martedì 18 settembre 2018

Palermo. Rocambolesca fuga di un giovane su una Jeep: arrestato dai carabinieri

La Jeep su viale Regione Siciliana

Rocambolesco inseguimento di un giovane palermitano che, dopo aver appena  rubato un’auto, si da’ alla fuga, lanciando la jeep su viale regione siciliana: arrestato dai carabinieri del nucleo radiomobile
PALERMO : E’ finita male la fuga di un abile ladro di autovetture avvenuta questa notte nel quartiere “Villaggio Santa Rosalia” di Palermo. C. s., 19venne del quartiere “Falsomiele”, dopo aver forzato la serratura di un Mitsubishi Pajero, ed essersi messo alla guida dello stesso, è stato intercettato da una pattuglia del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri di Palermo.

Operazione antimafia dei Carabinieri a Castronovo di Sicilia. In manette un imprenditore già condannato per associazione mafiosa


Scattano i domiciliari per tre amministratori ed un dipendente del comune di castronovo di sicilia.
Nelle prime ore di questa mattina, i militari del Compagnia Carabinieri di Lercara Friddi hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Palermo, su richiesta della Procura DDA Sezione Palermo, nei confronti di sei persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di estorsione aggravata dall’ art. 7 d.l. n. 152/91, convertito in L.n. 203/91rivelazione ed utilizzazione di segreto d’ufficioturbata libertà degli incantiabuso d’ufficio e trasferimento fraudolento di valoriTUTTE LE FOTO DEGLI ARRESTATI

domenica 16 settembre 2018

TRASFERTA IN SICILIA (PER SALVO PALAZZOLO)

Salvo Palazzolo
PAOLO BONACINI 
giornalista
Salvo Palazzolo è un giornalista di Repubblica che lavora nella redazione di Palermo, città in cui è nato 48 anni fa. Tratta argomenti scomodi come Cosa Nostra, le stragi, la collusione tra mafia, politica e poteri economici nell’isola. Ha pubblicato diversi libri, tra i quali due interviste/conversazioni che meritano in particolare di essere segnalate. La prima ha il bellissimo titolo: “Ti racconterò tutte le storie che potrò” (Feltrinelli 2013) e consegna a Salvo Palazzolo (e poi a tutti noi) il testamento di Agnese Piraino Leto, vedova del giudice Paolo Borsellino. “Una storia d’amore d’altri tempi, una famiglia che diventa numerosa, una felicità coltivata fino a quando un’auto imbottita di tritolo riduce tutto a brandelli”. Lanciando un ultimo appello: “Aprire gli archivi di Stato”.

Caffè teologico a Corleone: è giusto che uno Stato intervenga sulle scelte etiche?



Dossier. Le intercettazioni. I mafiosi e don Pino: "Ci accusa a messa"

SALVO PALAZZOLO
Da Riina a Giuseppe Graviano: i boss odiavano il sacerdote beato. "Ci mette le donne contro"
«Il quartiere lo voleva comandare iddu», non si dava pace Totò Riina, il piccolo parroco di Brancaccio era un’ossessione per il capo dei capi di Cosa nostra. «Ma tu fatti ilparrino, pensa alle messe, lasciali stare il territorio, il campo, la Chiesa, lo vedete cosa voleva fare?». Riina si sfogava con il compagno di cella, e non sospettava di essere intercettato.

sabato 15 settembre 2018

Elezioni amministrative il 25 novembre a Corleone, Palazzo Adriano e Borgetto


Si voterà nei comuni sciolti per mafia: Corleone, Palazzo Adriano e Borgetto.

