lunedì, ottobre 20, 2008

PAROLE E SILENZI. Quando i gesti sono simboli

di Domenico Valter Rizzo
Un magistrato, una donna, Anna Canepa, che torna in Sicilia dopo anni trascorsi al nord, avendo lasciato l’Isola a seguito di un attentato ai suoi danni ordito da Cosa nostra; un Papa che si reca in pellegrinaggio in terra di camorra, ma di camorra sceglie di non parlare. Due scelte compiute a poche ore di distanza in luoghi diversi e dettate da motivazioni assolutamente indipendenti. Entrambe le scelte hanno però un tratto comune ed è quello del loro valore simbolico. LEGGI TUTTO

domenica, ottobre 19, 2008

Vi racconto una fiaba…

C’era una volta in un paese interno della Sicilia (non era Corleone, per carità!) un sindaco (nessun riferimento all’attuale sindaco Antonino Iannazzo, esponente di punta di Alleanza Nazionale, sia chiaro!) che si credeva di destra e… di sinistra, di maggioranza e… di opposizione, antimafioso e… non solo. Questo sindaco, dopo aver assunto in maniera clientelare (con i suoi amici) decine di operai dai quali pretendeva regolarmente i voti anche… per il consiglio di amministrazione del condominio, un giorno decise di sbarazzarsene, riducendo il loro orario di lavoro ad una sola ora al giorno. Un gesto di disprezzo nei confronti di persone considerate poco più di cose. Ma queste persone tirarono fuori l’orgoglio, si iscrissero al sindacato ed una mattina, esasperati, entrarono senza preavviso nel gabinetto del sindaco. D’altra parte, ricordavano ancora che in campagna elettorale proprio questo sindaco aveva detto e ripetuto che il municipio era la casa di tutti i cittadini! Ma la campagna elettorale era finita da un pezzo e ormai il municipio era … cosa loro. Portineria con filtri rigorosissimi a piano terra, telefonata ai carabinieri e ai vigili urbani per chiedere lo sgombero (forzato e immediato) del gabinetto invaso dagli scalmanati operai! E, come se non bastasse, minaccia di denuncia per occupazione di locali pubblici e rifiuto di incontrare una delegazione sindacale, senza una preventiva richiesta scritta.
Questo sindaco si sentiva un “furbetto” di quattro cotte, perché il “lavoro sporco” lo faceva fare agli altri. Infatti, incaricò un suo “intelligentissimo” assessore di tenere subito una riunione “amichevole” con gli operai ribelli. «Cancellatevi dal sindacato, altrimenti vi finirà male!», disse loro. Minacce? Assolutamente no. Semplici e amorevoli consigli. Infatti, il sindacato a cui si erano iscritti gli operai di questo paese dell’interno era diretto da un energumeno, un pericoloso “estremista”, uno che sa solo fare danno agli operai. Cancellarsi da questo sindacato era loro interesse, altro che! Non a caso, il sindaco di destra e di sinistra, di governo e di opposizione, antimafioso e non solo, per il troppo amore nei confronti degli operai, telefonò persino al segretario generale del sindacato (che nemmeno conosceva) per invitarlo (spassionatamente) a “liberarsi” di quel segretario locale, troppo pericoloso e troppo “estremista”, capace solo di fare danno. Se questa non è filantropia…
(I puntata – continua)
20 ottobre 2008

Antimafia. Il Cidma non paga l'affitto, il Comune di Palermo lo sfratta

(ANSA) - PALERMO, 18 OTT - Il Centro internazionale di documentazione sulle mafie e del movimento antimafia (Cidma) e' stato sfrattato dal comune di Palermo per non avere mai pagato l'affitto. In totale, il Centro deve al comune 4.306,12 euro, l'equivalente di sei mensilita' (615,16 euro al mese) relative al periodo marzo-settembre 2008.Il Cidma, la cui sede principale e' a Corleone, aveva avuto in custodia dal settore immobiliare del comune lo scorso marzo due appartamenti all'interno di Palazzo Palagonia, edificio storico in via Alloro, di cui c'e' traccia in documenti del XVI secolo. Il centro avrebbe dovuto utilizzare i locali per attivita' antimafia, contro il terrorismo e a favore dell'integrazione degli immigrati. LEGGI TUTTO

Corleone, Scuola agraria e Coop "Lavoro e non solo" insieme per coltivare un terreno confiscato

Ieri è accaduto un fatto nuovo. La Cooperativa “Lavoro e Non Solo” ha condiviso con l'Istituto Agrario di Corleone l'aratura del terreno assegnato da molti anni alla scuola, ma ancora non utilizzato. Quindi, alla presenza degli studenti e di alcuni insegnanti, i nostri trattori hanno arato quella terra, confiscata alla famiglia Grizzaffi, per renderla utilizzabile in qualità di "laboratorio per la coltivazione". Un fatto molto importante , che segna un nuovo percorso scolastico. Per noi? La felicità di renderci utili alla comunità corleonese, di far conoscere agli studenti del territorio l'impegno dell'antimafia sociale non mediatico o convegnistico ma reale e concreto del paese. Dopo tanti anni di miopia e dimenticanza quel terreno è tornato a vivere!! Ora saranno gli studenti del corleonese a farsene carico, a renderlo utile e produttivo. Vi posso garantire che tutto questo non è poco lì!!
Tra pochi giorni prenderà avvio in Toscana la carovana antimafie, molte saranno le scuole che incontreremo; proporremo a tutte di pensare ad un gemellaggio con l'Istituto Agrario di Corleone? Ce la faremo? Intanto lunedi prossimo sarà un giorno di arrivo: 52 studenti dell'Istituto d'Arte di Siena e 14 volontari del CEIS di Viareggio.In questo momento vi sono 4 ragazze volontarie di Firenze, Montecatini e Capannori!! In molti mi chiedono: ma quando si conclude questo progetto? La risposta rischia di essere "credo che vi siano delle incertezze nel prevedere una sua conclusione!"
Maurizio Pascucci
Esecutivo Arci Toscana
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine

FOTO. Il trattore della coop "Lavoro e non solo" ara il terreno assegnato alla Scuola Agraria

Corleone, il diario degli studenti amercani della Syracuse University, dopo il lavoro sui terreni confiscati alla mafia

di Weston Scott
Lo scorso fine settimana gli studenti della Syracuse University di Firenze hanno viaggiato verso la Sicilia per visitare luoghi storici, in relazione a ciascuna delle nostre diverse classi, e per lavorare nei campi che erano stati occupati dalla mafia. Siamo rimasti due notti e una mezza giornata a Corleone, lavorando nei campi di pomodori...
***
This last weekend students from the University of Syracuse traveled to Sicily to visit historical sites relating to each of our different classes, and to work in the fields that were once occupied by the mafia. We spent two nights in Corleone and half of a day working the tomato fields... (LEGGI TUTTO - Versione italiana e versione inglese)


sabato, ottobre 18, 2008

Senzatetto, braccio di ferro sull´ospizio occupato

I senzatetto vogliono ristrutturarlo. L´Unitalsi: "Lo avevano promesso a noi"
di Sara Scarafia
Hanno già speso 1.200 euro per cercare di rimettere a nuovo l´ex centro per anziani che occupano da quasi una settimana. Ma presto potrebbero trovarsi costretti a lasciarlo: la struttura di via Valverde, che i senzatetto hanno occupato dopo aver abbandonato la cattedrale, è già assegnata a un´altra associazione.Si tratta della Unitalsi, quella che organizza i viaggi a Lourdes, e che adesso la rivuole indietro. «La Regione ce l´ha assegnata un anno fa - dice il presidente, Giuseppe Andriolo - abbiamo pagato una cauzione e mesi di affitto anticipato. Non ci siamo ancora andati perché doveva essere risistemata, e i lavori erano già partiti a settembre. Siamo sotto sfratto e abbiamo bisogno di una sede. Sono umanamente vicino ai senzatetto, ma quella struttura è stata assegnata a noi». LEGGI TUTTO

