lunedì 16 luglio 2018

Palermo, il 19 luglio video intervista inedita di Fiammetta Borsellino a "No Mafia Memorial"

Fiammetta Borsellino

Anniversario della strage di via D’Amelio - giovedì 19 luglio a Palazzo Gulì - video intervista inedita a Fiammetta Borsellino - Memoria è ricerca della verità. Per la giustizia e per guardare al futuro.
Giovedì 19 luglio dalle 10,00 alle 18,00 nell’atrio di Palazzo Gulì sarà proiettata in continuo la video intervista inedita che Fiammetta Borsellino ha rilasciato in esclusiva a No mafia Memorial. A seguire interventi in video del Sindaco di Palermo Leoluca Orlando e di Umberto Santino, Presidente del Centro Impastato e una video testimonianza di Shumi Dalia Aktar, componente della Consulta delle Culture di Palermo. Dopo il giorno del 26° anniversario della strage di via D’Amelio, l’iniziativa proseguirà con gli stessi orari fino a domenica 22 luglio.

Paolo Borsellino, "Legami di Memoria 2018"


L'ulivo di via d'Amelio: pace, mediterraneo e co-(r)esistenze
h. 21.00
Atrio della Biblioteca comunale 
piazza Casa Professa, Palermo

Interventi:
Eliana Calandra, direttrice Biblioteca Comunale
Enrico Deaglio, giornalista
Asmaa Dwikat, Università di Nablus, Palestina
Ana Elena Altuna, Carovana “Abriendo Fronteras”
Rita Borsellino
Intervento teatrale di 
Gigi Borruso
Dario Frasca 

L'iniziativa, organizzata dall’Arci e dal Centro studi Paolo Borsellino, con il sostegno della Biblioteca comunale di Palermo, è nata nel 1994 come una staffetta poesia e artistica: la prima edizione si è svolta lungo la marcia Capaci - D'Amelio con attori e poeti che interpretavano brani con soste in punti significativi del percorso.

''Paolo Borsellino: pezzi mancanti di una strage annunciata''


Palermo, martedì 17 luglio 2018 ore 20,30 presso l'Atrio della Facoltà di Giurisprudenza (via Maqueda, 172) in occasione dell'anniversario della strage di via d'Amelio avrà luogo la conferenza "Paolo Borsellino: pezzi mancanti di una strage annunciata", organizzato dall'Associazione culturale Falcone e Borsellino in collaborazione con la Rete Universitaria Mediterranea e ContrariaMente.

Corleone. Chitarre e violini contro la mafia

Massimo Pasqua, insegnante
di Massimo Pasqua
A Corleone, a casa nostra, accade anche che si vedano processioni non fatte da persone con abitini e belle statue lignee del settecento, ma processioni di ragazzini che con chitarra, violino o altro si recano a scuola di pomeriggio per le prove di strumento musicale, un piccolo esercito di ottanta ragazzini circa che poco dopo la fine delle lezioni mattutine, rientrano a scuola senza zaini, ma con uno strumento in spalla.
Queste particolari processioni sono avvistabili normalmente due volte la settimana, ma nella fase finale dell’anno scolastico sono quasi giornaliere per prepararsi ai concorsi e ai saggi. Già da qualche tempo la scuola secondaria di primo grado “Giuseppe Vasi” ha istituito i corsi ad indirizzo musicale per chitarra, flauto traverso, pianoforte e violino e in pochi anni quella che sembrava una scommessa a perdere è diventata una realtà solida a cui tanti alunni e famiglie ambiscono.

domenica 15 luglio 2018

Rete ospedaliera in Sicilia. Salvi i mini-ospedali, tagli ai privati


ANTONIO FRASCHILLA
La giunta Musumeci vara la “rete”. Nelle strutture pubbliche via 89 primari, le case di cura ne perdono uno su due
Un taglio del dieci per cento dei primariati pubblici di Sicilia, tolde di comando ambite e spesso controllate dalla politica più che dal merito. Nella sanità privata il taglio delle “unità funzionali”, omologhe dei primariati, sarà invece del cinquanta per cento. Salvi gli ospedali di Barcellona Pozzo di Gotto, Petralia Sottana e Giarre, che avranno nuovi reparti, un po’ in controtendenza rispetto all’accentramento di reparti ospedalieri come si fa nel resto del Paese. Ma le pressioni politiche lì erano fortissime.

