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venerdì 21 aprile 2017

COMPAGNO DI VIAGGIO: Spettacolo per musica e voce dedicato a Ignazio Buttitta

Palermo, Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino - Venerdì, 21 aprile 2017 ore 21,00
La Fondazione Ignazio Buttitta, in collaborazione con l’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari / Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, dedica a Ignazio Buttitta, a venti anni dalla morte, un ricordo per musica e voce. Leonardo Sciascia ed Elio Vittorini hanno scritto che la poesia di Ignazio Buttita nasce per essere recitata e cantata. Numerose liriche, oltre alle ballate per cantastorie, nacquero come canzoni. Buttitta stesso fece delle piazze, dei teatri, delle scuole, prima che della stampa, il luogo della sua poesia. Lo spettacolo è ideato e musicato da Moffo Schimmenti, con arrangiamenti di Gandolfo Pagano e con la partecipazione di Emanuele Buttitta, voce narrante,  Salvo Cuccia, immagini e video,  Moffo Schimmenti e Giusi Galletto, voci, Giuseppe Greco e Gandolfo Pagano, chitarre; Vincenzo Misefari, fisarmonica e tammorra. Saranno eseguite le canzoni Compagni di viaggiu, Lingua e dialettu, L’odiu è analfabeta, Ncuntravu u Signuri, Lu tempu e la storia, Littra a una mamma tedesca,  La peddi nova. Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Info: fondazione.buttitta@yahoo.it, tel. 0917026433 / 3391852655 - Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino - P.tta Pasqualino 5 (trav. via Butera)

1977 - JOE MARRAZZO A CORLEONE. I GIOVANI DENUNCIANO LA MAFIA, GLI ASSESSORI SCAPPANO...

Pippo Gioia (oggi l'avv. Gioia) intervistato da Marrazzo
La coraggiosa inchiesta di Marrazzo sull'esecuzione del colonnello Giuseppe Russo, ucciso con una P38 il 20 agosto del 1977 a Ficuzza, "feudo della mafia di Corleone". Comandante del Nucleo Investigativo di Palermo, il colonnello aveva condotto una lotta accanita e senza tregua contro la mafia: Joe Marrazzo tenta di ricostruirne il lavoro e l’impegno, destreggiandosi magistralmente fra l'omertà dei cittadini e quella delle istituzioni. Siamo stati intervistati anche noi giovani (io, Pippo Gioia e Giuseppe Cerasa), allora poco più che ventenni, che abbiamo denunciato la presenza pervasiva della mafia e gli intrecci con la politica. Ma fu intervistato pure un assessore in carica della Democrazia Cristiana, che scappò davanti al microfono di Marrazzo e andò a rifugiarsi nel Circolo dei “Buoni Amici”…

mercoledì 19 aprile 2017

Legambiente, sabato eco aperitivo a Corleone

"Il Comitato civico "Per una città bella e contro il degrado" organizza un momento di incontro con Legambiente Sicilia, e con tutti i soggetti o le associazioni che vorranno prendere parte a questo Eco Aperitivo, durante il quale assaggeremo alcuni prodotti tipici del corleonese, e al contempo faremo il punto sulle più importanti questioni di carattere ambientale che riguardano la nostra città e tutto il nostro territorio, provando ad individuare problemi e difficoltà, ma anche le mille potenzialità che possiamo e dobbiamo coltivare. Con l'aiuto ed i consigli della Legambiente, inizieremo a dare forma al nostro impegno!"

