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lunedì 26 gennaio 2015

“C’era una volta la mafia…o c’è ancora?” Il silenzio è dolo anche a Palazzo Adriano

Alcune immagini dell'iniziativa
di EPIFANIA LO PRESTI
PALAZZO ADRIANO – In una sala gremita di ragazzi e adolescenti, si è svolto ieri pomeriggio il convegno “C’era una volta la mafia…o c’è ancora?”, un’iniziativa finalizzata alla sensibilizzazione ai temi della legalità, della cultura dell’antimafia e a conoscere le strategie di lotta alla criminalità, organizzata dalla Consulta Giovanile di Palazzo Adriano. Un momento di discussione, moderato dal Presidente della Consulta Francesco Marino, sul tema della legalità e sull’importanza dei piccoli gesti quotidiani capaci di apportare quel cambiamento positivo di cui la società ha bisogno.
Piccole ma importanti azioni sono quelle portate avanti dall’Associazione Human Rights Youth Organizationpresente ieri a Palazzo e rappresentata dal suo Presidente Marco Farina.
L’associazione promuovere lo sviluppo di varie iniziative culturali, tutte volte ad una migliore e più capillare promozione dei diritti civili in Italia e nel mondo; attiva a livello locale ed internazionale, organizza, sviluppa e porta a compimento attività di sensibilizzazione e di sviluppo, progetti nell’ambito dei diritti umani, dell’educazione alla mondialità, della diffusione della cultura della legalità, della promozione alla partecipazione sociale attiva e allo sviluppo locale. Il legame nato tra l’associazione HRYO di Palermo e la Consulta Giovanile di Palazzo Adriano è consolidato e quello di ieri è stato un ulteriore momento di scambio di buone pratiche.
Altra interessante testimonianza è stata quella di Marilena Comaianni, che ha rappresentato il CIDMA di CorleoneCentro Internazionale di Documentazione sulla Mafia e del Movimento Antimafia che custodisce i documenti del Maxi – processo. Marilena è una delle guide del CIDMA e ieri ha raccontato ai presenti come il suo lavoro a volte consista nel decostruire gli innumerevoli pregiudizi che alcuni visitatori hanno prima di mettere piede all’interno del centro: lì si snoda un percorso che offre ai visitatori la possibilità di capire cosa è stata realmente la Mafia per questo paese e per la Sicilia. Ma sono le storie personali quelle che arrivano dritte al cuore, per questo Marilena ha raccontato quella del bisnonno, vittima di mafia come tantissimi corleonesi onesti, ucciso per mano di Luciano Leggio.
Ad alleggerire i diversi interventi sono stati alcuni inframezzi multimediali e musicali: sono stati proiettati alcuni piccoli documentari che introducevano le storie e le realtà di provenienza degli intervenuti e dei video-clip musicali che avessero come tema proprio quello della legalità e della lotta alla mafia. Oltre al brano “Zio Pino” dei Malarazza 100% Terrone, dedicato alla figura di Pino Puglisi, prete assassinato dalla mafia nel quartiere di Brancaccio, sono state proiettate due clip del gruppo prizzese “No Name”: “Marcia Guerriero” e “Anestesia Umana” – quest’ultimo brano si è classificato tra i primi 10 migliori durante le selezioni di Sanremo Giovani e farà parte della compilation proposta da Sanremo in uscita nei prossimi giorni. Alla proiezione dei video clip è seguito un piccolo intervento del cantante e chitarrista dei “No Name”,Salvatore Pecoraro, che ha spiegato il significato dei suoi pezzi e le immagini scelte per il videoclip.
Molto atteso è stato anche l’intervento di Ismaele La Vardera, giovane praticante giornalista conosciuto ormai in tutta Italia per la sua inchiesta andata in onda durante il programma televisivo Le Iene. Ismaele, “Un ventunenne contro l’omertà politica” – così lo hanno definito Le Iene, ha avuto il coraggio di smascherare i brogli elettorali verificatesi durante le ultime consultazioni comunali a Villabate. Il messaggio che ha voluto lanciare ai giovani palazzesi è stato quello che sta portando in giro per tutta l’Italia, quello di provare a cambiare il sistema partendo dal basso e dalle piccole azioni quotidiane. Attualmente Ismaele viene invitato dai licei di tutta Italia per raccontare la sua testimonianza e Palazzo Adriano è stato il primo paese dei Monti Sicani ad abbracciare l’iniziativa “Il silenzio è dolo”. Si tratta di un progetto socio-musicale ideato da Ismaele, con gli artisti Marco Ligabue, Lello AnalfinoOthelloman e la testimone di giustiziaValeria Grasso. La canzone “Il silenzio è dolo” traina, oltre che una campagna social contro le mafie, unapetizione per chiedere la creazione di un database di tutti i beni in sequestro alla mafia.
A chiudere gli interventi è stato Federico Price Bruno, giovane designer siculo-inglese che da anni porta avanti un progetto sulla legalità e il rispetto dell’ambiente intitolato “Eco Mulo“: Federico ha attraversato l’Italia a dorso di mulo, partendo da Portella delle Ginestre fino ad arrivare a Roma, per consegnare all’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano i “pizzini” degli agricoltori che ha incontrato sul proprio cammino e compiere una marcia di legalità. Federico ha spiegato quello che per lui oggi rappresenta il concetto di legalità: “amore e rispetto per la nostra Terra, la Memoria perduta, la Comunità. Legalità è libertà, partecipazione, Giustizia Sociale, cambiare finalmente e veramente senza alcun compromesso e gattopardismi”.
La manifestazione si è conclusa con i saluti del Presidente del Consiglio Giovanni Marino, con la realizzazione di un breve video in cui i ragazzi presenti hanno urlato che “Il silenzio è dolo anche a Palazzo Adriano” aderendo così alla campagna social portata avanti da Ismaele La Vardera, e con la scopertura di un’opera d’arte rappresentante i Giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino realizzata e donata allaConsulta Giovanile dell’artista prizzese Pietro Cannatella.
epifania.lopresti@magaze.it
 

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