PALERMO - Nei comuni siciliani sciolti per infiltrazioni mafiose si voterà il prossimo 25 novembre. Lo ha stabilito la giunta regionale, riunita a Palazzo d'Orleans, dal presidente Nello Musumeci. Alle urne Corleone, Palazzo Adriano e Borgetto. "In vista delle prossime elezioni Amministrative in programma si è tenuto a Palermo un vertice del Centrodestra - ha scritto Diventerà Bellissima in una nota -. Hanno partecipato i responsabili provinciali di Forza Italia, DiventeràBellissima, Fratelli d'Italia, Udc ed Idea Sicilia. Durante l'incontro è stato deciso di presentare in due Comuni, Corleone e Palazzo Adriano, candidati sindaci unitari". "L'auspicio è che al tavolo del Centrodestra possano partecipare sia la Lega che i restanti movimenti politici che sostengono l'attuale governo regionale", prosegue la nota. "Nei prossimi giorni - conclude - in raccordo con le classi dirigenti locali e i movimenti civici territoriali saranno vagliate le prime ipotesi di candidature. Al contempo, si lavorerà alla stesura dei punti programmatici, che saranno dibattuti nel corso di successivi tavoli di confronto e prima della scelta definitiva dei candidati sindaci di coalizione".
livesicilia.it


"Non si può credere in Dio ed essere mafiosi": il grido di papa Francesco contro i boss

Papa Francesco al Foro italico di Palermo

di EMANUELE LAURIA, SALVO PALAZZOLO e PAOLO RODARI

Il Pontefice ricorda don Pino Puglisi riecheggiando Wojtyla: "Sentire e servire il popolo, senza gridare, accusare e suscitare contese”. Poi un passaggio sul populismo: "L'unico cristiano è servire il popolo senza accusare"

PALERMO. Legge molto lentamente dal testo dell’omelia le parole più dure contro la mafia: “Non si può credere in Dio ed essere mafiosi. Chi è mafioso non vive da cristiano, perché bestemmia con la vita il nome di Dio-amore”. Poi alza la testa e, a braccio, affonda ancora con maggiore forza: “Convertitevi! Il sudario non ha delle tasche, non potrete portare niente con voi!”.

Mattarella: "Libertà di stampa fondamento della democrazia. No a tentativi di fiaccarne l'autonomia"

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Il monito del capo dello Stato: "Questa consapevolezza guidi l'azione delle istituzioni"
ROMA. Una difesa piena della libertà di stampa, in una fase politica segnata da attacchi ai media. In Italia e all'estero. La pronuncia il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella:  "L'incondizionata libertà di stampa costituisce elemento portante e fondamentale della democrazia e non può essere oggetto di insidie volte a fiaccarne la piena autonomia e a ridurre il ruolo del giornalismo", dice. "Una stampa credibile - continua il presidente - sgombra da condizionamenti di poteri pubblici e privati, società editrici capaci di sostenere lo sforzo dell'innovazione e dell'allargamento della fruizione dei contenuti giornalistici attraverso i nuovi mezzi, sono strumenti importanti a tutela della democrazia. Questa consapevolezza deve saper guidare l' azione delle istituzioni". Un intervento che arriva a poche ore da un altro discorso importante di Mattarella, quello pronunciato ieri sulle minacce al bilancio dell'Unione europea. E a pochi giorni dalle parole pronunciate sul rispetto della magistratura con quella frase - "Nessuno è al di sopra della legge" - cui Salvini ha risposto affermando: "Sono nel giusto e vado avanti".

venerdì 14 settembre 2018

La lettera. Caro Francesco, ti scriviamo...

Papa Francesco
Caro papa Francesco, La Sua visita alle Chiese di Sicilia, e di Palermo in particolare, in occasione dell’anniversario del martirio di don Pino Puglisi, ci consente di esprimere la gratitudine per l’impegno profuso nel Suo ministero per la riforma della Chiesa e Le confermiamo la nostra piena fiducia e il nostro sostegno perché atteggiamenti e comportamenti certamente non evangelici, dentro e fuori la chiesa, tendono a colpire la Sua persona per fermare il cammino di rinnovamento conciliare che deve percorrere la Chiesa in questo nostro tempo. La Sua venuta ci offre l’opportunità di segnalare alcune condizioni “periferiche” che vorremmo parteciparle e di esprimere un nostro desiderio. La prima riguarda la condizione giovanile. L’impegno di Puglisi accanto e a favore dei giovani puntava allo sviluppo di un senso della libertà capace di resistere alle suggestioni di ogni forma di male, anche quello insidioso incarnato nel potere mafioso. Ebbene, dobbiamo rilevare che, purtroppo, proprio la condizione dei nostri giovani, specialmente nel Sud d’Italia (ma potremmo pensare a tutti i Sud) è segnata da una grande precarietà e da una insicurezza. La nostra Chiesa siciliana desidera essere sempre più “amorevole” e luogo sicuro e protettivo.

