martedì 25 giugno 2019

CONTE: “ME NE VADO SE LITIGATE”. È ANCORA LÌ

EMANUELE MACALUSO
La miserevole guerriglia preelettorale tra Di Maio e Salvini, ministri e vicepresidenti del Consiglio, continua. Assolutamente indifferenti, i due, per quel che questo comporta alla governabilità del Paese. L’avvocato Conte, finto presidente del Consiglio, alcuni giorni addietro aveva detto che se i due “capi politici” non avessero smesso di litigare, si sarebbe dimesso. I due hanno invece accentuato la guerriglia elettorale, ma il Conte è sempre a Palazzo Chigi. Salvini, il quale ritiene ormai di essere lui il vero presidente del Consiglio, convoca anche i sindacati al Viminale così dichiarando che non esiste un ministro del Lavoro chiamato Di Maio.

Il ministro Di Maio oggi ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera in cui accusa Salvini di spingere per le elezioni anticipate. Ha affermato: “Chi fa cadere il governo si prende la responsabilità di far tornare un nuovo governo Monti”. Il fatto che Di Maio ed i suoi grillini siano incollati alle poltrone è noto. Ma demonizzare il governo Monti, il quale con tutti i limiti che ebbe evitò che l’Italia facesse la fine della Grecia con il commissariamento della “trojka”, è incredibile e vergognoso. Infatti, Di Maio finge di non sapere che il suo governo, in società con Salvini, ha ridotto le finanze pubbliche in condizioni tali da indurre l’Ue a minacciare misure severe, come la procedura d’infrazione per eccesso di debito pubblico.
Forse non arriverà un altro governo Monti ma i commissari europei sono pronti ad intervenire, si vedrà in quali forme. Il disastro è incombente. A questo proposito i due “capi politici” sono i capi del disastro. Nei prossimi giorni sapremo qualcosa di più di questa storia. E ne saprà di più anche il capo dello Stato. Per dire cosa fare.
(25 giugno 2019)


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