Sintonizzatevi su Radio Corleone 90034

Simonpietro Cortimiglia, operatore socio-assistenziale

A Corleone, a casa nostra, c’è una bella giornata, si sta decisamente bene! La sensazione è quella del Macondo milanese o del Saman trapanese di Mauro Rostagno... un fluido di libertá che vagando in lungo e in largo rigenera corpo e mente! Sono le sei del mattino e siete sintonizzati sulle frequenze di Radio Corleone 90034.

Corleone. Sono Ivana e sono una maestra

Ivana Di Cristina, maestra
Sono Ivana e sono una maestra. A Corleone, a casa nostra è presente “la” Scuola, colei cioè che istruisce, forma, educa. E ci accompagna durante la crescita. A Corleone, a casa nostra è presente “una” Scuola e il suo nome è Istituto Comprensivo Giuseppe Vasi.
A Corleone, a casa nostra sono presente anch’io. La maestra!

Corleone, in ricordo di suor Maria Cira Destro


Suor Maria Cira Destro
Quest’anno ricorre il duecentesimo anniversario della morte della sorella Corleonese, suor Maria Cira Destro, una persona morta in odore di santità.
Nella sua esistenza terrena, si distinse per umiltà, massima religiosità e ubbidienza, a 19 anni, nel 1801, entro nel monastero dell’annuziata (Batia nuova) di Corleone, il 10.10.del 1802, vesti l’abito monacale e dopo un anno di noviziato precisamente il 07.04.1804, prese i voti di professione dell’ordine francescano. Delle sue virtù di taumaturgo e delle doti sopranaturali, vengono riportate nei tanti documenti cartace lasciataci da persone suoi coetanei, in archivio della nostra madre chiesa di san Martino vi sono diverse testimonianze, oggi oggetto di studi, ve ne sono anche nell’ archivio diocesano di Monreale.

Parole di scorta (di Massimo Gramellini)

Walter Veltroni
“Sonia Toni, che fu moglie di Beppe Grillo e resta fervente patriota pentastellare, scrive sui social di avere sorpreso Veltroni al ristorante con la scorta e si domanda: «Chi paga?». Il popolo delle tastiere raccatta parole appuntite e dà inizio alla lapidazione: c’è chi auspica una replica del processo di Norimberga per i fruitori di scorte non autorizzate dalla Salvini & Associati. Il quarto d’ora d’odio è interrotto dalla replica del reprobo. Altri caricherebbero a testa bassa, ma Veltroni non viene mai meno alla sua fama di avverbio e «pacatamente» risponde di non avere la protezione da anni. Chiama la sua accusatrice «cara signora» e le segnala che quelli che lei ha scambiato per uomini della scorta erano normalissimi commensali. 

Schiaffi e umiliazioni in classe a Corleone. La maestra violenta rinviata a giudizioGiornale

Giornale di Sicilia, 14 luglio 2018

LA RECENSIONE. Roberto Alajmo, L'estate del '78


Donatella Marinello
Nel settembre del ‘69 la famiglia Alajmo si trova a Parigi quando la falcata di uno sconosciuto invade per caso  uno scatto fotografico che ritrae i due figli della coppia davanti all’Opéra; le gambe  dell’uomo oscurano del tutto  un  fratello mentre  l’altro, io narrante del romanzo , è solo  appena nascosto dall’irruzione : Chissà se almeno  quel signore  ha fatto in tempo ad arrivare dove correva, si chiede l’autore.
Anche il romanzo di Roberto Alajmo  - L’estate del ‘78 , edito da Sellerio -  stigmatizza una corsa, durata anni, di un figlio verso la madre Elena, scomparsa tre mesi dopo un pomeriggio d’estate quando si incontrano per l’ultima volta; l’autore, tutto preso dagli esami di maturità, rimane  stupito dalla presenza  della donna, la quale vive da tempo da sola, dopo essersi separata dal marito. I due si scambiano un saluto frettoloso e senza troppi fronzoli sentimentali-  né carico di presagi sinistri o di premonizioni - che si rivelerà essere un addio.

