martedì 16 giugno 2020

Palermo, Zen, vandali alla scuola Falcone. La preside: diamo fastidio


Oggi le mamme del quartiere e i prof sistemeranno le 25 aule devastate " Violenza inaudita contro la scuola, ci deve essere qualcos’altro dietro"
Li ha contati uno per uno. I banchi, le sedie, gli armadi distrutti che i suoi alunni non potranno più utilizzare a settembre quando la scuola ripartirà. Aula per aula i suoi occhi si sono fermati sui giocattoli ridotti in pezzi dopo il raid dello scorso fine settimana che ha messo a soqquadro il plesso delle elementari dell’istituto comprensivo Giovanni Falcone dello Zen 2. «Non è rimasto un solo armadio in piedi, una tale violenza contro l’attività didattica della scuola non l’ho mai vista da quando sono arrivata allo Zen, degli episodi si sono verificati in passato, ma questa volta c’è qualcosa di più inquietante dietro», dice Daniela Lo Verde a capo dell’istituto.

Ieri, mentre era in commissione d’esami di maturità alla scuola Ascione di Borgo Nuovo, ha ricevuto la telefonata del vice preside che la informava del raid. «Mi sono fiondata a scuola e sono rimasta tutto il giorno in attesa che la scientifica ultimasse il sopralluogo — dice la preside che ha ricevuto da poco l’onorificenza di cavaliere al merito dal presidente della Repubblica — Posso soltanto pensare che quello che stiamo facendo per il quartiere evidentemente dà fastidio a qualcuno, che il fatto di avere aiutato tante famiglie rimaste senza reddito durante il lockdown ha rotto alcuni equilibri».
La preside con i prof, appena è scattata l’emergenza coronavirus, si è subito attivata con una raccolta fondi per garantire i buoni spesa alle famiglie in difficoltà. « Non ci siamo mai fermati, non ho mai chiuso la scuola per un solo giorno, fino a venerdì ero sul posto ed era tutto tranquillo. Le famiglie lo sanno che possono contare sulla Falcone, una comunità scolastica che non si è mai tirata indietro».
Nel plesso preso di mira dai vandali non c’è videosorveglianza né allarme. Sul raid indaga la polizia. Lo scorso aprile qualcuno ha rubato i motorini dell’acqua, lasciando la scuola ancora adesso a secco. Stamattina le mamme del quartiere e i prof saranno a scuola per aiutare a sistemare le 25 aule devastate. Ci sarà in segno di solidarietà anche il vice sindaco Fabio Giambrone come tutti gli altri componenti della giunta, uno per scuola: una sorta di flash mob lanciato dal Comune a difesa delle scuole colpite dai ladri e dai vandali. « Un " abbraccio" fisico e virtuale — dice il sindaco Leoluca Orlando — a tutte le scuole vittime di violenze, vandalismi e furti, all’insegna dello slogan "No ai ladri di futuro" perché chiunque sottrae o distrugge beni delle scuole li ruba ai bambini e alle bambine che le frequentano». Lo Verde, ieri, ha ricevuto un messaggio della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina che ancora una volta ha ribadito di essere vicina alla scuola Falcone dello Zen. E dall’assessore regionale all’Istruzione Roberto Lagalla. « Non possiamo accettare la vittoria della prevaricazione, della violenza e dell’ignoranza sulla speranza di futuro dei nostri giovani. Il governo Musumeci, oggi più che mai, sente il dovere di dichiararsi a fianco dei dirigenti scolastici e degli enti locali, confermando grande attenzione e rinnovando l’impegno a concorrere per un rapido recupero dei danni subiti dalle scuole», dice Lagalla. Grande solidarietà anche da tutto il mondo della scuola e dai sindacati.
«Quello che chiedo a questo punto per i miei alunni è che la scuola sia rimessa in piedi — dice Lo Verde — chiedo giochi e arredi nuovi, aule accoglienti, tetti impermeabili senza la paura che piova dentro » . La scuola è ancora senza acqua dopo il furto di aprire. Oggi, dunque, si potrà sistemare ma non pulire. « I bambini devono trovare una scuola nuova — insiste Lo Verde — devono poter tornare in ambienti accoglienti, migliori di prima a questo punto. Rilanciamo sempre il tema della bellezza. È da lì che bisogna partire soprattutto nelle scuole di periferia. I bambini devono sapere che la scuola c’è, che le istituzioni ci sono. È questo il messaggio che dobbiamo dare tutti insieme » . — c.b.
La Repubblica Palermo, 16 giugno 2020

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