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mercoledì 16 agosto 2017

Evadono dai domiciliari durante la giornata di Ferragosto. Due palermitani arrestati dai carabinieri

Tommaso Saeli
PALERMO: ieri, in mattinata, verso le ore 10:00, i Carabinieri della Stazione di Palermo Centro nel corso di un servizio disposto al controllo dei soggetti sottoposti alla misura degli arresti domiciliari hanno arrestato Tommaso Saeli, nato a Palermo nel  1965 ed ivi residente, sottoposto al regime della detenzione domiciliare. L’uomo è stato sorpreso fuori dalla propria abitazione in una via prossima in violazione della citata misura. L’arrestato è stato tradotto presso la propria abitazione in regime degli arresti domiciliari in attesa del giudizio per direttissima. Dopo la convalida dell’arresto il Saeli è stato nuovamente sottoposto agli arresti domiciliari.

lunedì 14 agosto 2017

Corleone, una città commossa ai funerali di Antonino Madonia

Si sono svolti questa mattina in Matrice, a Corleone, i funerali di Antonino Madonia, 53 anni, morto sabato pomeriggio sulla spiaggia di Alcamo Marina. Una cerimonia officiata dal decano don Vincenzo Pizzitola, che ha visto la partecipazione di tantissime persone, sconvolte dalla tragedia e desiderose di stringersi accanto alla famiglia. Anche la Commissione straordinaria che amministra il comune di Corleone ha voluto essere vicina alla famiglia con una nota che pubblichiamo di seguito:  
Un momento del funerale di Antonino Madonia
Profondamente colpite dall’evento che ha tragicamente ed improvvisamente sconvolto la vostra famiglia e la comunità corleonese, desideriamo esprimere anche a nome di tutta l’Amministrazione comunale le più sentite condoglianze e la nostra vicinanza in questi difficili momenti. Il nostro pensiero va anche alla persona che, con il suo gesto, ha dato dimostrazione di vero amore paterno fino al dono della sua stessa vita, amore che certamente continuerà a fare sentire a tutti voi anche in futuro per il resto della vostra vita. Con i sensi della più viva solidarietà.
                        La Commissione Straordinaria
                 (G. Termini – R. Mallemi – M. Cacciola)

domenica 13 agosto 2017

Alex Zanotelli: «Rompiamo il silenzio sull’Africa!»

Appello di padre Alex Zanotelli* ai giornalisti italiani:Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli africani stanno vivendo. Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo, come missionario e giornalista, uso la penna per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani, come in quelli di tutto il modo del resto. Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale. So che i mass-media , purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che veramente sta accadendo in Africa. Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa.

Da Corleone un messaggio: è la coerenza che rende credibili le persone!

Foto di gruppo degli scout di Viareggio davanti il municipio di Corleone
Mi avevate chiesto di farvi conoscere delle verità. Insieme ad un bel gruppo di belle persone corleonesi ci abbiamo provato con impegno e passione. Ieri sera Padre Luca alla messa nella Chiesa di Santa Maria ha precisato che nessuno di noi era a conoscenza di chi avesse costruito quel soffitto e che poteva crollare in qualsiasi momento. Ma noi eravamo lì sotto perché ci fidavamo della Chiesa. Se racconterete a Viareggio che vi siete trovati bene a Corleone e che, pur in presenza dei mafiosi, vi siete fidati di un prete, di alcuni contadini, di un musicista, di alcuni studenti, di un farmacista, un sindacalista e di un politico - tutti diversi tra di loro, ma uniti dai valori dell'onestà e della giustizia - non sarete creduti. Ma voi vi siete fidati di noi perché la nostra coerenza ci ha reso credibili.

Salva i figli ma muore annegato. Tragedia per una famiglia corleonese

Si è gettato in mare per salvare i suoi due figli in difficoltà, un ragazzo e una ragazza adolescenti, ma non è poi riuscito a sconfiggere la furia delle onde e le trappole dei fondali. Nonostante poi sia stato portato fuori dall’acqua, Antonino Madonia, corleonese di 53 anni, non è più riuscito a rianimarsi. Finisce quindi in tragedia un sabato al mare per una famiglia di Corleone giunta ad Alcamo Marina, in contrada Magazzinazzi, per trascorrere alcune ore di relax. L’uomo, commerciante, è quindi morto sotto gli occhi dei figli e della moglie. Sul posto sono poi arrivati altri familiari della vittima.

