venerdì 29 maggio 2020

Uber: la Cgil, grave la notizia del caporalato digitale


Scacchetti, Massafra: “caporalato non può avere cittadinanza in un Paese che si definisce civile”
Roma, 29 maggio - “Il commissariamento di UBER Italy deciso dal Tribunale di Milano è una notizia che per la sua gravità ci lascia attoniti. Siamo in presenza di un caporalato digitale, non solo quindi nelle campagne, che cancella i diritti e lede la dignità dei lavoratori”. Ad affermarlo i segretari nazionali della Cgil Tania Scacchetti e Giuseppe Massafra. “Immigrati in condizioni di fragilità, richiedenti asilo, provenienti da Paesi in guerra che, attraverso società di intermediazione di manodopera, operavano come rider, sfruttati da caporali attraverso la compravendita degli account di consegna. Ciclofattorini - aggiungono Scacchetti e Massafra - pagati pochi euro l’ora e senza che la multinazionale, come si apprende leggendo la notizia, abbia mai impedito questa ingiustizia”.


Per i due dirigenti sindacali “quanto disposto dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano è una misura forte che porta alla nomina di un amministratore prima ancora del processo, ma condivisibile perché il caporalato non può avere cittadinanza in un Paese che si definisce civile”. “Ora è importante attendere gli sviluppi della vicenda, tutelando il lavoro è continuando a rivendicare diritti e tutele per i ciclofattorini delle piattaforme del food delivery. In queste battaglie - concludono Massafra e Scacchetti - i lavoratori avranno sempre la Cgil al loro fianco”

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