Barra video

Loading...

giovedì 20 luglio 2017

Andrea Gattuso è il nuovo segretario di Nidil Cgil Palermo

Andrea Gattuso
“Migliorare le condizioni di lavoro dei collaboratori precari”.
 E' stato eletto ieri dall'assemblea generale di Nidil Cgil Palermo, la categoria che si occupa dei lavoratori atipici, il nuovo segretario generale. E' Andrea Gattuso, 32 anni, fino al 2011 componente dell'esecutivo nazionale dell'Udu, ex responsabile delle politiche giovanili di Cgil Scilia e operatore dell'Inca. Prende il posto di Laura Di Martino, della Filcams Cgil. “Tante sono le vertenze aperte che siamo affrontando, da quella del centinaio di collaboratori del call center Marketing management, agli ex Lsu cococo Ata, ai circa duemila somministrati palermitani che lavorano presso le agenzie per il lavoro – dichiara Andrea Gattuso – Vogliamo migliorare la platea dei lavoratori atipici, che continuano a operare in situazioni difficili: salari bassi, discontinuità lavorativa, condizioni di mancato rispetto dei diritti basilari. Un altro obiettivo è rappresentare il mondo delle partite Iva, sempre più diffuse nella sanità, nei servizi e nel pubblico impiego”. “E ancora – aggiunge Gattuso - intendiamo lavorare in sempre più stretta sinergia con le categorie e la confederazione, e col sistema delle tutele individuali”. 

"Veloce" Pa-Ag, ritardi di un anno per il tratto Bolognetta-Lercara

Palermo-Agrigento: l'opera, nel tratto Bolognetta-Lercara, è già in ritardo di quasi un anno. Al tavolo con i sindacati, la Regione e Anas si impegnano a proseguire l'opera aumentando la produttività. “Non ci sono i motivi per licenziare il personale”.
Palermo-Agrigento: l'opera di ammodernamento stradale in corso sulla Bolognetta-Lercara doveva essere consegnata a ottobre 2017. Il completamento slitta di un anno, a fine 2018. Ma ci sono i margini per recuperare il ritardo, aumentando la produttività, al momento al di sotto dei livelli standard, e per mantenere al lavoro i 110 operai impegnati. E' quanto è emerso nel corso alla riunione con i sindacati di Feneal, Filca Fillea che si è svolta oggi all'assessorato Infrastrutture sullo stato dei lavori sulla Palermo-Agrigento, alla presenza dell'assessore Luigi Bosco, del direttore generale Bellomo, e dei vertici Anas.

La strage di via D'Amelio: agende smarrite, falsi pentiti, ma nessuno paga!

DINO PATERNOSTRO
Osservando i misteri d'Italia (l’ultimo in ordine cronologico, il mistero dell'agenda rossa di Borsellino, incredibilmente volatilizzatasi), non abbiamo molti motivi per fidarci di alcuni pezzi dello Stato. Per esempio, aver "costruito" un falso pentito come Scarantino è la firma sui depistaggi di Stato. Ma non paga mai nessuno. Tutti sempre assolti. Come si può?!?! Oggi tutti dicono come anche allora Scarantino non fosse assolutamente credibile per mille ragioni, che oggi vengono tutte meticolosamente elencate. Ma perchè NESSUNO allora ebbe il coraggio e lo scatto d'orgoglio di dire: FERMI! BASTA! Nessuno ebbe questo coraggio e questa dignità. Per anni, per tanti anni, per troppi anni. E se il pentito Spatuzza non si fosse auto-accusato, ancora oggi avremmo in piedi "la verità" di Scarantino. Ecco perchè non condivido assolutamente le parole "minimaliste" del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che parla di "gravi errori". Non vi furono solo "gravi errori" allora, ma complicità e depistaggi da parte di "pezzi" dello Stato, che invece avrebbero dovuto scoprire la verità e dare giustizia agli italiani. Ma nessuno paga per questo. Nessuno, nessuno. Tutti sempre assolti. Per insufficienza di prove o per non aver commesso il fatto. Non pagano le forze dell'ordine che hanno indagato/depistato, non pagano i magistrati che hanno indagato/depistato. Alla faccia di tutta l'ansia di verità e di giustizia degli italiani onesti! (d.p.)

