giovedì 18 aprile 2019

La Festa della Liberazione a Palermo


La CGIL ha organizzato la manifestazione del 25 Aprile, prevedendo- tra l'altro - un corteo che partendo dal Giardino Inglese alle ore 10 raggiungerà Piazza Verdi. Assieme a tante associazioni abbiamo condiviso l'importanza della festa di liberazione, in un momento in cui i valori di libertà, giustizia, solidarietà, uguaglianza e pace, vengono messi in discussione in Italia come in Europa da forze antidemocratiche e sovraniste. È fondamentale la partecipazione di tutti. A seguire il PROGRAMMA delle attività della giornata e il documento condiviso con ANPI E ARCI.

Il personaggio. Spia o doppiogiochista? Vaccarino, sindaco dei misteri

Antonio Vaccarino

È stato primo cittadino di Castelvetrano tra il 1982 e l’83 e ha sempre rivendicato di essere un “ uomo dello Stato” Ma sono tanti i punti oscuri
Per tre anni, fra il 2004 e il 2006, si scambiava pizzini con l’imprendibile Matteo Messina Denaro. «Ma ero un infiltrato dei servizi segreti», esordì quando la procura di Palermo cominciò ad indagare su di lui. Il professore Antonio Vaccarino, ex sindaco di Castelvetrano fra l’ 82 e l’ 83, ha sempre rivendicato di essere un « uomo dello Stato » . Anche se aveva avuto una condanna per traffico di droga e due pentiti – Vincenzo Calcara e Giacoma Filippello – lo accusavano di essere stato il braccio operativo di Francesco Messina Denaro, il padre di Matteo, al Comune.

mercoledì 17 aprile 2019

Castelvetrano. Le intercettazioni che Vaccarino passava ai mafiosi

Antonino Vaccarino
Con l'uso che tu sai di doverne fare e con la motivazione che la tua intelligenza sa che mi spinge, un colloquio tra due secondo me pezzi di fango e nient'altro perché non ce ne è altri qua, eh dice c'è andato a fare il funerale fa finta a questo fango che si è pentito che si lanzò tutto (che ha confessato, ndr)”.
Sono le cinque del pomeriggio dell’8 marzo 2017 e a parlare è Antonio Vaccarino, ex sindaco di Castelvetrano fino ai primi anni novanta, accusato di avere passato al mafioso Vincenzo Santangelo, proprietario di fatto di un’agenzia funebre, la trascrizione di un’intercettazione. Trascrizione che Vaccarino aveva ricevuto da Alfio Marco Zappalà, tenente colonnello (all’epoca maggiore) in servizio al centro operativo della D.I.A. di Caltanissetta. Allo Zappalà invece l’avrebbe inviata, con delle foto via Whatsapp,  l'appuntato Giuseppe Barcellona, in servizio presso il N.O.R.M. dei carabinieri di Castelvetrano, tra coloro che con le cuffie, materialmente trascrivono le tracce audio.

Pascucci (minoranza consiliare Corleone): "Parteciperemo alla manifestazione del 25 aprile per la Liberazione!"


Pensiamo che il Ministro dell’Interno Matteo Salvini debba evitare di venire a Corleone ad inaugurare la nuova sede della Polizia di Stato nella giornata del 25 Aprile. Il gruppo di minoranza del Comune di Corleone si dissocia dalla manifestazione che vedrà il Ministro Matteo Salvini presente sul nostro territorio in occasione della festa della liberazione. In tale giorno è giusto fermare l’attenzione su questa solenne manifestazione, iniziando con una parola che ripetiamo spesso ma talvolta, troppe volte, con superficialità, senza vera intenzione: la parola è grazie. Quest’anno, a settantaquattro anni dal giorno della Liberazione dalla dittatura fascista, è anche il giorno del sentito omaggio e ringraziamento alle donne e agli uomini che lottarono perché un futuro migliore rispetto al presente che stavano vivendo potesse essere possibile. Quel futuro che loro sognavano, fatto di democrazia e libertà, oggi è il nostro presente.