“Giovanni e Francesca uniti nella vita ma non nel ricordo”

ALESSANDRA ZINITI
Morvillo. Il fratello della moglie di Falcone spiega perché la sua famiglia è uscita dalla Fondazione
PALERMO - Da quando la salma di Giovanni Falcone, nel 2015, è stata traslata tra i “grandi” nel Pantheon, quella di Francesca Morvillo riposa nel cimitero dei Rotoli in una cappella che era stata requisita dal Comune per ospitare le salme di immigrati grandi e piccini. Sulla semplice lapide “Qui giace Francesca Morvillo” chiunque passa, stupito, lascia un fiore. «Giovanni e Francesca sono stati uniti nella vita e nella morte, ma non lo sono stati nel ricordo ». Il procuratore Alfredo Morvillo, fratello di Francesca, è uomo e magistrato schivo. Rifugge da interviste e riflettori. Ma, davanti alle polemiche suscitate dalla formalizzazione dell’uscita della sua famiglia dalla Fondazione Falcone attribuita al malumore per la decisione delle sorelle del magistrato ucciso di autorizzare la traslazione delle spoglie nel Pantheon, non ci sta a passare per quello «che alimenta l’immagine deprimente di due famiglie che litigano ». E, così alla fine di una giornata segnata dalle parole di Maria Falcone che si dice «stupita e addolorata» per la decisione di togliere il nome di Francesca dalla Fondazione proprio alla vigilia delle celebrazioni del venticinquesimo anniversario della strage di Capaci, decide di parlare.

TRA INCHIESTE E BUFALE

SEBASTIANO MESSINA
QUANDO guardi un’inchiesta di Report, e ti accorgi che anziché smascherare il grande imbroglio di chi vuol impedire agli italiani di vaccinarsi — come ti aspetteresti dopo aver guardato il programma di Milena Gabanelli per vent’anni — si sta sostenendo proprio la tesi opposta, e cioè che il vaccino porta malattie, imbrogli, sprechi e corruzione, capisci che è ora di fare qualcosa. Bisogna salvare Report, ma salvarlo da se stesso.
Bisogna assolutamente salvarlo, costi quel che costi, perché la storia del giornalismo d’inchiesta e di denuncia è troppo nobile e preziosa, e perché Report è una bandiera da tenere alta, impedendo che quel giornalismo e quella bandiera possano confondersi con certe bufale avvelenate sul web. E quindi verrebbe voglia di gridare, nonostante tutto, « dieci, cento, mille Report » contro l’invasione delle false verità, come i rivoluzionari del Sessantotto scandivano contro la violenza dell’imperialismo « dieci, cento, mille Vietnam », salvo poi scoprire che anche in quel Vietnam rivoluzionario la difesa dalla violenza finì col diventare l’abuso della violenza.

Bruciati 10 anni in trenta minuti

DANIELA MINERVA
TRENTA minuti scarsi di trasmissione rischiano di cancellare 10 anni di lavoro, quelli che ci sono voluti per rendere disponibile agli italiani il vaccino capace di prevenire le malattie causate dal virus del papilloma, alcuni tumori in primis. IL COLPO lo assesta Report che fa una trasmissione raccogliticcia e sostanzialmente sbagliata su una questione fondamentale di salute pubblica. Dice bene, a Repubblica, il presidente dell’Iss, Walter Ricciardi: «Sarebbe terribile che – dopo aver visto la trasmissione – i genitori decidessero di non vaccinare i propri figli». Sarebbe terribile perché con questo vaccino che si evitano i tumori della cervice, del pene, di testa e collo, della vagina… C’è uno scollamento spaventoso tra gli obiettivi di una trasmissione Tv e le sue possibili conseguenze sulla vita delle persone. 

martedì 18 aprile 2017

Ricerca storica rivela: "Salvatore Giuliano non era semplicemente un bandito, ma un mafioso"

