martedì 18 dicembre 2018

Quando il boss fa volontariato


di AUGUSTO CAVADI 
La questione di estrema attualità se, e come, accogliere nelle associazioni di volontariato (cattoliche e non) persone che – dopo un periodo di detenzione - devono svolgere servizi di utilità sociale non ammette soluzioni facili. Ogni caso è un caso a sé e solo per pigrizia mentale e etica si può rispondere, sloganisticamente, con un “sempre” e con un “mai”. Ciò che le associazioni possono, e dovrebbero, fare è darsi una “carta” di criteri comuni in modo da offrire agli ex-detenuti (specie se condannati per reati di mafia) un’immagine per quanto possibile compatta, evitando la rischiosa differenziazione fra “lassisti” e “rigoristi”.

Roberto Scarpinato: ''Per i colletti bianchi c'è una sostanziale impunità''

Il Procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato

di AMDuemila
Il Procuratore generale di Palermo intervenuto alla festa di Micromega
La scorsa settimana, dal 23 al 25 novembre, a Genova, presso il Palazzo Ducale è andata in scena “Dialoghi eretici”, la prima festa di MicroMega, diretto da Paolo Flores d'Arcais. Un appuntamento in cui filosofi, scienziati, giornalisti, scrittori e magistrati si sono alternati in un serie di confronti su temi come l'evoluzione, l'amore, la scienza, la società, ma anche la giustizia. In particolare su questo punto è intervenuto il Procuratore generale di Palermo Roberto Scarpinato che, partendo da un’analisi della composizione carceraria italiana, ha analizzato lo stato dell'arte delle carceri italiane dove, a espiare effettivamente la pena, spesso finiscono coloro che occupano i piani più bassi della piramide sociale mentre praticamente risultano assenti sono i cosiddetti colletti bianchi.
Di seguito pubblichiamo l'intervento di Scarpinato che è anche contenuto nell'ultimo numero di MicroMega"La legge e la rivolta" e che è stato anche testo della Lectio "Chi ha paura della giustizia?", tenuta dall’autore il 19 settembre 2018 in occasione della XII Edizione dei Dialoghi di Trani, dedicati al tema della "Paura".
CHI HA PAURA DELLA GIUSTIZIA? 

Ospedale Ingrassia: al via l’iniziativa “ti curo leggendo”. L’obiettivo è di creare una piccola biblioteca

L'Ospedale Ingrassia

PALERMO 17 DICEMBRE 2018 – Si chiama “Ti curo leggendo”, ed è l’ennesima tappa del percorso di umanizzazione intrapreso dal Presidio Ospedaliero “Ingrassia” di Palermo. L’iniziativa, in programma da oggi e fino al 21 dicembre, ha quale obiettivo di allestire una piccola biblioteca in Ospedale attraverso la donazione di un libro. L'idea è rivolta a tutti coloro che desiderano dare il proprio contributo donando un libro nuovo, o in buono stato per “fare compagnia sia ai pazienti che ai familiari ed, anche, agli operatori”. La consegna dei libri può essere fatta dalle ore 9 alle 13 e dalle 16 alle 18.30 presso il “Punto Dono” che è stato allestito all’ingresso principale del Presidio. L'attività di raccolta è curata dai volontari AVULSS che operano nell'Ospedale con la collaborazione dei volontari del Servizio Civile della CARITAS Diocesana di Monreale. La biblioteca sarà gestita dai volontari dell'AVULSS. “Nel corso della settimana – spiegano gli organizzatori - l'Ospedale apre le porte, ancora una volta, alla cittadinanza proponendo inoltre incontri con gruppi di studenti e momenti di intrattenimento musicale per pazienti, familiari, operatori e per tutti i cittadini che vorranno condividere l'esperienza”.

