giovedì 19 aprile 2018

“Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo e solidale”


Importante convegno organizzato dall’Ufficio Diocesano Pastorale Sociale e del Lavoro della Curia arcivescovile di Monreale
Si terrà a Carini, presso la Fabbrica Orosoap (ex Tecnobox) Zona industriale, via G. Galilei, 15, il prossimo martedì 24 aprile, con inizio alle ore 16.00, il convegno “Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo e solidale”, organizzato dall’Ufficio Diocesano Pastorale Sociale e del Lavoro della Curia arcivescovile di Monreale. L’incontro ha l’obiettivo di riprendere il senso delle conclusioni della 48° Settimana Sociale dei Cattolici Italiani per fare un’analisi delle potenzialità e dei limiti che presenta il nostro territorio.

Corleone archeologica storica e paesaggistica a "Buongiorno Regione"

Un momento della trasmissione di Rai3 "Buongiorno Regione"
La Redazione di “Buongiorno Regione” del Tgr Sicilia ha  invitato ieri mattina Angelo Vintaloro e Mario Orlando a parlare della Corleone archeologica, storica e paesaggistica.
Si possono rivedere le interviste dopo il minuto 23° cliccando sul link che segue: 
GUARDA IL PROGRAMMA

Domenica 22 aprile 2018: Giornata della terra


Fr. GIOVANNI CALCARA
La celebrazione della “Giornata della terra” fatta propria dalla CEI (uff. naz. problemi   sociali e del lavoro, giustizia e pace) e promossa dal MCMC (Movimento Cattolico Mondiale per il Clima) e della Conferenza Europea della Commissione giustizia e pace ci offre l’occasione di poter riflettere su tutte quelle tematiche che, la “Laudato sì” dal 24 maggio 2015, data della sua pubblicazione, pone alla coscienza di ogni uomo sul futuro   della “casa comune”. Per ascoltare il grido della terra e dei poveri che la abitano, e a
metterci noi stessi in comunione con essa.

Cresce la sfiducia degli studenti nella politica e nello Stato


I risultati del questionario sulla percezione del fenomeno mafioso da parte degli studenti, condotta per l’undicesimo anno consecutivo dal Centro Studi Pio La Torre tra le cento scuole che partecipano al Progetto Educativo Antimafia 
La sfiducia degli studenti nei confronti della classe politica è elevata (81.91% nei confronti dei politici nazionali, 79.75% nei confronti di quelli locali) e il 43.33% ritiene che la mafia sia più forte dello Stato, e solo il 25.87% considera possibile sconfiggerla definitivamente. Alla domanda su quanto pensino che la mafia sia diffusa nella propria regione, il 54.19% dei ragazzi intervistati ha risposto abbastanza, il 29.30% molto, il 15.14% poco. Questi alcuni dei dati dell'indagine sulla percezione mafiosa da parte dei ragazzi condotta per l’undicesimo anno dal Centro Studi Pio La Torre tra le cento scuole che partecipano al Progetto Educativo Antimafia promosso dal Centro e i cui risultati sono stati presentati stamani presso la sede nazionale dell'Fnsi, in una conferenza stampa indetta da Centro Pio La Torre, Federazione nazionale della Stampa Italiana (Fnsi) e Articolo 21.

martedì 17 aprile 2018

Sonia Grechi, nipote di Cangelosi: "Chiedo che anche mio nonno sia riconosciuto vittima innocente di mafia!"

