lunedì, ottobre 08, 2007

La mafia soffre in silenzio. Non tutti condividono la strategia del "silenzio" e dell'invisibilità

PALERMO - Lirio Abbate, giornalista palermitano "scomodo" già minacciato da Cosa Nostra e recentemente smentito da Leoluca Bagarella in merito alla presunta alleanza tra lui e Santapaola, non esita ad indicare inquietante l'interesse della criminalità nei confronti della stampa. La strategia dell'invisibilità e del "silenzio" portata avanti da Cosa nostra, sta mostrando un limite. All'interno dell'organizzazione non tutti la condividono: va bene per chi è in libertà e continua a fare affari, ma non per chi ha un ergastolo definitivo da scontare. La linea della "sommersione", voluta da Bernardo Provenzano, non attenua infatti i rigori del 41 bis. Per questo adesso nelle carceri c'è fermento. (Leggi tutto)

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