venerdì 14 giugno 2019

L’operazione della finanza a Palermo. Maman, riti vodoo e "tassisti" per la tratta delle nigeriane


di Romina Marceca 
Le ragazze arrivavano con i barconi dalla Nigeria con il miraggio di una vita nuova, ma finivano in strada tra gli arrestati la " sacerdotessa" a capo del traffico e un pensionato che portava le donne sul posto di lavoro
Le ragazze arrivavano dalla Nigeria sui barconi, convinte che la loro vita sarebbe cambiata. Si erano piegate a macabri riti vodoo giurando che avrebbero ripagato l’organizzazione che organizzava il viaggio con 30mila euro e avevano, in qualche modo, accettato anche gli abusi sessuali subiti in Libia nelle prigioni delle gang. Al loro arrivo in Sicilia, invece, scoprivano una realtà crudele: per vivere dovevano prostituirsi e se si rifiutavano le loro famiglie avrebbero rischiato anche la vita. Su di loro incombeva la sacerdotessa che aveva partecipato al rito vodoo in Nigeria. « Mi rivolgo al santuario se non ubbidisci», era la minaccia della maman.

In poco meno di un anno il Gico della finanza ha pedinato, filmato e intercettato la maman che abitava in via Candelai, Elizabeth Terry detta Lizzy, i suoi due collaboratori, Paul George e Smart George, e anche un pensionato palermitano, Giuseppe Marino che, a 78 anni, era il " tassista" dell’organizzazione. Tutti e quattro sono finiti agli arresti dopo che la Dda della procura ha ammesso un decreto di fermo.
Le storie delle vittime sono tutte diverse tra loro. C’è la ragazza che è riuscita a liberarsi del debito di 30 mila euro e che adesso ha un fidanzato ma c’è anche chi ha risposto alla finanza che è giusto pagare quella gang. La stessa maman ha alle spalle una vita sofferente: prostituta a sua volta, mamma di una ragazzina di 17 anni e poi maman crudele con le sue ragazze. Ieri la figlia è stata trasferita in una comunità. Adesso è sola al mondo.
Da corso Tukory a via Messina Marine, dal Foro Italico e fino al mercato ortofrutticolo di Villabate. Le prostitute nigeriane lavoravano in diverse parti della città. Ad accompagnarle c’era sempre quel vecchietto, Giuseppe Marino, con la sua Fiat Panda. I finanzieri, cordinati dal colonnello Cosmo Virgilio e dal tenente colonnello Marco Sorrentino, hanno pedinato quell’uomo per diversi giorni.
Elizabeth Terry non faceva sconti alle giovani che erano costrette a vendersi sui marciapiedi. «Duecento ottanta euro è quello che ha saldato Vivian il mese scorso, lei si aspettava che io prendessi cento euro per mandarli alla sua famiglia in Nigeria. Non ho ancora avuto i soldi che Vivian ha usato per venire in Europa. È una ingrata » , diceva così la maman parlando di una sua ragazza. I soldi guadagnati dalle ragazze erano in parte restituiti alla gang e in parte versati alla famiglia con il metodo " Euro to euro" che però non aveva alcun contratto scritto. Si tratta di un accordo a voce.
E così proprio una delle ragazze a un certo punto, quando l’organizzazione non invia soldi alla famiglia, decide di chiamare la madre. Aveva scoperto che i suoi soldi erano stati utilizzati per realizzare una casa in Nigeria per la maman. « Devono bruciare la casa di Lizzy », sbotta la giovane. Ma più della paura della povertà le famiglie in Nigeria hanno quella per le conseguenze dei riti vodoo. «Stai calma, non parlare così » , risponde la madre alla ragazza.
La Repubblica Palermo, 14 giugno 2019

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