L’ultima lettera di Adolfo Parmaliana

E' di quattro pagine fitte di dolore, rabbia e verità, la lettera che Adolfo Parmaliana ha scritto prima di suicidarsi lo scorso 2 ottobre. Dopo aver denunciato mafiosi e politici, il prof Parmaliana parla di un altro clan di fronte al quale ha voluto, fino in fondo, rivendicare le sue scelte di uomo libero. A seguire la lettera pubblicata da L'Espresso:

La Magistratura barcellonese/messinese vorrebbe mettermi alla gogna vorrebbe umiliarmi, delegittimarmi, mi sta dando la caccia perché ho osato fare il mio dovere di cittadino denunciando il malaffare, la mafia, le connivenze, le coperture e le complicità di rappresentanti dello Stato corrotti e deviati. Non posso consentire a questi soggetti di offendere la mia dignità di uomo, di padre, di marito, di servitore dello Stato e docente universitario.Non posso consentire a questi soggetti di farsi gioco di me e di sporcare la mia immagine, non posso consentire che il mio nome appaia sul giornale alla stessa stregua di quello di un delinquente. Hanno deciso di schiacciarmi, di annientarmi. LEGGI TUTTO

NEL CONTINENTE NERO. Totò e Mirello alla scoperta dell' Africa

di Alfio Sciacca
“La fatica pià grossa? Baciare. Da quelle parti non è come in Sicilia. Ad ogni bacio loro rispondono con altri tre e dunque era tutto moltiplicato. Non si finiva mai”. Totò “vasa-vasa” torna fiaccato dopo dieci giorni di campagna elettorale in Africa, per la precisione in Congo. Nel continente nero l'ex governatore siciliano è andato a sostenere “l'amico” Eugene Diomi Ndongata, leader della Démocratie chretienne congolaise (la Dc locale, attualmente all'opposizione) e lo ha fatto come sa fare lui. Baci e abbracci a non finire che “hanno messo a dura prova la mia resistenza fisica”. Una missione per conto del partito. LEGGI TUTTO

Centrodestra in Sicilia: molti voti e poche idee

di AGOSTINO SPATARO
A diversi mesi dal suo insediamento, il governo di Raffaele Lombardo non riesce ad uscire dal suo faticoso rodaggio. Appare, infatti, imbrigliato in una situazione politica incerta, segnata da dissensi e scontri clamorosi su materie delicate e qualificanti come l’energia, la spesa sanitaria, il riordino dell’amministrazione e della pletora di enti e società attorno a cui ruotano interessi forti, elettorali ed affaristici. Non a caso, su taluni di questi problemi la giunta di governo è arrivata a spaccarsi esattamente a metà, con serie ripercussioni sulla coesione della stessa maggioranza all’Assemblea regionale. LEGGI TUTTO

Cosentino, il sottosegretario in quota Casalesi

di Enrico Fierro
Silvio Berlusconi lo ha rassicurato. «Nicola vai avanti». Ma lui, Nicola, non è affatto tranquillo. Stiamo parlando dell’onorevole Nicola Cosentino, potentissimo sottosegretario all’Economia. La sua faccia occupa tutta intera la copertina de l’Espresso in edicola, gli articoli raccontano l’ultima (?) puntata di una storia di camorra e politica, casalesi e voti, affari e soldi del clan più potente e feroce della Campania. Parlano i pentiti, arrivati a cinque e sgranano il rosario dei legami dell’onorevole e della sua famiglia con Francesco Schiavone, Sandokan, Michele Zagaria, Francesco Bidognetti, Cicciotto ’e Mezzanotte. L’onorevole, dicevamo, non si sente affatto tranquillizzato dalle parole di Berlusconi o dalla solidarietà di maniera del ministro Gianfranco Rotondi, che paragona la sua vicenda a quella di Giulio Andreotti e del bacio con Riina. L’inchiesta c’è, i riscontri incrociati delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia pure e l’onorevole sottosegretario è indagato dalla procura antimafia di Napoli. LEGGI TUTTO

L'Authority ai telegiornali: "Troppo spazio al governo di Silvio Berlusconi"

Superato il tetto del 33%. Nel mirino Mediaset e Tg2
di ALDO FONTANAROSA
ROMA - E' il governo a dominare la scena nell'informazione dei nostri telegiornali. Il predominio è più evidente nei notiziari Mediaset (incluso il Tg5 di Mimun). Ma anche il Tg2 non scherza. L'Autorità per le Comunicazioni chiede ora alle reti pubbliche e private di riequilibrare. L'Autorità scatta una fotografia che va da aprile a settembre 2008. E' un'istantanea rilevante perché descrive la situazione dalla nascita del nuovo esecutivo fino quasi ad oggi. Segnali di squilibrio si notano intanto nelle trasmissioni di approfondimento. Ma sono i telegiornali - scrive l'Autorità - a commettere i peccati più gravi. La disparità è doppia: il governo parla più delle opposizioni; alcune forze politiche (di maggioranza) parlano più, molto più di ogni altra. Per questo i telegiornali sono adesso invitati a un effettivo pluralismo. L'Autorità ammette che non siamo certo in periodo elettorale, quando le regole sulle "pari opportunità" sono rigide, severe. Ma la legge vuole che le redazioni rispettino i principi di "correttezza e parità di trattamento" in qualsiasi momento dell'anno, ogni giorno, ad ogni edizione di Tg. LEGGI TUTTO

giovedì, ottobre 16, 2008

Corleone, la vertenza degli operai delle pulizie. Vi racconto… la democraticissima amministrazione comunale di Corleone

È normale che possa esplodere la rabbia degli operai della pulizia del Comune, se fino a ieri avevano un (povero) contratto di lavoro di 2 ore e mezza al giorno, che adesso è stato ridotto ad un (miserabile) contratto di lavoro di appena un’ora giornaliera. E che questa rabbia possa manifestarsi attraverso una simbolica occupazione del gabinetto del sindaco, sicuramente colpevole di avere ridotto da 150 mila a 75 mila euro l’anno lo stanziamento per l’espletamento del servizio, appare abbastanza comprensibile. Anche perché non chiedono che di avere nuovamente un contratto di 2 ore e mezza al giorno. Molto meno comprensibile è stata la reazione improntata ad un autoritarismo fuori luogo da parte del sindaco (l’esponente di An, Antonino Iannazzo), che ieri mattina ha chiamato polizia, carabinieri e vigili urbani, intimando loro di cacciare via gli operai. LEGGI TUTTO

