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giovedì 10 marzo 2016

Commemorazione di Rizzotto. Ridulfo: "Qui la storia ha incrociato le storie..."

Mario Ridulfo pronuncia il suo discorso
Il discorso pronunciato da Mario Ridulfo, della segreteria della Cgil di Palermo, davanti alla tomba di Placido, durante la cerimonia di commemorazione con le scuole e le associazioni
Oggi siamo qui, in questo luogo dove si conservano i resti del corpo di Placido Rizzotto.  Siamo qui, nella sua terra, dove le sue parole sono diventate pietre sulle nostre coscienze.  Siamo qui, all'altare della Patria dei lavoratori e delle lavoratrici, di Corleone, della Sicilia e dell'Italia intera. Ma Placido Rizzotto non è solo l'uomo i cui resti finalmente hanno trovato pace. Placido Rizzotto è una idea, è una tensione morale, è una ispirazione, è una pratica. Placido Rizzotto non è solo il nostro passato, è il nostro presente, è soprattutto il nostro futuro. Noi siamo qui perchè qui c'è il simbolo di una idea diversa di società, di morale, di etica, di impegno. Una idea che propugna una società libera dallo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Noi siamo qui per ribadire, oltre la ricorrenza e la commemorazione, il nostro personale impegno, di ciascuno di noi, di quello della Cgil , del movimento sindacale delle lavoratrici e dei lavoratori italiani, ad essere coerenti con l'esempio che Placido  e gli altri compagni assassinati in quegli anni,  dalla mafia e dal potere mafioso,  ci hanno lasciato.

Corleone è stata un crocevia tragico, doloroso, violento, ma al contempo grande, eroico, nobile, della storia, non solo della Sicilia, ma dell'Italia moderna intera. Qui, nella capitale che fu dei fasci siciliani si è combattuto un nuovo risorgimento per le speranze tradite dei contadini di Corleone e della Sicilia. Qui è continuata la lotta dei partigiani, che come Placido, tornati a casa hanno continuato a combattere. Una nuova resistenza fatta con le parole, con la forza delle idee, a pugni nudi, contro i padrini e i padroni di sempre.
Corleone, così cara a tutti noi, come lo fu per Placido, e prima ancora per Bernardino Verro e per le loro famiglie, è ancora oggi, come tanta partedella nostra isola ed anche del nostro paese, crocevia di forze che si contrappongono e si respingono, mafia ed antimafia, progresso e sottosviluppo, diritti e sfruttamento, occupazione e disoccupazione, buona politica e mala politica. Qui dove la storia ha incrociato "le storie", tragiche e nobili di Placido Rizzotto, di Pio La torre e del Generale Dalla Chiesa, qui e soprattutto qui, non ci possono essere zone d'ombra, zone grigie, non ci possono essere lati oscuri. La lotta e l'impegno, tra chi vuole lo sviluppo libero dalla violenza della mafia, ed anche dalla cattiva politica e chi vuole tenere questa terra nel sottosviluppo, nella violenza, per l'arricchimento proprio e di pochi a danno di tutti, continua. Nel mezzo, non c'è spazio per chi balbetta, per chi si è già arreso.
Continuiamo, dunque compagne e compagni, lavoratrici e lavoratori, disoccupate e disoccupati, studenti e giovani, nel nome di Placido Rizzotto, a lottare per il lavoro, per la giustizia, per la pace  e per un futuro di libertà,  qui a Corleone, come in ogni parte  del mondo.

Mario Ridulfo
segretario CGIL Palermo

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