venerdì 13 luglio 2018

Il mito Rosalia più forte dei dubbi di Oxford


AMELIA CRISANTINO
Una biografia permeabile alle correzioni e il caso dell’archeologo inglese che attribuì a una capra le ossa ritrovate e che fu sconfessato. Come avviene per tutte le cose, anche l’identità di Palermo si è modificata nel corso del tempo.
Finita per sempre la mitica età normanno-sveva, per secoli la città ha sognato di tornare a essere al centro di un regno. In nome della libertà, nel corso dell’Ottocento s’è trasformata nella capitale delle rivolte contro il Borbone. Si può dire che ha creato l’Italia assieme a Garibaldi ma è tornata subito a ribellarsi. E rapidamente, in un tempo accelerato, è diventata la città della Conca d’Oro e anche della devastazione urbana, della mafia e dell’antimafia. E ogni volta, quando si cerca il legame le sue tante identità, a venire a galla è il profilo di Rosalia: la fanciulla coronata di rose va oltre il dilemma vero/falso in cui la vorrebbero costringere i perplessi e gli increduli, trova la sua terra promessa in una città che s’identifica nel motto “Viva Palermo e Santa Rosalia”.

Corleone. La bellezza, le sentinelle, il passato

Mario Alfieri, studente universitario
di MARIO ALFIERI
A Corleone, a casa nostra, si respira anche quel "fresco profumo di libertà". E come tutte le emozioni della vita, si percepisce tale profumo perché esiste al contempo il suo esatto opposto, il giogo pesante del compromesso e dell’ambiguità.
Al di là di ogni ragionevole considerazione sul passato più recente che riguarda la nostra Corleone, il peso della cronaca rosé che taluni si sollecitano a proporre è un detonatore dello scarso senso civico, perché ci costringe a parlare di cose che non sono così o non lo sono più, distraendoci dai veri problemi che ci riguardano e che sono molto più comuni di quanto non si pensi.

giovedì 12 luglio 2018

Disabili: primo giorno di sciopero della fame di Faraone. "Ben svegliato, assessore Razza!"

Davide Faraone
Il senatore del Pd: "Chiedo che venga assicurato subito l’assegno per i non autosufficienti fino ad aprile 2018, che venga immediatamente predisposto il nuovo decreto del presidente della Regione che regoli i criteri e le modalità di accesso all’assegno da maggio in poi e, infine, che vengano subito destinati i 40 milioni di euro già stanziati per i disabili gravi e chiusi in un cassetto".
PALERMO, 12 LUG. - “Da mezzanotte ho iniziato lo sciopero della fame, una decisione combattuta. E’ la prima volta, da quando faccio politica, che pratico questo metodo di dialogo nonviolento, ma non c’era altra strada visto la situazione di grande sofferenza di migliaia di disabili gravi e gravissimi della Sicilia.

L'Italia che funziona. Nel tunnel di Linate: 12 metri sotto la strada. Ora Milano è più vicina

La M4 Milano-Linate

PIERO COLAPRICO
Viaggio nella metropolitana che unirà la città all’aeroporto. Quindici chilometri e 21 fermate. L’intera tratta sarà pronta nell’estate 2023
MILANO - La stazione metro di Linate? Adesso esiste. Anche i tunnel sono pronti. Le rotaie già posate. Sui gradini che portano in superficie, c’è persino il posto per il corrimano.
Da meno dodici metri sotto il livello della strada vediamo per la prima volta, dopo due chilometri e 800 metri di gallerie, la lama gialla del sole d’estate. Tanto eravamo abituati al rumore dell’aria pompata nei cunicoli, e alla cadenza ipnotica dei fari, che a non sembrare naturale per un attimo sono loro, la luce e il cielo.

Palermo. Il futurismo di Pippo Rizzo a villa Zito

Pippo Rizzo, manifesto futurista

Mostra opere artista apre il 12 luglio a Palermo
(ANSA) - PALERMO, 9 LUG - Settanta lavori tra dipinti, disegni, oggetti d'arte applicata, mobili e documenti: è la mostra sulla produzione artistica di Pippo Rizzo e della straordinaria esperienza del Movimento futurista in Sicilia, che si inaugurerà a villa Zito a Palermo il 12 luglio alle 19. "L'idea curatoriale - dicono Giulia Gueci e Sergio Troisi curatori della mostra - è quella di raccontare il percorso fatto da Rizzo all'indomani del suo primo e cruciale soggiorno romano (1919/1921), durante il quale conobbe Balla, Depero, Bragaglia e gli altri, fino agli ultimi anni del decennio, in cui appare evidente l'emergere di una sensibilità diversa, già intrisa delle suggestioni connesse al movimento del Novecento. In particolare si vuole restituire l'atmosfera culturale di quegli anni, mettendo in luce l'importante contributo dato nell'ambito delle arti applicate".

