giovedì 26 settembre 2019

Palermo: allo Zen la processione rende omaggio alla stazione dei Carabinieri

La statua di Padre Pio allo Zen davanti alla caserma dei Carabinieri

Questa volta l’omaggio della processione non è stato alla casa del boss ma a una caserma dei carabinieri. E’ accaduto nel quartiere Zen, alla periferia di Palermo. I fedeli che portavano la statua di Padre Pio, in occasione dell’anniversario della morte del santo, infatti, si sono fermati davanti alla stazione di San Filippo Neri per rendere omaggio ai militari e al loro impegno in uno dei quartieri più difficili di Palermo.

Una ventina di devoti hanno portato, a passo di musica, la statua del Santo che stavolta è stata fatta fermare di fronte alla caserma dei carabinieri. L’associazione Padre Pio e i fedeli hanno voluto dare in questo modo un segnale ai cittadini del quartiere. Gli organizzatori hanno rispettato anche l’ordine della questura di non sparare i fuochi di artificio.
Nel rione palermitano è in parte ambientato anche l’ultimo discusso film di Franco Maresco “Non c’è più la mafia di una volta”, presentato al Festival di Venezia. Il regista riprende una festa di quartiere con cantanti neo melodici organizzata allo Zen per l’anniversario delle stragi Falcone e Borsellino in cui nessuno prende pubblicamente le distanze da Cosa Nostra. Questa volta, invece, alcuni abitanti del quartiere hanno voluto dimostrare platealmente la loro vicinanza alle forze dell’ordine e il rifiuto di ogni forma di reverenza nei confronti della mafia. Anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha manifestato il suo plauso per il gesto dei fedeli e ha telefonato al parroco dello Zen per esprimergli la vicinanza e il sostegno nella sua battaglia quotidiana per la riaffermazione della legalità.
“Un gesto semplice, ma profondo per una comunità, per un quartiere delicato che vuole sottolineare un’inversione culturale. Per i Carabinieri, da sempre vicini alla gente comune, un seme che sta germogliando”, ha detto Arturo Guarino comandante provinciale dei carabinieri di Palermo commentando la notizia
La scelta di omaggiare lo Stato e non la mafia arriva dopo un lungo passato di tributi riservati ai padrini locali. L’ultimo risale al luglio scorso, quando a Villafrati, l’arciprete fermò la processione del Corpus Domini davanti alla casa di un capomafia in carcere, Ciro Badami, uno dei fedelissimi di Bernardo Provenzano. Il maresciallo e il sindaco lasciarono la processione e l’episodio venne segnalato al prefetto e all’arcivescovo.
Ma un precedente ancor più eclatante avvenne il 29 maggio 2016 a Corleone quando la processione per San Giovanni Evangelista arrivò nella via che allora si chiamava Scorsone (dall’anno scorso è diventata via Cesare Terranova), dove abitava Ninetta Bagarella, la moglie del boss mafioso deceduto Totò Riina. Il confrate Leoluca Grizzaffi, suonò la campanella proprio davanti la sua casa e fece fermare la statua del santo per un ossequio.

ilsitodisicilia, mercoledì 25 settembre 2019

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