domenica, giugno 11, 2017

Da Corleone all’America, perché morire in casa per i boss è una rivincita

Il boss mafioso Totò Riina
ATTILIO BOLZONI
SI dice in Sicilia per misurare la “grandezza” di un vecchio mafioso: «È morto nel suo letto». Significa che se n’è andato con tutti gli onori, circondato dall’affetto dei suoi cari, ossequiato dalla comunità. Significa che, nonostante un’esistenza dedicata al crimine, è sopravvissuto ai nemici di cosca, alle “sparatine” e agli agguati, che è sfuggito per sempre alle maglie della giustizia. L’ha fatta franca sino alla fine. Morire nel proprio letto è segno di gloria per un boss, di potenza. Morirà nel suo letto anche Totò Riina, probabilmente il più feroce fra i capimafia siciliani e sicuramente il più invaso dal delirio di onnipotenza?

La mafia non vota solo d’estate

di ALESSIO RIBAUDO
Ecco i 5 comuni commissariati dove le urne non si apriranno
Parafrasando il titolo del film di Pif, la Mafia «uccide» le elezioni locali. Tra Campania, Calabria e Sicilia, le città dove le consultazioni sono annullate. Nel feudo del boss Messina Denaro, latitante dal 1993, la macchina elettorale era stata avviata ma è stata bloccata dal governo, su proposta del ministro dell’Interno. Invece altri 5 centri hanno riconquistato il diritto al voto. Dal ‘91 a oggi, sono 241 le amministrazioni sciolte per infiltrazioni mafiose

sabato, giugno 10, 2017

TgCom24 e il caso Riina. Dino Paternostro: "Vogliamo l'attenzione dei media non solo per fatti di mafia, ma anche per la strada Corleone-Partinico interrotta da anni"

Dino Paternostro al "Giallo della settimana"
E' andata in onda stasera su TGCOM24 la puntata de "Il giallo della settimana" dedicato al caso Riina (deve o non deve lasciare il carcere). Nei miei interventi ho rappresentato le aspettative dei corleonesi civili e democratici, che non vogliono "accanimenti" dello Stato nei confronti del boss mafioso, ma nemmeno "cedimenti". In ultimo, ho sottolineato che questa Corleone, però, non vuole l'attenzione morbosa dei media solo per fatti di mafia, ma anche per la soluzione dei problemi. Ecco le battute finali tra me e il conduttore Remo Croci, di cui ho apprezzato l'attenzione e la professionalità: 
Remo Croci: C’è attesa, c’è questo clima di tensione a Palermo, a Corleone?
Dino Paternostro: Si, c’è molta tensione, c’è molta attesa. Però, io l’ultima cosa che volevo dire è anche che c’è tensione nell’opinione pubblica perché i cittadini vedono che c’è molta attenzione, un’attenzione morbosa, dei media quando si tratta di mafia. Mentre invece... GUARDA L'ALBUM FOTOGRAFICO E IL VIDEO

venerdì, giugno 09, 2017

Grasso sfida Totò Riina: “Se vuole uscire collabori e riveli i mandanti delle stragi”

SALVO PALAZZOLO
Per il presidente del Senato è sempre il capo di Cosa nostra “Dica chi erano le persone importanti che lo contattarono”
PALERMO - «Salvatore Riina è ancora il capo di Cosa nostra». Non ha dubbi Pietro Grasso, il presidente del Senato, che da procuratore nazionale antimafia ha indagato a lungo sulle complicità del padrino di Corleone. «Riina potrebbe interrompere il regime del 41 bis collaborando ». Grasso, intervistato da Radio24, indica un tema ben preciso: «Ci faccia sapere chi erano le persone importanti che lo hanno contattato prima di fare le stragi». È il mistero attorno agli eccidi di Capaci e via d’Amelio. «Il progetto di Riina era quello di uccidere Falcone a Roma - ricorda Grasso - poi richiamò il commando dicendo che il giudice sarebbe stato ucciso in Sicilia. Cosa gli aveva fatto cambiare idea? Questo ancora non l’ha detto».

Palermo. Una marina di libri - Ottava edizione - Il primo festival letterario accessibile del Sud Italia

All'Orto botanico di Palermo, "Una Marina di libri"
250 eventi, 90 editori, 10 ettari di giardino letterario. Da giovedì 8 a domenica 11 giugno all’Orto Botanico di Palermo
Al via dall’8 giugno e fino a domenica 11 giugno il festival dell’editoria indipendente, promosso dal CCN Piazza Marina & Dintorni in collaborazione con le case editrici Navarra e Sellerio torna tra i viali dell’Orto botanico di Palermo. Saranno oltre 250 quest’anno gli eventi in programma in quattro giornate tra presentazioni, letture, laboratori e spettacoli per adulti e bambini, mentre in fiera saranno presenti 90 editori indipendenti nazionali e locali (20 le new entry), con uno speciale focus quest’anno dedicato all’editoria per l’infanzia con 10 delle migliori case editrici nazionali del settore e un vasto programma dedicato, curato dalla libreria Dudi, partner del festival. La fiera sarà allestita tra i viali dell'Orto e intorno alla Vasca delle ninfee, trasformando l’Orto Botanico in un meraviglioso giardino letterario di 10 ettari.