Sicilia: Stefania Campo (M5s), presenta ddl su strade scrittori

Vincenzo Consolo, Leonardo Sciascia e Gesualdo Bufalino (Ph. G. Leone)

PALERMO, 17 DICEMBRE 2018 - La Sicilia di Giovanni Verga, Salvatore Quasimodo e di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, di Luigi Pirandello e Gesualdo Bufalino, di Leonardo Sciascia e Luigi Capuana, ma anche quella di Giuseppina Torregrossa, Dacia Maraini e Andrea Camilleri. L'isola alla quale si resta "ancorati", come fa l'ostrica col suo scoglio, e dove con i suoi paradossi "cambia tutto, per non cambiare niente". E' a loro che la deputata regionale del M5S Stefania Campo ha deciso di dedicare un disegno di legge. Si intitola 'Le strade degli Scrittori', si compone di 11 articoli e punta a coniugare storia e memoria, cultura e turismo, attraverso la creazione di itinerari che si intrecciano con le vite degli autori che hanno segnato la storia della letteratura italiana del 900 e contemporanea. Il ddl, che prevede il riconoscimento delle strada dello Scrittore, intende promuovere percorsi culturali, narrativi, turistici, enogastronomici nelle case natale e nei luoghi d'infanzia e di vita degli autori siciliani, con l'istituzione di un comitato promotore, che coinvolga enti locali, liberi consorzi, associazioni e camere di commercio.

lunedì 17 dicembre 2018

Sunia, domani una corona di fiori sul luogo in cui è morto Aid Abdellah. Alle 11,30 una conferenza stampa sulla condizione dei cittadini senza tetto a Palermo

Aldo col suo gatto Helios
Palermo 17 dicembre 2018 – Domani il Sunia deporrà alle 11,30 una corona di fiori sul luogo in cui è morto Aid Abdellah, il clochard di origine francese trovato senza vita. Il sindacato degli inquilini, in una conferenza stampa che si svolgerà sotto i portici di piazzale Ungheria, denuncerà l'assenza di adeguati interventi pubblici. “E' l'ottavo concittadino senza tetto che muore nella nostra città. Il Sunia Palermo – dichiarano il segretario Zaher Darwish e il presidente del comitato direttivo Nino Rocca - esprime dolore per questa nuova morte e domani alle 11,30 andremo a deporre una corona di fiori nel luogo dove è avvenuto il decesso. Riteniamo che questo nuovo episodio debba richiamare ancora di più l'attenzione affinché l'amministrazione comunale intervenga con soluzioni capaci di evitare alla cittadinanza altre perdite di vite umane, altre vittime senza un tetto che possano trovare la morte per povertà, freddo e violenza in mezzo alla strada”.

venerdì 14 dicembre 2018

WEEKEND. Il luogo. La cascata "del cuore" alle due rocche, l’altra faccia di Corleone


MARIO PINTAGRO
Il "salto" non è ampissimo, forse appena cinque metri, tuttavia è sufficiente a creare un effetto spettacolare. Perché piccolo, a volte, è bello. La cascata delle due rocche a Corleone è un sito di grande bellezza, un microambiente in cui la natura regala immagini di grande suggestione.
Appena fuori l’abitato di Corleone, si raggiunge da Palermo imboccando la strada statale per Agrigento, passando prima da Bolognetta e Marineo. Bisogna superare il centro per raggiungere il sito che i giovani chiamano il "canyon". Alla cascata bisogna andarci dall’autunno alla tarda primavera, non più tardi. Il perché è semplice: la Sicilia non è terra di fiumi né di grandi montagne e i corsi d’acqua hanno un regime prevalentemente torrentizio. Così il torrente San Leonardo, affluente sinistro del Belìce, d’estate può esaurire il suo corso, lasciando a corto d’acqua il letto ghiaioso e delusi gli amanti della natura. Ma nei mesi invernali e sino a maggio lo spettacolo è assicurato, soprattutto se le piogge sono state abbondanti. Il corso del San Leonardo, a un chilometro dal centro abitato, raggiunge una piccola gola, quasi un canyon caratterizzato da rocce sedimentarie, dai caratteristici strati. L’acqua scivola veloce sulla terrazza calcarea, si divide poi in due-tre bracci e precipita con gran fragore nella pozza sottostante di acque smeraldine.