Paolo Borsellino: "I giorni di Giuda" (video)

Paolo Borsellino: "I giorni di Giuda" (testo)

Paolo Borsellino
di PAOLO BORSELLINO
Nel giorno del venticinquennale della strage di via d'Amelio pubblichiamo il video integrale* e il testo dell'ultimo intervento pubblico di Paolo Borsellino. Con questo commosso e polemico discorso, pronunciato a Palermo il 25 giugno 1992 nel corso di una manifestazione promossa da MicroMega, Borsellino rivelò a tutti il clima di diffidenza e di isolamento che di fatto condannò a morte Giovanni Falcone.
Io sono venuto questa sera soprattutto per ascoltare. Purtroppo ragioni di lavoro mi hanno costretto ad arrivare in ritardo e forse mi costringeranno ad allontanarmi prima che questa riunione finisca. Sono venuto soprattutto per ascoltare perché ritengo che mai come in questo momento sia necessario che io ricordi a me stesso e ricordi a voi che sono un magistrato. E poiché sono un magistrato devo essere anche cosciente che il mio primo dovere non è quello di utilizzare le mie opinioni e le mie conoscenze partecipando a convegni e dibattiti ma quello di utilizzare le mie opinioni e le mie conoscenze nel mio lavoro. In questo momento inoltre, oltre che magistrato, io sono testimone.

mercoledì 19 luglio 2017

Sequestro dei beni al boss Riina: notizie dal brindisino dove risiedono la figlia e il genero

Soldi di Riina anche nel Brindisino: sequestrati beni intestati al genero

San Pancrazio Salentino: Sigilli al tesoretto di Totò Riina




Mafia, Totò Riina resta al 41 bis. Alla moglie: "Non mi pento, mi posso fare pure tremila anni"

Il boss mafioso Totò Riina resta in carcere
Il tribunale di sorveglianza di Bologna dice no alla scarcerazione: "Tutelato il suo diritto alla salute. Può ancora intervenire nelle logiche di Cosa Nostra". Il dialogo tra il boss e la moglie in carcere. L'avvocato: "Faremo ricorso"
BOLOGNA - Il tribunale di sorveglianza di Bologna ha rigettato la richiesta di differimento pena o, in subordine, di detenzione domiciliare presentata dai legali del boss Totò Riina. I giudici hanno riunito due procedimenti, decidendoli insieme. Riina quindi resta detenuto al 41bis nel reparto riservato ai carcerati dell'ospedale di Parma. Alla richiesta dei legali, motivata da ragioni di salute del boss, si è opposto il pg di Bologna Ignazio De Francisci.

"IO NON MI PENTO". 
"Io non mi pento...a me non mi piegheranno" e "Io non voglio chiedere niente a nessuno ... mi posso fare anche 3000 anni no 30 anni", ha detto Riina alla moglie Antonietta Bagarella in un colloquio video-registrato avvenuto lo scorso 27 febbraio. Le parole del dialogo, "nel contesto di uno scambio di frasi su istanze da proporre", scrivono i giudici, sono nell'ordinanza con cui la Sorveglianza ha rigettato l'istanza del boss di Cosa Nostra. Per i giudici è "degno di nota" il fatto che Riina asserisca che "non si piegherà e non si pentirà mai". E "altrettanto significativo" è un passaggio durante il quale i coniugi "giungono ad affermare che i collaboratori di giustizia vengono pagati per dire il falso".

