Dimissioni dei consiglieri comunali Placido Paternostro, Salvatore Schillaci, Benedetto Gambino e Pio Siragusa.
I consiglieri Comunali del Pd prendono atto che ormai da tempo la città di Corleone non  è più amministrata e s  i trova allo sbando, mentre le tasse sono al  massimo, l’economia è paralizzata, i servizi essenziali come l’acqua vengono a mancare, l’ordinaria manutenzione delle strade, ormai piene di buche, non viene garantita, la raccolta dei rifiuti continua da oltre 15 mesi con il sistema dell'emergenza che lascia le strade sporche e non garantisce la raccolta differenziata, con la conseguenza che il comune dovrà pagare una maxi-multa che aumenterà ancora di più le bollette per i cittadini.

La seconda pagina della lettera
Possiamo dire che Corleone "é al buio", in senso metaforico per le troppe cose che non vanno, ma anche nel senso concreto del termine. Infatti, dal 17 al 21 giugno il complesso Sant'Agostino (dove sono ubicati servizi importanti come l’urbanistica e gli sportelli del catasto e della Serit) è rimasto senza energia elettrica, perché l'Enel ne aveva sospeso la fornitura a causa del mancato pagamento delle bollette comunali per un ammontare record di circa 250 mila euro, provocando seri disagi ai cittadini del nostro comune e dei comuni del circondario. E, a quanto pare, per lo stesso motivo, anche altri edifici comunali avranno interrotta la corrente elettrica.
A causa di “errori“ e di omissioni dell’Amministrazione comunale, Corleone ormai è nell’occhio del ciclone ed é ripiombata indietro di decenni, a quando era famosa in tutto il mondo solo per fatti di mafia. Sembrava che, dopo tanti anni di lotta e di impegno civile da parte delle forze politiche e sociali e di tanti cittadini democratici, questo triste passato fosse ormai alle nostre spalle, invece siamo nuovamente al punto di partenza. Anzi, peggio, perché per la prima volta nella storia della nostra città il ministero degli interni ha inviato degli ispettori per verificare il pericolo di eventuali infiltrazioni mafiose. L'accesso ministeriale si è concluso lo scorso 19 Aprile e adesso si aspetta l’esito, col timore che il comune di Corleone, per la prima volta nella sua storia, possa essere sciolto per mafia. 
Come se non bastasse, in questi ultimi giorni abbiamo assistito al “teatrino“ del presunto  “inchino",  che sembra essere stato costruito ad arte per distogliere l’attenzione dell'opinione pubblica dai problemi reali della città e per gettare ancora di più discredito sulla nostra comunità. Non possiamo certo essere noi a stabilire come siano andati realmente i fatti e non possiamo certo essere noi a scoprire se c’è o non c’è mafia all’interno del comune di Corleone. Saranno le forze dell’ordine, la magistratura e gli ispettori ministeriali, ai quali ci affidiamo con fiducia e ai quali chiediamo di fare presto e bene il loro dovere, a fare piena luce su quanto accade a Corleone. 
Ovviamente ci dissociamo totalmente dal comportamento e dagli atti prodotti dal Sindaco su tante questioni: dalla mancata costituzione di parte civile nel processo "Grande Passo“, alla mancata presa di possesso di alcuni beni sequestrati e confiscati ad esponenti mafiosi locali, fino ad arrivare alle dichiarazioni assurde fatte in merito al presunto inchino, alle delibere per querelare alcuni giornali accusati di avere diffamato la città, salvo poi  provvedere alla revoca della stesse.
Il Sindaco avrebbe fatto bene a prendere esempio da Sua Eccellenza il Vescovo di Monreale, Mons. Michele Pennisi, che ha detto: "«" di fronte al fenomeno mafioso le parole ed i gesti della Chiesa devono essere chiari, anzi chiarissimi».  Il primo cittadino, invece, ha creato solo confusione e sospetti, esponendo ancora di più Corleone a forti critiche.  
Tutto questo ci porta a dire che è giunta l’ora di mettere fine alla nostra presenza all’interno del consiglio comunale. Ormai non ci sono più le condizioni minime per affrontare i problemi quotidiani della città e tanto meno programmare il futuro. 
Per questi motivi, i consiglieri comunali Placido Paternostro, Salvatore Schillaci, Benedetto Gambino e Pio Siragusa, consapevoli che le vicende di Corleone hanno un'indubbia rilevanza nazionale e non possono essere considerati come mere questioni locali, dopo l’importante manifestazione pubblica svoltasi sabato 9 luglio nella sala consiliare della nostra città, d'intesa con la direzione provinciale, regionale e nazionale del P.D., rassegnano le proprie dimissioni dalle cariche di consiglieri del Comune di Corleone.
Auspicano che questo stesso loro gesto venga assunto da altre forze politiche ed in particolare dal Sindaco e da tutti coloro che ancora lo sostengono, perché si possa portare Corleone fuori dalla grave crisi nella quale attualmente si trova, ridando la parola ai cittadini, che saranno sicuramente in grado di eleggere una nuova e più adeguata classe dirigente.
Corleone lì  15 luglio 2016
                                                                                        I consiglieri comunali del PD 
                                                                                              Placido Paternostro
                                                                                              Salvatore Schillaci
                                                                                              Benedetto Gambino
                                                                                              Pio Siragusa

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