Corleone. La “rivoluzione” in cammino

Giuseppe Alfieri, avvocato ed ambientalista, presidente del circolo
"Le Due Rocche" Legambiente Corleone

di GIUSEPPE ALFIERI
A Corleone, a casa nostra, da poco più di un anno la gente ha iniziato a camminare. Non mi fraintendete, non è che abbiamo imparato soltanto adesso ad usare le gambe!
Certo, l’immagine del corleonese “tipo” che avete voi del Continente è quella degli anziani con la coppola seduti sulle panchine davanti la villa; non è colpa vostra, è l’immagine che vi hanno sempre trasmesso di noi.

mercoledì 11 luglio 2018

Corleone. In carcere ma liberi

Fra Pio Maria, servo generale dell'Eremo
di San Bernardo a Corleone
di FRA PIO MARIA
A Corleone, a casa nostra c’è un luogo che incuriosisce chi viene per la prima volta. E’ certamente il “castello sottano” o “Eremo san Bernardo”, ex carcere mandamentale e, da ormai più di 40 anni, sede dei Frati Minori Rinnovati per cui fa da casa di noviziato e curia generale.
Tutti i frati vi devono trascorrere almeno un anno (e anche di più) all’inizio della loro formazione religiosa. È un punto di passaggio obbligato, una “porta stretta” per vagliare la vocazione dei novizi. Come curia generale, l’eremo è il centro istituzionale della nostra piccola famiglia religiosa: i Frati Minori Rinnovati, fondati nel non troppo lontano 1972 da fra Tommaso di Gesù e altri 5 confratelli. Ogni 4 anni i frati capitolari provenienti dalle 8 fraternità sparse nel mondo si riuniscono a Corleone per il Capitolo generale e, una volta ancora, il “castello” o “roccione” diventa il punto di ritrovo obbligato per i frati italiani, colombiani e tanzaniani. L’eremo è posto sotto la protezione di san Bernardo da Corleone, santo cappuccino nato a Corleone. Lui, la migliore spada di Sicilia, si convertì al Signore in seguito ad un duello da cui era uscito vittorioso, ma si rese conto che una tale vittoria a spese della carità era in realtà una sconfitta. Ebbene questo capovolgimento dei valori mondani esprime bene la vita dei frati del castello.

Lo sbarco in Sicilia del 10 luglio 1943: il giorno che cambiò la Storia

La flotta anglo-americana

SALVATORE LUPO 
MANOELA PATTI
Il 10 luglio di 75 anni fa l’operazione Husky 1.400 navi, 150mila uomini: cominciò la liberazione dell’Europa. La ricostruzione di quelle ore memorabili
All’alba del 10 luglio 1943 gli alleati sbarcano in Sicilia dando inizio all’invasione dell’Europa. I britannici dell’VIII Armata di Montgomery si riversano sulle spiagge della costa sud-orientale, mentre gli americani della VII Armata di Patton puntano sul litorale sud-occidentale, fra Gela e Licata. Le navi sono 1400, gli aerei e i mezzi da sbarco migliaia, gli uomini 150 000. Chi vede approdare questa grande armata sulle coste della Sicilia ha l’impressione visiva, spaventosa e affascinante, di una forza irresistibile.

Intervista ad Emanuele Macaluso: “Dalla Liberazione a Comiso, il secolo Usa visto dall’isola”

Mezzi militari americani nella base di Comiso negli anni '80

EMANUELE LAURIA
Ha vissuto i bombardamenti americani a Caltanissetta e comiziato davanti agli alleati pronti a spedirlo in Africa per eversione. Dal Dopoguerra fino ai missili a Comiso, Emanuele Macaiuso, 94 anni, già dirigente della Cgil e del Pei, ex direttore dell’Unità e del Riformista, è stato testimone d’eccezione di quel pezzo di storia della Sicilia indissolubilmente legata al governo a stelle e strisce.
Macaluso, cosa le rimane dei giorni dello sbarco a Gela?
«Ricordo il bombardamento aereo da parte degli alleati a Caltanissetta, il giorno primo dell’approdo a Gela. Ero a casa di amici, scappai per cercare di ripararmi, ma non c’erano ricoveri. Vidi tanti morti, per strada, quel giorno. La cosa più orribile capitò al mio compagno Michele Calà».