Ciancimino jr deve al fisco 42 milioni

Palermo. Stangata record della Finanza sui redditi del patrimonio occulto del padre. Applicata la norma Bersani per tassare retroattivamente i proventi di reati
di GABRIELE ISMAN
Una maxi evasione fiscale da oltre 42 milioni di euro: 42.504.137,02 per chiama l´esattezza dei numeri. E l´evasore è davvero eccellente: MassimoCiancimino, figlio di don Vito, l´ex sindaco di Palermo. Ad accertarla èstato il comando provinciale della Guardia di finanza, guidato dal generaleCarlo Ricozzi, attraverso il gruppo Entrate. Secondo i finanzieri,Ciancimino jr avrebbe occultato redditi derivanti da proventi illeciti trail 2002 e il 2004, conseguiti per effetto della gestione e del riciclaggioda parte di prestanome, degli ingenti capitali riconducibili al cosiddetto"patrimonio occulto", accumulato dal padre. LEGGI TUTTO

CENTRODESTRA IN SICILIA, MOLTI VOTI E POCHE IDEE

di AGOSTINO SPATARO
A diversi mesi dal suo insediamento, il governo di Raffaele Lombardo non riesce ad uscire dal suo faticoso rodaggio. Appare, infatti, imbrigliato in una situazione politica incerta, segnata da dissensi e scontri clamorosi su materie delicate e qualificanti come l’energia,
la spesa sanitaria, il riordino dell’amministrazione e della pletora di enti e società attorno a cui ruotano interessi forti, elettorali ed affaristici. Non a caso, su taluni di questi problemi la giunta di governo è arrivata a spaccarsi esattamente a metà, con serie ripercussioni sulla coesione della stessa maggioranza all’Assemblea regionale. LEGGI TUTTO

mercoledì, ottobre 15, 2008

L´analisi. Lasciamo alle coop i beni confiscati

di GIOVANNI ABBAGNATO

Il dibattito regionale sugli strumenti istituzionali per il contrasto alla mafia aveva fatto emergere la necessità che, dopo le esperienze non entusiasmanti in altre legislature, la nuova Commissione regionale antimafia dovesse essere ispirata a una cultura politica diversa dal solito consociativismo dell´Ars: una cultura che ne esaltasse il rigore etico e l´efficacia nell´intervento. La recente composizione della commissione aveva lasciato qualche perplessità, che i primi atti confermano. A partire, per esempio, dall´assenza di qualsiasi commento per la presenza nella Commissione di un parlamentare come il deputato Salvino Caputo, già rinviato a giudizio per falsa testimonianza aggravata in un processo per fatti di mafia, e per il quale sono stati chiesti cinque anni di carcere e l´interdizione perpetua dai pubblici uffici. LEGGI TUTTO

A Palermo e Piana degli Albanesi, ricordando Giovanni Orcel e ragionando sul futuro

La Sicilia (e l’Italia) oggi sarebbero sicuramente più sviluppate se la “questione agraria”, che si era posta con forza alla fine del 1800 e subito dopo le due guerre mondiali, fosse stata affrontata e risolta dal punto di vista del movimento contadino. Invece, il presidente del consiglio Francesco Crispi all’epoca dei Fasci (1892-94), i governi liberali durante il “biennio rosso” (1919-20) e i governi a guida Dc nel secondo dopoguerra (1948-50) preferirono stare dalla parte degli agrari assenteisti, che affidavano i loro feudi ai gabelloti mafiosi, tollerando (e a volte “promuovendo”) la sistematica repressione del movimento contadino e operaio meridionale, sfociata spesso in delitti e stragi. Un delitto particolare fu quello consumato a Palermo la sera del 14 ottobre 1920. A cadere sotto i colpi di pugnale di un killer fu Giovanni Orcel, capo degli operai metallurgici, ma anche leader dell’ala intransigente del Partito socialista. LEGGI TUTTO

martedì, ottobre 14, 2008

Adolfo Parmaliana. Un antimafioso


RICCARDO ORIOLES
Adolfo Parmaliana, 50 anni, docente di chimica all'Università di Messina, per anni sindaco antimafia di Terme Vigliatore, si è ucciso gettandosi da un viadotto. L'ha fatto perché perseguitato, perché solo. Nel 2005, con una serie di coraggiose denunce, aveva fatto sciogliere per mafia il Consiglio comunale di Terme Vigliatore. Un paesino piccolo, una volta tranquillo, ma adesso ferocemente invaso dai poteri mafio-massonici che regnano nella vicina Barcellona, e non sono affatto deboli neppure nel capoluogo, a Messina.Prima di morire, Parmaliana ha lasciato un dossier al fratello avvocato. È stato subito sequestrato dalla Procura di Patti. Contiene nomi di mafiosi, di politici, e anche di magistrati che avrebbero per anni coperto gli intrecci mafia-politica-affari. E in effetti la situazione della magistratura nella provincia di Messina - a differenza che nel palermitano - non è affatto al di sopra di ogni sospetto: derive, insabbiamenti, amicizie oscure. Fino ai confini dello scandalo, come nel caso Graziella Campagna.Dalla sua lunga lotta antimafia Parmaliano ha ricavato solo delle denunce per diffamazione. Egli era convinto che alla Procura di Barcellona ci fossero dei precisi interessi volti a ridurlo al silenzio o almeno a farlo passare per diffamatore. Su questo dovrebbe intervenire, finalmente, il Csm.La fine di Adolfo Parmaliana, che è stato un buon compagno prima dei Ds e poi della Sinistra Democratica, un buon amministratore e un coraggioso militante antimafioso, è simile a quella della testimone di giustizia Rita Atria, che si uccise dopo la morte di Borsellino, o di Giuseppe Francese, che per vent'anni aveva lottato raccogliendo documenti, testimonianze, materiali su suo padre Mario Francese, ucciso perché faceva inchieste sui mafiosi.Morti di solitudine, di stanchezza e di disperazione, in un momento in cui sembrava loro che nulla sarebbe servito a niente e il male avrebbe vinto per sempre. Continuare le loro lotte - e, nel caso di Parmaliana, fare finalmente chiarezza sui legami fra mafia, massoneria e poteri, anche giudiziari, del messinese - è l'unico modo per rendere omaggio a queste vite generose, bruciate al servizio della comunità.
La Catena di S. Libero, 13 ottobre 2008 n. 371