Salvatore Giuliano
LEANDRO SALVIA
“Salvatore Giuliano non era semplicemente un bandito, ma un mafioso. Oggi neanche il giudice più garantista avrebbe difficoltà a condannarlo ai sensi del 416 bis”. A sostenerlo, carte alle mano, è lo storico di Piana degli Albanesi Francesco Petrotta. Che da anni conduce una attenta ricerca archivistica sulla strage di Portella della Ginestra e sulle lotte contadine. La ricerca diventerà a breve un volume all’interno del quale l’autore spiega la sua tesi sul bandito di Montelepre. “Oggi possiamo affermare – anticipa Petrotta - che Salvatore Giuliano non era semplicemente un bandito aiutato dalla mafia, ma un mafioso, un uomo d’onore, che faceva parte dell’organizzazione criminale Cosa Nostra”. La conferma si troverebbe nelle testimonianze dei pentiti e nei documenti americani dell'Office of Strategic Services, desecretati nel 2000. Ma non solo in quelli. A raccontare del bandito mafioso sono gli stessi scritti di Giuliano e le rivelazioni del suo luogotenente Gaspare Pisciotta. Preziose conferme arrivano inoltre dalle numerose testimonianze dei collaboratori di giustizia. Molte delle quali si trovano negli archivi della Procura di Palermo, e di cui si alimenta la ricerca di Petrotta.

lunedì 17 aprile 2017

Mariano Cuppuleri: "Grazie di tutto, Salvatò..."

Salvatore Giacopello
MARIANO CUPPULERI*
Vorrei dire due cose su Salvatore. La prima, di carattere generale, che riguarda tutti noi. Sia chiaro, e dobbiamo esserne tutti consapevoli, che oggi stiamo salutando una persona infinitamente buona, ma soprattutto una figura estremamente positiva per la comunità Corleonese. Lo è stato e deve continuare ad esserlo. La seconda considerazione è di carattere prettamente personale, perciò legata ai miei tanti e personalissimi ricordi di Salvatore. "Salvatò", come ti chiamavo io, per me sei stato come un fratello. "Me frati Marià", come amavi chiamarmi tu, sia in mia presenza, sia quando parlavi di me con gli amici. Come tra fratelli, quelle volte che c'erano incomprensioni, screzi tra di noi, non gli davamo poi tanto peso. Tanto, proprio come avviene tra fratelli, sapevamo che tutto sarebbe stato perdonato. "Va be', ma Mariano è fattu accussì, cu mia su po' pirmettiri" amavi dire, quasi a volermi giustificare e a proteggere.
amico fraterno di Salvatore Giacopello
(Discorso pronunciato durante i funerali celebrati in Chiesa Madre lunedì 17 aprile 2017)

Miriam: "Totò, è stato un privilegio camminare al tuo fianco..."

Miriam, Giulia e Totò
(da una foto su Facebook)
MIRIAM DI PERI*
Certo, avrei preferito che la morte ci separasse un po' più in là, amore mio, ma te lo avevo promesso che soltanto lei avrebbe potuto dividerci. È stato un privilegio camminare al tuo fianco nei pochi anni che ci sono stati concessi. Quanto sono stati? Non lo so, amore mio, non me lo ricordo perché non riesco più a ricordare il tempo in cui camminavo senza che tu mi tenessi per mano. Siamo stati fortunati, testardi, precipitosi, abbiamo bruciato tutte le tappe e abbiamo fatto bene. Perché di tutto questo, Giulia è la sintesi perfetta, il nostro capolavoro.
Crescerà forte e determinata come noi. Te lo prometto. Una nuova promessa per una nuova vita, senza di te.
(Il saluto nella Chiesa Madre a conclusione del funerale)
* moglie di Salvatore Giacopello

domenica 16 aprile 2017

Caro Salvatore, com'è difficile pensare che non ci sei più!"

Salvatore Giacopello
DINO PATERNOSTRO
Caro Salvatore, è difficile pensare che non ci sei più. E immagino come sarà difficile per Miriam e la piccola Giulia. Ti ho conosciuto quando hai cominciato ad affacciar ti alla vita sociale in questo nostro difficile paese, Corleone. Ed ho subito apprezzato la tua energia, la tua voglia di lottare per la giustizia sociale e contro tutti coloro che perpetravano ingiustizie (mafia e cattiva politica). Tu, insieme a Mario e ad altri, riuscivi a riempirmi il cuore di gioia, perché vedevo che anche i "piccoli corleonesi antimafiosi" crescevano. E non era scontato. 
Poi ti ho conosciuto ancora più da vicino alle carovane antimafia in Toscana, quando raccontavi a Livorno e ad Arezzo, a Grosseto e a Pisa del tuo essere corleonese orgoglioso delle tue radici, che riconoscevi in B. Verro e P. Rizzotto. 