Sicilia, la Cgil compie 70 anni. A Caltanissetta Macaluso e Camusso


giovedì, giugno 08, 2017

Mons. Pennisi: “Riina può morire anche in carcere con una morte dignitosa”

Mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale
L'arcivescovo di Monreale: "Assurdo che Riina risieda a Corleone. Rischio che la sua casa diventi un santuario negativo, ma lo Stato non può applicare la legge del taglione"
Monreale, 8 giugno 2017 – Disteso su una barella, in videoconferenza dal carcere di Parma, Totò Riina ha seguito l’udienza, a Firenze, del processo d’appello per la strage del treno 904, in cui è imputato come mandante. Riina, 87 anni, non era presente in aula a causa delle sue critiche condizioni di salute, argomento questo di forti polemiche negli ultimi giorni, dopo il richiamo della Cassazione al diritto di morire dignitosamente per tutti i detenuti, compreso Riina che sconta 17 ergastoli. Dichiarazione che ha aperto un aspro dibattito sulla opportunità o meno di scarcerare il boss mafioso. Francesca Sabatinelli, di Radio Vaticana, ha intervistato mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, arcidiocesi a cui appartiene Corleone.

ELEZIONI A PALERMO. Per Orlando gli appelli del mondo della cultura, degli enti locali e dello spettacolo

L'attore e scrittore Moni Ovadia 
Con una serie di video pubblicati in queste ore nelle rispettive pagine Facebook o in quella di Leoluca Orlando o con la sottoscrizione di appelli, diversi esponenti italiani e stranieri del mondo della cultura, dell'informazione, degli enti locali e dello spettacolo, prendono posizione a favore della riconferma del sindaco uscente, con il motto "#ilCambiamentoNonSiFerma". Negli appelli, viene sottolineato il cambiamento culturale e la rinascita materiale della città, soprattutto con la riscoperta degli spazi del centro storico, della costa e della Favorita e i riconoscimenti ottenuti con il percorso Unesco e quello di Capitale della cultura. GUARDA L'APPELLO DI MONI OVADIA

DOPO SCIARA, “ASP IN PIAZZA”: PIU’ DI MILLE LE PRESTAZIONI

Da sx: il sindaco Salvatore Rini, il direttore generale Antonio Candela,
il direttore del distretto di Termini Luigi Lo Giudice
DOPO SCIARA, MARTEDI’ I CAMPER DEGLI SCREENING ONCOLOGICI SARANNO A COLLESANO
PALERMO 8 GIUGNO 2017 – Sono 1045 le prestazioni effettuate, finora, dall’Azienda sanitaria provinciale di Palermo nelle tre tappe di “Asp in piazza”, manifestazione itinerante sulla prevenzione la cui quarta edizione ha preso il via lo scorso 25 maggio a Contessa Entellina. Dopo la tappa del 30 maggio a Villafrati, i camper degli screening oncologici sono stati oggi a Sciara. Davanti la sede del Municipio, in piazza Castelreale, medici, infermieri ed ostetriche dell’Asp hanno lavorato alle 9.30 alle 17 per “rispondere” alla grande richiesta degli utenti di tutto il comprensorio. Preso letteralmente d’assalto l’ambulatorio dello screening del melanoma: il dermatologo dell’Azienda sanitaria provinciale ha effettuato 110 visite, mentre sono state 71 le ecografie effettuate nell’ambito della prevenzione del tumore alla tiroide.

Caso Riina. Perchè la Corte di Cassazione apre un varco alla scarcerazione...

Il boss Totò Riina
Pubblichiamo l'intervento di Rosario Accordino sulla vicenda Riina, da cui si evince che la Corte di Cassazione ha davvero aperto un varco alla possibile scarcerazione di Totò Riina. A seguire, nel post successivo, pubblichiamo integralmente la sentenza. Non siamo tutti giuristi, ma un'idea ce la possiamo fare solo leggendo il testo. Altrimenti continueremo a dividerci pregiudizialmente. (dp)
ROSARIO ACCORDINODiciamolo subito. Lo sapevamo anche noi che la Corte di Cassazione non era chiamata a decidere se scarcerare o meno Riina, né a decidere se la decisione del Tribunale di sorveglianza era ben motivata, ma a decidere se accogliere o meno il ricorso del Riina, avverso la sentenza di rigetto della istanza di scarcerazione. È lampante che in questi termini la Cassazione non poteva decidere la scarcerazione del Riina. La Cassazione dice che la sentenza non è sufficientemente motivata ed argomentata. Chiunque abbia letto la sentenza del Tribunale di sorveglianza, richiamata anche nella sentenza della Cassazione, si stupisce di questo appunto perché, al contrario, il tribunale elenca molto chiaramente tutti i motivi che impediscono o sconsigliano o non fanno ravvisare la necessità, ai fini di una pena non afflittiva, della scarcerazione del Riina.
La Cassazione, oltre a dire che la decisione non è sufficientemente motivata, si spinge a dire che la incompatibilità con la detenzione permane anche se le strutture carcerarie sono in grado di fornire le necessarie cure. Dice, infatti, la corte di Cassazione: ....Al di là, quindi, della trattabilità delle singole patologie, rileva nel giudizio de quo, la valutazione complessiva dello stato di logoramento fisico in cui versa il soggetto, sovente aggravata anche da altre cause non patologiche come, nel caso di specie, la vecchiaia..". E già questa è una indicazione ben precisa dei criteri che devono orientare la scelta del tribunale.

