sabato 9 maggio 2020

La Fp-Cgil di Palermo denuncia il gravissimo comportamento dei vertici del Dipartimento Integrazione sociosanitaria dell'Asp, che pretendono che i lavoratori Adi lo sollevino da responsabilità per eventuali infezioni da Covid 19

Giovanni Cammuca
In una lunga lettera dell’8 maggio scorso, il segretario generale della Funzione Pubblica Cgil Giovanni Cammuca ha scritto all’Assessore Regionale alla Salute, all’ispettorato del lavoro di Palermo e al Direttore Generale dell’ASP di Palermo denunciando che i vertici del Dipartimento della programmazione e della organizzazione delle attività territoriali e dell’integrazione sociosanitaria hanno chiesto alle lavoratrici ed ai lavoratori dipendenti dell’ASP di Palermo che espletano attività di assistenza domiciliare, di sottoscrivere apposita “dichiarazione liberatoria di responsabilità” che solleva “l’ASP di Palermo per ogni evento connesso alla possibilità di contrarre l’infezione da nuovo coronavirus (COVID 19) nell’espletamento dell’attività svolta in A.D.I.”.
Tra l’altro, le lavoratrici ed i lavoratori dovrebbero impegnarsi “a dotarsi di tutti i DPI necessari per il contenimento del contagio”.
“Come sindacato - ha aggiunto Cammuca - avevamo già espresso il nostro sdegno quando fu presentato un emendamento al ddl di conversione del decreto Cura Italia che esonerava la responsabilità dei datori di lavoro scaricando tutto sulle spalle dei lavoratori, emendamento poi ritirato. Non potevamo certo immaginare che ciò che era uscito dalla porta qualcuno potesse pensare di farlo rientrare dalla finestra addirittura con una “dichiarazione liberatoria di responsabilità”.

“Giova ricordare - secondo il dirigente sindacale - che il servizio A.D.I. è un servizio di continuità assistenziale gestito direttamente dall’ASP che si avvale, per la parte che qui interessa, con propri dipendenti che, seppur hanno dato la loro disponibilità volontaria, espletano le funzioni all’interno del loro rapporto di lavoro con la medesima ASP. Non v’è dubbio alcuno, quindi, che l’unico datore di lavoro è e rimane l’ASP di Palermo. L’aver chiesto alle lavoratrici ed ai lavoratori di sollevare il datore di lavoro dalla responsabilità di contrarre l’infezione è una gravissima violazione del D.Lgs. 81/2008. Cosi come altrettanto grave è la violazione al medesimo D.Lgs. di chiedere alle lavoratrici ed ai lavoratori di doversi dotare dei necessari DPI che, invece, devono essere obbligatoriamente forniti dal datore di lavoro come per altro ben precisato, e non poteva essere diversamente, dall’apposito regolamento dell’ASP di Palermo per “Utilizzo razionale delle protezioni per infezione da SARS-CoV-2 nelle attività sanitarie e sociosanitarie nell’attuale scenario emergenziale COVID-19” del 30/04/2020”.
“Sarebbe utile verificare – incalza il sindacalista - a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, conoscere quali siano le azioni intraprese a tutela della salute pubblica per l’erogazione del servizio A.D.I. Non abbiamo avuto il piacere di chiederlo direttamente all’ASP, e per questo chiediamo all’On. Assessore di verificarlo, perché nonostante le numerose richieste di incontro fatte al DG dell’ASP di Palermo, singolarmente, unitariamente, con le confederazioni, richiamando i protocolli sottoscritti a livello nazionale fra Governo, Ministero della Salute e Confederazioni Sindacali e le indicazioni date dall’Assessorato Regionale alla Salute, non siamo MAI stati convocati. Si chiede pertanto ai soggetti in indirizzo, ciascuno per la propria parte, un urgente intervento al fine di ripristinare la previsione delle norme del DLGS 81/2008 in ordine alle responsabilità ed agli obblighi dell’ASP, in qualità di datore di lavoro, sulla tutela della sicurezza e salute delle lavoratrici e dei lavoratori e sulla corretta fornitura dei DPI. Sul palese comportamento anti-sindacale posto in essere ci riserviamo di agire in separata sede”.

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