Pascucci: "Salvatore cominciò tra i giovani carovanieri antimafia in Toscana..."

Salvatore Giacopello alla carovana antimafia
nella tappa di Livorno
Ci lascia Salvatore Giacopello, corleonese, 30 anni; tra i giovani carovanieri antimafia in Toscana, animatore di Liberarci dalle Spine e socio di Fior di Corleone.
Lo ricordo all'età di 20 anni alla guida dei furgoni della Cgil in carovana antimafia in Toscana. Non era banale sentirlo parlare con schiettezza e dire che la maggioranza dei corleonesi erano onesti e che quel marchio di mafiosità era ingiusto. Lo ricordo con Rita Borsellino incamminarsi a Villa Wanda per non far dimenticare la Loggia Massonica P2. Poi dopo molti anni ci siamo rincontrati nell'Associazione Produttori Fior di Corleone. Ottimo panettiere convinto che il valore dei prodotti della sua terra potessero combattere il saccheggio dei grani e offrire buona salute ai consumatori. Ha sempre priviligiato il NOI !! Per il nostro movimento una perdita enorme!
Maurizio Pascucci
presidente Ass. Fior di Corleone

venerdì 14 aprile 2017

La parabola di Rosi: l’ex pasionaria dei Ds alla corte di Cuffaro

Rosi Pennino con Fabrizio Ferrandelli
Pennino nella squadra di Ferrandelli, il Pd la caccia. “A Palermo non c’è un candidato di centrosinistra”
Non chiamatela «ex moglie di». Tanto più che stavolta il suo ex marito, il sottosegretario alla Salute e leader renziano Davide Faraone, sta dall’altra parte della barricata. Quella del Pd ufficiale, il partito del quale Rosi Pennino, neo-designata assessora nell’eventuale giunta di Fabrizio Ferrandelli, dice di aver avuto la tessera, ma senza incarichi ufficiali, «solo fino all’anno scorso». I vertici dei dem a Palermo, ieri, l’hanno messa alla porta: «Incompatibile ». Dal suo lato dello steccato, però, l’ex pasionaria della sinistra allo Zen troverà compagni di percorso per lei inconsueti: da Silvio Berlusconi in persona, che potrebbe calcare il suo stesso palco in una delle iniziative elettorali, fino ad arrivare a Totò Cuffaro, il presidente della Regione condannato per favoreggiamento alla mafia che nell’apice dei suoi vent’anni, all’epoca della Sinistra giovanile, Pennino contestava senza quartiere. Curioso ribaltamento della storia: all’epoca Pennino denunciava lo strapotere nelle periferie di Forza Italia e incassava per questo la simpatia del «movimento dei professori», adesso con i berluscones si ritrova alleata.

Roccamena. Giovani in fuga dal paese e la Via crucis non si fa più

EMANUELE LAURIA
È sempre più difficile organizzare le rappresentazioni religiose nei comuni A Roccamena hanno lanciato un appello su Facebook: hanno risposto in due. Giallo sull’incarico non rinnovato al giovane che interpretava Gesù. Il sindaco: “Le aree interne si sono svuotate, gli studenti vengono solo nei weekend”
Gesù è già morto, a Roccamena. Non è stato giudicato né flagellato. Semplicemente accantonato, messo da parte, scomparso dalla rappresentazione della Via crucis che, a cascata, ha perso pure gli altri figuranti. È la Pasqua più triste, per un paese di mille anime devote ma tormentate da piaghe poco divine e molto terrene: l’emigrazione, il disinteresse dei giovani e, pare, la diffidenza reciproca. È la Pasqua più mesta: la processione, quest’anno, non si farà. Ci hanno provato, i ragazzi della parrocchia, a reclutare gli attori necessari per una messinscena complessa ma portentosa: l’arresto e il processo in piazza, l’ascesa al Golgota lungo il corso principale, la crocifissione all’inizio del centro abitato.

