venerdì 15 dicembre 2017

La storia sui monti Nebrodi in Sicilia.La sfida di Magda ai clan dei pascoli: “Il rifugio è mio”

Magda Scalisi
SALVO PALAZZOLO
La mafia la minaccia da mesi in ogni modo “I dipendenti sono fuggiti, ma io non mollo”
SAN FRATELLO (MESSINA) - L’ultimo raid dei maiali con le orecchie mozzate è avvenuto qualche giorno fa. «Ogni allevatore della zona fa un tipo di taglio diverso per riconoscere i propri animali, chissà chi mi sta mandando il messaggio», sussurra Magda mentre sistema la legna per il camino, accatastata davanti al rifugio. Fa un gran freddo quassù, a 1.279 metri, fra le montagne del parco dei Nebrodi, un’immensa distesa verde fra le province di Palermo e Messina che fa gola alla mafia. «Qualcuno vuole prendersi il rifugio, ci stanno provando in tutti i modi». Ora, questa giovane donna si guarda attorno. «La chiamano mafia dei pascoli», dice. 

Da Gennaro a Perriera: i drammaturghi di Palermo tra dibattito e performance al Montevergini

Nasce a Palermo, al Nuovo Montevergini in via Montevergini, il progetto #cittàlaboratorio: un laboratorio creativo che coinvolge i giovani ideato dall’assessorato alla Cultura del Comune di Palermo e dal Teatro Biondo (leggi l'articolo di approfondimento). Il primo evento è domenica 17 dicembre alle 18, quando la platea del Montevergini accoglierà una giornata di riflessione su I drammaturghi di Palermo, dalla memoria al futuro, curata da Guido Valdini, alla quale prenderanno parte Massimo Verdastro, Roberto Giambrone, Salvatore Rizzo, Giuseppe Marsala e Piero Violante. Insieme parleranno di quattro autori esemplari: Nino Gennaro, Salvo Licata, Michele Perriera e Franco Scaldati. A seguire, alle 21.15, va in scena la performance "Palermo d’autori" (Gennaro, Licata, Perriera e Scaldati): gli a Serena Barone, Aurora Falcone, Costanza Licata, Salvo Piparo, Giuditta Perriera, Melino Imparato, Massimo Verdastro

Palermo. Venticinque anni dopo il Comitato dei lenzuoli…

L’Istituto comprensivo “Giuliana Saladino” rinnova la memoria: lenzuoli esposti sulla facciata della scuola
I sei plessi dell'Istituto comprensivo Giuliana Saladino, nel quartiere San Giovanni Apostolo (Ex Cep) di Palermo, da oggi espongono i lenzuoli della legalità, in memoria dell'impegno del comitato dei lenzuoli che si costituì all'indomani della strage di Capaci.
Giuliana Saladino e la figlia Marta Cimino furono le ideatrici di questa iniziativa e, in occasione del venticinquesimo anniversario di quella grande mobilitazione popolare contro Cosa nostra, la scuola intitolata alla giornalista de L'Ora ha scelto di riportare alla memoria collettiva quelle giornate di lotta.

mercoledì 13 dicembre 2017

Nino Gennaro, Salvo Licata, Michele Perriera e Franco Scaldati al Nuovo Montevergini di Palermo

Un incontro (con letture) su Nino Gennaro, Salvo Licata, Michele Perriera e Franco Scaldati al teatro Nuovo Montevergini di Palermo

Palermo. Azzerato dai Carabinieri un “commando” di rapinatori

Numerosi in citta’ gli assalti ai furgoni carichi di tabacchi, con sequestro delle vittime e cospicui guadagni
Il 13 dicembre p.v., nell’ambito dell’indagine convenzionalmente denominata “COMMANDO”, la Compagnia CC di Palermo San Lorenzo ha eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal GIP di Palermo su richiesta della locale Procura, nei confronti di 13 persone, ritenute responsabili – a vario titolo – di “associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine” e “ricettazione”. La misura restrittiva costituisce l’esito delle attività investigative, avviate nell’ottobre 2016, in direzione di un gruppo di palermitani, dedito alla commissione di rapine ai furgoni della società C.D.T. (Centro Distribuzione Tabacchi s.r.l.), incaricata di trasportare tabacchi lavorati presso le rivendite di Palermo e provincia. (I NOMI DI TUTTI GLI ARRESTATI)