La sentenza integrale della Corte di Cassazione sul caso Riina

Penale Sent. Sez. 1 Num. 27766 Anno 2017 - Presidente: DI TOMASSI MARIASTEFANIA - Relatore: COCOMELLO ASSUNTA - Data Udienza: 22/03/2017
SENTENZA
sul ricorso proposto da Riina Salvatore, nato il 16/11/1930 a Corleone, avverso l'ordinanza n.299/2016 del Tribunale di Sorveglianza di Bologna, del 20/5/2016;
Visti gli atti, il provvedimento denunziato e il ricorso;
sentita la relazione svolta dal Consigliere Dott.ssa Assunta Cocomello;
lette le richieste del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Dott.ssa Felicetta Marinelli, che ha chiesto dichiararsi inammissibile il ricorso, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende;
RITENUTO IN FATTO

Partinico, campi a secco, agricoltori in crisi

La diga Jato vicino Partinico
L'acqua della diga Jato non arriva per un guasto all'impianto elettrico. Cgil, Cisl e Cia scrivono all'assessore Cracolici
Palermo 8 giugno 2017 – A Partinico da più di un mese gli agricoltori costretti a trasportare l'acqua con i bidoni per irrigare i campi. L’acqua della Diga Jato, in particolare quella dei lotti di sollevamento, che hanno bisogno dell’energia elettrica per attivare i motori, non arriva. Al punto di accesso per la distribuzione dell’acqua nelle campagne da un mese rispondono che sono i corso lavori per riparare i guasti elettrici e sostituire i pezzi mancanti e “che tutto a giorni dovrebbe essere pronto”. A denunciare la problematica situazione dell'irrigamento dei campi nella zona dello Jato, ormai al collasso per l'assenza di piogge, sono la Cgil e Cisl e dalla Cia, la Confederazione italiana agricoltori, che hanno scritto ieri una lettera all'assessore all'Agricoltura Antonello Cracolici. Cracolici ha risposto oggi che l'Enel riparerà i guasti che riguardano l'erogazione della corrente elettrica e le pompe, entro la metà della prossima settimana, torneranno in funzione.

"Scarcerare Riina o no?", c'è una petizione

Il boss mafioso Totò Riina
E' polemica per la possibile scarcerazione di Totò Riina. Il boss di Cosa Nostra potrebbe ottenere i domiciliari per poter "morire dignitosamente", scrive la Cassazione, "a causa del suo aggravato stato di salute". Da qui la petizione su Change.org che, in un solo giorno, ha raggiunto oltre 30mila firme in un solo giorno per chiedere che "Riina rimanga in carcere". Con una sentenza depositata due giorni fa la Suprema corte ha accolto il ricorso presentato dai difensori del boss, annullando con rinvio la decisione del Tribunale di sorveglianza di Bologna, che aveva rigettato la richiesta. La Corte di Cassazione ha aperto alla possibilità di un differimento della pena o della concessione degli arresti domiciliari per Totò Riina, in relazione alle sue condizioni di salute. Ora toccherà al tribunale di sorveglianza di Bologna decidere sulla richiesta dei legali del boss. "L'udienza è fissata per il 7 luglio prossimo e ci saremo" conclude uno dei legali Luca Cianferoni.


mercoledì, giugno 07, 2017

Corleone, la Commissione straordinaria ha incontrato la chiesa e la società civile

Corleone, la piazza del municipio
Nella mattinata di oggi la Commissione Straordinaria del comune di Corleone ha incontrato in municipio una rappresentanza di diverse categorie di lavoratori accompagnata dal Decano, don Vincenzo Pizzitola e dal Parroco della Chiesa di San Leoluca, Don Luca Leone. La richiesta dell’incontro era stata sostenuta anche dall’Arcivescovo di Monreale, Mons. Michele Pennisi, sulla base di quanto emerso in occasione della recente visita pastorale riguardo alle problematiche che investono il mondo del lavoro e alle possibili soluzioni. Sia da parte dei rappresentanti ecclesiastici che da parte delle rappresentanze della società civile è stata prospettata l’esigenza di stabilire una connessione con l’Amministrazione comunale allo scopo di individuare percorsi condivisi che consentano di venire incontro alle esigenze del mondo del lavoro anche attraverso l’utilizzo delle strutture comunali,

“ASP IN PIAZZA” DOMANI NEL COMUNE DI SCIARA

DALLE 9.30 ALLE 16.30 VISITE ED ESAMI GRATUITI
PALERMO 7 GIUGNO 2017 - Terzo appuntamento domani (giovedì 8 giugno) con “Asp in Piazza”, manifestazione sulla prevenzione organizzata per il quarto anno di fila dall’Azienda sanitaria provinciale di Palermo. Dopo Contessa Entellina e Villafrati, i camper degli screening onclogici saranno a Sciara. Dalle 9.30 alle 16.30, nella centrale Piazza Castelreale, gli utenti di tutto il comprensorio avranno la possibilità di usufruire gratuitamente e con accesso diretto di esami e visite. A bordo di 3 camper ed all’interno di 8 gazebo, lavoreranno 20 operatori dell’Azienda sanitaria provinciale che effettueranno: lo screening del tumore alla mammella (mammografia); screening del tumore al collo dell’utero (pap-test e HPV test); screening del tumore al colon-retto (verrà distribuito il sof test per la ricerca del sangue occulto nelle feci); screening del tumore alla tiroide (visita ed ecografia) e screening del melanoma.