Corleone, decidiamo insieme cosa fare il prossimo 25 aprile


Un gruppo di cittadini di Corleone e dei comuni del circondario, giovani e meno giovani, vuole ricordare a tutti che il 25 aprile è LA FESTA DELLA LIBERAZIONE. Lo ricorda a Salvini e lo ricorda a tutti i cittadini. Si sta pensando ad un'iniziativa. Su quali e con quali modalità se ne discuterà fra poco nei locali del Centro multimediale di piazzale Danimarca a Corleone. Ci andremo. (dp) 
Questo il comunicato stampa, diramato:
«Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l'occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine... »

Palermo. Polizia, volantinaggio in Prefettura per il mancato rinnovo del contratto.


“Sei euro di aumento in busta paga. Chiediamo che ci restituiscano piena dignità”.
Palermo 17 aprile 2019 – Mobilitazione anche a Palermo stamattina dei poliziotti per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro. Un volantinaggio organizzato dal Silp per la Cgil. dalla Cgil Palermo e dalla Funzione Pubblica Cgil Palermo si è svolto davanti alla Prefettura. “Chiediamo attenzione per gli operatori e le operatrici del settore e risorse per rendere efficiente l'amministrazione ai fini di un modello di sicurezza basato sulla prevenzione – dichiara Pietro Colapietro, segretario nazionale Silp Cgil, presente al sit-in davanti alla sede della Prefettura in via Cavour - Che si passi dalla parole ai fatti.

Corleone, le disfunzioni dello sportello Amap: un solo giorno di apertura settimanale, che non di rado salta

Così si presentava il portoncino dello sportello
Amap lo scorso lunedì 15 aprile
"Si avvisano gli utenti che lo sportello Amap oggi rimarrà chiuso". C'è scritto così dietro il portoncino del locale comunale di via Firmaturi dove ogni lunedì tante persone di Corleone (ma anche di altri comuni della zona) di recano per trattare problemi relativi alle loro utenze idriche. Nella fattispecie lo sportello è rimasto chiuso lunedì 15 aprile (l'avviso però l'hanno affisso a fine mattinata, dopo le nostre proteste). Ma è accaduto tante altre volte che la gente aspettasse inutilmente. E il malumore cresce sempre di più. "Non solo - dice una signora - vengono un solo giorno alla settimana; non solo l'impiegato di turno non arriva mai prima delle 9,30 e a mezzogiorno va via; ma spesso per un motivo qualsiasi il turno salta per l'assenza completa dell'impiegato dell'Amap". Tra l'altro, le persone sono costrette a fare il turno in piedi in mezzo alla strada (via Firmaturi) senza marciapiedi, al freddo e alla pioggia in inverno e sotto il caldo torrido d'estate.
Rappresentiamo la problematica al sindaco Nicolò Nicolosi, che per la verità già conosceva la questione. Ci assicura che ha chiesto all'Amap di portare almeno a due aperture settimanali. E si è impegnato a trasferire l'ufficio/sportello in via Salvatore Aldisio, nell'immobile confiscato ai Lo Bue ed utilizzato dal comune. Lunedì andremo a verificare cosa succede. (dp)


Palermo. Gli studenti puliscono la lapide di La Torre e Di Salvo

Un momento della pulizia della lapide
Questa mattina la lapide commemorativa di Pio La Torre e Rosario Di Salvo è stata pulita dagli studenti delle tre scuole che l'hanno adottata: l'elementare "Ragusa-Moleti", l'IIS "Vincenzo Ragusa-Otama Kiyohara-Filippo Parlatore" e l'ITET "Pio La Torre". Presenti il presidente del Centro Pio La Torre, Vito Lo Monaco, il vicesindaco di Palermo, Fabio Giambrone, l'assessore Giusto Catania, il presidente della IV Circoscrizione, Silvio Moncada e Tiziana Di Salvo, figlia di Rosario. I ragazzi hanno deposto anche trentasette rose rosse, il numero degli anni trascorsi dall'omicidio politico-mafioso di La Torre e Di Salvo.