Corleone, il sindaco Nicolosi precisa: "La lista Nuova Luce è un'aggregazione civica"

Il sindaco Nicolò Nicolosi
Con un comunicato stampa di oggi, il sindaco di Corleone Nicolò Nicolosi, ha voluto "riconfermare il carattere civico della lista Nuova Luce"; ha ribadito "l'impegno per la rinascita di Corleone e ha sollecitato l'opposizione a collaborare, pur nella distinzione dei ruoli, al perseguimento di tale obiettivo. Ha rivolto un saluto a tutti i Corleonesi ringraziandoli per la fiducia e sollecitandone il coinvolgimento nell'azione amministrativa e garantire una definitiva svolta alle prospettive di Corleone, nel pieno rispetto della legge e contro ogni volgare possibile ritorno a pratiche mafiose". 
Una precisazione necessaria probabilmente per lo "strappo" politico operato dal gruppo consiliare "Diventerà Bellissima", che ha voluto differenziarsi dalla lista di maggioranza "Nuova Luce", costituendo un gruppo a parte. E necessaria anche per "sfidare" l'opposizione del M5s (se Di Maio consentirà di usare il simbolo) sul terreno del confronto sereno nell'interesse della comunità corleonese. Infine, non appare superflua, dopo lo scioglimento per mafia, la precisazione della necessità del pieno rispetto della legge "contro ogni volgare possibile ritorno a pratiche mafiose". In sostanza, Nicolosi ci tiene a far sapere che Corleone deve voltare pagina. Ovviamente, vanno bene le dichiarazioni, ma la differenza vera sarà fatta dalla concreta azione amministrativa. (dp)   

A Corleone il XXXII Torneo internazionale di calcio giovanile


“Si tratta del primo grande evento a Corleone offerto alla città – dice il sindaco Nicolosi - dalla nuova amministrazione comunale. Giovani e Sport un binomio che insieme a tanto altro comunicherà a tutti coloro che seguono ciò che accade nella nostra cittadina (e sono tanti) le cose belle che caratterizzeranno i prossimi mesi ed anni nel segno di una svolta culturale e comportamentale irreversibile”. 
“Vorrei ringraziare il Presidente del Consiglio Pio Siragusa – aggiunge l’assessore allo sport Walter Rà - per aver messo a disposizione l'aula consiliare, casa di tutti i cittadini, per una così bella iniziativa. La valorizzazione dello sport è uno degli obiettivi programmatici di questa amministrazione, non soltanto in funzione di un corretto stile di vita, quanto soprattutto ai risvolti sociali che, anche in occasioni di simili manifestazioni, essa puó e deve avere per la città ed in particolar modo per i giovani”.

Morta Enza Venturelli, storia d'amore spezzata a 20 anni col giornalista Cosimo Cristina

Enza Venturella e Cosimo Cristina

di LUCIANO MIRONE 
Un amore spezzato a vent’anni, quando l’amore è un sogno e quando tutto è bello anche in una terra dove la mafia fa diventare brutte tante cose, un amore che si è ricongiunto ieri, giovedì 13 dicembre 2018, quando il cuore di Enza Venturelli ha cessato di battere ed ha ritrovato, nell’altro mondo, quello del suo Cosimo Cristina. Pochi la conoscevano, eppure Enza era la testimone invisibile della mafia che uccide l’amore, quello vero, quello che si vive a quell’età, quell’amore diventato straziante per i cinquantotto anni successivi, quell’amore eterno. Da quel maledetto 5 maggio 1960, quando Cosimo – il suo Cosimo – che di anni ne aveva venticinque e faceva il giornalista e fu trovato morto, Enza non ha fatto altro che parlare di lui, di quel corpo esanime rinvenuto dentro quella galleria nei pressi di Termini Imerese, con i magistrati che archiviarono il caso come “il suicidio di un cronista fallito”, guardandosi bene dall’ordinare un’autopsia con la quale si sarebbe potuto accertare scientificamente la causa del decesso, a maggior ragione se il corpo si presentava integro e pieno di ecchimosi, con una ferita alla testa più compatibile con una bastonata che con un investimento da treno.

