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mercoledì 24 ottobre 2018

Corleone, inchino davanti alla casa di Ninetta Bagarella. Confrate condannato a sei mesi

La processione di S. Giovanni Evangelista a Corleone

Il confrate sarebbe lontano parente di Bagarella. Ma il parroco lo difende e l’avvocato preannuncia ricorso in appello
 Corleone, 24 ottobre 2018 – Era il 29 maggio 2016, e al suono della campanella i fedeli, nel corso della processione per San Giovanni Evangelista, avevano effettuato una sosta dinanzi la casa di Ninetta Bagattella, moglie di Totò Riina, che osservava la processione dal balcone. Per il giudice monocratico Fabio Raia del Tribunale di Termini Imerese si sarebbe trattato di un inchino nei confronti del boss. Un omaggio che configurerebbe il reato di turbamento di funzioni religiose del culto di una confessione religiosa, e che è costato una condanna a 6 mesi per il confrate Leoluca Grizzaffi. Sarebbe stato lui a suonare la campanella per fermare la processione. Grizzaffi, hanno ricostruito gli inquirenti, sarebbe anche un lontano parente della famiglia Bagarella.

Secondo il giudice quella sosta in via Scorsone, a Corleone, non era prevista e non andava fatta, tanto che il commissario di polizia e il maresciallo, presenti e resisi conto della situazione, avevano deciso di lasciare la processione, per poi inviare una relazione alla Procura distrettuale antimafia.
Secondo la difesa di Grizzaffi, invece, via Scorsone sarebbe sempre rientrata nel percorso della processione, che non avrebbe delle soste predeterminate. Versione confermata anche dal parroco Domenico Mancuso. 
Sulla questione era intervenuto l’arcivescovo dell’arcidiocesi di Monreale Michele Pennisi: “Appena avvisato di questa vicenda – affermava – ho nominato una commissione d’inchiesta per accertare se effettivamente c’è stata una fermata davanti la casa della signora Bagarella. Fino ad ora non risulta esserci nessun inchino”. Se fosse davvero successo sarebbe un fatto gravissimo per Pennisi. “Cercherò – aveva continuato – dopo aver raccolto tutte le informazioni, di prendere dei provvedimenti. Vorrei, come abbiamo fatto a Monreale da due anni, che si concordasse preventivamente tra la confraternita, la parrocchia e le forze dell’ordine il percorso con tutte le fermate in modo tale che non ci siano ambiguità o equivoci”.
L’avvocato del confrate, Pierfranco Puccio, ha già anticipato che ricorrerà in appello.

Da: FiloDirettoMonreale, 24 ottobre 2018

2 commenti:

Gerardi Francesco Mario ha detto...

Non entro né nel merito dei fatti né nella decisione del giudice ma ritengo che sia arrivato il momento di guardare Corleone per quel che è ossia una cittadina con pregi e difetti, con gente malvagia e per bene, come tutte le cittadine italiane ma soprattutto un paese ricco di storia, di cultura e di persone lavoratrici come poche, con grande dignità e rispettose delle leggi e degli altri. Franco Gerardi

Anonimo ha detto...

Salve. Sono disgustato di queste illazioni fatte sul mio paese e su ogni cosa che si faccia, debba entrare la mafia.
La processione in quel punto , si è fermata sempre, sapete perche'?
Ebbene, di fronte la casa dei "Bagarella", vi abitava u "zu' Luca u croccu" un sostenitore delle casse di San Giovanni, emigrato in America e mandava del sostegno economico a questa confraternita.
Purtroppo nessuno è in grado , dei giovani, di fare luce su questa vicenda. Io lo so,.perché u "zu' Luca u croccu" era mio nonno!
Io ho 46 anni, è posso affermare che da sempre la.processione di San Giovanni si è fermata li.
Saluti. Francesco