Mafia, scoperta una cosca di insospettabili. 34 arresti, smantellato il clan di Brancaccio

di SALVO PALAZZOLO
Palermo, blitz di polizia e guardia di finanza. Il clan era retto da un boss scarcerato, Pietro Tagliavia. Racket a tappeto in città, nessun commerciante ha denunciato. Il questore Cortese: "Un segnale preoccupante". Riciclaggio attraverso un maxi giro di fatture false nel nord Italia. Tra gli arrestati anche il fratello del cooperante Lo Porto, rapito da Al Qaeda in Pakistan e ucciso in un attacco di droni Usa
19 luglio 2017. L’alba più bella sul golfo di Palermo è quella che vedi da Brancaccio, diceva sorridente don Pino Puglisi. Sarà. Ma è ancora notte sulla città. Una notte buia. E questa grande periferia fa paura. Strade deserte e auto della polizia che sfrecciano a velocità. Rumore di porte che sbattono e uomini che corrono. Non c’è pace per la terra del piccolo parroco martire della mafia dal 1993. Nella terra del beato Puglisi c’era la nuova testa dell’acqua di Cosa nostra, la testa di una piovra ancora insidiosa, perché è riuscita a reclutare insospettabili in tutti gli ambiti della città. Nel blitz di stanotte contro 34 persone, coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi, la sezione Criminalità organizzata della squadra mobile ha arrestato per associazione mafiosa anche il fratello di Giovanni Lo Porto, l’operatore umanitario rapito da Al Qaeda nel 2012, in Pakistan, e ucciso tre anni fa da un drone americano nel corso di un'operazione antiterrorismo.

Il sen. Giuseppe Lumia: "Il sequestro dei beni di Riina è un successo dello Stato!"

Il boss mafioso Totò Riina
GIUSEPPE LUMIA
Il sequestro della villa, dei terreni e dei conti correnti di Riina è un ottimo colpo. Il boss è straricco. La sua ricchezza trasuda di violenza e di sopraffazione a danno dei cittadini e dei nostri stupendi territori. Droga, estorsioni, controllo degli appalti, truffe alle risorse dello Stato e dell’Unione europea hanno determinato un patrimonio immenso, in buona parte tutto da scoprire. Il sequestro e la confisca sono la migliore risposta anche nei confronti della sua famiglia che si è cullata nell'oro del boss, non prendendone mai le distanze, ma ricoprendo sempre un ruolo deleterio, come risulta chiaro a tutti dalle prese di posizione pubbliche e dallo stesso libro del figlio Salvo.
Hanno fatto bene i giudici della sorveglianza ad impedire l'ennesimo tentativo del capo di cosa nostra di aggirare la legge ed il 41bis. Riina può essere curato al meglio in carcere! Anche la Commissione Parlamentare Antimafia era arrivata alle stesse conclusioni.
Non bisogna sottovalutare il nipote, Giovanni Grizzaffi, il tanto acclamato messia, oggi di nuovo libero per fine pena. Su di lui bisogna puntare tutte le attenzioni e sono certo che lo Stato gli impedirà di rilanciare l'organizzazione Cosa nostra del corleonese, dopo le tante sconfitte subite, e di condizionare il cammino di crescita che il territorio, tra mille difficoltà, ha comunque conosciuto e portato avanti.
L'esperienza dei terreni del Santuario di Tagliavia, della curia di Monreale, in mano al boss Di Marco, sempre facenti parte del giro del capo di Cosa nostra, ci impone una seria riflessione sugli errori fatti e sul cammino di legalità e sviluppo da compiere. Bisogna evitare che si possa consentire ai boss mafiosi, sotto mentite spoglie, di gestire dei terreni che potevano essere invece consegnati ad esperienze sociali come quella a sostegno dei poveri di Biagio Conte. 

Facciamo in modo che le loro idee camminino sulle nostre gambe!