A Cafalà Diana la prima collettiva d'arte internazione

Martedì 16 agosto ore 18,00 presso il Castello di Cefalà Diana sito nell'omonimo Comune dell'area metropolitana di Palermo, si inaugurerà la Prima Collettiva Internazionale d'Arte Contemporanea “Gli artisti incontrano la storia e la magia nel castello di Cefalà Diana”. L’iniziativa, voluta dal sindaco di Cefalà Diana Marco Francesco Albiano, dal direttore artistico Roberto Guccione, dall’associazione culturale “La via dell’arte” e dall’associazione culturale musicale “Euterpe”, ha come obiettivo quello di trasformare il piccolo centro arabo normanno in una cittadina dell’arte.

venerdì 11 agosto 2017

Luigi Natoli, l’inventore dei Beati Paoli, stakanovista per necessità

Luigi Natoli, l'inventore dei Beati Paoli
PIERO VIOLANTE
Gabriello Montemagno pubblica per Sellerio la prima biografia di Luigi Natoli Una macchina da romanzi e articoli per superare le ristrettezze economiche Ebbe una dozzina di figli da due matrimoni
Imponente. Robusto ma non grasso. Corporatura slanciata. Marcati i lineamenti del volto. Occhi vivaci dietro piccoli pince- nez. Barba grigia, ben curata, risorgimentale. Sprofondato nella poltrona dagli alti braccioli, su uno sfondo liberty, passa la notte alla scrivania di noce colma di fogli e appunti. Non li guarda mai mentre scrive con mano pacata e fluente su un grosso quaderno illuminato dalla lampada da tavolo. Sul suo collo è acciambellato un gatto misterioso. I suoi occhi brillano sinistramente come quelli di un incappucciato del diciottesimo secolo. Gabriello Montemagno mima il tono del feuilleton popolare per presentarci William Galt ossia Luigi Natoli (1857-1941), l’autore de “I Beati Paoli”, il romanzo popolare più letto dai palermitani di scoglio e di mare, pubblicato a puntate sul “Giornale di Sicilia” ( maggio 1909- gennaio 1910).

Nasce al Montevergini lo sportello anti tratta per le donne nigeriane

Donne nigeriane
CLAUDIA BRUNETTO
Le ragazze vengono aiutate a dire no alla prostituzione fuggono dagli sfruttatori che le ricattano con riti vudù
Nike è arrivata a Lampedusa credendo che ci sarebbero stati i suoi zii ad accoglierla. Invece ancora minorenne è finita in una comunità prima che la sua “maman” la ritrovasse e la mettesse nel giro della tratta. Anche Ruth ha fatto la stessa fine. A diciassette anni è fuggita dalla comunità che la ospitava dopo il suo arrivo a Palermo ed è finita a Rimini nel business del sesso a pagamento. Sono tante le ragazze nigeriane, tantissime minorenni, che finiscono nel giro della tratta. Per loro è nato uno sportello di ascolto al teatro Montevergini, gestito da altre donne nigeriane che invece ce l’hanno fatta a uscire dal giro. Sono le dieci nigeriane dell’associazione “Donne di Benin City” che hanno deciso di mettersi in campo per cambiare le cose.

La faida del Gargano / Quella mafia senza paura in uno Stato che non c’è

ATTILIO BOLZONI
È UNA mafia da paura perché non ha paura di niente e di nessuno. Perché si sente forte e invincibile, perché non ha mai trovato qualcuno che ha provato a fermarla. Una mafia padrona in uno Stato che non c’è.
Le recenti statistiche di morte raccontano tanto ma non raccontano tutto sulla cosiddetta mafia garganica, boss e mezzi boss di Cerignola, di Foggia, di Manfredonia, di Vieste. Luoghi lontani, lontanissimi dal grande crimine organizzato rappresentato dai Totò Riina siciliani o dai Piromalli e dai Morabito calabresi, eppure questi sconosciuti Romito o De Palma o Li Bergolis — i nomi dei protagonisti di una guerra che ha fatto 18 omicidi dall’inizio dell’anno, erano stati 17 nel 2016 — sembrano diventati i “re” di un territorio imprigionato dal terrore e avvolto nel silenzio. Una mafia che può contare sulla propria violenza che piega ogni resistenza civile ma soprattutto può contare sull’assenza di un nemico, del nemico naturale che dovrebbe contrastarla: lo Stato italiano. Troppo distratto per occuparsi della “faida del Gargano“, troppo “piccola” la mafia imperante nella parte settentrionale della Puglia per attirare uomini e mezzi occupati altrove a combattere ben altre emergenze criminali. Troppo “locale”, forse anche troppo stracciona. Tanti “troppo” che da ventiquattro mesi hanno trasformato una striscia di terra in un campo di battaglia che è fuori controllo, è zona franca, è cosa loro.

giovedì 10 agosto 2017

Un anno fa lo scioglimento per mafia. Ma è iniziata la ricostruzione...

