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giovedì 12 gennaio 2017

PALERMO PER I NOVANTACINQUE ANNI DI NICOLA CIPOLLA

Pio La Torre (a sinistra) e Nicola Cipolla
negli anni '50 a Palermo
Incontreremo Nicola Cipolla a Palermo, a Palazzo delle Aquile, sabato 14 gennaio, alle ore 16,00 per festeggiarlo tutti insieme.  
“NON VI SARA’ NEL NOSTRO FUTURO SUFFICIENTE CONOSCENZA E MEMORIA DELLA  NOSTRA VERA STORIA, SE NON NE PARLEREMO CON I  PROTAGONISTI CHE HANNO CONTRIBUITO A SCRIVERLA CON IL LORO IMPEGNO ED IL LORO SACRIFICIO”.
“Li avevo incontrati per la prima volta insieme attorno agli anni ‘50 davanti ai cancelli dei Cantieri Navali di Palermo. Pio era già Segretario della Camera del Lavoro, mentre Nicola era responsabile di massa della Federazione Comunista e deputato regionale. I proprietari delle tantissime bancarelle e gli  strilli per offrire le loro mercanzie durante  l’ora di pranzo ai circa diecimila operai in attività, non ci impedirono di ascoltare i consigli dei nostri due dirigenti, sulle diverse  importanti e difficili  vertenze aziendali che ci impegnavano da mesi. Li ritrovai ancora tra noi, con il Segretario della FIOM CGIL del tempo, Peppino Miceli. Con  Peppino e Nicola ho percorso tantissimi anni della mia attività sindacale e politica, e furono entrambi, per molti di noi, i veri maestri ed è in omaggio a questo suo straordinario lavoro che tento oggi di riproporre questo suo instancabile impegno, come memoria attiva. 
                                                                       Ottavio Terranova
 IL SUO INSTANCABILE IMPEGNO

Nicola Cipolla è stato  ed  è uno dei più importanti protagonisti della vita sindacale, politica e parlamentare  siciliana.
I suoi 95 anni coincidono con la grande risposta elettorale del popolo italiano in difesa della nostra costituzione e dei valori della democrazia.

Nicola, come ha ricordato nel suo ultimo libro “Diario di un socialcomunista siciliano”, già in  giovane  età cominciò a maturare il suo impegno antifascista e subito dopo la guerra, diventa  protagonista della ricostituzione della CGIL di Palermo con Cesare Sessa.
Si preparavano significative  lotte nel movimento operaio palermitano e la città, distrutta dagli eventi bellici, si mobilitava contro il caro vita e il caro pane.

CON I CONTADINI NELLE CAMPAGNE

Il movimento contadino in Sicilia si riorganizzava con la nascita della Federterra e Cipolla viene chiamato a dirigerla. In questo suo nuovo incarico riesce a coinvolgere  validi giovani tra cui lo studente della Facolta’ di ingegneria Pio La Torre.
Il ministro comunista Gullo, del primo governo di Unita nazionale, aveva emanato  l’importante decreto che prevedeva nuovi e più umani  patti di lavoro. Questo decreto, tra l’altro prevedeva l’assegnazione  delle terre incolte o mal coltivate ai lavoratori della terra  con il riconoscimento a loro favore del 60%  del prodotto lavorato. Questo importante evento politico, diede impulso a tutta la sinistra e nelle campagne si svilupparono tante iniziative per l’applicazione delle nuove norme che venivano puntualmente disattese dai proprietari dei fondi.
Nei centri  rurali della regione, ebbero inizio le lotte per  l’assegnazione delle terre, attraverso l’occupazione dei  feudi possedute fino ad allora da poche  ricche,  titolate famiglie, o controllate da amministratori, da campieri e dalla mafia agraria.
La parola d’ordine era “ i contadini hanno fame di terra e sete di liberta”, i cartelli  con lettere cubitali e le  bandiere di vari colori, sorrette anche da donne e bambini, venivano piantate nei feudi appena occupati.

L’AMPIEZZA DEL MOVIMENTO E LA GALERA

Anche Cipolla quel giorno, era con i contadini, proprio mentre  Pio La Torre veniva arrestato e incarcerato per ben 18 mesi, durante  l’occupazione del Feudo Bosco  a Bisacquino.
Nicola,  con altri validi dirigenti, fu protagonista di questo possente e storico movimento  che si andava estendendo anche in tutto il Mezzogiorno d’Italia.

