giovedì 27 giugno 2019

A fuoco i terreni della cooperativa antimafia. Il presidente Parisi: «Se volete sostenerci, comprate la nostra pasta»


Incendio ieri in un terreno di Canicattì coltivato dalla cooperativa sociale Lavoro e non solo, che gestisce terre confiscate alla mafia tra l'Alto Belice Corleonese e l'Agrigentino. In fumo 50 quintali di grano che avrebbero prodotto seimila pacchi di pasta
Il danno è di quelli destinati a pesare sul bilancio annuale. L'amara sorpresa, per la Cooperativa Lavoro e non Solo, che dal 2000 gestisce beni confiscati alla mafiatra Corleone e Canicattì, è arrivata con le prime ore del mattino, quando i soci sono giunti nella tenuta dell'Agrigentino e hanno trovato in fiamme circa due ettari coltivati a grano.

Si stima che in fumo siano andati circa 50 quintali di grano, dai quali si sarebbero confezionati seimila pacchi di pasta, per un valore commerciale di circa 10mila euro. Pasta che nell'ultimo anno la cooperativa - nata in seno all'Arci Sicilia con un progetto di inserimento socio-lavorativo di persone con patologie psichiatriche e successivamente impegnata sul riutilizzo dei beni confiscati - aveva dedicato alla memoria di Rita Borsellino, scomparsa lo scorso 15 agosto.
A darne notizia, sui social network, è stata proprio la cooperativa che in un post ha raccontato la vicenda. «I nostri soci - si legge - si sono recati nei campi di Canicattì per ultimare i lavori sui vigneti, e hanno visto che uno degli appezzamenti di circa due ettari coltivati a grano, era stato incendiato nella notte da ignoti, con una perdita di circa 50 quintali di grano che sarebbe diventata la nostra pasta. Come sempre l'attenzione dei carabinieri di Canicattì è importante, ed è stata aperta un'indagine per individuare la dinamica dei fatti e le responsabilità. Continuiamo nel nostro impegno quotidiano portando avanti i nostri valori e l'amore per la nostra terra».
Immediata la solidarietà e il sostegno dell'Arci Sicilia, che in una nota ha sottolineato: «Ci stringiamo attorno a una delle esperienze di cui siamo più orgogliosi e restiamo fiduciosi che le indagini dei carabinieri di Canicattì facciano luce sulla dinamica dei fatti e le responsabilità, sicuri che la Cooperativa saprà andare avanti nel proprio percorso di legalità e sviluppo nei terreni confiscati alla mafia».
A intervenire, anche Vittorio Teresi, presidente del Centro Studi Paolo e Rita Borsellino, che ha sottolineato il valore sociale dell'esperienza di Lavoro e non solo, che dal 2005 organizza i campi di studio e lavoro sulle terre confiscate alla mafia, ai quali ogni estate prendono parte centinaia di ragazzi da tutta Italia. «Rimarcando l'unità di intenti e di sentimenti di tutti coloro che sono impegnati nelle attività sociali sui beni confiscati alle mafie e per reagire con la massima determinazione contro l'ennesima aggressione di un manipolo di vigliacchi al soldo di organizzazioni criminaliche continuano a sperare, inutilmente, nella prevalenza della forza e della prepotenza - aggiunge -. L'incendio del raccolto dei campi di grano, pur avendo creato un danno economico, non ha minimamente intaccato la forza, la determinazione e la coesione di tutti gli operatori. Presto saremo a Canicattì per manifestare concretamente la nostra vicinanza».
In molti, intanto, si chiedono in queste ore come sostenere la cooperativa. A rispondere a Meridionews è il presidente, Calogero Parisi, che lancia un appello: «A chiunque voglia supportarci in questo, come negli altri momenti del nostro percorso, chiediamo di sostenere il nostro lavoro acquistando i nostri prodotti. Sapere che i pochi pacchi di pasta che riusciremo a produrre finiranno sulle tavole di chi ci sostiene è la gratificazione migliore che possa arrivare».
Meridionews, 27 giugno 2019

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