Lotta alle mafie. E' partita la Carovana che sta percorrendo tutta l'Italia

È partita lunedì da Roma la dodicesima Carovana nazionale antimafie, promossa dalle associazioni Libera, Arci e Avviso Pubblico. Il viaggio, lungo due mesi, prevede cento tappe: un giro per l'Italia attraverso il quale riaffermare l'importanza della legalità e della lotta a tutte le mafie. In realtà le carovane sono due. Entrambe partiranno del centro Italia ma poi si separeranno. Una in direzione Nord, l'altra verso Sud, per poi ricongiungersi a Comiso in Sicilia, il 12 dicembre. La carovana è partita da un luogo già di per sé significativo: la Casa del jazz di Roma, ricavata in una villa sequestrata ad un componente della Banda della Magliana. Alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato Paolo Beni, presidente nazionale Arci, don Luigi Ciotti, presidente di Libera, Roberto Montà, vicepresidente di Avviso Pubblico e Roberto Morrione, presidente di Libera Informazione. All’incontro sono intervenuti anche due familiari di vittime di mafia. LEGGI TUTTO

L’affare tra sindaco e ’ndrangheta: «Lo svincolo della A3 va spostato»

di Enrico Fierro
Erano i sindaci della ‘ndrangheta. Uomini di paglia, politici del disonore al servizio dei boss. Come il sindaco di Gioia Tauro, 18 mila abitanti, sede di uno dei più importanti porti del Mediterraneo.
Si chiama Giorgio Dal Torrione, ha 62 anni e milita nell’Udc di Pierferdinando Casini. Per la procura di Reggio Calabria è il referente dei Piromalli, un uomo a disposizione. Per il gip Kate Tassone «uno dei più pericolosi tra quei tristi personaggi della politica che mettono il mandato del popolo a disposizione delle cosche mafiose». LEGGI TUTTO

Le due anime della Chiesa: i banchieri e i francescani

di Augusto Cavadi
Che cosa prova "un cittadino europeo, sbarcato in un'isola piena di misteri, di contraddizioni, di cupezza" come la Sicilia? Marcelle Padovani, nota per aver firmato con Falcone Cose di Cosa nostra, risponde: " il dilemma tragico, ma fecondo: essere un vigliacco o un eroe in tutti i gesti della quotidianità". La risposta, contenuta nella sua presentazione al libro di Davide Romano La pagliuzza e la trave (La Zisa), dà una delle due chiavi di lettura principali. Perché la raccolta di articoli e interviste e brevi del giornalista palermitano non è solo una rivisitazione di alcuni protagonisti cattolici del "laboratorio" siciliano: come annunzia già il sottotitolo (Indagine sul cattolicesimo contemporaneo), essa intende presentarsi, più ambiziosamente, come un saggio di informazione laica sul cattolicesimo nazionale. E Dio solo sa quanto ce ne sarebbe bisogno in una fase storica in cui del cattolicesimo o parlano (quasi sempre apologeticamente) i cattolici o nessuno. LEGGI TUTTO

Il presidente di Banca Etica: "E' l'ora di cambiare le regole: si dia spazio alla finanza etica"

Parla il presidente di Banca Etica, l'istituto di credito popolare del Terzo Settore, Fabio Salviato: "Il nostro modello è trasparente e premia chi fa economia reale, ma siamo penalizzati". La crisi finanziaria ha mostrato la debolezza dell'attuale sistema. "Si torni ai principi di sana e prudente gestione, finanziando chi migliora la società"
di ROSARIA AMATO
ROMA - Per anni Banca Etica è cresciuta a dispetto di un sistema che classificava i suoi investimenti come BB-, "spazzatura", ricorda il presidente Fabio Salviato. Senonché poi si è scoperto che la spazzatura vera era altrove, immessa nel mercato con lusinghieri e rassicuranti rating 'tripla A'. "Siamo arrivati al paradosso per cui si è puniti se si sostiene l'economia reale e premiati se si specula, vengono disincentivati i finanziamenti all'economia sociale ma si permette la piena operatività sul mercato dei derivati perché non regolamentato", dice Salviato. LEGGI TUTTO

Qui ed ora. Serve una nuova sinistra

di Claudio Fava
Qui e ora sono parole impegnative ma necessarie. Dentro queste parole c'è un'urgenza che il paese ci presenta come un debito scaduto. L'urgenza di tornare a fare sinistra, a ricostruirne i segni e i luoghi, a ritrovarne la lingua perduta. A patto che la lingua della sinistra non sia più liturgia, esercizio di accademia, celebrazione dei santi e dei profeti. Dev'essere un alfabeto che sappia parlare al paese, che riesca a farsi capire e a farsi ascoltare. Servono parole nuove. E un nuovo sguardo sulle cose che scuotono l'Italia, che ne corrodono le radici di civiltà, che umiliano i diritti e i doveri, che scatenano le guerre dei penultimi contro gli ultimi. Serve una nuova sinistra che non sia solo un'idea nobile e astratta ma uno strumento concreto della politica, una Sinistra Italiana che raccolga storie collettive e passioni civili, che si ponga il problema di riscrivere il racconto di questo tempo senza accomodamenti. Serve, se ci è permesso dirlo fuori da ogni diplomazia, un partito della Sinistra che ci restituisca un'idea e un senso della società, che non si accontenti di mediare ma che scelga di trasformare. Serve anzitutto il coraggio dei nostri pensieri, quelli che ci siamo scambiati a bassa voce in questi mesi, dopo aver capito che nel voto di aprile non c'era un epilogo ma il principio di qualcosa. I pensieri di chi non crede in una sinistra ridotta a un museo, che non si rassegna al corso dei tempi e al suo senso comune. Serve il coraggio di tutti per non fabbricare una sinistra di pochi. Serve adesso, compagni: a partire da oggi, a partire da qui.

lunedì, ottobre 13, 2008

"Parla, Santapaola!", "Zitto tu, Fava!"

RICCARDO ORIOLES
"Io, Vincenzo Santapaola, vi dico...". Uno degli ultimi contenuti de La Sicilia di Catania, sotto forma di lettera, ma senza alcun intervento redazionale, è un vero e proprio editoriale di un boss mafioso. Contemporaneamente, e da oltre un anno, Ciancio vieta ai suoi cronisti di pubblicare dichiarazioni e notizie su Claudio Fava. Un episodio gravissimo, che segna un punto di non-ritorno. E la Magistratura? Ponzio. E l'Ordine dei Giornalisti? Pilato. LEGGI TUTTO

SCUOLA & GIOVANI. Spunta a sorpresa l'accorpamento degli istituti con meno di 50 alunni. Colpite le isole e i paesi montani

Nel decreto i tagli alle scuole: in un anno possono sparirne 4mila. La Gelmini tranquillizza: "Sono bugie della sinistra. Nessuna riduzione"
di SALVO INTRAVAIA
Le scuole nelle piccole isole e nei piccoli comuni montani potrebbero sparire già dal prossimo anno. In poche settimane, infatti, le Regioni dovranno predisporre i Piani di dimensionamento della rete scolastica. Il diktat del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, alle autonomie locali arriva "nascosto" in un provvedimento che apparentemente non ha nulla a che vedere con la scuola: il decreto-legge 154 dal titolo "Disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le autonomie locali" ha l'intero articolo 3 dedicato alla riduzione delle istituzioni scolastiche sottodimensionate. Il tutto in linea con il Piano che detta le regole per tagliare in un triennio 132mila posti. LEGGI TUTTO

sabato, ottobre 11, 2008

Corleone. Dopo un anno di amministrazione Iannazzo, nessuno dei grandi problemi della città è stato avviato a soluzione

Il capo dell'amministrazione ha portato la relazione del primo anno di attività, caratterizzato da tanta ordinaria amministrazione, mentre incancreniscono problemi quali il caseificio, il mercato ortofrutticolo, la grande viabilità, l'area artigianale. Le critiche del Partito Democratico...

