martedì 14 luglio 2020

Ri-partiAmo da Villafrati con le visite al museo delle Spartenze

Un momento della visita guidata
ONORINA AGNELLO
Il Museo delle Spartenze  dell’Area Rocca Busambra, con sede presso il Palazzo Filangeri all’interno del complesso Baglio culla della civiltà villafratese,  giorno 3 luglio, ha ospitato un gruppo di partecipanti Senior provenienti dalla Polonia che sono stati coinvolti in attività non formali sul tema dell’Educazione intergenerazionale e dell’inclusione sociale volte a favorire l’educazione continua degli adulti e di fornire loro strumenti innovativi per lo sviluppo di attività intergenerazionali inclusive. Il Centro internazionale delle Culture Ubuntu, in collaborazione con Foundation Gaudete, partner polacco del Progetto, ha organizzato e gestito il Training Course che si è tenuto a Palermo dal 30 giugno al 4 luglio.
Tra le visite guidate e gli incontri previsti durante la settimana dedicata al training il 3 luglio i partecipanti al progetto sono stati  accompagnati alla conoscenza del comprensorio della città metropolitana di Palermo. Il tour è stato pensato per valorizzare e promuovere l’area geografica-culturale di Rocca Busambra[1], la prima tappa dell’itinerario è stata la visita al Castello Arabo- Normanno di Cefalà Diana a seguire i partecipanti al progetto “Intergenerational Education for Social Inclusion - Learning solution,  finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma OP Knowledge Education Developmental”, sono stati accolti calorosamente a Villafrati dal Sindaco Franco Agnello, presso il Palazzo Comunale, il quale ha espresso immensa gratitudine ai presenti  e ha sottolineato: “che  questo è un momento importante per Villafrati considerato che questa è la prima visita dopo il “tutto chiuso e tutti chiusi”. Tra i luoghi  visitati a Villafrati hanno riscosso notevole successo le opere d’arte presenti nella Chiesa Settecentesca “SS. Trinità”, al suo interno la Chiesa custodisce il fonte battesimale realizzato tra il 1765 e il 1766, le pitture sacre e le statue lignee realizzate nello stesso periodo storico[2],   e a seguire il “Museo delle Spartenze dell’area di Rocca Busambra. Il museo luogo di storia della migrazione racconta che sin dall’ultimo ventennio dell’Ottocento, sono partiti singoli e famiglie con sacchi e valige su bastimenti mai visti prima verso gli Stati Uniti, il Brasile, l’Argentina, il Venezuela, o la Tunisia a poche ore di viaggio. Un esodo ripreso dopo la seconda guerra mondiale con destinazione Italia settentrionale, Francia, Germania, o Svizzera, paese dove i villafratesi hanno costruito una colonia in quel di Losanna. La visita al museo è stata allietata dalle note siciliane della fisarmonica di Truzzolino e da un momento di convivialità con degustazione di dolci tipici. Lo scambio intergenerazionale e culturale avuto  con alcune componenti del direttivo della Consulta delle donne e dell’Università Popolare di Bolognetta è stato pieno di emozioni e ricco di contenuti. L’itinerario si è concluso,  solo dopo aver gustato un pranzo a base di carne aVillafrati, con la visita del Museo dei Pupi a Mezzojuso[3].



[1] si Intende l'Insieme del comuni vicini geograficamente "dominati" dal monte  Busambra che condividono un patrimonio storico, culturale e linguistico in gran parte comune, hanno condizioni economiche similari  e frequenti rapporti sociali.
[2] Il fonte è in marmo giallo di Castronovo, ma la sua parte centrale, in legno, si apre a mo’di libro sulle cui due pagine sono state dipinte una scena del Battesimo di Cristo e l’Apostolo Filippo battezza l’eunuco della regina Candace. Le pitture si attribuiscono ad un seguace di Gaspare Serenario, “gran pittore”nella Palermo dell’Ottocento Accedendo nella chiesa si possono osservare nella parte sinistra di essa: il vano d'ingresso alla scala del campanile, sulla porta è posto un quadro raffigurante le anime sante del Purgatorio; la nicchia di S. Francesco di Paola, con bellissima statua lignea del Santo scolpita l'anno 1858; Ci sono vari altari quello della Madonna del Rosario, con tela ad olio opera di Randazzo figlio e datata 1770, l'altare di S. Giuseppe con statua lignea del Santo che da la mano al Bambino Gesù, datata 1700; l'altare del Crocifisso con grande scultura lignea del Crocifisso del 1700..
[3] Il museo espone una ricca collezione di pupi siciliani della scuola palermitana e catanese, burattini, marionette di vari paesi del mondo, carrettini siciliani, armature, cartelloni d’epoca e una vasta collezione di testi autentici tra cui l’opera completa di Giusto Lo Dico.

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