DINO PATERNOSTRO
Ripropongo il commento "a caldo" che ho fatto un anno fa, dopo lo scioglimento per mafia degli organi istituzionali del comune di Corleone, perché ancora attualissimo. Ad un anno di distanza possiamo dire che il lavoro di ricostruzione è iniziato, grazie alla presenza di tre commissarie straordinarie davvero "straordinarie", supportate adeguatamente dal segretario generale. L'Estate Corleonese ne è una dimostrazione. Una dimostrazione (magari meno visibile, ma più importante) è anche l'approvazione del bilancio comunale 2017. Significa che (pur in mezzo a mille difficoltà) si ricomincia a respirare "normalità" democratica. Aiutiamo (con i suggerimenti, ma anche con le critiche, se necessario) le commissarie in questo difficile lavoro (dp).
Ecco il mio commento dell'anno scorso: "È accaduto l'inevitabile, ma io non sono contento. Per colpa di amministratori incapaci di resistere alle collusioni con la mafia, la città di Corleone è stata ricacciata indietro di trent'anni". Così il responsabile legalità della Cgil di Palermo ed ex segretario della Camera del lavoro di Corleone, Dino Paternostro, commenta lo scioglimento per mafia del comune di Corleone. "Questo è un momento doloroso per i tanti cittadini onesti di Corleone, che non hanno nulla da spartire con la mafia e i mafiosi - aggiunge - Ma serve comunque a fare chiarezza. Chi ha sbagliato deve pagare duramente. Da parte nostra ci impegneremo per ricostruire a Corleone un fronte degli onesti, che lavori per una ripartenza della nostra città, fondata sui valori di legalità e giustizia sociale".

Perchè Corleone è stata sciolta per mafia? Come ricostruire la democrazia?

I volontari toscani "a lezione"...
MAURIZIO PASCUCCI*
Un anno fa il Comune di Corleone veniva sciolto per infiltrazioni mafiose! Nessuno ha fatto ricorso a questa decisione! Tutta colpa delle interrogazioni parlamentari del Sen. Giuseppe Lumia e del Sen. Mario Giarrusso, oppure delle tante interrogazioni del consigliere comunale Dino Paternostro? Responsabilità delle scrupolose indagini delle forze dell'ordine? Complotto politico e accanimento poliziesco? Oppure responsabilità gravi (con fatti e episodi provati e circostanziati) di chi ha governato la città di Corleone?
Io penso che i cittadini di Corleone debbano conoscere la Verità nei suoi particolari. Intanto la casa del boss mafioso Lo Bue è stata giustamente confiscata. Per troppo tempo era rimasta nella disponibilità della persona oggetto del provvedimento giudiziario. Perché? Speriamo che quanto prima si possa conoscere anche questa verità. Lo Stato ha deciso di applicare una legge GIUSTA. Un ringraziamento per il buon lavoro svolto alle commissarie prefettizie Giovanna Termini, Rosanna Mallemi e Maria Cacciola e al segretario comunale Lucio Guarino. Professionalità, senso del dovere pubblico, passione e anche la volontà di sostenere una comunità locale complessa in difficoltà. L'Estate Corleonese è anche questo... non era dovuta ma è stata realizzata... nelle zone grigie piene di ombre la democrazia e la trasparenza si costruiscono anche così. Ecco perché i produttori di Fior di Corleone ci sono con i 27 giovani volontari toscani!! Per fare la nostra parte e per essere di parte... dalla parte Giusta.
* presidente associazione "Fior di Corleone"

mercoledì 9 agosto 2017

Corleone, 12.a Giornata per la custodia del Creato

Venerdì 1 settembre alle ore 10 ci ritroveremo a Corleone presso la chiesa di  S. Andrea in Via Cammarata convinti di essere “viaggiatori sulla terra di Dio”.
Anche quest'anno accogliendo l'invito di  Papa Francesco  e dei nostri Vescovi celebriamo nella nostra Arcidiocesi la  12° Giornata per la Custodia del Creato. Di fronte ai deplorevoli incendi, che hanno stanno distruggendo la flora e la fauna  del nostro territorio, è quanto mai attuale l’appello di papa Francesco nell’Enciclica "Laudato  Sì" alla responsabilità di ciascuno e di tutti, in base al compito che Dio ha dato all'essere umano di  curare e  custodire il giardino del creato.