Strage Borsellino. Ha svelato il grande depistaggio indagato cronista di Repubblica

Salvo Palazzolo

FRANCESCO PATANE'
PALERMO. Indagato per aver dato la notizia che stava per partire un processo sul più grande depistaggio della storia giudiziaria italiana, quello sulla strage di via D’Amelio che vede coinvolti tre poliziotti. L’abitazione del cronista di Repubblica Salvo Palazzolo è stata perquisita ieri per otto ore su ordine della procura di Catania. Carabinieri della sezione di polizia giudiziaria e investigatori della polizia postale etnea hanno sequestrato il telefonino del giornalista, un tablet e tre hard disk. «Rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio in concorso», è l’accusa contestata dal procuratore aggiunto Francesco Puleio.

Atto inutile e tardivo: informare è un dovere


Attilio Bolzoni
Sarà un "atto dovuto" come usano dire i procuratori, ma in questo caso — per le modalità e i tempi — ci sembra un "atto" esagerato, tardivo e decisamente inutile. E se dobbiamo essere sinceri anche un po’ odioso, considerata la materia (le stragi e i depistaggi di Stato) e considerato che neppure uno dei tre poliziotti sotto accusa per avere imbeccato il falso pentito Scarantino per l’uccisione di Paolo Borsellino ha mai subito una perquisizione da quando i loro nomi sono stati iscritti nel registro degli indagati. Privilegio riservato esclusivamente a Salvo Palazzolo, un collega che definirlo genericamente cronista non gli fa giustizia perché da almeno un decennio tiene in mano il "filo" delle cose siciliane più misteriose.

giovedì 13 settembre 2018

Le lettere di Corrado Augias: La drammatica giornata di Conte


Corrado Augias
Caro Augias, mia figlia mi ha inviato la registrazione di quella parte dell’intervento del presidente del Consiglio alla Fiera del Levante che si riferisce all’ 8 settembre 1943. L’avvocato Conte definisce l’ 8 settembre « la fine di un periodo buio della nostra storia » e l’inizio di « un periodo di ricostruzione prima morale e poi materiale del nostro Paese; una data particolarmente simbolica della nostra patria, l’inizio di un periodo che è stato chiamato, con la giusta enfasi, miracolo economico».
Non ho parole. Il premier è laureato in Giurisprudenza e cattedratico di Diritto privato; non può ignorare le vicende drammatiche della seconda guerra mondiale e non può confondere, in un discorso ufficiale, tra l’altro letto e non improvvisato, l’ 8 settembre con il 25 aprile.
Guariente Guarientiguariente. guarienti@ libero.it
Eravamo abituati al fatto che gaffe così grossolane le faceva un certo tipo di presidenti degli Stati Uniti, George W. Bush o The Donald, per esempio. I politici italiani di primo piano hanno sempre posseduto un’informazione storica molto buona, anche escludendo chi di storia era specialista come Palmiro Togliatti, Giovanni Spadolini, Ugo La Malfa e altri. L’inciampo dell’avvocato Conte è di particolare gravità non per la data sbagliata. Se avesse detto che la rivoluzione francese era scoppiata nel 1821 o se avesse definito quella di Waterloo una luminosa vittoria di Napoleone (come un paio d’anni fa fece uno sventurato) pazienza, ognuno di noi ha cento lacune. È proprio la specificità dell’ 8 settembre che fa cadere le braccia anche perché è una data sulla quale s’è scritto, si sono fatti film (Tutti a casa), si è dibattuto a lungo se sia stata o no la " morte della patria" come la chiamò Galli della Loggia richiamando un saggio di Salvatore Satta.