Asp di Palermo: stop alle attese, nasce smarturno

Il ticket per accedere agli sportelli si ritira a casa. Il servizio già attivo in 4 poliambulatori della città
PALERMO 13 DICEMBRE 2017 – Consente di cercare la struttura più vicina, scoprire in anticipo il numero di persone in attesa allo sportello ed ottenere il ticket senza doversi recare sul posto, poi una notifica avviserà quando è il momento del proprio turno. E’ SmarTurno il nuovo servizio realizzato dall’Asp di Palermo per facilitare e velocizzare l'accesso degli utenti agli sportelli. Basterà scaricare l’applicazione Solariq da Google Play, App Store o Windows Store per prenotare, attraverso il proprio smartphone, il “ticket” di accesso ai servizi. “L’iniziativa si inquadra nel progetto di snellimento e sburocratizzazione intrapreso dall’Azienda  - ha sottolineato il Commissario dell’Asp di Palermo, Antonio Candela, nella conferenza stampa tenutasi questa mattina nei locali della direzione generale – dopo il cambio medico online (50 mila l’anno scelte o revoche fatte attraverso internet, ndr), l’esenzione con un click (250 mila, ndr), il Myvue (offre la possibilità di ricevere online referto ed immagini degli esami di radiodiagnostica, ndr),

Palermo. Comitato dei lenzuoli, 25 anni dopo


martedì 12 dicembre 2017

Calcio a Corleone per affermare la legalità: Noi siamo CorleoneSI!!

Grandi e piccini in campo, uniti da calcio e legalità...
LA COMMISSIONE STRAORDINARIA HA ATTIVATO LA GARA PER IL RECUPERO DEL CAMPO DI CALCETTO E LA RIFUNZIONALIZZAZIONE DEL CAMPO DI CALCIO
CORLEONE - Con questo motto scritto sulle magliette colorate sono entrati in campo i bambini della Animosa Civitas accompagnati dai ragazzi della squadra di calcio di Corleone che, domenica scorsa, si è incontrata con il Panormus per disputare una partita di calcio nell'ambito del Campionato di terza categoria. Non è stata la solita partita domenicale non solo perché era presente al campo la RAI per effettuare le riprese mandate in onda domenica 10 dicembre su 90° minuto che ha dedicato il servizio alla Corleone di oggi ma soprattutto perché, a distanza di qualche settimana dall'attenzione mediatica che ha investito Corleone, i Corleonesi hanno sentito fortemente il bisogno di mostrare le energie positive del paese e di dire a tutti con fierezza Noi siamo CorleoneSI !!

MISTERI DI DICEMBRE: PIAZZA FONTANA E GOLPE BORGHESE

di PIETRO SCAGLIONE
La strage di Piazza Fontana segnò l'inizio ufficiale della strategia della tensione, finalizzata a destabilizzare la democrazia italiana per creare le condizioni per una svolta golpista e autoritaria. Il 12 Dicembre 1969, alle ore 16:37, una bomba esplose nella Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana a Milano, uccidendo 16 persone e ferendone altre 88. Secondo la magistratura fu una "strage fascista", organizzata "nell'alveo dell'organizzazione di estrema destra Ordine Nuovo"; secondo molti intellettuali, politici, sindacalisti e storici fu anche una "strage di Stato", con il coinvolgimento di apparati deviati istituzionali e repressivi. L'iniziale matrice anarchica fu un depistaggio per coprire la matrice nera: a farne le spese persone innocenti come l'anarchico Pietro Valpreda, arrestato ingiustamente e poi scagionato con tanto di scuse. Il tentativo di incastrare gli anarchici era a tali livelli che un sosia di Valpreda fu inviato sul luogo della strage per trarre in inganno i testimoni.