La Rai a Corleone per la vicenda Riina

Raffaella Maria Cosentino
Sono stata per la prima volta a Corleone, nella strada in cui abita la moglie di Riina, Ninetta Bagarella. Per chi vive in paese ancora è difficile accompagnare i giornalisti in quel vicolo. Sono andata via con l'idea che Corleone, meta di turisti stranieri sulle tracce della mafia, è un paese in bilico. Lo racconto in questo reportage (al minuto 14.40 del link in basso) per il nostro #BuongiornoRegioneGrazie a chi ha voluto raccontarmi il suo punto di vista. Spero di tornarci presto per approfondire la conoscenza e di avere fatto un racconto utile anche se breve. GUARDA BUONGIORNO REGIONE DEL 7 GIUGNO

“Così io e la squadra di Ultimo giurammo di catturare la Belva, ora non gli regalino la libertà”

La squadra di carabinieri guidata dal capitano
Ultimo durante un incontro nel 2010 al Palauditore di Palermo.
Uno di loro mostra la foto di Totò Riina
La lotta alla mafia. Il personaggio. Parla Roberto Longu, nome di battaglia Omar, il maresciallo che per sette mesi diede la caccia al Capo dei capi
PIERO COLAPRICO
MILANO - Roberto Longu ha 54 anni, portati atleticamente, e fa il security manager. Nel 1993 il suo nome di battaglia era Omar, e il suo mestiere il maresciallo dell’Arma. Era la mattina del 15 gennaio del 1993 quando a Palermo lui e Vikingo attaccano l’autista di un’utilitaria, Salvatore Biondino, mentre il capitano Ultimo e Arciere, alla fine di un’indagine durata sette mesi, mettono spalle a terra, sull’asfalto della rotonda dell’Agip, il “capo dei capi”, Salvatore Riina, detto Totò: era l’”inafferrabile di Cosa Nostra”, latitante da 24 anni. E adesso, che la Cassazione spiega che il boss dei corleonesi può finire di scontare la pena a casa, che cosa pensa un cacciatore di latitanti? «Una cacciatore di latitanti non odia nessuno, fa il suo lavoro contro l’avversario, chiunque sia».
Però…

Fra Paolo, 100 pagine di Mafia, Africa e Preghiere

Domani a Viadana, in provincia di Mantova, sarà presentato un interessante libro del "nostro" fra Paolo "100 pagine di Mafia, Africa e Preghiere". Viadana è il paese di origine di Marino Boldrini, che da frate ha scelto il nome di fra Paolo. L'ho sentito al telefono, invitandolo a presentare il libro anche a Corleone, con la sua presenza. La presentazione del libro la potremmo organizzare, mi ha detto, ma non sarà possibile la sua presenza perchè fra qualche giorno torna in Africa, in Tanzania, nella sua terra di missione. Raccogliamo il suo invito e presentiamo questo libro a Corleone? (dp)

martedì, giugno 06, 2017

Ecco come i mafiosi hanno avuto pietà del piccolo Giuseppe di Matteo, assassinato e sciolto nell'acido

Il piccolo Giuseppe Di Matteo a cui piacevano i cavalli...
Pubblichiamo un documento terribilmente crudo, che fa inorridire: il racconto dell'assassinio del piccolo Giuseppe Di Matteo, di 13 anni, fatto dal "pentito" Vincenzo Chiodo al processo e riportato nelle pp. 30-31 nella sentenza del 10 febbraio 1999 della Corte d'Appello di Palermo, presieduta dal giudice dott. Vincenzo Oliveri, attuale sindaco di Villabate e presidente del Cidma di Corleone. Anche per avere un'idea della ferocia di cui erano (sono) capaci i mafiosi, per i quali in queste ore c'è chi invoca dignità, rispetto ed altro...
Chiodo ha confermato che aveva fatto appoggiare il bambino al muro con le braccia alzate, gli aveva messo la corda al collo, l'aveva tirata ed erano intervenuti gli altri. In pochi attimi il piccolo era rimasto soffocato.
“...Allora il bambino, per come io gli ho detto, si è messo di fronte il muro, diciamo, a faccia al muro. Io ci sono andato da dietro, ci ho messo la corda al collo. Tirandolo con uno sbalzo forte, me lo sono tirato indietro e l'ho appoggiato a terra. Enzo Brusca si è messo sopra le braccia inchiodandolo ... e Monticciolo si è messo sulle gambe del bambino per evitare che si muoveva.

La vedova dell’agente di scorta a Falcone: “A mio marito e agli altri lui l’ha negata”

Tina Montinaro, vedova del caposcorta di Falcone 
L’intervista.Tina Montinaro: “Non cerco vendetta, voglio la verità È come se lo stessero graziando. Allora lo Stato se ne assuma la responsabilità”
PALERMO - «È come se lo stessero graziando», dice Tina Montinaro, la vedova del caposcorta di Giovanni Falcone. «E allora lo Stato si assuma le sue responsabilità. Chiedano direttamente la grazia per Riina al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il nostro presidente saprà cosa rispondere».

CORLEONE, RIINA VENGA CURATO IN CARCERE!

