giovedì, gennaio 23, 2020

Pino Di Stefano di Terrasini ci ha raccontato del suo amico "Pippinu" Maniaci assassinato dalla mafia nel 1947

Pino Di Stefano (a sx) a colloquio con Dino Paternostro
DINO PATERNOSTRO
Pino Di Stefano, originario di Terrasini, per tutta la vita ha fatto il sarto. E a Palermo - in via Riccardo Wagner 10 - gestiva anche una scuola di taglio e cucito per uomo e donna “Il progresso del sarto”, fondata dal padre Francesco, dove si sono formati tanti giovani della città e della provincia. Anche di Corleone: Franco Badami, per esempio, ma anche Nicolino Nicastro, Giovanni Colletto, Vittorio Cortimiglia, Giuseppe Clemente, Leoluca Gelardi, Leonardo Liggio, Leo Mancuso, Calogero Misuraca, Carmelo Panzarella, Salvatore Ruffino, Giuseppe Vutera, Antonino Zabbia e Gaetano Milone. 
Ma l’altra sua passione, grande come la prima, é stata (e ancora è) la politica. Sempre dalla parte degli ultimi, di chi soffre ed è sfruttato. Sempre a sinistra, col partito comunista, che ha fondato a Terrasini nel 1944, insieme al padre, e a Giuseppe Maniaci (“Pippinu”, come lo chiama lui). GUARDA LA GALLERIA FOTOGRAFICA
Erano amici e compagni di partito con Giuseppe Maniaci. E poi anche “compari” perché era stato suo testimone di nozze. Maniaci era segretario della Federterra, una struttura interna della Cgil, che organizzava i contadini poveri. In gioventù era stato in galera per piccoli reati comuni, ma in carcere aveva incontrato importanti dirigenti politici comunisti, come Terracini, Scoccimarro, Sereni, che lo cambiarono. Riscattò il suo passato e divenne un convinto dirigente del Pci e della Cgil. Per poco tempo, purtroppo. Il 22 ottobre 1947, infatti, fu assassinato dalla mafia, lasciando nella disperazione la moglie che era incinta ed un figlio di appena due anni.
A Pino Di Stefano crollò il mondo addosso. Perse l’amico, il compagno, il compare. Ma è stato sempre vicino alla vedova e ai suoi figli.
Siamo andati a trovare Pino - che adesso ha la bellezza di 94 anni - il 22 gennaio nella sua casa di Terrasini. Sta bene, ha una lucidità mentale ed una memoria invidiabili. “Da quel lontano 22 ottobre del ‘47 - ci confessa - non c’è stato un giorno in cui non ho pensato a Pippinu. E sono contento che, finalmente, grazie all’impegno della Cgil, il comune di Palermo gli ha dedicato una strada”. Una strada a Maniaci ha deciso di dedicarla anche il comune di Terrasini. Già si sta preparando la delibera e si sta pensando ad una manifestazione pubblica per ricordare quest’uomo dimenticato per 73 anni, che finalmente verrà ricordato per il suo impegno politico-sindacale a favore della povera gente.
La storia di Giuseppe Maniaci Di Stefano ce l’ha raccontata con dovizia di particolari in una intervista video di qualche anno fa. Una copia gliel’abbiamo donato proprio durante l’incontro di ieri. Era contento Pino Di Stefano. Finalmente il suo amico Pippinu potrà riposare in pace, grazie all’ostinazione con cui lui non l’ha mai dimenticato. E finalmente i cittadini di Terrasini e della Sicilia sapranno di avere avuto un piccolo-grande uomo, un eroe, che ha combattuto contro la mafia e per i diritti della povera gente.

Dino Paternostro

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