A Termini Imerese partono i lavori di riqualificazione del porto

Da sx: Pasqualino Monti e Francesco Giunta
Il sindaco di Termini Imerese, Francesco Giunta, e il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Pasqualino Monti, hanno presentato oggi a Termini Imerese i progetti relativi allo sviluppo del porto termitano e alle prospettive per il medio e lungo termine.
“Ringrazio il presidente dell’Autorità si Sistema portuale, Pasqualino Monti, per aver mostrato, ancora una volta, attenzione nei confronti della nostra città e, in particolare, riguardo alle prospettive connesse allo sviluppo della struttura portuale”, ha affermato il sindaco di Termini Imerese, Giunta. “Nel corso dell’incontro abbiamo appreso che il nostro porto, grazie alle infrastrutture previste, potrà diventare per il trasporto merci e passeggeri punto di riferimento nel Mediterraneo - ha aggiunto il primo cittadino – quindi esprimiamo fiducia nella disponibilità del presidente Monti, nel suo farsi portavoce rispetto alle grandi compagnie di navigazione come Costa e MSC, affinché i delegati che si occupano della individuazione degli itinerari da proporre ai croceristi, partecipino al tavolo tecnico realizzato appositamente dall’amministrazione comunale da me guidata, d’intesa con le associazioni del territorio che si occupano di promozione turistica, e visitino il nostro territorio e le nostre bellezze in modo da inserire la nostra città nei circuiti delle escursioni”.

Bolognetta-Lercara. L'azienda annuncia la chiusura per ferie del cantiere a partire da lunedì. Feneal, Filca, Fillea: “Lunedì gli operai si presenteranno al lavoro”

Il cantiere Bolognetta-Lercara Friddi

Palermo 14 dicembre 2018 – Chiuso per ferie da lunedì il cantiere della Bolognetta-Lercara. L'impresa che sta eseguendo i lavori, la Bolognetta Scpa, per le vicende legate allo stato di crisi dichiarato dalla capofila, la Cpc di Ravenna, ha comunicato la chiusura del cantiere Lercara-Bolognetta a partire dall'inizio della prossima e la collocazione in ferie dei lavoratori. Non sono per niente d'accordo le organizzazioni sindacali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, che hanno contestato la decisione dell'azienda con una lettera e fatto sottoscrivere ai lavoratori una dichiarazione di messa a disposizione, con la quale si recheranno al lavoro lunedì. “I lavoratori hanno già usufruito di tutte le ferie. La collocazione in ferie è arbitraria, ed è senza una motivazione. Gli operai per noi devono rientrare al lavoro e lunedì si presenteranno infatti al lavoro – dichiarano i segretari di Feneal Uil Palermo, Filca Cisl Palermo Trapani e Fillea Cgil Palermo Ignazio Baudo, Filippo Ancona e Francesco Piastra - Vista la situazione di difficoltà, c'è la necessità di aprire una interlocuzione urgente con i commissari della Cmc, con la Bolognetta e con Anas.

giovedì 13 dicembre 2018

L’archivio Casarrubea a Palermo. Contiene la storia occulta del Paese


Il reportage. Chiesa e Cosa nostra. I parroci in prima linea nel regno della mafia


DANIELE IENNA
Viaggio tra corso Tukory e i rioni del blitz Cupola 2.0 “Qui l’illegalità nasce anche dall’assenza di diritti”
«Non lo conoscevo neanche di vista. La sua gioielleria ricade, come territorio, nella mia parrocchia. Ma in questo quartiere ci sono tante chiese vicine. Quindi può capitare che i fedeli cambino ogni domenica chiesa e non abbiano un’identità parrocchiale ben precisa». Così don Jaroslaw Andrzejewski, parroco di Sant’Agata La Pedata, riferendosi a Settimo Mineo, il padrino di Cosa nostra arrestato insieme ad altri gregari nell’operazione “Cupola 2.0”. La chiesa di don Jaroslaw si trova in via del Vespro, a pochi passi dalla gioielleria di Mineo. E su come la Chiesa possa sconfiggere la mentalità mafiosa, il parroco dice: «Noi preti facciamo il possibile per sensibilizzare le coscienze, ma il problema centrale è la mancanza di lavoro, che distrugge tantissimo l’identità del cittadino e produce molta delinquenza. Questo è un quartiere pieno di problemi: da tre anni mi batto per sistemare la piazzetta accanto alla chiesa e le forze dell’ordine si vedono poco in giro. Poi la spazzatura non offre un decoro urbano».