La chiesa di Bergoglio. Il Papa degli ultimi

FOTO: ©CARLOS GARCIA RAWLINS/REUTERS
“Fermate i signori della guerra la violenza distrugge il mondo e a guadagnarci sono solo loro”
PAOLO RODARI
CITTÀ DEL VATICANO. «Penso che oggi il peccato si manifesti con tutta la sua forza di distruzione nelle guerre, nelle diverse forme di violenza e maltrattamento, nell’abbandono dei più fragili. Il mondo deve fermare i signori della guerra. Perché a farne le spese sono sempre gli ultimi, gli inermi». Papa Francesco arriva oggi nella Casa di Reclusione di Paliano (Frosinone) per celebrare la Messa in Coena Domini con il rito della lavanda dei piedi ad alcuni detenuti. La visita ai carcerati è occasione per una riflessione più ampia che Francesco accetta di fare con Repubblica su una missione che la Chiesa non può eludere: «Farsi prossima degli ultimi, degli emarginati, degli scartati». Dice Papa Bergoglio: «Chi non è colpevole scagli la prima pietra. Guardiamoci dentro e cerchiamo di vedere le nostre colpe. Allora, il cuore diventerà più umano».
Ma come sta vivendo Francesco questa vigilia di Pasqua caratterizzata da uno scenario mondiale ad alta tensione? « Mi viene solo da chiedere con più forza la pace per questo mondo sottomesso ai trafficanti di armi che guadagnano con il sangue degli uomini e delle donne».

giovedì 13 aprile 2017

Ospedale declassato, Corleone si mobilita

Sollecitata dai sindacati e dalle associazioni, la Commissione straordinaria che amministra il comune di Corleone ha tempestivamente convocato la riunione del Comitato "Pro Ospedale" per esaminare le refluenze della nuova rete ospedaliera sul nostro ospedale. Ed ha subito deciso di chiedere un incontro con l'assessore regionale Gucciardi per ottenere - in primo luogo - la riconferma dell'unità complessa di chirurgia e il servizio di pediatria. Dispiace che Gucciardi e il sottosegretario Faraone, che pure sono venuti a Corleone, abbiano avuto questa "disattenzione" sul nostro ospedale. Ma non è mai tardi per rimediare. Noi continueremo a batterci, senza mai dimenticare, però, che l'ospedale l'abbiamo salvato dalla chiusura e il Punto Nascita è stato salvaguardato. Questi sono punti fermi, frutto delle nostre lotte sostenute anche dalla direzione aziendale dell'Asp di Palermo. Per il resto ci stiamo provando... (dp)
                                            ***
CORLEONE - Chiesto l’incontro con l’assessore regionale della Salute al termine della riunione sull’analisi delle problematiche conseguenti alla rimodulazione del Presidio Ospedaliero di Corleone, a seguito dell’approvazione del Piano della nuova rete ospedaliera siciliana. Al confronto, convocato dalla Commissione straordinaria del Comune, hanno partecipato i sindaci dei Comuni del territorio, i sindacati sia del Presidio ospedaliero sia delle istanze territoriali e le associazioni, come espressione del comitato spontaneo per la salvaguardia dell’ospedale di Corleone. Nel documento finale hanno così sintetizzato: “Esaminate le ricadute della rimodulazione approvata, i convenuti hanno espresso forte preoccupazione per gli effetti negativi che la stessa potrebbe produrre sull’efficienza e sulla concreta operatività del presidio.

mercoledì 12 aprile 2017

Corleone, il comitato pro ospedale preoccupato per le sorti di chirurgia e pediatria. Chiesto un incontro con l'assessore regionale alla salute