Feroci mafiosi come Totò Riina non hanno il diritto di invocare dignità o pietà. Anche perché loro non ne hanno mai avute per nessuno. Penso al piccolo Giuseppe Letizia o al piccolo Giuseppe Di Matteo, assassinati con feroce crudeltà senza che avessero nessuna colpa. Penso alle stragi di Portella della ginestra, di Capaci e di via D'Amelio. Lo Stato italiano deve assicurare in carcere (e quando serve in ospedale) le cure a Riina. Un suo ritorno a Corleone agli arresti domiciliari verrebbe letto come un cedimento inammissibile, che lo Stato democratico non può permettersi e che i cittadini con comprenderebbero. 
Lo dico e lo scrivo da corleonese, dato che (per fortuna o purtroppo) lo sono (dino paternostro)
IL SERVIZIO DEL TGR SICILIA: GUARDA IL VIDEO

È ancora il capo di Cosa Nostra: ecco cosa si rischia a liberarlo

ATTILIO BOLZONI
Il boss. È il più famoso e anche il più sanguinario. Farlo tornare a Corleone significherebbe aiutarlo a realizzare il sogno che ha dal giorno della cattura
È il sogno che ha sempre avuto: uscire dal carcere, tornare nella sua Corleone. Dal giorno della cattura, avvenuta in misteriose circostanze il 15 gennaio del 1993, Totò Riina non ha pensato ad altro. Un’ossessione: riacquistare in qualunque modo la libertà perduta quando era all’apice della sua potenza. Anche lui, come ogni mafioso, ha sempre coltivato la speranza che — prima o poi — lo Stato gli potesse fare uno sconto, un piccolo regalo in virtù dei tanti segreti che porterà fino nella tomba. Una grazia. È arrivato quel momento magico per quello che — ancora oggi — è formalmente il capo dei capi di Cosa Nostra? Lo ripetiamo, a scanso di equivoci: al vertice della Cupola, malato o non malato, c’è sempre lui. C’è sempre il contadino di vicolo Scorsone che omicidio dopo omicidio e massacro dopo massacro ha conquistato la Sicilia e ricattato l’Italia. C’è sempre uno che si fa ascoltare anche quando sta zitto.

Corleone. L’Orchestra del “G.Vasi” si esibirà al Complesso S. Agostino

I giovani musicisti premiati
L’Orchestra composta dai giovani musicisti studenti della scuola Media “G. Vasi” ha vinto il Concorso nazionale “Rahal – Città del Sale e della Musica” che si è svolto a Racalmuto, aggiudicandosi il Primo premio tra diciotto gruppi partecipanti, non soltanto come ensamble ma anche per le esibizioni di diversi solisti.
Nel manifestare il pieno apprezzamento e le più vive congratulazioni per il prestigioso conseguimento, certamente frutto dell’impegno degli stessi studenti ma anche dei docenti e della dirigenza scolastica, l’Amministrazione comunale è lieta di ospitare una esibizione dei giovani musicisti nel Chiostro del Complesso Sant’Agostino, nella serata del 7 giugno p.v., con inizio alle ore 18,30. La manifestazione sarà aperta a tutti i cittadini che avranno piacere di partecipare.
                            LA COMMISSIONE STRAORDINARIA

Cassazione: Lumia (Pd), "Riina è un carnefice spietato, lo Stato non deve dare segnali di debolezza"

Il boss mafioso Totò Riina
Palermo, 05 giugno 2017 - “Sul caso Riina bisogna evitare di dare messaggi sbagliati. È chiaro a tutti che il diritto alle cure mediche non può essere negato a nessuno, Riina compreso, ma da qui a tirar fuori un profilo quasi pietoso del boss ce ne passa. Il sistema carcerario italiano è in grado di garantire le cure necessarie ai detenuti. Riina è un carnefice spietato e ancora pericoloso. Per cui è necessario non dare segni di debolezza che potremmo pagare amaramente. Non scordiamoci quanto fino a poco tempo fa egli sosteneva nei dialoghi intercettati in carcere dalla Procura antimafia. Dialoghi agghiaccianti nei quali il capo dei capi parlava di piani mafiosi e omicidi da compiere”. Lo dice il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione parlamentare antimafia, commentando il pronunciamento della Cassazione.


Lettera aperta al "Fatto quotidiano": Come difendere l'ambiente

NICOLA CIPOLLA*
Caro Colombo, nella mia lettera del 27 maggio 2017 lamentavo alla fine che il ferreo controllo sulla stampa  italiana e persino su  Il Manifesto, esercitato  dagli ex monopolisti pubblici privatizzati, Enel ed Eni, e dalle altre multinazionali  impediva ai lettori di conoscere, l'aggravarsi  del problema ambientale e dall'altro tutte le notizie, anche positive, che riguardavano i movimenti politici, economici e sociali in Europa e nel mondo a favore di un cambiamento del modello energetico.
* presidente del Cepes - Palermo

sabato, giugno 03, 2017

IL LIBRO. Da Portella a via D’Amelio, viaggio nei “Giorni di mafia”

ENRICO BELLAVIA
Piero Melati ripercorre nel suo libro il calendario nero della Sicilia, segnato da delitti e da personaggi oscuri. Raccontando le storture della retorica e “i professionisti del garantismo”
Sarà forse perché continuiamo a crederci il “sale della terra” ma la storia recente d’Italia sembra irrimediabilmente annodata a quella della Sicilia. È un viluppo perverso come l’abbraccio della vittima al proprio carnefice. Genera intrighi. E come in tutti gli imbrogli vai poi a distinguere davvero chi è causa del male e chi ne patisce gli effetti. Dove sta il torto e la ragione: se a Roma o a Palermo. Se a Torino o a Catania. Della Sicilia come luogo estremo condannato al male e al lutto, alla dannazione di una memoria intermittente, che non sparisce ma si appanna, che non oblia ma genera maschere di verità per renderci meno oneroso il passato, che guadagna nella finzione e nell’inganno della metamorfosi qualche passo lungo la linea oscura, spacciandolo per futuro, racconta Piero Melati nel suo “Giorni di mafia, dal 1950 a oggi”, editore Laterza. Un breviario per giorni scomodi, una data e una preghiera laica all’altare dei fatti.