Cgil, uno striscione con le immagini di Falcone e Borsellino, e i nomi dei poliziotti delle scorte, appeso ai balconi della sede di via Meli e nelle altre dieci sedi delle Camere del Lavoro di Palermo e provincia, per i 25 anni dalle due stragi
 Palermo 19 luglio 2017 – Uno striscione con l'immagine di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, nel ricordo del venticinquennale delle stragi di mafia, 1992-2017, da oggi, anniversario della strage di via D'Amelio, è stato esposto ai balconi della Cgil di Palermo e delle altre dieci sedi delle Camere del Lavoro di Palermo e provincia, Brancaccio e Zen, e Bagheria, Termini Imerese, Cefalù, Corleone, Partinico, Petralia Sottana, Carini, Misilmeri. Nell'immagine, che riporta la frase “Le loro idee camminano sulle nostre gambe”, la Cgil Palermo ricorda il sacrificio di chi ha perso la vita nella lotta alla mafia e dedica lo striscione ai tre magistrati Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e Francesca Morvillo e agli otto poliziotti delle due scorte, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Rocco Dicillo, Vincenzo Fabio Li Muli, Emanuela Loi, Antonio Montinaro Vito Schifani e Claudio Traina.

19 luglio 1992 - 19 luglio 2017: ricordiamo la strage di via D'Amelio con questa sconvolgente intervista di Fiammetta Borsellino

CI SEMBRA QUESTO OGGI IL MODO MIGLIORE, PIU' SERIO, PIU' CORRETTO DI RICORDARE PAOLO BORSELLINO, AGOSTINO CATALANO, CLAUDIO TRAINA, VINCENZO LI MULI, WALTER COSINA, EMANUELA LOI. IL RESTO SUONEREBBE RETORICO... (dp)
A 25 anni dal 19 luglio 1992, Fiammetta Borsellino, la figlia minore del magistrato Paolo Borsellino, parla in esclusiva ai microfoni di Fanpage.it in un'intervista a Sandro Ruotolo e ripercorre i 'buchi neri' e le 'lacune' delle indagini dei processi sulla strage di via D'Amelio. I depistaggi, le tante domande che non hanno ancora avuto risposta, il mistero dell'agenda rossa, i falsi pentiti che hanno inquinato la ricerca della verità: "Vogliamo la verità, non una qualsiasi verità. Forse i collaboratori dovrebbero emergere da altri ambiti".

In corso in queste ore il sequestro di beni nei confronti del capo di Cosa nostra Totò Riina


I sequestri localizzati prevalentemente nelle province di Palermo e Trapani (3 società, una villa, 38 rapporti bancari e numerosi terreni). Il provvedimento si estenderà alle province di Lecce e Brindisi, ove sono stati localizzati i beni aziendali formalmente intestati ad Antonino Ciavarello, genero di Riina. Sottoposto ad amministrazione giudiziaria anche l’azienda agricola del Santuario Maria Santissima del Rosario di Tagliavia (Corleone).
Dalle prime ore odierne i Carabinieri del R.O.S. coadiuvati da quelli del Comando Provinciale di Palermo e Trapani, stanno dando esecuzione ad un Decreto di Sequestro beni emesso dal Tribunale – sezione misure di prevenzione -  di Palermo su proposta della Procura della Repubblica di Palermo nei confronti del capo di cosa nostra, Salvatore RIINA, e del suo nucleo familiare per un valore complessivo di circa 1,5 milioni di euro. Le indagini patrimoniali condotte dal ROS costituiscono il completamento della più generale attività di contrasto condotta dai Carabinieri nei confronti del potente mandamento mafioso di Corleone, uscito depotenziato negli ultimi 5 anni dagli esiti delle indagini Patria, All Stars e Grande Passo, ed ha consentito di individuare e colpire il patrimonio occulto riconducibile a Salvatore RIINA, alla moglie Ninetta BAGARELLA e ai figli, Giuseppe Salvatore, Maria Concetta e Lucia.

martedì 18 luglio 2017

Corleone, riunione dei sindaci del consorzio "Sviluppo e Legalità" nell'immobile confiscato al boss Lo Bue