martedì 16 aprile 2019

COMUNE DI CORLEONE: AVVISO BILANCIO PARTECIPATIVO ANNO 2019


PREMESSO che, in ottemperanza a quanto previsto dall'art. 6 c.1 della L.R. 5/2014, e s.m.i., è fatto obbligo ai comuni assegnatari "di spendere almeno il 2 % delle somme loro trasferite, in attuazione del presente decreto con forme di democrazia partecipata, utilizzando strumenti che coinvolgano la cittadinanza per la scelta di azioni di interesso comune, pena la restituzione nell'esercizio finanziario successivo delle somme non utilizzate secondo tali modalità" e che la quota del 2% viene a determinarsi in € 12.000,00;
VISTO il "Regolamento comunale del bilancio partecipativo - finalizzato all'attuazione del comma 1 dell'art. 6 della L.R. n. 5/2014 e s.m.i. sulle forme di Democrazia Partecipata" approvato con delibera della Commissione Straordinaria n. 11 del 5 aprile 2017;

INVITANO
(Scarica la scheda di partecipazione)

lunedì 15 aprile 2019

Scontro sulla S. Cipirello - Partinico: perde la vita una donna di 56 anni

La Golf coinvolta nell'incidente mortale

LEANDRO SALVIA
SAN CIPIRELLO. Scontro mortale sulla strada provinciale che collega San Cipirello con Partinico. Questa mattina, poco prima delle ore 10 una Volkswagen Golf grigia ed un camion Iveco si sono scontrati all’altezza del chilometro 9 e 700. Teatro dell’incidente la sp 2, in contrada Quarto Mulino. L’impatto è avvenuto all’altezza di una curva che si trova pochi metri prima della diramazione per la sp 138. Il manto stradale era insidioso per le abbondanti piogge della ore precedenti. Nello scontro ha perso la vita Giacoma Randazzo, 56 anni casalinga di San Giuseppe Jato. La donna viaggiava nel sedile posteriore dell’utilitaria guidata dalla figlia. A bordo c’erano anche un’altra figlia ed un’amica. Le quattro donne erano dirette a Partinico per una visita ostetrica della figlia incinta. Per cause ancora in corso di accertamento la loro auto ed il camion guidato da un uomo sono entrati in collisione.

Palermo: testano il bazooka artigianale in strada, due denunciati dai carabinieri


Sabato pomeriggio una pattuglia della Stazione di Palermo Olivuzza stava transitando in via Narbone quando ha notato due giovani armati di un cannoncino artigianale intenti a sparare delle patate, mettendo in pericolo l’incolumità dei passanti. I due identificati nei palermitani C.f.g. 30enne e P.g. 29enne, alla vista dei militari dell’Arma, hanno consegnato il manufatto, riferendo che stavano provando la funzionalità del mini bazooka fatto in casa e di aver trovato su internet le istruzioni passo dopo passo per costruirlo ed assemblarlo. Sono stati deferiti in stato di libertà dai Carabinieri con l’accusa di porto di armi od oggetti atti ad offendere ed esplosioni pericolose. L’oggetto nonostante possa sembrare apparentemente innocuo, è una vera e propria arma che se utilizzata impropriamente può essere molto pericolosa e potenzialmente letale.

domenica 14 aprile 2019

La Sicilia sempre più leghista: il sindaco di Chiusa Sclafani passa con Matteo Salvini

Gli amministratori comunali di Chiusa Sclafani passati con la Lega.
Da-sx: Stefano Sciabica, Pietro Giammalva, Francesco Di Giorgio,
Stefano Candiani, Agata Milazzo, Igor ed Elio Ficarra

