giovedì, marzo 25, 2010

Corleone. Cittadinanza onoraria solo al parroco di San Leoluca, don Calogero Giovinco? E il consiglio comunale si spacca...

DINO PATERNOSTRO
La sera di lunedì scorso il consiglio comunale di Corleone ha approvato a maggioranza l’ordine del giorno, presentato da me e dal consigliere Salvatore Schillaci, con cui si chiedeva al sindaco di conferire la cittadinanza onoraria al sacerdote don Calogero Giovinco, parroco di San Leoluca, per i meriti acquisiti in trent’anni di attività pastorale a Corleone. Ma che fatica! Infatti, un manipolo di consiglieri comunali, abituati a “trattare” e “contrattare” su tutto, hanno provato in maniera maldestra ad “inquinare” il dibattito. Non hanno avuto il coraggio di dire “no”, ma hanno pronunciato tanti “si” condizionati. «D’accordo per la cittadinanza onoraria a don Calogero Giovinco, ma nell’ordine del giorno dobbiamo aggiungere pure quelle il decano don Vincenzo Pizzitola e per il parroco di Maria SS. delle Grazie fra Giuseppe Gentile…», hanno sostenuto i consiglieri Lea Savona, Maurizio La Barba e Fausto Iaria. «Che senso ha – ho replicato – in un ordine del giorno elaborato per don Calogero Giovinco, aggiungere altri nomi, senza un’adeguata motivazione?». «Preparate un altro ordine del giorno – ho proposto - e lo discuteremo nella prossima seduta del consiglio comunale…». Impossibile, hanno sostenuto. O tutti e tre, oppure ci asteniamo dalla votazione. (Perché non sia mai detto che passi la proposta di cittadinanza ad un prete, avanzata da un (ex?) comunista). Un modo “elegante” – secondo loro – per bocciare l’ordine del giorno. Che fare? Contrattare pure sulle cittadinanze onorarie? Mi è sembrato troppo. Ho chiesto di mettere ai voti l’ordine del giorno così come l’avevo presentato. Addirittura, il capogruppo dell’Udc Vincenzo Macaluso ha abbandonato l’aula. Ma ad astenersi sono stati solo i consiglieri Lea Savona, Maurizio La Barba, Fausto Iaria, Nicola Bentivegna, Salvatore Sorisi ed Angelo Cangemi (sei), mentre abbiamo votato a favore, io, Salvatore Schillaci, Liborio Marino, Mario Lanza, Calogero Di Miceli, Vincenzo Iannazzo, Maurizio Bruno e Leo Colletto (otto). E l’ordine del giorno (leggi il testo integrale) è stato approvato a maggioranza. Commento rabbioso (e acido) di uno degli astenuti: «Adesso i voti per approvare il bilancio il sindaco se li vada a cercare da Dino Paternostro». (d.p.)
NELLA FOTO: Don Calogero Giovinco (il terzo da sinistra) con l'arcivescovo Cataldo Naro e il dott. Giuseppe Marchese.

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