I sindaci del Consorzio "Sviluppo e Legalità" davanti all'immobile
confiscato al boss mafioso di Corleone Rosario Lo Bue
Nel pomeriggio di venerdì 14 luglio, la Commissione Straordinaria del comune di Corleone ha partecipato alla prima riunione dei nuovi Sindaci nell’Assemblea dei Soci del Consorzio "Sviluppo e Legalità", unitamente ai Sindaci dei Comuni di Camporeale, Corleone, Monreale, Piana degli Albanesi, Roccamena, San Cipirello e San Giuseppe Jato. Era presente anche il Direttore del Consorzio, avv. Lucio Guarino. Significativamente, la riunione, si è svolta presso l’immobile confiscato al boss mafioso Rosario Lo Bue, di cui recentemente il Comune di Corleone è entrato in possesso. Il bene confiscato sarà utilizzato in parte come sede del Consorzio stesso e in parte come uffici comunali. 

Corleone, cittadinanza onoraria ai giovani dei campi di lavoro antimafia

I volontari dei campi di lavoro hanno ricevuto gli attestati di cittadinanza
onoraria del Comune di Corleone da parte della Commissione straordinaria 
La Commissione Straordinaria, giovedì scorso, ha incontrato i giovani volontari che hanno partecipato ai campi di lavoro nelle terre confiscate alla mafia, organizzati dalla cooperativa Lavoro e non solo, conferendo ai 25 ragazzi provenienti dalla Toscana e dalla Lombardia un attestato di cittadinanza onoraria per l’importante valenza delle attività svolte a sostegno della diffusione della cultura basata sui principi di legalità e di partecipazione.

Corleone, la Commissione straordinaria diffida la ditta Co.Ge.Si. a pagare i salari arretrati ai lavoratori

Alla fine dello scorso anno la Commissione straordinaria del comune di Corleone aveva affidato alla ditta Co.Ge.Si. di San Giuseppe Jato il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. A distanza di tanti mesi, denuncia il comune di Corleone - "la ditta affidataria del servizio di igiene ambientale non ha corrisposto totalmente le spettanze retributive e contributive a favore degli operai", per cui, "anche su sollecitazione delle organizzazioni sindacali di categoria", "sono state impartite direttive al Responsabile del III Settore – Ufficio tecnico  di inoltrare una diffida alla Ditta Co.Ge.Si  per effettuare la liquidazione di quanto dovuto al suddetto personale entro quindici giorni dal ricevimento della predetta diffida". "In mancanza della quale - precisa la Commissione straordinaria - il Comune provvederà direttamente al pagamento a favore dei lavoratori, a termini di quanto disposto dal vigente  Codice dei Contratti Pubblici".

lunedì 17 luglio 2017

Giulio Cavalli (Left): "Il senatore Giarrusso e la solidarietà che si fa solo con i propri sodali"

Il senatore Mario Michele Giarrusso
GIULIO CAVALLI
«Quel senatore è pericoloso». A parlare non è uno qualunque ma Giuseppe, uno dei fratelli Graviano, boss di Cosa Nostra in Sicilia, in carcere al 41bis. La notizia è stata data dal settimanale siciliano S e il senatore di cui parla Graviano è Mario Michele Giarrusso, senatore del Movimento 5 Stelle che da anni si occupa di criminalità organizzata e che in commissione giustizia ha dato battaglia (tra le altre cose) per l’inasprimento delle pene del 416bis, sulla scrittura dell’articolo 416ter (sul voto di scambio politico mafioso) e altro. Un boss storico di Cosa Nostra, insomma, dimostra, mentre è intercettato nella sua cella, di conoscere bene i meccanismi parlamentari e individua con nome e cognome il presunto “responsabile”. Per Giarrusso questa è una medaglia da appuntarsi sul petto, senza dubbio: dispiacere ai mafiosi è sempre un bel merito, soprattutto in questo tempo di amici degli amici che si mimetizzano perfettamente.