Visita del Papa, Cgil Palermo: “Dignità del lavoro, rispetto dei migranti, lotta alla mafia e alle illegalità: il mondo del lavoro di Palermo chiede attenzione per risolvere i problemi quotidiani della nostra difficile realtà sociale"

Papa Francesco
Palermo 13 settembre 2018 – “Il mondo del lavoro di Palermo guarda con interesse alla visita del Papa. E chiede che i problemi e le richieste del Sud siano al centro dell'attenzione. Sappiamo che il termine lavoro ricorre con grande frequenza nelle parole del pontefice, quando Papa Francesco dice che il lavoro è essenziale per la dignità dell'uomo e che tutti dovrebbero avere un 'lavoro decente'. Concetti che sono alla base del nostro impegno quotidiano. Oggi, che nel Sud assistiamo a un sempre maggiore impoverimento, alla desertificazione produttiva, a un aumento costante della disoccupazione, al continuo e incombente potere delle mafie, aspettiamo di ascoltare il messaggio del Papa a Palermo sicuri che metterà al centro la difesa della persona umana e la dignità del lavoro, che prenderà posizione sui temi che in questa nostra realtà rappresentano un dramma, come lo sfruttamento dei lavoratori, la precarietà, la povertà, i migranti, le periferie dimenticate, la mafia e la lotta alle illegalità”.

Minacce a Patronaggio. Cgil Palermo: “Solidarietà al magistrato. Il movimento dei lavoratori palermitano esprime grande preoccupazione per il clima di violenza”


Palermo 12 settembre 2018- La Cgil Palermo esprime solidarietà nei confronti del procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio, il magistrato che ha avviato l'indagine sul ministro dell'Interno Matteo Salvini, bersaglio di una lettera minatoria contenente minacce di morte e un un proiettile. «Esprimiamo piena solidarietà nei confronti di Patronaggio, che ha verificato la condizione dei migranti trattenuti sulla Diciotti e ha fatto il proprio dovere di magistrato, denunciando fatti perseguibili e procedendo con gli strumenti della legge dichiara il segretario generale della Cgil Palermo Enzo Campo - Il movimento dei lavoratori, che fa parte del cartello antirazzista al quale hanno aderito la Cgil e tante altre associazioni, che ha manifestato in solidarietà ai migranti della Diciotti al porto di Catania, esprime profonda preoccupazione per l'escalation di violenze che si sta determinando anche nel nostro territorio palermitano, con i fatti di razzismo che si sono registrati in diversi comuni, e che stanno dando adito a una spirale pericolosa di sfoghi e reazioni».

Don Puglisi ucciso da mafia e malapolitica

Don Pino Puglisi

Francesco Palazzo
Cosa ha fatto Don Pino Puglisi nei tre anni a Brancaccio? Perché è stato ucciso? Cosa ha messo in atto Puglisi dal 1990 al 1993 tanto da armare menti e mani mafiose? Toglieva i bambini dalla strada? Sì, ma lo facevano e lo fanno pure altri preti, mai sfiorati dai proiettili di Cosa nostra. D’altra parte, nel quartiere Brancaccio, dove sono nato e cresciuto, rione agricolo come genesi storica, quasi tutti si andava e si va a scuola, con laureati, diplomati, professionisti, professori, pure universitari, impiegati e artigiani. Lui si occupò in particolare di un’enclave di famiglie, ancora esistente, circa 150, del centro storico, ghettizzate dalla politica e inviate in alcuni palazzi di Brancaccio all’inizio degli anni Ottanta. Da allora poco o nulla è mutato. Lì si gioca tutta, o quasi, la vicenda del beato.

Corleone, approvato il piano per l'Energia Sostenibile (Paes)


Con delibera della Commissione Straordinaria n. 22 del 23 agosto 2018 è stato approvato Piano di Azione per l’Energia Sostenibile – PAES. Il Piano, nell’inventario base delle emissioni, individua i centri di consumo di energia e relative emissioni climalteranti di tutto il territorio comunale suddividendole nelle categorie: Edifici, attrezzature e impianti comunali, privati e del terziario, pubblica illuminazione, veicoli comunali e privati.