Il saggio di Salvatore Lupo. Lo Stato ha sconfitto la mafia più sanguinaria, parola di storico


AMELIA CRISANTINO
In “Centosessant’anni di storia” l’analisi di Salvatore Lupo che giudica riduttivo parlare di strategia del basso profilo dopo le stragi L’omicidio di padre Puglisi come ultimo atto dei gesti simbolici eclatanti. 
Venticinque anni dopo l’uscita della sua Storia della mafia,  Salvatore Lupo torna in libreria con un nuovo lavoro di sintesi, La mafia. Centosessant’anni di storia (Donzelli, 412 pagine, 30 euro), che aggiorna la materia e allarga la prospettiva sino a includere quella che viene definita «la sua figlia legittima», la mafia americana. Il primo libro è stato un long seller che ha tenuto banco per quasi un quarto di secolo, punto di riferimento e confronto per una generazione di lettori che vi ha trovato il rigore della ricerca storica, coniugato con la capacità di sintesi, per una materia ancora sfuggente: toccava allo storico trovare le risposte a una serie di domande essenziali, anche se la vecchia storiografia aveva descritto la Sicilia come una società semi-feudale e per lo più immobile, che poco si prestava a fare da sfondo al dinamismo economico esibito dai curricula di boss e gregari. La mafia sembrava ubiqua ma di ardua definizione.

mercoledì 12 dicembre 2018

Matteo Messina Denaro. Il lungo assedio al boss: a casa sua è ritratto da re

Il ritratto del boss mafioso Matteo Messina Denaro

SALVO PALAZZOLO
Nel salotto viene raffigurato con una corona. L’operazione per scovarlo prende il nome della poesia scritta da Nadia, morta in via dei Georgofili
L’ultima volta che videro Matteo scivolare fra le viuzze del centro di Castelvetrano per arrivare nella casa di famiglia correvano i primi di giugno del 1993. Era da poco esplosa la bomba in via dei Georgofili, a Firenze, facendo cinque morti. E nel salone dei Messina Denaro, c’era un quadro che raffigurava un giovane con una brocca in spalla. Chissà quando l’ha tolta quell’immagine la signora Lorenza Santangelo, la mamma del padrino che ha ideato le stragi del 1993. Al posto del ragazzo che porta l’acqua, hanno messo il volto di Matteo stile Andy Warhol, con gli immancabili Ray Ban a goccia, e la corona da re. Perché davvero è diventato il mafioso più autorevole di Cosa nostra con i suoi 25 anni di latitanza.
Venerato e rispettato dal popolo della mafia.

L'intervento del presidente del consiglio comunale di Corleone, Pio Siragusa

L'intervento di Maurizio Pascucci, capo dell'opposizione


Maurizio Pascucci pronuncia il suo intervento

Il giuramento e l'intervento del sindaco Nicolò Nicolosi

Il sindaco Nicolò Nicolosi pronuncia la formula di giuramento

Corleone, si è insediato il nuovo consiglio comunale. Siragusa eletto presidente. Suo vice Calandretti

Il Consiglio e l'amministrazione comunale di Corleone (Ph. G. Di Leo)
Si è insediato oggi pomeriggio il nuovo consiglio comunale di Corleone. Per molti dei consiglieri era "la prima volta", che non poteva non provocare emozioni. Tutti, uno per uno hanno giurato; "giuro di adempiere le mie funzioni con scrupolo e coscienza nell'interesse del comune in armonia agli interessi della Repubblica e della Regione". Una formula semplice, ma significativa. Se tutti vi manterranno fede, allora Corleone potrà aprire una nuova pagina di civiltà e progresso.

martedì 11 dicembre 2018

Boss spietati, ma volontari in chiesa. Ammetterli o no? Divisi i parroci di Palermo

DI SALVO PALAZZOLO
Il caso di Settimo Mineo fa discutere la Chiesa nel capoluogo. I capiclan in cambio ottengono un certificato di buona condotta
È scoppiata una gran voglia di volontariato fra i boss di Cosa nostra scarcerati. Il capo della Cupola, Settimo Mineo, faceva il doposcuola ai bambini di Ballarò, nella chiesetta di San Giovanni Decollato. Prima di lui, anche Giuseppe Guttadauro, u dutturi, l’ex aiuto primario della Chirurgia del Civico diventato capomafia di Brancaccio: in un’associazione di Roma, dove si è trasferito.