Il sen. Giarrusso (M5S): Ecco cosa pensa il boss Graviano del mio lavoro"

Il Mensile siciliano "S", ha pubblicato degli stralci delle intercettazioni ambientali effettuate recentemente in carcere a carico del boss Graviano. Ricordiamo che il boss Graviano è stato condannato a numerosi ergastoli per le stragi del 1992/93 (Falcone, Borsellino, Georgofili), nonchè per decine di omicidi tra i quali quello di Don Pino Puglisi. Da molti anni Graviano è rinchiuso al 41bis ed a cavallo della fine del 2016 e dei primi mesi del 2017 è stato intercettato mentre conversava durante l'ora d'aria con un altro boss. Adesso queste intercettazioni sono state depositate nel processo in corso a Palermo sulla Trattativa Stato Mafia. Da queste intercettazioni, abbiamo appreso che Graviano mi considera pericoloso perchè con la mia attività parlamentare ho contribuito ad impedire che potessero accedere a benefici che ne avrebbero potuto determinare la liberazione anticipata. Da quando nel 2013 sono entrato in Parlamento, come Portavoce del Movimento 5 Stelle, come membro della Commissione antimafia e della Commissione Giustizia, mi sono occupato costantemente del contrasto alle mafie. 

domenica 16 luglio 2017

CORLEONE, RIFLESSIONE DOPO LA CORREZIONE DELL'ORDINANZA SUGLI ALCOLICI

Vietare ai bar e ai pub la vendita di bevande con un tasso alcolico superiore al 5% nelle serate dell'Estate Corleonese - come aveva fatto la Commissione straordinaria del Comune - non era stata per niente una "bella pensata". E giustamente era esplosa la protesta dei titolari di bar e pub e di tanti ragazzi. Sembrava (era) un atteggiamento proibizionistico incredibile e inspiegabile. Ragionevole appariva la sola misura di evitare la vendita di bibite in bottiglie di vetro o in lattine, come forma di prevenzione. L'integrazione dell'ordinanza, pubblicata qualche ora fa, ci sembra che chiarisca abbastanza bene la questione. Cade il limite della percentuale di tasso alcolico, e si chiarisce che il divieto di vendere bottiglie o lattine non vale all'interno dei locali. I titolari di bar e pub sono giustamente soddisfatti. Certo, sarebbe stato meglio non si fosse creato l'equivoco, evitando così infinite ed inutili polemiche. Qualcuno mi ha detto: ma i giovani non possono fare feste senza alcool? Io non bevo alcolici, ma capisco per tanti altri non è così. Fare gli ultimi dei proibizionisti a che serve? A chi serve? Ad aizzare l'opinione pubblica contro i commissari prefettizi, che stanno portando avanti un difficile lavoro di risanamento (economico, finanziario, etico e sociale)? Più che di "incendi", in questa rovente estate, abbiamo bisogno di "acqua"... (dp)


Legami di memoria, in ricordo di Paolo Borsellino

Domani sera, alle 21.00 alla Biblioteca Comunale, con Abraha Yodit, Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo, Rita BorsellinoMaurizio LandiniVittorio TeresiE con Teatro Ditirammu e Piero MacalusoDiritti e accoglienza in terra di mafia: la XXIII edizione di Legami di Memoria.

In che Stato è la mafia?

Palermo, lunedì 17 luglio 2017 ore 20, presso l'Atrio della Facoltà di Giurisprudenza (via Maqueda, 172) in occasione dell'anniversario della strage di via d'Amelio avrà luogo la conferenza “In che Stato è la mafia?”, organizzato dall'Associazione culturale Falcone e Borsellino in collaborazione con la Rete Universitaria Mediterranea e ContrariaMente.

A 25 anni dalla bomba che uccise Paolo Borsellino insieme agli agenti di scorta Agostino CatalanoEmanuela LoiVincenzo Li MuliWalter Eddie Cosina e Claudio Traina, resta ancora senza volto chi, dietro Cosa nostra, volle e ordinò l'eliminazione del magistrato a soli 57 giorni dalla strage di Capaci. Ferite ancora aperte, che non potranno essere sanate fino a che non sarà data piena risposta a questi interrogativi irrisolti.