lunedì 11 dicembre 2017

APPELLO al SINDACO ORLANDO ed all'amministrazione comunale di Palermo

Il municipio di Palermo
PALERMO e' GEMELLATA con Khan Younis, la città della striscia di Gaza, dove, in queste ultime ore, sono stati uccisi, giovani palestinesi, colpevoli solo di avere reagito alla provocazione di TRUMP su Gerusalemme. Crediamo che il minino che Palermo possa fare, per mostrarsi solidale con la popolazione della municipalità gemellata, sia che la BANDIERA PALESTINESE, con la striscia del lutto, venga issata sui balconi della facciata del Municipio di Palermo, a Piazza Pretoria.
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Giovanni Abbagnato, Evelina Abbate, Patrizia Abbate, Gabriella Abbenante, Katia Abbruscato, Cece' Accardi, Sergio Accardi, Loredana Adrignola, Michela Alamia, Edoardo Albeggiani, Emilio Gastone Maria Angelini, Giuliana Barone, Pino Bertoldo, Carla Bessano, Gino Bianchi, Serafino Biondo, Nino Emilio Borgese, Vincenzo Brugnano, Rabia Bouallegue, Anna Bucca,

domenica 10 dicembre 2017

Rai2 90° minuto a Corleone: i giovani, il calcio, la mafia, l'antimafia


Questa sera su Rai2 90° minuto è andato in onda un servizio su Corleone e lo sport (calcio), la mafia e l'antimafia, la normalità che i corleonesi normali rivendicano e chissà se mai avranno. La nota positiva è che la Tv nazionale si occupa di Corleone, dei ragazzi di Corleone che fanno sport, che magari non saranno campioni, ma hanno tanta voglia di vivere, lottare, svagarsi. Importante la sottolineatura che lo Stato farebbe bene a dotare la cittadina di impianti sportivi degni di questo nome. (dp)

“Le Iene Show”, l’intervista a Maria Concetta Riina, figlia di Totò Riina

Maria Concetta Riina durante l'intervista a "Le Iene Show"
Redazione
“Le Iene Show” l’intervista a Maria Concetta Riina, figlia di Totò Riina, nella puntata di domenica 10 dicembre in prima serata su Italia, condotto da Nicola Savino, Giulio Golia e Matteo Viviani.
Tra i servizi della puntata l’intervista a Maria Concetta Riina: Negli scorsi giorni è balzata agli onori della cronaca la notizia che, su un sito di e-commerce, era stato pubblicato un annuncio per la prevendita di alcune cialde da caffè dedicate a Totò Riina, il boss di Cosa Nostra deceduto lo scorso 17 novembre. Questa iniziativa, secondo quanto riportato dai media, sarebbe stata lanciata dalla figlia del “Capo dei capi”, Maria Concetta, e dal genero Antonino Ciavarello, che da anni vivono a San Pancrazio Salentino (Brindisi). Il progetto ha suscitato forti polemiche, tanto da spingere il sito di e-commerce a bloccare la pagina dedicata alle cialde. Giulio Golia si reca nel piccolo centro pugliese per intervistare Maria Concetta. Di seguito alcuni stralci: GUARDA ANCHE IL VIDEO

È morto don Antonio Riboldi, prete dei terremotati e vescovo anticlan

Monsignor Antonio Riboldi
Disse: "Meglio ammazzato che scappato dalla camorra". È stato uno dei primi vescovi a sbarcare su Internet nel 1997. Le sue omelie ascoltate da migliaia di persone.
Era diventato vescovo emerito di Acerra (Napoli), monsignor Antonio Riboldi. Ma per tutti era don Antonio. È morto, a 94 anni, il prete che si fece voce dei terremotati del Belice, in Sicilia, che vivevano al freddo nelle baracche e che fu pastore in terra di camorra, in anni in cui i morti si contavano a centinaia.