L’INGANNO TEDESCO

MASSIMO GIANNINI
BISOGNA dirlo con forza, senza tanti giri di parole. La nuova formula elettorale che Renzi, Berlusconi e Grillo stanno per propinare agli italiani è una “porcata” quasi peggiore di quella che Calderoli e i suoi compagni di merende concepirono nel 2005 in una baita del Cadore. Se questa “legge truffa” passa, dopo l’estate torniamo alla Prima Repubblica. Addio alternanza, addio riformismo, addio sinistra. Cade un principio fondamentale della buona democrazia: gli elettori non potranno mai più decidere gli eletti. Il prossimo Parlamento sarà quasi interamente composto da “nominati”. Peggio del Porcellum (che ne prevedeva il 50 per cento) e dell’Italicum (che ne contemplava il 70 per cento). Avremo quasi tutti capilista bloccati, scelti dalle segreterie di partito. Uno schiaffo ai cittadini, che verranno definitivamente espropriati del diritto di scegliere i propri rappresentanti.

Convegno Ance a Palermo: le aspirazioni per la Sicilia


I ragazzi di Corleone in prefettura a Palermo alla Festa della Repubblica

I ragazzi di Corleone in prefettura a Palermo
con la d.ssa Cacciola e la d.ssa Termini della
Commissione straordinaria che amministra
il comune
Nel pomeriggio di ieri, 2 giugno, nell’ambito delle celebrazioni per il 71° Anniversario della istituzione della Repubblica Italiana, una delegazione di ragazzi delle scuole di Corleone ha partecipato alla cerimonia che si è svolta presso la Prefettura. Nell’occasione, due alunne del Liceo Scientifico “Don G. Colletto” e dell’Istituto Tecnico Agrario “Don C. Di Vincenti” ed uno studente universitario hanno presentato brani di storia del corleonese ed offerto spunti di riflessione su tematiche incentrate sulla coltivazione della memoria quale terreno su cui costruire un futuro migliore, basato sui valori della legalità e della cittadinanza responsabile.


Asp Palermo, esenzione ticket: un milione di certificati online


venerdì, giugno 02, 2017

Gaetano Porcasi. Tele vive sulla strada della memoria

Falcone e Borsellino (olio su tela, G. Porcasi)
FEDERICA GOVERNANTI
Quando l’arte sposa il ricordo nasce la pittura d’impegno sociale di Gaetano Porcasi.
Un quarto di secolo è ormai trascorso da quel famigerato 23 maggio 1992. Una potente deflagrazione di sgomento e dolore sbrecciò non solo l’asfalto dell’A29 all’altezza dello svincolo di Capaci ma anche la coscienza d’una nazione intera, ridotta a brandelli, come quella strada. Una strada trasformatasi in una voragine che trascinò con se Giovanni Falcone, volto dell’antimafia siciliana, insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonino Montinari. Considerato uno dei momenti più alti della sfida della mafia contro la magistratura, la strage di Capaci, insieme a quella di via D’Amelio che di poco la seguì, provocò un’inarrestabile onda d’urto in grado di creare un risveglio collettivo, un moto di rabbia e resistenza contro quell’atavica piovra da cui bisognava liberarsi.

Corleone, Fra' Paolo: "Spero che a Corleone possa tornare quella primavera che manca da troppo tempo..."

Fra' Paolo nei locali della Camera del lavoro
di Corleone durante l'intervista...
DINO PATERNOSTRO
INTERVISTA ESCLUSIVA DI FRA' PAOLO, DEI FRATI MINORI RINNOVATI, A CITTA' NUOVE (GUARDA L'ALBUM FOTOGRAFICO)
Non vedevo fra’ Paolo da quattro anni. L’ho incontrato in questi giorni che lui è ritornato a Corleone per il capitolo dei Frati Minori Rinnovati, il sottordine dei francescani a cui appartiene. Quattro anni sono (o possono sembrare) tanti, ma il rapporto che c’è tra noi ci permette di tornare a parlare come se ci fossimo lasciati il giorno avanti. Questo frate, che adesso ha 61 anni, l’ho conosciuto a Corleone il 4 ottobre 1993, festa di San Francesco, quando ha presentato in villa comunale il gruppo “Corleone, un passo avanti”, costituito da giovani cattolici e laici, convinti che i cittadini sono titolari di diritti e di doveri e non “sudditi” del boss di turno. Fu una rivoluzione culturale, che spezzò vecchie appartenenze in nome della collaborazione tra le persone di buona volontà, secondo il dettato del Concilio Vaticano II. Furono fra’ Paolo e questo gruppo ad inventare le schede elettorali “parlanti”, recapitate a tutti gli abitanti di Corleone, alla vigilia delle elezioni comunali del novembre ’93 (anche allora il comune veniva da un periodo di commissariamento), per raccomandare loro di votare candidati oneste che nulla avessero a che fare con la mafia e i mafiosi.