Sonia Grechi, nipote di Calogero Cangelosi durante il suo intervento

SONIA GRECHI
nipote di Calogero Cangelosi
(Pubblichiamo il discorso di Sonia Grechi, nipote di Calogero Cangelosi, segretario della Camera del lavoro di Camporeale, assassinato dalla mafia nel 1948, ha pronunciato lo scorso 6 aprile in occasione del 70° del suo sacrificio)
Apro il mio intervento con una serie di doverosi ringraziamenti verso chi ha dato vita a queste celebrazioni; in primis la Camera del Lavoro di Palermo e Camporeale, al sindaco che ci ha ospitati nella sala più significativa e al dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo che ha inteso coinvolgere i suoi studenti. Non riesco a trovare le parole più giuste per una ricorrenza come quella di oggi e descrivere le sensazioni che sto provando. Il calore della gente di Sicilia mi riscalda più del sole che bacia la Trinàcria. Ne sono avvolta.  Mi sento accolta come una di voi.  Ed è vero! Mi sento una di voi! La Maremma è la mia terra che amo più di me stessa, dove sono nata. Ma anche la Sicilia mi trasmette qualcosa di unico. Un legame profondo, atavico, antico, interiore. Settanta anni fa questa terra è stata bagnata dal sangue di mio nonno. Una persona unica che antepose le sue idee e le sue convinzioni alla sua stessa vita.

Finanziaria Regionale. Fava (cento passi): "In emendamento del governo tagli senza alcuna valutazione di merito o di opportunità"

Claudio Fava
“I tagli alla legge finanziaria del governo Musumeci hanno una stupefacente caratteristica: sono tutti del 15%, qualunque sia la voce di spesa o il servizio pubblico da tagliare. Senza alcuna valutazione di merito o di opportunità”. Così il deputato regionale del movimento #CentoPassi Claudio Fava. “15% in meno alle associazioni antiracket ed al fondo antiusura esattamente come all’autodromo di Pergusa. 15% di tagli alle spese pubblica in aree colpite da calamità come alla ricerca lattiero-casearia. Identico colpo di forbice, 15%, all’istituto incremento ippico (far riprodurre i cavalli) e al Teatro Massimo di Palermo. Per una spending review di così alto e scrupoloso profilo non occorreva una giunta regionale in carica: bastavano un bambino e una calcolatrice”.

Asp e comune di Trabia: un ambulatorio di neuropsichiatria infantile ed un centro per l’autismo in un immobile confiscato alla mafia

Lo Giudice, Ortolano e Candela firmano la convenzione

Il sindaco, Leonardo Ortolano, ed il commissario dell’Azienda sanitaria, Antonio Candela, hanno firmato la convenzione. Centinaia di visite per Asp in piazza, giovedì i camper degli screening saranno a Belmonte MezzagnoTRABIA 17 APRILE 2018 – Un attico di 230 metri quadrati confiscato a Trabia alla criminalità organizzata diventerà presto un fiore all’occhiello della sanità pubblica. L’immobile, che si trova in Piazza Molini n. 13, era stato trasferito al “patrimonio indisponibile del Comune” che questa mattina lo ha ceduto in comodato gratuito per 10 anni all’Asp di Palermo. La convenzione è stata firmata nell’Aula consiliare dal Primo cittadino di Trabia, Leonardo Ortolano, e dal Commissario dell’Azienda sanitaria provinciale, Antonio Candela, alla presenza, tra gli altri, del Distretto saitario di Termini Imerese, Luigi Lo Giudice.

Chiusa Sclafani, nuova intimidazione al sindaco


Sicilia, la svolta anticomunista del 18 aprile 1948


La mostra. Quella Sicilia sulla scena del delitto

Palermo, 29 luglio 1983: la strage di via Pipitone Federico

LUCIO LUCA
La strage di via Pipitone Federico gli omicidi Giuliano e Costa, il disastro di Ustica le pagine nere rilette dai rilievi della Polizia Scientifica
C’è un pezzo di storia che passa inesorabilmente dalla Sicilia. È quello che lega la mafia ai grandi misteri d’Italia, i boss più inafferrabili alla lunga scia di sangue che ha squarciato l’Isola, l’attacco di Cosa nostra all’eliminazione sistematica di chi ha consacrato la sua vita per sconfiggerla. Senza dimenticare le stragi che hanno segnato il Novecento, come quella del disastro aereo di Ustica del 1980. Eventi che finora si potevano rileggere nei libri e nelle collezioni dei giornali, negli archivi dei tg o nel mare magnum di Internet.