LEGGI La resa dei camorristi

sabato 9 dicembre 2017

Il personaggio. Franchi, una risata che manca da 25 anni

Franco Franchi
EMILIANO MORREALE
Un omaggio in due sere al De Seta per il comico che diventò una maschera palermitana Le origini, i numeri da strada, il successo e l’accusa
Franco Franchi “maschera di Palermo”, come recita l’evento di domani al teatro De Seta, con Maresco, Ficarra e Picone e Marco Giusti. Maschera di Palermo se è vero che l’anima di Palermo è il suo sottoproletariato. Francesco Benenato, il futuro Franco Franchi, padre muratore, numero imprecisato di fratelli e sorelle, aveva iniziato la carriera dai gradini infimi del teatro di strada, fino all’incontro con Ciccio Ingrassia nel 1954, e poi nell’avanspettacolo con numeri che diventeranno noti al pubblico televisivo, a cominciare dalla celebre esecuzione di “Core ‘ngrato” continuamente interrotta. Entrati nel cinema, Franco e Ciccio dovettero normalizzarsi, ripulire la forza selvaggia e plebea della propria arte in canovacci spesso logori, ma a volte riuscendo a inserire lampi di genio. La normalizzazione fu anche linguistica: il palermitano non era tra i dialetti riconosciuti dal nostro cinema, e i due comici dovettero adeguarsi alle cadenze del siciliano “da doppiatore”, ossia alla koiné catanese che derivava dalla gloriosa tradizione del teatro di Angelo Musco.

Indagine a Palazzo delle Aquile. Le mail che accusano l’altro Orlando

Chiesto il rinvio a giudizio per il presidente del Consiglio comunale. Il reato è concussione
L’accusa a Salvatore Orlando è di quelle pesanti, tentata concussione, per aver utilizzato il suo potere di presidente del Consiglio comunale di Palermo per costringere due componenti di una commissione a scegliere il consulente a lui gradito. Orlando voleva che rimanesse al suo fianco Antonino Rera come responsabile dell’ufficio consulenza giuridica e amministrativa per le attività istituzionali dell’organo consiliare, mentre la commissione valutativa scelse Niccolò Giuffrida. «Orlando — ha spiegato alla guardia di finanza Dario Gristina, una delle due presunte vittime della tentata concussione — dopo la conclusione dei lavori della commissione valutativa che ha portato alla scelta di Giuffrida, mi ha convocato nel suo ufficio, alla presenza di Antonino Rera, invitandomi a non firmare temporaneamente il verbale, facendomi intendere chiaramente che avrebbe preferito che Giuffrida non venisse nominato».

I verbali. Comune di Palermo: “Così Totò Orlando fece pressioni”

FRANCESCO PATANÉ
L’accusa di un dirigente: “Il presidente del Consiglio mi chiese di non firmare la nomina a lui sgradita, mi irritai”Secondo Dario Gristina il politico cercò di ottenere un rinvio Obiettivo aiutare il consulente a lui vicino
Con l’ispezione dell’Autorità nazionale anticorruzione in corso, nelle stanze di Palazzo delle Aquile andava in scena una battaglia fra politici e burocrati per la nomina del consulente giuridico del Consiglio comunale. Furono dieci giorni roventi quelli dal 7 al 17 giugno 2015 nel palazzo di città. Con gli ispettori Anac nei corridoi, l’allora ( e attuale) presidente del Consiglio comunale Salvatore “ Totò” Orlando si sarebbe speso per ottenere la nomina del candidato a lui più gradito, Antonino Rera, che quell’incarico l’aveva ricoperto per oltre un decennio.
Totò Orlando voleva lui per quella posizione (che vale circa 10mila euro all’anno di indennità oltre al normale stipendio), ma i due membri della commissione valutativa Serafino Di Peri e Dario Gristina erano di diverso avviso.

giovedì 7 dicembre 2017

L’inchiesta. Chi guadagna col caos rifiuti, un business da 250 milioni

antonio fraschilla
Musumeci tratta la proroga. Ma l’emergenza ha generato un settore in mano a pochi big
C’è un sistema che da anni vive e prolifera grazie all’emergenza. Un sistema fatto dai patron delle discariche private e pubbliche, ma anche di aziende che dal nulla hanno messo su una rete di impianti di trattamento con affidamenti diretti. Un sistema che prolifererà ancora. Ieri il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti ha garantito al governatore Nello Musumeci una proroga dell’ordinanza commissariale che consente di conferire la spazzatura nelle discariche dell’Isola in deroga alle norme ambientali nazionali. Senza questa ordinanza i siti chiuderebbero. Roma darà una proroga di 3- 4 mesi. In cambio Musumeci dovrà subito avviare un piano per l’invio dei rifiuti in altre regioni o all’estero e accelerare sull’impiantistica nel breve periodo: entro l’anno riaprirà così la discarica pubblica di Enna che può ospitare 80 mila tonnellate di spazzatura.