La Sicilia sempre più leghista. Il partito di Matteo Salvini miete consensi arruolando sindaci e consiglieri comunali. Gli ultimi ad aderire in ordine di tempo amministrano un piccolo centro in provincia di Palermo, tremila abitanti fra le colline del Corleonese. Sono il sindaco Francesco Di Giorgio e il suo vice, Stefano Sciabica, affiancati dalla giovane assessore Agata Milazzo. Si aggiungono a tre loro colleghi che avevano già detto sì al Carroccio qualche mese fa: il presidente del Consiglio comunale, Elisa Gendusa, e altri due consiglieri, Pietro Giammalva e Teresa Marchese. Benvenuti a Chiusa Sclafani, il Comune più leghista di Sicilia.

Salvini a Corleone il 25 aprile, le reazioni del paese. «Lo abbiamo invitato noi - dice il sindaco - ma la data l'ha scelta lui»

ANDREA TURCO
La scelta del vicepremier di celebrare la liberazione della mafia invece che quella dal fascismo ha scatenato malumori, spiegazioni da parte del Comune e un po' di indifferenza nel resto della popolazione. «Questa terra non può essere fatta solo di forze dell’ordine e mafiosi»
«Corleone e la Sicilia non si aspettano tanta strumentalità dal ministro degli Interni. Ne hanno vista tanta e per tanto tempo». Dino Paternostro è uno che non le ha mai mandate a dire. Giornalista e responsabile del dipartimento Legalità della Cgil Palermo, Paternostro commenta senza peli sulla lingua l'annunciata visita di Matteo Salvini a Corleone per il prossimo 25 aprile. A tre giorni di distanza dalle Comunali (nel Palermitano però si vota a Bagheria, Monreale, Cinisi, Bonpietro e Roccamena) ma, soprattutto, nel 74esimo anniversario della liberazione dell'Italia dalla dittatura nazifascista. «Onore alle nostre forze dell'ordine - scriveva ancora ieri il ministro degli Interni alla festa della polizia -  Il 25 aprile non parteciperò a sfilate, ma sarò in mezzo a loro a Corleone perché la liberazione, in tutta Italia, dal cancro di mafia, camorra e 'ndrangheta è la nostra ragione di vita». Una scelta che però non è stata apprezzata da tutti. Soprattutto per aver fatto sostituito la liberazione dal fascismo. 

Corleone, "Verità e Amore. La passione vivente". Mostra fotografica di Vincenzo Di Carlo


La feste di Pasqua sono fortemente partecipate in tutta la Sicilia e costituiscono parte integrante del bagaglio di celebrazioni rituali che si ripetono annualmente.  In coincidenza con il primo plenilunio di primavera, infatti  ogni anno, si reiterano pratiche devozionali in cui il buio è premessa di luce. Suoni cupi, marce funebri e lamenti presentificano il caos cosmico, la morte che preannuncia la vita e la Rinascita. La Via Crucis viene drammatizzata in diversi paesi dell’Isola. Nel 2009 a Corleone si svolse per le vie della cittadina la rappresentazione itinerante della Passione Vivente. Un evento in cui si registrò una grande partecipazione della popolazione e che, in occasione dell’imminente Settimana Santa, è raccontato dagli scatti singolari di Vincenzo Di Carlo. La manifestazione drammatica, vissuta dalla Città come momento eccezionale del calendario festivo , venne organizzata dal Comitato Venerdì Santo a Corleone e realizzata egregiamente dal Gruppo Teatrale CEPROS “ Pino Palazzo” di Corleone.
La Mostra fotografica “Verità e Amore. La Passione Vivente” dell’autore Vincenzo Di Carlo curata da Rosanna Paternostro, è stata inaugurata domenica 7 aprile nella Chiesa di San Ludovico, a Corleone. L’esposizione resterà aperta ai visitatori fino alla Domenica di Pasqua 21 aprile.

sabato 13 aprile 2019

E se il 25 aprile a Corleone si festeggiasse la Liberazione?