Più che le cose fatte (tutte di ordinaria amministrazione), sono emerse le cose non fatte dalla relazione annuale, che il sindaco di Corleone Nino Iannazzo ha illustrato nella seduta del consiglio comunale di mercoledì scorso. Con tutto il rispetto per il lavoro quotidiano che un amministratore comunale fa, appare (per esempio) piuttosto azzardato rivendicare dei meriti nell’aver realizzato i lavori di riqualificazione di un tratto di corso dei mille, già progettato, finanziato ed appaltato dalla precedente amministrazione comunale. Come appare eccessivo entusiasmarsi per la visita degli alunni della scuola elementare in consiglio comunale. Per Iannazzo e la sua giunta sarà stata la “prima volta”, ma Corleone momenti di esaltante partecipazione civica dei suoi cittadini (grandi e piccini) ne ha visti parecchi dagli inizi degli anni ’90 in poi… LEGGI TUTTO

Corleone. L'iniziativa della Cgil consente di migliorare le condizioni di lavoro degli operai addetti alla pulizia del comune e del tribunale

Lo scorso 10 ottobre, l'iniziativa della Camera del lavoro di Corleone, che ha chiesto ed ottenuto un tavolo di confronto per affrontare l'organizzazione del servizio di pulizia sia nei locali comunali che al tribunale, ha ottenuto i primi importanti risultati. Infatti, in attesa di una riorganizzazione dei servizi di pulizia e di custodia e di una riutilizzazione dei dipendenti secondo criteri di efficienza e di efficacia, da concludere entro il mese di ottobre 2008, la Ditta Ecoservice di Palermo ha assunto l’impegno di garantire agli operai almeno 2 ore giornaliere di lavoro per quelli addetti alla Sezione distaccata del Tribunale (la proposta iniziale era 1 ora e 50 minuti) e almeno 1,30 ore giornaliere di lavoro per quelli addetti ai locali comunali (la proposta iniziale era di 1 ora). L’Amministrazione comunale, invece, ha assunto l’impegno di avanzare una richiesta di servizi aggiuntivi alla Ecoservice, utilizzando per intero i ribassi d’asta dei due appalti (circa 40 mila euro). Con l'attivazione dei servizi aggiuntivi, la ditta provvederà ad aumentare le ore di lavoro giornaliere per i lavoratori.

Comiso, duemila in corteo per Pio La Torre

Oltre duemila persone hanno sfilato sabato pomeriggio in corteo a Comiso, in provincia di Ragusa per protestare contro la decisione della giunta guidata da Giuseppe Alfano di Alleanza Nazionale di cancellare l'intitolazione dello scalo a Pio La Torre. Segretario del Pci siciliano e padre della legge antimafia ucciso da Cosa nostra nel 1982 La Torre si batté per la smilitarizzazione della base di Comiso. Al corteo, organizzato dal «Centro Studi e iniziative culturali Pio La Torre», sono intervenuti i sindaci di una ventina di comuni siciliani, esponenti della cultura, decine di centinaia di cittadini oltre al segretario del Pd Walter Veltroni ed esponenti della Cgil, della Fiom e della Sinistra.

Comiso, è in corso la manifestazione per chiedere che l'aeroporto resti intitolato a Pio La Torre

Il sindaco di An ha deciso di cambiare nome all'aeroporto, scegliendo il generale Magliocco. Manifestazione di protesta con Veltroni. Interviene anche il Quirinale: Napolitano: "Giusto ricordare La Torre". Anche il consiglio comunale di Corleone ha approvato un odg perchè il nome di La Torre resti...

ROMA - "La scelta di Comiso consente di richiamare in un luogo appropriato l'impegno politico e sociale dell'onorevole La Torre, appassionatamente schierato a favore della pace e della distensione internazionale, e al tempo stesso per il progresso economico, sociale e civile della Sicilia". E' quanto afferma il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della manifestazione nazionale a Comiso dedicata alla figura di Pio La Torre, in un messaggio al Presidente del "Centro Studi e di iniziative culturali Pio La Torre", Vito Lo Monaco. La manifestazione, che si svolge nel pomeriggio a Comiso, nasce per intitolare l'aeroporto locale a La Torre contro la decisione del sindaco, Giuseppe Alfano, che lo ha reintitolato al generale Vincenzo Magliocco. All'iniziativa prende parte il leader del Partito Democratico, Veltroni. Ieri il sindaco di Comiso aveva invitato Veltroni ad un confronto per illustrargli, sia le ragioni che hanno indotto l'amministrazione comunale a tornare a intitolare al generale Magliocco l'aeroporto, sia le contestuali iniziative programmate dal comune per onorare la memoria di pio la torre. Ma il leader del Pd ha fatto sapere che è disponibile all'incontro solo nel momento in cui il sindaco ripristinerà l'intitolazione dell'aeroporto a La Torre.
(11 ottobre 2008)
LEGGI L'ODG DEL CONSIGLIO COMUNALE DI CORLEONE

venerdì, ottobre 10, 2008

SICILIA. La proposta. Beni confiscati alla Regione, appello bipartisan

Destinare i beni e i soldi confiscati ai boss mafiosi in Sicilia alla Regione. È quanto chiederà il presidente della Regione, Raffaele Lombardo al governo nazionale. L´iniziativa, nata dalla commissione regionale antimafia, è stata presentata ieri mattina a Palazzo dei Normanni dal governatore Raffaele Lombardo, dal presidente dell´Antimafia dell´Ars, Calogero Speziale e dal presidente dell´Assemblea regionale siciliana, Francesco Cascio.«In questo momento di forti difficoltà sul piano economico e finanziario - ha spiegato Speziale - appare opportuna una modifica della normativa statale che prevede il diretto trasferimento al patrimonio della Regione dei beni mobili, immobili confiscati alla criminalità mafiosa. Sarà poi il legislatore a decidere in ordine alla migliore organizzazione dei beni confiscati». E Lombardo: «Mi farò portatore di questa proposta con il presidente del Consiglio. E credo anche che tutti i parlamentari siciliani, di ogni partito politico, debbano concordare con la proposta».Un emendamento presentato dal senatore Carlo Vizzini al ddl sicurezza prevede tra l´altro l´assegnazione, entro novanta giorni dall´approvazione delle norme, al patrimonio dei Comuni, delle Province e della Regione dei beni immobili utilizzati da tali enti per fini istituzionali o sociali «anche se costituenti il patrimonio di una azienda definitivamente confiscata alla criminalità organizzata». Tra i beni di questo tipo, per i quali la Regione paga un affitto, attualmente ci sono l´assessorato regionale ai Beni culturali, in via delle Croci, e l´assessorato regionale alla Cooperazione, in via Eugenio L´Emiro.
La Repubblica, 9.10.08

