domenica, marzo 01, 2026

SIRACUSA, NASCE LA SEZIONE DI BCSICILIA


Nasce a Siracusa la Sezione di BCsicilia, l’Associazione a carattere regionale che si occupa di salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali e ambientali. Nella prima assemblea della nuova Sede, è stato scelto il Consiglio Direttivo. Presidente del gruppo cittadino è stata eletta all’unanimità Amalia Daniele Di Bagni, Vicepresidente Susanna Corvaia, Segretario Moshe Ben Simon, invece Economo è stata nominata Gessica Bombaci, Carmine Corso sarà il Responsabile per la Formazione, mentre William Montagnet il Responsabile per la Comunicazione.

All’incontro era presente il Presidente regionale di BCsicilia Alfonso Lo Cascio, il Presidente della sede di Palazzolo Acreide Luigi Lombardo e la Presidente della sede di Rosolini Viviana Calvo. 

DA LUCIO A SAL: QUANTE CANZONI E QUANTA ITALIA E' PASSATA SOTTO (E SOPRA) I PONTI


di
Gaetano Perricone

Come ho scritto più volte negli anni passati, non ho visto Sanremo. Non perché sia anziano anzi boomer, comunista demodé, meno che mai radical chic. Semplicemente perché mi annoio da morire, più di dieci minuti non sono mai riuscito a reggere questo ambaradan di canzoni, canzonette, amenità e minchiate varie di abilissima distrazione di noi popolo, diventato tra l'altro una maratona televisiva che in confronto Mentana è sintetico. 

Però, per curiosità di vecchio giornalista e per saperne parlare, la canzone vincente la mattina del day after di Sanremo la sento sempre e così ho fatto stamattina: ho sentito "Per sempre sì" dall'"official video" di YouTube di Sal da Vinci prima ancora di guardare sull'ANSA e sui vari siti le notizie sulla morte dell'Ayatollah. 

Ali Khamenei è stato trovato sotto le macerie di un bunker centrato dai bombardamenti israeliani e americani


E tantissimi iraniani ballano, piangono di gioia, bruciano i ritratti di chi li ha oppressi per decenni. 

Gente che ha conosciuto la tortura, la censura, le esecuzioni pubbliche, le donne ammazzate perché un velo scivolava dalla testa. Chi può biasimarli? Chi oserebbe dire loro di non esultare?

Nessuno.

Il problema è un altro.

Il problema sono quelli che da casa nostra, col telecomando in una mano e il telefono nell’altra, festeggiano come se fosse la finale dei Mondiali. 

Figuraccia di Meloni Trump non l'avverte, Crosetto resta a Dubai




Giorgia Meloni ha tenuto due vertici a palazzo Chigi. Attacco a una base in Kuwait con anche militari italiani 

Giulia Merlo

Mentre il Medio Oriente brucia, si consuma la giornata più lunga del governo Meloni. I fuochi di guerra si sono accesi alle sette del mattino di ieri, quando le prime colonne di fumo nero si sono alzate nel cielo di Teheran: missili statunitensi e israeliani lanciati contro la capitale dell'Iran. Di tutto questo l'Italia, l' alleata di ferro degli Stati Uniti di Donald Trump, non era stata preallertata. È il vicepremier Matteo Salvini a rivelare la notizia: «A quanto mi risulta siamo stati avvertiti ad attacco cominciato», ha commentato con una nota polemica che ha tradito le ulteriori ragioni della grande concitazione nel governo. «Sono stato chiamato dal ministro degli Esteri di Israele che mi annunciava che era partito l'attacco, in accordo con gli Usa, perché considerano viva la minaccia nucleare e missilistica iraniana contro Israele, da qui la ragione dell'attacco», ha poi spiegato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, confermando il buio informativo in cui si è mosso l'esecutivo.

Solo dopo l'inizio dell'attacco dunque la macchina del governo italiano ha potuto mettersi in moto, con una prima riunione d'urgenza convocata a palazzo Chigi dalla premier Giorgia Meloni, che ha riunito i vice Antonio Tajani e Salvini, il ministro della Difesa Guido Crosetto, i vertici dell'intelligence e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.

Landini: ''Riforma Nordio? Io vedo una svolta autoritaria che va fermata''


Jamil e Karim El Sadi

A Palermo confronto pubblico verso il referendum del 22 e 23 marzo: “Non va cambiata la Costituzione, ma applicarla

Io vedo una svolta autoritaria che va fermata”. Così il segretario generale della Cgil Maurizio Landini intervenuto ieri sera, ai Cantieri Culturali alla Zisa, durante l’evento promosso dal Comitato “Società civile per il No” al Referendum sulla giustizia. Moderato da Marta Capaccioni(Our Voice) e Andrea La Torre(Collettivo Attivamente) - arricchito dalle letture di Julieta Jimena Agustina -, l'incontro ha riunito voci diverse – dal sindacato alla magistratura, dal mondo dell’associazionismo alla società civile – unite da un obiettivo comune: difendere l’autonomia della magistratura e il primato della Costituzione. “Credo che non ci sia un problema solo di destra o sinistra, qui emerge un tema: non cambiare la nostra Costituzione. Questo perché siamo di fronte ad un tentativo esplicito di manomettere la Costituzione. Non c'entra nulla la riforma della giustizia, qui si vuole mettere in discussione un punto fondamentale della nostra Costituzione, che è l'autonomia e l'indipendenza della magistratura”.

Europa Federale, Lumia: “Una scelta necessaria”. Appello per una fase costituente con tutte le forze democratiche

Giuseppe Lumia

di Stefania Valbonesi

Giuseppe Lumia, già senatore, già presidente della commissione parlamentare antimafia, affronta un tema che sembrerebbe al di fuori del perimetro della maggioranza dei cittadini, impegnati a fare i conti con l’inflazione strisciante, i salari insufficienti, il lavoro precario, la casa sempre più irraggiungibile, una sanità a rotoli, un sistema di formazione e scolastico in enormi difficoltà. Il tema sollecitato è: l’Europa Federale. Ovvero, quell’Europa di cui abbiamo tanto bisogno ma che non è mai stata realizzata, ad onta di dichiarazioni generiche e buoni propositi. Quella insomma che andrebbe verso gli Stati Uniti d’Europa.  In questo momento storico così rischioso e drammatico, potrebbe essere il potente valore regolativo in grado di ribaltare il degrado del contesto innanzitutto delle insopportabili diseguaglianze di reddito, di genere, generazionali, di sapere e territoriali e trasformando davvero il pilastro sociale europeo in un dato imprescindibile, capace di influenzare positivamente le esistenze dei cittadini e così consentire alle democrazie di uscire dalla crisi e avere quel consenso popolare necessario per affrontare positivamente le sfide drammatiche che abbiamo di fronte all’interno e all’esterno dell’Europa. 

Onorevole, si coglie nella società italiana un certo disamore per l’Europa, sentimento che si traduce in una sorta di stanchezza, pessimismo, quando non di critica aperta anche da parte delle forze progressiste. Che opinione si è fatto in merito?