lunedì 16 aprile 2018

Domani “Asp in piazza” a Trabia: visite ed esami gratuiti

PALERMO 16 APRILE 2018 – Quaranta giorni dopo la prima tappa ad Isola delle Femmine, riprenderà domani (martedì 17 aprile) da Trabia “Asp in Piazza”, manifestazione itinerante sulla prevenzione organizzata per la quinta stagione consecutiva dall’Azienda sanitaria provinciale di Palermo. Sarà la centralissima Piazza Lanza ad ospitare, dalle 9.30 alle 16.30, il “Villaggio della salute”. A bordo di 4 camper ed all’interno di 11 gazebo, 40 - tra medici, infermieri ed operatori dell’Asp - garantiranno una lunga serie di prestazioni, tra cui: screening del cancro alla mammella (mammografia con mammografo digitale di ultima generazione); screening del tumore al colon-retto con distribuzione del sof test per la ricerca del sangue occulto nelle feci;

L’INTERVISTA. Pietro Anastasi: “I miei settant’anni dietro a un pallone. Io, ragazzo del Sud che stregò Agnelli”

Pietro Anastasi

MARIO PINTAGRO
D’estate, quando il sole di Sicilia è implacabile, il volto di Anastasi virava rapidamente verso lo scuro prossimo all’antracite, garantendogli un’abbronzatura duratura e precoce. Dev’essere stato allora, giovanissimo raccattapalle al Cibali, che qualcuno gli appioppò il soprannome di “Pietro u turco”. Lo avessero chiamato “il greco” forse avrebbe avuto più senso perché con quel cognome gli Elleni ancora oggi indicano la resurrezione di Cristo. Questo significa la parola greca Anastàsi. Ma lui non si curava di nulla. «A dodici anni passavo tutto il giorno a giocare al pallone, così tanto che mi abbronzavo, e sognavo dietro la porta dello stadio catanese raccattando i palloni che andavano fuori. Scattavo prima degli altri. E sognavo. Sognavo guardando i miei idoli, Charles, Sivori. Di Charles conservo ancora la foto nel portafogli. Mia moglie dissente e sostiene che in quel posto dovrei mettere la sua foto o quella dei figli».
Eccolo Pietro Anastasi da Catania, natali al quartiere Fortino, quello di Porta Garibaldi, festeggiare i suoi settant’anni. Ma c’è un altro anniversario che il centravanti di Juve e Inter di un’epoca, celebra. È il titolo europeo del’68.

Sequestrati i beni del fratello di Totò Riina: "La casa acquistata con le attività illecite"


CONFISCATI BENI PER 600 MILA EURO A RIINA GAETANO
TRAPANI. I CARABINIERI DEL R.O.S. E DEL COMANDO PROVINCIALE DI TRAPANI, hanno dato esecuzione al decreto di sequestro, emesso dal tribunale di Palermo – sezione misure di prevenzione, per un valore complessivo di euro 600 mila nei confronti  di RIINA Gaetano, ottantaquattrenne, fratello del defunto capo di cosa nostra RIINA Salvatore. Il provvedimento, che fa seguito al sequestro effettuato il 19.07.2017 a carico di RIINA Salvatore, è stato richiesto dalla Procura Distrettuale Antimafia di Palermo e si inserisce nella manovra investigativa finalizzata a disarticolare le famiglie mafiose di Corleone e di Mazara del Vallo.

Camporeale e Grosseto hanno ricordato Calogero Cangelosi, sindacalista della Cgil assassinato dalla mafia


giovedì 12 aprile 2018

Corleone, presentato dalla Commissione straordinaria il Marchio DE.CO. Corleone


Corleone
La Commissione Straordinaria nella giornata di ieri ha incontrato le Organizzazioni sociali del territorio per individuare e concordare iniziative finalizzate alla valorizzazione dei prodotti locali. Durante l’incontro, è stato tra l’altro  presentato il Regolamento sulla istituzione della Denominazione Comunale d’Origine (Marchio DE.CO. Corleone) per la tutela e la valorizzazione dei prodotti tipici e tradizionali locali, reperibile sul sito istituzionale dell’Ente. Nei prossimi giorni sarà pubblicato il bando per il concorso di idee finalizzato alla realizzazione del marchio De.Co. Corleone, che, una volta registrato,  potrà essere concesso in uso agli operatori locali, per la certificazione e localizzazione geografica dei prodotti quale carta di identità dei prodotti caratterizzati dal marchio “Made in Corleone”.