Corleone, inaugurato il centro fisso dell'Avis, che da anni raccoglie 900 sacche di sangue


martedì 8 agosto 2017

La Cgil Palermo: "Alla vera storia della Sicilia ha contribuito a pieno titolo il movimento dei lavoratori, grazie a lotte, sacrifici e il tanto sangue versato"

Caccamo, la tomba di Giorgio Comparetto, 30 anni,
assassinato dalla mafia il 5 novembre 1945
Cgil, Ricordati Raia e Intili, dirigenti sindacali assassinati dalla mafia. Nel calendario della memoria della Cgil si aggiungono altri nomi di sindacalisti uccisi, rimasti per anni nell'oblio. “Stiamo ricostruendo le storie”.
Palermo 8 agosto 2017 - La Cgil anche quest'anno ha ricordato, assieme ai familiari, i dirigenti sindacali assassinati dalla mafia Andrea Raia, a Casteldaccia, ucciso 73 anni fa, e Filippo Intili, a Caccamo, ucciso il 7 agosto del 1952. “E vogliamo continuare a sfogliare questo calendario della memoria ogni anno, perché per troppo tempo i sindacalisti uccisi sono stati dimenticati – dichiara Dino Paternostro, responsabile per la Legalità della Cgil Palermo - Abbiamo chiesto scusa anche noi per i lunghi decenni di silenzio e adesso, che con molta chiarezza abbiamo intrapreso questa strada della memoria, dei diritti e dei valori, indispensabili per la costruzione di un futuro migliore, non ci vogliamo fermare”,
La Cgil Palermo intende organizzare una iniziativa unica per ricordare tutti i caduti del movimento sindacale, coinvolgendo i giovani, gli studiosi, le le istituzioni. “Riteniamo – ha aggiunto Dino Paternostro - che nella costruzione della democrazia e della libertà in Sicilia questi nostri caduti siano stati una componente fondamentale, alla quale non viene riconosciuto il giusto posto nei libri di storia. Questo offende la memoria dei nostri dirigenti sindacali, assassinati dalla mafia perché chiedevano libertà, democrazia e lavoro. Nel racconto della vera storia della Sicilia ha contribuito a pieno titolo il movimento dei lavoratori e sindacale, grazie a lotte, sacrifici e tanto sangue versato”.

lunedì 7 agosto 2017

La Cgil di Palermo, insieme al comune di Caccamo, ha ricordato Filippo Intili

L'intervento introduttivo di Dino Paternostro
Oggi a Caccamo la Cgil ha continuato a sfogliare il calendario della memoria dei dirigenti sindacali assassinati dalla mafia perché chiedevano libertà, democrazia e lavoro. E per questi obiettivi lottavano a pugni nudi alla testa dei contadini. Abbiamo ricordato FILIPPO INTILI, assassinato il 7 agosto del 1952. Insieme a noi della Cgil di Palermo (con me Mario Ridulfo e Calogero Guzzetta, della segreteria provinciale) c'erano alcuni familiari di Filippo, il frate domenicano Giovanni Calcara, Carmelo e Francesca Rosella Musico, della Cgil di Caccamo, la presidente del consiglio comunale Rosa Maria Di Cola, e il sindaco di Caccamo Nicasio Di Cola. Abbiamo ricordato per la prima volta anche GIORGIO COMPARETTO, un altro contadino dirigente della Cgil, assassinato dalla mafia di Caccamo il 5 novembre 1945, mentre stava tornando a casa a cavallo il suo mulo insieme al figlioletto di 5 anni. Abbiamo deposto una corona di alloro davanti la tomba di Intili, poi per la prima volta siamo stati a far visita alla tomba di Comparetto, indicataci con grande disponibilità dal custode del cimitero. Anche questo un momento emozionante. Comparetto quando fu assassinato aveva appena 30 anni... (dp) GUARDA IL VIDEO

Filippo Intili: martire, profeta, sentinella per il riscatto sociale dell’uomo e del lavoro