Corrado Lorefice: “Da don Puglisi a Francesco per giustizia e accoglienza”


GIORGIO RUTA
«Ricordo il sorriso di don Pino, oggi la sfida della Chiesa è di essere come lui, radicati nel territorio». L’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, ha gli occhi stanchi quando mancano tre giorni all’arrivo di papa Francesco in città, nel venticinquesimo anniversario dall’assassinio del prete di Brancaccio. Ma si accende in un lampo, sollevando l’indice in aria, quando svela che il Pontefice verrà a rinnovare «la scomunica ai mafiosi» gridata da Giovanni Paolo II 25 anni fa ad Agrigento.
Appena arrivato dal Vaticano, dove ha incontrato Francesco, si sposta da una riunione all’altra. «Il Santo Padre verrà a Palermo consapevole di essere nel cuore del Mediterraneo. Non potrà che pronunciare parole di accoglienza e solidarietà», anticipa don Corrado.
Lei ha conosciuto padre Puglisi e lo ha indicato come sua guida quando si è insediato all’arcidiocesi di Palermo. Cosa le ha lasciato quell’incontro?

Caro Francesco, Palermo è una sposa infedele

Papa Francesco
VINCENZO MARANNANO
Il Papa dirà ai mafiosi di convertirsi", promette l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice. E - c’è da giurarci - molti se li ritroverà davanti, magari tra le prime file grazie a un diritto concesso da una città che ogni giorno consacra il loro potere nell’omertà e nell'indifferenza. E a quelli che non saranno lì, probabilmente basterà tendere un orecchio, considerato che il pulpito da cui arriverà la scomunica è a una cinquantina di metri, in linea d’aria, dalla dimora e dal feudo dei fratelli Abbate, tra i principali detentori del record di arresti e scarcerazioni per mafia, e che il palco è stato adagiato su un prato che per 364 giorni all’anno - escluse le visite pastorali - è circondato da bibitari e ristoratori abusivi, da prostitute e spacciatori, da senzacasa che occupano qualsiasi edificio riesca a fornire un riparo dalla miseria e dalle piogge torrenziali che allagano le strade come se fossero monsoni, da scippatori e stupratori che con la complicità del buio assaltano gruppetti di turisti convinti di essere arrivati nel nuovo eldorado della cultura italiana.

Il giudice Michele Guarnotta: "Rete di spaccio a Corleone". I nomi degli indagati

Operazione "Giustizia"
Un gruppo organizzato di uomini e donne, anche giovanissimi, dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti, che a Corleone negli ultimi mesi avevano occupato la "piazza". E' quello che contesta il gip Michele Guarnotta, a conclusione dell'operazione "Giustizia", nell'ordinanza a carico di Pietro Vetrano di 40 anni, Rosalia Salerno di 30 anni, Giuseppe Salerno di 22 anni, Davide D'Angelo di 23 anni, Maria Eleonora Cascio di 38 anni, Davide Zabbia di 27 anni, Samuele Trapani di 29 anni e Martino Gionathan Faso di 25 anni. L'inchiesta, iniziata nel mese di ottobre 2016, scaturisce da una lunga e complessa attività investigativa condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Corleone, che ha consentito di disarticolare, mediante sofisticate attività di indagine, un sodalizio criminale dedito allo spaccio di stupefacenti nel centro storico della cittadina. 
(Giornale di Sicilia, 13 settembre 2018)  

mercoledì 12 settembre 2018

Corleone, operazione antidroga dei carabinieri: 6 misure cautelari

Il quartiere delle case popolari dove i carabinieri di Corleone
hanno eseguito l'operazione antidroga

CORLEONE (PA): Il notevole incremento dei controlli e dei servizi da parte dei Carabinieri della Compagnia di Corleone sta rendendo sempre più fitte e inviolabili le maglie della giustizia.
Alle prime luci dell’alba di mercoledì 12 settembre, i militari della Compagnia Carabinieri di Corleone, hanno eseguito 6 ordinanze di applicazione di misure cautelari emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Termini Imerese, su richiesta della competente Procura della Repubblica, nei confronti di altrettanti indagati resisi responsabili a vario titolo ed in concorso tra loro, di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.