mercoledì 11 aprile 2018

“Dobbiamo colpirlo. Bum a terra”. I boss volevano uccidere il giornalista Borrometi

Il giornalista Paolo Borrometi

Siracusa, nel mirino il direttore del giornale on line "La Spia". Le microspia della polizia svelano il piano: "Ogni tanto un morto vedi che serve" 

di SALVO PALAZZOLO
I mafiosi di Pachino, profondo Sud della Sicilia, stanno perdendo la faccia con gli articoli di Paolo Borrometi, il coraggioso direttore del giornale on line "La Spia", collaboratore dell'Agenzia Agi. E hanno deciso di intervenire, un'intercettazione della polizia ha svelato parole agghiaccianti. Il 20 febbraio scorso, Giuseppe Vizzini dice: "Succederà l'inferno". Sussurra le parole, accenna a una casa da prendere in affitto a Pozzallo. "Picca n'avi". Poco gli resta. "Quindici giorni, via, mattanza per tutti e se ne vanno". È un crescendo. "Scendono, scendono, scendono una decina... cinque, sei catanesi, macchine rubate, una casa in campagna, uno qua, uno qua... la sera appena si fanno trovare, escono". I catanesi sono i killer del clan Cappello, in contatto con il capomafia di Pachino, Salvatore Giuliano, attualmente è libero dopo aver scontato 22 anni di carcere, Vizzini è un suo fedelissimo.

Lo Stato ha lasciato solo Ignazio Cutrò!


Ignazio Cutrò
FABIO MIRAGLIA
Ieri lo Stato Italiano ha deciso di togliere la scorta ad Ignazio Cutrò ed alla sua famiglia. Sua moglie ed i suoi figli, sono fuori dal programma di protezione e se vogliono uscire da casa lo faranno da soli, prendendosi tutti i rischi del caso. Via anche le telecamere da casa sua, che permettevano a polizia e carabinieri di monitorare a distanza tutto ciò che accadeva attorno alla sua residenza e di fargli vivere una parvenza di serenità almeno all’interno delle mura domestiche. A lui hanno lasciato il contentino, una scorta personale ma su un auto non blindata, tanto per non perdere completamente la faccia, per non dire che da ieri Ignazio Cutrò è solo. E Ignazio, saggiamente, ha già detto che a quella pseudo scorta rinuncerà: “Meglio che sia io a fare da esca” – ha detto – “piuttosto che qualcuno pensi che sia più facile far male alla mia famiglia”. 

L’ombra della mafia sulla rotta “business” per i migranti


SALVO PALAZZOLO
Dalla Tunisia a Marsala con i clandestini anche sigarette immesse sul mercato dal clan di Brancaccio
Sulla rotta Tunisi-Marsala operava un’attivissima agenzia di viaggi, che offriva trasferimenti su comodi e veloci gommoni. Prezzi non proprio economici, dai 3.000 ai 5.000 euro. Ma il rischio costa. Come il lusso di viaggiare in modo indisturbato, senza documenti e controlli. Sì, perché chi si rivolge a questo tipo di service ha sempre qualche problema con la giustizia. L’anno scorso, la procura distrettuale di Palermo ne aveva già smantellata una di queste agenzie. Ed era pesante il sospetto che fra i clienti ci fossero presunti terroristi. Nel giro di pochi giorni, dopo il blitz, è stata creata un’altra agenzia. Con gommoni ancora più potenti. E un’opzione allettante in catalogo: viaggi maggiormente sicuri, in due tappe. Dalle coste di Nabeul fino a Pantelleria, poi soggiorno in una comoda villetta con vista mare, quindi ripartenza verso Marsala o Mazara del Vallo.