QUESTO IL DOCUMENTO DEL COMITATO PRO-OSPEDALE INVIATO ALL'ASSESSORE REGIONALE ALLA SALUTE, BALDO GUCCIARDI
Si è tenuto il 12/04/2017, nei locali del Complesso Sant’Agostino del Comune di Corleone, un incontro finalizzato all’analisi delle problematiche conseguenti alla rimodulazione del Presidio Ospedaliero di Corleone a seguito dell’approvazione del Piano della nuova rete ospedaliera siciliana.  All’incontro, convocato dalla Commissione Straordinaria del Comune, hanno partecipato i Sindaci dei Comuni del territorio, i sindacati sia del Presidio Ospedaliero sia delle istanze territoriali, le associazioni, come espressione del comitato spontaneo per la salvaguardia dell’Ospedale di Corleone. Esaminate le ricadute della rimodulazione approvata, i convenuti hanno espresso forte preoccupazione per gli effetti negativi che la stessa potrebbe produrre sull’efficienza e sulla concreta operatività del presidio. Mentre, infatti, era stata accolta con sollievo la decisione di mantenere l’Ospedale proprio in relazione allo stato di sede disagiata, per la marginalità territoriale e per le difficoltà di collegamento che rendono indispensabile per la salute pubblica la possibilità di ricevere in loco cure e soccorso, la decisione di ridimensionare i reparti dell’ospedale torna ad inficiarne l’efficacia.
Particolare allarme desta la decisione di declassare il reparto di Chirurgia che non sarà più Unità Operativa Complessa ma addirittura solo posti letto "day surgery" dove si potrà svolgere attività chirurgica programmata in regime di ricovero limitato alle sole ore del giorno e, al limite, con un solo pernottamento.

“La lezione di La Torre dirigente della Cgil di Palermo”

Enzo Campo, segretario Cgil Palermo
A palazzo San Macuto iniziativa per per il 90° anniversario della nascita del dirigente del Pci
Ricordata ieri a palazzo San Macuto a Roma la figura di Pio la Torre come dirigente sindacale della Cgil di Palermo. Un ruolo meno conosciuto della vita di La Torre, ucciso dalla mafia il 30 aprile del 1982, che l'esponente politico ispiratore della legge di sequestro confisca e gestione dei patrimoni mafiosi ha svolto prima di diventare il segretario del Pci. A ricordarlo è stato oggi il segretario generale di Cgil Palermo, Enzo Campo portando i saluti, anche a nome di Cisl e Uil, in occasione di una delle iniziative organizzate per il 90° anniversario della nascita di Pio La Torre, dal titolo “La Torre, il lavoro e il sindacato”, a cura delle Fondazioni Di Vittorio, Buozzi e Pastore, alla presenza anche dei senatori Emanuele Macaluso e Giorgio Benvenuto.

Coppole, bandane e minchiate

di MATTEO SCIRE'
L'infelice immagine scelta dal governo per pubblicizzare il G7 a Taormina, la Sicilia inchiodata al solito stereotipo e quei soldi dati a chi non mette mai il naso fuori di casa e non sa che il mondo, anche da queste parti, è cambiato
Che un ristorante o un’agenzia di viaggi, per promuovere i propri affari, decida di fare ricorso a certi preconcetti tipici della Sicilia di una volta è una scelta più o meno opportuna, alcune volte moralmente discutibile. Ma che sia il governo della Repubblica italiana ad utilizzarli, com’è accaduto in occasione del G7 di Taormina, è un fatto grave.
Nel primo caso, infatti, si tratta dell’iniziativa del singolo imprenditore, che agisce in nome e per conto proprio. Nel secondo, invece, il protagonista in questione è un soggetto istituzionale che ha il compito di comunicare il volto migliore della località che ospiterà il vertice, in programma il 26 e il 27 maggio prossimi. Un appuntamento su cui saranno puntati gli occhi di tutto il pianeta.