DINO PATERNOSTRO
Il ministro dell’interno Matteo Salvini crede di essere furbo, ma è infantile a contrapporre la lotta alla mafia alla liberazione dal nazifascismo. Se venisse a Corleone il 24 o il 26 aprile (meglio avrebbe fatto a venire lo scorso 21 marzo quando in tutt’Italia si ricordavano le vittime innocenti di mafia) ci si potrebbe confrontare seriamente sulla lotta alla mafia e sulla necessità di promuovere legalità e sviluppo nei nostri territori. Magari partendo dalla necessità di creare il lavoro che non c’è o le infrastrutture viarie ormai fatiscenti. Ma al sig. ministro non interessa questo, non ha nessun valore in cui credere. Né la lotta alla mafia nè la liberazione. É solamente uno squallidamente cinico che cerca in ogni modo di carpire il consenso degli italiani. Ma di ricerca spasmodica di consenso in politica si può pure politicamente morire. E dispiace che alcuni lettori non colgano l’esatto significato delle nostre osservazioni. Dispiace che del 25 aprile non colgano il profondo significato, lasciandosi andare al tifo nei confronti di Salvini. Il tifo si fa negli stadi, non governando un Paese serio come l'Italia.

Salvini e l’antimafia pret à porter

Piero Violante
La notizia è che Salvini, il 25 aprile - anniversario della Liberazione - verrà in Sicilia anziché riparare nella villa del padre della sua ultima fidanzata di cognome Verdini. La scelta di Corleone si offre come la prova definitiva della meridionalizzazione della Lega e come segnale dell’impegno antimafia di un lumbard che è restio a riconoscere la mafia a casa sua. Per Salvini la mafia resta cosa siciliana e va combattuta con i cannoli (Cuffaro docet). La meridionalizzazione salviniana è anche rafforzata dall’uso del discorso indiretto: pregiare una cosa per attaccarne un’altra. La mafia rimane cosa nostra e la lotta alla mafia - nemmeno un professionista dell’antimafia inventivo come Montante lo aveva pensato - è interpretata come antidoto alla Resistenza, alla “retorica” del 25 Aprile declassato a evento divisorio. A corollario del discorso indiretto Salvini pone che l’antimafia è la democrazia mentre il 25 aprile apre alla dittatura. La pacchia è finita anche per la Costituzione? Ma Salvini non è un ministro che ha giurato fedeltà alla Costituzione che origina da quel 25 aprile da lui declassato?
La Repubblica Palermo, 13 aprile 2019

Ci vuole abilità: I dimenticati del reddito di cittadinanza


PATRIZIA GARIFFO
Da tempo mi occupo di disabilità e ho potuto notare alcune discriminazioni riguardo alla pensione di cittadinanza. In tutta Italia i genitori di molte persone disabili non potranno accedervi, pur rientrando nei parametri Isee, perché facendo sacrifici hanno risparmiato per assicurare un futuro ai propri figli, quando loro non ci saranno più. Così, non si potrà avere diritto al beneficio se, negli anni, si è avuta la possibilità di accumulare una cifra che superi i 13mila euro. Denaro destinato a garantire l’accudimento per i propri familiari. Ciò significa che questo provvedimento, annunciato come la soluzione per le persone più deboli, non lo è per tutte. Maria Francesca Briganti
Questa è una parte della lunga lettera aperta che la nostra lettrice ha scritto al vicepremier Matteo Salvini e al Ministro della Famiglia e della Disabilità, Lorenzo Fontana, e che ha girato al nostro giornale. Si è fatta portavoce anche della delusione di tutti coloro che, dopo la creazione di questo Ministero hanno "sperato in una presa in carico globale delle persone diversamente abili, non solo dal punto di vista dell’assistenza, ma anche dal punto di vista economico". Ad oggi tutto questo è stato disatteso e, ora, si aggiunge pure la palese discriminazione di cui è vittima chi, con fatica, ha creato un piccolo tesoretto per proteggere i figli disabili, che lo Stato tutela più a parole che con i fatti.