L'intervento di fra Giovanni Calcara
GIOVANNI CALCARA*
frate domenicano
L’annuale ricordo del sindacalista Filippo Intili, barbaramente trucidato dalla mafia di Caccamo, ci pone non solo di fronte al ricordo del suo martirio che, ricordiamo per tanti decenni è stato volutamente dimenticato, commettendo attraverso l’oblio e l’omertà delle coscienze un delitto pari al suo omicidio. L’impegno di uomini e donne libere, della CGIL e dei parenti hanno permesso il doveroso recupero non solo del suo ricordo ma della sua azione di lotta e difesa dei diritti dei contadini a godere “del frutto del loro lavoro”. Grazie di cuore ai nipoti e alle loro famiglie che ogni anno vengono in pellegrinaggio a Caccamo, non solo per ricordare il loro congiunto, ma per ricordare a tutti noi la sua memoria e il suo esempio di vita e di martire.
* discorso pronunciato stamattina a Caccamo in ricordo di Filippo Intili

Il nipote di Filippo Intili: "Col cuore sono con voi..."

Salvatore Intili legge il discorso preparato da Filippo Campisi
Filippo Campisi
FILIPPO CAMPISI*
nipote di Filippo Intili
Buongiorno alle autorita' e a tutte le persone presenti, che rivolgeranno un semplice pensiero a mio nonno FILIPPO INTILI! Non sarò presente oggi 7 agosto 2017, ma FILIPPO INTILI ormai fa parte della storia di CACCAMO e questo mi rende orgoglioso! Questa semplice commemorazione la dobbiamo a FILIPPO.....la dobbiamo a lui e a tanti altri che hanno pagato con la vita, il voler OPPORSI allo strapotere di quel gigante che si chiama....MAFIA! Ringrazio personalmente ANDREA GALBO, VERA PEGNA, DINO PATERNOSTRO, ENZO CAMPO, PADRE CALCARA, perchè tutti insieme sono riusciti a valorizzare e riportare alla luce cosa succedeva nella CACCAMO di quei tempi! Non vi nascondo che nelle due ultime commemorazioni mi avete regalato delle bellissime emozioni e fino alla fine dei miei giorni le porterò sempre con me.
Un caloroso e sentito saluto a tutti voi.
* Discorso letto stamattina a Caccamo da Salvatore Intili, familiare di Filippo Intili

Corleone, il bosco di Pirrello, la fine...

(il video di Gino Di Leo)

A Palermo si insedia il Consiglio comunale: Totò Orlando rieletto presidente

PALERMO. Si è insediato il Consiglio Comunale di Palermo. E' stato confermato presidente anche in questa consiliatura, con 28 voti su 40, Salvatore Orlando del Mov139. Sinistra Comune ha ritirato la candidatura di Barbara Evola, ricompattando la maggioranza. Tre consiglieri di maggioranza, però, Mimmo Russo, Giulio Cusumano e Fabrizio Ferrara, dopo aver dichiarato di non accettare imposizioni dall'alto, sono usciti dall'aula al momento del voto. Spaccata l'opposizione: Fabrizio Ferrandelli, candidato sindaco, ha votato Orlando. Scelta condivisa dall'area di Fi che fa capo a Giulio Tantillo, eletto vicepresidente con 23 voti. Contraria la consigliera azzurra Sabrina Figuccia che non ha votato né Orlando, né Tantillo. Il M5s invece ha votato scheda bianca.
GdS, 07 Agosto 2017

#NOISIAMOCASABOLI

Il Comitato Pioppo Comune, a seguito dell’incendio che ha distrutto il bosco di Casaboli e di molte altre zone in tutta la Sicilia, sceglie di interrompere il silenzio scendendo in strada e lo fa proprio ai piedi del bosco di Casaboli. Un corteo per darci una scossa, per reagire all’indifferenza, al silenzio e al fatalismo di cui ormai siamo tutti vittime. Un corteo per impegnarci sin da subito a costruire un percorso che miri a salvaguardare il nostro patrimonio boschivo. Un corteo di interesse collettivo e di condanna contro chi agisce nell’ombra, spinto da interessi economici e affaristici. Un corteo per mettere di fronte alle proprie responsabilità tutti gli attori di questa storia a partire dalle istituzioni che a suon di commissioni straordinarie e consigli a porte chiuse hanno permesso che nel tempo si perpetuassero crimini ambientali ai danni della Sicilia. Un corteo per dire no agli slogan perché non ci servono e perché non permetteranno ai boschi di rinascere. Un corteo di volontà popolare, perché dobbiamo essere noi a riappropriarci del nostro futuro. Un corteo senza inviti, perche’ non è una festa!