Sicilia. Sanità, sì della giunta alla riduzione delle Ausl, ma ben sei assessori non la votano

Passa la riforma che accorpa anche gli ospedali, ma sei assessori non la votano. A Palermo prevista la fusione tra il Civico e l´Ingrassia. Pdl polemico
EMANUELE LAURIA
Nel passaggio politico più difficile dall´inizio della legislatura, il governo Lombardo vara la riforma della sanità. Maggioranza risicata, a Palazzo d´Orleans (sei assessori su dodici) per il voto che taglia i dipartimenti dell´assessorato (da 5 a 2) e riduce Ausl e aziende ospedaliere, il cui numero complessivo scende da 29 a 17. A Palermo previsto l´accorpamento del Civico e dell´Ingrassia, a Catania l´unificazione di Garibaldi e Cannizzaro. La cifra delle aziende dovrebbe abbassarsi ancora sino a 14, con la fusione amministrativa fra i policlinici di Palermo, Catania e Messina e alcuni ospedali dei tre capoluoghi. LEGGI TUTTO

La polemica. In ufficio familiari e figli di amici: Francesco Scoma è il re della Parentopoli siciliana.L´assessore alla famiglia, la sua

ATTILIO BOLZONI
EMANUELE LAURIA
Figlio di un sindaco democristiano della Palermo spudorata degli anni ´70, votatissimo, ammanicato, sempre candidato a tutto, come assessore alla Famiglia onestamente non poteva fare di più e di meglio. Specialmente per la sua famiglia: quella di sangue e quella politica.. Negli abissi della Regione siciliana c´è un onorevole che � quando si tratta di parenti � non resiste al fortissimo richiamo. LEGGI TUTTO

martedì, ottobre 07, 2008

Corleone, Correva l'anno 1237...

Si, correva l'anno 1237, quando una colonia di lombardi, guidati dal milite Oddone De Camerana, provenienti dall'Oltrepò pavese, ebbero concesso dall'imperatore Federico II il diritto di stabilirsi a Corleone per ripopolarla. All'epoca, dopo la cacciata degli arabi, il paese era rimasto quasi deserto. Con l'arrivo del De Camerana e dei suoi militi, nell'arco di pochi anni, il paese si ripopolò, fino a recitare il ruolo di primo piano nella rivolta del Vespro del 1282. Allora Corleone fu la prima città dopo Palermo ad insorgere contro i francesi, cacciandoli via. Perr il coraggio dimostrato, il senato palermitano insignì la città di Corleone del titolo di "soror mea".
Queste vicende sono state rievocate domenica sera dal corteo storico organizzato dall'associazione "Corleone città animosa".
(Nella foto: Oddone De Camerana (Mimmo Paterrnostro) col suo scudiero (Totò Filippello).

lunedì, ottobre 06, 2008

Impegnamoci per realizzare la Corleone-Mare

Grazie, Sig. Direttore, per avere informato i suoi lettori della interrogazione del gruppo consiliare Liberi e Democratici sulla viabilità.L´impegno su questo tema da parte del predetto gruppo consiliare è iniziato alcuni mesi fa con una mozione approvata all´unanimità da tutto il Consiglio Comunale. Con quella mozione fra l´altro abbiamo denunciato con forza il clima di rassegnazione in merito alla soluzione della strada provinciale Corleone - Sancipirrello - Partinico la famosa Corleone Mare.A distanza di quei mesi, probabilmente grazie anche al piccolo contributo dato da questa iniziativa il clima attorno a questo tema sembra totalmente cambiato. Oggi tutti ne parlano e tutti ne vogliono parlare: Il Sindaco nella seduta consiliare di Giovedì scorso proprio a seguito dell´interrogazione presentata dal sottoscritto e dal consigliere Bruno, ha dichiarato che la Corleone Mare è al centro dell´attenzione dell´Amministrazione Provinciale.In questi giorni è stato varato il piano triennale degli interventi che la Provincia metterà in atto grazie soprattutto a quelle risorse che il governo Prodi aveva destinato alla Calabria e alla Sicilia per la viabilità interna (quelle che sono rimaste dal momento che le altre il governo Berlusconi le ha destinate ad altro) dal quale risulta che la Corleone Mare è stata stralciata: Il Sindaco, rispondendo all´interrogazione ha spiegato che la Provincia intende affrontare la tematica separatamente attraverso un raccordo con l´ANAS. A giorni dovremmo sapere qualcosa di più preciso.Tale soluzione sicuramente permetterebbe di realizzare un´opera importante ma è chiaro che bisogna impegnarsi in maniera determinata affinchè arrivino i finanziamenti.Ad ogni modo riteniamo che bisogna avere le idee ben chiare prima che si approvi definitivamente il piano triennale dal quale come abbiamo detto la Corleone Mare è stata stralciata. Non vorremmo fare la fine di quel tale che nell´ambiziosa speranza di comprarsi una furiserie si è disfatto della sua vecchia utilitaria ed è rimasto a piedi.......Abbiamo rappresentato al Sindaco inoltre che sarebbe utile riflettere sull´opportunità che nel piano triennale venga comunque prevista una somma per effettuare un minimo di manutenzione che permetta quantomeno di effettuare la pulitura delle cunette in gran parte ricolme di terriccio che non consentono il defluire delle acque piovane e la riparazione delle buche e degli avvallamenti più pericolosi a garanzia delle condizioni minime di sicurezza.
Lillo Marino

domenica, ottobre 05, 2008

Tg2 "Storie". I familiari di Placido Rizzotto e la Cgil chiedono che lo Stato s'impegni a recuperare i resti del sindacalista ammazzato dalla mafia

Nella puntata di sabato notte, il programma di Tg2 "STORIE" si è uccupato di Corleone e del sindacalista Placido Rizzotto, assassinato dalla mafia il 10 marzo 1948. Il giornalista Francesco Vitale, insieme al nipote di Rizzotto, al segretario della Camera del lavoro Dino Paternostro e ai giovani volontari dei campi di lavoro, si è recato su Rocca Busambra per riprendere l'imbocco della foiba, profonda 60 metri, dove è stato buttato il cadavere del sindacalista. E' la prima volta che che le telecamere di una Tv riprendono la foiba di Rocca Busambra. E dall'altare laico, accanto alla foiba, il nipote di Rizzotto, che si chiama Placido come lo zio, ha lanciato un appello: "Vogliamo che lo Stato s'impegni a recuperare i resti di mio zio per dar loro una giusta seoltura. Li cerchi negli archivi del tribunale o al fondo di questa foiba, poi si faccia l'esame del Dna e si renda finalmente giustizia a chi ha dato la vita per i contadini poveri e per la libertà e la democrazia in Sicilia". L'appello del nipote di Rizzotto è condiviso e sostenuto dalle Camere del lavoro di Corleone e di Palermo e dalla Cgil Sicilia. Nei prossimi giorni, Italo Tripi, Maurizio Calà e Dino Paternostro chiederanno di essere ricevuti dal presidente del Tribunale di Palermo.
FOTO. Da sx: Francesco Vitale, Placido Rizzotto davanti alla foiba di Rocca Busambra

Corleone, il Pd in piazza per il tesseramento e per la raccolta firme contro il governo Berlusconi

Domenica 5 ottobre anche a Corleone il Pd è sceso in piazza per avviare la campagna di tesseramento ed invitare i cittadini a firmare il documento "Salva l'Italia", in preparazione della manifestazione nazionale di Roma del 25 ottobre contro la politica del governo Berlusconi. Soddisfatto il segretario cittadino avv. Salvatore Di Miceli. "Abbiamo raccolto tante firme e parlato con tanti cittadini, che ci hanno chiesto di non lasciarli soli, ma di sostenerli nella battaglia per la difesa dello Stato sociale".