La memoria. Le tute blu dei Cantieri e la coscienza sindacale in un piatto di minestra


CLAUDIO REALE
Si intitola "120 anni di lotte per il lavoro" il convegno della Cgil per ricordare a dieci anni dalla morte il sindacalista della Fiom Peppino Miceli e riflettere sulla tradizione che nell’Ottocento portò all’Expo nazionale
Un giorno, nel pieno della rinascita, 25 operai entrarono in mensa. Erano appena stati assunti, e ai Cantieri navali si serviva la minestra: «Nel piatto d’alluminio — racconta uno di loro, Giuseppe Reina, che poi fu per quasi 40 anni delegato Fiom — c’erano i vermi che galleggiavano. Ci alzammo: "Buttiamo tutto all’aria". A fare la guardia c’erano dei mafiosi: misero la mano alla pistola, ma non ebbero il tempo di minacciarci. Migliaia di operai ci seguirono lanciando i piatti. Il giorno dopo la mensa era pulita». Così, in un giorno qualsiasi, nel Dopoguerra della rinascita era sorta — o meglio era risorta — la coscienza sindacale nel cuore operaio di Palermo, appunto i Cantieri: oggi i protagonisti di un secolo di lotte sindacali — da Reina a Ottavio Terranova, da Luigi Colombo ai leader più recenti come Francesco Foti e Serafino Biondo — si ritroveranno a Villa Niscemi per ricordare i 10 anni dalla morte dello storico dirigente Fiom Peppino Miceli, ma anche per ripercorrere il filo di "120 anni di lotte per il lavoro", secondo la traccia del titolo del convegno.

Piana degli Albanesi e Sciacca, il filo rosso della memoria


di ILARIA ROMEO 
Cerimonia di gemellaggio in onore di Accursio Miraglia e delle vittime di Portella della Ginestra. L’atto sottoscritto dai sindaci delle due città: “Un regalo alle nuove generazioni, affinché facciano tesoro del sacrificio di chi li ha preceduti”
Si è svolta oggi (11 aprile) al Multisala Campidoglio di Sciacca la cerimonia di gemellaggio tra la città in provincia di Agrigento e Piana degli Albanesi, nel Palermitano, nel nome del sindacalista Accursio Miraglia e delle vittime di Portella della Ginestra. A sottoscrivere l’atto di gemellaggio i sindaci Francesca Valenti e Rosario Petta, “per legare sempre di più le nostre comunità, mantenere viva con ogni mezzo la memoria comune, perpetuandola e consegnandola alle nuove generazioni, affinché facciano tesoro del sacrificio di chi li ha preceduti”.

mercoledì 10 aprile 2019

Salvini il 25 aprile in Sicilia: "Nessuna sfilata, andrò a Corleone a sostenere le forze dell'ordine". Fiano (Pd): "Sconcerta che si ricordi della lotta alla mafia solo per offuscare il valore della lotta di liberazione dal nazi-fascismo"


Matteo Salvini
Il 25 aprile a Corleone. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini conferma che sarà in Sicilia e a margine della festa della polizia a Roma sottolinea: "La lotta a camorra, 'ndrangheta e mafia è la nostra ragione di vita. Il 25 aprile non sarò a sfilare qua o là, fazzoletti rossi, fazzoletti verdi, neri, gialli e bianchi. Vado a Corleone a sostenere le forze dell'ordine nel cuore della Sicilia". Il ministro lo dice in risposta a Carla Nespolo, presidente nazionale dell'Anpi, che ha parlato di visita propadandistica. "E' istituzionalmente doveroso che Salvini esca dalla sua brutale propaganda - ha commentato - contro una festa nazionale che ricorda tante donne e uomini sacrificatisi per ridare all'Italia la libertà sottratta dalla violenza e dai crimini del fascismo e del nazismo".