Corleone, allarme rientrato. Stasera i rifiuti saranno regolarmente raccolti

Grazie al tempestivo intervento dell'ing. Giuseppe Gennaro, capo del III Settore, il comune di Corleone è riuscito ad ottenere l'apertura straordinaria della discarica di Bellolampo. In questo modo gli autocompattatori pieni oggi si potranno svuotare e stasera si potrà regolarmente svolgere il servizio di raccolta dei rifiuti. (Dp)
ECCO IL COMUNICATO DEL COMUNE:

giovedì, giugno 01, 2017

Pubblichiamo la stupenda lettera di Manfredi, figlio di Paolo Borsellino: "Grazie, caro papà"

Manfredi Borsellino col presidente
della Repubblica Sergio Mattarella
MANFREDI BORSELLINO
Il primo pomeriggio di quel 23 maggio studiavo a casa dei miei genitori, preparavo l’esame di diritto commerciale, ero esattamente allo “zenit” del mio percorso universitario. Mio padre era andato, da solo e a piedi, eludendo come solo lui sapeva fare i ragazzi della scorta, dal barbiere Paolo Biondo, nella via Zandonai, dove nel bel mezzo del “taglio” fu raggiunto dalla telefonata di un collega che gli comunicava dell’attentato a Giovanni Falcone lungo l’autostrada Palermo-Punta Raisi. Ricordo bene che mio padre, ancora con tracce di schiuma da barba sul viso, avendo dimenticato le chiavi di casa bussò alla porta mentre io ero già pietrificato innanzi la televisione che in diretta trasmetteva le prime notizie sull’accaduto. Aprii la porta ad un uomo sconvolto, non ebbi il coraggio di chiedergli nulla né lui proferì parola.

Due volumi di Agostino Spataro: "I racconti di Realturco"

ANGELO G. PORTELLA*
Dopo “Ioppolo Giancaxio: fra storia e memoria”, che rievoca la storia e i principali avvenimenti politici e sociali del paese, Agostino Spataro pubblica quest’ampia raccolta (circa 100) di “Racconti di Realturco”, estrapolati dalla tradizione locale del “cuntu” e della poesia vernacolare.
Il lavoro, diviso in due volumi, vuole essere un contributo alla ricostruzione della nostra identità culturale e alla salvaguardia della memoria collettiva. In tal senso, l’opera riscopre un percorso culturale interessante, per molti versi inedito, attraverso il quale è possibile ripercorrere sentieri smarriti o ignoti ai più giovani, cogliere taluni aspetti, anche etnografici, della nostra vicenda umana così come si è dipanata negli ultimi decenni.

Prima della bomba della strage di Capaci

Da sx: Francesca Morvillo e Giovanni Falcone
PIERGIORGIO MOROSINI
1. «Non c’è tempo da perdere, bisogna mettere da parte le guerre tra il Csm, l’Anm, il guardasigilli, i partiti. Cosa Nostra delinque senza soste, mentre noi litighiamo senza soste». A quattro giorni dalla strage di Capaci, Giovanni Falcone affida ad un giornalista partenopeo parole drammatiche e premonitrici. Lo fa a commento dei segnali di ferocia mafiosa che si andavano intensificando nella primavera del 1992. Segnali che in Sicilia si erano già materializzati negli omicidi eccellenti del parlamentare Salvo Lima e del maresciallo Guazzelli, dando l’avvio ad una stagione di attentati che rendeva ancor più convulsa la delicata transizione politico-istituzionale del nostro Paese. È questo uno dei passaggi chiave dell’ultimo libro di Giovanni Bianconi, L’assedio. Troppi nemici per Giovanni Falcone (Einaudi, 2017).

Arriva al Senato il 13 giugno la riforma del Codice Antimafia

Approvata nel 2015 alla Camera. Beni confiscati valgono 25 mld
Norme stringenti sono previste per gli amministratori giudiziari, che non potranno avere più di 3 incarichi e non potranno essere parenti fino al quarto grado, ma neppure conviventi o "commensali abituali" del magistrato che conferisce l'incarico. Sequestri e confische sono previsti anche a chi favorisce i latitanti, commette reati contro la Pubblica amministrazione o si macchi del delitto di caporalato mentre si istituisce un Fondo di garanzia per sostenere le aziende sequestrate. Il Senato ha stabilito però che tra i reati contro la Pubblica Amministrazione per i quali è prevista l'estensione delle misure di prevenzione personali e patrimoniali, come la confisca, non rientri il delitto di peculato.

Misilmeri, in tre, travisati ed armati, effettuano un rapina in banca. I carabinieri li arrestano e recuperano il bottino

MISILMERI (PA): i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia hanno arrestato per il reato di rapina i palermitani Luca Biuso (1991), Michele Silvio Loddo (1997) e Salvatore Saluto (1992. Alle ore 12,30, i tre, con volto travisato da passamontagna e cappellini, armati di taglierini si sono introdotti presso l’istituto di credito sito in piazza Comitato 1860 per perpetrare una rapina.  Una volta all’interno, i malviventi hanno minacciato il direttore della filiale e si sono fatti consegnare due sacchi contenenti 4.000,00 euro in monete. Prima di fuggire hanno, poi ,preso in ostaggio un 45enne presente all’interno della filiale per cercare di coprirsi la fuga, ma una volta all’esterno il pronto intervento dei Carabinieri in servizio di pattuglia ha evitato il peggio ed ha consentito di bloccare i tre delinquenti che, hanno cercato nonostante tutto di scappare a piedi per le vie limitrofe.  Il denaro è stato recuperato e restituito all’istituto di credito. Gli arrestati sono stati tradotti presso la casa circondariale “Cavallacci ” di Termini Imerese a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Roccamena, un solo vigile urbano part-time