I FASCI SICILIANI

Già anni prima, il movimento dei Fasci Siciliani, che per la sua ampiezza  venne  definito il secondo movimento in Europa, dopo la comune di Parigi, si era posto gli stessi obiettivi di lotta dei nostri contadini, ma il governo del siciliano Francesco Crispi per bloccarne il suo  sviluppo, lo represse nel sangue e incarcerò i suoi capi.
I TANTI NOSTRI MARTIRI

Non potremo mai  dimenticare  i tanti dirigenti sindacali e politici uccisi durante queste lotte  dalla mafia agraria, così come  i 12 morti del primo maggio 1947 a Portella della Ginestra attraverso le armi della banda Giuliano in un connubio tra stato e forze deviate.
Questi terribili, delittuosi eventi erano già la negazione di  ogni principio di democrazia e di libertà che con la guerra di liberazione l’Italia aveva voluto e  che la Sicilia rivendicava da tantissimi anni anche attraverso la richiesta di autonomia.


CON GIROLAMO LI CAUSI

Con Girolamo Li Causi, tornato  in Sicilia  dalle galere fasciste  nonostante le tante difficoltà, il gruppo dirigente dei partiti di sinistra e del sindacato erano fortemente impegnati a viso aperto  contro la mafia e l’affermarsi del nuovo potere che gli americani avevano  ad essi affidato, mettendoli  a capo di diversi comuni della Sicilia.

LA FORMAZIONE DELLA NUOVA CLASSE DIRIGENTE

Era indispensabile la crescita a livello politico e sindacale di nuovi gruppi dirigenti con voglia di impegno e capacità di elaborazione in questa nuova complessa realtà.
Iniziò  così la ricerca e il coinvolgimento di tanti giovani dirigenti  in città nelle delle fabbriche  e nei comuni.
Con Emanuele Macaluso  Nicola Cipolla farà parte della segreteria regionale della CGIL e   successivamente contribuirà alla nascita dell’Alleanza Coltivatori Siciliani, assumendone la direzione regionale, che diresse anche  con il contributo di  importanti dirigenti,  quali  Feliciano Rossitto, l’ingegnere Mario Ovazza ed altri.
L’OTTO LUGLIO 1960

L’otto luglio del 1960, anche la nostra  città si mobilitava contro il tentativo di ricostituzione del partito fascista.  Nicola era tra i giovani con le magliette a strisce, proprio mentre la celere di Tambroni e di Scelba, sparava sulla folla e uccideva. Palermo  con le sue miserie, il suo sottosviluppo, la crescente illegalità e le tante contraddizioni, trovava la forza per mostrare  il suo volto antifascista.

LE FABBRICHE  E LA NUOVA CITTA’

A Palermo si moriva nelle fabbriche e nell’edilizia per mancanza di prevenzione, si moriva anche per mano mafiosa nella lotta per l’accaparramento delle aree edificabili. In una sola notte venivano abbattute bellissime ville per fare posto a mostri di cemento e la Conca d’oro subiva la stessa sorte tra l’indifferenza generale e con la compiacenza di amministratori della città collusi o in odor di  mafia.

UN NUOVO IMPEGNO

Occorreva contrastare questa deriva di mafia e di illegalità e la sinistra e il sindacato fecero quel che poterono, pagando ancora una volta con denunce, licenziamenti discriminazioni e arresti di diversi suoi dirigenti .
IL CONTRIBUTO DI NICOLA COME PARLAMENTARE

Il nostro Nicola, prima al Parlamento regionale, poi come senatore della Repubblica e ancora nella costituenda Comunità Europea, continuava a seguire  i problemi dell’ agricoltura e del lavoro agricolo con proposte di legge e battaglie parlamentari significative che lo convinsero ad accettare anche un importante incarico nell’Ente Agricolo della regione Lazio.

ANCORA CON PIO LA TORRE

La Torre aveva lasciato il suo incarico nel Partito Comunista a livello nazionale e  tornando in Sicilia decise di dare vita con Cipolla al CEPES. Ancora oggi, grazie all’instancabile impegno di Nicola, il centro studi continua ad  organizzare importanti  convegni, avanza proposte di sviluppo, partecipa a battaglie per la difesa del suolo,  per la difesa dei servizi  pubblici, per la valorizzazione delle energie alternative, per la pace e con la pubblicazione di tanti suoi articoli e saggi, apre continui confronti nel territorio, nel mondo politico e  nella cultura.

OGGI


Nicola Cipolla, i suoi 95 anni li porta benissimo, e riesce  ancora a coinvolgere come sempre, intelligenze e quanti lo stimano e gli vogliono bene.

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