sabato 24 gennaio 2015

ALTRI TEMPI. Un pezzettino d'intervista al Presidente della Repubblica Sandro Pertini...



Pubblichiamo un pezzettino dell'intervista a Sandro Pertini "rubata" sa un post di Silvia Bentivegna su Facebook. Si tratta di parole più che mai attuali pronunciate da un grande uomo, che proveniva da una grande famiglia e che aveva scelto il percorso più faticoso ...quello dell'azione, in un periodo storico in cui pensare e agire volevano dire morire.
"[...] Lei ne combina di quelle, Presidente: per esempio, non concede la macchina a sua moglie per andare a fare lo shopping. Sua moglie, anzi, preferisce andare in autobus. Ma è mai possibile? Non le sembra una provocazione?
Vede, mia moglie si vergognerebbe di andare a Campo de' Fiori a comprare l'insalata o le pere sul macchinone ministeriale. Sarebbe uno schiaffo alla povera gente, un abuso di potere, un furto.


Sì, ma tutti sanno quante mogli di sottosegretari e ministri usano il macchinone del ministero per fare il giro delle boutique. Guai se il vigile le caccia da una sosta vietata.
È un po' vero: quando queste povere provincialotte s'accorgono che il marito ha fatto carriera, si sentono tutte Poppea. E meno male che non pretendono di riandare tutte a fare il bagno alla centrale del latte.
(Un cameriere è entrato nello studio e ha posto sul tavolo del presidente una spremuta d'arancia e una tazza di caffè per l'ospite. Pertini beve la spremuta e subito accende la sua pipa di radica. Poi tira fuori ìl portafoglio e paga con una banconota da cinquecento lire. È la prima volta che vedo un uomo politico di alto rango compiere un gesto così «plateale». Di solito non si abbassano, lasciano che paghi lo Stato.) .
Lei vuol sapere quale sia l'insidia più grande per un uomo politico? Quella di innamorarsi del potere, credo. Un uomo che ha paura di perdere la poltrona, l'influenza sugli altri uomini, i telefoni, i quadri d'autore alle pareti, la limousine di Stato, ebbene quello è un uomo perduto."

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