mercoledì 6 aprile 2016

Riina da Vespa. Michele Pagliaro (Cgil Sicilia): "Amplificare la voce della mafia significa legittimarla..."

Michele Pagliaro, segretario generale Cgil Sicilia
Palermo, 6 aprile- “Cercare di fare audience a tutti i costi è assurdo e ancora di più lo è quando questo avviene nella televisione pubblica. Per un’Organizzazione come la nostra che combatte la mafia e ha pagato per questo un alto tributo di sangue vedere sul palcoscenico Rai il figlio di Totò Riina è stato come ricevere uno schiaffo”: lo dice il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro. “Amplificare, trasmettendola al grande pubblico, la voce di chi è stato condannato per associazione mafiosa e non ha mai preso le distanze dalle azioni efferate del padre- aggiunge Pagliaro- è come legittimare un modo di essere che noi condanniamo e contro cui ci battiamo. No, questo la Rai non doveva farlo, chi si batte per fare scomparire la mafia si aspetta che le uniche voci vicine alla mafia che meritano di essere amplificate siano voci di presa di distanze, di pentimento, di condanna della mafia anche quando questa ha il volto del proprio padre”.

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