Corleone. Il presidente della Commissione regionale antimafia. Lillo Speziale, visita la coop "Lavoro e non Solo" e i volontari toscani

Venerdì scorso, nella sede della Cooperativa Sociale "Lavoro e non Solo", si è svolto un incontro dei soci lavoratori e dei volontari toscani con ilPresidente della Commissione regionale antimafia, Lillo Speziale. Speziale ha illustrato la proposta di legge a sostegno degli enti che gestiscono beni confiscati alla mafia. Essa prevede un fondo di rotazione per la progettualità, dei fondi per le scuole che promuoveranno progetti di educazione alla legalità, agevolazioni ai soggetti che hanno avuto assegnati dei beni confiscati alla mafia e che hanno bisogno di un credito da parte delle banche e poi un intervento per chi denuncia le estorsioni. E' la priva volta che la Regione Siciliana prova a varare una legge a sostegno dell'antimafia sociale.

Corleone: “istantanee” rivelatrici delle “capacità” di governo

Quella di giovedì, in consiglio comunale, è stata la serata delle interrogazioni. Tutte presentate dai consiglieri del Pd Dino Paternostro e Salvatore Schillaci, tranne quella sulla viabilità, firmata dai consiglieri Lillo Marino e Maurizio Bruno, del gruppo “Liberi e Democratici”. Ne sono venute fuori delle “istantanee” davvero rivelatrici sulle “capacità” di governo dell’amministrazione Iannazzo. Leggi i post che seguono...

Corleone, comune sull'orlo del dissesto finanziario, ma gli amministratori "dormono"...

«La situazione finanziaria del comune di Corleone non è delle più felici…», ha dovuto ammettere il sindaco Iannazzo, che ha comunicato anche la sospensione (dallo scorso maggio) del pagamento delle indennità di carica agli amministratori. Ma per i consiglieri del Pd, Paternostro e Schillaci, che sull’argomento hanno presentato un’interrogazione, se non si adottano correttivi strutturali, si rischia da un momento all’altro il dissesto finanziario. Il bilancio comunale, infatti, presenta un “buco” di almeno 2 milioni e 700 mila euro, che va crescendo sempre di più. In sostanza, il comune ha centinaia di creditori che non riesce a pagare perché non ha liquidità di cassa. E non ha liquidità perché non riesce a trasformare in entrate effettive alcune entrate “teoriche” previste in bilancio: principalmente i canoni per gli affitti degli alloggi popolari di S. Marco, i canoni acqua e i rimborsi da parte del ministero della giustizia per la sezione staccata del tribunale. Di fronte ai consiglieri del Pd che l’incalzavano, Iannazzo è stato costretto ad ammettere: «Si, è vero, se i nostri creditori decidessero di notificarci decreti ingiuntivi, allora andremmo in dissesto». Siamo nelle mani dei creditori, quindi. Anche perché, nelle risposte di Iannazzo non si è minimamente accennato a come trasformare in entrate effettive le entrate teoriche.
Ma ecco, anno per anno, l’ammontare dei debiti del comune (fonte: ufficio di ragioneria): anno 2005 € 543.377,67; anno 2006 € 140.303,44; anno 2007 €747.609,30; anno 2008 (fino a settembre) € 1.257.080,53; totalr € 2.688.469,45. Un piccolo suggerimento al sindaco e agli assessori: al posto di “giocare” con i computer in municipio fino a tarda notte, perché qualcuno di voi non va a Palermo a battere cassa alla Regione? Perché qualche altro non prende un aereo per provare a battere cassa a Roma?

Corleone, Soppresso lo sportello di tesoreria del Banco di Sicilia. Il Pd: "Via il contratto!"

Nonostante l’obbligo contrattuale, il Banco di Sicilia ha soppresso lo sportello di tesoreria nell’agenzia di Corleone? E che possiamo farci?! Sono scelte aziendali… e poi a dicembre scadrà il contratto, non vale nemmeno la pena fare resistenza. Ha risposto così agli interroganti un sindaco Iannazzo dai toni davvero dimessi. La replica di Dino Paternostro: «E’ davvero allarmante che l’amministrazione comunale non abbia la voglia e non senta il dovere di tutelare gli interessi del comune e dei suoi cittadini. Il Banco può fare le scelte che vuole, ma deve rispettare gli obblighi contrattuali, che gli impongono di tenere attivo lo sportello di tesoreria a Corleone. Senza lo sportello a Corleone, tante persone saranno costrette ad andare a Palermo e i tempi di pagamento si allungheranno. Se non ci pensa lei, la costringeremo noi a tutelare i cittadini, trasformando l’interrogazione in mozione, e chiederemo al consiglio di approvarla nella prossima seduta, come prevede il regolamento».

Corleone, l'Amministrazione comunale non ama i bambini...

È stato sospeso il servizio scuolabus, senza che gli alunni della scuola elementare e le loro famiglie fossero stati avvertiti? Sono cose che possono accadere. Una volta si è fatto sistemare l’impianto di aria condizionata e una seconda volta l’autista ha avuto un impegno improvviso, ha risposto l’assessore Carlo Vintaloro, facendo finta di non capire (o non capendo?) l’interrogazione. «Imperdonabile non è che per qualche giorno il servizio venga sospeso, ha replicato Dino Paternostro, ma che nessuno avvisi per tempo gli alunni e le loro famiglie. Ci vuole organizzazione e rispetto per i cittadini, specie per i più piccoli, ma voi non avete né l’una né l’altro».

Corleone, nei servizi di pulizia 4 operai in meno

Gli operai delle pulizie vengono pagati con mesi di ritardo dalle ditte, che accampano il pretesto del comune che non paga loro le fatture per il servizio reso? Dispiace, ma bisogna prendersela con le ditte che hanno l’obbligo di pagare comunque, ha detto il sindaco Iannazzo. «Questo è risaputo, ha replicato Paternostro, ma i “padroni” sono tutti alla ricerca di pretesti per calpestare i diritti degli operai. Si comportava così la Sicula-Ciclat e adesso anche l’Ato. Figuriamoci le coop sociali, affidatarie del servizio. Adesso, con la nuova gara, avete ridotto le somme per il servizio e la nuova ditta assumerà 4 operai in meno e, probabilmente, farà sottoscrivere contratti individuali per meno ore a tutti gli altri. Una “bella” operazione davvero!». «Noi abbiamo chiesto alla ditta di far lavorare tutti!», ha spiegato il sindaco. «E come? Riducendo ancora di più le circa 10 ore settimanali agli altri operai? Noi proponiamo, invece, di integrare il servizio, utilizzando le somme dei ribassi d’asta (27% in una gara e 20% per l’altra) per far lavorare tutti gli operai».