BENI CONFISCATI SCELTE ERRATE

Umberto Santino
La chiusura delle sedi di Palermo, Napoli e Milano dell’Agenzia dei beni confiscati non è solo una decisione ingiustificata, dato che a Palermo e in Sicilia c’è il maggior numero di beni confiscati e Campania e Lombardia sono ai primi posti nell’elenco delle confische, ma è l’ulteriore dimostrazione che per i beni confiscati è mancata, e continua a mancare, una politica adeguata. Non per caso la competenza è del Ministero degli Interni e delle prefetture, come se si trattasse di un problema di ordine pubblico. Non ci vuol molto a capire che si tratta di qualcos’altro: l’espropriazione della ricchezza accumulata illegalmente non serve solo a impoverire i mafiosi ma soprattutto a fare dei beni sottratti alla mafia un patrimonio della comunità, una proprietà collettiva. E questo dovrebbe essere il terreno decisivo per costruire un’antimafia sociale, che parta dai bisogni, non predicata ma praticata. A Palermo l’assegnazione delle case confiscate ai senzatetto è stata proposta e ottenuta dal comitato di lotta per la casa, non dall’amministrazione pubblica, che ha cercato di ostacolarla, ed è stato uno dei pochi tentativi di coinvolgere strati popolari, in gran parte succubi della mafia.

GRASSO, INGROIA E LA SINISTRA PERDUTA NEI TRIBUNALI

Fabrizio Lentini
Ma cos’è la destra? Cos’è la sinistra? L’interrogativo di Gaber si ripropone in questi giorni nel caleidoscopio politico italiano. Che, come sempre, ha in Sicilia una fabbrica naturale di specchietti colorati. Piero Grasso si erge a leader di una formazione extra-Pd che abbraccia una gamma molto vasta di “sinistre”, dai no global di Luca Casarini (palermitano d’adozione) ai vecchi baroni rossi “governativi” Angelo Capodicasa e Mirello Crisafulli, dai giovani vendoliani come Erasmo Palazzotto ai grillini delusi come Francesco Campanella. Tutti liberi, si capisce. E certamente non uguali. Ma dalla Grosse Koalition anti-renziana, catalogo vivente di occasioni politiche perdute, si sfila una punta di diamante della sinistra che fu (si chiamava Rivoluzione civile, ricordate?), Antonio Ingroia. Anche lui ex pm. Anche lui reduce dalla trincea giudiziaria antimafia.

Il personaggio. La “gran signora” a capo dei boss

Maria Angela Madonia
ALESSANDRA ZINITI
Maria Angela Madonia figlia, sorella e moglie di padrini: nove anni in carcere, poi al timone temuta “ come un uomo”
Da una donna che brindava al suo matrimonio con il killer dagli occhi di ghiaccio nel carcere dell’Ucciardone mentre Giovanni Falcone saltava in aria a Capaci non ci si poteva aspettare altro. Figlia di boss, sorella di boss, moglie di boss, nove anni in carcere come un boss, tornata libera due anni e mezzo fa, il primo pensiero di Maria Angela Di Trapani non poteva che essere quello di tenere alto i due nomi di famiglia, Di Trapani e Madonia, e andarsi a riprendere le redini del mandamento di Resuttana.
Decisa e influente « come un uomo » , rispettata e temuta anche da chi, nei ranghi di Cosa nostra, mal sopportava il ruolo direttivo di una donna, la « gran signora » , come qualcuno la chiamava, è stata anche una capomafia innovativa, pronta a introdurre, tra mille mugugni, lo stipendio minimo per la sopravvivenza dei picciotti del clan: 500 euro cui aggiungere la percentuale relativa alle attività criminali svolte per la “ famiglia”. Una « primazia criminale», come la chiama il gip, quella di Maria Angela Di Trapani, che mirava a una riorganizzazione della catena di comando del mandamento di Resuttana, da sempre uno dei più potenti negli equilibri di Cosa nostra, regno prima dei Di Trapani, poi dei Madonia, infine dei Lo Piccolo.