No al numero chiuso all’Università

di ANNA ANGELUCCI
Anche nei corsi delle facoltà umanistiche dell’Università statale di Milano dal prossimo anno accademico verrà introdotto il numero chiuso. La decisione, presa lo scorso 23 maggio dal senato accademico su proposta del Rettore, non ha avuto grande eco sui media mainstream – ormai totalmente obnubilati dalla narrazione mistificata su scuola e università – mentre è rimbalzata sui social. Che hanno immediatamente svelato l’inganno: non si tratta di rendere migliore l’offerta formativa, si tratta di rispettare una direttiva del MIUR, che impone un certo rapporto numerico tra studenti e docenti. Che non possono aumentare in presenza di un maggior numero di matricole. Perché non si può assumere. E quindi riduciamo le matricole. Tutto qua.

Da “delinquente naturale” ad alleato abituale del Pd: ricordate chi è Berlusconi?

di Gianni Barbacetto, da il Fatto quotidiano, 25 maggio 2017
Il Caimano torna sulla scena come interlocutore dell’ex rottamatore per fare la legge elettorale e da argine al “populismo”. Ma il suo passato è tutto una macchia.
Silvio torna. Sì, Berlusconi si prepara a essere di nuovo al centro della vita politica italiana. Come leader del suo schieramento, che non ha trovato un “federatore”. Ma anche come interlocutore privilegiato, anzi unico, del centrosinistra di Matteo Renzi, per fare la legge elettorale. Intendiamoci: nel centrosinistra per vent’anni hanno ripetuto che non bisognava demonizzarlo. Ma allora almeno qualcuno c’era a ricordare ogni giorno i conflitti d’interessi, le amicizie pericolose, le indagini penali. Del resto, occupava la scena politica e parlare con lui, se non trattare con lui, poteva apparire scelta obbligata. Oggi invece il sistema politico di cui Berlusconi era diventato il perno è saltato, la scena è cambiata, le sue forze si sono ridotte, le sue schiere sfrangiate, il bipolarismo non c’è più. Eppure c’è chi cerca un nuovo patto del Nazareno. Il leone è invecchiato, ha incassato sonore sconfitte, si è indebolito politicamente, è stato sostituito da nuovi narcisismi a Palazzo Chigi. Ma tutto questo sembra valergli una sanatoria generale, una amnistia della memoria. Il Caimano è dimenticato, oggi Silvio è un partner strategico con cui Renzi può fare argine al male assoluto: il “populismo”. Forse vale però la pena di fare un esercizio di memoria e di ricordare chi è Silvio Berlusconi, il politico unfit all’estero, pregiudicato in Italia.

Strage di Capaci, Scarpinato: “Una verità a brandelli: interessi politici oscuri tramano ancora”

La strage di Capaci
Il Procuratore generale di Palermo: “Ancora ombre. Gli ‘amici di Roma’ e la minaccia a Di Matteo”. Intervista a Roberto Scarpinato di Marco Travaglio, da Il Fatto quotidiano, 23 maggio 2017
Roberto Scarpinato, lei dov’era il 23 maggio 1992, quando esplose l’autostrada di Capaci e si portò via Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta?

Alla Procura di Palermo, dove ero entrato un anno prima nel pool antimafia.

Oggi, come ogni anno, anzi di più perché siamo al quarto di secolo, su Capaci si abbatte la solita cascata di lacrime e retorica. A che punto siamo nella ricerca della verità su quella strage e sulle altre del biennio orribile 1992-’93?

Di Matteo: “Sogno una politica in prima fila nella lotta alla mafia”

Il pm Nino Di Matteo
di ROSSELLA GUADAGNINI
Magistrati in politica sì o no? Un tema scottante su cui gli stessi giudici non sono concordi. Ieri, ad esempio, alla giornata di studi “Questioni e visioni di giustizia. Prospettive di riforma”, organizzata dal vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, i pareri sono stati tre, tutti diversi. Il primo, quello espresso da Piercamillo Davigo, presidente della II Sessione Penale della Corte di Cassazione, davanti a un pubblico entusiasta, che gli ha tributato nell'Auletta dei gruppi alla Camera molti applausi e una 'standing ovation' per il suo brillante intervento sul “Contrasto alla corruzione: nuovi strumenti di indagine”. Alla domanda se volesse fare il ministro, ha risposto tranchant : “Non mi interessa la politica. Mi occupo di politici solo quando rubano”. “Ritengo che la politica sia un’attività nobile ed elevatissima, ma i magistrati p

Sambuca di Sicilia diventa "Città del Bio": il riconoscimento dall'associazione nazionale

Sambuca di Sicilia (Ag)
Dopo la vittoria del titolo di "Borgo dei Borghi 2016", Sambuca riceve un altro riconoscimento entrando a far parte dell'associazione nazionale "Città del Bio"Si trova su una collina abbracciata dalla Valle del Belice e dal suo territorio proviene una notevole quantità di prodotti tipici biologicI genuini: si tratta di Sambuca di SiciliaLa città, già inclusa nel club "I borghi più belli d'Italia" e dopo essersi aggiudicata il titolo nel 2016 ha ricevuto un altro prestigioso riconoscimento: quello di "Città del Bio". Dopo essersi distinta per grande rilevanza artistica, culturale e storica, per l'armonia del tessuto urbano, la vivibilità e i servizi ai cittadini, Sambuca viene premiata anche per il suo territorio e le sue aziende.