Corleone, edilizia privata... a perdere

«Nelle settimane scorse, con la consueta disorganizzazione e superficialità che contraddistingue il comune, si è trasferito l’ufficio urbanistica negli ex locali dei vigili del fuoco, lasciando per giorni accatastati per terra, alla mercè di chiunque, centinaia di faldoni con i progetti edilizi. Non è da irresponsabili un simile comportamento? Non è poco rispettoso trasferire in locali periferici un servizio con molto pubblico come quello dell’edilizia privata?». Adesso i falconi sono tutti sistemati – ha risposto il sindaco – ed anzi dovreste essere contenti lasciando i locali in affitto stiamo risparmiando 90 mila euro l’anno. «Ma lei, egregio signor sindaco, non era il vice-sindaco di quell’amministrazione che quattro anni fa decise di trasferire l’ufficio tecnico nei locali privati a 90 mila euro l’anno? E non fu lei con tanti degli attuali assessori e consiglieri di maggioranza a correre per accaparrarsi stanze, stanzette e stanzucce, spesso trasformate in segreterie elettorali?».

Ma la strada provinciale Corleone-S. Cipirello-Partinico si farà meglio o non si farà proprio?

Pare che la Provincia di Palermo, nella redazione del piano triennale delle opere pubbliche, abbia tolto l’ammodernamento della SP 2 e della SP 4 (Corleone-S. Cipirello-Partinico), lasciando perplessi diversi consiglieri comunali di Corleone. Due di questi, Marino e Bruno, hanno presentato un’interrogazione, alla quale ha risposto il sindaco. «Il presidente Giovanni Avanti ci ha detto che vuole realizzare l’opera di concerto con l’Anas, per fare una strada che abbia più le caratteristiche di una statale, piuttosto che di una provinciale. Comunque, il 15 ottobre presenterà il progetto e spiegherà i dettagli dell’operazione. E noi abbiamo chiesto la convocazione a Corleone di una seduta del consiglio provinciale per parlare della Corleone-mare, che rappresenta “la via dello sviluppo”», ha spiegato Iannazzo. Aspettiamo il 15 ottobre e poi la seduta a Corleone…

Pistole e cartucce rinvenute in una masseria a Corleone

I poliziotti del commissariato di Corleone hanno rinvenuto in un'antica masseria rurale situata nelle campagne, armi, munizioni e polvere da sparo detenuti illegalmente. In particolare, si tratta di due pistole, una a tamburo calibro 38, e una di grosso calibro, prive di matricola leggibile, di 50 cartucce calibro 38, di due scatole in metallo contenenti polvere da sparo e di numerose cartucce da caccia calibro 12. Le armi, scoperte a seguito di una perquisizione eseguita dagli agenti nella masseria adibita a luogo di riparo per ovini e bovini, nonché a magazzini per derrate alimentari e deposito per attrezzi agricoli, erano custodite in parte in un sacchetto in plastica avvolte con stoffe, il resto in una cassa in legno nascosta in una intercapedine ricavata nella parete. Due giovani, di cui uno minorenne, sono stati denunciati per detenzione illegale di armi, munizioni e materiale esplodente. Appartengono a una famiglia corleonese di imprenditori agricoli, incensurati, celibi, che avevano la disponibilità del locale. Le pistole appaiono in discreto stato di manutenzione e sono perfettamente funzionanti con i meccanismi di sparo oliati. Ora saranno inviate al Gabinetto regionale della Polizia Scientifica per accertare se siano state utilizzate recentemente. (AGI)

giovedì, ottobre 02, 2008

UOMO AVVISATO... Pietro Milazzo, il sindacalista palermitano che rischia il confino

di Attilio Bolzoni
Di solito lo notificano agli amici dei boss, a quelli che fanno puzza di mafia. Lo chiamano «avviso orale». Ma l´altro giorno, negli uffici di un commissariato, l´ispettore di turno l´ha recapitato a un rompiscatole: un sindacalista della Cgil. L´ha convocato e gli ha fatto firmare un verbale ai sensi dell´articolo 4 della legge numero 1423 del '56. È quella sul confino di polizia. Se in futuro non si comporterà bene, il sindacalista rischierà di diventare anche lui un sorvegliato speciale.Questa è una vicenda che vale la pena di raccontare soprattutto per dove è avvenuta. A Palermo, città dove tutto è segnale. Dove tutto si sviscera e tutto si decifra, dove anche il dettaglio non è mai solo un dettaglio. Cominciamo però dal protagonista, o meglio dalla vittima, il sindacalista dalla «condotta socialmente pericolosa» che venerdì mattina verso le 11 è stato invitato al commissariato "Libertà" per ricevere un´intimazione. L´avvertivano di stare attento, di non «delinquere» più. LEGGI TUTTO

mercoledì, ottobre 01, 2008

Ficuzza (Corleone), proteste per la strada dissestata. "E' un pessimo biglietto da visita"

Corleone (Palermo) - Centinaia di turisti, oltre agli abitanti della borgata, protestano contro la Provincia e contro il Comune di Corleone per le condizioni della strada che dal bivio Aguglia, sulla statale 118 Marineo-Corleone, porta a Ficuzza (Corleone), dove sorge l'ottocentesco "Casino di Caccia" del re Ferdinando III. La borgata è meta di migliaia turisti che ogni anno visitano gli splendidi boschi. La strada è dissestata, piena di buche e dossi, e rappresenta - dicono gli abitanti di Ficuzza - una pessima presentazione per i turisti.
1° ottobre 2008

Comune di Corleone. L'ultima bell'impresa del duo Iannazzo-Siragusa: dopo l'appalto dei servizi di pulizia, fuori 4 operai e meno ore per tutti

Non riescono a farne una buona. Dopo anni di affidamento diretto dei lavori di pulizia dei locali comunali alla cooperativa sociale “Spazio Libero” (e quelli del Tribunale alla coop “Life”), l’amministrazione comunale si è decisa ad indire due aste pubbliche, che dovrebbero garantire maggiore trasparenza. Ma comincia con lo sbagliare clamorosamente i tempi. L’ultima proroga contrattuale alle due coop (la prima occupa 17 operai, la seconda 9) scadeva il 30 settembre, ma le aste pubbliche vengono fissate per 26 settembre. Era pensabile che in 4 giorni si potessero completare le gare, pubblicare i verbali, stipulare i contratti e consentire alle ditte vincitrici di assumere gli operai e iniziare i servizi affidati senza soluzione di continuità? Ovviamente, no. Ed, infatti, oggi 1° ottobre, ufficialmente nessuno può fare le pulizie nei locali comunali e nei locali del Tribunale. E sarà così almeno per un’altra settimana. Ma siccome le pulizie sono indispensabili, “qualcuno” sta chiedendo agli operai “un favore”… Legalità, avanti tutta! Vero, signor sindaco? LEGGI TUTTO